il posto delle fragole regia di Ingmar Bergman Svezia 1957
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il posto delle fragole (1957)

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locandina del film IL POSTO DELLE FRAGOLE

Titolo Originale: SMULTRONSTÄLLET

RegiaIngmar Bergman

InterpretiVictor Sjöström, Bibi Andersson, Ingrid Thulin, Gunnar Björnstrand, Jullan Kindahl, Folke Sundquist, Björn Bjelfvenstam, Max Von Sydow

Durata: h 1.31
NazionalitàSvezia 1957
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1957

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Trama del film Il posto delle fragole

Un anziano e rispettabile professore di medicina, mentre si reca all'universitā di Lund per ricevere un'onoreficienza si trova a fare il bilancio di un'esistenza giunta al suo crepuscolo e vissuta con troppa freddezza nei rapporti con gli altri esseri umani.

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Voto Visitatori:   8,88 / 10 (200 voti)8,88Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
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Voti e commenti su Il posto delle fragole, 200 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  19/12/2010 20:08:32
   9 / 10
Strafamoso,idolatrato all'epoca e ancora oggi dalla critica,vincitore di premi a non finire. Con questo film certamente Bergman raggiunge il massimo vertice artistico del primo periodo.

Il posto delle fragole: ovvero il posto della memoria,dei rimorsi,dell'ipotetico,in una parola: il posto dell'anima. Bergman scava a fondo dell'animo umano e della sua psicologia dandoci un ritratto sensibile ma anche sereno e tutto sommato leggero della morte e della vita (se comparato al Settimo sigillo ce ne rendiamo conto ancora di più). Ma che sia un capolavoro per introspezione psicologica lo si capisce subito dalle scene oniriche,da quelle del passato in cui si affaccia frequente una sensazione angosciosa di morte sempre presente,di un destino che sarebbe potuto essere qualcos'altro solo se...

Il professor Borg (magnifico Sjostrom) intraprende un viaggio al contempo crepuscolare e di cambiamento,di fine e di inizio col filo della memoria(presente solo attraverso i suoi sogni,quasi mai felici) lungo il suo percorso. Ad accompagnarlo c'è la nuora,ci sono incontri con la Fede e l'Ateismo traformati per l'occasione in due ragazzi che quasi sempre litigano con zuffe infantili,c'è l'incontro con una giocosa ragazza di nome Sara, perfetta rappresentante della gioventù nonché specchio di un suo vecchio grande amore ma legata anche ad una delle più grandi delusioni della sua vita. E si potrebbe continuare con l'incontro con la madre simbolo autorevole e probabile causa della paura del professore per la solitudine,però stare qui a dire tutte le componenti vorrebbe dire analizzare il lavoro dello svedese in ogni sua minima parte e non renderebbe giustizia né mi sentirei adatto a farlo dopo una sola visione.
Perché il grande merito di Bergman in questo film è di non essere mai scontato,di attraversare un viaggio nella memoria come pochi altri hanno saputo fare pur imitando Il posto delle fragole; Otto e mezzo è uno di quei concorrenti illustri ma sinceramente sono talmente diversi che il paragone si ferma al rapporto vita/arte.

La struttura del film è superba e il regista ha la capacità di sapersi distinguere per originalità oltre che per la consueta profondità e intelligenza di dialoghi e situazioni: l'esempio più calzante è come Bergman sia riuscito a scoprire lentamente l'animo del protagonista,attraverso ricordi in cui lui è presente sempre da vecchio e mai da giovane. Naturale che sia così: il rimorso per scelte mai fatte aumenta ancora di più,e il ricordo non si banalizza con una storia semplice ma diventa complessa,stratificata: in pratica il ricordo è davvero tale e attraverso il sogno prende forma concreta. Lui non è mai giovane perché non può cambiare il passato ma può cambiarsi,questo sì.

Si è parlato di leggerezza ma Bergman non lo è mai e non si smentisce neanche qui; alcune sequenze sono devastanti (Sara che gli mostra lo specchio compatendolo per la sua vecchiaia è un esempio,l'esame) ma se si parla di pellicola pervasa anche di serenità,ebbene è azzeccato dire così. Non fu sereno per Bergman girarlo visto l'esaurimento nervoso che si beccò e a causa del quale si fece curare in clinica,ma è difficile non rimanere in una serena e dolce contemplazione col protagonista,alla fine,del Posto delle fragole come di un quadro,un'opera d'arte perfetta che è la Vita.

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