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Gli ultimi 20

media film 6,87 (23 commenti)DUNGEONS & DRAGONS - L'ONORE DEI LADRI

Birondo @ oggi alle 18:11:21
   7 / 10

media film 6,88 (4 commenti)FROM - STAGIONE 1

camifilm @ oggi alle 15:31:49
   7 / 10

media film 5,38 (4 commenti)LA NOTTE DEI SERPENTI

topsecret @ oggi alle 14:05:58
   6 / 10

media film 2,75 (2 commenti)LA PAZZA STORIA DEL MONDO - PARTE II

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR emans @ oggi alle 12:52:25
   2 / 10

media film 8,42 (185 commenti)GLI SPIETATI

stratoZ @ oggi alle 12:49:22
   9½ / 10
Locandina del film GLI SPIETATIATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Capolavoro di Clint ed uno dei western più belli di sempre, tra i capisaldi del western crepuscolare, è un'opera che approfondisce meravigliosamente una demitizzazione del west iniziata anni addietro Ford e compari - "The man who shot Liberty Valance" su tutti -, portando il genere alla definitiva maturazione, è incredibile la descrizione del contesto che il film propone, la totale caduta dei valori, la scomparsa dell'etica, del buonsenso, dell'umanità, il west rappresentato come una bolgia infernale dove la stessa legge che dovrebbe difendere i più deboli si piega a dinamiche di convenienza anche a discapito di questi ultimi, dove la violenza e la crudeltà fanno da padrone, dove non vi è più il tanto millantato codice o l'onore, ma soltanto una serie di persone infime che sguazzano nel fango.

Con una sceneggiatura semplicemente clamorosa, Clint ci porta in questa cittadina del Wyoming, Big Wiskey, dove una prostituta viene violentemente sfregiata da un cowboy ed il suo complice, richiedendo l'intervento dello sceriffo che punisce l'uomo con un banale debito pagato in cavalli, tra l'altro nei confronti del proprietario del locale, e già da qui si intravede la considerazione per le prostitute, non trattate come esseri umani, quanto come oggetti e fonti di guadagno, praticamente ci sarebbe stato un rimborso maggiore se avessero rotto qualche sedia, da qui, le donne per ribellarsi, raccimolano mille dollari e mettono una taglia sulle teste dei due colpevoli, questo porterà diversi cacciatori di taglie verso la città alla ricerca dei due uomini, ma anche causerà una vera e propria politica dispotica e violenta da parte dello sceriffo per scoraggiarne l'arrivo.

La sceneggiatura si dipana inizialmente seguendo due linee narrative, il contesto della città ed il viaggio di questo trio verso la stessa per cercare di ottenere quella taglia, la prima linea narrativa mostra ed approfondisce la figura dello sceriffo, Little Bill, interpretato da un immenso Gene Hackman, uno dei personaggi chiave per la rappresentazione della decadenza etica e morale del film, Bill fondamentalmente è un uomo di legge che commette costantemente abuso di potere per proteggere i suoi interessi o quelli delle persone a lui vicine, la straordinaria sequenza riguardante la cattura di English Bob, primo cacciatore di taglie arrivato in città, di una violenza e crudezza da far rabbrividire, ne è la prova, l'esplosione di botte e percosse, soltanto a scopo precauzionale, per scoraggiare il resto dei cacciatori, fanno sorgere delle contraddizioni nei confronti della stessa legge e della sua applicazione, così come i successivi metodi di tortura per estorcere informazioni che porteranno ad un drammatico esito ed il conseguente scontro finale. La seconda linea narrativa invece approfondisce i tre personaggi alla ricerca della taglia, vi è il giovane Kid, una sorta di pistolero alle prime armi, molto insicuro e che ha qualche problema di vista, non il profilo ideale per quel mestiere, che in fondo rappresenta l'abbaglio del mito del west nei confronti del giovane, il suo percorso, è una progressiva disillusione verso tutto quello che prima idealizzava, l'atto stesso dell'uccisione, la figura del duro, tutti smontati davanti ai propri occhi al punto da portarlo il più lontano possibile da quel mondo, poi vi è Will Munny, interpretato dallo stesso Clint, un vecchio cacciatore di taglie, un tempo temutissimo per la sua crudeltà, che ha causato diverse stragi con anche vittime donne e bambini, ora passato ad una vita pacifica con i figli e la moglie che è venuta a mancare, che tuttavia, verrà tentato da Kid ed a malincuore accetterà di tornare sul campo perché quei soldi possono essergli molto utili, lui è un po' quella rappresentazione dell'ideale del vecchio west ormai in decadenza, è un personaggio che si vede è evidentemente arrugginito, visto che non riesce più a sparare tanto bene o a salire a cavallo a primo colpo, un personaggio che ha intrapreso un rigido percorso di redenzione, ma che la tentazione del denaro, e della vendetta successivamente, riescono a farlo traballare, con lui un vecchio collaboratore, Ned, interpretato da Morgan Freeman, anch'esso arrugginito e non più capace di fare il duro come un tempo.

Il film nel suo sviluppo propone una messa in scena straordinaria, Clint dirige alcuni momenti semplicemente perfetti sia sotto il punto di vista formale che quello semantico, con un realismo incredibile che spezza la narrazione mitologica, come nella prima sequenza di omicidio di uno degli uomini con la taglia sulla testa, in cui tutti e tre i cacciatori continuano a fare cilecca e lo uccidono goffamente dopo svariati tentativi e solo perché era caduto da cavallo, o la seconda esecuzione, quella nella latrina, posto in fondo perfetto per rappresentare il marciume del contesto, niente primi piani alla Leone, niente rappresentazione edulcorata, solo un uomo sul gabinetto che viene colpito da tre proiettili mentre è inerme, una demitizzazione che si vede anche nella figura dello scrittore che accompagnava Bob l'inglese, il suo biografo che stava scrivendo un libro su di lui, la splendida scena in cella dove Bill smonta il mito di uno dei suoi duelli più famosi, correggendo dettagli fino ad allora trasposti come epici ma che in realtà sono frutto di bassezza morale ed anche un po' di fortuna.

Tecnicamente straordinario, poco da dire, con una fotografia bellissima che privilegia i colori caldi, le scenografie naturali così incontaminate, così sublimi, fanno da contraltare a delle vicende umane meschine ed infime, un montaggio calibrato alla perfezione che impone un ritmo ideale sia per seguire l'azione che per riflettere sulle vicende che circondano i personaggi, un film dalla scrittura intelligentissima, dove ormai bene e male si annullano, da qualsiasi parte la si veda, non vi sono eroi, solo esseri crudeli e senza scrupoli, il west lontano dalla sua narrazione romantica, il west dove gli ultimi non sono mai tutelati, dove vince il più forte, il più dispotico, chi è disposto alla crudeltà più grave pur di raggiungere i propri scopi.

Capolavoro.

media film 8,53 (59 commenti)MEZZOGIORNO DI FUOCO

stratoZ @ oggi alle 12:43:58
   9 / 10
Locandina del film MEZZOGIORNO DI FUOCOATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Straordinario western di Zinneman, tra i miei preferiti del western classico, un film teso, passionale, con una tensione che si taglia a fettine, e soprattutto, il geniale concept di far coincidere perfettamente il tempo dell'azione con quello del racconto, ma anche una forte disillusione socio antropologica, andando a mostrare una società opportunista, immobilista ed ignava, un bel giorno lo sceriffo Kane, al suo ultimo giorno di servizio, ed appena dopo essersi sposato, viene a sapere che Frank, un temibile criminale arrestato da lui anni prima, condannato all'ergastolo, è stato graziato e sta per tornare in città assieme ad altri tre membri della sua banda assieme al fratello, ovviamente con lo scopo di cercare vendetta.

Già dai primi momenti l'aria inizia a farsi pesante, si respira un certa tensione, qui catalizzata dalla reazione dei collaboratori e cittadini, tutti impauriti dall'eventuale resa dei conti, tutti che cercano di non finire nel mezzo della vicenda per il timore provato nei confronti di Frank, ed allo stesso tempo, tutti fanno una gran fretta a Kane per andare via, partire con la sposa ed evitare il confronto, è qui che dopo un'iniziale titubanza il personaggio decide di tornare indietro e restare in città, a compiere il suo dovere fino alla fine, dato che non era ancora arrivato il nuovo sceriffo, maturando la consapevolezza che rimandare il duello possa essere controproducente, da qui si scatena una costante ricerca di Kane di membri per formare una squadra e contrastare i quattro criminali che arriveranno col treno delle 12, ma il timore generale fa trovare dei pretesti a tutti per abbandonare la barca e barricarsi in casa, e questa parte centrale del film è straordinaria nel dettare i tempi, nel giocare con l'orologio, spesso inquadrato, che scandisce pian piano l'orario e sottolinea quanto poco manca alla resa dei conti, avvolgendo lo spettatore in una spirale di tensione che quasi sembra soffocarlo, l'insieme crea una vera e propria sensazione di tempo che stringe, una fretta nel trovare una soluzione che scatena un panico interiore, fino ad arrivare a quella meravigliosa sequenza in cui vengono scandite le 12, con un vero e proprio crescendo di tensione, di musica e con un montaggio costante con i primi piani dei disertori, fino al suono delle campane, dal significato funesto, che fanno prendere la definitiva consapevolezza di essere stato lasciato solo.

Altro interessante elemento è il rapporto con la moglie, giovane donna, religiosa e contraria alla violenza, che cerca in tutti i modi di mettersi al riparo dagli eventi, provando a dissuadere il marito e dopo non esserci riuscita provando a lasciare la città in anticipo, che tuttavia, sia come gesto d'amore che come vero e proprio istinto di sopravvivenza, andrà ad aiutarlo in un momento chiave, lo splendido duello è gestito da una regia ispiratissima, un quattro contro uno impari che regala momenti al fulmicotone, cambi di prospettiva, immagini dall'alto, una sequenza parecchio dinamica che tiene lo spettatore col cuore in gola fino alla fine.

Cast strepitoso, con Gary Cooper nel ruolo del protagonista, uomo dai rigidi principi, pieno di devozione nei confronti del dovere, ma anche consapevole di un'eventuale ripercussione in caso di fuga, preferendo affrontare subito il problema piuttosto che passare notti insonni scappando, una giovane e bellissima Grace Kelly nel ruolo della sposa, ed il mitico Lee Van Cleef, qui all'esordio, che fa la parte di uno dei banditi, prima di diventare una vera e propria leggenda del western, una componente visiva molto bella, con un bianco e nero contrastato, dato dalle nette ombre di questa giornata di sole allo scoccare delle dodici, ed una bellissima colonna sonora di Dimitri Tiomkin, con la famosa "Do not forsake me, oh my darling" che diventa l'orecchiabilissimo tema principale.

Capolavoro del western classico.

media film 7,64 (22 commenti)ODISSEA (2026)

Balrog @ oggi alle 11:37:09
   8 / 10

media film 7,02 (133 commenti)EX MACHINA

Trapp1765 @ oggi alle 10:35:20
   8 / 10

media film 7,15 (153 commenti)MARS ATTACKS

VincVega @ oggi alle 09:33:26
   7½ / 10

media film 5,25 (2 commenti)LA CASA - IL ROGO DEL MALE

wuwazz @ oggi alle 00:21:21
   4½ / 10

media film 8,75 (4 commenti)KILL BILL: THE WHOLE BLOODY AFFAIR

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt @ 22/07/2026 22:49:14
   9 / 10

media film 6,00 (1 commenti)JACK RYAN: GHOST WAR

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt @ 22/07/2026 22:48:10
   6 / 10

media film 7,64 (22 commenti)ODISSEA (2026)

christopher2003 @ 22/07/2026 22:37:59
   10 / 10

media film 6,73 (32 commenti)SEND HELP

Kyo_Kusanagi @ 22/07/2026 18:34:32
   6½ / 10

media film 7,00 (3 commenti)LUPIN III: LE MENZOGNE DI FUJIKO MINE

daniele64 @ 22/07/2026 16:49:59
   6½ / 10

media film 6,44 (24 commenti)MISSION: IMPOSSIBLE - THE FINAL RECKONING

Dom Cobb @ 22/07/2026 16:09:57
   7 / 10
Locandina del film MISSION: IMPOSSIBLE - THE FINAL RECKONINGDopo aver finalmente scoperto la verità sulla chiave cruciforme, Ethan Hunt e il suo team IMF ingaggia una frenetica corsa contro il tempo per raggiungere il sottomarino Sebastopol e distruggere una volta per tutte l'Entità, prima che essa provochi un olocausto nucleare di proporzioni globali...
Archiviato il mezzo passo falso di "Dead Reckoning", la saga di punta di Tom Cruise si avvia finalmente alla sua conclusione con un ultimo capitolo che tenta di far venire tutti i nodi al pettine, con una meticolosità che a tratti rasenta la disperazione. Questo epilogo eredita tutti i tratti caratteristici del predecessore, inclusi gran parte dei difetti: una durata spropositata, una certa pomposità narrativa per conferire alla vicenda uno strato di profondità lì dove non ce n'è, eccessiva verbosità e un insistere su sottotrame che non hanno motivo di esistere.
[SPOILER]Il dilemma della presidente degli Stati Uniti, assillata da consiglieri che insistono a lanciare un attacco preventivo, poteva essere tagliato senza alcun problema o quanto meno accorciato senza spenderci sopra così tanto tempo, anche perché di questi tempi ha più che mai il retrogusto di una stoccata patriottica antipatica e del tutto fuori luogo.

Alcuni purtroppo sono inevitabili, derivati dalla presenza di Tom Cruise in cabina di produzione (il continuo insistere sull'eroicità e perfezione del personaggio di Ethan), o dalla scelta di rendere il cattivo della storia non un criminale, ma un'intelligenza artificiale, il che porta inesorabilmente tutto nel reame della fantascienza e del catastrofico;
[SPOILER]La scena nella "macchina comunicatrice", in cui Ethan affronta l'Entità, così come le scene che mostrano i fanatici esaltati del "culto dell'Entità", sembrano uscite da altri film.

altri invece se ne aggiungono, su tutti un montaggio approssimativo e incasinato che a ogni riferimento ai film passati della saga non manca mai di inserire degli stacchi appositi, trattando il pubblico come una marmaglia di idioti incapaci di ricordare le informazioni più basilari. E questo senza menzionare particolari inutili ai fini della narrazione, inseriti soltanto per aggiungere altri collegamenti al resto della saga e dare un'impressione di unità che manca nonostante tutto.
[SPOILER]La rivelazione che la famigerata "Zampa di Lepre" nel terzo film fosse l'algoritmo originario da cui è nata l'Entità sarebbe anche un'idea divertente; il fatto che l'agente che dà la caccia a Ethan sia segretamente il figlio di Jim Phelps, villain del primo film, intenzionato a vendicare il torto subito, non aggiunge niente.

Eppure, nonostante tutti i problemi di cui sopra, a conti fatti trovo questo "Final Reckoning" un miglioramento. A dispetto del montaggio, il ritmo spedito non fa pesare la durata, e per quanto l'azione nella prima ora sia rarefatta -ma non assente- il resto del film è strutturato intorno a due sequenze d'azione a dir poco incredibili per dimensioni, ambizione ed esecuzione e realizzate con una cura maggiore rispetto a tutto ciò che c'era nel precedente capitolo.
[SPOILER]L'incursione a bordo del Sebastopol, in cui Ethan si fa strada nello scafo sommerso a metà cercando di non finire schiacciato o affogato, è un capolavoro di tensione silenziosa che rivaleggia con l'infiltrazione nella CIA del capostipite di De Palma.
Allo stesso modo, l'inseguimento finale in aeroplano è un tour de force di acrobazie da urlo, effetti speciali e fotografia aerea nella migliore tradizione del cinema spettacolare in stile James Bond.


Inoltre, laddove "Dead Reckoning" era solo una prima parte monca, che invece di raccontare una storia completa s'interrompeva bruscamente, qui c'è un gradito senso di conclusione e di finalità; anziché una trama che si limita a girare a vuoto come in un infinito gioco dell'oca a caccia di una semplice chiave, qui c'è fin da subito un obiettivo, una posta in gioco, un evento catastrofico da evitare e uno scontro finale con il cattivo di turno con tanto di risoluzione. Se tutto questo poi è condito da qualche bella spruzzata di umorismo,
[SPOILER]La scazz.ottata col martello fuori campo

il godimento è assicurato. Il cast continua a fare il suo, pur con i limiti di età, a rimarcare il fatto che ormai questo insieme di personaggi, e forse questa iterazione della serie, ha fatto il suo tempo -una cosa che l'ultima scena sembra confermare.
Insomma, pur con tutti i suoi difetti, "The Final Reckoning" si rivela un capitolo finale soddisfacente e quanto meno conclude il tutto su una nota migliore rispetto al suo immediato predecessore.

media film 6,44 (9 commenti)VI PRESENTO TONI ERDMANN

topsecret @ 22/07/2026 15:21:58
   6 / 10

media film 6,75 (12 commenti)IL GRANDE SENTIERO

Filman @ 22/07/2026 15:19:14
   7 / 10

media film 7,64 (22 commenti)ODISSEA (2026)

Vegetable man @ 22/07/2026 15:14:40
   9 / 10

media film 2,75 (2 commenti)IN THE HAND OF DANTE

stratoZ @ 22/07/2026 14:18:14
   3 / 10
Locandina del film IN THE HAND OF DANTEATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Pastrocchione mastodontico di Schnabel che realizza un film ambiziosissimo fallendo miseramente, poco da fare, le due ore e quaranta sono un misto tra la tortura ed il sequestro di persona, un cast gigantesco, con nomi assurdi anche nei ruoli più piccoli, basti pensare ad Al Pacino con uno screen time di cinque minuti ad essere generosi, una produzione che non si fa scrupoli ad affittare alcune delle location più pittoresche dei principali centri del trecento italiano, e forse questo è stato l'elemento migliore del film, quello che quantomeno mi ha intrattenuto, tra l'incontro col Papa girato alla Cappella Palatina, gli scorci di Castelvecchio a Verona, nella parte riguardante Cangrande Della Scala, le ambientazioni in quel borghetto siciliano nella parte riguardante don Lecco, qualche altro momento a Ravenna, ma non salvano il pastrocchio che è stato fatto su ogni versante, a partire dalla narrazione, estremamente approssimativa, con preti che tranquillamente si portano manoscritti dagli archivi vaticani, certo, come no, boss mafiosi che si fanno fregare tranquillamente, portando in casa sicari armati senza neanche perquisirli, certo, sicuramente, fino ad arrivare ai vari parallelismi tra la vita di Dante ed affini e quella dei personaggi del presente, creando un doppio filo sterile, che si limita a mostare gli avvenimenti e dopo caricarli con qualche dialogo pseudofilosofico o che vorrebbe essere toccante, arrivando all'inevitabile manfrina sentimentale con annesse scenette passionali tra i due che si scambiano frasine dolci in riva al mare.

Ma oltre questo, ad infarcire tutto c'è una componente stilistica boriosa, che sembra girare a vuoto tra le sue citazioni forzate, come nella pessima scena della comparsa di Gal Gadot sotto forma di Venere botticelliana, con quella terribile onda in CGI, un continuo alternarsi dei piani temporali a spezzare il ritmo ed infittire una storia già di per sé confusionaria e delle interpretazioni totalmente svogliate, Gal Gadot mummificata, ma non è una novità, Scorsese nella parte del saggio barbuto, per quanto gli voglia bene, è tra le scene terribili, in cui lui e Dante si scambiano massime tutto il tempo, volevo morire.

Poco da salvare da questa baracconata pseudo impegnata, ne fuoriesce un mix di thriller, film storico, film sentimentale, melodramma e film d'autore che prende il peggio da ogni componente e lo butta in questo calderone, pessimo.
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