il diavolo veste prada 2 regia di David Frankel USA 2026
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il diavolo veste prada 2 (2026)

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locandina del film IL DIAVOLO VESTE PRADA 2

Titolo Originale: THE DEVIL WEARS PRADA 2

RegiaDavid Frankel

InterpretiMeryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Tracie Thoms, Tibor Feldman, B.J. Novak, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen, Rachel Bloom, Pauline Chalamet, Larry Mitchell, George C. Wolfe, Daniel Liu, Bria Condon, Esco Jouléy, Rishi Mukherjee, Wes McGee, Conrad Ricamora, Lady Gaga, Kennedy Walsh, Ciara, Jenna Bush Hager

Durata: h 1.59
NazionalitàUSA 2026
Generecommedia
Al cinema nell'Aprile 2026

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Trama del film Il diavolo veste prada 2

Il film racconta le nuove sfide di Miranda Priestly (Meryl Streep), iconica e temuta direttrice della prestigiosa rivista Runway, nel contesto di un’industria editoriale in profonda trasformazione. Dopo anni di dominio incontrastato nel mondo della moda, Miranda deve ora confrontarsi con il calo della carta stampata e con la consapevolezza che la pensione è sempre più vicina. Non ci sono solo le difficoltà professionali, ma anche quelle sul lato più personale della protagonista, mostrando il rapporto con il suo nuovo marito (Kenneth Branagh) e le complicate dinamiche intime tra i due. Tra crisi dell’editoria e sfide personali, Miranda Priestly si trova costretta a ridefinire il suo ruolo di donna di potere in un mondo che cambia rapidamente, affrontando con stile, determinazione e la consueta ironia le prove di un presente incerto.

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 •  IL DIAVOLO VESTE PRADA, 2006

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Voto Visitatori:   5,38 / 10 (12 voti)5,38Grafico
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Voti e commenti su Il diavolo veste prada 2, 12 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  06/07/2026 18:46:56
   4½ / 10
Crisi della carta stampata, posti di lavoro del settore che si perdono con sms. Questo è tutto sommato la cornice su cui si sviluppa il sequel di Il Diavolo veste Prada. E la nostra Andy che cerca di tornare alle origini nel posto in cui in fondo era iniziato tutto. Di questo sequel non ne sentivo il bisogno e riesumarlo per cosa? Non introduce qualcosa di nuovo o originale, mostra un dato di fatto, ma ciò che lo rende vacuo ed inutile sono i personaggi dove si salva a malapena Tucci. Quello di Miranda è quello che ha perso più appeal. Lontana anni luce dalla iena politicamente scorretta del film originale. E se Miranda Priestly perde molto del suo carisma, anche gli altri che girano intorno ne pagano le conseguenze. Premesse scarse, personaggi sminuiti, esibizione del lusso, specialmente nella seconda parte. Personalmente vederlo è stata una perdita di tempo.

Noodles71  @  05/07/2026 19:42:00
   5½ / 10
Sono passati venti anni, forse troppi, per poter rivedere sul grande schermo una delle coppie di attrici meglio assortite nella comedy americana degli anni duemila, l'eterna Meryl Streep e l'amabile Anne Hataway che hanno reso iconico "Il Diavolo Veste Prada". Sequel che puzza inevitabilmente di operazione commerciale, difficile ripetere la brillantezza del capostipite e sostanzialmente le situazioni sono sempre le stesse. La crisi dell'editoria dovuta al cambiamento dei tempi con il passaggio dalla carta stampata al digitale è il pretesto per far ritornare a collaborare insieme la dispotica direttrice di "Runway" "Miranda Priestly" e la giornalista "Andy", in un contesto completamente differente rispetto al passato. Il passare degli anni è implacabile, la Streep non incarna più il diavolo risultando più amorevole e stanca, Stanley Tucci mantiene la sua professionalità, Emily Blunt sempre più arrivista e la Hataway ripete le smorfie e le stressanti corse già viste in passato. Troppo poco, si ride di meno ed in generale tutto il film che dura quasi due ore, si tira avanti in maniera affannosa e qualche momento è ripetitivo e noioso. Folgoranti le riprese durante la "Milano Fashion Week", con carrellata di camei di stilisti, modelle e cantanti con Lady Gaga che si esibisce durante la sfilata. Personalmente rivedendoli uno dopo l'altro, il secondo capitolo mi è piaciuto poco, meno divertente e stavolta il cast non è riuscito nell'ardua impresa di avvicinarsi all'originale.

Mauro@Lanari  @  03/07/2026 20:57:00
   3½ / 10
"Ho Stoccolma in linea. Rivogliono la loro sindrome" ("Stockholm called. They want their syndrome back"): sicuri che stiano recitando?

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

BlueBlaster  @  01/07/2026 22:16:08
   2 / 10
Sequel immondo...per fortuna non sono andato a buttare i soldi al cinema!
Del precedente restano solo gli attori...tutto riciclato e a dir poco noioso con una sceneggiatura pessima.
Pura operazione commerciale che ha tratto in inganno milioni di persone.
Voto esemplare perché è stato insopportabile!

Cosimo70  @  25/05/2026 07:47:33
   6 / 10
Il film intrattiene ed è simpatico, la storia è un po' forzata e va avanti a singhiozzo.
Direi consigliato, e Milano è venuta bene nel film.

ragefast  @  15/05/2026 20:43:31
   6 / 10
Sequel di cui non si sentiva chissà quale esigenza, ma nell'era dove si rispolvera qualsiasi cosa anche per "Il diavolo veste Prada" arriva il secondo capitolo. La storia è una sorta di naturale evoluzione dove a quanto visto 20 anni prima si aggiungono tutti i temi attuali: crisi del giornalismo, crisi generalizzata della carta stampata, licenziamenti via SMS, avvento dell'AI, oltre all'ormai consolidato avvento dei social che richiedi contenuti di breve e facile fruizione.

In tutto questo anche la trama riporta i protagonisti del primo film con qualche aggiunta e ne descrive la situazione di crisi legata a quanto detto sopra.

Il film alla fine è passabile, pur non lasciando chissà quale segno e penso sarà sempre oscurato dal suo predecessore, ma la trama avrebbe potuto essere molto peggio e molto piu banale. Piccola nota finale: un grande spot per Milano e la sua Fashion Week con tanto di diversi stilisti gettati nella mischia come cameo.

stratoZ  @  11/05/2026 12:17:35
   4 / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ma fondamentalmente parliamo di un sequel inutile, poco da aggiungere, proprio perché l'opera stessa non aggiunge nulla a livello contenutistico a quanto detto nel primo film, rimarcando le stesse tematiche, sguazzando nella stessa descrizione del contesto, così legato all'immagine, così iper performativo, così colmo di ostentazione, nel quale si fa a gara a chi snobba di più e chi ha più conoscenze importanti, per carità poi vi è un po' di quella tipica riflessione sul cambiamento dei tempi, il trasferimento del magazine online, i nuovi media che influenzano il flusso di lavoro di queste grandi aziende e non fanno dare per scontato il posto di lavoro nemmeno a gente messa bene, modo per mostrare come il cambiamento riesca ad arrivare anche alle porte di chi sembrava intoccabile, tutte riflessioni banalotte e reiterate da qualsiasi altro media, basta farsi un giro su instagram nelle pagine degli imprenditori con la Ferrari in affitto a Dubai e ti dicono robe simili.

Narrazione puerile alla costante ricerca del clamore e della citazione per accontentare lo spettatore, Miranda sempre personaggio di spicco che ogni tanto lancia qualche massima, tira un po' di ***** su tutti, poi beve due bicchieri di vino e acquista la sensibilità dei personaggi di Bergman, personaggio di Emily palesemente programmato per creare delle reazioni di pancia negli spettatori che si divideranno come tifosi in un derby tra chi dice che fa bene a fare la st0nza per come è stata trattata e chi la biasimerà per essere un'arrampicatrice sociale, la Hathaway abbastanza blanda, praticamente serve per far andare avanti la trama e spesso in maniera abbastanza forzata, tipo ottenendo un'intervista da sta qua che si sente Gesù sceso in terra e non concede interviste nemmeno al Papa, tramite il contatto col giardiniere o l'idraulico, quello che era.

Comicità leggera, poco ispirata, che mette al centro della vicenda i grandissimi problemi di questi borghesotti di Manhattan, come quello di dover viaggiare in economy in mezzo alla gente normale, eh già - salvabile solo perché in fondo vi è un piglio ironico che dissacra simpaticamente Miranda & Co - per il resto è una lunghissima pubblicità dei vari brand di moda che non sto qui a nominare e cinquecentomila cameo di gente famosa nell'ambito con uno screentime di circa 10 fotogrammi a testa ed io non ho idea di chi c4zzo siano, ho riconosciuto solo la Versace.

Non c'è il finale orrendo del primo film, ma non c'è nemmeno uno spiraglio di novità, un elemento che giustifichi il dover fare un secondo film, nulla, praticamente, inutile.

matt_995  @  07/05/2026 12:05:40
   6 / 10
Che strano film.

Sicuramente poco in linea con tutta la schiera di sequel che stanno uscendo ultimamente per cavalcare l'effetto nostalgia riguardo piccoli cult del passato.

La prima cosa che mi viene da dire è che un film coraggioso: è coraggioso stravolgere totalmente la formula del primo film (la stagista contro il boss diabolico) per elaborare un sequel completamente diverso. E non è da tutti affrontare così di petto tematiche calde e attuali come la crisi (se non la morte) del giornalismo e dell'editoria, divorati dai social network e dal fast journalism. È un film più intelligente di quello che ci si aspetta. Forse troppo intelligente. Poco scanzonato. E questo è uno dei principali problemi.

L'altro problema è quello che affligge qualsiasi altro blockbuster contemporaneo: la standardizzazione della scrittura, della regia, della fotografia. Sembra un prodotto da piattaforma. E probabilmente proprio per concorrere con la serialità, la trama è fittissima, piena zeppa di sottotrame, il ritmo forsennato che però di fatto è la morte del ritmo perché non si ha il tempo di metabolizzare e appassionarsi a nulla (vedi le sottotrame sentimentali di Andy e Miranda). 10 Mila scene, 10 Mila plot point che avrebbero avuto il respiro giusto nella stagione di una serie tv, non in un film di due ore. Non si ha il tempo materiale di appassionarsi alla shitstorm che colpisce Runaway nella prima parte. Non si ha il tempo materiale di tifare per Miranda contro gli ottusi oligarchi High tech nella seconda parte.

Infine il vero tasto dolente: dov'è finito il diavolo? Qui una vecchietta veste Prada, non il diavolo. Miranda Priestley e Meryl Streep sono assolutamente non pervenute. Ho capito che ormai non esistono più i villain di una volta (vedi i cartoni animati Disney) ma qui si esagera: ho pagato il biglietto per lei, per la sua cattiveria gratuita, per i suoi sproloqui passivo aggressivi. Invece già non mi ricordo niente delle sue parole.

Ed è un peccato, perché il film l'ho seguito con piacere per le disavventure di Andy, Nigel e Emily. Se ci fosse stata pure Miranda sarebbe stato un altro paio di maniche (color ceruleo)

Wilding  @  04/05/2026 20:16:45
   7 / 10
Commedia brillante, piacevole, e interessante il dibattito sui tempi che cambiano.

neverhood  @  03/05/2026 16:51:05
   5 / 10
Eguagliare o competere con il primo capitolo era un'impresa ardua, e avevo dubbi che ci sarebbero riusciti… purtroppo, così è stato - anzi, direi al di sotto delle più umili aspettative.
Ci troviamo di fronte al perfetto film "Scooby-Doo": si conosce il gruppo di personaggi, se ne conoscono le caratteristiche, e l'unica cosa che si vuole vedere sono loro, indipendentemente dalla storia o dalla narrazione. Qui la storia è desolatamente inesistente, ma ciò che mi ha deluso di più - a differenza del primo - è che anche i personaggi risultano macchiettistici, quasi fossero pure loro stanchi o poco convinti delle parti. La "redenzione" finale è poi quanto di più stucchevole ci si possa aspettare. Unica nota di merito: New York e Milano, sempre un gran vedere (motivo per cui do 5 e non 3 come voto).
Nota simpatica: divertente vedere un botto di spettatori/spettatrici in sala vestitai come se devessero ad una sfilata o ad un matrimonio! che bello il marketing

Norgoth  @  01/05/2026 20:03:00
   8 / 10
Soddisfacente seguito di un film iconico.
Difficile fare meglio del primo, almeno per me, però si è fatto un seguito rispettoso del primo e con alcune idee interessanti, a partire dalla trama.
Il seguito si incentra meno sulla moda stessa, quanto sul mondo della moda e della parte dell'editoria che ruota intorno ad essa, che deve confrontarsi con l'epoca moderna che corre velocissima, tra digitale ed AI.
L'evoluzione dei personaggi principali è ben fatta. I nuovi -comprimari- invece non sempre convincono, sono un po' troppo abbozzati. Anche quando la storia li tocca -poco- sembra essa stessa un po' abbozzata.
Al di là di questo, il film è ben fatto, con location all'altezza del primo, bei vestiti (anche se non al top come il primo), ottima colonna sonora e una scorrevolezza fantastica.
Dato il tipo di film il rischio di fare una porcheria era altissimo... ed invece...
Penso non si potesse fare di meglio.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  30/04/2026 23:11:23
   7 / 10
Sequel tutto sommato riuscito che abbandona i toni un pò tra sadico e trash per virare su una commedia che affronta la crisi dell'editoria.
Un pò ingenua in alcuni passaggi ma resta il suo essere patinato e i personaggi evolvono in modo tutto sommato coerente.
Non un capolavoro ma si apprezza perché non ripropone una ricetta collaudata ma ne fa un'altra pur mantenendo gli stessi ingredienti
Qualcuno ne rimarrà deluso ma se non altro ci siamo risparmiati trashate stile sex and the sito 2 o 3

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