the end of evangelion regia di Hideaki Anno Giappone 1997
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the end of evangelion (1997)

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locandina del film THE END OF EVANGELION

Titolo Originale: SHIN SEIKI EVANGELION GEKIJÔ-BAN: AIR/MAGOKORO WO, KIMI NI

RegiaHideaki Anno

Interpreti: -

Durata: h 1.30
NazionalitàGiappone 1997
Genereanimazione
Al cinema nel Settembre 1997

•  Altri film di Hideaki Anno

Trama del film The end of evangelion

Le vicende del film sostituiscono idealmente gli avvenimenti narrati negli ultimi due episodi della serie televisiva, i quali allo spettapresentavano tore il finale voluto da Anno che vedeva Shinji essere finalmente maturato in una persona capace di affrontare il mondo circostante senza piů timori o angosce.

Film collegati a THE END OF EVANGELION

 •  DEATH & REBIRTH, 1997
 •  EVANGELION 1.0: YOU'RE NOT ALONE, 2007
 •  EVANGELION: 2.0 YOU CAN (NOT) ADVANCE, 2009
 •  EVANGELION 3.0 - YOU CAN (NOT) REDO, 2013

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Voti e commenti su The end of evangelion, 65 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  02/05/2011 16:54:58
   10 / 10
Il commento contiene spoiler


Riduttivo provare a scrivere qualcosa per un' Opera d'Arte di questo genere ma ci proverò lo stesso.
Dico solo che da quando l'ho visto non faccio che pensarci e ripensarci in continuazione riflettendo su tutto e questo non vale solo per il finale,intendo proprio tutto quanto il mondo creato da Anno in questo anime che per me,da oggi in poi,diventa necessariamente pietra di paragone per tutto quello che vedrò di simile,pur non essendo un esperto di quelli che vengono volgarmente definiti cartoni animati nipponici.
Ma non solo per quanto riguarda l'animazione giapponese Evangelion è di una bellezza disarmante,intendo proprio in generale. Come già scritto da qualcuno questo è Cinema,senza etichette di sorta. Quando c'è un capolavoro non servono generi.

Spendo solo pochissime parole per l'animazione,stupenda e spettacolare con uno stile a mio parere rivoluzionario per musiche e bellezza dei disegni.

Non starò a dire che l'abbia addirittura compreso fino in fondo perché sarei un bugiardo; ma d'altronde,e giustamente,se le domande si moltiplicano e si rimane soddisfatti alla fine c'è un perché,pur se dopo uno smarrimento iniziale.
Nulla è lasciato a caso nell'ultimo atto di Evangelion,lo spettatore interpreta alcune cose a modo suo; un processo che può piacere o no ma che rimane il migliore per concludere una saga che non poteva avere finale più criptico e spettacolare al tempo stesso,così come tutti gli episodi dell'anime. E i livelli di lettura dell'intera opera sono stratificati in maniera tale che non ci si stanca mai di rivederlo,di trovare nuove cose lasciate da parte o ignorate. Davvero è il caso di ridirlo: nulla è lasciato al caso.

Si perde il conto dei riferimenti filosofici,religiosi,mistici,psicologici e sessuali che Evangelion mette in campo con sapiente ambiguità.
Ma sono sempre i suoi personaggi animati da terribili conflitti interiori ad apparire tanto abissali da risultare inquietanti,addirittura odiosi ad una prima analisi; anche e soprattutto nel caso del protagonista,uno Shinji incredibilmente passivo,odioso e al tempo stesso umano da non poterlo non amare. Nel primo episodio era un ragazzo alla deriva,poi sembrava migliorare via via; ma non è così. In questo inizio della fine è sempre più disperato e diviso da tutto il mondo che lo circonda,il porcospino col suo eterno dilemma che ha creato da sé la barriera invalicabile tra sé e gli altri.
E gli altri non sono da meno; nuove rivelazioni sul loro carattere e la loro psicologia viene rivelato,sempre con il consueto cinismo e ambiguità: uomini nonostante tutto,simili tra di loro più di quel che credono e allontanati dai loro pregiudizi e dalla paura di farsi del male.
Vale per il padre di Shinji che infine chiede perdono al figlio, un uomo enigmatico che con il suo erede condivide la paura di far del male a chi lo ama,anzi di amare egli stesso. La somiglianza con suo figlio risulta inquietante ma doveva essere scontata,non fosse per l'incredibile capacità di quest'anime di riuscire a rendere tutto così inafferrabile per poi diventare tanto sfaccettato e,perché no,semplice. Per poi tornare di nuovo a porre mille interrogativi e riflessioni.
Anche Misato non è da meno: ha fallito nel ruolo di istitutrice/madre,si è intrattenuta in una relazione che l'ha fatta soffrire conscia di ciò che faceva,e ricadendoci nonostante tutto. Viene rivelata infine un'insospettabile attrazione erotica proprio per Shinji (il momento del bacio e del "quando tornerai ti darò il resto" mi ha completamente spiazzato).
Questa insondabilità abissale vale per tutti i personaggi di Eva ma citarli tutti sarebbe inutile.

Evangelion merita tutto il successo che ha avuto: la condizione dell'uomo è ritratta con una lucidità disarmante,non fa sconti.
L'ambiguità (la cosiddetta interpretazione libera) è l'elemento centrale,ci sono suggerimenti ma mai soluzioni vere e proprie.

Poi c'è un uomo che vuole sostituirsi a Dio e ne ha la possibilità, l'opportunità di evolversi in qualcos'altro per poi ritornare nuovamente ciò che è per la sua vigliaccheria,o semplicemente per la sua natura.

Essere umano significa compiere scelte,questo sembra volerci dire The end of Evangelion e la saga in generale.
Shinji queste scelte cerca di non farle mettendosi in una paurosa condizione di passività,sballottolato di quà e di là in cerca di una comprensione che lui per primo non compie nei confronti degli altri,per paura di essere disprezzato e allontanato,per troppo amore di sé. Per poi arrivare al finale, definito uno dei più controversi mai realizzati (non a torto,devo dire): come interpretarlo?
Se dovessi scegliere e dire se quello del film sia un finale pessimista o ottimista direi la seconda opzione: perché in quanto essere umano Shinji riconosce e accetta ciò che è,decide di non diventare un angelo o divinità e di tornare nella sua realtà precedente anche se questo comporterà problemi,frustrazioni e disperazione. Ma finalmente ha scelto. Che lui e Asuka siano i nuovi Adam e Lilith,che gli altri siano tutti morti o di nuovo vivi è una cosa che ormai ha poca importanza (credo siano esatte entrambe le soluzioni,ma è puramente soggettivo)
Per quanto quel "che schifo" finale possa spiazzare,e ricondurre ad una diversità ed incomprensione naturale tra uno Shinji nuovamente piangente e Asuka (questo discorso è ovviamente allargabile a tutta l'umanità),quella dolce carezza che permette a Shinji di allentare il suo odio finendo di strozzarla non può essere messa da parte.
è l'eterna contraddizione di noi esseri umani: una esclamazione di disgusto verso una persona e un gesto d'amore possono andare di pari passo.

Sono davvero entusiasmato,non mi aspettavo che tutte le critiche entusiastiche che lo paragonavano a film enormi come 2001 fossero veritiere. Mi sbagliavo.

2 risposte al commento
Ultima risposta 12/08/2011 11.51.08
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