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media film 4,23 (31 commenti)NELL'ERBA ALTA

gianni1969 @ oggi alle 16:18:42
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media film 4,23 (31 commenti)NELL'ERBA ALTA

gianni1969 @ oggi alle 16:18:41
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media film 4,23 (31 commenti)NELL'ERBA ALTA

gianni1969 @ oggi alle 16:18:40
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media film 4,23 (31 commenti)NELL'ERBA ALTA

gianni1969 @ oggi alle 16:18:38
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media film 4,23 (31 commenti)NELL'ERBA ALTA

gianni1969 @ oggi alle 16:18:31
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media film 6,00 (4 commenti)IL CASO CAREY

daniele64 @ oggi alle 15:40:13
   5½ / 10
Locandina del film IL CASO CAREYIl brillante patologo Carey , appena arrivato a Boston dalla California , si mette ad indagare sulla morte di una ragazza .... Una delle rarissime incursioni di Blake Edwards al di fuori del genere commedia , con questo thriller ispirato ad un romanzo di Michael Chrichton . Purtroppo durante la lavorazione ci sono stati grossi contrasti tra il regista e la produzione MGM , il cui capo James Aubrey aveva tra l' altro imposto la presenza nel cast della figlia Skye . Il risultato finale sfortunatamente non è un granchè , nonostante una discreta dose di ronia ed una leggera critica sociale inserite nella sceneggiatura . Il protagonista è un medico anticonformista e testardo che si muove nell' ambiente ipocrita di un grande ospedale privato ed è costretto a darsi molto da fare per salvare un amico e collega da una grave accusa . Purtroppo la tensione scarseggia ed un paio di eccessive forzature danneggiano la credibilità della trama , in particolare la forsennata corsa in auto e l' incidente nella cabina telefonica . Nel film mancano veri colpi di scena e la soluzione del caso è molto più banale del previsto , anche se forse il montaggio ha saltato qualche passaggio logico . La pellicola poggia tutto il suo peso sulle robuste spalle di un James Coburn ancora in gran forma e che si muove bene tra la commedia ed il giallo . Molto decorativa la bella Jennifer O' Neill ed oneste parti di contorno per gli affidabili Pat Hingle e Dan O' Herlihy . Non male poi la colonna sonora del jazzista inglese Roy Budd . Nel complesso però il film non avvince più di tanto e secondo me non merita la piena sufficienza , quindi gli affibbio un modesto 5,5 .

media film 4,50 (5 commenti)LA CASA - IL ROGO DEL MALE

topsecret @ oggi alle 15:23:48
   5½ / 10
Locandina del film LA CASA - IL ROGO DEL MALEMi piacerebbe chiedere a Raimi, che ha supervisionato il progetto (e non solo di quest'ultimo), se è proprio necessario allontanarsi dalle linee guida dettate da lui stesso con il primo EVIL DEAD, seminale e viscerale, per abbracciare queste nuove tipologie di "paure" moderne, incentrate su rancori familiari e prese di coscienze dopo periodi di abusi coniugali. Come siamo passati dall'iconico Ash- guascone, sardonico e tenace- a una giovane donna straniera in crisi col marito e poco gradita alla famiglia di lui? Certo, i tempi cambiano e l'attualità impone di tuffarci in acque salmastre dove dal fondo emergono nuove problematiche e nuovi temi da affrontare, con la speranza di accaparrarsi tutto il pubblico possibile. Ma qui, nel 2026, si pensa di spaventare con delle lenti a contatto gialle e qualche mutilazione occasionale, mentre prima ci si ca4ava in mano con il make up farlocco e il porrige mischiato col colorante rosso de LA CASA (del 1981).
Non parliamo poi della sceneggiatura che sembra alquanto esile, con dialoghi e dinamiche in contraddizione tra loro, con personaggi che si vuole a tutti i costi rendere il più credibile possibile, evidenziandone le fragilità, ma che poi cambiano atteggiamento da una scena all'altra.
Personalmente giudico il film vedibile, ma delude le mie aspettative da superfan del franchise; nonostante la regia sia ok non regge il confronto con i maestri del genere, la fotografia è azzeccata, la location invece molto meno, quasi anonima, e i personaggi non riescono a trasmettermi nulla sotto il profilo emozionale.
I due finalini, durante e dopo i titoli di coda, lasciano intendere un ritorno al film precedente ma se le premesse sono queste temo ci sarà poco da stare in ansia.

media film 7,30 (10 commenti)MA PAPA' TI MANDA SOLA?

stratoZ @ oggi alle 15:09:21
   7 / 10
Locandina del film MA PAPA' TI MANDA SOLA?ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Simpatica commedia di Bogdanovich che omaggia le frizzanti screwball comedy della Hollywood classica, impossibile non pensare a "Bring it up baby" di Hawks vista la struttura ed i caratteri, con quell'archetipo dell'uomo studioso, tutto d'un pezzo che verrà cacciato più volte nei guai da questa donna esuberante, una sorta di uragano che stravolge la sua vita così ordinaria, inizialmente con una forte resistenza da parte dell'uomo che però pian piano realizzerà la sua attrazione per lei, il film di Bogdanovich mischia questo elemento sentimentale ad un intreccio quasi da caper movie, con tutta la questione delle borse, per una comica coincidenza tutte uguali, dei clienti di questo hotel che vengono mischiate con risultati esilaranti, il protagonista, studioso fissato con queste pietre ignee, che deve presentare un progetto per ottenere una borsa di studio, verrà risucchiato in una serie di eventi che coinvolgono momenti da vera e propria commedia degli equivoci, tra i vari scambi di queste borse, una con i gioielli di una ricca donna anziana, presi di mira da una coppia di ladri, una con della semplice biancheria intima, un'altra ancora con dei documenti top secret custoditi da due spie che sembrano uscite da un film della ZAZ, insomma si viene creare un mix esplosivo a cui si aggiunge la peculiare personalità dei personaggi, come la fidanzata del protagonista, pedante e possessiva, dando vita ad una serie di scenette molto carine, dall'incontro in farmacia con Judy, in cui iniziano i primi danni, alle varie cene dove la donna si finge la moglie del protagonista, contro la sua stessa volontà, fino a quella lunga scena in cui si trova in camera sua, con il successivo arrivo della fidanzata sospettosa, che porterà alla distruzione dell'hotel, tra la televisione che salta in aria, vetri infranti, addirittura un principio di incendio, coinvolgendo persone che passavano abbastanza casualmente, uno stile iperbolico molto vicino alla commedia slapstick.

Anche se l'apice si raggiunge in quella bellissima e volutamente confusionaria scena dell'inseguimento, in cui praticamente succede di tutto, tutta la parte riguardante quegli operai con la lastra di vetro è da schiantarsi dal ridere, così come il corteo carnevalesco in cui incappano, distruggendo negozi, stand, vetrine, ricordando un po' i lunghi inseguimenti di Buster Keaton, ma anche diverse scene di Blake Edwards - "in diversi capitolo di "The Pink Panther" vi sono inseguimenti simili - finendo poi tutti in mare dopo aver ribaltato San Francisco ed arrivando all'altra comica scena davanti al giudice, che si rivelerà essere il padre di Judy.

Tra dialoghi acuti, spesso anche volutamente parodistici, come tutte le teorie sulle pietre ignee ed altri studi che sembrano superc4zzole, una varietà stilistica impressionante, che spazia dalla screwball comedy allo slapstick, dalla commedia demenziale a quella sofisticata, il film di Bogdanovich è una visione gradevolissima, con due interpreti dall'ottima intesa, una Barbra Streisand esplosiva ed un Ryan O'Neal impacciato che si completano a vicenda.

Carinissimo.

media film 6,02 (23 commenti)FIREFOX VOLPE DI FUOCO

stratoZ @ oggi alle 15:06:02
   4 / 10
Locandina del film FIREFOX VOLPE DI FUOCOATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Era appena iniziata l'era Reagan e la guerra fredda era ancora argomento di forte attualità, è così che Clint, sostenitore repubblicano, realizza questa sorta di film di spionaggio, con un minimo di azione - ma proprio molto poca - che ho trovato parecchio sottotono, il film parla di questo reduce del Vietnam con un'evidente sindrome post traumatica che al posto di essere mandato in terapia, viene ingaggiato per una pericolosissima missione nella quale dovrà infiltrarsi in Unione Sovietica per rubare questo potentissimo aereo di ultima generazione che è possibile comandare col pensiero, tra i motivi principali di questa scelta vi sono il perché sa il russo, vista l'origine della madre, e le misure molto simili a chi comanda l'aereo lì, insomma, già la premessa sembra quasi trash, lo sviluppo invece è più sobrio, l'unico merito che do al film è che comunque per buona parte della durata non ostenta quella pomposità tipica di quel cinema propagandistico anni ottanta, però in compenso, fa quasi addormentare, la parte centrale dovrebbe essere quella in cui viene sviluppata la tensione, che invece latita, tranne qualche scena, come quella all'interno della stazione, in cui il protagonista è braccato dal KGB, uccidendo anche un agente e riuscendo ad uscire poco prima della scoperta del cadavere, o ancora, la scena sul fiume, che si fa apprezzare per l'atmosfera buia e losca, in cui il protagonista viene pedinato, fino ad incontrarsi con altri dissidenti del regime, ma sono due piccoli momenti che si perdono in un mare di mediocrità, andando nel frattempo a lanciare le solite frecciate anticomuniste come la storia dell'aiutante del protagonista che ha la moglie in prigione per via delle proteste e tutta sta roba qua.

Poi si arriva alla parte finale, quella sopra l'aereo, che tra l'altro dura anche una mezz'ora piena, in cui boh, non viene trasmessa la minima adrenalina, per buona parte è il protagonista che viaggia a velocità di crociera mentre le varie basi fanno i calcoli sul carburante o sulla traiettoria, salvo poi riservare negli ultimi cinque minuti un inseguimento dinamico, in cui ovviamente i grandi statunitensi vinceranno perché sono i migliori al mondo.

Tecnicamente anonimo, non rimane quasi nulla, se non un goffo tentativo propagandistico, certo purtroppo Reagan e compagni, no scusate, compari, negli anni successivi si daranno da fare, abbassando ancora di più lo standard.

media film 7,80 (71 commenti)BLOW UP

VincVega @ oggi alle 13:57:15
   7½ / 10

media film 6,25 (4 commenti)TALES FROM THE CRAPPER

Filman @ oggi alle 13:32:52
   6 / 10

media film 6,85 (20 commenti)LE CITTA' DI PIANURA

Light-Alex @ oggi alle 12:12:55
   6½ / 10
Locandina del film LE CITTA' DI PIANURAInteressante e insolito road movie ambientato interamente in Veneto, dove forse la vera forza del film sta proprio nell'aver saputo catturare un po' dello spirito di questa terra. I suoni, gli accenti, le abitudini, i dialetti: ci fa entrare in un pezzetto d'Italia che raramente si prende le luci del cinema. Un'Italia popolare, semplice e genuina, non così diversa da tante altre parti del nostro Paese, ma che qui viene raccontata anche attraverso le ferite lasciate dalla cementificazione, dallo spopolamento dei piccoli centri e dall'arrivo dei grandi imprenditori e delle fabbriche.

È un territorio in cui si cercano ancora i barlumi di un "paradiso perduto", ma in cui quel paradiso, fondamentalmente, non esiste più. Ed è proprio questo che sembrano fare i due protagonisti, Carlo Bianchi e Doriano: cercare di cristallizzare e ripetere un momento ormai perduto della loro vita, quella fase della giovinezza in cui avevano conosciuto una piccola fortuna economica, la spensieratezza, il divertimento e la compagnia degli amici. Poi le cose sono cambiate: l'idea con cui avevano fatto soldi è sfumata, i risparmi sono finiti, il matrimonio è andato male e quel piccolo paradiso è diventato, appunto, un paradiso perduto.

I due cercano allora di rimanere ancora un po' dentro quell'istante, almeno per un'ultima notte. Nei loro deliri alcolici tirano fuori persino la teoria dell'utilità marginale decrescente: il valore che ricaviamo dal consumo di un bene diminuisce man mano che ne siamo più sazi. Eppure loro cercano di sfuggire a questa regola attraverso l'eccezione dell'"ultima bevuta", che proprio perché potrebbe essere l'ultima acquista un valore speciale.

Ed è forse qui che si trova la metafora più interessante del film. Il massimo piacere lo abbiamo provato quando avevamo ancora fame di vita, nelle prime esperienze della giovinezza. Poi, con il passare del tempo, le esperienze si accumulano, ci abituiamo alle cose e il piacere tende inevitabilmente a diminuire. Siamo più sazi. Ma rimane sempre quella spinta a provare ancora una volta, a concedersi un'ultima esperienza prima che tutto finisca, proprio perché esiste la paura che quella possa essere davvero l'ultima.

Il road trip alcolico dei due diventa così anche un piccolo viaggio dentro questa nostalgia. Lungo la strada raccolgono Giulio, giovane studente di architettura, al quale finiscono per fare un po' da mentori, cercando quasi di instradarlo alla vita mentre loro stessi sembrano incapaci di lasciarsi alle spalle la propria.

Non è però un film che ha grandi pretese di insegnamento, e forse è meglio così. È soprattutto un film d'ambiente e di piccoli episodi, un viaggio attraverso una terra che porta ancora addosso la ferita di un paradiso perduto. La sua forza sta più nell'atmosfera, nei personaggi e nella capacità di restituire un pezzo di Veneto che nella costruzione di una vera e propria trama.

Forse proprio per questo il limite del film sta nel ritmo: il racconto procede attraverso episodi spesso abbastanza disconnessi tra loro e ogni tanto si ha l'impressione che perda un po' di slancio. Ma è anche una conseguenza della sua natura di viaggio senza una meta particolarmente definita.

media film 7,59 (56 commenti)ODISSEA (2026)

Robesch @ oggi alle 12:02:30
   5 / 10

media film 8,50 (1 commenti)YELLOWSTONE - STAGIONE 2

Tobias @ oggi alle 10:54:18
   8½ / 10

media film 8,50 (1 commenti)YELLOWSTONE - STAGIONE 1

Tobias @ oggi alle 10:53:16
   8½ / 10

media film 6,50 (3 commenti)NIENTE PER BOCCA

andreajunkie @ oggi alle 09:51:56
   5 / 10

media film 7,09 (40 commenti)OBSESSION (2026)

Suskis @ oggi alle 08:53:53
   6½ / 10

media film 7,09 (40 commenti)OBSESSION (2026)

michael star @ oggi alle 07:41:18
   5½ / 10

media film 4,50 (1 commenti)PRETTY MAID CAFE'

alex94 @ oggi alle 03:35:13
   4½ / 10

media film 5,38 (4 commenti)IL GIOKO

alex94 @ oggi alle 03:03:49
   5½ / 10
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