Tre atti, tre frammenti apparentemente scollegati che, messi insieme, compongono il ritratto intimo e sorprendente di Charles Krantz, un uomo qualunque al centro di qualcosa di straordinario.
Sei un blogger e vuoi inserire un riferimento a questo film nel tuo blog? Ti basta fare un copia/incolla del codice che trovi nel campo Codice per inserire il box che vedi qui sotto ;-)
Il nuovo sodalizio tra Stephen King e Mike Flanagan potrebbe fa pensare ad un film horror, ma c'è solo qualche elemento minimo, legato alla funzione della Cupola, ma The Life of Chuck si muove più nel territorio del fantastico composto in tre atti che inizia dall'ultimo atto, quello di una fine del mondo che non genera panico ma più rassegnazione del destino. Lo stesso Chuck appare nel secondo atto, uomo ordinario ma che in fondo non lo è, come tutti, perché tutto sommato ognuno di noi ha la sua particolarità e la vita pur fra gioie e dolori, vale la pena viverla senza subirla. Ora se è a rischio spoiler, ma nel complesso è stata una visione piacevole e scorrevole con un Tom Hiddleston nella scena del ballo presente nel secondo atto. Forse intriso di una certa dose di sentimentalismo per i miei gusti, ma essendo un cinico impenitente, è da comprendere.