triage regia di Danis Tanovic Irlanda, Belgio 2009
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triage (2009)

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locandina del film TRIAGE

Titolo Originale: TRIAGE

RegiaDanis Tanovic

InterpretiColin Farrell, Christopher Lee, Paz Vega, Kelly Reilly, Juliet Stevenson

Durata: -
NazionalitàIrlanda, Belgio 2009
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2009

•  Altri film di Danis Tanovic

Trama del film Triage

La ragazza di un fotoreporter si insospettisce e inizia a indagare quando scopre che il suo ragazzo Ŕ tornato da solo dopo l'ultimo viaggio di lavoro, senza i colleghi con cui era partito.

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Voto Visitatori:   6,46 / 10 (27 voti)6,46Grafico
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Voti e commenti su Triage, 27 opinioni inserite

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markos  @  03/01/2018 12:29:35
   7½ / 10
Bello, ispirato a storie vere, che fanno vedere il dramma e l'orrore della guerra che ahimè in quei paesi del Medio Oriente esiste ancora.

wicker  @  14/12/2015 19:25:35
   7½ / 10
Bel dramma sul ritorno di un fotoreporter dal Kuridistan,ferito e poco lucido, ha continui incubi e sembra aver rimosso quanto successo.
Grande prova di un intensissimo Farrel,in un continuo gioco di flash back comandati da una solida regia che alza il livello della tensione sino a un bel finale per niente scontato.
Bene anche la Vega e un maestro della recitazione come il compianto Lee.

marcogiannelli  @  12/02/2014 11:21:29
   6½ / 10
Un bel film sui traumi che provoca la guerra

TheLegend  @  24/03/2013 07:20:09
   7 / 10
Film che mette in luce come il dramma della guerra continui a vivere nelle persone che vi sono sopravvissute e che solo la morte può porre fine alle sofferenze che essa provoca.

Trixter  @  02/05/2012 12:24:43
   7½ / 10
Mi è piaciuto molto questo Triage, intenso e drammatico film di Tanovic con protagonista pressochè assoluto un grandissimo Colin Farrell. La pellicola è apparentemente pesante, ma i dialoghi, i flash-back, la bella fotografia riescono a catturare lo spettatore ed a farlo riflettere, complice una tematica di grande impatto emotivo come il ritorno da scenari di guerra e la scossa psicologica che spesso ne consegue. Certo, non può dirsi che Triage sia consigliato per una serata tra amici, è un prodotto forte, duro e ben realizzato e coinvolgente, che merita senza dubbio una visione.

Cardablasco  @  24/08/2011 15:23:45
   7 / 10
Mi è piaciuto,ci fa capire come a volte il denare va sopra a tutto,bello il flash back e finale da pugno sullo stomaco

Tuonato  @  20/05/2011 00:06:09
   7 / 10
Tra gli sciacalli delle guerre ci sono anche i fotoreporter, spesso free lance, che incuranti dei rischi si lanciano sempre più in prima linea, lì dove fischiano le pallottole, lì dove dovrebbero esserci solo uomini armati. Lo fanno più per saziare l'imperante sensazionalismo da copertina che regola ormai le politiche delle riviste che per condividere col mondo intero la ricerca della Verità.
Si combatte. E si muore. Per soldi.
Si scattano foto a chi combatte. E a chi muore. Per soldi.

"Il mondo è un posto molto complesso.
Ci sono poche cose che sono bianche o nere."

Triage in italiano significa più o meno materiale di scarto, come quella fila indiana di corpi stesi in terra all'aria aperta, etichettati da dei cartonici blu; corpi mutilati straziati che attendono il loro epilogo per mano del loro boia-guaritore in quel Kurdistan dove Mark e David si sono recati per il loro ultimo reportage.
Si è sempre parlato di traumi post bellici per i veterani di guerra; è storia recente come di tali disturbi possano soffrire anche tutte le persone che ruotano intorno ad un conflitto, che lo vivono pur non partecipando attivamente, persone come i fotoreporter. Una di queste vittime è appunto Mark, che tornato a casa con ferite misteriose appassisce lentamente in una depressione e regressione fisica. Qualcosa lo tormenta. E del suo amico non c'è traccia, ancora deve far ritorno, benché si fosse messo in cammino prima di Mark.

"Se vuoi continuare, se vuoi sopravvivere
tu devi seppellire i morti."

Buona pellicola di Tanovic, nessun particolare virtuosismo ma anche nessuna sbavatura, sceneggiatura non sorprendente ma certamente solida, tra gli attori maluccio il monoespressivo Colin Farrell mentre ruggisce l'eterno Christopher Lee, davvero molto bravo.

willard  @  05/05/2011 10:28:51
   7½ / 10
Intensa interpretazione per Colin Farrell, protagonista assoluto di questa storia che parla di vittime di guerra, non i morti, ma i vivi, coloro che alla guerra sopravvivono anche senza ferite esteriori, ma con dentro shock e traumi che non si potranno più cancellare.

Ambientato in Kurdistan nel 1988, si prende spunto da una delle incursioni fotoreportistiche effettuate da due fotografi inglesi nel corso di una delle tante guerre in cui si sono avventurati per documentarne gli orrori, ma il ritorno sarà stavolta più amaro e crudele del solito.

Tra gli attori da menzionare l'ottima parte di un mostro sacro quale Christopher Lee, efficace nella parte del "purificatore spirituale".

Nella frase di Platone alla fine del film si trova tutto quello che c'è da sapere sulla storia narrata: "Solo i morti hanno visto la fine della guerra".

Invia una mail all'autore del commento alessiofarrell  @  22/12/2010 15:46:47
   6½ / 10
Non male. Sicuramente poteva essere sviluppato meglio. Il post-traumatico ormai è un argomento trito e ritrito, ma ottima l'idea di vedere la guerra dal punto di vista dei reporter e non dei soliti soldati. A volte lento.

testadilatta  @  08/12/2010 02:53:34
   4 / 10
Pesante, lento e innocuo.
Se fosse durato un quarto d'ora in tutto avrebbe esplicato lo stesso messaggio in maniera più diretta.
Film composto da una serie di luoghi comuni che per gli spettatori più disincantati creano solo fastidio.
Film sconsigliatissimo.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  28/11/2010 11:56:24
   6 / 10
Il racconto di una guerra "nascosta" dai media ,ma sempre presente ormai da diversi anni, vista attraverso gli occhi di due reporte Occidentali...Uno pensa solo al suo lavoro e quasi senza turbamenti assiste a opere di eutanasia,l'altro sconvolto da questi avvenimenti punta al ritorno a casa per raggiungere il "sogno Americano"!
Il primo mettera' i piedi per terra e aprira' gli occhi solo quando il collega sparira'...
Purtroppo quando si ritorna a casa il film perde d'intensita' diventando quasi melodrammatico!
Il personaggio di Cristpher Lee appesantisce la pellicola di una retorica di cui si poteva fare a meno...
Buono solo in parte...

Chemako  @  11/11/2010 15:46:23
   7 / 10
Bello e drammatico.....

Podo  @  04/11/2010 16:54:24
   7 / 10
Film toccante dove, attraverso quelle immagini così atroci, ti rendi conto di cosa è la guerra e di come ha distrutto la vita della gente di quei paesi da anni sotto assedio e degli stessi territori...
Giudizio positivo sia per l'interpretazione di Colin Farrell che per le immagini girate nei territori dove secondo me la guerra non avrà mai fine...

freddy71  @  18/07/2010 10:42:23
   7 / 10
buon film, forse il suo ritmo lento lascia il tempo allo spettatore di riflettere suglio orrori della guerra.

spoonji  @  21/06/2010 14:16:04
   7 / 10
Un punto di vista non originale in sè, ma dagli spunti originali, una buona storia, si lascia vedere, fa riflettere, incuriosisce, insomma ha tutto quel che serve per essere un buon film.

LoSpaccone  @  21/05/2010 13:41:33
   5 / 10
Non male l'inizio avventuroso ma il film diventa goffo quando prova ad abbozzare una sorta di riflessione morale sulla guerra e sulle ferite che questa può provocare nell'animo umano. Confuso il ritratto del protagonista e del suo tormento, e poco credibile il personaggio interpretato da Lee, che invece dovrebbe avere (o così lascerebbe intendere la trama) un ruolo importante.

maurimiao68  @  17/05/2010 16:14:22
   6 / 10
Cast notevole ma il film nn decolla..

pie93  @  04/05/2010 14:12:29
   7 / 10
Un film che mi ha toccato molto.
Il ritmo lento è utile al film, non ha niente da dimostrare...quasi un reportage sulla guerra e sulle sue dinamiche.
Molto carino!

claudio54  @  17/04/2010 23:18:27
   7½ / 10
Film estremamente intenso. A mio avviso il ritmo non è affatto lento, ma perfetto per questo film. Il livello recitativo è altissimo. Come sempre quando non si tratta di prodotti italiani. Da non perdere.

topsecret  @  11/04/2010 17:07:09
   5½ / 10
Nonostante gli argomenti trattati di sicuro valore morale e sociale, il film non mi ha lasciato grandi sensazioni positive, anzi è riuscito a non coinvolgermi in maniera decisa soprattutto per la pochezza della storia, a tratti priva di colore e di ritmo.
Il cast è solitamente apprezzabile ma quì non offre grandi performance.
Quasi sufficiente, ma è un dramma bellico-esistenziale che non lascia il segno.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  07/04/2010 23:56:38
   6½ / 10
Il tema del film è accattivante e offre dei buoni presupposti. Le scorie della guerra rimangono indelebili non solo a chi la combatte ma anche a chi la osserva da dietro l'obiettivo della macchina fotografica. Esserne solo un testimone non immunizza dagli orrori.
Dalle buone premesse della prima parte, però subentra una seconda alquanto anonima nella regia di Tanovic, molto sottotono anche se bisogna dare atto delle buona prova di un Farrell intenso e del carisma di Lee che tutto sommato valgono la visione del film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  04/04/2010 22:12:47
   5½ / 10
Triage è l'ultimo lavoro di Tanovic, il regista premio Oscar per No man's land. E' un film di guerra che più che concentrarsi sul conflitto in sè vuole analizzare gli effetti devastanti che può causare l'esserne stati testimoni. La storia narra la vicenda di due reporter di guerra nel Kurdistan del 1988. Uno vuole tornare a casa per la nascita del figlio; l'altro, al contrario,preferisce restare in cerca di foto il più possibile importanti e drammatiche.Alla fine sarà il secondo a tornare,ferito a causa di un "incidente", ma forse le ferite più grandi non sono nel corpo, ma nell'animo...
C'è poco da fare, Triage non convince affatto. Il film ha il difetto di essere tremendamente senza ritmo, lento nel senso deleterio del termine, verboso, come fosse un'unica e interminabile seduta psicanalitica lunga un'ora e mezza (e del resto lo è letteralmente tutta la seconda parte).Si badi bene, la lentezza di un film non è di per sè un difetto, tutt'altro, ma la mancanza di ritmo, lo stare fermo malgrado lo scorrere inesorabile dei minuti è unar caratteristica difficilmente digeribile. Il protagonista, un bravo Colin Farrel sa qualcosa che lo spettatore e tutti gli altri personaggi non sanno, ma il metodo, la lungaggine con cui la verità alla fine viene fuori, rischia di farlo diventare il segreto di Pulcinella. Non mancano immagini forti,scene buone (l' incidente dei 2 reporter su tutte) non mancano denunce, esplicite e non, a tutte le guerre e a tutti i regimi, ma non si arriva mai a una "potenza" tale, titpica dei capolavori, da smuovere le coscienze. E' una sceneggiatura facile, che punta tutto sui dialoghi e pochissimo sulla storia, sulle vicende; una sceneggiatura a tesi che vuole dimostrare quello che tutti sappiamo, l'orrore della guerra, l'orrore della morte.
E il riferimento al triage, cioè al sistema di smistamento negli ospedali delle zone di guerra, con il quale si decide chi può essere salvato e chi no (e giustiziato per questo) alla fine si rivela quasi estraneo al film, o almeno alla sua risoluzione, pur essendoneil titolo...
Ovviamente non è un film da buttare, e chi ha visto poche pellicole sull'argomento può trovare anche spunti e riflessioni interessanti, ma senz'altro da Tanovic ci si aspettava di più.
Impressionante infine, e mi scuso se fosse stato già notato in precedenza, la somiglianza dello scheletro di sceneggiatura di Triage con quello di Brothers di Sheridan ( o meglio dell'originale della Bier). Due persone in guerra, una torna, l'altra no. Chi torna serba con sè un terribile segreto riguardante il compagno, segreto che lo tormenta e non ha la forza di raccontare alla moglie del ragazzo non tornato. Mentre in Triage però questo canovaccio è il principale, in Brothers, film di tutt'altro spessore, viaggia parallelo allo studio del conflitto psicologico e non, dei due fratelli protagonisti.

jason13  @  10/03/2010 20:31:37
   5 / 10
Noioso. Devo dire che ho trovato pure la recitazione un po' mediocre a parte Farrell.

popoviasproni  @  06/03/2010 08:42:35
   6 / 10
Pellicola dura e tragica, sopratutto nella narrazione delle zone di guerra.
Peccato che il "ritorno" viene enfatizzato e squadrato in maniera eccessiva, rendendo il dramma di facile comprensione.
Appassionata la prova di Farrel, ma la sua faccia non convince del tutto.
Preoccupante passo falso per Tanovic, o forse ci aveva soltanto abituato male.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  03/03/2010 12:07:27
   6½ / 10
Tratto dal libro di Scott Anderson "Triage" è l'ennesimo film di guerra di Danis Tanovic. Qui il regista affronta la guerra in Kurdistan tramite gli occhi di due fotoreporter. La prima parte del film è davvero molto buona, avvincente e ben ricostruita, la seconda, quella del rientro in patria, è leggermente più retorica quindi deludente.
Molto bravo Farrell che offre una prova intensa sia fisica che espressiva, relegato troppo in secondo piano invece Christopher Lee.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  02/03/2010 15:08:56
   6 / 10
Nessuna catarsi per Tanovic,le reminescenze della guerra nella ex-Jugoslavia tornano ad affliggere il regista bosniaco che dopo aver diretto il fortunato e premiatissimo “No man’s Land” e un episodio di “11 Settembre 2001”, sembrava finalmente aver esorcizzato i ricordi più dolorosi, accollandosi la trattazione di tematiche ben diverse con “l’Enfer”,impegnativo progetto basato su una sceneggiatura del compianto Kieslowski.
Ed invece ci risiamo,Tanovic racconta i terribili traumi che la guerra causa,non solo per chi la combatte o la subisce,ma soprattutto per i segni che lascia in chi sopravvive.Questa volta il suo obiettivo si posa su due fotoreporter impegnati in Kurdistan, durante uno dei tanti conflitti medio-orientali.
La parte bellica è valida,molto meno quella in cui solo uno dei due protagonisti torna in patria.A questo punto il film si impregna di una retorica troppo marcata,cercando di focalizzarsi su ciò che Tanovic è incapace di mostrare,forse per propri limiti o forse perché materialmente impossibile da filmare.
Il protagonista è colpito da un male che si annida nelle zone più profonde dell’anima e se non trattato con il giusto approccio difficile da far emergere.Ed è quello che succede in “Triage”,la pellicola non scava nella dimensione umana con appropriata foga,sia a causa degli insistiti silenzi del “malato” ,sia a causa di uno script che lascia più spazio agli effetti causati dallo shock che non alle emozioni del protagonista.
Molto bravo Colin Farrel,emaciato e pluricontuso fornisce una delle sue migliori interpretazioni,mentre inducono grandi perplessità i personaggi secondari, Paz Vega è un’esilissima figura sullo sfondo,mentre Christopher Lee viene introdotto a forza nella storia risultando un corpo estraneo e troppo artefatto.
Lodevole nelle ambizioni ma molto semplificato, in particolar modo quando trattasi di dare un senso compiuto al dolore.

Clint Eastwood  @  04/12/2009 12:58:04
   6 / 10
Delusione.

Tanovic, già reduce del premio oscar con No Man's Land, tocca ancora l'argomento della guerra ma sotto un altro aspetto con scarsi e deludenti risultati.
1988, Kurdistan : il vasto altopiano del Medioriente ricco di petrolio abitato dai curdi appunto è in guerra con i vicini iracheni per la conquista dei territori. Conflitti e guerriglie che si protraggono da anni e anni (da padre in figlio come testimonia il medico). In mezzo a questa zuffa tra etnie abbiamo due fotoreporter Mark e David che da più di un mese cercano lo scoop di scatti forti per poi pubblicarle su qualche rivista prestigiosa. Prima di lasciare la zona calda, spunta l'occasione tanto aspettata. David non è d'accordo con Mark di cacciarsi nell'avventura e decide di tornare a casa con quello che ha anche perchè sua moglie sta per partorire. Dopo una "caduta in un fiume" Mark ferito gravemente torna a casa senza il suo amico che non è ancora rientrato, ma lui non è più lo stesso di prima.
Un plot interesssante e insolito per la scelta degli ambienti e periodo storico mirato, sviluppata poco per mancanza di abilità registiche secondo me. Tanovic si, non risparmia visualizzare il sangue, l'ammasso di scheletri e teschi, scene crude (con UNA bella trovata), cercando forse la lacrimuccia facile o provocare nello spettatore quel sentimento di angoscia e sconvolgimento, ma è poco incisivo e poco originale. Per quanto riguarda il cast : Paz Vega è inutile/fuoriposto e sprecata (o forse è stata utilizzata solamente per collegare la personalità del nonno e la guerra civile spagnola, essendo lei spagnola ? Allora è ridicolo), Farrell impegnato come raramente capita (dimagrito a dismisura), bravo ma ormai spacciato per questi ruoli (ha sparato le sue cartucce tempo fa) e il vecchio Lee che non è di troppo ha svolto discretamente il compito del pseudopsicologo. Bella fotografia.
Inizio promettente ma poi cala d'intensità fino al colpetto di scena finale chiudendo nel peggior modo possibile, utilizzando un epilogo simile a come inizia Il Gladiatore : "Solo i morti hanno visto la fine della guerra" di Platone.

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