la zona d'interesse regia di Jonathan Glazer Gran Bretagna, Polonia, USA 2023
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la zona d'interesse (2023)

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locandina del film LA ZONA D'INTERESSE

Titolo Originale: THE ZONE OF INTEREST

RegiaJonathan Glazer

InterpretiChristian Friedel, Sandra Hüller, Medusa Knopf, Daniel Holzberg, Ralph Herforth, Maximilian Beck, Sascha Maaz, Wolfgang Lampl, Johann Karthaus, Freya Kreutzkam, Lilli Falk, Nele Ahrensmeier, Stephanie Petrowitz, Marie Rosa Tietjen, Ralf Zillmann, Imogen Kogge, Zuzanna Kobiela, Julia Polaczek, Luis Noah Witte, Christopher Manavi, Kalman Wilson, Martyna Poznanski, Anastazja Drobniak, Cecylia Pekala, Andrey Isaev

Durata: h 1.45
NazionalitàGran Bretagna, Polonia, USA 2023
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2025

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Trama del film La zona d'interesse

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Martin Amis, "La Zona d’interesse" è la storia di una famiglia tedesca apparentemente normale che vive - in una bucolica casetta con piscina - una quotidianità fatta di gite in barca, il lavoro d’ufficio del padre, i tè della moglie con le amiche, le domeniche passate a pescare al fiume. Peccato che l’uomo in questione sia Rudolf Höss, comandante di Auschwitz, e la deliziosa villetta con giardino in cui vive con la sua famiglia in una surreale serenità è situata proprio al confine con il campo di concentramento, a due passi dall’orrore, così vicino e così lontano.

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Voto Visitatori:   7,38 / 10 (54 voti)7,38Grafico
Miglior film internazionaleMiglior sonoro (Tarn Willers, Johnnie Burn)
VINCITORE DI 2 PREMI OSCAR:
Miglior film internazionale, Miglior sonoro (Tarn Willers, Johnnie Burn)
Miglior film straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO CÉSAR:
Miglior film straniero
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Voti e commenti su La zona d'interesse, 54 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Mauro@Lanari  @  13/07/2024 02:41:45
   5 / 10
Dal particolare all'universale: il processo induttivo è ritenuto un'imprescindibile conquista del pensiero umano, però Glazer è il primo autore ad applicarlo ad Auschwitz-Birkenau, nessun altro prima di lui s'era permesso d'usare o sfruttare l'Olocausto/Shoah come pretesto per denunciare qualcosa di più vasto, di più generale e generico: l'indifferenza antropica, la scotomizzazione cognitiva, la trascuratezza attentiva quale meccanismo di difesa e sopravvivenza, efficacissima strategia d'adattamento per garantirs'il "quieto vivere". "Critica borghese": perché mai? Non è un aspetto caratterizzante uno specifico sottogruppo socioeconomico. Tema logoro? Direi di sì. Argomento obbligatorio per qualsiasi sedicente intellettuale* anche se poi non c'è chi abbia saputo suggerire uno straccio di rimedio. Oltretutto, se l'attacco è sterile, l'unica reazione che suscita è quella del rigetto e si finisce spiaccicati da una martellata quant'il Grillo Parlante nel 4° capitolo del libro di Collodi. Il nostro regista lo sa benissimo, perciò cerca d'evitare questa sorte nascondendosi e celando il "j'accuse" sottotraccia, occultato dall'ingombrante storia della famiglia Höß, oggetto d'incondizionata catartica condanna. I Nazisti sono sempre gl'altri. N'è uscito fuori un film insostenibilmente ambiguo e intellettualmente disonesto, la villetta ricostruita dallo scenografo Chris Oddy è indistinguibile da un'odiern'abitazione con gusto vintage o rétro, dietro il giardino, al di là del muro, riemergente dalle acque del fiume ci potrebb'essere una qualunque nefandezza od oscenità a caso, esterna ed estranea alla "comfort zone" della "Interessengebiet", relegata cioè nella "zona di disinteresse" delle nostre (in)coscienze. A tort'o a ragione, i giudei** considerano il loro genocidio un unicum storico, era impossibile che non s'indignassero quando Glazer, nel discorso di ringraziamento a Oscar ricevuto, ha ammesso di non fare distinzioni con l'eccidio di Gaza. La banalità ipocrita d'un cineasta e del suo marketing.
Ps: non ci voleva molto a essere provocatori con un briciolo di maggior originalità. "Polvere siamo e polvere torneremo" (Genesi 3, 19: https://www.biblegateway.com/passage/?search=genesis+3%3A19&version=VULGATE;%20C.E.I.)? I forni crematori ne sono una versione accelerata.

*Last but not least: 2012, Piotta ft. Pierpaolo Capovilla (https://www.youtube.com/watch?v=Qlt9_h3vnjU; https://music.youtube.com/watch?v=jNuPjIVyJ9k; https://soundcloud.com/piotta-official/odio-gli-indifferenti-feat-p)
**Neppure la Treccani spiega perché solo in Italia si continua a chiamarli "ebrei": https://www.treccani.it/enciclopedia/giudaismo_(Enciclopedia-delle-scienze-sociali)

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Ultima risposta 14/07/2024 10.04.46
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KINGLIZARD  @  10/05/2024 13:48:12
   7½ / 10
Non è chiaramente un film adatto a tutti!
Una prospettiva diversa sulla Shoah che riflette praticamente quello che alcuni storici della seconda guerra mondiale hanna definito la "banalizzazione del male".
E' un film che deve farti riflettere...se non percepisci niente...allora anche tu non sei altro che un semplice....

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Ultima risposta 10/05/2024 14.08.42
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Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  18/03/2024 12:15:30
   8½ / 10
Che bello questo sequel (apocrifo?) de "Il nastro bianco" di Haneke. Sinceramente mi sorprende che nessuno nei commenti l'abbia notato e a mia volta non avrei mai detto che il buon maestro (l'unico personaggio positivo del capolavoro di MH) potesse diventare uno dei peggiori criminali della storia. Però ci sta, si vede che i suoi bambini li ama eccome.
Altre considerazioni sparse con flusso di coscienza senza pietà: l'A24 non ne sbaglia davvero mezza. In meno di 10 anni hanno già fatto incetta di Oscar con una serie di titoli che spesso sfondano al botteghino (o cmq diventano istantaneamente oggetto di culto) e, cmq vada, fanno tirare fuori il pisello a critici e addetti ai lavori. Insomma, abbiamo tutti bisogno di meno Disney e più A24.
Oltretutto, oltre al plauso di vederci giusto, diamole atto del fatto che lascia carta bianca alla vena creativa degli autori (o almeno così pare, perché obv mica ero lì a controllare): se tutti sono capaci di uscire la grana per un film sulla Shoah, non so in quanti avrebbero il coraggio di uscirla per un film dove non succede assolutamente nulla. Altra cosa fondamentale: l'assoluta mancanza di eventi significativi nel racconto non dev'essere confusa con una sceneggiatura assente. La sceneggiatura c'è eccome ed è davvero moooolto studiata (mi piacerebbe pure leggerla per capire quanto sia stato scritto nel dettaglio), considerando che riesce a farti empatizzare con Hoess. Semplicemente è volutamente molto statica.
Come statica è la fotografia: io ho contato due carrelli, nessun pan e nessun tilt, per il resto sono solamente delle diapo che scorrono (peccato non sia in 4:3). Il DOP è uno spettatore, esattamente come lo siamo noi, come lo erano loro e come lo è stato tutto il popolo tedesco. Spettatori di un orrore che non può essere mostrato, né che si vuole vedere (uno dei commenti qua sotto va perfettamente a segno quando parla di dichiarazione d'intenti nella scena iniziale, con quei due fastidiosissimi minuti di nero). Obbligo di menzione per il primo carrello (dopo quasi un'ora!) che fa da preludio all'arrivo di un treno nel campo, una delle scene più agghiaccianti e meglio montate che abbia visto in vita mia.
A questo punto, è evidente che tutto il film sia basato sulla staticità: statico è anche il montaggio e soprattutto statico è il tanto osannato montaggio sonoro, con i forni crematori che creano un costante tappeto sonoro che ti accompagna sempre e a cui dopo un po' non dai più importanza.
Così, a primo impatto, più "boh" la scene con la ragazzina che porta il cibo (agli ebrei?): non so, mi sembra una concessione spielberghiana che stona un po' con il resto del film. "Bellissimo" e senza pietà, invece, il parallelismo tra nazisti/Gretel ed ebrei/strega cattiva da rinchiudere nel forno, una di quelle cose che ti fanno star male solo a pensarci. Decisamente un film da rivedere.

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Ultima risposta 18/03/2024 14.09.08
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JOKER1926  @  11/03/2024 16:48:17
   3 / 10
"La zona di interesse" è un nuovo esempio radicato nel bazar ipocrita dell' apprezzamento a "tutti i costi" di arte non pura.

Andersen con i vestiti dell'imperatore dimostrò l'essenza della manipolazione delle masse. Glazer, ed è anche da stimare, continua su questa strada di pellegrinaggio cieco e di giudizio critico infetto.

La notte degli Oscar loda un prodotto che funge da sineddoche circa le atrocità delle guerre, messaggio che cinematograficamente, al di là di tutto, poggia su canovacci già esistenti. I fiori del giardino (fotografati con sapienza) che si alimentano dal concime di vite umane é un messaggio artistico brutale, ma resta una individuale esposizione dell'immagine, non è espressione corale di mero Cinema.

"La zona di interesse" non ha sperimentalismo, né stigmate del Cinema d'autore. Prodotto privo di trama e personaggi che di logica non può non abortire la medesima logica fondante del Cinema.

Glazer non indaga, lascia aperte porte senza stanze e infarcisce la scena a colpi di effetti sonori devastanti come cattedrali nel deserto: potenza disperata senza corrispondenza.

Appurata la fisiologica capacità tecnica nella creazione del film : fotografia, montaggio e inquadrature medio/lunghe e mai centrali e qualche mezzo piano sequenza, "La zona di interesse" collassa senza punti di discussione su un contenuto artistico non pervenuto poiché inesistente, ove é l'esercizio stilistico a diventare ossessivo e patologico.

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Ultima risposta 18/03/2024 12.24.50
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Goldust  @  26/02/2024 11:53:47
   6 / 10
Non un film per tutti e sicuramente divisivo negli intenti e nei risultati, in quanto ciascuno lo può recepire in modo diverso. Posso dire che non apprezzo molto le pellicole senza trama, e questa neanche la contempla: è più uno spaccato della vita quotidiana della famiglia di questo gerarca nazista, responsabile di Auschwitz, dove piccoli e grandi problemi di tutti i giorni hanno il sopravvento sul dramma vissuto dai deportati pochi metri più in là. E' innegabile comunque la potenza espressiva di alcuni passaggi ( il finale in falshforward ad esempio, anche se un pò strumentale ), l'importanza del suono e dei rumori in sottofondo per riportare lo spettatore alla cruda realtà raccontata, le immagini apparentemente banali anch'esse in sottofondo che trasmettono angoscia e commozione ( il fumo che esce da una ciminiera, le finestre della casa che di notte si colorano di rosso ). E non per ultimo, un punto di vista sicuramente insolito per riflettere su uno dei peggiori crimini dell'umanità, sfiorandolo solo con lo sguardo ed il pensiero. Vorrei dare di più ma avrei preferito assistere ad una visione più scorrevole.

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Ultima risposta 27/02/2024 15.19.57
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Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  24/02/2024 22:50:23
   6 / 10
Mi dispiace un po' andare controcorrente, ma a me questo film non è proprio arrivato. Glazer dal punto di vista tecnico è sempre stato un fenomeno e lo dimostra ancora una votla, ma a me è sempre sembrato fin troppo interessato all'aspetto estetico dei suoi film più che al contenuto, camminando sempre sul filo della supponenza fine a se stessa, ed a parere mio questo film non fa eccezione.

Sì perché La zona d'interesse da un punto di vista tecnico è perfetto: alcune scene sono molto potenti

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER, ma mi sono sembrate tutte scene splendide che però non erano inserite nel contesto di una storia funzionale.

In effetti la cosa che mi è pesata di più è la totale assenza di trama: una votla esaurita la sensazione di straniamento per la piatta vita borghese condotta dalla famiglia Hoss accanto al Campo di Auschwitz il film procede senza che accada granché e senza che i personaggi abbiano il minimo sviluppo: sarebbe stato interessante indagare un po' di più la figura di Hoss, le cui complessità si intuiscono solo con i conati sul finale, ma che per tutto il film è semplicemente un burocrate che discute con la moglie che non accetta il trasferimento in un'altra città. E sì, prima che me lo diciate, ho colto i riferimenti alla banalità del male, ma resta il fatto che io in un film cerco anche una sceneggiatura ed uno sviluppo, altrimenti mi guardo un documentario.

Però, oh, preciso che sono io ad essere particolarmente fissato con la sceneggiatura quando guardo un film, quindi se questo è piaciuto a tutti tranne che a me ammetto serenamente che il problema posso essere io - che in effetti non ho mai amato Glazer, a ben vedere.

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Ultima risposta 03/03/2024 23.18.09
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