andrej rublev regia di Andrei Tarkovskij URSS 1966
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andrej rublev (1966)

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locandina del film ANDREJ RUBLEV

Titolo Originale: ANDREJ RUBLEV

RegiaAndrei Tarkovskij

InterpretiNikolaj Grinko, Anatolij Solonicyn, Ivan Lapikov

Durata: h 3.06
NazionalitàURSS 1966
Generedrammatico
Al cinema nell'Agosto 1966

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Trama del film Andrej rublev

In una Russia messa a ferro e fuoco dalle invasioni asiatiche e sconvolta dalle lotte di potere tra piccoli potentati, il monaco Rublev (1360 ca.-1430), pittore di icone, passa attraverso 9 capitoli (Il volo, Il buffone, Teofane il Greco, La passione secondo Andrej, La festa, Il giudizio universale, La scorreria, Il silenzio, La campana) che compongono un vasto affresco del Medioevo russo.

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Voto Visitatori:   8,95 / 10 (56 voti)8,95Grafico
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Voti e commenti su Andrej rublev, 56 opinioni inserite

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Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento cash  @  29/12/2004 13:15:23
   7 / 10
non è facile commentare un film di tale portata; per me l'analisi o il solo commento di rublev deve passare necessariamente attraverso il fatto che non ho mai digerito la produzione cinamografica sovietica. Girato in bianco e nero per omaggiare il maestro ejsenstein, ha con questo ben poco da spartire. Non parlo di ideologie e messaggi, ma di tecnica cinematografica; laddove Ejsenstain costruiva (con il suo montaggio formale) significati attraverso inquadrature brevissime, guizzi e lampi, tarkovskj sceglie la dilatazione dei tempi. Che a me risulta piuttosto indigesta. A parte stalker, autentico mattone ma assolutamente geniale in quanto puro "cinema concettuale", non ancorato a storia alcuna, il maestro è fin troppo generoso con la durata delle inquadrature. Il film è formalmente perfetto, i temi sono trattati con la forza e la convinzione che si confà ad un maestro, ma perchè incorrere in inquadrature che hanno come unico effetto collaterale quello di tediare? Chiaro, parlo per me. ma avrei davvero voluto vedervi tutti, durante la visione del film. Con circa un'ora di meno questo film sarebbe stato pressochè perfetto. vedi la parte del figlio del fonditore di campana; bella parte volta a far emergere la figura di quel ragazzino che sostiene di aver appreso dal padre il segreto; in realtà non è vero,il ragazzo si lascia guidare dall'istinto e dall'intuizione, assolute capacità intrinseche al ragatto stesso e non apprese altrimenti. Questo ragazzo, insieme ad altri eventi, redimerà Rublov, che tornerà così ad esprimersi attraverso la sua arte. E sono stupendi anche i dialoghi circa la natura del suo dubbio; quello di produrre icone e immagini del giudizio che in qualche modo terrorizzino chi li osserva. E la tensione tra spiritualità e arte che ne dovrebbe derivare è sempre presente e in primo piano. Ma per quanto mi riguarda c'è un problema; la tecnica cinematografica che non è assolutamente all'altezza di stalker o nostalghia, dove ogni inquadratura era davvero un'opera a sè, da incorniciare. Qua francamente mi sembra la fiera dell'ovvietà, con nota di demerito per la (lunghissima) parte rigurdante l'assedio dei tartari nella chiesa (tra l'altro l'unica parte non collocata cronologicamente; la vera battaglia si combattè prima della nascita di Rublov, girata in modo francamente imbarazzante. tarkovskij è il regista dell' immobilità e dell'attimo crfistallizzato, sicuramente non del dinamismo. Trovo, di conseguenza, che il vero punto di forza del film siano i dialoghi. ma allora non bastava il libro? Non basta l'ascolto delle geniali e acute osservazioni tra i diversi creatori di icone? Per quanto mi riguarda la parte prettamente cinematografica è strettamente accessoria. Andrej Rublov, uno di quei film che farebbero un figurone se trasmessi per radio.

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