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media film 9,11 (31 commenti)IL RACCONTO DEI RACCONTI

The BluBus @ oggi alle 23:13:43
   9 / 10

media film 6,67 (44 commenti)LONGLEGS

pernice89 @ oggi alle 23:04:23
   8 / 10

media film 8,30 (438 commenti)PROFONDO ROSSO

pernice89 @ oggi alle 23:00:01
   8 / 10

media film 5,50 (2 commenti)BERMUDE: LA FOSSA MALEDETTA

andrea90 @ oggi alle 21:39:33
   6½ / 10

media film 7,25 (55 commenti)KICKBOXER - IL NUOVO GUERRIERO

DogDayAfternoon @ oggi alle 21:18:18
   6 / 10

media film 6,50 (1 commenti)KANSAS

DogDayAfternoon @ oggi alle 21:08:40
   6½ / 10

media film 7,07 (37 commenti)OBSESSION (2026)

Jokerbona @ oggi alle 20:50:50
   1½ / 10

media film 7,33 (3 commenti)DAYDREAM (1964)

CyberWYX @ oggi alle 20:15:35
   7½ / 10
Locandina del film DAYDREAM (1964)Dalla locandina Daydream potrebbe sembrare semplicemente un erotico, uno dei primi esempi di pinku eiga, ma per quanto mi riguarda siamo solo in parte su quel territorio.

Il film è sicuramente morboso e, soprattutto considerando che siamo nel 1964, sorprendentemente audace. Limita magari la vista, perché in realtà mostra molto meno di quanto si potrebbe pensare, ma non limita affatto il pensiero. Anzi, parla piuttosto esplicitamente di desiderio, sesso, SM, bondage e voyeurismo, lasciando spesso che sia lo spettatore a completare ciò che l'immagine preferisce soltanto suggerire.

Eppure continuo a non considerarlo semplicemente un film erotico.

Daydream è piuttosto uno strano incontro tra dramma, grottesco ed erotismo, con continue ricadute nel surreale. Non per niente il titolo significa proprio "sogno ad occhi aperti": ed è una definizione che finisce per diventare anche una possibile chiave di lettura dell'intero film.

È soprattutto sul piano artistico che mi ha sorpreso. Quello che si vede è molto sentito: dietro le immagini si avverte chiaramente l'espressione di un autore e, anche quando ciò che accade diventa sgradevole o disturbante, il film riesce a trascinarti dentro la situazione e a provocare sensazioni piuttosto forti.

Come si ascolta anche nell'introduzione al film, la sceneggiatura è tratta da un racconto di Junichiro Tanizaki del 1926, un periodo in cui il Giappone era fortemente condizionato dalla censura, e questa trasposizione cinematografica, dalla forte impostazione teatrale, sembra quasi cercare una libertà che sulla pagina e sullo schermo, fino a pochi anni prima, sarebbe stata difficilmente concepibile. E questo rende ancora più sorprendente la sua modernità.

Nonostante sia del 1964, infatti, Daydream scorre ancora molto bene, incuriosisce e sorprende. Qualche scena l'avrei probabilmente accorciata, perché in alcuni momenti il film tende a dilungarsi più del necessario (quasi come se da contratto fosse richiesto un minutaggio oltre l'ora e mezza) ma nel complesso non avverte particolarmente il peso dei suoi anni.

Interessante soprattutto l'inizio, che fornisce immediatamente una possibile chiave interpretativa per tutto ciò che verrà dopo. Da quel momento rimane continuamente il dubbio su quale sia il confine tra ciò che sta realmente accadendo e ciò che invece appartiene alla fantasia del protagonista. O forse, come suggerisce il titolo stesso, stiamo semplicemente assistendo a un lungo sogno ad occhi aperti.

Storicamente viene indicato come uno dei film che hanno contribuito alla nascita del pinku eiga giapponese, ma ridurlo a questo secondo me sarebbe limitante. Si vede anche che il film dispone di un budget più alto rispetto ai soliti prodotti del genere, cosa che probabilmente contribuisce a quella sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che appartiene al pinku eiga solo fino a un certo punto. Erotico certamente, almeno nelle intenzioni e nell'immaginario; ma anche grottesco, psicologico, surreale e a tratti persino disturbante.

Indipendentemente dall'interesse che si possa avere per il pinku eiga o per le forme più morbose dell'eros cinematografico giapponese, ne consiglierei quindi la visione a qualsiasi appassionato di cinema, e in particolare a chi vuole esplorare quello orientale andando un po' oltre i territori più conosciuti.

media film 6,06 (113 commenti)JOHN WICK

Setter57 @ oggi alle 19:27:55
   8 / 10

media film 8,22 (728 commenti)BASTARDI SENZA GLORIA

stratoZ @ oggi alle 18:22:55
   8 / 10
Locandina del film BASTARDI SENZA GLORIAATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ennesimo grandissimo film di Tarantino, che qui inizia la sua cosiddetta trilogia del revisionismo storico, andando nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, toccando la tematica dell'olocausto in maniera estremamente personale, il suo stile strabordante, ironico, citazionista, postmoderno adattato ad un contesto che per forza di cose sembra non essere adatto, ed invece, ne fuoriesce un film eccezionale, poco da dire, una serie di sequenze una più bella dell'altra, a partire dall'inizio, quel lunghissimo dialogo che introduce il personaggio di Hans Landa, un Christoph Waltz gigantesco, istrionico, ai limiti del fastidioso per la sua cinicità, la sua ironia così cattiva, il suo sorrisetto mefistofelico, un colonnello nazista soprannominato "Il cacciatore di ebrei", per la sua abilità a scovarli nei posti più remoti, è così che assistiamo ad una scena magnetica, col carisma dell'attore che catalizza l'attenzione su questi dialoghi studiatissimi, andando ad aumentare costantemente la tensione man mano che si realizza l'intuizione del perfido generale, registicamente eccezionale per gestione dei tempi e coinvolgimento emotivo.

Successivamente inizia la storia, inquadrando per bene le due parti, i nazisti che conosciamo tutti, con un Hitler caricaturale che urla e sbraita come da immaginario collettivo, a questa cosiddetta resistenza di ebrei ed americani che si sono alleati per massacrare i nazisti, dal tenente Aldo Raine, un ottimo Brad Pitt, all'Orso Ebreo, interpretato da Eli Roth, col suo fisico impostato e la mazza da baseball che spappola le teste dei soldati tedeschi, alternando la narrazione con le vicende di Shoshanna, ragazzina sopravvissuta a quell'agguato di Hans Landa anni prima e che ora ha ereditato un cinema in centro a Parigi durante l'occupazione nazista, ironia della sorte vuole che un soldato, eroe di guerra su cui hanno appena fatto un film, si infatui di lei e decida di organizzare la premiere del film nel suo cinema, con le più alte cariche dello stato nazista presenti, situazione ideale per una bella vendetta.

Tarantino scatena tutto il suo talento, uno stile ispiratissimo che regala una sequenza più bella dell'altra, la lunga scena del pub, giocata su una suspense simile a quella iniziale, con i due finti nazisti, in realtà infiltrati e la famosa attrice, che devono reggere il gioco ad un ufficiale sospettoso, splendido come la regia riesca a giocare con dei piccoli dettagli per ricreare una suspense centellinata, quasi latente all'inizio ma che si scatena appena uno dei personaggi si tradisce, culminando in quella violentissima sparatoria, o ancora l'imbarazzante camuffamento dei tre alla premiere, in cui interpretano goffamente dei siciliani, mai minimamente credibili, con ancora il colonnello Landa ed il suo perfido intuito che arriva a capire i piani del gruppo, culminando in un finale soddisfacente, in cui Tarantino si diverte a bruciare tutto lo stato maggiore nazista, a maciullare di colpi il cadavere di Hitler e con anche una certa ironia, a marcare per sempre lo stesso Landa e gli altri nazisti sopravvissuti con quella svastica indelebile in fronte.

Ritmo altissimo, una componente visiva di assoluto valore, tra una fotografia tendenzialmente calda che riporta bene ad un'atmosfera quasi fumettosa per via di uno stile sopra le righe, ironia strabordante, soprattutto grazie all'acume dei personaggi, ed un bel po' di citazionismo nemmeno troppo nascosto, tra l'inquadratura di Shoshanna vista dall'interno con la porta aperta, che può ricordare quella finale di "The Searchers" di Ford, all'utilizzo di pezzi dello spaghetti western come "The verdict" e "The surrender", direttamente da "La resa dei conti" di Sollima, che neanche a dirlo è di Morricone, arrivando a quelle più esplicite, come i numerosi riferimenti a Pabst, grande regista espressionista tedesco, a Clouzot, nelle locandine del cinema di Shosanna, fino ad addirittura a dare come nome fittizio italiano ad uno degli infiltrati alla premiere Antonio Margheriti, noto regista del gotico nostrano.

Che dire ragazzi, troppo bello.

media film 6,83 (64 commenti)ODIO L'ESTATE

stratoZ @ oggi alle 18:17:30
   6 / 10
Locandina del film ODIO L'ESTATEATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Sicuramente una leggera ripresa rispetto ai disastri degli ultimi film, "Odio l'estate" è una commedia agrodolce, nella quale il trio punta molto su una certa componente nostalgica pur non rinunciando alla loro tipica comicità, un po' di citazionismo - l'immancabile scena della partita a calcetto sulla sabbia, ricreando l'iconico gol di Aldo - introducendo tre famiglie molto diverse, sia sotto il punto di vista dello status che come attitudine, giocando molto col contrasto tra le apparenze e l'essenza, quello che vogliono trasmettere e la situazione reale, a partire dalla famiglia di Giacomo, ricco imprenditore col macchinone ed una bella moglie ma che non riesce minimamente a dedicarsi alla famiglia, con un figlio adottivo con cui non riesce a comunicare, dei rapporti umani spenti, tanto che si ritrova senza amici ma soltanto clienti, Giovanni invece interpreta un uomo che porta avanti l'attività di famiglia che per ormai è sul viale del tramonto, andando verso la chiusura vista la poca clientela, il suo personaggio è quel classico pignolo che interpreta sempre, fissato con le regole, con i dettagli, un po' rompipalle, Aldo completa il triangolo, lui e la moglie sono i più alla mano, i terroni di turno, meno appariscenti, più umili, ma estremamente empatici e con una forte sintonia, con diversi figli ed un cane. Da un equivoco queste tre famiglie molto diverse saranno costrette a passare l'estate insieme, in una casa al mare, da qui il film si dedica a mostrare i contrasti e le continue vicissitudini, tra i momenti in caserma dove il simpatico Michele Placido interpreta un carabiniere molto alla mano e che non vuole rotture di scatole ai rapporti che si vengono a creare, tra amori che nascono e persone che cambiano, passando da momenti di tensione come lo smarrimento del cane alle battute finali col lungo viaggio dei tre per ritrovare il figlio di Giacomo, con annesso concerto di Massimo Ranieri, idolo di Aldo, ed un finale molto amaro, che lascia una tremenda malinconia.

Nel complesso è una commedia carina, la migliore del trio da quasi un ventennio, nulla di eclatante, ma ho apprezzato come sono dosati commedia e dramma, non particolarmente originale ma tra una risata ed un po' di amaro in bocca, funzionicchia.

media film 5,63 (4 commenti)LA BOCCA DEL DIAVOLO

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt @ oggi alle 16:50:46
   5½ / 10

media film 5,63 (4 commenti)LA BOCCA DEL DIAVOLO

topsecret @ oggi alle 15:22:38
   5 / 10

media film 5,44 (8 commenti)I MAGNIFICI SETTE CAVALCANO ANCORA

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain @ oggi alle 13:29:57
   5 / 10

media film 5,43 (7 commenti)LE PISTOLE DEI MAGNIFICI SETTE

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain @ oggi alle 13:28:17
   6 / 10

media film 5,92 (6 commenti)IL RITORNO DEI MAGNIFICI SETTE

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain @ oggi alle 13:27:19
   5½ / 10

media film 6,82 (22 commenti)FINCHE' C'E' GUERRA C'E' SPERANZA

Goldust @ oggi alle 13:18:11
   4½ / 10

media film 8,05 (211 commenti)RITORNO AL FUTURO PARTE III

Norgoth @ oggi alle 12:04:16
   7½ / 10

media film 6,20 (10 commenti)SERGENT KABUKIMAN NYPD

Filman @ oggi alle 10:15:35
   6½ / 10

media film 5,63 (4 commenti)LA BOCCA DEL DIAVOLO

maxi82 @ oggi alle 03:08:55
   6 / 10
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