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Gli ultimi 20

media film 4,79 (40 commenti)ORE 15:17 - ATTACCO AL TRENO

stratoZ @ oggi alle 16:54:10
   4½ / 10
Locandina del film ORE 15:17 - ATTACCO AL TRENOATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Film di Clint assolutamente insipido, nel quale l'autore ricostruisce un fatto di cronaca, come accaduto anche precedentemente, e successivamente nella sua carriera, con l'idea di utilizzare i reali protagonisti come attori, scelta azzeccata visto il poco tempo trascorso tra la realizzazione del film e gli atti di cui narra - nemmeno tre anni - ma a parte questo interessante dettaglio, per il resto l'ho trovato un film totalmente dimenticabile, che fondamentalmente, non racconta nulla se non la storia di questi tre ragazzi, amici da tempo, senza effettivamente mostrare dove vuole andare a parare, lasciando tristemente l'azione soltanto in un piccolo frangente sul finale, smorzando ogni tipo di tensione tramite questi lunghi flashback, che sembrano soltanto allungare il brodo.

E fondamentalmente il film è questa tiritera, i ragazzi che si incontrano da piccoli quando a scuola sono dei ribelli e finiscono dal preside, momento in cui, per via di questo destino in comune stringono una forte amicizia, le fasi della crescita, con ognuno che prende una strada diversa con in mezzo lo sfondo della guerra in Afghanistan, nella quale uno di loro parteciperà sul campo, fino ad arrivare al loro viaggio dei sogni, in giro per l'Europa, ecco questa parte francamente, è il punto più basso del film, non dice nulla, sembra quasi uno spot di qualche pro loco per valorizzare determinati posti, con i protagonisti che passano dal visitare il Colosseo al farsi truffare a Venezia, mangiando un gelato a Piazza San Marco e mangiando in un ristorante di lusso su Canal Grande, passando per le seratone a Berlino ed Amsterdam, fin quando non si arriva finalmente al momento dell'azione, in cui quantomeno, c'è da apprezzare il realismo della messa in scena ed anche un po' di sangue, con l'attentatore che ferisce alla testa uno dei ragazzi.

Diciamo che non mi ha trasmesso nulla, l'ho trovato un mero encomio alle gesta di questi tre ragazzi che eroicamente hanno evitato una tragedia di larga dimensioni, bravissimi, ma facevo prima a guardare un servizio del telegiornale piuttosto che 1 ora e mezza di film.

media film 7,33 (3 commenti)I SWEAR

stratoZ @ oggi alle 16:46:36
   6½ / 10
Locandina del film I SWEARATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Interessante biopic che ripercorre la vita di John Davison, trattando efficacemente la Sindrome di Tourette, il film propone un linguaggio semplice, ai limiti del didattico, ma molto adatto al contesto, con una struttura narrativa che divide l'azione in più finestre temporali, andando dagli esordi della malattia, quando John è ancora un ragazzino che frequenta la scuola superiore e gioca come portiere, venendo considerato anche una giovane promessa, purtroppo l'arrivo di questa condizione gli causerà diversi problemi, è qui che il film approfondisce la questione a livello sociale, mostrando le drammatiche conseguenze, dall'incomprensione dei genitori stessi, col padre che arriva ad andare via di casa e la madre stremata psicologicamente, al bullismo subito dai compagni, fino agli stessi rapporti con insegnanti e preside, ancora non del tutto consapevoli di quello che sta passando John, successivamente il film segue un percorso di rinascita, anche grazie al personaggio di Dottie, madre del migliore amico di John che lo prende particolarmente a cuore e lo aiuta ad affrontare le maggiori difficoltà anche senza l'ausilio dei farmaci, andando ad innescare una componente narrativa che mostra gli alti ed i bassi, dai piccoli momenti di felicità ad altri di estrema tensione, piccoli passi che vanno a scontrarsi con una realtà ancora inconsapevole, ancora troppo poco empatica per capire, andando a rimarcare più volte che la sensibilizzazione all'argomento è fondamentale per assicurare una vita normale alle persone affette dalla sindrome.

Il film rimane con uno stile molto in bilico tra il dramma e la commedia, sbilanciandosi raramente, dalle imprecazioni di John, che in certi contesti causano delle amare risate, come nei primi incontri con Dottie, quando le ricorda che ha il cancro, o l'iniziale "Fuck the Queen" - beh ci sarebbero tante persone nel Commonwealth che sarebbero d'accordo con te John -, o ancora, una delle sequenze che mi ha colpito di più è quella quando incontra gli sbirri mentre trasporta quel pacco di droga, alle estreme conseguenze drammatiche, dalla terribile scena dell'aggressione con la spranga, ai momenti in discoteca, che lo porteranno addirittura in tribunale.

Nella parte finale il film lancia un messaggio di speranza, il progetto di John per aiutare altre persone con la Tourette e la costante sensibilizzazione gli fanno prendere un ruolo di rilievo ed utilità sociale, e devo dire, ho apprezzato che lo stile del film non abbia premuto l'acceleratore sulla melensità o sulla retorica.

Nel complesso l'ho apprezzato, l'ho trovato capace di trasmettere una forte empatia, di coinvolgere, di arrivare dritto al punto, non male.

media film 8,65 (184 commenti)PRINCIPESSA MONONOKE

stratoZ @ oggi alle 16:26:38
   8½ / 10
Locandina del film PRINCIPESSA MONONOKEATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Grandissima opera di Miyazaki, una delle sue più celebri, e per quanto mi riguarda, una di quelle più mature, ben più oscura dei suoi tipici prodotti, con dei messaggi forti e ben visibili ed allo stesso tempo un estro straordinario nel mettere in scena una storia così colma di mito e attualità, andando a riproporre le sue tematiche più care, come l'ecologismo e lo scontro tra uomo e natura, ma anche andando ad analizzare cinicamente una natura umana guerrafondaia, un eterno conflitto, che sia con la natura stessa, che sia tra le stesse popolazioni in competizione per qualcosa, senza tuttavia scadere in uno sterile manicheismo, quanto mostrando il tutto da un'ottica che lo pone all'interno di uno schema selvaggio come la natura stessa, tracciando un solco tra sopravvivenza e cattiveria nemmeno troppo netto.

L'incipit mostra l'arrivo di questo cinghiale gigante che è diventato una creatura maligna, ad attaccare il villaggio del protagonista, che verrà colpito da una maledizione che lo porterà inevitabilmente alla morte, è così che decide di andare nelle terre di provenienza del cinghiale alla ricerca di una cura, da qui arriva nelle foreste dell'ovest dove vi è in corso questo contenzioso tra gli umani, che hanno fondato una vera e propria città dove estraggono il ferro e producono armi, e gli animali, che si ribellano all'uomo che ha invaso il loro territorio, da qui il protagonista approfondirà questo rapporto venendo a contatto con entrambe le realtà, dalla cittadina comandata dalla Signora Eboshi alle creature della foresta, la stessa Principessa Mononoke, una ragazzina cresciuta dai lupi che prova un forte astio verso gli umani ed il mitico dio bestia, almeno secondo il doppiaggio originale curato da Germano Mosconi, un essere sovrannaturale considerato il dio della foresta che ha il potere di guarire o di assorbire la vita, dall'approfondimento dei contesti si vede come nessuna delle due parti sia realmente cattiva, quanto in realtà sia la paura a dominare le menti delle fazioni, gli abitanti della città del ferro spesso sono degli emarginati, lebbrosi o gente rifiutata dalla civiltà, anche le stesse donne lavoratrici, che tirano avanti la fabbrica, sono considerabili come outsider, almeno per il tempo, tuttavia la poca conoscenza degli esseri della foresta, inevitabilmente porterà ad una faida dalle conseguenze tragiche, come mai nella filmografia del regista il film prende una piaga pessimista, salvo poi finire con un concetto tendenzialmente universale, quello della natura che rinasce sotto altre forme, seppur diversa da prima.

Il film presenta diverse scene straordinarie in cui Miyazaki scatena il suo talento creativo, tra i momenti nella foresta, come la prima comparsa del dio bestia nel laghetto a curare il protagonista, o i vari momenti in cui sono presenti i Kodama, i piccoli spiritelli della foresta, estremamente suggestivi, arrivando ai momenti di lotta che presentano un forte pathos, nei quali le atmosfere si fanno più cupe, una delle scene cardine, ovvero la sottrazione della testa al dio bestia, con questo essere gigante che è formato da liquido nero che tenta a tutti i costi di recuperare la testa, rappresenta l'incubo di una natura distrutta dall'uomo che ne subisce le conseguenze dell'estrema ribellione, non credo sia una coincidenza l'affinità visiva col petrolio, così come il design degli animali indemoniati, con quei vermiciattoli schifosi che sembrano usciti da "Shivers" di Cronenberg, altro elemento oscuro che rende il film un prodotto più orientato ad un pubblico maturo.

Nel complesso è una splendida avventura, tra mito, ecologia, ma anche introspezione, una scrittura ispiratissima accompagnata da una componente visiva di altissimo livello, film stupendo.

media film 6,82 (11 commenti)PROVA SCHIACCIANTE

stratoZ @ oggi alle 16:21:03
   5 / 10
Locandina del film PROVA SCHIACCIANTEATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Thriller di inizio anni 90' che riprende goffamente diversi archetipi del noir e li adatta ad una sceneggiatura francamente rivedibile, che punta tutto sul plot twist finale sacrificando la verosimiglianza, ma anche la tensione, venendo penalizzato da una parte centrale macchinosa, che porta i personaggi a rimbalzare da una parte all'altra dovendo costantemente dubitare della realtà e delle persone, tirando la corda a tal punto dal mandare all'aria quel poco di pathos che si era creato.

Il soggetto narra di questa coppia che ha subito un grave incidente, con la moglie che è riuscita ad uscire illesa ed il marito che ha dovuto subire numerosi interventi chirurgici per ricostruire il proprio aspetto ed ha perso la memoria, dal momento in cui viene dimesso dall'ospedale, un po' per casualità, un po' per qualche suggestione lanciata da altri personaggi, inizia una fase investigativa nella quale emergono elementi della vita della coppia, dalla presenza di amanti, da parte di entrambi, a quella di un investigatore privato inizialmente ingaggiato per pedinare la moglie, fino alla misteriosa scomparsa di quello che si ritiene sia l'amante della moglie, il film quantomeno ha il merito di riuscire a sviluppare un'atmosfera torbida, molto vicina al noir, con la moglie che rientra nell'archetipo della femme fatale, ammaliante e di bell'aspetto, che cerca di persuadere il marito e convincerlo di essere dalla sua parte, con una narrazione che pian piano svela diversi retroscena tra adulteri, sospetti e dichiarazioni che sembrano non tornare perché confutate dai fatti.

Il problema di fondo del film è prima di tutto la poca originalità, l'intreccio è tra i più classici possibili e risulta parecchio anacronistico per i primi anni novanta, la messa in scena si attesta sulla mediocrità, il film alterna una componente erotica, vista la natura del rapporto tra i due personaggi principali, ma anche per via del rapporto con l'amante del marito, ad una tensione di fondo che sembra non riuscire a detonare mai.

Abbastanza deludente.

media film 6,00 (1 commenti)GRANDMA'S BOY

stratoZ @ oggi alle 16:17:38
   6 / 10
Locandina del film GRANDMA'S BOYATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Simpatica commedia con Harold Lloyd, in cui interpreta un po' quel personaggio che lo ha caratterizzato per buona parte della carriera, il ragazzo timido ed introverso, che deve avere a che fare con un mondo più rude del quale non si sente all'altezza, già la prima immagine è emblematica, il protagonista ancora lattante che ha i suoi classici occhiali tondi, e non è da escludere abbia influenzato Woody Allen, visto il suo usare spesso e volentieri gli occhiali come elemento comico, specie nei contesti più inusuali, il film segue un arco narrativo che passa attraverso il cambiamento del personaggio, dall'iniziale scontro con questo bulletto, contendente della ragazza amata, al compito di scovare e catturare questo pericoloso criminale che minaccia la città, il cambiamento del protagonista passa attraverso l'incontro con la nonna, che lo motiva con un aneddoto sul nonno, durante la guerra di secessione - con annesso flashback in cui il nonno è interpretato sempre da Harold Lloyd, alle prese con i soldati sudisti - e gli dona forza tramite questo amuleto, una sorta di effetto placebo che farà trovare sicurezza all'impacciato protagonista, portandolo ad atti coraggiosi impensabili fino a poco prima, trasmettendo un significato motivazionale su quanto conti la forza di volontà e la predisposizione psicologica per raggiungere determinati obiettivi nella vita.

Il film ha uno stile comico che ricorda i prodotti slapstick del periodo, senza particolari picchi di regia, ma con qualche sequenza tutto sommato carina, come la cattura di "Rolling Stone", il pericoloso criminale, in cui il personaggio, un po' per astuzia, un po' per motivazione, un po' perché aiutato dalla fortuna, riesce a diventare un eroe agli occhi degli altri e soprattutto dell'amata, con anche diverse trovate carine nel percorso che deve fare per portare il criminale alle forze dell'ordine, tra equivoci e goffe cadute, con la macchina che si ritrova ad inseguire il criminale senza conducente, ricordando molto, come in altri prodotti, lo stile di Keaton.

Tutto sommato, non epocale, ma simpatico.

media film 8,79 (7 commenti)PREFERISCO L'ASCENSORE!

stratoZ @ oggi alle 16:12:52
   9 / 10
Locandina del film PREFERISCO L'ASCENSORE!ATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Il film più celebre con Harold Lloyd, grande attore del muto ad oggi molto meno ricordato dei ben più noti colleghi, "Safety last!" è un'opera da contestualizzare ai ruggenti anni venti, quelli di un dinamico progredire della società americana all'indomani della Grande Guerra, uno dei momenti cardine del novecento per sviluppo ed innovazione, in una società che correva sempre di più, il protagonista si ritrova a fare i conti con una vita sempre più frenetica nella Los Angeles del periodo, mostrando il suo tentativo di fare fortuna e carriera in questa azienda che vende vestiti, cruciale è l'elemento della fidanzata del protagonista, un po' quel punto di riferimento da non deludere che causerà diversi guai al personaggio, viste le sue menzogne sulla scalata lavorativa, per riuscire a fare bella figura, e questa scalata viene resa benissimo simbolicamente, dalla scena dell'effettiva scalata del grattacielo, che diventa il punto cardine dell'opera, nonché la sequenza più memorabile.

Stilisticamente molto variegato, un po' una commistione tra la commedia slapstick, molto vicina a Keaton, come si vede nella bellissima sequenza in cui il protagonista deve recarsi a lavoro ed ha diverse disavventure per strada, tra bus, treni, auto, finendo addirittura in ambulanza, con diversi momenti di stunt anche parecchio estremi, arrivando a toccare la commedia degli equivoci quando vi è la visita della fidanzata al negozio, col protagonista che deve a tutti i costi coprire la menzogna di essere diventato il direttore, portandola nell'ufficio ed evitando di farle scoprire la verità con diversi stratagemmi, da quello dei soldi messi nel cestino per uno dei colleghi, ad altri vari trucchi tra cui il finto malore che fa simulare alla donna.

Altre emblematiche sequenze sono quelle di lavoro all'interno del negozio, col protagonista che fondamentalmente darà di matto, qui il montaggio è efficacissimo nel descrivere la frenesia della giornata lavorativa, una pazienza messa alla prova dai clienti, spesso rudi, indecisi, arroganti, che nell'insieme causano un sacco di grane al personaggio, tra ammassi di vestiti sul bancone e code lunghissime.

E poi ovviamente vi è la sequenza cardine, quella della scalata al grattacielo, proposta dallo stesso protagonista come trovata di marketing ai suoi superiori, un po' della serie "cosa si fa per fare carriera", ed in fondo lo struggersi del personaggio rischiando di cadere costantemente nel vuoto, il trascinarsi pian piano in alto, è una grande metafora del lavoratore nella vita moderna, ma è una lunga sequenza che funziona straordinariamente sotto tutti gli aspetti, a partire dalla comicità con il ritorno ad uno stile slapstick, che quasi si divide in livelli, ad ogni piano il personaggio affronta un nuovo problema, passando attraverso le situazioni più bizzarre, dai piccioni che lo assaltano perché ha del cibo in testa al topolino che gli entra nei vestiti, fino al cane aggressivo che lo fa spaventare, dallo studio fotografico con le pistole, ai muratori che lo ostacolano, fino all'iconica scena dell'orologio, ormai entrata nell'immaginario collettivo come immagine rappresentativa del film, allo stesso tempo è ben enfatizzata anche la componente di tensione, qui il montaggio rallenta, viene lasciato più spazio allo spettatore per stare sulle spine per ogni piede messo male, per ogni oggetto che si stacca e sembra trascinare giù il personaggio, con anche la componente del suo amico inseguito dalla polizia che rimanda ogni volta quella sostituzione accordata.

Per quanto mi riguarda una commedia bellissima, divertentissima, fresca, con uno stile dinamico e senza momenti morti, anche le didascalie, presentano una certa verve, abbastanza inusuale per il periodo, a tutto questo si aggiunge una nota amara data dalla riflessione del cambiamento dei tempi, una società sempre più frenetica che schiaccia il soggetto, costringendolo alle più pericolose avventure per fare carriera, non è casuale lo sfondo di una Los Angeles corredata di cartelloni pubblicitari, in un modo che correva veloce verso il capitalismo e non tornerà più indietro, direi che ci ha azzeccato.

media film 7,00 (9 commenti)BREEZY

stratoZ @ oggi alle 16:06:01
   6½ / 10
Locandina del film BREEZYATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Discreto film sentimentale di Clint, un po' in bilico tra dramma e commedia, ma che tende leggermente di più verso la seconda, con diversi momenti che presentano anche una sottile ironia, ma anche portano con sé diversi aspetti significativi, l'insolita relazione narrata mostra un vero e proprio scontro generazionale, tra la giovane Breezy, una hippie senza fissa dimora ed un ricco borghese ben più anziano di lei, interessante è l'approccio differente dei due, le divergenze di visione che vengono esplicitate fin dal primo incontro, la compassione senza filtri della ragazza, abituata ad esprimere i propri sentimenti e l'essere tutto d'un pezzo di lui, il suo cercare di non far trasparire le emozioni, di restare sempre dentro i ranghi, allo stesso tempo però, la narrazione mostra un graduale avvicinamento delle personalità, arrivando a mostrare un confronto generazionale in cui il distacco sembra attenuarsi, il progressivo aprirsi del personaggio di Holden, l'approccio ad uno stile di vita più agiato da parte di lei, diventano emblematici in un'America ai tempi particolarmente divisa dopo l'esplosione della controcultura, tra i giovani progressisti e gli anziani borghesi conservatori.

Allo stesso tempo è un film sul giudizio altrui, sulla percezione di sé, il personaggio maschile, abituato ad essere ingabbiato dalle opinioni del contesto che frequenta prova una certa vergogna nel mostrare la sua relazione a colleghi e conoscenti, pendendo spesso, come si vede nella seconda parte, dalle parole del migliore amico, ed anche in questa differenza di approccio si vedono le divergenze generazionali, il menefreghismo di questi aspetti provato da Breezy non riesce ad applicarlo con la stessa facilità Frank, che inevitabilmente ne verrà influenzato, salvo grossi sconvolgimenti emotivi che indirizzeranno l'uomo verso una riflessione ben più matura e distante dai dogmi con cui ha convissuto per tanto tempo.

Film ben gestito sotto il punto di vista del ritmo, l'iniziale imbarazzo tra i due, volutamente prolungato, rende bene l'emotività dei personaggi e riesce ad accrescere il pathos, così come la parte centrale, riesce ad approfondire bene i rapporti, grazie anche alle ottime interpretazioni, da un attempato Holden, che tuttavia riesce ad essere molto empatico, ad una Key Lenz magnetica.

media film 6,39 (23 commenti)LA RECLUTA

stratoZ @ oggi alle 16:02:06
   4½ / 10
Locandina del film LA RECLUTAATTENZIONE POSSIBILI SPOILER

Ben poca roba, tra i film meno riusciti di Clint, "The Rookie" è un poliziesco totalmente insipido, estremamente incanalato in schemi già visti e rivisti, che non propone la minima variazione, una minima sorpresa, rispetto ad altri prodotti del genere, creando anche una sostanziale difficoltà allo spettatore ad empatizzare con i personaggi, a partire da quello di Sheen, obiettivamente, troppo monocorde, la classica recluta acerba che inizia a lavorare e fare le sue prime esperienze in un contesto spietato, che mostra una certa inadeguatezza al ruolo nella prima parte, salvo poi avere un cambiamento repentino nella seconda, praticamente nel giro di cinque minuti si trasforma dallo scemo del paese a Rambo, una svolta forzata quanto difficilmente credibile che crea inevitabilmente distacco, allo stesso tempo vengono aggiunti traumi e background mai approfonditi, dalla morte del fratello al burrascoso rapporto col ricchissimo ma assente padre, un altro grande classico dei classici, poi c'è lo stesso Clint nel ruolo del poliziotto duro e poco ortodosso, che pur di raggiungere i suoi obiettivi non si fa problemi ad uscire fuori dai ranghi, a scendere allo stesso livello dei criminali per beccarli, instillando una sfida all'ultimo sangue con questo obiettivo che però gli era stato revocato, andando come prevedibile contro gli ordini dei superiori, diciamo che qui lo stereotipo del poliziotto che risolve il caso solo dopo che gli viene tolto raggiunge la quintessenza, avvenendo per ben due volte.

Tra la poca empatia che sprigionano questi due personaggi, nonostante diversi tentativi di ironizzare, che strizzano l'occhio ad altre coppie del poliziesco, come quella di Gibson e Glover nel di poco antecedente "Lethal Weapon", volendo insistere sulla netta differenza di attitudine, etica e temperamento di entrambi e delle scene d'azione francamente rivedibili, non tanto per via di difetti tecnici ma senza il minimo sussulto, non riuscendo a costruire del pathos o quantomeno un minimo di adrenalina, il film l'ho trovato poco riuscito, per intenderci, potrebbe essere il classico poliziesco anni novanta di cui trovi il dvd ad 1 euro nel cestone grande, si salva soltanto l'ambientazione, una Los Angeles notturna che conserva un certo fascino, tra il suo buio pesto e quei neon sporchi, ma il resto è tranquillamente trascurabile, difficile credere che sia lo stesso regista che due anni dopo realizzerà Gli Spietati, eppure…

media film 8,52 (249 commenti)CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT?

CyberWYX @ oggi alle 15:30:10
   8 / 10
Locandina del film CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT?Altra grande opera del regista: la mano di Zemeckis si vede assolutamente, soprattutto nella capacità di creare una realtà credibile in cui esseri umani e cartoni animati convivono come due vere e proprie "razze".

Il film parte benissimo, con l'introduzione di Roger Rabbit attraverso un breve cartone animato di altissima qualità: animazioni splendide, colori bellissimi, inquadrature rare e una cura tecnica impressionante. E già qui emerge subito la sua anima comica e demenziale, che rimane dominante per tutto il film, ma senza cancellare una riuscita vena noir: alla base c'è infatti una vera indagine, con Roger accusato di un omicidio e una trama che procede come una sorta di investigativo popolato da personaggi animati.

Ed è proprio questa commistione a renderlo ancora oggi così piacevole. Ci sono continuamente personaggi, citazioni e richiami a quella grande tradizione dell'animazione americana che ha fatto la storia, trasformando il film anche in una specie di enorme celebrazione di quel mondo.

Divertente fino alla fine e sostanzialmente adatto a tutti, anche se paradossalmente alcune situazioni potrebbero risultare persino un po' inquietanti per un bambino.

La cosa ironica ma anche scontata data la nostra natura è che di tutto il film ciò che è rimasto maggiormente nell'immaginario collettivo, e probabilmente rimarrà per sempre, è Jessica Rabbit. Jessica Rabbit, le sue curve e la sua canzone. Basta pensare al film e viene immediatamente in mente lei, basta pensare a lei e si accende l'istinto sessuale. E parliamo sempre di un cartone..

Per il resto, un ottimo film di Zemeckis.

media film 8,00 (69 commenti)TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL'AZZURRO MARE D'AGOSTO

CyberWYX @ oggi alle 15:21:41
   8 / 10
Locandina del film TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL'AZZURRO MARE D'AGOSTORivisto ieri sera dopo tanti anni, Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto sorprende ancora di più visto nel 2026.
In un periodo in cui siamo continuamente immersi in discussioni sul patriarcato, sulla violenza sulle donne, sul femminicidio e, più in generale, sulla rappresentazione di una donna indifesa di fronte a una presunta supremazia maschile, vedere oggi un film del genere fa un certo effetto. È del 1974 e mostra senza alcun filtro cose che in un film contemporaneo difficilmente vedremmo rappresentate nello stesso modo.

I due naufraghi sono innanzitutto due classi sociali agli antipodi. Da una parte la ricca, o arricchita, bella, elegante, perfettamente educata, che dà del lei a chiunque anche come forma di distanza e superiorità; dall'altra la plebe, l'ignoranza, il rancore sociale e il vittimismo di chi si sente continuamente oppresso da chi ha avuto la fortuna o ambizione di possedere denaro. Ma sull'isola, dove queste differenza si assottiglia per poi svanire, lo scontro sociale diventa uno scontro fra uomo e donna, portando allo scoperto i difetti di entrambi: nell'uomo la brutalità, la violenza, l'inciviltà, l'ineleganza; nella donna la presunzione, la superbia, l'arroganza.

Il contrasto diventa violentissimo. Pugni, schiaffi, umiliazioni, offese pesanti, sopraffazione fisica, sottomissione del più debole, in questo caso la donna: tutto viene mostrato apertamente. E proprio attraverso questa regressione i due sembrano tornare a una condizione quasi primitiva dominata dagli istinti primordiali. È forse l'aspetto più fastidioso oggi, ma anche quello più interessante del film: dentro quella violenza sbagliata e brutale qualcosa fra loro nasce comunque. Per necessità, disperazione, attrazione, dipendenza, finzione; forse persino per amore.

Bellissima Mariangela Melato, anche apertamente seducente e mostrata senza pudori; Giannini, al contrario, è sporco, sudicio, puzzolente, animalesco, volgare, incapace quasi di mettere insieme una frase in italiano corretto. Eppure proprio fra questi due esseri così incompatibili si crea qualcosa.

Poi arriverà un epilogo che li riporterà alla realtà moderna delle cose, dominata da ben altri istinti.

Rimane un film che si segue benissimo, diverte nonostante tutto e, soprattutto oggi, riesce ancora a essere fastidioso, provocatorio e capace di far riflettere.

media film 4,75 (2 commenti)THE DOGS

topsecret @ oggi alle 14:41:30
   4½ / 10

media film 7,83 (148 commenti)DISTRETTO 13: LE BRIGATE DELLA MORTE

Italo Disco @ oggi alle 13:41:01
   10 / 10

media film 6,96 (58 commenti)TOXIC AVENGER

Filman @ oggi alle 12:54:09
   7 / 10

media film 6,65 (48 commenti)SHOCK

Gruppo COLLABORATORI SENIOR kowalsky @ oggi alle 02:13:33
   7½ / 10

media film 6,63 (4 commenti)SONS (2025)

TheLegend @ oggi alle 00:10:23
   5½ / 10

media film 7,22 (36 commenti)OBSESSION (2026)

Kyo_Kusanagi @ 14/08/2026 19:00:07
   6½ / 10

media film 6,25 (8 commenti)LE REGOLE DI JENNY PEN

Noodles71 @ 14/08/2026 18:10:47
   6½ / 10

media film 7,32 (79 commenti)L'ALLIEVO

JohnRambo @ 14/08/2026 18:00:09
   8 / 10

media film 6,74 (138 commenti)MAMMA MIA!

ragefast @ 14/08/2026 17:39:36
   6 / 10

media film 5,50 (6 commenti)THE ALTO KNIGHTS - I DUE VOLTI DEL CRIMINE

Noodles71 @ 14/08/2026 15:51:40
   5½ / 10
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