la passione di giovanna d'arco regia di Carl Theodor Dreyer Francia 1928
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la passione di giovanna d'arco (1928)

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locandina del film LA PASSIONE DI GIOVANNA D'ARCO

Titolo Originale: LA PASSION DE JEANNE D'ARC

RegiaCarl Theodor Dreyer

InterpretiRenée Falconetti, Eugène Sylvain, Antonin Artaud, Michel Simon

Durata: h 1.24
NazionalitàFrancia 1928
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 1928

•  Altri film di Carl Theodor Dreyer

Trama del film La passione di giovanna d'arco

Accusata di eresia Giovanna d'Arco compare davanti al tribunale ecclesiastico. Al termine di interrogatori estenuanti, torture, pressioni psicologiche, Giovanna cede e firma l'abiura. Poi però ritratta e viene perciò condannata a morte. I suoi capelli vengono tagliati, il rogo l'attende, ma quando le fiamme si alzano la folla insorge.

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Voto Visitatori:   9,54 / 10 (41 voti)9,54Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
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Voti e commenti su La passione di giovanna d'arco, 41 opinioni inserite

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ZanoDenis  @  12/05/2015 16:15:37
   10 / 10
Eh niente, c'era bordello, tutti guardavano il film e mi sono ritrovato in mezzo, cioe Dreyer ha sfornato un capolavoro, il suo primo e probabilmente l'ultimo capolavoro del muto, non saprei da dove incominciare a tessere le lodi ma qui siamo a livelli incredibili, la regia, boh tipo mai vista, incredibile, tutta di primi piani e quando non sono primi piani sono carrellate stupende, la Falconetti (probabilmente per merito di Dreyer) recita in maniera stupenda, una delle interpretazioni più sentite di sempre, tutto svolto in primo piano, se Dreyer non era un genio...
Anche la sceneggiatura è incredibile, il film strabilia perché riesce ad equilibare perfettamente la bellezza visiva che può dare il cinema con dei contenuti incredibili, soprattutto per il tempo in cui è stato girato: Dreyer dimostrerà anche in futuro che questi temi sulla fede e sulla religione gli stavano a cuore, esordisce con un tema che successivamente proporrà anche in Ordet ATTENZIONE SPOILER, NON VORREI ROVINARVI QUESTO CAPOLAVORO.
Se tornasse il messia, chi lo riconoscerebbe? Ovviamente qui come in Ordet, nessuno, la risposta è questa, mostra come tutte queste istituzioni che predicano in realtà non credono nemmeno loro, non credono nei miracoli, non credono in un nuovo messia, anche quando ce l'hanno davanti.
Altro tema ricorrente in Dreyer (parlo sempre al futuro, perché questo è solo il primo dei suoi lungometraggi celebri) che qui mostra in maniera pressoché perfetta è l'essenza della donna, si quella donna che non ha bisogno di apparire, quella donna che indossa vestiti da uomo e tiene i capelli corti, perché non conta come sei fuori, conta la determinazione, conta l'impegno ma soprattutto gli ideali che porta, ecco, Dreyer ci mostra come dovrebbe essere una donna, in questo ci si mettono pure gli incredibili primi piani di sofferenza della Falconetti, incredibili le scene delle torture, le intimidazioni dei giudici.
Dreyer ci fa vedere che comunque anche una considerata una santa è pur sempre un umana, con il suo iniziale pentimento, ci fa vedere che chiunque può cadere in tentazione, anche se poi riflettendo, difenderà fino alla fine gli ideali, ci mostra l'umiliazione a cui costringono queste istituzioni, tutto il marcio che c'è sotto.
E' un film completo, tratta argomenti di tutti i tipi, dalla figura femminile, alla fede, alle istituzioni, commovente e stupendo, ogni singola cosa è curata perfettamente, d'altronde si sa, Dreyer era un po come Kubrick, sfornava un film ogni 10 anni, ma sfornava sempre, o quasi capolavori, tutti curati nei minimissimi dettagli e che riescono a trattare molteplici temi, mai in modo banale, considerato tutto questo, io per quanto riguarda questo, anche considerando l'età del film, non posso dare di meno, cioe, La passione di Giovanna d'Arco è l'emblema del cinema, se non gli dai 10 sei un coglìòne tipo!
Scusate mi andava troppo di scriverlo.

5 risposte al commento
Ultima risposta 12/05/2015 22.41.43
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  31/05/2012 19:50:04
   10 / 10
Dreyer è la bellezza dimenticata dei primi piani, i "giganti muti", come vennero definiti all'inizio dagli spettatori più sdegnati. Se oggi un cinema di volti è difficile, poiché la contemplazione pura dell'immagine ha tempi che non tutti vogliono concedersi, allora era assolutamente sovversivo. Davvero stento a credere che qualcun altro, nella storia dell'arte tutta, sia riuscito ad imprimer al volto umano un'eloquenza così deflagrante, quasi mostruosa, tanto da risultare inedita anche per lo sguardo più navigato e stanco, quale è il nostro oggi.

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Ultima risposta 01/06/2012 12.29.30
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Invia una mail all'autore del commento Steppenwolf  @  29/04/2010 00:09:11
   10 / 10
E' doverosa una premessa: non è un film per chi non ama davvero il cinema. Per apprezzare questa opera d'arte è necessario amare il cinema e concepirlo come una forma d'arte intramontabile, eterna. Questo è uno dei pochi film che trascendono il significato stesso di film per configurarsi come vere e proprie opere d'arte, al di là di semplici classificazioni, per come la vedo io. Non è da vedere tanto per passare un'ora e mezza di relax.
E' a mio avviso il meglio del meglio di Dreyer, il che la dice lunga sulla grandezza di questo film. Bravissima l'attrice che interpreta Giovanna D'Arco, bellissima la denuncia ad un clero troppo corrotto dalla sua mentalità errata e "umana"(tematica questa che verrà approfondita ulteriormente in un altro capolavoro di Dreyer, Dies Irae).
E' una storia umana, ancora prima che religiosa, è qualcosa di sublime, un film unico nella storia del cinema, non posso che dare dieci e raccomandarne la visione agli amanti del VERO cinema. Grande.

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Ultima risposta 07/09/2010 10.23.38
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Dr.Orgasmatron  @  19/09/2009 01:13:05
   10 / 10
Solo un folle (in questo caso Joker qua sotto, senza offesa chiaramente) può affermare che questa è una pellicola oramai superata. Le altre casomai, in funzione di questa, erano già superate in anticipo. Capolavoro senza età del genio fulminante di Dreyer, che ha la fortuna e la bravura di trovare la Falconetti in stato di grazia divina. Interpretazione come poche altre nella storia la sua, basta semplicemente osservare le espressioni del suo volto per farsi catturare. Indelebile

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Ultima risposta 19/09/2009 12.42.44
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bulldog  @  16/07/2009 15:55:04
   8½ / 10
Eccezzionale,da segnalare la presenza niente poco di meno che....di ARTAUD!!!

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Ultima risposta 30/10/2009 16.38.02
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JOKER1926  @  29/06/2009 15:59:57
   5 / 10
Nell'immenso repertorio della Cinematografia troviamo "La passione di Giovanna D'Arco" film muto del 1928; la pellicola di Carl Theodor Dreyer tratta le ultime ore di (San) Giovanna processata e morta sul rogo.

Il film francese di fine anni venti è a Mio avviso un prodotto abbastanza sopravvalutato sotto tantissimi aspetti.
"La passione di Giovanna D'Arco" si basa su primi e primissimi piani (nel film ce ne sono circa duemila!), insomma la regia voleva trasmettere la sofferenza, lo sgomento, la passione di tale personaggio, ma il tutto (troppe volte) cade nella prevedibilità, nella scarsa originalità e soprattutto nella pura retorica.
I sistematici sguardi dei protagonisti (Giovanna D'Arco e i giudici) sono sempre uguali, in pratica per tutta la durata del film le facce dei personaggi assumono pochissime espressioni (la rabbia e la meraviglia), il tutto viene accompagnato da musiche davvero semplici e poco brillanti.
Le recitazioni dei personaggi sono tutto altro che realiste e commoventi, si tratta di recitazioni molto "costruite", molto magniloquenti e soprattutto "teatrali".
La pellicola è dunque (eccetto il finale) una indigeribile e monotona serie di primi piani, Trovo quindi troppa pomposità e troppa "leziosità" cinematografica; film troppo prolisso e fin troppo ripetitivo; inoltre Trovo la sceneggiatura molto limitata e soprattutto una scenografia superficiale e molto rozza; anche i costumi sono molto "artigianali", insomma "La Passione di Giovanna D'Arco" spesse volte risulta essere fin troppo approssimativa e indubbiamente vuota, totalmente vuota sul piano dell'emozione, infine da segnalare un ritmo molto blando che penalizza ulteriormente tale prodotto.
Da salvare (in parte) il finale abbastanza violento e molto "movimentato" con inquadrature particolari e con scene abbastanza suggestive ed emblematiche.

"La Passione Di Giovanna D'Arco" risulta essere un prodotto sostanzialmente modesto se paragonato a pellicole come "Freaks", "M. Il Mostro di Dusseldorf" o ancora ad altre (più vecchie) come il "Viaggio nella luna"; non è un fatto prettamente tecnico bensì un fatto di narrazione, di genialità…

"La passione di Giovanna D'Arco" è un film ormai tramontato, a Mio avviso oscurato già in modo solenne dall'avvento delle geniali pellicole negli anni trenta, il film di Carl Theodor Dreyer resta dunque solo un altezzoso prodotto (colmo di retorica) che cerca di competere con pellicole del tempo nettamente avanzate e sotto tantissimi aspetti superiori sia sul piano cinematografico che narrativo…

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Ultima risposta 07/09/2009 09.48.20
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Mr.619  @  18/11/2008 19:04:36
   10 / 10
Masterpiece.

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Ultima risposta 22/01/2009 16.31.55
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Sanjuro  @  28/08/2008 02:10:19
   10 / 10
Stiamo un minuto in silenzio dopo la visione. Grazie.

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/08/2008 10.50.32
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Gruppo REDAZIONE amterme63  @  16/11/2006 23:07:49
   10 / 10
Certo che non è facile commentare questo film. In base ai canoni estetici attuali non sarebbe proponibile. Se si supera questo impatto e lo si osserva attentamente ci si accorge di trovarsi davanti a un'opera d'arte della cinepresa.
L'80% del film è fatto di primi piani. E' come se l'obiettivo della cinepresa volesse scavare nei volti e nelle espressioni per potere arrivare direttamente al pensiero, all'emozione, al carattere del personaggio. Tutti volti segnati, chi dal tempo, chi dalla povertà, chi dalla stupidità, chi dall'orgoglio, chi dall'ipocrisia, chi dalla pietà … insomma un campionario di umanità vissuta, vera, senza abbellimenti estetici. Sono rimasto colpito dall'interpretazione dell'Eminenza, il grande persecutore di Giovanna. Perfetta! Le espressioni di severità, imperio, blandizia erano misurate ed efficacissime. L'essenzialità è anche nella scenografia, nuda e quasi angosciante.
Un discorso a parte va fatto per l'interpretazione di Giovanna. Costantemente sopra le righe, in preda a sentimenti intensissimi, fatti di dolore, paura, mestizia, dispiacere, voglia di rimanere sempre e comunque fedele a se stessa e ai suoi ideali. Estetica del dolore: infatti c'è sempre un tocco di "bellezza" nelle riprese di Giovanna, anche quando è in preda alla disperazione. L'interpretazione della Falconetti è sempre in bilico fra verità umana e accentuazione teatrale, ma alla fine prevale la forza intensissima delle emozioni che riesce a trasmettere con i suoi grandi occhi.
Io ho visto la storia come una grande metafora della lotta fra individualità e istituzione, fra verità dei sentimenti e verità rivelata. Non bisogna dimenticare che allora era l'epoca di Kafka e Pirandello. Si sentiva il gravissimo e illogico peso delle istituzioni sulla libertà individuale. Nel film i giudici cercano di ridicolizzare Giovanna, la umiliano nella sua"ignoranza", fanno sentire il peso della loro "autorità" e "sapienza", eppure Giovanna alla fine vince grazie alla forza del suo sentimento e alla voglia di credere nei suoi ideali. Una battaglia durissima che alla fine però rivela la solitudine e la durezza di un potere fondato solo sulla forza e arroccato su se stesso.

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