Recensione il monello regia di Charles Chaplin USA 1921
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
Ciao Paul!
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione il monello (1921)

Voto Visitatori:   9,00 / 10 (132 voti)9,00Grafico
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film IL MONELLO

Immagine tratta dal film IL MONELLO

Immagine tratta dal film IL MONELLO

Immagine tratta dal film IL MONELLO

Immagine tratta dal film IL MONELLO

Immagine tratta dal film IL MONELLO
 

Uno dei grandi geni cinematografici dello scorso secolo, Charlie Chaplin, attore, autore, regista e sceneggiatore dall'animo artistico e dal carattere fanciullesco, si ritrova per la prima volta a dirigere ed interpretare un lungometraggio, pervenendo a risultati sorprendenti e stupefacenti.
"Il monello", infatti, abbandona il carattere totalmente comico e "fracassone" dei precedenti lavori di Chaplin, per diventare una perfetta e riuscitissima fusione tra il melodramma e l'ironia con un'immancabile, soprattutto nei film a venire, critica alla società di allora, fatta di soprusi nei confronti dei più deboli e di ingiustizie e prepotenze da parte delle istituzioni in primis, ma non solo (il riferimento all'arricchimento della protagonista femminile non è ovviamente casuale, così come la figura del poliziotto corpulento e antipatico).

Come anticipa la didascalia iniziale, "Il monello" è un film che ci strapperà sicuramente delle risate, ma quasi più certamente delle lacrime, visto che sarà difficile trattenersi di fronte al rapporto tenero e dolcissimo che si instaura tra il vagabondo Charlot, vetraio di professione, e il piccolo orfanello che viene abbandonato dalla ragazza madre e cresciuto da Charlot stesso.

Il vagabondo, che si mantiene facendo ricorso ad espedienti vari, si vedrà costretto a prendersi cura del bambino trovato per strada e ben presto si prenderà cura di lui nelle migliori delle maniere con mezzi di fortuna: la sedia bucata come vasino, la teiera come biberon e cose di questo genere.
Impossibile non emozionarsi per il rapporto amorevole e affettuoso che si instaura tra questi due grandi personaggi (in realtà possono essere visti come lo sdoppiamento dello stesso tipo universale, il bambino troppo cresciuto e l'adulto ancora troppo bambino), come dimostrano molte sequenze che inteneriscono lo spettatore, prima su tutte quella in cui il bambino (interpretato da quel Jackie Coogan che in futuro sarebbe diventato il celebre Zio Fester della Famiglia Addams) prepara la colazione o aiuta il suo "papà" a mandare avanti la baracca, rompendo con delle pietre i vetri delle abitazioni che poi verranno cambiati proprio da Charlot, di passaggio, "causalmente", con dei vetri di ricambio.

Il film prosegue mantenendosi in un perfetto equilibrio tra comico e tragico, con delle gag per niente eccessive e molto divertenti, come la lotta tra il bambino e un bulletto di quartiere che poi diventa una vera e propria rissa tra Charlot accorso per difendere il suo figliolo e il fratello dell'altro ragazzino, o la figura del vagabondo ospite di una specie di ostello, che durante il sonno tenterà di sgraffignare delle monete dalle tasche di Charlot, tipicamente vestito alla sua maniera e cioè con giacchetta stretta, pantaloni larghi e scarpe enormi.
Tra una marachella e l'altra però i due protagonisti verranno divisi a causa della cattiveria o ignoranza altrui (altra critica neanche troppo velata) e anche in questo caso trattenere le lacrime sarà difficile, visto che non ci saranno risparmiate le scene strazianti della separazione tra padre e figlio che richiamano le atmosfere melodrammatiche dell'incipit in cui la povera ragazza madre, forse a causa di una società fin troppo giudicante e retrograda, si vedrà costretta ad abbandonare il frutto di un amore "clandestino", salvo poi pentirsi e tornare indietro per rendersi conto di aver perso la possibilità di ricongiungersi col bambino, lasciato in un'auto lussuosa, rubata però da due malviventi.

Una volta divenuta ricca e famosa, la donna (interpretata da Edna Purviance, allora attrice preferita di Chaplin e in seguito anche sua grandissima amica ed amante) placa il suo senso di colpa prendendosi cura delle povere madri e dei loro bambini, abitanti dei quartieri più poveri, così come Charlot (padre e madre allo stesso tempo) e il suo piccolo monello.
Quando si renderà conto della realtà dei fatti vorrà ricongiungersi con suo figlio, facendo sprofondare il povero Charlot - separato nuovamente dal bambino durante la notte, dal gestore dell'ostello che leggendo della ricompensa sul giornale non ci pensa due volte a portare il monello alla stazione di polizia - nella disperazione più cupa e delirante.
Il vagabondo si accascerà sugli scalini della sua scalcinata abitazione e si abbandonerà ad un sonno attraversato da un sogno apparentemente paradisiaco: il viale di casa sua tutto fiorato e lindo verrà popolato da una serie di personaggi alati, tra cui il suo amatissimo bambino che lo condurrà per mano in un volo dolcissimo.
Peccato che dei diavoletti tentatori riusciranno a spezzare questo idillio fino a giungere ad un epilogo tragico coincidente con il risveglio dell'uomo strattonato dal poliziotto che lo condurrà verso un finale un po' meno amaro, ma comunque non del tutto risolto.

Inutile rimarcare l'impareggiabile maestria di Chaplin, capace di svolgere egregiamente e inimitabilmente sia il mestiere di attore che quello di regista.
Rimarrà per sempre indelebile nella storia del cinema la sua mimica corporale e facciale, con la tipica camminata alla Charlot e le innumerevoli espressioni sempre intense a metà strada tra il tragico e il comico e, per quanto riguarda la regia, la sequenza del sogno è di una bellezza strabiliante oltre che di un'inventiva non indifferente, arricchita dalla caratteristica d'essere portatrice di un messaggio quale l'impossibilità di trovare piena felicità e giustizia in questa vita fatta di stenti e povertà (così come è stata realmente l'infanzia del regista) salvo poi mostrarci la felicità delle "piccole cose".
Il genio di Chaplin è pienamente espresso in questo piccolo-grande capolavoro dotato di un'enorme potenza emotiva e comunicativa.

Commenta la recensione di IL MONELLO sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di A. Cavisi - aggiornata al 22/10/2009

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

 NEW
a new dawna pranzo la domenicaa war on womenaffectionagent of happiness - il bhutan e la felicita'aldair - cuore giallorossoallora balliamoamarga navidadantartica - quasi una fiabaavemmariabackroomsbillie eilish - hit me hard and soft: the tour
 NEW
blue (2026)bowie: the final actchaochris & martina: the final setcitizen vigilanteclara (2026)con la pioggia dentrocorpi mutanticos'e' l'amore?creature luminose
 NEW
deep water - incubo degli abissidisclosure daydon't let the sundracula (2025)e i figli dopo di loroelection dayfinding emilyfuze - conto alla rovesciagenerazione fumettogood luck, have fun, don’t diehen - storia di una gallinahiedrahopper - il segreto della marmottaibridazioniil bacio della donna ragno (2026)il grande bocciail mondo oltreil prigioniero (2025)il principe della folliail regno di kensukeil silenzio degli altriil tempo e' ancora nostroillusionein the greyinnamorarsi e altre pessime ideeio non ti lascio soloiron maiden: burning ambitionjackass: best and lastkill bill: the whole bloody affairking marracashkontinental '25la bolla delle acque mattela casa - il rogo del malela cronologia dell’acquala festa e' finita!l'amore che rimanel'amore sta bene su tuttole bambinele tigri di mompracem (2026)l'hangar rossolove letterslucio fontana, the final cutmama (2025)manas - sorellemanipulation (2026)masters of the universeminions & monstersmortal kombat iimother marymothers (2026)no good mennoi due sconosciuti (2026)obsession (2026)odissea (2026)passengerpecore sotto coperturapiccolo miracoloquasi graziarebuildingricchi... da morire - delitti in famigliaromeria - il mare dei ricordirosebush pruningrufus - il draghetto marino che non sapeva nuotaresanti e vampirisavage housescary movie 6separazionismart workingspider-noir - stagione 1star wars: the mandalorian and grogustella gemellasupergirl
 NEW
terapia di famigliathe christophersthe lunch: a letter to americati auguro ogni benetoy story 5tra amore e ingannitre chilometri alla fine del mondotuner - l’accordatorevittorio de sica - la vita in scenawillie peyote - elegia sabaudayalla parkour

1072847 commenti su 53826 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimi film inseriti in archivio

ASIA STRIKES BACKCOME HO CATTURATO IL SERIAL KILLERESMERALDAESMERALDA (1922)GIRL IN THE ATTICI PECCATI DI MIO MARITOIL CLUB DEI DELITTI DEL GIOVEDI'IL GOBBO DI NOTRE DAME - THE SECRET OF THE HUNCHBACKIL GOBBO DI NOTRE DAME (1986)IL GOBBO DI NOTRE DAME (1996)IL GOBBO DI NOTRE DAME (1998)IL MATTO DI NOTRE DAMEISPETTORE KARATE' CONTRO L'ANONIMA SEQUESTRIJACK RYAN: GHOST WARLA BIOGRAFIA DI FLOYDLA GANG DEI SEDUTTORI COLPISCE ANCORALA RAGAZZA CHE HO SEMPRE DESIDERATOLO SPECCHIO DEL PIACERELOST IN STARLIGHTMAI DIRE PER SEMPREMISSIONE FINALEMY SPY - LA CITTA' ETERNANANBANJI NO SEMUSHI-OTOKONEL POSTO GIUSTONEZULLA - THE RAT MONSTERNOSTRA SIGNORA DI PARIGINOTRE DAME (1996)PRESSURE (2026)QUASI A MODOQUASIMODO D'EL PARISQUASIMODO: THE HUNCHBACK OF NOTRE DAMESACCHARINESCOMPARSA NELLA DEATH VALLEYSEWU DINOTHE ASTRONAUTTHE DARLING OF PARISTHE FURIOUSTHE GREAT LILLIAN HALLTHE HUNCHBACK OF NOTRE DAME (1976)THE HUNCHBACK OF NOTRE DAME (1996)TORNADO (2025)

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net