vortex regia di Gaspar Noé Francia 2021
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vortex (2021)

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locandina del film VORTEX

Titolo Originale: VORTEX

RegiaGaspar Noé

InterpretiDario Argento, Francoise Lebrun, Alex Lutz

Durata: h 2.22
NazionalitàFrancia 2021
Generedrammatico
Al cinema nell'Aprile 2022

•  Altri film di Gaspar Noé

Trama del film Vortex

Una coppia anziana vive in un appartamento parigino pieno di oggetti, di ricordi, di libri. Lui è uno studioso di cinema che sta scrivendo un libro sulla relazione tra sogni e film, lei è una psicanalista in pensione, che comincia a patire i sintomi dell'Alzheimer. La loro lunghissima relazione poco a poco si disgrega, mentre cercano per quanto possono di sostenere il figlio, che ha problemi di tossicodipendenza.

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Voto Visitatori:   8,00 / 10 (7 voti)8,00Grafico
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Voti e commenti su Vortex, 7 opinioni inserite

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Mauro@Lanari  @  26/03/2026 11:29:44
   7½ / 10
Noé chiude il trittico sulle tossicodipendenze ("It's a life among drugs. We're really sleave to drugs", parole che poi assumeranno il loro vero valore metaforico: "Ageing or smack, which to choose?") con un'ulteriore catabasi, quella di due coniugi ch'iniziano la giornata brindando alla vita sedut'in terrazz'alla luce mattutina. Si collocano nella norma statistica di non patire l'agonia simultaneamente: lei s'ammala peggio di lui e l'assistenza psicofisica diventa unidirezionale. Sembr'"Amour" (2012) d'Haneke senza concilianti estetismi né consolatorie edulcorazioni (la colomba che spicca il volo quando muore Anne identic'a quella di Roy Batty in "Blade Runner" dell'82: ci libereremo mai dall'animismo?). Stavolta il regist'argentino par'ingabbiarsi nel dementia movie com'un "The Father" (Zeller 2020) qualsiasi dissolvendo l'universalità del messaggio, almeno finché lei non getta nel cesso gl'appunti del libro del marito, la "droga" di lui oltre all'amante che dopo 20 anni lo sta lasciando. "I don't throw away my past": speranza giunt'al capolinea. L'Alzheimer di lei ha effetti ancor più devastanti sulla cardiopatia del marito e il cerchio si chiude, la linea di demarcazione dello schermo diviene interazione continua: dall'agonia non può che nascere solo altr'agonia. Il cinereo dell'urne come ultimo non-luogo d'abitare.

stratoZ  @  09/07/2024 12:38:11
   7½ / 10
ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Sono l'ultimo fan di Gaspar Noé, tra me e le sue opere non è mai scoccata la scintilla, fatta eccezione per lo splendido "Enter the void", il resto o mi dice molto poco o mi risulta repellente, posso farci poco, il suo stile eccessivo e provocatorio non l'ho mai digerito, sebbene l'ho sempre trovato tecnicamente ad altissimi livelli, con mia gradita sorpresa, invece, questo "Vortex" mi è piaciuto parecchio, probabilmente, anzi sicuramente, perché è un'opera lontana stilisticamente da quel Noé che non mi piace, è la sua opera più intimistica che rinuncia del tutto agli eccessi e crea un film d'autore sulla senilità, mantenendo comunque il suo estro stilistico, come si può vedere dalla scelta di narrare le quasi due ore e mezza di film in uno split screen con due inquadrature che seguono la coppia di anziani protagonisti, rimarcando con questa scelta la barriera emotiva che si viene a creare tra loro, ma anche l'inevitabile destino che li separerà dopo una vita insieme, è un film che gioca molto con l'incomunicabilità, quella dettata dalla malattia, di lei, che mostra i sintomi dell'alzheimer già in stato avanzato, smettendo rapidamente di essere autosufficiente, è un'incomunicabilità dettata dal costante impegno che lui mette nel finire i suoi libri, quasi ossessivo visto pure l'arredamento della casa fatto di muri di libri, muri di libri e medicine, diventano i principali oggetti di scena mostrando una discesa verso la fine, l'inevitabile sgretolamento di una coppia che dovrà arrendersi ai principi naturali, con un figlio che sembra aver passivamente accettato l'epilogo e risulta poco determinato e disponibile a dare loro assistenza, è un film che sfocia nell'esistenzialismo, la paura della morte prende progressivamente il sopravvento in mezzo agli sprazzi di quotidianità che la pellicola mostra, una morte che si inserisce subdolamente con i sintomi e pian piano si fa sempre più evidente.

Toccante, intimo, dilatato ed estremamente emozionante, una discesa verso la fine messa in scena splendidamente, con un tocco minimale atipico per l'autore e con un Dario Argento inconsuetamente nelle vesti di attore protagonista che però risulta naturalissimo nella parte, con diverse sequenze degne di nota sulle quali svetta il momento in ospedale in cui una delle due inquadrature va a bianco, fino ad arrivare al finale in questa sorta di ricongiungimento, ma si saranno ricongiunti? Chi lo sa.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  03/05/2024 19:42:44
   9 / 10
«A un festival, anni fa, ero in concorso con il mio primo film "Carne", ci siamo visti spesso poi tra Roma e Parigi. Quando a inizio 2021 cercavo qualcuno che interpretasse il marito in "Vortex" ho pensato subito che lui sarebbe stato una presenza ideale, ha un grande carisma sia davanti alla telecamera che fuori. Nel mio cinema è importante lo scambio che si crea al momento delle riprese, ho subito messo in chiaro che non avrei scritto dialoghi e che Dario avrebbe improvvisato. Ha detto sì e mi sono sentito molto fortunato»

Gaspar Noé [dopo un'emorragia cerebrale e la madre venuta a mancare] sceglie di girare questa vita coniugale in splitscreen, qualche giorno della vita di una coppia di anziani (un sorprendente Dario Argento e Françoise Lebrun) a Parigi, lei (ex) psichiatra la cui mente se ne sta andando, lui scrittore (che lavora a un libro sul cinema e i sogni, e i sogni nei sogni) in una casa in cui i libri e le riviste sono ovunque e rimangono solo percorsi per camminare. Muri e cataste di ricordi. Cataste di medicine, cataste di poster, di fogli, di appunti, muraglie di libri, di pulsare umano lungo una generazione (con)vissuta. Un figlio tossicodipendente di cui sono presi cura ma che non riesce ahimé più di tanto a prendersi cura di loro. Noé travalicherà ogni limite materiale, sfondando la quinta, e portandoci dal vortice di medicine, parole, fogli, pensieri e ***** di un water da cui non scendono fino al cielo che blu sovrasta tutte queste vite con i loro sogni e con i limiti umani. La caducità. La nostra mortalità. Intollerabile. Intollerato. Anche quando sembra anche bastare il regista prosegue, imperterrito, fino alla citazione da finale di Irreversibile, perché il monito è comunque quello, il tempo distrugge ogni cosa, ogni neurone, ogni cartilagine, ogni avanzo di legamento che ci tiene ancora in piedi, ma la cosa peggiore è quando ti fotte la mente, con essa fotte tutti quelli che vi hanno a che fare, inesorabilmente.

"a tutti coloro il cui cervello si decomporrà prima del cuore"

Oskarsson88  @  05/09/2023 10:32:05
   8 / 10
Non è facile rendere coinvolgente un film girato quasi solamente in interni con una coppia di anziani con lei con problemi di demenza senile e lui con problemi di cuore e salute più generici. Gaspar Noè è un maestro e riesce a trasmettere bene il senso di disgregazione, complice anche il doppio frame, della coppia dovuta all'età e infine della gestione famigliare causa anche un figlio che ha dei problemi relativi alle dipendenze. Una storia lenta ma che coinvolge e che va in un crescendo e finisce con un discreto pessimismo, con l'emblematica frase

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Progetto ambizioso e a mio avviso ben riuscito, diverso dal solito Noè ma comunque con un suo tocco inconfondibile. Non per tutti...

Thorondir  @  10/01/2023 23:12:36
   8 / 10
Noé mette da parte (almeno in parte) il suo cinema eccessivo e volutamente provocatorio e da vita al suo film più intimo, toccante e artisticamente "urgente". Qui di "provocatoria" c'è solo la scelta dello split screen, che però mi sembra avere il chiaro significato narrativo (ancor prima che stilistico) di due vite e un amore che la realtà sta separando e che separerà per sempre. Dentro questa doppia visione c'è il dramma tutto umano del trascorrere del tempo, della morte, dell'amore che cerca di resistere nonostante tutto. Un film che è una sorta di "reality" su una coppia alla fine della propria storia d'amore. Il Cinema, il sogno, gli esseri umani.

sottopressione  @  21/07/2022 15:39:11
   8 / 10
Un vortice di sofferenza nella vita umana, grande Dario Argento e ancora più brava l'attrice Francoise Lebrun..un film pesante, ansiògeno che sconsiglio a chi giustamente preferisce non guardare film sulla malattia o comunque sulla vita di chi ha sconfinato i 70-80 anni..

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  20/07/2022 13:49:23
   8 / 10
Chiunque abbia vissuto un'esperienza del genere in Vortex avrà molti deja vu. Nato da un'esigenza personale dello stesso Noè a cui è scomparsa la madre, il film travalica il personalismo della vicenda reale e privata dello stesso regista, per diventare un qualcosa di universale e condiviso, perchè in molti ci sono passati. La scelta dello split screen che costella tutto il film è ideale da questo punto di vista. Indica la frattura insanabile di un'anziana coppia alle prese con la malattia neurodegenerativa di lei e come un vortice risucchia tutto. Non solo una frattura, ma anche il parallelismo di due vite che vengono separate in un processo spietato quanto irreversibile (tanto per rimanere in tema Noè), che si potrebbe rallentare ma che non cessamai il suo tragico cammino. La coppia ha un figlio che ci mette buona volontà, ma che appare totalmente inadeguato a portare su di sè questo peso enorme. Stupisce Argento che attore non è, ma grazie al'espediente di improvvisare sul momento la quasi totalità dei dialoghi, dimostra di saper dare un validissimo contributo, soprattutto a livello di credibilità. Una piccola soddisfazione per Dario che si è tolto, aldilà di piccoli camei, lo sfizio di fare l'attore. E' un film che fa male vedere, ma in fondo necessario, perchè ci immerge in un'esperienza dolorosa ma realistica. Bravo Noè.

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