Tre atti, tre frammenti apparentemente scollegati che, messi insieme, compongono il ritratto intimo e sorprendente di Charles Krantz, un uomo qualunque al centro di qualcosa di straordinario.
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3 movimenti, come una danza, dall'apocalisse alla consapevolezza, e pur con questo epilogo 'scelgo di andare avanti' (cit arrival, villeneuve), una rivisitazione totale del "contengo moltitudini" di Whitman (sono vasto, contengo moltitudini) extra letteraria che si fa universale, includendo non solo personalità, ma anche scelte, memorie, presente, passato, affetti, amori quando la fine si approssima che avevi accantonato in nome della tua indipendenza, moltitudini, fatti, epiloghi, vissuti, dolori, calcificazioni fino al non luogo che dona il potere, lo "sguardo del meteorologo". Flanagan restituisce ai dettagli e ai piccoli movimenti della vita una forza potente e universale, che non dona la possibilità di cambiare gli eventi, ma di "conoscere", nel suo senso più rivelatorio, nel senso più elegiaco e universale possibile, e nello stesso tempo ignorarne le conseguenze e vivere nonostante essa, "grazie Chuck".