Ulisse, il leggendario re greco di Itaca, intraprende un lungo e pericoloso viaggio verso casa dopo la guerra di Troia, raccontando i suoi incontri con esseri mitici come il ciclope Polifemo, le Sirene e la dea strega Circe.
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Film tanto atteso sia per i fans di Nolan che per l'opera/storia a cui è ispirata e a mio avviso non delude le aspettative. Non mi focalizzerei troppo sulle scelte di aderenza o meno alla storia che tanto hanno fatto parlare (es. a me non ha fatto impazzire la rappresentazione di Polifemo e dei Lestrigoni con le armature), per cui la narrazione è risultata scorrevole nonostante le 3 ore di durata, tra flashback e diverse storie toccate. Certo, 3 ore per condensare tutto è pur sempre una bella impresa, infatti visti i tempi dove fioccano serie TV forse non sarebbe stato male averne una sull'Odissea. Alla fine però questa è l'Odissea di Nolan e cosi sia.
Aspetto che mi ha convinto meno è quello del cast: si è vero, i grandi nomi sono tanti. Matt Damon ha sicuramente offerto una buona prova nei panni di Ulisse, anche se mi accodo alla serie di critiche sulla sua interpretazione da "soldato americano" tormentato. Altra scelta che non mi è piaciuta è quella di Tom Holland, che mi è sembrato poco calato nel ruolo di Telemaco, con espressività più da Spiderman che da miti greci.
Complessivamente però va riconosciuta la cura dei dettagli, l'impatto visivo di numerose scene e le interpretazioni che spiccano a mio modo di vedere di Anne Hathaway e in secondo piano di Pattinson. Il Nolan che si sposta dal mondo sci-fi più cervellotico a trame molto meno "fantasiose" sforna pellicole di qualità (mi sarei meravigliato del contrario, ma mai dire mai...) ed è sicuramente un bene per il cinema, anche se non nascondo che preferirei rivederlo alle prese con progetti che portino una ventata di aria fresca.
In ogni caso, considerato il panorama cinematografico attuale, immagino che tra qualche mese, agli Oscar, si tornerà a parlare di questo film. Spero che tra i suoi meriti ci sia anche quello di riaccendere nel grande pubblico la curiosità per queste opere del passato, oggi schiacciate da una cultura fatta più di scorrimenti veloci sui social che di lettura vera.