lontano dal paradiso regia di Todd Haynes USA, Francia 2002
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lontano dal paradiso (2002)

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locandina del film LONTANO DAL PARADISO

Titolo Originale: FAR FROM HEAVEN

RegiaTodd Haynes

InterpretiJulianne Moore, Dennis Quaid, Dennis Haysbert, James Rebhorn

Durata: h 1.47
NazionalitàUSA, Francia 2002
Generedrammatico
Al cinema nel Dicembre 2002

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Trama del film Lontano dal paradiso

America, anni '50. Cathy e Frank sono l'esempio della coppia perfetta. Ma quando Cathy scopre che suo marito č gay, ecco che il suo bel mondo dorato va in frantumi. Se la cosa si venisse a sapere, le loro vite verrebbero travolte dallo scandalo. Circondata da amici bigotti e conformisti, Cathy trova conforto nel suo giardiniere afro-americano Raymond. Tra i due nasce un'amicizia che suscita spietati pettegolezzi...

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Voto Visitatori:   6,54 / 10 (83 voti)6,54Grafico
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Voti e commenti su Lontano dal paradiso, 83 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  10/10/2006 01:41:08
   8 / 10
E' difficile capire se il film di Haynes sia una furba operazione revisionista o un capolavoro assoluto, ma quel che è certo è che ha rischiato seriamente di strappare al "magdalene" di Mullan la vittoria alla mostra del cinema del 2002.
Per chi, come me, stravede per i drammoni di Douglas Sirk, ha visto "picnic" di Logan decine di volte, e trova strepitosamente bello il logo (ma anche il film in fondo) di "foglie d'autunno" di Aldrich, questo film è indubbiamente molto molto bello.
Di una bellezza strana, tuttavia, che suona "falsa", come del resto sembra essere tutta l'operazione.
I temi del razzismo e dell'omosessualità sono affrontati forse con il disagio profano di un voyeurismo sfrenato ma occultato, come ai bei tempi di Minnelli o Nicholas Ray? In parte si direbbe di sì, e il film è il trionfo della stucchevolezza e della maniera se rapportato alla scintillante fotografia, e al restyling di un genere "classico" che non ha piu' molti punti di contatto con la contemporaneità (ma Fassbinder e Almodovar giustamente vi direbbero il contrario).
Personalmente trovo insuperabile il personaggio di Cathy: il regno dorato in cui si trova, come una Dora qualsiasi (sì c'è anche una vaga rimembranza di un classico europeo come "casa di bambola") viene improvvisamente messo a soqquadro dalla scoperta del marito dedito a incontri con uomini, dal suo razzismo strisciante, dalla ritrovata e "scandalosa" amicizia che trova la donna verso un uomo di colore.
Il suo mondo "lontano dal paradiso" la porta a rispecchiarsi con la sua tremenda, e inattesa, solitudine.
Julienne Moore anima davvero magnificamente questo film insolito, capace di affascinare e commuovere, ma anche di lasciare un cuore (al di là della sua intransigente passionalità) venato di freddezza.
Sarebbe un vero incantesimo hollywoodiano se fosse stato realizzato realmente quaranta, cinquant'anni fa.
Eppure l'ho amato tantissimo, per diverse ragioni e perchè ci spinge a cercare forse invano "una vita migliore".
Far from heaven, maybe, but enough good to live

2 risposte al commento
Ultima risposta 11/12/2008 18.48.43
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marco86  @  24/09/2006 10:16:58
   7½ / 10
non riesce a coinvolgere e quindi convincere fino in fondo,ma la media che gli viene riservata è troppo bassa.
innanzitutto per via degli attori,davvero bravi a partire dalla protagonista.poi per la fotografia e la regia,impegnate fin dai titoli di testa a ricreare un'atmosfera classica,sia nel contenuto che nella forma.e in questo ci sono davvero riusciti.
i temi trattati sono quelli più appropriati all'america anni 50:il perbenismo,il sogno americano,il razzismo verso i neri,il pettegolezzo.e mentre all'inizio sembra di essere davvero in paradiso,man mano che il film procede tutte le certezze acquisite si sgretolano fino a sprofondare nel finale dal respiro vagamente tragico.

3 risposte al commento
Ultima risposta 18/10/2006 17.16.23
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giovanni  @  31/01/2003 17:41:12
   2 / 10
Perchè fare un film del genere???

2 risposte al commento
Ultima risposta 17/12/2004 01.37.29
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Invia una mail all'autore del commento raffaele  @  28/01/2003 12:11:26
   8 / 10
LONTANO DAL PARADISO

( ovvero: quello che le donne pagano)

il film diretto da todd haynes ricalca lo schema e la struttura dei melò holliwoodiani
tipici degli anni 50-60 quando dopo essere rientrate alla base ( eliminate) le dark lady che avevano popolato gli incubi maschili degli uomini tornati dal fronte, che al loro ritorno si trovarono di fronte a donne ben poco disposte a ritornare tra i fornelli e alla prigionia delle mura domestiche…la dark lady tentatrice e a volte assassina lei stessa fa spazio a donne tormentate e sempre sul punto di condurre alla perdizione l’uomo…la imposizione nell’immaginario del modello televisivo da largo spazio alla regina della casa che saluta sulla soglia con un bacino casto il marito che va al lavoro e lo accoglie la sera con una birra e le pantofole e la cena pronta….un universo perfetto ai bisogni di ordine e all’insegna del tutti in riga..
così come “salvate il soldato ryan” nella prima mezz’ora mostra tutto quello che i film di guerra non facevano vedere….in LONTANO DAL PARADISO ci viene mostrata l’impalcatura di ignominia che reggeva lo spettacolo delle case delle famiglie perfette.
Gia dalle prime inquadrature veniamo proiettati in un paesaggio da favola,è il Connecticut dell’inizio d’autunno1958 una luce rossa come le foglie secche pervade lo schermo e i personaggi…ci troviamo nell’universo congelato dei telefilm,e la famiglia che conosciamo è così stucchevole e perfettina da dare il voltastomaco…niente se non la scelta dei tessuti e del buffet della festa annuale turba questa incoscienza morale e l’ingresso nella scena di un giardiniere nero ben accolto dalla padrona di casa che esprime verso di lui un semplice gesto di benevolenza, da modo alla cronista del locale giornale di enfatizzare vieppiù le qualità umane della perfetta donna di casa….
Ogni perfezione nasconde un delitto…
La scoperta dell’omosessualità del marito e l’amorevole accoglienza della moglie nell’accompagnarlo nelle terapie mediche e il tormento che riesce a manifestare solo con il giardiniere cominciano a far vacillare lo schema…la sua frequentazione con il giardiniere gli viene rinfacciata da tutti e comincia a sentire sguardi ostili verso di lei
Comincia a sentire che forse c’è qualcosa che non funziona così bene se anche il marito che soffre per la sua omosessualità gli rinfaccia di farsela con i negri,lo schiaffo che lui le dà è il suono del tuono che preannuncia la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno…..inverno dei sentimenti inverno dei ripensamenti inverno dei rendiconti inverno della salvazione….
Alla fine il marito riuscirà a vivere la sua omosessualità,separandosi da lei.
Lei resterà sola con il suo sentimento per il giardiniere che sa che non potrà mai esprimere anche lontano da lì…solo l’ultima inquadratura su un albero con fiori appena sbocciati ci fa sperare in una primavera che sta gia bussando alla porta e che con l’arrivo e lo svolgimento degli anni 60 e 70 farà piazza pulita delle scene ipocrite e delle perfezioni amorali….il vento sta per cambiare e forse per lei è già troppo tardi.

Quello che le donne pagano per essere perfette è la loro stessa vita che nel momento in cui cominciano a esprimere pensieri propri e sentimenti personali sono destinate alla sconfitta…tutto si regge sulle loro spalle e sui loro cuori e con questo niente gli viene riconosciuto ed è sintomatico che questa società non solo gli anni 50 riesca in qualche modo a digerire l’omosessualità di lui ma non le libere scelte di lei…
Fino a quel momento così perfetta solo perché non si rendeva conto che lo era solo perché gli altri ci si potevano specchiare dentro senza avvertire l’abisso della loro pochezza anzi sentendosi comunque confortati nei loro atteggiamenti…
Più che lo schiaffo del marito quello che davvero spaventa nel film è quel grido lanciato da un anonimo uomo bianco all’indirizzo del giardiniere che in strada trattiene per un braccio lei per dirle una cosa…EHI TU FERMO LI!!! TOGLI SUBITO QUELLA MANO il blocco subitaneo dei passanti che scopriamo tutti ostili e minacciosi e l’incombenza di una tragedia ci fanno capire quanto i loro mondi e la percezione reale di loro stessi sia distante….
Durante la festa annuale mentre un cameriere nero sta servendo gli ospiti, uno di questi commentando dei disordini razziali dice: QUI DA NOI NON POTREBBE SUCCEDERE…QUI NON CI SONO NEGRI!!!!
E’ vero non ci sono negri come non ci sono donne come non ci sono sentimenti non ci sono le passioni non ci sono le vite vissute e non c’è tutto quello che vive perché viene nominato…non c’è niente di quello che non viene visto perché tutto questo è invisibile come invisibili sono le anime delle donne che permettono questo e con la loro vita annullata permettono agli stronzi di continuare a crescere e a vivere….


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Ultima risposta 20/04/2005 23.34.14
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Invia una mail all'autore del commento Roberto  @  15/01/2003 16:34:26
   3 / 10
Mamma mia. Mi sono trattenuto dal linciare la mia ragazza che mi ha convinto a vedere questo mattone galattico!! Di solito o scegliamo un film assieme, oppure, se siamo in disaccordo scegliamo una volta a testa. Ma con "Lontano dal Paradiso" sceglierò io per i prossimi 6 mesi!! A confronto, "Via col Vento" è una commediola frizzante.

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Ultima risposta 20/04/2005 23.35.39
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Invia una mail all'autore del commento antonella  @  07/01/2003 17:07:14
   1 / 10
il film è veramente pessimo, si salva solo la fotografia, mi chiedo come si faccia a produrre film così privi di senso e di trama, una palla unica!

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Ultima risposta 20/04/2005 23.36.51
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