Ventisei anni dopo essere sfuggiti a un killer mascherato fin troppo familiare, i Core Four tornano nel mirino dell’assassino — e nessun franchise horror è al sicuro.
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Direi non solo il peggiore della serie, ma mi spingo a dire che rientri nella top 3 dei peggiori film in assoluto che abbia mai visto. Un'accozzaglia a caso di gag senza alcuna comicità né ironia (a meno che non debba far ridere sentire pronunciate le parole kul0, merd4, c4zz0 e ph33g4 per credo un milione di volte, continuamente). Nessuna sorpresa, nessuna inventiva, il nulla cosmico. Non do 1 ma 1.5 per l'unico sorriso che mi ha strappato Hanson (Chris Elliott, il maggiordomo con la mano deforme del cap. 2) nel suo brevissimo sketch nei titoli di coda. Il resto è solo imbarazzo.
Mi sembra il peggiore della serie!! Una accozzaglia di urla e schiamazzi senza senso dal primo all'ultimo minuto, con battutaccie continue sullo stesso tema e nessuna originalità. Peccato.
Guardando questo nuovo Scary Movie si ha subito una sensazione familiare: è esattamente lo stesso film che la saga ci ha proposto per anni. Le stesse gag, le stesse prese in giro, le stesse dinamiche. E, bisogna ammetterlo, in più di un'occasione riesce ancora a strappare qualche risata. Il problema è che nel frattempo sono passati vent'anni. Non è cambiata soltanto la società, ma è cambiato anche il cinema horror che il film dovrebbe parodiare. Oggi il genere è molto più vario, consapevole e sfaccettato rispetto ai tempi di Scream e The Ring. Eppure Scary Movie sembra essersi fermato lì, come se il tempo non fosse mai trascorso. Rivedere oggi le battute e le sensibilità dei vecchi capitoli è una cosa: fanno parte di un preciso contesto storico e culturale. Riproporle quasi identiche nel 2026 è un'altra. Non basta giustificarsi dicendo che la saga è sempre stata così. Se l'horror si è evoluto, anche la sua parodia avrebbe dovuto fare lo stesso. Il risultato è un film che funziona a tratti grazie alla nostalgia e a un meccanismo comico ormai collaudato, ma che dà continuamente l'impressione di essere arrivato in ritardo rispetto al mondo che vorrebbe prendere in giro. Fa ridere, sì, ma raramente sorprende. E per una parodia, forse, è il difetto più grande.