triage regia di Danis Tanovic Irlanda, Belgio 2009
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triage (2009)

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locandina del film TRIAGE

Titolo Originale: TRIAGE

RegiaDanis Tanovic

InterpretiColin Farrell, Christopher Lee, Paz Vega, Kelly Reilly, Juliet Stevenson

Durata: -
NazionalitàIrlanda, Belgio 2009
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2009

•  Altri film di Danis Tanovic

Trama del film Triage

La ragazza di un fotoreporter si insospettisce e inizia a indagare quando scopre che il suo ragazzo è tornato da solo dopo l'ultimo viaggio di lavoro, senza i colleghi con cui era partito.

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Voto Visitatori:   5,90 / 10 (5 voti)5,90Grafico
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Voti e commenti su Triage, 5 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

jason13  @  10/03/2010 20.31.37
   5 / 10
Noioso. Devo dire che ho trovato pure la recitazione un po' mediocre a parte Farrell.

popoviasproni  @  06/03/2010 8.42.35
   6 / 10
Pellicola dura e tragica, sopratutto nella narrazione delle zone di guerra.
Peccato che il "ritorno" viene enfatizzato e squadrato in maniera eccessiva, rendendo il dramma di facile comprensione.
Appassionata la prova di Farrel, ma la sua faccia non convince del tutto.
Preoccupante passo falso per Tanovic, o forse ci aveva soltanto abituato male.

Gruppo COLLABORATORI foxycleo  @  03/03/2010 12.07.27
   6½ / 10
Tratto dal libro di Scott Anderson "Triage" è l'ennesimo film di guerra di Danis Tanovic. Qui il regista affronta la guerra in Kurdistan tramite gli occhi di due fotoreporter. La prima parte del film è davvero molto buona, avvincente e ben ricostruita, la seconda, quella del rientro in patria, è leggermente più retorica quindi deludente.
Molto bravo Farrell che offre una prova intensa sia fisica che espressiva, relegato troppo in secondo piano invece Christopher Lee.

Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  02/03/2010 15.08.56
   6 / 10
Nessuna catarsi per Tanovic,le reminescenze della guerra nella ex-Jugoslavia tornano ad affliggere il regista bosniaco che dopo aver diretto il fortunato e premiatissimo “No man’s Land” e un episodio di “11 Settembre 2001”, sembrava finalmente aver esorcizzato i ricordi più dolorosi, accollandosi la trattazione di tematiche ben diverse con “l’Enfer”,impegnativo progetto basato su una sceneggiatura del compianto Kieslowski.
Ed invece ci risiamo,Tanovic racconta i terribili traumi che la guerra causa,non solo per chi la combatte o la subisce,ma soprattutto per i segni che lascia in chi sopravvive.Questa volta il suo obiettivo si posa su due fotoreporter impegnati in Kurdistan, durante uno dei tanti conflitti medio-orientali.
La parte bellica è valida,molto meno quella in cui solo uno dei due protagonisti torna in patria.A questo punto il film si impregna di una retorica troppo marcata,cercando di focalizzarsi su ciò che Tanovic è incapace di mostrare,forse per propri limiti o forse perché materialmente impossibile da filmare.
Il protagonista è colpito da un male che si annida nelle zone più profonde dell’anima e se non trattato con il giusto approccio difficile da far emergere.Ed è quello che succede in “Triage”,la pellicola non scava nella dimensione umana con appropriata foga,sia a causa degli insistiti silenzi del “malato” ,sia a causa di uno script che lascia più spazio agli effetti causati dallo shock che non alle emozioni del protagonista.
Molto bravo Colin Farrel,emaciato e pluricontuso fornisce una delle sue migliori interpretazioni,mentre inducono grandi perplessità i personaggi secondari, Paz Vega è un’esilissima figura sullo sfondo,mentre Christopher Lee viene introdotto a forza nella storia risultando un corpo estraneo e troppo artefatto.
Lodevole nelle ambizioni ma molto semplificato, in particolar modo quando trattasi di dare un senso compiuto al dolore.

Clint Eastwood  @  04/12/2009 12.58.04
   6 / 10
Delusione.

Tanovic, già reduce del premio oscar con No Man's Land, tocca ancora l'argomento della guerra ma sotto un altro aspetto con scarsi e deludenti risultati.
1988, Kurdistan : il vasto altopiano del Medioriente ricco di petrolio abitato dai curdi appunto è in guerra con i vicini iracheni per la conquista dei territori. Conflitti e guerriglie che si protraggono da anni e anni (da padre in figlio come testimonia il medico). In mezzo a questa zuffa tra etnie abbiamo due fotoreporter Mark e David che da più di un mese cercano lo scoop di scatti forti per poi pubblicarle su qualche rivista prestigiosa. Prima di lasciare la zona calda, spunta l'occasione tanto aspettata. David non è d'accordo con Mark di cacciarsi nell'avventura e decide di tornare a casa con quello che ha anche perchè sua moglie sta per partorire. Dopo una "caduta in un fiume" Mark ferito gravemente torna a casa senza il suo amico che non è ancora rientrato, ma lui non è più lo stesso di prima.
Un plot interesssante e insolito per la scelta degli ambienti e periodo storico mirato, sviluppata poco per mancanza di abilità registiche secondo me. Tanovic si, non risparmia visualizzare il sangue, l'ammasso di scheletri e teschi, scene crude (con UNA bella trovata), cercando forse la lacrimuccia facile o provocare nello spettatore quel sentimento di angoscia e sconvolgimento, ma è poco incisivo e poco originale. Per quanto riguarda il cast : Paz Vega è inutile/fuoriposto e sprecata (o forse è stata utilizzata solamente per collegare la personalità del nonno e la guerra civile spagnola, essendo lei spagnola ? Allora è ridicolo), Farrell impegnato come raramente capita (dimagrito a dismisura), bravo ma ormai spacciato per questi ruoli (ha sparato le sue cartucce tempo fa) e il vecchio Lee che non è di troppo ha svolto discretamente il compito del pseudopsicologo. Bella fotografia.
Inizio promettente ma poi cala d'intensità fino al colpetto di scena finale chiudendo nel peggior modo possibile, utilizzando un epilogo simile a come inizia Il Gladiatore : "Solo i morti hanno visto la fine della guerra" di Platone.

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