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media film 6,50 (12 commenti)GIOCHI DI MORTE

alex94 @ oggi alle 17:02:09
   6½ / 10

media film 7,83 (9 commenti)ACCADDE AL PENITENZIARIO

CyberWYX @ oggi alle 15:20:58
   7 / 10

media film 6,93 (36 commenti)AVERE VENT'ANNI

CyberWYX @ oggi alle 15:07:01
   6½ / 10

media film 7,67 (46 commenti)TOXIC AVENGER 4

Filman @ oggi alle 15:06:34
   8 / 10

media film 4,50 (1 commenti)UPGRADED - AMORE, ARTE E BUGIE

topsecret @ oggi alle 14:48:51
   4½ / 10

media film 5,00 (2 commenti)I CONQUISTATORI DELLA LUNA

alex94 @ oggi alle 13:10:42
   5 / 10

media film 6,25 (2 commenti)CAT GIRL KIKI

alex94 @ oggi alle 13:02:07
   6 / 10

media film 6,64 (7 commenti)TOY STORY 5

floyd80 @ oggi alle 09:38:25
   5 / 10
Locandina del film TOY STORY 5Bonnie è ormai cresciuta e i suoi giocattoli devono affrontare un nuovo nemico: la tecnologia. L'arrivo di Lilypad, un tablet interattivo a forma di rana, cattura infatti l'attenzione della bambina, mettendo in crisi Jessie, Buzz e gli altri. Per i giocattoli inizia così una nuova avventura per riconquistare Bonnie e riportarla al mondo della fantasia e del gioco.

Visto qualche mese fa al cinema, se non avessi riletto la trama non me lo sarei ricordato e questo, almeno per me, dice già molto sull'impatto che ha avuto il film Pixar. Eppure sulla carta gli spunti non mancano: la tecnologia che prende il posto dei giocattoli, l'isolamento dei bambini, la difficoltà di fare amicizia e il rapporto sempre più complicato tra fantasia e schermi. Temi attuali, che il film affronta senza demonizzare del tutto la tecnologia e cercando una sorta di equilibrio tra vecchio e nuovo.

Il problema è che, ancora una volta, Pixar sembra arrivare fuori tempo massimo. Ormai anche lei pare aver perso un po' di colpi, proprio come Disney: dopo l'acquisizione, del resto, è diventato difficile non vedere le due realtà come un'unica grande macchina. Si continua a ripescare, cambiando soltanto la confezione, e anche qui ritroviamo l'on the road, il nuovo personaggio che sembra cattivo ma non lo è e il solito percorso verso una convivenza pacifica tra due mondi apparentemente opposti. Due parole: che palle!

La cosa più curiosa è che il film sembra quasi parlare anche di se stesso: i giocattoli rischiano di diventare obsoleti, proprio come la saga che li ospita. Un'idea non affatto stupida, anzi probabilmente la più interessante di tutto il film, ma che secondo me non viene sfruttata fino in fondo.

Arrivato fuori tempo massimo, quindi, con una (finta) critica agli smartphone, ai tablet e ai social dati in pasto ai bambini, con relativa tristezza e depressione per un commento sbagliato o per la paura di essere esclusi. Tutto perfetto, tutto giusto, ma la morale diventa soprattutto un pretesto per far uscire l'ennesimo Toy Story. La critica non graffia, al massimo ti fa una carezza e ti porta con il pilota automatico fino al finale. Anche altre recensioni hanno sottolineato proprio questo limite: il film imposta un discorso piuttosto duro sulla tecnologia, salvo poi smussarlo fino a renderlo un monito molto più blando.

E il risultato, almeno nel mio caso, è quello che temevo: qualche risata, qualche momento tenero, la solita ottima confezione Pixar, ma pochissimo che resti davvero. E tu, dopo un mese, già non te lo ricordi più.

media film 4,63 (4 commenti)LA NOTTE DEI DANNATI

BlueBlaster @ oggi alle 09:20:57
   3 / 10

media film 9,07 (36 commenti)VIAGGIO A TOKYO

Gruppo COLLABORATORI SENIOR kowalsky @ oggi alle 03:27:28
   9½ / 10

media film 5,81 (16 commenti)IL DIAVOLO VESTE PRADA 2

Cinder @ oggi alle 01:15:31
   10 / 10

media film 5,81 (16 commenti)IL DIAVOLO VESTE PRADA 2

BigHatLogan91 @ oggi alle 01:14:22
   6 / 10

media film 8,07 (15 commenti)GLI AMANTI DEL PONT-NEUF

The BluBus @ oggi alle 00:19:45
   7½ / 10

media film 6,75 (4 commenti)OGGI DOMANI DOPODOMANI

Gruppo COLLABORATORI SENIOR kowalsky @ 24/08/2026 23:27:57
   6 / 10

media film 6,50 (18 commenti)MARROWBONE - SINISTRI SEGRETI

elnino @ 24/08/2026 23:05:30
   6 / 10

media film 4,38 (8 commenti)PASSENGER

Macs @ 24/08/2026 22:25:48
   4 / 10

media film 4,06 (52 commenti)H2ODIO

Gruppo COLLABORATORI SENIOR kowalsky @ 24/08/2026 21:39:42
   4 / 10

media film 5,00 (2 commenti)THE LAST HOUSE

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt @ 24/08/2026 19:13:43
   4½ / 10

media film 8,06 (31 commenti)U-BOOT 96

stratoZ @ 24/08/2026 19:10:14
   8½ / 10
Locandina del film U-BOOT 96ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Grandissimo film bellico di Petersen, probabilmente la sua opera migliore, registicamente divino per il senso di umanità e claustrofobia che riesce a trasmettere, partendo da una coraggiosa scelta, quella di mostrare il punto di vista di questi soldati tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, il collegamento al nazismo è inevitabile, eppure, la narrazione non si concentra sugli aspetti ideologici, sull'identità dello stesso gruppo, sulle implicazioni politiche, quanto sul singolo come essere umano, andando a scandagliare psicologicamente questi uomini non per forza aderenti all'ideologia quanto delle persone con degli affetti, dei ricordi, dei sentimenti e soprattutto, l'istinto di sopravvivenza, perché alla fine, il punto centrale del film diventa proprio questo, la rappresentazione realistica di queste condizioni estreme, e sotto il punto di vista della messa in scena, è stato fatto un lavoro lodevole, gli strettissimi spazi del sottomarino, fin dall'introduzione, così soffocanti, nei quali gli alloggi vanno divisi in molti e si sta a contatto con gli odori altrui, nei quali le pareti sembrano quasi schiacciare gli uomini, avendo a disposizione un numero esiguo di stanze, per un plotone così corposo, con la regia di Petersen che riesce a ben dosare la tensione, nelle sue oltre tre ore di durata, alternando con grande sapienza momenti considerabili di svago, come una semplice partita a carte, qualche bevuta con gli altri soldati che diventerà momento di confessione, a sequenze in cui la tensione si taglia a fettine, e quando accade, riesce a sviluppare una componente ansiogena clamorosa.

Numerose scene belliche, con un sonoro di altissima fattura, nel quale l'impatto con le onde e le bombe lanciate dalla marina britannica stordiscono i personaggi e lo spettatore, una camera che vaga all'interno degli stretti abitacoli del sottomarino, con anche una componente dinamica molto marcata che può ricordare la soggettiva di uno dei soldati, immergendo totalmente lo spettatore in questo orrore claustrofobico, le varie tattiche per sfuggire al nemico, che si sublimano in quella lunga scena in cui attraversano lo stretto di Gibilterra, in una missione quasi suicida, andando a profondità proibite per il modello del sottomarino, perdendo il controllo, affidandosi soltanto alla sorte, con l'acqua che viene progressivamente imbarcata, la pressione che danneggia i bulloni ed i componenti, senza avere più certezze che il motore possa tornare a funzionare, un momento di smarrimento che lascia i personaggi in balia di una speranza che va man mano ad affievolirsi, ed è incredibile la gestione dei tempi, il lento incedere del dispositivo che segna la profondità, a cui si aggrappa la speranza di ogni soldato di non morire soffocato in quello spazio angusto, portando anche a grosse conseguenze psicofisiche, con un forte distacco dalla realtà, un'alienazione che si vede nello sguardo perso nel vuoto di diversi di loro, le conseguenze di una guerra logorante portate all'estremo.

Film bellissimo per il realismo con cui è messo in scena, per l'empatia che si prova per i personaggi e per la tensione che si respira per praticamente tutta la durata, asfissiante e claustrofobico.

media film 7,07 (73 commenti)IL TOCCO DEL MALE

stratoZ @ 24/08/2026 19:02:47
   6½ / 10
Locandina del film IL TOCCO DEL MALEATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Hoblit è un regista che mi affascina, tutt'altro che straordinario, tutt'altro che geniale, tutt'altro che originale, eppure, in questo film come in altri del suo periodo più celebre, che potrebbe andare da "Primal Fear" a "Fracture", quindi una decina d'anni piena, riesce, quasi involontariamente a mettermi una certa nostalgia, lo stile, le ambientazioni, di questo oscuro thriller esoterico in fondo mi incuriosiscono tanto, il fascino grezzo di una Philadelphia buia e desolata, una periferia volutamente brutta, in cui il protagonista si smazza qua e là tra la centrale di polizia e le dimore di diversi testimoni chiave, girando spesso quasi a vuoto dietro questa temibile entità che lo ha preso di mira anni prima, mi incute genuina curiosità per il prodotto, forse per via della sua confezione molto tipica del thriller di quegli anni, il classico film che da ragazzino avrei potuto trovare su Italia 1 alle due del mattino, col bollino rosso, riportandomi un po' indietro nel tempo, anche la goffagine di certe sequenze, come quelle in cui il demone vaga da un corpo all'altro, o le stesse soggettive degli impossessati, diciamocelo, ad oggi tutt'altro che invecchiate bene, mi fanno percepire un certo affetto per il prodotto.

E d'altronde, il tutto nell'insieme mi piace, ha una narrazione in realtà abbastanza basilare, tra il poliziesco, il revenge movie - se la mettiamo dal punto di vista dell'entità - e l'horror demoniaco, giocando con l'incredulità dei personaggi, partendo pian piano con omicidi che si fanno sempre più sospetti a stuzzicare la sanità mentale del protagonista, finendo con quel tipico schema in cui nessuno gli crederebbe mai vista l'assurdità della questione, ed in tutto questo, la tensione funziona bene, l'arrivo del demone fa sentire la presenza di questo essere intangibile, difficile da eliminare, anche fisicamente, che con una certa astuzia riesce a mettere nei guai il protagonista, portando nella seconda parte ad un'intensa sfida psicologica, tra inganni e qualche ribaltamento, nemmeno troppo imprevedibile, ma che funziona discretamente.

Il resto lo fa una buona messa in scena, in una città buia e spesso piovosa, con qualche raro cambio di ambientazione come l'isolata baita dove anni prima vi è stato il suicidio del collega incastrato, e degli ottimi interpreti, con un cast di lusso, tra Denzel Washington, buon protagonista ed ottimi caratteristi come John Goodman e Donald Southerland.
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