la cena delle beffe regia di Alessandro Blasetti Italia 1941
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la cena delle beffe (1941)

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locandina del film LA CENA DELLE BEFFE

Titolo Originale: LA CENA DELLE BEFFE

RegiaAlessandro Blasetti

InterpretiElisa Cegani, Osvaldo Valenti, Clara Calamai, Amedeo Nazzari

Durata: h 1.26
NazionalitàItalia 1941
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 1941

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Trama del film La cena delle beffe

La rivalità tra Giannetto Malespini e Neri Chiaramontesi è di lunga data. Giannetto riesce fare imprigionare Neri con l'accusa di essere pazzo e s'affretta a rubargli l'amante, Ginevra. Neri riesce a evadere, corre a casa di Ginevra ben intenzionato a vendicarsi...

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Voto Visitatori:   7,42 / 10 (6 voti)7,42Grafico
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Voti e commenti su La cena delle beffe, 6 opinioni inserite

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topsecret  @  29/09/2025 13:43:27
   6½ / 10
A parte l'importanza storica del film, uno dei successi al botteghino dell'epoca, tra frasi iconiche e la celeberrima scena in topless della Calamai, prima protagonista del cinema italiano a denudarsi (seconda dopo la Carpi, che però ne LA CORONA DI FERRO era poco più di una comparsa), il film di Blasetti è, a mio modesto avviso, un dramma in costume abbastanza semplice e ordinario.
Il cast se la cava bene, così pure la regia, ma la storia appare fin troppo esile e lineare, con il tema della vendetta in primo piano che sì intrattiene ma non sembra poter coinvolgere in maniera totale.
Sufficiente nel complesso, con mezzo punto in più per le caratteristiche accennate all'inizio.

Dick  @  02/06/2018 20:28:28
   8 / 10
Nuovo film in costume di Blasetti che si discosta dai più avventurosi precedenti propendendo verso una commedia dai risvolti drammatici e dove stavolta i protagonisti non sono tanto simpatici. Il ritmo comunque ancora oggi è ben ritmato e gli attori risultano davvero brillanti.

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  25/11/2011 06:53:59
   7 / 10
É un'epoca di mezzo, dove il neorealismo non esiste ancora e i canoni degli anni 20 si sono ormai dissolti. É un film che rimane nel baratro fascista ma che riprende lo stile d'annunziano* e fa sentire diversi accenti teatrali (possibile scelta stilistica voluta per enfatizzare l'ambiente del primo periodo rinacimentale?).
Le interpretazioni fin troppo sheackspiriane anche se ogni attore protagonista verrà ricordato per qualcosa, un qualcosa estremamente caratterizzante. La Calamai per il suo seno che fece un scalpore enorme tra Chiesa e critici cinematografici oltre che tra il pubblico, Nazzari con la sua indimenticabile battuta "chi non beve con me, peste lo colga!", Valenti e Ferida maledettamente amanti anche nella vita reale fino alla loro tragica morte.
Un film scandaloso, strano, sanguinoso, dove dietro la storia abbastanza semplice e i costumi e le scenografie rese molto bene, si cela un significato più profondo: l'omosessualità. I due protagonisti vanno avanti per tutto il film col darsi contro, befeggiandosi a vicenda, ma in realtà quello che stanno facendo non é mettere in mostra la virilità di uno e la giullalleria dell'altro, ma bensì nascondere quello che realmente provano: un'istinto irrefrenabile nel possedere l'altro sessualmente.

*per chi non lo sapesse e per evitare eventuali fraintendimenti, per stile d'annunziano non si intende, cinematograficamente parlando, lo stile del poeta D'Annunzio, ma bensì la ripresa di un testo letterario classico da parte del regista per una trasposizione cinematografica. Si usa d'annunziano perché D'Annunzio fu il primo scrittore italiano a lavorare alle sceneggiature italiane negli anni 20.

quaker  @  15/06/2007 22:40:48
   8 / 10
Naturalmente è un film ultradatato, che risente di un gusto (il revival rinascimentale) che negli anni '30 per un certo periodo imperversò in Italia. Gli interni, visti oggi, hanno dell'incredibile per cattivo gusto, ma allora dovettero sembrare una maestosa ricostruzione della Firenze medicea. Anche la recitazione, oggi, sembra davvero di un'altra epoca. Però Blasetti era molto abile, e, sfruttando un autore allora di grande successo come Sem Benelli, ed attori come la Calamai (il cui seno nudo, solo per un attimo, fece epoca) e soprattutto Nazzari, riesce ad imbastire un prodotto più che dignitoso, che sembra comunque superare il cinema dei telefoni bianchi, e ad aprire uno spiraglio se non proprio verso il neorealismo, almeno verso qualcosa di più di quella affettata maniera che erano le commedie sofisticate allora imperversanti.

2 risposte al commento
Ultima risposta 02/06/2018 20.18.42
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  17/02/2007 20:51:59
   7 / 10
Davvero singolare che il film piu' "scandaloso" del cinema italiano del preneorealismo abbia come interpreti due glorie del cinema fascista come Valenti e la consorte Ferida: la recitazione del primo è sempre sopra le righe, enfatica ed eccessiva, ma molto coerente con lo spirito del film.
Blasetti dirige comunque un film che non scende a compromessi, a cominciare dal seno nudo di Clara Calamai esposto in un delirio decadente e nella fotografia sinistra (sarebbe ridondante in technicolor) dell'epoca.
La frase "chi non brinda con me peste lo colga" è entrata negli annali, come l'interpretazione di Nazzari.
Oggi è invecchiatissimo e non potrebbe essere altrimenti

Ch.Chaplin  @  16/02/2007 18:13:48
   8 / 10
buonissimo film ambientato nella firenze di fine '400. impostazione forse troppo teatrale degli attori e delle scenografie. da tuttavia l'impressione di un'ottima commistione di dramma e pellicola. amedeo nazzari veramente incredibile nell'interpretazione. è un susseguersi di una beffa dietro l'altra.e il finale è ancora + inaspettato!

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