il volo regia di Theo Angelopoulos Grecia, Francia, Italia 1986
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il volo (1986)

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locandina del film IL VOLO

Titolo Originale: IL VOLO

RegiaTheo Angelopoulos

InterpretiDinos Illiopoulos, Serge Reggiani, Nadia Mourouzi, Marcello Mastroianni

Durata: h 2.03
NazionalitàGrecia, Francia, Italia 1986
Generedrammatico
Al cinema nel Luglio 1986

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Trama del film Il volo

Spyros maestro elementare di origini contadine, una moglie e una figlia ormai sposata, un giorno abbandona tutto e tutti per tornare a fare l'apicultore come suo padre e suo nonno. Caricate le arnie su di un camioncino parte alla volta dei pascoli piů alti. Strada facendo incontra un'autostoppista alla quale da un passaggio. La reincontra il giorno dopo, quindi quello dopo ancora e passa con lei una notte. Ripreso il viaggio, libera le api e si lascia morire trafitto dalle loro punture.

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Voto Visitatori:   7,20 / 10 (5 voti)7,20Grafico
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Voti e commenti su Il volo, 5 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Filman  @  22/02/2023 12:00:15
   8 / 10
IL VOLO è un viaggio alla ricerca di qualcosa, l'oscillazione tra insicurezza e realizzazione, tra la mancanza e l'ottenimento. Theo Angelopoulos infila un'altra pietra nella sua collana, diversificando quel tanto che basta da dare senso alla sua teoria, passando dal silenzio assordante allo strimpellare, passando da una regia che descrive la depressione dei suoi personaggi con cattiveria e afflizione ad una regia che la descrive con passione. In soldoni, con questo film l'autore da un taglio non solo più italiano ma proprio più occidentale al film. Inoltre, con questa storia ci si sporge leggermente di lato per sbirciare il mondo moderno e la provincia greca di oggi, raccontandoci la desolazione dell'entroterra a Nord del paese e descrivendoci questo come la terra degli uomini persi e dimenticati.

DarkRareMirko  @  04/04/2018 23:54:50
   6½ / 10
Un film appesantito da troppi tempi morti, qui ancora più presenti rispetto alla media del regista greco, che già non brilla per ritmi movimentati.

Simbolismi faciloni (il morso alla mano, arghhhh!) non aiutano e il film stanca e annoia, nonostante le interessanti location.

Vale soprattutto per il sempre bravo Mastroianni, indicato e professionale.

Del regista preferisco altro (La sorgente del fiume, per esempio).

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  25/05/2013 22:19:14
   7 / 10
Se dovessi pensare di primo acchito a un film "lento", certamente mi verrebbe in mente "Il volo" di Anghelopoulos. In questo film poi il ritmo lento, la staticità, la rarefazione narrativa, i lunghi silenzi non sono solo un mezzo, una normale tecnica registica, sono proprio la sostanza del film; se fosse stato girato, montato e recitato in altra maniera non sarebbe stato per nulla lo stesso film, avrebbe cambiato completamente di significato.
Il metodo lento e dilatorio infatti crea un effetto antinaturalista, come se si assistesse a qualcosa di assoluto e astratto, è come penetrare in un'essenza, si bada soprattutto a ciò che suggerisce l'immagine e la scena, piuttosto a ciò che in sé rappresenta. Il silenzio e la staticità nelle immagini stimolano la contemplazione e la ricerca della profondità (non a caso questa tecnica viene usata spesso dai registi orientali o da Kiarostami).
Anghelopoulos riesce bene in questo intento anche perché sceglie di mostrarci scene e ambienti dimessi, anonimi, poveri ed essenziali. Ci porta in una Grecia più invernale che primaverile, non turistica, fuori dal tempo, in bilico fra tradizione e modernità. Le immagini scelte sono tutte "coerenti", "compatte" e dall'inizio alla fine danno un senso di malinconia, tristezza, sconfitta. I personaggi stessi appaiono non tanto per essere dei personaggi e quindi per raccontarci la loro storia. Appaiono già che sono alla fine della loro storia (che non sapremmo che per spizzichi e bocconi nel caso di Spiros, il niente assoluto per la giovane ragazza vagabonda che lo accompagna e di cui non conosciamo nemmeno il nome). Non importa che storia sia, l'importante è che i personaggi stando zitti, non agendo, subendo passivi, ci trasmettano il messaggio di scoramento, fine, termine, tramonto, sconfitta, inutilità di tutto, della vita. Anche la speranza s'infrange nell'incomunicabilità fra le generazioni. Il vecchio mondo non ha altra scelta che lasciarsi finire, sapendo di non aver più alcuna funzione e alcun ruolo.
"Il volo" di Anghelopoulos è una specie di epitaffio per la vecchia Grecia, per il mondo "passato" in generale (quello pre-consumistico), una dolorosa e implacabile contemplazione di una fine.
Anghelopoulos si sente certamente "artefice". Il suo "intervento" come detto è evidente e decisivo e lo si nota soprattutto negli insistiti piani-sequenza. Alcuni sono molto belli e fluidi, altri forse peccano un po' di virtuosismo fine a se stesso (la sposa che insegue il passerotto), altri sono forse eccessivamente statici. In effetti la pazienza dello spettatore è messa spesso a dura prova. Ovviamente occorre sapere dove si va a parare prima di guardare un film di Anghelopoulos.
Mastroiànni anche stavolta ci regala un ritratto molto toccante e commovente di una persona qualunque. Solo lui riesce a far diventare il normale e il dimesso sempre qualcosa di speciale e unico.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  24/04/2012 00:53:43
   8 / 10
Spyros lascia tutto e tutti dopo il matrimonio della figlia, alla ricerca di qualcosa "d'altro" incomprensibile. Forse neanche lui sa cosa. Il suo è un viaggio a ritroso verso la morte, l'oblio annunciato, fa i conti con una vita che ormai è già finita, è un morto vivente che si innamora di una ragazza o dell'idealizzazione che ha fatto di essa e allora la possiede con forza, non vuole lasciarla andare anche quando lei dice di farlo... Fino allo struggente e liberatorio finale. Cronaca di una morte annunciata.

Scene di una bellezza visiva ed emozionale incommensurabile, su tutte mi piace citare quella con Spyros che porta al mare l'amico morente. E poi una fantastica colonna sonora con sax a riscaldare un'anima già distrutta a guardare un film di morti viventi.
Mastròianni immenso, Angelopoulos si affida ovviamente ad uno dei più grandi attori di sempre per narrare una storia dal taglio decisamente intimistico. E Marcello risponde alla grande, sfoderando un'ennesima perla da ricordare nella sua carriera, questa volta disperato ed irrequieto.

bulldog  @  06/09/2009 22:56:39
   6½ / 10
Innanzitutto non capisco chi dia il diritto ogni volta ai distributori italiani di storpiare i titoli a loro piacimento,questo film si intitola 'L'Apicoltore'.
Un film molto introspettivo del greco Anghelopulos con una grande fotografia di una Grecia silente e affascinante.
Mas*****nni il protagonista alla ricerca di se stesso e del senso della vita offre una buona interpretazione ma nel complesso la pellicola convince poco.
Non mi ha trasmesso quel senso di vacuità a cui aspirava il regista.

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