hans regia di Louis Nero Italia 2005
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hans (2005)

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locandina del film HANS

Titolo Originale: HANS

RegiaLouis Nero

InterpretiDaniele Savoca, Simona Nasi, Franco Nero, Silvano Agosti, Eugenio Allegri, Caterina De Regibus, Lola Gonzales, Sax Nicosia, Walter Succu, Giuseppe Cesario

Durata: h 1.38
NazionalitàItalia 2005
Generethriller
Al cinema nel Gennaio 2006

•  Altri film di Louis Nero

Trama del film Hans

Hans č un soggetto disturbato fin dalla giovane etŕ, a causa di una predisposizione ereditaria, e dei comportamenti psicotici della sua famiglia : il padre malato mentale cronico č succube della moglie; la madre č una donna dai costumi “particolari”. In etŕ adulta, la malattia di Hans regredisce al punto da raggruppare le paure e gli odi di tutta la societŕ in cui vive, dove la discriminazione razziale č molto radicata e condivisa dai detentori del potere giudiziario...

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Voti e commenti su Hans, 12 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

RudyGonzo  @  28/01/2006 18:39:08
   1 / 10
L’ultimo “film” di Louis Nero, “Hans”, è il terzo capitolo della trilogia “dedicata al linguaggio cinematografico”. Cosa sia per Nero il “linguaggio cinematografico” resta un vero mistero, che lui stesso non sembra essere riuscito a risolvere. Soprattutto non sembra aver capito che per distruggere un linguaggio bisogna prima averne padronanza. Basterebbe parlargli chiaramente, dirgli gentilmente che il cinema non è esattamente la sua strada, e che certo, avrà altre grandi doti, ma non quella. Invece, siamo ai livelli del peggior epigono di Ed Wood, ma senza la sua sincerità naif. Perché Nero è pieno di sé, presuntuoso, e convinto veramente di essere un “autore”, anzi “Autore”, arrivando ad inserire i titoli dei suoi lavori precedenti in una citazione della Genesi, tanto per sgombrare il campo da equivoci. Aspetto di sentirmi dire da qualche critico in vena di stupire che questa presa in giro, di qualità a dir poco amatoriale, sia in realtà un capolavoro, per avere un quadro completo di quali siano le aberrazioni a cui il “cinema” italiano possa portare, trascinandoci tutti quanti nel baratro più profondo della totale mediocrità.
Imbarazzanti gli attori, tranne Franco Nero ed Eugenio Allegri. Imbarazzante la partecipazione di Silvano Agosti. Imbarazzanti molte delle situazioni che ci vengono proposte nello svolgersi di una trama che definire tale suona quantomeno ottimistico. Imbarazzanti le “musiche” fatte con una tastierina giocattolo. Imbarazzante la “fotografia”, consistente nel piazzare una quarzina a occhio da qualche parte per non avere la scena buia. Imbarazzante affrontare la pazzia con tanta insipienza. Imbarazzante coinvolgere attori down per rappresentazioni grottesche dei padri della psicanalasi. Imbarazzante il nano vestito di raso rosso di lynciana memoria.
La democratizzazione del mezzo introdotta dal digitale assume con operazioni come questa il carattere nefasto di una maledizione, portando le persone di buon senso a ragionamenti reazionari, o a rimpiangere la dignità del Dogma. Leggo in giro che Nero è un giovane regista, ancora immaturo. Si può giustificare una profondità poetica da turba pre-adolescenziale a chi sta per compiere trent’anni, invece di dare il giusto senso negativo al termine “immaturo”? Le opere giovanili di ogni autore, immature per forza di cose, lasciano intravedere il talento e le promesse future. Ma qua non siamo di fronte né a un novello Warhol, né a un piccolo Lynch o Aronofsky, ma nemmeno davanti alla ingenua poesia di un Tonino De Bernardi, o agli intellettualismi di Straub & Huillet, che, piacciano o meno, esprimono qualcos’altro che non sia del mero esibizionismo. E poi, cose come “Hans” intasano il mercato già scarso del cinema indipendente italiano, gli sottraggono risorse, spazio e soldi pubblici (e “Hans” ne ha avuti), e creano confusione negli spettatori meno preparati.
Passati quarant’anni da che Piero Manzoni sintetizzò la nostra epoca nella “***** d’artista”, sono proprio gli artisti che mancano.

9 risposte al commento
Ultima risposta 24/10/2009 16.35.05
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