Woody, Buzz, Jessie e gli altri giocattoli devono fare i conti con l'avvento della tecnologia e affrontare una nuova minaccia rappresentata dai giochi moderni e digitali.
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E' un film bello, che naturalmente andrà rivisto più volte. Diverse le cose che mi sono piaciute di più: la storia è bella, forse troppo movimentata, e forse avrei esaltato maggiormente l'impatto emotivo finale tra le due bimbe simili nella loro diversità dai loro coetanei. Bella la rappresentazione dell'impatto dei social sui bimbi e sugli adulti. Chi critica dicendo che questo capitolo è arrivato tardi rispetto al mondo problematico attuale (dei bimbi e dei loro genitori) pecca di ipocrisia e di miopia in quanto non mi risultano tanti film che abbiano affrontato questo tipo di tematica. Bella la chiave di lettura quando si cerca di non condannare i social che hanno reso tutti più poveri e soli ma augurandosi un utilizzo che possa e che doveva avere dei nessi con un mondo ed un modo diverso di conoscersi e conoscerci. Ci saranno tante critiche, di chi non si diverte riflettendo con Toy Story ma che preferisce magari ridere meccanicamente con i video di youtube. Ho rivisto i voti dati nei primi mesi al terzo capitolo, per avere la conferma che in molti avevano avuto il coraggio di criticare una film eterno e meraviglioso, solo perché a prescindere si deve essere contro i sequel. E' un film che avrà il suo valore tra anni e anni, quando forse con occhi malinconici ci renderemo conto di quel che si poteva fare per evitare l'attuale inizio della devastazione mentale di adulti e bambini. Un film a suo modo coraggioso perché non vuole stupire e meravigliare, ma si limita nel racconto di un problema enorme le cui conseguenze non sono ancora note. Avrei evitato i tanti Buzz nella storia, è una forzatura, mentre per fortuna si riduce al quasi anonimato Forky, personaggio a parer mio troppo esaltato nel quarto capitolo.