napoleon (2023) regia di Ridley Scott USA, Gran Bretagna 2023
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napoleon (2023)

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locandina del film NAPOLEON (2023)

Titolo Originale: NAPOLEON

RegiaRidley Scott

InterpretiJoaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, John Hollingworth, Youssef Kerkour, Davide Tucci, Edouard Philipponnat, Ludivine Sagnier, Matthew Needham, Erin Ainsworth, Thom Ashley, Anna Mawn, Gavin Spokes, Jonathan Barnwell, Hannah Flynn, Phil Cornwell, Cormac Hyde-Corrin, Cesare Taurasi, Arthur McBain, David Verrey, Jean-Pascal Heynemand, Ed Hughes, Paul Riddell, Thea Achillea, Loris Monet, Tim Faulkner, Riana Duce, Paul O'Kelly, Robert William Carlisle, Ed Eales White, Clyde Vassallo

Durata: h 2.38
NazionalitàUSA, Gran Bretagna 2023
Generestorico
Al cinema nel Novembre 2023

•  Altri film di Ridley Scott

Trama del film Napoleon (2023)

Uno sguardo personale sulle origini del condottiero francese e sulla sua rapida e impetuosa ascesa come imperatore. La storia è raccontata attraverso la lente del rapporto dipendente e volatile di Napoleone con la moglie Giuseppina, suo unico vero amore.

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Voti e commenti su Napoleon (2023), 26 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR wicker  @  18/02/2024 13:45:36
   5 / 10
Decisamente una scenggiatura troppo debole e sbrigativa , analizzati solo i punti salienti della vita di Napoleone ( ascesa, austerlitz , waterloo , esilio )
troppo poco per un personaggio del genere .
Phoenix tormentato e carismatico ... ma comunque conoscendo appunto la vita dell'imperatore sembra veramente che sia stato tralasciato troppo

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/02/2024 14.53.16
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Misialory  @  17/02/2024 22:22:57
   7½ / 10
Non era per nulla facile realizzare un film su un personaggio storico come Napoleone: un'impresa ambiziosa e rischiosa. Il risultato è più che buono, le interpretazioni ottime, le ambientazioni da oscar (meritatissime le candidature), ogni scena è un quadro e l'apoteosi si raggiunge con l'incoronazione: luci perfette, costumi pazzeschi.
Lo riguarderei per gustarmi tutti i particolari, le battaglie sono davvero incredibili, tutto è molto realistico (fin troppo..).
La prima scena è qualcosa che non si era mai visto: riviviamo la tragica fine di una Maria Antonietta bellissima e altezzosa che con dignità affronta l'odio dei francesi e in ultimo il patibolo.
Da vedere.

TheLegend  @  02/02/2024 14:43:20
   6 / 10
Lascia l'amaro in bocca.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  30/01/2024 15:40:41
   6½ / 10
Della veridicità degli elementi storici non me ne frega niente e a maggior ragione credo che Ridley Scott non sia il migliore regista con cui trattare - in modo libero di scegliere - una figura così carismatica e complessa come Napoleone. Ci sono scene che rasentano grande cinema, dopotutto la padronanza della mdp di Scott è fuori di discussione, ma il film è azzoppato, sembra girato in velocità 1,5x o 2x, non affonda mai, non ha momenti di spessore, è un susseguirsi di scene girate (bene) che non evidenziano la complessità del personaggio, sono superficiali e funzionali, mai epocali. E anche un attore come Joaquin ne risente, incastrato in un bignami scritto male, perché non c'è carisma, partecipazione, odio o amore che tengano, il film è un continuo scivolar via, avanti alla prossima, e questo conferma la mia opinione secondo cui Ridley Scott non è mai stato un autore né un regista fondamentale nella storia del cinema. Qualora ve l'ha fatto credere era perché le ambientazioni prodotte dalla mente di P. K. Dick erano strabordanti.

Buba Smith  @  22/01/2024 00:11:40
   5 / 10
Superficiale, abbastanza noioso.

Mi aspettavo molto meglio

Jumpy  @  20/01/2024 16:35:25
   7½ / 10
In quanto cinema, credo che non debba essere valutato solo ed esclusivamente per la fedeltà storica. E questo film, a riguardo, è stato (intendiamoci, giustamente) massacrato.
Ridley Scott ha realizzato un lavoro che intrattiene: le quasi 3 ore non pesano, non perde il ritmo, il susseguirsi degli eventi è narrato in modo da non far perdere l'attenzione, se non è questa bravura del regista non so cosa altro debba essere.
Ha poi un impatto visivo notevole, va visto al cinema o, in HD almeno su un 50pollici per rendere. Dai costumi, ai paesaggi alle ambientazioni (si passa dalla sabbia infuocata del deserto, a panorami innevati, passando per gli interni, bellissimi, dei palazzi).
Rende benissimo Phoenix molto più della stessa Vanessa Kirby, ed entrambi spiccano sul resto del cast.
E' incentrato più che altro sulla vita personale dell'imperatore (si calca forse un po' la mano sul sentimentalismo nel rapporto con Giuseppina) e, nella lunga parte centrale, sulla sua scalata al potere e successivo declino. Troppo in secondo piano i suoi famosi generali, il loro contributo alla sua ascesa ed espansione fu fondamentale.

JohnRambo  @  20/01/2024
   8 / 10
Questo film ha molte cose apprezzabili, altre meno, messe in rilievo in modo più o meno marcato dai precedenti recensori.
Non resta che esporre le mie impressioni.

(1) Napoleone è ben delineato secondo la visione del regista, e mi pare tutt'altro che orientato alla negatività; c'è perfino un tentativo di raccontarlo in modo "asettico", per il personaggio che pubblicamente fu.
(2) Il rapporto con Giuseppina, un amore che le lettere ci raccontano come dono totale, in anima e corpo, e che fu funestato dall'assenza di un figlio maschio, è reso bene, benissimo direi. Il regista si avventura nel provare a raccontare quel che Napoleone doveva essere nell'intimità, cosa non necessaria ed a mio avviso è l'unico aspetto che avrei evitato. Questo rapporto è il centro nevralgico del volgere delle fortune dell'Imperatore, tanto che il divorzio da Giuseppina prima e la morte di lei poi ne preannunciano la fine. Alla fine, quel figlio tanto desiderato, che Napoleone voleva far diventare re d'Italia, non portò molta fortuna al grande uomo.
(3) Le battaglie sono raccontate in modo estremamente "obbiettivo", almeno credo questa sia stata l'idea di Scott. L'unica cosa un po' lasciata così è Borodino, una battaglia cruenta combattuta da due generali eccezionali (Napoleone e Kutuzov), rappresentativa di due popoli che si odiavano ferocemente. Tuttavia, quest'odio è ben reso dalla vicenda dell'incendio di Mosca. Waterloo è forse la battaglia raccontata con maggiore dettaglio, non so se per ragioni di "bandiera" del regista verso gl'inglesi che appaiono, venuti dal nulla, i "salvatori della Patria". Scott si è dimenticato che ad arrivare fino a Parigi erano stati i russi, benché ciò si capisca nell'incontro tra lo zar e Giuseppina appena accennato.
(4) Gl'interpreti sono magistrali. Joaquin Phoenix è a dir poco superlativo e dipinge un Napoleone fiero e selvaggio, capace anche di grandi slanci affettivi come un uomo della sua natura, probabilmente, poteva. Si vede da queste cose la differenza fra un attore qualunque ed uno del suo calibro. E ho apprezzato l'idea di Scott di suggerirci di non cadere facilmente nell'apologia che traspare dai libri di storia dai quali abbiamo studiato da ragazzi.
(5) Carino l'abbozzo di confronto con l'Imperatore Francesco I dopo Austerlitz, con lo zar Alessandro I a Tilsit, dove le due maggiori superpotenze dell'epoca ridisegnarono i confini del mondo allora conosciuto, e quello con il duca di Wellington a Waterloo. Forse qui il regista cade in un eccesso di "patriottismo anglosassone" assegnandogli il merito della vittoria. Sfortunatamente, Scott non è per nulla interessato a darci un quadro completo degli antagonisti e si limita ad occasionali pennellate, così che alla fine vien fuori un imperatore austriaco impaurito e dubbioso, uno zar farfallone, un duca "severo ma giusto".
(6) Il film patisce una considerevole mancanza di "epicità", il racconto è talora piatto e poco enfatico, soprattutto dopo l'addio da Giuseppina; i quadri sono malamente giustapposti sul piano temporale.
(7) L'evoluzione della colonna sonora è curiosa, con musiche che inizialmente spaziano da Vivaldi, Boccherini, Haydn, Mozart (i compositori top del Settecento, per dire), già fuori moda dopo la rivoluzione francese, fino a musiche abbastanza anonime nella seconda ed ultima parte. Credo che la musica suonata all'Incoronazione, che all'epoca era stata commissionata ad un compositore italiano, sia stata ricostruita dal ritrovamento dello spartito negli archivi milanesi.

Un film che lascia dunque la generale sensazione di un'occasione persa dal punto di vista della ricostruzione temporale e di dettaglio delle vicende storiche note, ma che fa riflettere sulle alterne vicende umane dell'inseguimento del successo, della caduta, e della ricerca della felicità e dell'amore attraverso l'esempio del nostro rappresentante più famoso di sempre.

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Ultima risposta 27/01/2024 10.50.03
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BlueBlaster  @  17/01/2024 18:11:30
   6½ / 10
Avrebbe potuto essere ben migliore...
Quando vi sono le battaglie il livello tecnico è alto ma purtroppo l'aspetto sentimentale della storia con Giuseppina prende il sopravvento e in alcuni punti tutto è un pò noioso.
Joaquin Phoenix non l'ho trovato straordinario.
Forse facevo meglio ad aspettare l'uscita della "director's cut".

benzo24  @  14/01/2024 19:10:43
   1 / 10
Un pasticcio storico oltre ad essere probabilmente la peggior interpretazione di Phoenix in assoluto. Da cestinare nei brutti ricordi senza se e senza ma

Mauro@Lanari  @  14/01/2024 13:46:35
   7½ / 10
Terminata la stesura della "Fenomenologia dello Spirito" a cui l'anno successivo avrebbe aggiunto la prefazione, il 13 ottobre 1806 nella Johannisstraße* di Jena Hegel vede Napoleone a cavallo e, in una lettera all'amico teologo Niethammer, lo definisce un individuo nel quale si concentra la storia del mondo che domina meravigliosamente. L'equiparazione col proprio manoscritto è sottintesa. Ridley Scott ci mostra il Corso con gl'occhi d'Hegel, però non più quello del 1806 bensì quello delle "Lezioni sulla filosofia della storia" pubblicate postume nel 1837, quand'il suo sistema è crollato e nella prefazione la storia vien'assimilata a un mattatoio da banco del macellaio. Capito questo, si spiega ogni singola poderosa scena del film che se ne strafrega del biopic e s'interessa esclusivamente di rappresentare la sostanziale impotenza (sterilità?) degl'umani. C'è solo l'imbarazzo della scelta fra la decapitazione di Maria Antonietta all'inizio e l'elenco dei morti nei titoli di coda, dalla sconfitta in amore al cavallo preso dal Picasso di "Guernica" e a Phoenix davanti al sarcofago che fa aprire, il futuro imperatore dinanzi a un probabile faraone, la titubanza dell'hybris per il contatto con un cumulo di biblica polvere (Genesi 3, 19: https://www.biblegateway.com/passage/?search=Genesis+3%3A19&version=VULGATE;CEI). L'incontro conclusivo con Everett a Plymouth sul vascello HMS "Bellerophon", ripreso col grandangolo e collocato in una cabina col pavimento a scacchi, è un omaggio al prefinale di "2001", e nell'esilio a Sant'Elena la fragilità simboleggiata dal bicchiere che cade a Bowman viene resa dalla mosca nel vino rosso. È così che Scott prov'a realizzare il "Napoleon" che Kubrick aveva progettato dop'il successo di "2001". Forse il miglior film "autonomo" del regista (cosa sarebbe "Alien" senza le mostruosità di Giger o "Blade Runner" senza il romanzo di Dick?), ma, a parità d'argomento, ancora distante dal meticoloso perfezionismo d'un Welles, del primo Greenaway e appunto di Kubrick. Per chi cerca la "grandeur" di Bonaparte c'è già il film d'Abel Gance col Polyvision.

*Johannisstrasse

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Ultima risposta 15/01/2024 19.32.07
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Filman  @  29/12/2023 14:48:50
   6 / 10
Al meglio possiamo definirlo monco, questo film, il quale sicuramente non soffre nel campo della ricostruzione scenica o della spettacolarità.
NAPOLEON sbaglia tante scelte strutturali: quella di voler essere un riassunto degli eventi segnanti pur non sembrando un film ad atti e pur non essendo un film attendibile nella divulgazione storico-biografica; quella di voler mettere in scena un Napoleone assolutamente anti-eroico, sui generis e instabile senza però la giusta convinzione, continuità e forza; quella di voler basare tutto sulla storia d'amore senza che però dare tridimensionalità al personaggio di lei; quella di voler manomettere la storia senza che però questo sia funzionale al pathos delle battaglie o al coinvolgimento dello spettatore.
Ridley Scott è il regista del cinema storico moderno per eccellenza ma non si capisce cosa questo film possa o debba donare al genere. Probabilmente niente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  09/12/2023 19:33:13
   6½ / 10
Il problema di questo film è tutto nella scrittura: troppi eventi schiacciati a forza o depennati dalla sceneggiatura per stare nelle due ore e mezza di durata, personaggi che appaiono e scompaiono random e una storia che si concentra tutta sul rapporto tra Bonaparte e Giuseppina, scelta per me poco felice se non hai i tempi lunghi della televisione.

Molti si sono accaniti sulla scarsa veridicità dei fatti narrati ma per me anche no. Se volevo un documentario vedevo un documentario. Fa bene Scott a prendersi tutte le licenze che vuole e a blastarvi. Chi se ne frega. Quello che invece mi ha un pò deluso è l'effetto collage, una sequenza appiccicata all'altra con fantastici inframezzi visivi dedicati alle battaglie (per inciso forse le migliori coreografie hollywoodiane degli ultimi 10/20 anni, ma su questo non avevo alcun dubbio, Scott a 84 anni si lega ancora tutti all'uccello).

Mezzo punto in più per Phoenix, attore enorme come sempre, di cui ho apprezzato tantissimo la caratterizzazione data al personaggio. Peccato, sicuramente un occasione mancata.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  09/12/2023 10:48:55
   6 / 10
Strano questo kolossal di Ridley Scott: innanzitutto perché (per fortuna) non ha la durata monster a cui ci hanno abituato film simil kolossal usciti negli ultimi anni, e poi perché del kolossal ha solo le battaglie e il tema. E forse è anche questo il problema: il film non sembra mai capire che direzione prendere: all'inizio sembra più interessato a raccontare il Napoleone uomo rispetto al Napoleone generale, focalizzandosi sul rapporto con Giuseppina e sui suoi tratti infantili e capricciosi; poi però ci mostra le sue principali battaglie con un dispiego di mezzo incredibile.

Per tutta la durata del film quindi si ha la sensazione di una storia un po' sfilacciata, anche perché la parte del rapporto con la moglie non funziona affatto: il personaggio di Giuseppina è scritto malissimo, non è mai chiaro cosa cerchi e quale sia il rapporto con Napoleone (lo odia? Lo disprezza? Lo ama? Ne sfrutta il potere?) e la chimica tra Phoenix e Kirby è zero.

Al contrario, le scene di guerra sono spettacolari (soprattutto Austerlitz), ma questa continua altalena non aiuta a godersele.

Insomma, rispetto agli squilli di tromba e alle fanfare di Napoleon continuo a preferire la dimensione più intima e sincera di The last duel, quello sì un grandissimo film senza tante pretese.

Wilding  @  02/12/2023 22:04:22
   7½ / 10
Un semplice film su Napoleone è missione impossibile, bisogna per forza di cosa scegliere di cosa parlare. Qui si sceglie di mettere in primo piano la storia con Giuseppina, pur tuttavia ci si allontana spesso e volentieri tra una battaglia e una campagna militare ed alla fine ne vien fuori un prodotto nè carne nè pesce, dove peraltro in certi frangenti, direi anche inutili, si ridicolizza la figura dell'immenso personaggio storico. La prova di Phoenix, i costumi, e comunque l'ottima regia, salvano il tutto, ma poteva essere molto ma molto di più.

DogDayAfternoon  @  02/12/2023 22:03:12
   5½ / 10
Avrei tanto voluto iniziare questo commento con un bel "Finalmente! Finalmente un film su Napoleone degno del suo nome!" e invece non posso assolutamente farlo. Tolto il film del 1927 che non ho visto, e che più che storia del cinema è preistoria, ad oggi non c'è ancora un film degno di nota su uno dei personaggi più importanti della storia.

Onestamente non nutrivo grandi speranze nemmeno in questo lavoro di Ridley Scott, in primis perché non puoi assolutamente fare un film che percorre tutta la vita di Napoleone, un uomo che è stato all'apice per oltre vent'anni: se vuoi farlo, è necessaria una serie tv o più film, in un singolo film puoi affrontare una delle fasi o uno degli aspetti della vita di Napoleone, altrimenti per forza di cose ne viene fuori qualcosa di superficiale come in questo caso.

Ma ci sono diverse altre cose che non mi sono piaciute. Solitamente non sono troppo pignolo sulla verosimiglianza storica, concordo con chi sostiene che un film è un film e non un documentario o un video didattico, però a tutto c'è un limite. Se proprio non si può o non si vuole attenersi alla realtà storica, allora bisogna esasperare il tutto in modo che sia palese che si tratta di finzione ("Bastardi senza gloria" ad esempio), oppure se il film è ambientato in una certa epoca storica ma il protagonista è un personaggio di fantasia, posso anche accettare delle licenze cinematografiche su personaggi di contorno realmente esistiti: sappiamo che Commodo non è morto al Colosseo ucciso da un gladiatore e Marco Aurelio non è stato soffocato dal figlio, ma il film si intitola "Il gladiatore" non "Commodo" o "Marco Aurelio", per cui so già in partenza che Massimo Decimo Meridio è un personaggio di fantasia e quindi non mi aspetto una rigorosità storica nemmeno negli altri personaggi reali del film, l'importante è che i caratteri di base ad esempio di Commodo e Marco Aurelio siano rispettati, cosa che effettivamente avviene ne "Il gladiatore".

Qui però siamo di fronte ad un film che si intitola "Napoleon"; e mi sta bene che si faccia credere che Napoleone abbia assistito alla decapitazione di Maria Antonietta (e sorvoliamo il fatto che nessuno veniva decapitato con tutti quei capelli sul collo), che Wellington abbia detto di persona a Napoleone che lo avrebbe esiliato all'isola di Sant'Elena, o che l'imperatore in un ultimo impeto di fronte alla disfatta di Waterloo sia partito alla carica in testa alla cavalleria con la sciabola in mano, tutte cose assolutamente non successe. Le posso accettare perché sono aspetti che non vanno ad intaccare la personalità del protagonista o la verità storica, sono inezie che in un film sono più che accettabili e tranne gli espertissimi uno neanche se ne accorge. Però quando mi si fa vedere Napoleone che cannoneggia le piramidi (americanata pazzesca) o addirittura il popolo francese, o mi si fa vedere la battaglia di Austerlitz completamente inventata (il celebre sole di Austerlitz dopo la nebbia qui è diventata neve in un lago ghiacciato!) non lo posso proprio accettare. Ma ancora meno posso accettare Napoleone che fugge dall'Egitto perché vuole tornare a verificare di persona i tradimenti di Josephine, dove si stanno confondendo la campagna d'Italia (nemmeno menzionata nel film ed è uno degli eventi più importanti e determinanti nella carriera di Napoleone) con la campagna d'Egitto, quando Napoleone già aveva perso gran parte del suo interesse per la moglie. E c'è pure di peggio, recidività addirittura, quando si vuol far credere che Napoleone fugga dall'isola d'Elba perché vuole tornare da Josephine (morta da mesi!!). Cose del genere te le puoi permettere in un biopic di qualche personaggio poco noto, ma non puoi sconvolgere la biografia di uno dei personaggi più famosi, letti e studiati della storia, è un film che non ha un minimo di credibilità e risulta ai limiti del ridicolo. In questo film è molto più difficile trovare gli avvenimenti realmente accaduti che le inesattezze storiche, che non sono inesattezze ma invenzioni di sana pianta, oltretutto in una vita, quella di Napoleone, che è un romanzo bello e fatto e cinematograficamente parlando non si potrebbe chiedere di meglio senza alcun bisogno di modificare la realtà.

Altro aspetto molto negativo è il fatto che in tutto il film non vengano mai nominati né praticamente compaiano mai i suoi fidi generali, determinanti nella sua ascesa al potere e nelle sue conquiste in tutta Europa, è come vedere un film su Gesù senza che compaiano mai gli apostoli. Qualcuno potrebbe obiettare a tutto ciò dicendo che il film vuole incentrarsi più sulla sfera privata e personale di Napoleone che non in quella politica e militare, e va bene, il problema è che pure sotto questo aspetto il film è un flop: non c'è nessun approfondimento sulla psicologia o il carattere dell'Imperatore, non vengono trasmesse emozioni di alcun tipo, e dal punto di vista dei personaggi risulta un film piuttosto freddo. A questo proposito anche scene che hanno un potenziale drammatico immenso (penso alla ritirata di Russia ad esempio) non sono state minimamente sfruttate, e ripeto la vita di Napoleone è piena di situazioni che un regista come Scott credo possa facilmente trasportare sullo schermo con una gran carica di pathos.

Il cast. Fin da quando ho saputo che ad interpretare Napoleone sarebbe stato Joaquin Phoenix ho storto il naso, e l'ho fatto ancor di più vedendolo. A parte il fatto che il film comincia nel 1793 e finisce nel 1815 (ci sono quindi 22 anni in mezzo) e tutti i personaggi sono esteticamente uguali identici dall'inizio alla fine, altro punto in meno alla credibilità e serietà del film; ma oltre a ciò, Phoenix non ha nulla secondo me di Napoleone, e in un film dove i protagonisti sono personaggi storici strafamosi che tutti conoscono anche esteticamente, la somiglianza degli attori è una cosa di non poco conto: per dire, nel mediocre "Waterloo" del 1970 Rod Steiger è molto più adatto ad interpretare Napoleone, anche solo esteticamente. Ma molto peggio è stato fatto con Josephine: Vanessa Kirby è molto brava nella sua interpretazione e mi è piaciuta parecchio, ma con Josephine non c'azzecca proprio nulla; Josephine è più vecchia di Napoleone di 6 anni (e probabilmente all'epoca 6 anni si vedevano anche più di oggi), mentre Vanessa Kirby potrebbe senza problemi interpretare la figlia di Joaquin Phoenix. In un film storico per me questi non sono dettagli.

Cosa salvo? Sicuramente le battaglie, che pur nella loro inesattezza storica devo dire che sono fatte bene, non eccezionali ma comunque più che godibili, direi che è di gran lunga l'aspetto più positivo del film (anche i costumi non sono male).

In conclusione è un film che per chi non è interessato alla figura di Napoleone o alla storia in generale può anche andare bene (ma mi chiedo allora per quale motivo uno così possa voler vedere "Napoleon"), per tutti gli altri si tratta di uno scempio storico e una grande delusione. Leggo di una versione integrale da 4 ore che potrebbe risultare più completa di questa, ma sinceramente non mi è rimasta nessuna voglia di vederla.

Vista l'anagrafe, mi dispiacerebbe molto sapere che questo è l'ultimo film di Ridley Scott. "The last duel" sarebbe stato un commiato dal cinema decisamente migliore.

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Ultima risposta 26/12/2023 16.40.42
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JOKER1926  @  01/12/2023 17:54:32
   7 / 10
Avvicinarsi a "Napoleon" di Scott con madornali aspettative a tinte epiche potrebbe essere come studiare ad Oxford, insomma, parliamo di qualcosa di potenzialmente costoso.
L'ultima grande fatica cinematografica del cineasta, a nostro giudizio, va assorbita in modo forse diverso. Il consiglio è quello di affidarsi alla regia, o ancora meglio, concedersi alle vere intenzioni di Scott.

"Napoleon" non riesce (e soprattutto non vuole) ripercorrere gli strati del misticismo drammatico di opere come "Il gladiatore", ma a conti fatti, il film è un rimando simbolico al metodo d'autore.
Ridley Scott iniziò con un'illustrazione della storia moderna, "I duellanti", e ora con la nuova produzione sembra, in qualche modo, chiudere il cerchio.

Le operazioni tecniche non deludono, dal cast alla Mdp fila tutto liscio, e il ritmo (intrattenimento) non concede mai momenti di down, lo spettatore quindi è al centro di un interesse sempre costante. I punti terminali del gioco si verificano in un paio di macrosequenze come quelle della battaglia di Austerlitz vero punto cruciale della strategia e della fortuna napoleonica.
In questo frangente la regia con una sequela di immagini lineari ma dense riesce a portare su pellicola un disegno allettante e quasi perfetto. Nelle quasi tre ore di proiezione non mancheranno altri momenti importanti anche se i picchi di grandezza si consumano un po' a corrente intervallata senza mai sfondare le porte finali della congratulazione estrema.

Dove perde la guerra Scott?

Napoleone è una figura complessa attorniata da un sistema filosofico/politico nuovo (rapportato ai tempi post rivoluzione) di conseguenza non basterebbero neanche dieci ore per spiegare bene le varie dinamiche, fra ascesa, mediazioni e risultati bellici. Forse, per questo motivo, la scelta di spingere su una cronografia a mo' di mattoni indigesti era da evitare. Su questo Scott perde qualcosa (se non tutto), "Napoleon" l'avremmo preferito su tre/quattro temi cruciali e paradossalmente con meno linearità.
Il film, come già detto, viene meno sulla profondità emozionale e gioca a rincorrersi su binari pericolosi, fra corrispondenze amorose deviate e un po' (volutamente) grottesche. Troppo focus su momenti non necessari e troppa fretta su altri più importanti. In auge ci va comunque la figura del personaggio interpretato da Phoenix in uno stato siderale. L'attore incarna in modo iconico Napoleone Bonaparte restando impresso nella mente, questo è poco ma sicuro.

"Napoleon" resta un kolossal ma perde la corteccia epica a vantaggio/svantaggio di un'analisi cinematografica sarcastica e psicologica (nel possibile… si fa quel che si può) dell'imperatore. Non siamo dinanzi al Capolavoro, ma rispettiamo il modus operandi di un grande regista.

andrea9002  @  01/12/2023 14:37:09
   8 / 10
Epico e pieno di pathos storico ma tagliato un po' troppo allegramente, la visione vola via velocemente come le sveltine di Napoleone e Giuseppina, dietro c'è ovviamente lo zampino dei produttori che vogliono che quando il film esca in versione integrale su Apple Tv, l'interesse di quella che si presterebbe molto bene ad una miniserie di 4 puntate sia ancora alto, d'altronde hanno investito oltre 200 milioni!
C'è un buon equilibrio tra battaglie tra esercito, politiche e di letto comunque Apple ha raggiunto il suo obiettivo, di certo la versione estesa sarà molto migliore, forse dopo si potrebbe parlare di capolavoro ma per il momento solo di gran bel film!

76mm  @  30/11/2023 15:09:15
   6½ / 10
Probabilmente qualcuno dopo la visione di questo film rimpiangerà quello che avrebbe potuto fare Kubrick con un soggetto del genere, dalle suggestioni potenzialmente illimitate.
Ma Ridley Scott non è Kubrick e fortunatamente non cerca profondità e sfumature che non sono nelle sue corde, girando il film con stile totalmente proprio.
Il risultato è un robusto colossal d'intrattenimento, che non annoia mai nonostante la durata e anzi fa rimpiangere che non duri di più visto che salta a piedi pari tappe fondamentali della vita del generale francese e ne sintetizza eccessivamente altre (già si parla di una director's cut di minutaggio indefinito).
Sulle inesattezze storiche, delle quali personalmente non mi sarei mai accorto se non se ne fosse parlato così tanto, capisco che possano dare fastidio ai puristi ma secondo me in alcuni casi ci possono stare e sono anzi funzionali alla narrazione.
Ad esempio se è pur vero che Napoleone non poteva essere presente alla decapitazione di Maria Antonietta, è altrettanto vero che quella scena assume un forte carattere simbolico, sintetizzando con poche immagini il virtuale passaggio di consegne fra monarchia e repubblica, così come il bombardamento delle piramidi risolve il discorso della campagna d'Egitto con una sola potente immagine, seppur storicamente inattendibile, evitando ulteriori lungaggini che avrebbero portato il film ad una durata spropositata.
Per quanto mi riguarda ben vengano questi lampi di visionarietà, anche a discapito dell'attendibilità filologica…Scott non ha voluto girare un documentario, ma la SUA versione della vita e delle gesta di un grande e controverso personaggio storico, e secondo me ha anche avuto ragione quando ha risposto di farsi una vita a chi si è messo a fare le pulci su questa o quella incongruenza.
Quello che invece mi ha lasciato un po' perplesso, se vogliamo parlare di fatti storici, è di aver completamente tralasciato l'enorme importanza del Napoleone politico e la portata epocale delle sue riforme, considerando che il suo codice è stato, come noto, modello e precursore dell'attuale legislazione civile di mezzo mondo.
Non so se questo aspetto verrà recuperato nella director's (dubito), ma così come viene rappresentato nella versione per le sale egli viene fondamentalmente visto solo come un ambizioso militare assetato di potere (nel pubblico) e come un piccolo ometto insicuro sempre bisognoso di una sottana a cui aggrapparsi (nel privato), svilendone così l'indubbia importanza e non permettendo di capire appieno il motivo per cui, nonostante tutte le controversie, sia tuttora considerato uno dei personaggi fondamentali della storia contemporanea.
Scott, da par suo, recupera alla grande nelle suggestive e spettacolari sequenze di battaglia (in particolare quella di Austerlitz), mentre l'interpretazione di Phoenix penso che non verrà ricordata come una delle sue migliori performance (non è che reciti male, ma fondamentalmente ha due espressioni, con la feluca e senza).
Coinvolgente, spettacolare e superficiale, così come ci si poteva facilmente attendere da cotanto regista, chiude idealmente il discorso aperto dallo stesso Scott 45 anni fa con il suo film d'esordio (I Duellanti), che riusciva paradossalmente a dire molto di più sulle contraddizioni dell'era napoleonica di quanto non faccia questo Napoleon, pur non mostrando mai direttamente il generale di origini corse.

Boromir  @  29/11/2023 19:08:31
   7½ / 10
Il ventottesimo film di Ridley Scott è un kolossal anticonvenzionale e sbilenco, che trova nella storia d'amore viscerale e malato con Josephine la chiave di lettura del "complesso di Napoleone". L'esponenziale gloria delle avventure belliche bonapartiste è riflesso speculare di una vita matrimoniale all'insegna dell'introversione e dell'isolamento; l'imperatore francese ne esce pesantemente umanizzato, un Paolo Gucci meno farsesco e spogliato di tutta la sua epica tonitruante dall'occhio digitale di Dariusz Wolski, che al contrario ne compatisce le incertezze e le dipendenze dai più animaleschi istinti (pur lasciando scorgere il genio militare, l'intuito politico e i semi valoriali di ciò che sarà il Romanticismo).
Gli alti e bassi coniugali scandiscono tramite rapporto epistolare le tensioni dell'imperatore alla grandezza (esplicativa la scena della mummia, metafora memorabile del retaggio degli antichi che passa di mano ai condottieri neoclassici), la destrutturazione di immaginari pittorici propagandistici, l'equilibrio perfetto di grande spettacolo e orrore bellico. Nell'estro figurativo e nella calligrafia militaresca, ovviamente, Scott si fa riconoscere e mostra un piglio insospettabile per un 86enne: in particolare la cura con cui viene messa in scena la battaglia di Waterloo (riprese aeree, totali che ricordano quasi i videogiochi strategici, dolly che si "immergono" nelle cariche di cavalleria), o l'enfasi sulle lapidarie cannonate che spezzano i ghiacci di Austerlitz, regalano immagini riconducibili a un Black Hawk Down dell'Ottocento.
Come già fu per Kingdom of Heaven, gli abbondanti tagli, più che storpiare il senso ultimo del film, ne impediscono l'espressione totale del potenziale. Le buone prove di Phoenix e Kirby nobilitano il pathos di diverse scene davvero toccanti (il divorzio per la ragion di stato, su tutti). Bellissimo il finale, filosoficamente a metà tra la malinconia contemplativa di The Last Duel e gli echi ultraterreni de Il Gladiatore.

Manticora  @  28/11/2023 09:53:21
   7 / 10
Scott si cimenta con la figura di Napoleone a suo modo e come al solito privileggia alcuni aspetti, lasciando da parte altri. In parte ci azzecca, in parte divaga troppo.
Si concentra troppo sulla figura di Giuseppina, che diventa il train d'union di tutta la narrazione praticamente. Ovviamente nella director's cut speriamo di poter vedere la amggiore organicità che una figura del genere meritava, soprattutto per quanto riguarda la strategia militare, in gran parte assente, la si nota solo nella presa del porto di Tolone e nella battaglia di Austerliz. Per il resto Scott "corre" troppo, per sua stessa ammissione mentre prepara un film, sta già pensando ad almeno 2-3 progetti futuri. Sembra un operaio della catena di montaggio alla Sevel, non si sofferma più di tanto su quello che gira, ma và con il pilota automatico. Da una parte ciò è complice del grande talento e versatilità che ha acquisito nella carriera, non tanto nella regia, ma nel montaggio. Dall'altro c'è un problema con la superficialità che a volte traspare, le lettere con il testo in inglese per dirne, una, o la rissa all'interno del Direttorio con cui Scott orchestra il colpo di stato di Napoleone, virando però nel grottesco con punte di comicità involontaria,i cazzotti contro gli astanti.
Per il resto i costumi sono notevoli, l'attenzione per i particolari anche, sugli attori quasi niente da dire, J. Phoenix lavora ancora una volta per sottrazione, senza istrionismi, improvvisando discretamente ma certo non è un interpretazione da Oscar. La Kirby è un pò succube, e rimane più sullo sfondo, facendo comunque discretamente suo il personaggio, ma non riuscendo secondo me a renderlo veramente intenso, d'altronde la sostituzione di Jodie Comer secondo me ha portato a questo problema. Il resto del cast è "anonimo" nel senso che mi ha colpito anche positivamente che Scott abbia preso un variegato numero di attori europei, praticamente sconosciuti al grande pubblico. A loro fà interpretare re, imperatori, ufficiali, membri del direttorio e quant'altro, senza usare grandi star, probabilmente anche per una questione di budget. Alcuni problemi la regia di Scott la dimostra anche con la CGI tipo l'incendio di Mosca, girato malucccio, con un digitale impalpabile. Alcune sequenze prendono a piene mani dai film precedenti del regista, vedasi l'agguato dei cosacchi, l'attacco a Tolone, e anche la scaramuccia in Egitto, che rimane però sullo sfondo.
In conclusione un film un pò monco, che "corre" complice anche la durata, con cui Scott fatica a mostrare la vita di Napoleone nella sua interezza, cosa probabilmente quasi inrrealizzabile in un singolo lungometraggio, ma ci sono anche momenti di cinema che mostrano la capacità e professionalità del regista inglese.

Samusgravato  @  27/11/2023 21:46:05
   6 / 10
Sinceramente?Faccio molta fatica a dare una valutazione.
Il film di per sé non è nulla di trascendentale,ha un comparto tecnico a dir poco perfetto (e ci mancherebbe altro vedendo il budget) e tutto sommato si lascia seguire,però ammetto che l'amaro in bocca dopo essere uscito dalla sala ce l'ho avuto,come se al film mancasse qualcosa,e direi che a questa pellicola manca più di qualcosa;perchè al netto di una regia e fotografia perfetta e di scene di battaglia realizzate benissimo (spesso con imprecisioni storiche ma girate molto bene)fondamentalmente al film rimane poco,primo perchè mi è sembrato fin troppo didascalico,certo raccontare l'epopea di Napoleone Bonaparte in due ore e mezza è difficilissimo,però sinceramente mi sarei aspettato di vedere un film che analizzasse l'ascesa,la psicologia e la caduta del generale Bonaparte piuttosto che un film storico concentrato quasi solo sulla sua relazione con una delle sue tanti amanti,e poi,capisco che allo spettatore medio che non sa quasi nulla su Napoleone può non fregare un ***** ma a chi come me è appassionato di storia sinceramente vedere che eventi storici importantissimi sono stati tagliati e magari neanche accennati (vedi la campagna d'Italia con la firma dei trattati di Campoformio,la conquista della Spagna,la battaglia di Marengo e la sconfitta delle truppe inglesi a Trafalgar) e per di più con una serie di errori storici (vedi le cannonate sulle piramidi che sono al limite dell'americanata) mi ha creato non pochi emboli,soprattutto se vorresti narrare in maniera fedele la storia di Napoleone,Joaquin Phoenix bravo per carità ma l'ho trovato un po' sottotono mentre Vanessa Kirby è stata a dir poco perfetta.
Sinceramente mi sento di concedergli la sufficienza perchè sì lascia seguire e perchè ha un comparto tecnico di tutto rispetto ma non nascondo di non essere uscito dalla sala proprio soddisfatto

Thorondir  @  27/11/2023 11:45:53
   7½ / 10
Tante, troppe cose mi vengono in mente ma mi limiterò ad un'impressione più stringata: il personaggio è talmente gigantesco che condensarlo in 150 minuti è semplicemente impossibile e da questo punto di vista Scott toppa: il film è chiaramente episodico, soffre di evidenti costrizioni di montaggio, troppe cose importanti sono banalizzate e/o completamente espunte (attendere la versione da oltre 4 ore?) Ciò che invece mi ha affascinato del film è la volontà di Scott di de-mitizzare Napoleone. A ben vedere la scelta è comprensibile, parlando di un regista inglese: nel Regno Unito Napoleone non ha subito un processo di costruzione mitografica come in altre parti d'Europa (anche in Italia), è sempre stato visto e insegnato più come tiranno che come innovatore (burocratico e militare) e l'insofferenza per la Rivoluzione francese (e giù la testa del re) non è mai stata nascosta dai monarchici d'oltre Manica (e per loro la rivoluzione che ha cambiato la storia dell'umanità è la "Gloriosa Rivoluzione"). Quindi, de-mitizzazione di Napoleone con un affresco contemporaneo: uomo fragile, follemente innamorato ma in modo infantile ed egoistico, capo populista e opportunista (non a caso si auto-incoronò "imperatore dei francesi" e non della Francia). Certo, la scelta di raffigurare Napoleone da questa angolatura espone il film a legittime critiche. Invece la cosa migliore è certamente la messa in scena: qui Scott non sbaglia, come non ha sbagliato anche nei film degli ultimi anni che mi sono piaciuti meno. La capacità di catturare momenti cinematografici con l'utilizzo delle immagini e dei suoni resta la sua qualità migliore e qui ci sono almeno 2/3 momenti che sono purissima gioia per gli occhi (l'insieme sonoro-visivo della battaglia di Austerlitz è in tal senso folgorante).

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  27/11/2023 08:46:24
   7½ / 10
Si vede con piacere. Mancano però battaglie fondamentali. Unica falsificazione storica veramente fastidiosa vi è nella campagna d'Egitto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR rain  @  26/11/2023 16:44:18
   6½ / 10
Dico subito la mia sulle inesattezze storiche di cui tanto si è parlato: non avrebbero dovuto esserci. Al netto che di quasi tutte il pubblico generalista (me compreso) non se ne sarebbe accorto se non fosse stato per il tamtam di notizie, un film che vorrebbe raccontare la vita di un personaggio come Napoleone dovrebbe essere fedele alla Storia, per quanto possibile e storicamente accertato. Certe divagazioni le posso accettare senza particolari patemi su "Il Gladiatore", meno sul racconto della vita di uno dei personaggi più famosi e importanti non solo della Francia ma del mondo intero. Nota a parte su quella, già famosa, delle cannonate sulle piramidi che non è solo falsa ma anche discretamente ridicola da vedere.

Sull'epopea di Napoleone l'intento di Scott è chiaro: lasciare da parte alcuni aspetti della sua vita militare e di comando a favore della sfera privata. Vengono così sintetizzate le dinamiche della sua ascesa al potere e del suo ritorno al comando dell'esercito francese dopo la fuga dall'isola d'Elba, non c'è vera dimostrazione delle sua famigerata abilità di stratega militare (se non nella parte della battaglia di Austerlitz), poco viene mostrato del suo ruolo di imperatore; tutto ciò per dar spazio ai suoi momenti privati, scelta che può essere non solo condivisibile ma anche dovuta se si vuole fare un ritratto a tutto tondo del personaggio, ma che stride un po' nel momento in cui la vita privata di Napoleone e Giuseppina viene rappresentata con buon spazio ma senza una vera profondità (tra l'altro, pare, anche qui con svariate inesattezze). Difetti che sono abbastanza sicuro che, nella Dirctor's Cut di cui già si vocifera, potranno essere, del tutto od in parte, mitigati con un minutaggio maggiore di quello attuale, che è sì già sostanzioso ma mai pesante.
Se da un lato Scott fa un ritratto piuttosto denigratorio di Napoleone (probabilmente è vero che non gli stanno troppo simpatici i francesi), rappresentato più come piccolo uomo che come grande generale, dall'altro ci dà un saggio di maestria registica in tutte quelle sequenze in campo largo che riguardano le battaglie, da Austerlitz a Waterloo, e che diventano un vero e proprio piacere per gli occhi. Anche per questo spero nella succitata Director's Cut che davvero potrebbe restituirci un film grandioso.
Comunque, al di là dei difetti che ci sono, una bella visione.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  25/11/2023 19:08:16
   7 / 10
Ridley Scott cerca di fare quel film definitivo su Napoleone, riuscito ad Abel Gance un secolo fa e quello sognato da Stanley Kubrick, concepito e sviluppato ma mai girato. Scott si muove parallelamente nelle vicende storiche del generale corso e nel suo privato. Certamente più efficace quando Scott, malgrado la sua veneranda età, mette tutto il suo talento visivo a vantaggio dello spettatore, come per esempio la Battaglia Austerlitz e la presa di Tolone. Però è la sfera privata ciò che primeggia; le battaglie e gli eventi storici sono più collaterali rispetto a ciò che Scott maneggia sul lato privato. Un fitto dialogo epistolare con Joséphine Beauharnais che continua anche dopo la morte di quest'ultima, come un'assenza non accettata. Un legame simbiotico fra queste due persone dalla cui unione nascono i successi dello stesso Bonaparte. La fine di tale legame, per ragioni di stato, simbolicamente è l'inizio della caduta di Bonaparte. Un rapporto strano, quasi grottesco, ai limiti del comico tra un uomo che aveva un bisogno di una figura femminile forte (Joséphine Beauharnais come la madre) che sapesse sostenere la sua ambizione sfrenata tipica di coloro che vengono dal basso. Dall'altra una donna che mantiene sempre quel velo di ambiguità nei suoi confronti. Non amava l'uomo, ma sicuramente amava ciò che era diventato e rappresentava. E' un buon film, forse troppo ambizioso anche per un gigante come Ridley Scott, che rivela difetti da giovane regista, cioè quello di strafare mettendo troppa carne al fuoco.

view-master  @  24/11/2023 10:25:27
   5½ / 10
Il problema di questo film è che la Storia è fin troppo nota in ogni dettaglio.
Nonostante Phoenix, sicuramente nella parte, non riesco a dare la sufficienza:
è tutto un abbozzo.

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