hamnet - nel nome del figlio regia di Chloé Zhao Gran Bretagna 2025
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hamnet - nel nome del figlio (2025)

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locandina del film HAMNET - NEL NOME DEL FIGLIO

Titolo Originale: HAMNET

RegiaChloé Zhao

InterpretiJessie Buckley, Paul Mescal, Emily Watson, Joe Alwyn, Jacobi Jupe, Noah Jupe, Bodhi Rae Breathnach, Olivia Lynes, David Wilmot, Justine Mitchell, Faith Delaney, Smylie Bradwell, El Simons, Freya Hannan-Mills, Dainton Anderson, Sam Woolf, Jack Shalloo, Laura Guest, Elliot Baxter, Louisa Harland, Eva Wishart, Effie Linnen, Hera Gibson, Zac Wishart, James Lintern, Matthew Tennyson, John Mackay, Clay Milner-Russell, Chloé Zhao

Durata: h 2.06
NazionalitàGran Bretagna 2025
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2026

•  Altri film di Chloé Zhao

Trama del film Hamnet - nel nome del figlio

In un bosco, una giovane donna dorme rannicchiata nella culla formata dalla radice emersa di un albero secolare: è vestita di rosso cupo, accompagnata da un falco che risponde ai suoi richiami, conosce erbe e pozioni, si dice non sia nata da sua madre ma da una donna venuta da lontano. Si chiama Agnes e quando Will la vede se ne innamora subito. Will è il giovane William Shakespeare, che riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie e ad avere con lei tre figli, Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Ma un lutto li colpisce, quando il drammaturgo lavora già a Londra, e Hamnet diventa Hamlet. Tratta dal romanzo del 2020 di Maggie O’Farrell, la storia di Agnes (più che di William), intessuta di magia e femminilità.

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Voto Visitatori:   7,77 / 10 (15 voti)7,77Grafico
Miglior attrice protagonista (Jessie Buckley)
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Miglior attrice protagonista (Jessie Buckley)
Miglior film drammaticoMiglior attrice in un film drammatico (Jessie Buckley)
VINCITORE DI 2 PREMI GOLDEN GLOBE:
Miglior film drammatico, Miglior attrice in un film drammatico (Jessie Buckley)
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Voti e commenti su Hamnet - nel nome del figlio, 15 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  30/03/2026 11:53:43
   8 / 10
Una fiaba nera che richiama una parte della vita dello scrittore William Shakespeare, anche se il suo cognome non viene mai nominato. "Fiaba" perche la natura stessa della sua protagonista ha un suo mistero tra stregoneria, pozioni e altre credenze popolari.
"Nera" perche è una storia intrisa di morte, triste e drammatica in dismisura.

Un film davvero interessante che finalmente mi fa conoscere la regista Chloé Zhao sotto un'altra veste dopo il "Nomland" che mi aveva alquanto deluso.

Potevo "solo" considerarlo un bel film fino alla sequenza finale del teatro perche da li in poi si sfiora il capolavoro. La rappresentazione dell'Amleto cosi legato alle vicende drammatiche del suo autore e visto davanti agli occhi di una grandissima Jessie Buckley annovera questa pellicola tra le migliori dell'anno.

Veramente la Buckley fa un lavoro espressivo maestoso, in lei ci sono contrasti di sentimenti che si leggono sul suo volto ad ogni sequenza. Prima odio verso il marito che mette in scena il fantasma del figlio morto, poi segue sorpresa per il cambio di registro, speranza che il marito gli degni uno sguardo come il racconto epico ascoltato nel bosco per poi finire con una profonda ammirazione e contemplazione nel momento in cui riappare il figlio. Io credo che questo finale sia da far vedere nelle scuole di recitazione. Mi ha veramente colpito.

Impossibile accettare la morte di un figlio, Shakespeare ha voluto "forse" esorcizzare quanto successo mettendo in scena l'amleto. Centro.

Kyo_Kusanagi  @  28/03/2026 18:24:38
   7½ / 10
Un film delicato ma potentissimo, capace di raccontare il dolore e l'amore familiare in modo autentico senza mai risultare forzato. Storia ispirata a un dramma veramente vissuto da Shakespeare è raccontato con una sensibilità incredibile mettendo al centro le emozioni più profonde dei genitori. Ogni scena è curata nei dettagli con un'ottima fotografia che parte calda e avvolgente ma man mano che si consuma la tragedia diventa cupa e fredda. Il ritmo sopratutto nella parte centrale si dilata un pò risultando lento soffermandosi molto sulla drammaticità degli eventi. Gli ultimi venti minuti sono invece sono l'apoteosi dell'emozione, un cazzotto allo stomaco, impossibile non commuoversi in un climax di scene potenti accompagnate da una colonna sonora solenne e azzeccata. Uno di quei film che ti entra dentro in silenzio e resta lì , a lungo senza fare rumore. Bravissimi gli attori, meritato l'oscar a Jessie Buckley

BlueBlaster  @  19/03/2026 19:10:43
   6½ / 10
Non è di certo un film adatto ai miei gusti e non avrò l'ipocrisia di dare un voto alto perchè Cinema da intenditori.
E' ben fatto per quanto riguarda gli aspetti tecnici e per alcune interpretazioni...per il resto non vedevo l'ora finisse!
Toccanti alcune parti, per il resto noia d'essai.

Mauro@Lanari  @  19/03/2026 04:34:23
   7½ / 10
Concetti elementari che non necessitano di soverchianti capacità ermeneutiche: se a tutt'oggi sol'una donna può concepire, portar'in gestazion'e partorire un'altra esistenza (umana), qualunque persona può fare altrettanto con idee e opere anche d'arte. L'etimo d'isteria correla utero e cervello, e questa è una dell'interpretazioni fornite per la nuvola divina della michelangiolesca "Creazione di Adamo". Il film è l'adattamento del bestseller 2020 di Maggie O'Farrell, pure cosceneggiatrice, ha 3 figli e conosce bene ambedue i ruoli, mentre Zhao non è una madre. La regista ha il merito d'aver saputo tradurre in codice audiovisivo "di rara potenza, fisica ed emotiva" (Valerio Sammarco), "lirico e grandioso" (Eugenio Grenna), sia l'aspetto naturale che quello culturale, la prima e l'ultima parte d'"Hamnet", nella produzione del Bardo: la commedia e la tragedia, la travolgente passione sentimental'e amorosa e il lutto squassant'e lancinante, Eros e Thanatos. Fors'un leggero calo nella parte centrale con funzione di raccordo. Non credo alla catarsi estetica e tanto meno alla sua immortalità, ma quelle braccia, mani, dita che si tendono per unirsi coralmente al nefasto destino d'Amleto sarà arduo dimenticarle.

BigHatLogan91  @  14/03/2026 23:53:22
   8 / 10
Gran bel film. Cast azzeccatissimo.

TheLegend  @  14/03/2026 01:08:48
   8 / 10
La parte finale lo eleva nonostante un prima parte non sempre impeccabile.
Realizzazione e interpretazioni ottime.

stratoZ  @  09/03/2026 13:02:57
   7½ / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Fin ora è il film che ho preferito di Chloé Zhao, regista che con le precedenti opere mi aveva tutt'altro che entusiasmato, qui invece se ne esce fuori con un bel melodramma, emozionante, sentito, gutturale, messo in scena ottimamente, con due interpreti totalmente in palla, ma anche il cast di contorno fa un lavoro sublime, una componente visiva di alto livello, ambientato quasi del tutto nell'Inghilterra rurale del cinquecento, adattando l'omonimo romanzo, che creava attorno alla misteriosa figura di Shakespeare una versione molto romanzata della sua vita privata, facendone venire fuori un film che tratta intelligentemente l'elaborazione del lutto, elemento che emerge prepotentemente nella seconda parte di film, dopo una prima ben più ancorata al contesto del tempo, come si vede nelle sequenze riguardanti l'inizio della loro storia d'amore, osteggiata dalle famiglie, il turbolento rapporto del protagonista con un padre autoritario, così come la mancanza di una figura materna di riferimento per Agnes, traumatizzata dalla morte della madre in giovane età, in questo tempo di matrimoni combinati e famiglie oppressive i due riescono a creare un nucleo, nonostante la divergenza di visione sul posto dove vivere, Agnes preferisce stare nella casa di campagna, crescere i figli nella tranquilità del posto, William invece la sente fin troppo stretta per le sue ambizioni e decide di intraprendere diversi viaggi di lavoro andando a Londra a collaborare con i teatri e scrivere opere.

L'avvenimento cardine del film ovviamente, è la perdita del figlio, è qui che la potenza emotiva della pellicola si scatena sullo spettatore, le urla strazianti di Agnes dilaniata dall'immagine del figlio agonizzante restituiscono una dimensione di elaborazione del lutto quasi animalesca, un dolore insopportabile che detona e travolge la donna, allo stesso tempo, William sembra avere una reazione agli antipodi, rimane pacato, venendo scambiato quasi per noncurante dalla moglie che addirittura lo mena perché qualche giorno dopo se ne vuole tornare a Londra per lavorare, ma ben presto la sceneggiatura chiarisce e mostra tutt'altro, l'approccio di William diventa una grande rappresentazione della potenza catartica ed emotiva dell'arte, la nuova opera come omaggio al figlio, la difficoltà nel lasciarlo andare, il dramma che si catalizza e diventa un cimelio immortale, la vita che diventa fonte d'ispirazione, andando verso una visione d'insieme che mitiga il dolore e lascia un grande senso di spiritualità.

Le sequenze finali al teatro sono degli splendidi momenti, di una potenza emotiva altissima e con una messa in scena particolarmente evocativa che difficilmente lascia indifferenti.

Molto bello.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  20/02/2026 16:44:36
   7½ / 10
Agnes potrebbe essere definita una donna anticonformista per quei tempi, mentre William sbarca il lunario come insegnante con la passione per la scrittura per pagare i debiti del padre. E' un legame che si definisce con gli sguardi prima e dalle parole poi. La cifra emotiva del film della Zhao è sempre su livelli alti ma che non esondano nell'urlato. Il dramma familiare prima intuito poi diventato palese con la morte del figlio maschio. La disperazione di una madre ed il dolore trattenuto di un padre che si sente in colpa per non essere stato presente. Se la prima parte, a mio parere è un po' dilatata, la rappresentazione dell'Amleto al Globe è straordinaria per intensità emotiva. La rappresentazione di un dolore, la sua esorcizzazione e l'elaborazione di un lutto. La Buckley e Mescal veramente bravi, tanto di cappello.

Tempest78  @  19/02/2026 13:57:42
   9½ / 10
Dico solo che meritava Oscar come miglior film nonostante abbia gradito " una battaglia dopo l'altro". Film toccante e intelligente, una storia stupenda.. guardatelo

Biasx  @  16/02/2026 16:05:07
   7½ / 10
Hamnet è uno di quei film che ti restano addosso soprattutto per la potenza delle immagini e per il peso emotivo delle interpretazioni, più che per la solidità dell'impianto narrativo. Si esce dalla sala con negli occhi alcune scene fortissime, quasi sospese, ma anche con la sensazione che qualcosa, lungo il tragitto, si sia sfilacciato.

È un'opera che affascina e insieme lascia perplessi: conferma il talento registico di Chloé Zhao, la sua capacità di lavorare sui silenzi, sugli ambienti e sugli spazi, ma mostra anche i limiti di un approccio in cui l'atmosfera finisce, a mio modo di vedere, per prevalere sulla storia.

Quando il 'non detto' prende il sopravvento, l'emozione resta, ma la narrazione perde compattezza.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  15/02/2026 10:57:33
   7½ / 10
Se da un lato "Hamnet" stupisce per il modo semplice ma intenso con cui racconta la vita di Will e (soprattutto) Agnes, è nel bellissimo finale che il film raggiunge il suo apice mostrando come il teatro (ma in realtà è l'arte in generale) possa raccontare (e magari, almeno in parte, esorcizzare) il più grande dei dolori. Conclusione a parte Cloé Zhao mette in scena un'opera emozionante con alcuni momenti di grande cinema.
Parlando del cast è impossibile non rimanere incantati dalla straordinaria interpretazione di Jessie Buckley, ma pure gli altri, da Paul Mescal ai tre bambini, sono eccellenti.

Wilding  @  10/02/2026 20:29:31
   6½ / 10
Pesante e complesso, soprattutto nella seconda parte il racconto pare soffocare.

redtears  @  09/02/2026 10:27:36
   10 / 10
Un film che eccelle sotto ogni punto di vista: fotografia, musica, recitazione, costumi, pathos, emozioni, regia. E' uno di quei film che ti smuove qualcosa dentro, ti distrugge e ti ricostruisce pezzo per pezzo. L'ultima mezz'ora del film dire che è straordinaria non rende l'idea: sono letteralmente rimasto a bocca aperta.
Sottolineo che durante i titoli di coda, non si è alzato nessuno dalla sola. Mai successo. Qualcosa vorrà dire.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  07/02/2026 21:24:59
   10 / 10
È un tempio la natura. È un tempio esoterico quello di Chloé Zhao che vive di riti e rimandi fra i rami gli anfratti i vuoti i rimedi le foglie il muschio il terreno. Le anime si salvano e si scambiano, si accartocciano e poi resuscitano.
Perché resuscitare attraverso l'arte è possibile, è possibile attraverso l'arte rendere il lutto universale, il dolore condiviso, elevare il singolo evento a evento di tutti, e questa narrazione, la storia di tutte le storie, la narrazione di tutte le narrazioni, in Hamnet coglie il suo scopo, quello del cinema che attraverso l'arte la narra e la eleva assumendone connotati indipendenti e singolari.
"Nulla cancella il passato. C'è pentimento, c'è espiazione e c'è perdono. Questo è tutto, ma è abbastanza" [cit. Arrival, Villeneuve]
C'è la vita e la morte, il dolore e il lutto, e poi c'é l'arte, che le trasforma e le rende universali, immortali, patrimonio di tutti, nei secoli dei secoli. Così come il cinema in una meta narrazione dell'universo impossibile del lutto e del dolore e dell'amore, viene fatto rivivere per altre migliaia di anni in migliaia di solitudini, gli spettatori di una tragedia teatrale, attraverso gli spettatori degli spettatori, in una buia sala cinematografica.
Per me capolavoro assoluto.

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