Recensione lo sguardo di ulisse regia di Theo Angelopoulos Francia, Grecia, Jugoslavia 1995
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
Ciao Paul!
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione lo sguardo di ulisse (1995)

Voto Visitatori:   7,70 / 10 (5 voti)7,70Grafico
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film LO SGUARDO DI ULISSE

Immagine tratta dal film LO SGUARDO DI ULISSE

Immagine tratta dal film LO SGUARDO DI ULISSE

Immagine tratta dal film LO SGUARDO DI ULISSE

Immagine tratta dal film LO SGUARDO DI ULISSE
 

Questo film è un capolavoro poetico e letterario, ma non del tutto riconosciuto dalla critica e dal pubblico. Uscito nel 1995 a ridosso della spaventosa guerra nei Balcani "Lo sguardo di Ulisse" ha suscitato commozione e riconoscimenti critici importanti ma inspiegabilmente ristretti.
La pellicola si cala nelle profondità più sensibili della memoria, in quella parte dell'inconscio che racchiude sentimenti significativi della storia, antichi investimenti che imprigionano il linguaggio di un tempo.
Zone d'ombra che accompagnano con crudele fedeltà l'intercalare della vita e sono una perenne testimonianza di amori e odi velati dal pietoso potere del tempo.
E' il ritorno del ricordo, inaspettato e straniante. Qualcosa che racchiude una passione divenuta misteriosa e che proprio perciò viene reinterpretata, quasi nostro malgrado, per la necessità di dargli un senso nuovo, nel mentre ci si allontana da lei per fuggire al dolore che provoca.

Nel lancio distributivo la pellicola non ha avuto alcun aiuto, è stata incredibilmente sottovalutata dall'industria della scrittura cinematografica di tutto il mondo, probabilmente perché il film trattava il tema della nostalgia dell'emigrato che mal si presta allo spettacolo commerciale. E' come se l'arte pura che questo film incarna a pieno titolo non potesse avere accesso ad una normale pubblicità, parallela a quella sostenuta dal produttore.
Triste ma vero.
Il cinema inteso come arte, e non come spettacolo che crea emotività, non può ancora avere pari diritti pubblicitari con il film commerciale. Ciò accade In particolare nella promozione editoriale che precede l'uscita delle pellicole nelle sale.
Angelopoulos punta tutto sull'emozione che la guerra dei Balcani ha suscitato nel mondo e in particolare sugli esuli di quei paesi sparsi nei vari continenti. Lo fa curando estremamente la sincerità autobiografica che permea tutta la sua opera; essa favorisce negli spettatori proiezioni e identificazioni di grande avvolgimento partecipativo.
Il film è originale per stile e linguaggio visivo. Il regista rifiuta nella realizzazione sia soluzioni di spettacolo che un ripercorrimento scenico a ritroso su orme linguistiche già conosciute e percorse nello stesso genere. Angeloupolos segue fino in fondo, evitando compromessi di botteghino, una propria ispirazione artistica.

La pellicola inizia con il ritorno di A. (H. Keitel), regista greco residente negli Stati Uniti, nella città natale di Ptolemais nella Macedonia occidentale per la proiezione di un suo film, in realtà il motivo principale del viaggio riguarda la ricerca di tre rulli di negativi del 1905 ("Le tessitrici") ancora da sviluppare. Le pellicole sono state girate dai fratelli Manakias suoi connazionali: veri e propri pionieri del cinema greco.
I rulli sono molto importanti per A. perché racchiudono gli ultimi sguardi innocenti di alcuni lavoratori con tratti espressivi tipici di un'altra epoca. Forse quelle tre pellicole sono l'unica testimonianza, di fine ottocento, di immagini in movimento legate agli abitanti di quei luoghi. I filmati racchiudono l'immagine di alcune tessitrici di origini macedone, intente a svolgere con disinvoltura e grazia il loro lavoro di filatura.
Per sviluppare i rulli occorreva una formula chimica di difficile composizione. La guerra in corso rendeva ancora più difficoltoso il reperimento di quei componenti chimici così necessari alla soluzione della formula.

"Lo sguardo di Ulisse" (gran premio della giuria a Cannes) si svolge nel periodo della guerra serbo-bosniaca-croata (inizi anni '90).
Il film svolge sia il tema dell'itinerario delle passioni umane e dell'avventura, che della questione dell'isolamento dell'eroe (in questo caso l'artista cineasta). Angelopoulos prende spunto per il film da alcune sue interpretazioni visive del famoso libro di Omero: "L'Odissea". Al centro della sua opera c'è l'emotività del ricordo: quella che nasce dalla nostalgia dell'esule. Una nostalgia causata dal suo viaggio verso l'ignoto: che è difficoltoso anche nel ritorno in patria, perché durante l'assenza tutto è cambiato e non si sa più dove fermarsi.
L'opera di Angeloupolos ha, rispetto al libro di Omero, un diverso finale; meno prevedibile e più aperto.
A. arrivato a Ptolemais scopre che il suo film ha suscitato nei religiosi ortodossi violenti isterismi: la stessa cosa è accaduta durante le proiezioni nel resto del mondo.
Il film, rifiutato in sala per motivi di ordine pubblico, viene proiettato nella piazza principale della città, nonostante una pioggia insistente, e gli altoparlanti mal sospesi sulle pareti dei palazzi.
La pellicola è stata giudicata in modo controverso dai cittadini di Ptolemais. Si sono formate nella città due fazioni contrapposte di cui una condivide l'opera di A. mentre l'altra, di religione ortodossa, è molto polemica tanto da richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Il tono critico e ideologico delle fazioni sembra preannunciare allo spettatore le gravi divisioni politiche, etniche e religiose che si presenteranno nel breve nei Balcani e che accompagneranno gran parte del film.

Il montaggio della pellicola non si basa su una normale successione di inquadrature, filmate come accade in molti film in numero sufficiente da consentire di creare il corpo filmico principale, ma su una costruzione scenica costituita da numerosi e lunghi piani sequenza: spesso composti da scene dove i personaggi sono ripresi con movimenti della macchina da presa a semicerchio. Ciò consente una maggiore familiarità visiva con i personaggi, tale da far avvertire nello spettatore un senso di potenziale penetrabilità nelle scene.
Da notare che i numerosi flash back avvengono senza un distacco dalla scena che è già in corso ma con un prolungamento della stessa in un tempo diverso, di solito legato al passato, dove vengono conservate intatte le sembianze reali dei personaggi. Ciò procura un coinvolgimento sia emotivo che estetico nuovo; esso è più apprezzabile del flash back perché non c'è uno stacco dal regolare fluire visivo in corso. La dissolvenza e lo stacco scenico procurato dal flash back, hanno funzioni didascaliche, e sono mal sopportati dallo spettatore. Meglio l'idea di Angelopoulos di non dissolvere la scena del presente ma di prolungarla ambientata in un altro tempo della stessa storia. La continuità narrativa ne giova. Questa tecnica mostra aspetti del passato come nel flash back ma nello stesso tempo migliora l'intensità delle attese.

Il film è dedicato all'attore italiano Gian Maria Volenté, morto dopo alcuni giorni di ripresa e sostituito nella parte di Ivo Levi (il cinetecario anziano di Sarajevo) dall'attore Erland Josephson.
A Cannes 1995 questo bellissimo film ha ottenuto solo la palma d'oro come gran premio speciale della giuria, situandosi al fianco dell'altro grande film "Underground" che vinse come miglior film. Un'opera quindi poco premiata.
Un film che in sintonia con la tragica storia in corso era riuscito nel suo intento principale di essere poetica della nostalgia.
"Lo sguardo di Ulisse" è una scrittura che si cala coraggiosamente, senza speranza, tra gli interstizi di un'etica offesa e umiliata, lo fa rinunciando a forme retoriche già collaudate e senza trascurare il vero più crudo che la storia rilascia.
Da ricordare di Angelopoulos anche "Alessandro il grande" (1980), "Il passo sospeso della cicogna" (1991), "L'eternità e un giorno" (1998), "La sorgente del fiume" (2004).

Commenta la recensione di LO SGUARDO DI ULISSE sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di Giordano Biagio - aggiornata al 21/09/2006

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

2 cuori e 2 capanne2000 metri ad andriivka28 anni dopo: il tempio delle ossa40 secondiabout luisallevi - back to lifeammazzare stancaarticolo 1attitudini: nessunaavatar - fuoco e cenere
 NEW
ben - rabbia animalebobo'breve storia d'amorebrunello - il visionario garbatobuen caminobuon viaggio, mariebus 47caravaggio a roma - il viaggio del giubileocarmen e' partitac'era una volta mia madredie my lovedivine comedydreams (2025)
 NEW
elena del ghettoellie e la citta' di smeraldoeternity (2025)evenfather mother sister brotherfilmlovers!five nights at freddy's 2gioia miagiovani madri
 NEW
greenland 2: migrationhambre
 NEW
il dono piu' prezioso
 R
il maestro (2025)il mio nome e' nevenkail primo figlioil profeta (2025)il rapimento di arabellain the hand of dantejay kellyjujutsu kaisen: esecuzionela camera di consigliola graziala mano sulla culla (2025)la mia famiglia a taipeila piccola ameliela ragazza di ghiaccio
 NEW
la scelta di joseph
 NEW
la scomparsa di josef mengele
 NEW
la stanza di marianala villa portoghese
 NEW R
la voce di hind rajab
 NEW
l'agente segreto (2026)laghat - un sogno impossibilel'anno nuovo che non arriva
 NEW
le cose non detteleopardi & col'illusione perfetta - now you see me 3lo schiaffo (2025)lo sconosciuto del grande arcol'ombra del corvolupin the iiird: the movie - la stirpe immortalemarty supreme
 NEW
melania
 NEW
memoria di una rivoltamercy: sotto accusamonsieur aznavournguyen kitchennino. 18 giornino other choice - non c'e' altra sceltanorimberganorth - la regina delle nevioi vita miaorfeo (2025)polvo seran - polvere di stellepredators (2025)prendiamoci una pausaprimavera (2025)put your soul on your hand and walkradio solaire - radio diffusion ruraleregretting you - tutto quello che non ti ho dettoreturn to silent hillricardo e la pitturarino gaetano - sempre piu' bluscarletsemplice cliente
 NEW
send helpsentimental valueshelby oaks - il covo del malesiratsognando rossosong sung blue - una melodia d'amoresorry, babyspongebob - un'avventura da piratithe age of disclosurethe encampments - gli accampamentithe running manthe smashing machinethe teacher (2023)tony, shelly e la luce magicatroll 2 (2025)tua madreultimo schiaffoun inverno in coreaun topolino sotto l'alberouna di famigliavasvita privata (2025)wake up dead man - knives outwicked - parte 2zootropolis 2

1068905 commenti su 53121 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimi film inseriti in archivio

CARLOS ALCARAZ: A MODO MIOPLAYING GODQUALE ALLEGRIARICK AND MORTY - STAGIONE 8TRAIN DREAMS

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

in sala


IL MAESTRO (2025)
Locandina del film IL MAESTRO (2025) Regia: Andrea Di Stefano
Interpreti: Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano, Paolo Briguglia, Valentina Bellè, Edwige Fenech
Genere: commedia

Recensione a cura di The Gaunt

A HOUSE OF DYNAMITE
Locandina del film A HOUSE OF DYNAMITE Regia: Kathryn Bigelow
Interpreti: Idris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts, Anthony Ramos, Moses Ingram, Jonah Hauer-King, Greta Lee, Jason Clarke
Genere: thriller

Recensione a cura di The Gaunt

archivio


SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA
Locandina del film SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA Regia: Tim Fehlbaum
Interpreti: John Magaro, Leonie Benesch, Peter Sarsgaard, Ben Chaplin, Zinedine Soualem, Georgina Rich, Corey Johnson, Marcus Rutherford, Daniel Adeosun, Benjamin Walker, Ferdinand Dörfler, Solomon Mousley, Caroline Ebner, Daniel Betts, Leif Eduard Eisenberg, Sebastian Jehkul, Rony Herman, Jeff Book, Robert Porter Templeton, Stephen Fraser, Leon Dragoi, Doris Meier, Mark Ruppel, Christine Ulrich, Günther Wernhard, Antje Westermann, Harry Waterstone, Andreas Honold, Stefan Mittermaier
Genere: drammatico

Recensione a cura di The Gaunt

NOSFERATU (2024)
Locandina del film NOSFERATU (2024) Regia: Robert Eggers
Interpreti: Lily-Rose Depp, Nicholas Hoult, Bill Skarsgård, Aaron Taylor-Johnson, Willem Dafoe, Emma Corrin, Ralph Ineson, Simon McBurney, Adéla Hesová, Milena Konstantinova, Stacy Thunes, Gregory Gudgeon, Robert Russell, Curtis Matthew, Claudiu Trandafir, Georgina Bereghianu, Jordan Haj, Kateřina Bílá, Maria Ion, Tereza Dušková, Liana Navrot, Mihai Verbintschi, Karel Dobrý, Andrei Sergeev, Matěj Beneš, Marek Pospíchal, Jan Filipenský, Alex East, Christian Dunckley Clark
Genere: horror

Recensione a cura di Harpo

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net