la sottile linea rossa regia di Terrence Malick USA 1998
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la sottile linea rossa (1998)

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locandina del film LA SOTTILE LINEA ROSSA

Titolo Originale: THE THIN RED LINE

RegiaTerrence Malick

InterpretiSean Penn, Nick Nolte, James Caviezel, John Cusack, Ben Chaplin, Elias Koteas, Woody Harrelson, Adrien Brody, John Travolta, George Clooney, Mark Boone Junior, John C. Reilly, Jared Leto, John Savage, Miranda Otto, Nick Stahl, Thomas Jane

Durata: h 2.50
NazionalitàUSA 1998
Genereguerra
Tratto dal libro "La sottile linea rossa" di James Jones
Al cinema nel Settembre 1998

•  Altri film di Terrence Malick

•  Link al sito di LA SOTTILE LINEA ROSSA

Trama del film La sottile linea rossa

Una pagina di storia vera. Un gruppo di fucilieri americani è in lotta con le truppe giapponesi, durante la seconda guerra mondiale, per la conquista dell'isola di Guadalcanal.

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Voto Visitatori:   8,32 / 10 (192 voti)8,32Grafico
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Voti e commenti su La sottile linea rossa, 192 opinioni inserite

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xymox  @  16/01/2012 9.53.47
   9 / 10
Bel film, nonostante la durata non mi sono mai staccato dal video. Ottima anche l'interpretazione dei vari attori. Non gli do il massimo dei voti solo perchè il genere di film (guerra) non è certo uno dei miei preferiti.
Cmq un film da non perdere.

paride_86  @  31/12/2011 4.34.13
   9 / 10
Credo che Terrence Malick abbia girato uno dei più bei film di guerra mai realizzati. "La sottile linea rossa" ipnotizza, commuove, fa riflettere e affascina come difficilmente capita al cinema.
Cast stellare, ottimamente assemblato.

carsit  @  09/12/2011 22.36.52
   9 / 10
Questo film è un vero inno alla pace, che racconta la guerra...
La storia di più soldati che si intreccia nella trama al fine di raccontare gli orrori della guerra e cerca soprattutto di giustificarne l'irrazionalità.
ora più che mai l''umanità deve riflettere su queste cose, perchè non è ancora troppo tardi!!!!

CavaliereOscuro  @  15/11/2011 22.36.21
   9 / 10
Film stupendo. Ottimo sotto tutti i punti di vista. Regia curatissima, fotografia eccezionale, cast stellare, recitazione di alto livello, trama intensa e fluida. Grandissimo Nick Nolte. Se proprio si vuole trovare un difetto a questo immenso film forse, e sottolineo forse, alcune scene introspettive possono risultare lente. Magistrale.

Edredone  @  07/11/2011 9.50.03
   7½ / 10
Bellissimo dal punto di vista visivo...intenso...commovente.....un pò strano però come tutti i film di Malick ......

david briar  @  08/09/2011 13.23.39
   10 / 10
Semplicemente,un capolavoro assoluto.
Terrence Malick costruisce un'opera d'arte,un film unico,non un film di guerra nel vero senso della parola,ma qualcosa di più.
"La sottile linea rossa"è un film riflessivo sull'uomo,sulla vita,sulla morte,ma quella che alleggia soprattutto è un senso di infinita tristezza per quello che l'uomo fa ai suoi simili.

La regia è straordinaria,alcune scene veramente splendide,e una grande cura e precisione per le immagini e per le scene di guerra.Non c'è niente di superfluo,tutto ha un suo significato,e a mio parere poteva durare anche di più.
Forse il pregio più grande del film è saper appassionare lo spettatore per quasi 3 ore lasciandolo attaccato allo schermo,in attesa di scoprire cosa avverrà dopo.
Altissimo livello anche dal punto di vista della colonna sonora,della fotografia e delle scenografie.

E' un film poetico,senza un vero protagonista,ma che segue queste anime perdute in una guerra senza senso,in un mondo crudele che meriterebbe di meglio.
E' un inno alla natura e alla pace,alla bellezza della vita e della condivisione,a valori in cui sicuramente Terrence Malick crede fermamente.

"La sottile linea rossa" è uno dei più grandi film mai realizzati,un'opera d'arte creata da un vero artista.

Nell'anno della sua uscita,ricevette 7 nomination all'Oscar,ma non vinse neanche un premio.Probabilmente,i giurati stavano poco bene al momento di votare il vincitore.

kako  @  29/08/2011 21.18.10
   9 / 10
non amo i film di guerra ma quest'opera di Malick riesce a catturarmi, coinvolgermi ed emozionarmi. Un indagine introspettiva all'interno di chi sta al fronte sorretta da una regia impeccapile e un cast di altissimo livello.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  22/08/2011 21.31.07
   10 / 10
A mio parere, il miglior film di guerra mai realizzato. Terrence Malick ha portato l'epica del sentimento nel Cinema. Mentre Coppola e il suo Apocalypse Now si possono equiparare all'epica omerica, The Thin Red Line è più vicino alla struggente epica virgiliana, anche se ovviamente non si può mai prescindere da i due grandi modelli iliadico e odissiaco. L'epica cinematografica è senza dubbio la Guerra. Nella Guerra il dramma dell'eroe è il dramma del soldato, sebbene i due generi si allontanino per costrizione di modernità. Per questo Malick ha portato a Guadalcanal un cast così significativo. I soldati sono osservati nella loro sconvolgente umanità, e gli attori hanno dato vita a un'interpretazione corale mai vista. Il film di Malick è perfetto, sia tecnicamente che contenutisticamente. I dialoghi interiorizzati dopo l'esperienza joyciana reinventano il fare cinema, e sconvolgono per la loro cruenta, ma intimistica profondità. Mentre Jackson ha trasposto l'epica nel Cinema, Malick l'ha inventata ex novo. Le ha dato la grandezza, la fotografia, la sceneggiatura e il montaggio. Il risultato è Mirabile. Il film di Malick è un miracolo visivo di gargantuesca potenza.
Potrei stare ore a sottolineare come il linguaggio di Malick sia un linguaggio epico-cinematografico, e quindi l'Epica moderna di cui tanto abbiamo bisogno, ma mi limiterò a due episodi: la vicenda della moglie di B…, una moderna Penelope che non aspetta il suo amato. E quella straordinaria, fortissima sepoltura finale, la sepoltura di Patroclo. Non a caso quella fra Achille e Patroclo è l'unica amicizia nell'Iliade, come è l'unica quella fra Whit e il sergente (che lo seppellisce).
Immensi i due attori protagonisti, soprattutto il feticcio Penn.
Menzione d'onore (gioco di parole non voluto) per Woody Harrelson, che firma un cammeo da storia del Cinema.

PignaSystem  @  18/07/2011 23.20.37
   9 / 10
Capolavoro di Malick, è tra le più importanti opere della storia del cinema per innovazioni linguistiche, forza emotiva, senso della poesia per immagini e parole (l'espressività della voce fuoricampo raggiunge il massimo delle potenzialità possibili), rapporto uomo-natura (debitore dell'ultimo Mann, a sua volta debitore del primo Malick), cast tecnico ed interpreti al loro meglio (con l'immedesimazione mistica di Caviezel su tutti). Un insperato dono del geniale ed enigmatico autore statunitense, dopo 20 anni di silenzio.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  15/07/2011 12.47.19
   10 / 10
Uno dei film da isola deserta.

Mia (vecchia) recensione:
http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=957

Satyr  @  20/06/2011 13.45.14
   9 / 10
Vita e morte, lucidità e follia, realtà e illusione. Separate da una lunga linea rossa.
Introspettivo come Apocalypse Now, nichilista come Orizzonti di Gloria.
Senza dubbio, il capolavoro di Malick: raramente ho visto una macchina da presa catturare in maniera così definitiva sensazioni come ansia, paura e agonia.

1 risposta al commento
Ultima risposta 20/06/2011 14.38.23
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gemellino86  @  13/06/2011 8.20.50
   8½ / 10
Un bellissimo film di guerra con una regia elaborata e sapiente. La parte iniziale è decisamente lenta ma si deve capire il vero significato della guerra. Bravi gli attori.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  11/06/2011 2.37.32
   9½ / 10
La fobia della scelta, l'essere sempre a metà, il porre più domande che risposte, rendono Malick un regista più "popolare" e accessibile di quanto sembri. Non ha del genio né l'inconscia presunzione né la parassitaria intuizione, ma è un talento prezioso. Un poeta disadattato che ha dovuto forgiare da zero la sua dimensione artistica e, chissà, esistenziale. Dimensione di angoscia e dissidio che filtra da ogni sua opera, da questa in particolare. La guerra non è che l'emblematica occasione per una riflessione totalizzante. Quali i protagonisti? La Natura, autentico "Spirito colato", partecipe di una sofferenza pandemica. L'Uomo, sorgente e diga della Bellezza, l'unica creatura che per disgrazia o per straordinario privilegio si sente vivere. Dio, essenza ma più spesso assenza, in ogni caso un pronome interrogativo: Chi.
"La sottile linea rossa" è una delle più fedeli rappresentazioni visive della Sehnsucht romantica, della crudele ironia che intreccia la trappola più subdola della Coscienza, il desiderio spasmodico di un Oltre.

3 risposte al commento
Ultima risposta 11/06/2011 12.59.15
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TheLegend  @  31/05/2011 15.27.24
   7 / 10
Più che un film sulla guerra è un film sull'uomo e su come la affronta interiormente.
La priima parte è davvero ottima ma ho trovato che nella parte finale si perda troppo per strada.
Malick come al solito ci regala una pellicola perfetta tecnicamente,questo non lo si può negare.
Ottimo il cast.
Tra i film di guerra c'è sicuramente di meglio comunque.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  30/05/2011 8.24.53
   7½ / 10
Interessante ritratto di soldati in guerra, di pensieri e riflessioni da battaglia, Malick ricostruisce il contesto psicologico che vivono quelli che si trovano in stretto contatto con la morte, quella sottile linea rossa che divide la vita dall'aldilà, l'uomo dalla follia predatrice della natura.

Queste riflessioni non sono a scapito delle scene di guerra che ricoprono la gran parte del lunghissimo film, immersa in immagini seducenti e inquietanti.
Con "La sottile linea rossa", Terrence Malick ha voluto intrudurre le tematiche del suo, al tempo, incompiuto film "Q" che ha visto la luce proprio in questi giorni con il nome "The Tree of Life" e infatti molte sono le similitudini concettuali.

Per il resto resta sicuramente un grandissimo film di genere, costruito molto su grandi battaglie campali, che non sfigura nel filone cinematografico in cui si introduce ma le vette raggiunte da Kubrick e soprattutto da Coppola con Apocalypse Now sono decisamente ancora irraggiungibili.

cort  @  16/05/2011 20.34.53
   8½ / 10
Un film di guerra memorabile, e pieno di scene di pura guerra ma non sono le pallottole o le esplosioni che ti fanno susultare ma gli sguardi che e le parole non dette, i pensieri nei monologhi. il che porta verso sensazioni che non mi sarei immaginato di incontrare in un film di guerra. la fotografia è ad altissimi livelli. il voto e meritato.

Black Eight  @  12/05/2011 21.05.17
   7 / 10
Si tratta indubbiamente di un buonissimo film, ma non memorabile come molti sostengono. La sottile linea rossa sembra permeato di un alone mistico e aulico quando in realtà, a ben vedere, è solo infarcito di tanta buona retorica, suggellata da tutti quegli insopportabili momenti in cui la voce fuori campo dei sodati disquisisce sul senso della vita facendo uso di pompose frasi ad effetto. E' ovvio che è già insita ad un film di guerra la denuncia della stessa, la riflessione sugli orrori che da essa scaturiscono. Ne consegue quindi che la peculiarità di un film di questo tipo vada valutata soprattutto sulla capacità di saper raccontare tutto ciò con un minimo di originalità, ciò che proprio non riesce a Malick. Riconosco l'ambizione del progetto e il desiderio di porre un'affascinante impalcatura filosofica, ma è ben presto chiaro in questo caso che l'ambizione diventa presunzione e la filosofia si fa tragicamente spicciola. Un altro elemento che mi ha deluso è l'utilizzo piuttosto scellerato del cast colossale a disposizione per cui attori come Sean Penn, John Cusack, Adrien Brody, George Clooney etc. si riducono a fare una risibile comparsata sullo schermo. La parte loro riservata è infatti talmente esigua che evidentemente non riescono proprio a conferire spessore ai personaggi. Perché allora il voto è più che discreto? Una regia esemplare nella sua perizia combinata ad una fotografia straordinaria che ci offre immagini ed atmosfere oniriche e adimensionali

crawler  @  12/04/2011 23.23.01
   7½ / 10
bello anche se troppo troppo lento in certi punti....ottimo cast e anche la colonna del film mi è garbata molto

Niko.g  @  31/03/2011 11.40.05
   9 / 10
Questo è uno di quei film di guerra che non si dimenticano facilmente. Mai visto niente di simile. Un'intensità e un realismo sconvolgenti supportati da ottime interpretazioni, tra cui spiccano quella di James Caviezel, perfetto nel ruolo del soldato che fa parlare l'anima, arma indistruttibile che lo eleva al di sopra di tutto e tutti (inevitabilmente ottimo futuro Gesù di Nazareth) e di Nick Nolte, duro e spietato come il ruolo gli impone.
Scenografia impareggiabile e macchine da presa che sfiorano i fili d'erba per poi toccare il cielo.
Personalmente un capolavoro mancato a causa del finale che scivola lentamente per ovvie scelte di sceneggiatura che mi hanno parzialmente deluso. Al contrario l'incipit è magistrale per potenza visiva e colonna sonora, in particolare la primissima scena.

Roger  @  23/03/2011 10.11.16
   9 / 10
Film fantastico. La fotografia a mio modo di vedere è spettacoalre.
Ottima interprretazione del mitico Sean Penn

Invia una mail all'autore del commento Elly=)  @  18/01/2011 18.00.41
   9 / 10
Dopo aver realizzato "La rabbia giovane" (1973) e "I giorni del cielo" (1978), opere acclamate e influenti, Terrence Malick fece una cosa del tutto insolita per un regista di successo: scomparve senza lasciar traccia. Secondo alcune voci iniziò a condurre ua vita da recluso in qualche località remota, secondo altr amdò in Texas a fare bird watching. La notizia del suo ritorno al cinema alla fine degli anni '90 si diffuse con la stessa rapidità di quella della sua scomparsa. I dettagli del nuovo progetto di Malick furono mantenuti assolutamente segreti, ma due cose erano certe: si trattava di un adattamento del romanzo di James Jones "La sottile linea rossa", sulla seconda guerra mondiale, con un cast composto da diversi attori famosi ma anche da nuovi talenti. Il film riuscì cmq a stupire. Rispetto a "Salvate il soldato Ryan" (1998), il dramma di Steven Spielberg sulla 2a guerra mondiale che lo ha preceduto, "La sottile linea rossa" sembra particolarmente intellettuale. I due film non avrebbero potuto essere più diversi, e le reazioni che hanno suscitato riflettono tali discrepanze. Il pubblico del viscerale "Salvate il soldato Ryan" é uscito turbato nel profondo dell'anima, ma quello del più filosofico "La sottile linea rossa" era pieno di perplessità. Non ci sono però dubbi su quale dei due impressioni maggiormente. Il film di Malick affronta l'assurdità della guerra da un punto di vista esplicitamente teoretico, persino teologico. La guerra, sembra dire, é più di un semplice conflitto fra due gruppi di uomini: essa viene descritta come un affronto alla natura, e quindi a Dio stesso. Malick scava nella coscienza collettiva delle truppe mentre si sforza di comciliare la fragilità dell'esistenza con l'avventatezza del loro comportamento. "La sottile linea rossa" passa da un soldato all'altro, entra nella loro mente e amplifica i loro pensieri come fossero parte di un continuo dialogo interiore. Malick anche in momenti abbastanza tirati inquadra i paesaggi esotici e la luce che filtra tra le foglie degli alberi altissimi della foresta. É come se in quei momenti tutte le creature stessero guardando quella strana specie intenta a distruggere tutto ciò che c'é di buono al mondo. Il film non ha un vero inizio né una fine, e i ritmi drammatici e le emozionanti scene di battaglia che lo puntellano non hanno minor profondità rispetto alla ricerca del significato.

guidox  @  16/01/2011 14.27.14
   7 / 10
un film indubbiamente da apprezzare per la bellissima fotografia e per l'introspezione psicologica dei vari personaggi (attori da applausi in un cast stellare, fra l'altro), ma che a mio modo di vedere è troppo prolisso e nella sua durata abnorme tende ad amplificare un messaggio solo col potere della ridondanza, in un loop infinito.
Malick secondo me paga un po' il confronto immediato che viene in mente con altre pellicole del genere, anche se magari invece che la seconda guerra mondiale, hanno come tema il Vietnam
in questi altri casi si raggiunge lo stesso risultato essendo più diretti, magari non più sintetici ma più incisivi.
il messaggio arriva nel suo senso più poetico, ma a volte è veramente troppo retorico.

Silver  @  04/01/2011 4.15.22
   6½ / 10
Troppo lento, in maniera ingiustificata.
A tratti retorico, ho comunque apprezzato alcuni dialoghi, la regia e fotografia a dir poco sublimi. Per il resto, l'unico film di guerra da considerarsi davvero valido rimane Full Metal Jacket. Ad ogni modo, aspetto con ansia il nuovo "The Tree Of Life", di Terrence Malick.

Clint Eastwood  @  09/11/2010 17.22.14
   7½ / 10
Malick, regista a modo suo famoso non tanto per i film che fa ma per come li fa e il tempo che ci mette nella sala di montaggio, quasi una vita. Un perfezionista (?). Aspettiamo ancora The Tree of Life con Brad Pitt ancora giovane. :-)
La Sottile Linea Rossa è un atipico film di guerra che coraggiosamente s'inventa nel suo genere, ma non va molto lontano. Antimilitarista come tutti i suoi simili credo, ha il particolare di mettere in risalto il valore della vita che non ha senso di sprecarla per un "pezzo di proprietà" come dice il personaggio di Penn, l'amore come antidoto contro questo male che manda a macello giovani vite e le evidenti paure che si vedono negli occhi dei soldati costretti ad eseguire ordini suicidi dei superiori. Personaggi più coscienti della solita minestra e non spesso eroicamente distinguibili se non da come ci dimostra Malick per necessità di sopravvivenza o pazzia umana, ma il troppo filosofeggiare intorno indebolisce questa sua caratteristica. Significativo il contrasto new age tra la bellezza della natura (una fotografia di rari paesaggi, colori e sfondi) che fa da scenario agli attacchi brutali/non-sense della guerra.
Purtroppo il maggior difetto è la lunghezza eccessiva. Ridurlo entro i 150 minuti forse sarebbe stata la ricetta migliore, tagliuzzando inquadrature e scene totalmente inutili del verde prato per esempio. E' mediamente retorico ma perdonabile poiché è sincero e segue una personale linea di concetti abbastanza avvincente, condivisibile. Regia di classe, colonna sonora emozionante e un cast di tutto rispetto.
Se non rasenta il capolavoro l'incursione nel villaggio, il massacro che segue e il finale angosciante (soldato Witt) rimangono scene memorabili.


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rain  @  28/09/2010 18.32.17
   5½ / 10
Poesia allo stato puro. Purtroppo la lunghezza è davvero eccessiva e alla lunga mi ha annoiato.

Gordon Tall  @  05/09/2010 17.40.52
   10 / 10
Poesia e guerra, grandissimi dialoghi

Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  05/08/2010 1.27.53
   10 / 10
Tratto liberamente dal romanzo di Jones, il film di Malick è un corale raffinato e profondo dove le concitate fasi della battaglia di Guadalcanal sono incorniciate dai flussi di coscienza dei soldati protagonisti l'uno dopo l'altro. C'è spazo meritato anche per un'appassionata ma pessimista serie di domande sull'esistenza umana e sul perchè delle sue barbarie. Regia di Malick monumentale... e musiche introspettivamente magnifiche

The BluBus  @  04/08/2010 12.12.44
   8 / 10
Realizzate davvero bene, ottimo cast e ottima fotografia, a volte forse troppo retorico.

BlackNight90  @  21/07/2010 20.33.45
   7½ / 10
Trovo che di buono in questo film ci sia quel senso di quasi atarassia che trasmette nelle sue immagini di una natura in tutto il suo splendore, nei silenzi della contemplazione, dell’attesa del nemico e del proprio destino, tra il lieve agitarsi dell’erba mossa dal vento: una sensazione, un bisogno che probabilmente molti soldati hanno per difendersi dalla pazzia, per non oltrepassare la linea rossa dalla quale non si ritorna più, e che non solo i soldati dovrebbero trovare.
A mio parere il film riesce a trasmettere a tratti, grazie alla regia di Malick, questa quiete, questo abbandono che ti proietta dritto in un angolino della Terra in cui è possibile trovarsi in pace con se stessi e con la natura, nonostante all’esterno la guerra compia il suo massacro.
Ma appena la voce fuori campo incomincia a parlare, l’incantesimo sparisce in modo così inopportuno che viene voglie di zittirla. Sono domande poste così, per accumulazione ma senza la giusta profondità o originalità. Certo non è sempre necessario dare delle risposte, i film migliori sono quelli in cui le domande sono poste nel modo più affascinante, ma non c'è bisogno di fare presunta filosofia per destare certe emozioni.
C'è un quadro molto famoso di Gauguin (Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?) dipinto a Tahiti, isola sicuramente splendida come la Guadalcanal per la quale si combatte, che associo a questo film. Anche se non c'è la guerra di mezzo, sono due bei tentativi di interrogarsi sul mistero tragico della vita, il primo più riuscito del secondo perché ovviamente molto più personale e sincero.
Il personaggio di Nick Nolte è decisamente il più interessante di tutti, ma non si capisce poi a che pro chiamare così tante stelle per questo film. Splendida davvero la fotografia del film, buona la regia di Malick che per me comunque non è il messia che tutti vogliono far credere.

6 risposte al commento
Ultima risposta 05/09/2010 17.27.34
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endriuu  @  10/07/2010 23.26.21
   9 / 10
Se scavare in modo catartico dentro il dolore significa retorica,allora viva la retorica... questa pellicola è un pugno al cuore.

Bono Vox  @  02/07/2010 17.00.34
   8½ / 10
Ci è voluto una seconda visione per farmi capire cosa veramente è questo film e ammirare la sua bellezza. Un film che va oltre i combattimenti, che mette in risalto la crudeltà della guerra e lo stato d'animo che affligge il soldato, tutte le sua paure e i suoi timori. Cast straordinario (un pò come tutte le stelle del Real Madrid per fare un esempio), effetti sonori stupendi e monologhi da pelle d'oca!
« ...se non T'incontrerò mai in questa vita, almeno che io senta la Tua mancanza.
Uno sguardo dai Tuoi occhi e la mia vita sarà Tua. »

TR3ViS  @  23/06/2010 0.02.59
   9½ / 10
Questo è un film dal respiro profondo.
L'introspezione dei soldati è magistralmente resa dal regista grazie alla voce fuori campo ( Malick è maestro nell'usarla! ) e dai continui splendidi flash-back che ci introducono e ci avvicinano sempre di più nell'intimo e piccolo mondo interiore di ogni singolo personaggio: la paura, l'amore, l'odio, la morte e la vita sono alcuni dei temi trattati in maniera mai banale ne scontata.

La guerra è solo un "pretesto" per poter parlare di altro.
La vita di ogni uomo è appesa ad un filo, un filo rosso che si può spezzare da un momento all'altro.
Il regista pone delle domande, ci fa riflettere su qualsiasi cosa . . . e probabilmente non ci da una risposta.
Malick dimostra che si può fare un film di guerra anche senza udire uno sparo prima di mezz'ora dall'inizio del film, ma semplicemente facendo parlare la natura e la sua armonia e , per una volta, non i fucili.
Capolavoro.

641660  @  29/05/2010 14.12.04
   10 / 10
Un'opera d'arte. Emozioni in pellicola, dal primo fotogramma all'ultimo.
Non si possono giudicare i capolavori, solo ammirarli.
L'empatia con i soldati è la chiave che ti permette di vivere ogni secondo questo film. Cast stellare, regia galattica, colonna sonora universale, scenografia divina.

diamanta  @  04/04/2010 2.11.25
   5 / 10
D'accordo con il resto dei commenti troppa retorica e concetti già triti e ritriti va bene che se si parla di guerra le scene sono quelle ma basterebbe poco per non annoiare gli spettatori.
Bocciato.

wooden  @  28/03/2010 15.33.15
   4 / 10
Fastidioso, retorico, verboso alla nausea, pretenzioso, noiosissimo.
Malick è un altro regista inspiegabilmente sovrastimato.

La fotografia è si eccezionale, ma poi non c'è assolutamente altro.
Non si tratta di essere sensibili o capire il cinema, tre ore di monologhi di una banalità imbarazzante messi in bocca ad un soldato per l'ennesimo, inutile film di guerra ricco delle solite "scampagnate con esplosioni e gente che muore".

Nulla di nuovo che la solita pappardella sulla bruttezza della guerra e sulla natura dell'uomo.

Suskis  @  01/03/2010 9.52.50
   5½ / 10
Dalle reazioni ai commenti di dissenso, vedo che Malick resta un intoccabile. Eppure mi sento di dire che questo film non mi è proprio piaciuto. Al di là del banale e già visto (mi pare che per un bel pezzo i film di guerra siano tutti stati di questo tipo, ossia un po'di sparatorie, un po'di riflessione, tanta tragedia, titoli di coda). Mi è parso proprio retorico, semplicistico e già visto. Forse realizzato meglio degli altri? Non saprei. So solo che oltre che annoiarmi per quasi tutta la pellicola mi è rimasto il desiderio di non rivederlo.

2 risposte al commento
Ultima risposta 04/08/2010 15.05.26
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Enry!!!!  @  12/02/2010 20.51.38
   10 / 10
Favoloso!!! Grandissimo film, grandissimi gli attori!!
Un capolavoro che non si può perdere!!

Rand  @  24/01/2010 20.52.23
   10 / 10
Perchè ADORO il cinema di Terrence Malik, solo 4 film all'attivo ma che film!
Perchè per me Malik mi trasmette l'impressione anche se il paragone non rende giustizia alla sua complessità di essere il regista più kubrikiano dopo Kubrik, ma in modo diverso. Come se Kubrik fosse ancora lì, dietro la macchina a guardare, filtrando con il suo sguardo qualcosa che noi probabilmente non afferreremo mai, se non in minima parte.
La sottile linea rossa è il primo film che vidi, e mi folgorò, qualcosa che parla al cuore, la guerra è solo un pretesto, perchè in guerra gli esseri umani mettono da parte la fredda retorica, la finzione, i formalismi della società CIVILE, e ritornano ad essere primordiali, paura, rabbia, uccidere, essere uccisi, solidarietà, follia, tutto nel calderone della vita. Mentre il nemico non si vede, come i Talebani, ma anche il nemico soffre, ha a paura, è contento se vive. Ecco Malik ha creato uno spaccato credibile e razionale di quello che è la guerra per chi la attraversa, non la retorica di Spielberg, neanche la disumanità di Kubrik, ma l'ESSENZA. i pensieri dei soldati, a volte staccati dal contesto lasciano tracce della mentalità di questi esseri umani, qualcuno ha una moglie, altri non hanno nessuno. L'inizio ovvero il PARADISO, il coccodrillo che si immerge nell'acqua, in un mondo che può fare tranquillamente a meno di noi

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"in questo mondo un uomo da solo non è niente, e non esiste un altro mondo al di fuori di questo"
"ti sbagli capo io l'ho visto un altro mondo, a volte credo solo di averlo immaginato, ma invece era lì"
"posso sopportare qualunque cosa lei mi infligga, sono due volte l'uomo che è lei"
Malik osserva la natura, un serpente che striscia, un coccodrillo che si immerge, la natura uccisa dalla guerra, come un uccellino che è caduto dal nido. Soldati che vanno e ritornano, comandanti che amano i proprii uomini, altri che invece inseguono il loro sogno di gloria folle, pronti a sacrificare quegli uomini per conquistare pochi metri di terreno.
Cast perfetto, su tutti brilla Nick Nolte, Jhon Cusak, jhon Savage, ben Chaplin, Elias Koteas.
Musica eccezionale di Hans Zimmer soprattutto i canti melanesiani.
Film che avrebbe meritato tutti i premi di qualunque tipo, si accontenta dell'orso d'ro al festival di Berlino.
" ecco cosa siete, e quello che ci aspetta, non farsi nemici! Ho tentato di parlare! Me ne vado! Non guardarmi, non toccarmi! Me ne vado!"

Dr.Orgasmatron  @  15/01/2010 2.39.17
   9 / 10
La guerra come non era mai stata vista in precedenza, la guerra vista dall'animo umano più che dagli spari del campo di battaglia. Malick ha scelto la guerra come la porta attraverso la quale passare per riflettere sulla moralità, sui tanti perché della guerra che distanzia l'uomo dalla realtà e lo proietta in una dimensione disumana nella quale non c'è posto per la pietà, ma solo per la violenza. Citando una deliziosa definizione di Fornara è un poema triste, soffocato e malinconico sulle cose della natura e sulla natura delle cose, uomo compreso. Una vergogna come non sia riuscito ad aggiudicarsi neanche un misero Oscar. Per molti ma non per tutti (la media è eccessivamente bassa per un film di tale spessore)

gandyovo  @  05/01/2010 17.40.46
   8 / 10
a tratti un po' retorico e troppo curato, per questo non un capolavoro ma pur sempre un bellissimo film

kirk h.  @  02/01/2010 19.12.22
   9½ / 10
questo film è una pietra che non verrà mai dimenticata, è davvero un gran film per le immagini, la storia(ho scoperto adesso che è tratta dal libro e devo dire che mi sono davvero stupito) inoltre come film racconta la vera follia della guerra, la stora sembra quella del videogioco "call of duty" che però è solo ha Guadalcanal e posso dire che questo film merita di essere visto a tutti gli effetti con un cast strepitoso che non delude assolutamente insomma secondo me questo film è in 3 posizione dopo full metal jacket e apocalipse now e merita la visione ottimo

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Schmitt  @  25/12/2009 3.11.22
   7½ / 10
Ragazzi provate a guardarvi BAND OF BROTHERS....
e poi ne riparliamo....

Febby  @  12/12/2009 19.18.59
   10 / 10
Film stupendo, bellissima fotografia e colonna sonora.
Peccato per le 7 nominations e nessuna vittoria. Cast brillante. Consiglio di vederlo assolutamente, è uno dei migliori film di guerra secondo me.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  16/11/2009 13.16.03
   8½ / 10
Più che un film di guerra credo sia un inno poetico e filosofico alla guerra stessa ma anche sull'esistenza dell'uomo sulla terra. Un film davvero diverso e lucente, un' esperienza particolare e tutta da godere. Un cast esemplare che emoziona, impressiona, stupisce così come la splendida fotografia. Credo sia uno dei migliori film degli anni '90. Da vedere.

dewolf  @  17/10/2009 3.19.29
   10 / 10
Il più bel film di Terrence Malick! Cast ottimo, fotografia eccezionale, trama ben sviluppata e molto ricca di contenuti: CAPOLAVORO!! Meriterebbe anche la lode!

Invia una mail all'autore del commento mcnapo89  @  28/09/2009 15.38.49
   6½ / 10
Film sicuramente di un certo spessore che però non riesce a tenere assieme tutti i personaggi di cui vuole parlare...sembra che la storia non abbia alcun scopo se non quello di autocelebrare costantemente le preoccupazioni del soldato di turno...."A QUALE SCOPO TUTTO CIO'?"

Invia una mail all'autore del commento bustegoal  @  25/09/2009 9.00.52
   2 / 10
Sono pacificista al 100%, ma questo film mi è sembrato la quintessenza della retorica.

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Ultima risposta 24/01/2010 20.31.52
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Gruppo COLLABORATORI elio91  @  11/09/2009 20.12.10
   8 / 10
Bellissimo film di Malick a tratti troppo retorico,però. Di certo il regista riesce nell'intento di mostrarci lo splendore della natura anche in un contesto terribile,insieme alle domande sulla natura dell'uomo. L'unica cosa che non capisco di Malick è la sua eccessiva pignoleria e quindi perché abbia aspettato tanti anni per rifare un film. é stato 20 anni lontano dal cinema per pensare questo progetto ma alla fine non è un capolavoro assoluto. Senza voler fare paragoni arditi,però Kubrick che di certo era un perfezionista la pausa più grande se la prese tra Full metal jacket (superiore in tutto al film di Malick) e Eyes wide shut, e sono stati 12 anni in cui si dedicò anche ad altri progetti che non videro la luce per sfortuna e rinvii. La domanda quindi è:l'eccessivo perfezionismo non ha,ironicamente,frenato Malick in questo comunque bellissimo film? Nulla da dire sul cast pieno di nomi eccellenti,tutti all'altezza,speciamente il sempre eccezionale Sean Penn.

edmond90  @  04/09/2009 9.11.23
   9 / 10
Bellissimo ma inferiore a mio avviso ad Apocalypse Now,l'inizio è troppo lento...

zerostar  @  21/08/2009 4.42.17
   7 / 10
Buon film , ottime le scene di guerra e il montaggio poi un cast eccezionale; gli avrei dato di piu' se non fosse stato per la voce fuori campo che a mio avviso e' troppo scontata e per alcune scene forse troppo lente.

DarkRareMirko  @  17/08/2009 23.02.23
   10 / 10
Prendendo in prestito ciò che ha detto Farell riguardo il regista (è l'unico che sà far parlare la natura, verissima come cosa), c'è da dire che questo THE THIN RED LINE è davvero un film straordinario, tranquillamente paragonabile coi caposaldi del genere guerrafondaio (Apocalypse now, Full metal jacket, Il giorno più lungo, Orizzonti di gloria, ecc.).

Qui però da una parte si documenta ispirandosi ad un fatto realmente avvenuto, dall'altra si critica efficacemente il non sense della guerra, cosa spinge le persone alla violenza, ecc.
Ipercast (esiston anche scene eliminate con tante altre star di prima grandezza), spiccano Penn e Caviezel.

Da antologia i monologhi dei personaggi con inquadrata la natura in tutto il suo splendore.

7 nomination, manco una statuetta; scandaloso come lo fù per The elephant man.
Malick fà bene ad isolarsi nella vita di tutti i giorni.

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  08/08/2009 9.07.13
   6 / 10
Probabilmente, se riuscissi a eludere quella sensazione patetica che il film (curatissimo in ogni suo aspetto) mi ha trasmesso, sarebbe per me, come per molti in questo forum, una pellicola indimenticabile. Tuttavia non ci riesco. E’ un’impressione che non posso allontanare. Ed il suo messaggio arriva a me contaminato e pretenzioso. Mi infastidisce là dove dovrebbe commuovere, mi indispone là dove pretenderebbe d’essere momento di riflessione.
Saper dire tanto con poche parole è, a mio parere, la più alta delle qualità artistiche; Malick fa il contrario, si mette a parlare troppo, nella forma di un lamento che non trova le giuste parole.

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Egobrain  @  09/06/2009 22.50.48
   9 / 10
c'è un netto significato dietro la guerra triste e cruda,non capisco i voti bassi....fa rilfettere,eccome,nella guerra gli eroi non esistono.

Sepultura  @  11/05/2009 0.56.24
   8½ / 10
Tentativo ben riuscito di analizzare la guerra da un punto di vista diverso dai soliti film, purtroppo in alcuni momenti l'ho trovato troppo "finto" e questo non mi ha convinto al massimo.

Arnold  @  12/04/2009 11.31.51
   10 / 10
"La Sottile Linea Rossa" di Terrence Malick è un film che fa riflettere. C'è la guerra, ma non c'è posto per gli eroi, non c'è nessun soldato Ryan da trovare e salvare. Solo Guerra... e morte. Un lungo e terribile conflitto senza fine da combattere, in una straziante ed estenuante attesa che libera i pensieri più profondi dei soldati. Quando l'uomo è ridotto in una condizione animale, riscopre il suo vero Io. Perchè prima di tutto il conflitto è nell'anima di ciascuno che ne fa parte, mentre la battaglia è una rappresentazione di esso. E nel film ci sono soldati costretti a superare il loro conflitto interiore in nome di ideali che paiono continuamente sfuggirgli, come a Bell (Ben Chaplin) ma a tanti altri. Alcuni di essi sono fortunati, altri molto meno, perchè la vera condanna è trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato e ognuno deve cercare di badare a se stesso, prima che la sottile linea rossa che separa la vita dalla morte si spezzi una volta per tutte. In mezzo a tanta distruzione e disperazione c'è però ancora una flebile speranza, come una piccola candela che tarda a spegnersi in mezzo a tutta quell'oscurità... l'amore o anche solo la convinzione dell'esistenza di un altro mondo, di un paradiso.
Anche se potrebbe sembrare strano, la caratterizzazione dei personaggi del film è ottima e Malick è bravissimo nel riuscire ad esaminare tutte le loro paure e le loro riflessioni. La fotografia è splendida e l'andamento in generale lento conferisce alla pellicola un ritmo pieno di pause, come se la narrazione restasse imprigionata dallo stesso fuoco nemico che rallenta l'avanzata dei soldati. Il cast manco a dirlo è eccezionale e le interpretazioni ancora di più. Spiccano per bravura Sean Penn nei panni del pessimista tenente Welsh, James Caviziel (Witt) e Nick Nolte (il duro colonnello Tall). Bellissime le musiche.
Per me è il miglior film sulla guerra.

Bathory  @  22/03/2009 18.28.57
   6 / 10
Ci ho pensato davvero tanto prima di dare un voto alla penultima fatica di Malick, ma non sono davvero riuscito ad andare oltre la sufficienza..
Più che un film di guerra è un film sulla guerra, ed è questo il vero punto debole.
I soldati, annichiliti e distrutti dal durissimo conflitto, si cimentano in riflessioni trite e ritrite, oltrechè piuttosto banali:

"Questo grande male... da dove proviene? come ha fatto a contaminare il mondo? Da che seme, da quale radice è cresciuto? Chi ci sta facendo questo? Chi ci sta uccidendo, derubandoci della vita e della luce, beffandoci con la visione di quello che avremmo potuto conoscere?" mah

E' innegabile la bravura di Malick nel montaggio e nelle riprese nella foresta, ma vedere dei soldati che rischiano la pelle riflettere e fermarsi ogni cinque secondi sull'origine della guerra e dell'odio fra gli uomini, non è assolutamente realistico..

Eccessivamente retorico e populista.

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Ultima risposta 28/08/2009 00.28.05
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il genio  @  22/03/2009 17.27.46
   8½ / 10
bellissimo film!!!l'unica cosa negativa è che a volte è un po lento...cmq da vedere

Neu!  @  22/03/2009 15.35.24
   10 / 10
Malick all'ennesima potenza. uno dei capolavori assoluti degli anni 90'... e anche un dei capolavori pi difficili da comprendere. i vari 4 e 3 non mi stupiscono affatto (a differenza di altri film), ma penso che prima di votare certi film sarebbe opportuno riflettere su quello che si è appena visto. poi finchè è un commentatore medio su un sito a non comprendere questo film uno ci può anche stare... ma se si tratta di un critico (il Farinotti, che di cinema non ci ha mai capito un *****, ma davvero niente) fa davvero rabbia. per fortuna che d'altra parte ci sono fior fior di critici che amano questo film.

thething999  @  31/01/2009 17.56.47
   10 / 10
..se questo non è un CAPOLAVORO del cinema io non so più che dire...e lo giudicate male perchè è lento??? ma provate a pensare un film che finalmente ha l'obbiettivo di colpirti al cuore quanto può farlo bene dandogli il giusto tempo, il giusto ritmo, e la giusta lentezza. E' un film che no va assolutamente visto a piu riprese, una tiratona unica, per arrivare alla fine e capire che nella semplicità solamente puoi trovare il paradiso e l'amore, ma sempre a rischio che l'inferno ti venga a cercare e ti riporti alla tua solita vita. Io mi sono semplicemente commosso. Guardatelo e apprezzatelo per l'impatto emotivo e per la fotografia, per le riflessioni. Chi vuole solo fiumi di proiettili si astenga.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  06/01/2009 17.05.09
   9 / 10
Uno dei migliori film di guerra (?) mai realizzati, un pò sdolcinate le scene di flashback, ma impareggiabile in quelle di guerra. Assolutamente consigliato.

Brundle-fly  @  11/12/2008 21.00.46
   1½ / 10
Vent'anni a insegnare filosofia, e poi se ne (ri-)esce con simbolismi da soap-opera: la natura bella, benigna e paradisiaca, l'homo cattivo, il bene come lampi di luce fra le chiome degli alberi, qualche volatile esotico, la guerra brutta-brutta poiché ci strappa dal ruolo di "family man" del Mulino Bianco, con tanto di ricordo della mogliettina in altalena. Pomposo e magniloquente da saccenza liceale, come l’Handke che vuole spacciare per poesia leggiadra e riflessione lirica la sua logorrea nel Wenders del dittico berlinese: una tantum, concordo in pieno col Mere, basta leggerne le due rece, soprattutto la seconda.
Senonché, ho trovato difficoltà nell’individuare qualche utente di fs che abbia stroncato tutt’e tre 'sti film cogliendone la comune radice. Anzi: vengono presentati come dotati d’una poetica in antitesi, tipo: “Ma vogliamo mettere con ‘Al di là delle nuvole’?”.

Discussione proseguita su:
http://www.filmscoop.it/forum/forum_posts.asp?TID=10026&KW=Rask&PN=0&TPN=2

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Ultima risposta 27/08/2009 19.55.48
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Pitzche  @  22/11/2008 20.38.40
   8½ / 10
BELLISSIMO FILM. Uno scenario di guerra che viene usato come pretesto (o causa) per profonde riflessioni sul valore della vita, su chi siamo, che senso ha o dovrebbe avere esistere, sul valore dell'amore e in genere cio' che è bene e cio' che è male. Non è un film di guerra, affatto, ma è stato scelto uno scenario di guerra e una particolare battaglia, e non una a caso, dove si potessero mettere in rapporto d'esperienza, contrapposti come nemici, l'uomo con l'uomo, attraverso scontri corpo a corpo che potessero mostrare la follia del male nella brutalita' della guerra. Vincolati dal ruolo di soldati in una situazione che non potevano scegliere di non vivere, si ritrovano costretti a vivere l'obbligo di dover uccidere un'altro uomo, un'altro essere umano come loro, per il terrore di venire uccisi e quindi di poter morire a loro volta. Quindi quella guerra, una guerra dove sono evidenti le cause della propria azione contro il nemico, sia questa una bomba a mano, o una fucilata o un colpo di mortaio, mostra dove puo' portare l'insensatezza umana di esseri che si uccidono nonostante vivano sullo stesso "sasso" e provino le medesime emozioni e gli stessi sentimenti. Il soldato che hai conosciuto che vedi morire con le budella in mano, o l'altro che si spegne tra le tue braccia chiedendoti un'ultimo gesto di amore ci doverebbero costringere alla riflessione sul perche di tanto dolore, di tanta paura, di tanto inutile odio. E, per contrapposizione, al valore dell'amore e del bene, ad una presa di coscienza e ad un'incontro con la propria anima che puoi (ri)trovare e coltivare, anche in una guerra crudele come quella, e che si mostra mentre guida i gesti calmi, riflessivi e mai scontati, compassionevoli, altruistici del soldato Witt. Quest' uomo, anche mentre veste una divisa e in una situazione tra le peggiori che si possa vivere, in cui si potrebbe giustificare ogni azione, anche la piu brutale, ci insegna che nella vita, quando la parte profonda di te emerge e combacia con le tue azioni, la paura cessa di esistere e la vita diventa un momento soltanto, il qui e ora, senza passato e senza futuro, di gloria Divina e di eternita'.

topsecret  @  18/11/2008 16.23.23
   6½ / 10
Un film di guerra(?) incredibilmente lento, che non riesce a mantenere viva l'attenzione dello spettatore fino alla fine. Sono d'accordo con chi sostiene che un grande cast non fa di un fim un capolavoro, e questo credo che possa essere un ottimo esempio. A mio avviso, non è un film che invoglia ad una seconda visione, anche e soprattutto per l'eccesssiva durata.

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Ultima risposta 07/01/2009 17.00.00
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gambero  @  18/11/2008 16.05.58
   7½ / 10
come dissi già tempo fa un grande cast non sempre è sinonimo di capolavoro assoluto...cmq sia la sottile linea rossa rimane un gran bel film con,effettivamente,interpretazioni recitative al di sopra delle righe,su tutte uno sean penn fantastico...ovviamente trattandosi di una pellicola di guerra è molto cruda,anche se meno di altre del genere..la regia è molto buona(malick si preoccupa di far capire allo spettatore i diversi stati d'animo dei soldati),così come all'altezza della situazione sono sia la fotografia che la sceneggiatura!!!la pecca maggiore è l'eccessiva durata,che rende questo film a tratti poco scorrevole...da vedere cmq!!!bello...

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Ultima risposta 18/11/2008 16.07.33
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Manu90  @  10/11/2008 9.48.32
   9 / 10
Capolavoro assoluto del cinema bellico. In questo film non troviamo la "solita guerra", quella che ci hanno abituati a vedere registi come Spielberg o tanto per citarne uno, Oliver Stone. Qui è la forza interiore di ogni personaggio che colpisce dritto nel cuore lo spettatore. Ogni personaggio è diverso dall'altro; ognuno ha una sua filosofia sulla guerra. Una guerra che porterà alla pazzia, all'avvelenamento di chi la combatte.
Cito una frase del film molto bella: "La guerra non nobilita l'uomo. La guerra avvelena l'uomo". E Terrence Malick riesce a trasmettere alla perfezione queste sensazioni. Una fotografia eccezzionale, una colonna sonora stupenda. Malick in trentanni di carriera ha fatto solo quattro film...ma ha lasciato un segno indelebile nella cinematografia mondiale, grazie specialmente a questo capolavoro.
Insomma ora chiudo veramente il discorso, consigliando a tutti la visione di tale film, perchè difficilmente in futuro ritroveremo una pellicola che sa regalare emozioni del genere.

FraRob  @  20/10/2008 16.34.25
   10 / 10
Uno dei film più belli della storia del cinema. Toccante, capace di penetrare nel nostro intimo, di farci riflettere sugli orrori della guerra, della malvagità e crudeltà tra gli uoimini. Capolavoro.

minoidepsp  @  27/09/2008 9.46.29
   8 / 10
Diverso dai soliti film di guerra, gli stati d'animo delle persone coinvolte colpiscono e rimangono impresse nello spettatore. Lungo ma bello.

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Ultima risposta 28/09/2008 18.31.28
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smirits  @  12/09/2008 21.14.28
   9½ / 10
tra l'olimpo dei miei film preferiti.. forse il migliore... non comincio a commentare il film se nò dovrei utilizzare una pagina intera.... basta dire ke è uno dei piu poetici mai fatti.. guidato pure da una colonna sonora fantastica...

Eratostene  @  01/09/2008 18.41.10
   9 / 10
film toccante e poetico...riflette le reali paure e gli stati d'animo dei soldati

dagon  @  03/08/2008 13.11.23
   9 / 10
bellissimo. non per tutti i palati.

AMERICANFREE  @  05/07/2008 20.10.44
   8 / 10
gran bel film poetico e commovente! ottima la regia e grandissimo cast! da vedere

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  19/06/2008 14.22.56
   9½ / 10
Mai visto un film così. Struggente, poetico, reale e introspettivo. La guerra vista con gli occhi dei soldati che la combattono, ognuno con le proprie paure, con i propri demoni.
Tutti hanno il terrore di affrontare la guerra, dai generali ai soldati semplici. Il regista queste paure le trasmette a noi, le fà diventare nostre.
Il breve viaggio dalla nave alla spiaggia, sulle barche per invadere la terra nemica è bellissimo, l'attesa e la paura sono nell'aria, bisogna combattere, non ci si può più tirare indietro.
Malick ci fa vedere il rapporto con l'ambiente che i soldati instaurano durante l'attesa di sferrare un attacco (che può durare anche dei giorni), il regista inquadra ogni singolo animale, ci fà immergere nella grandezza della natura, aiutato anche da una fotografia splendida.
Per tutto il film sentiamo le voci narranti, in sottofondo, dei soldati protagonisti che pregano, si pongono domande, si chiedono il perchè di tutto questo orrore ("la guerra non nobilita l'uomo"). Ogni volta che il singolo soldato viene inquadrato, lo spettatore scopre qualcosa di lui, del suo passato, della sua famiglia.
Un cast strepitoso, il migliore che abbia mai visto. In primis il meraviglioso James Caviezel, bravissimi anche Ben Chaplin, Nick Nolte, Elias Koteas e Sean Penn. Altre interpretazioni brevi ma molto intense di Woody Harrelson, Adrien Brody e John Cusack.
A fare da cornice a questo stupendo capolavoro, una colonna sonora straordinaria firmata Hans Zimmer.
Paragonato a film come Salvate il Soldato Ryan ed altri, che sono solo dei lunghi documentari in confronto a questo capolavoro degli anni novanta, che sicuramente è uno dei due (forse tre) migliori film sulla guerra mai realizzati.
E per ultimo un finale indimenticabile, il sacrificio del soldato Witt, per amore, per altruismo non per finto eroismo è una perla di rara bellezza.

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Ultima risposta 04/08/2008 12.02.18
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Sintetico  @  16/06/2008 14.54.46
   10 / 10
il miglior film contro la guerra mai girato. capolavoro.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  04/05/2008 13.27.19
   8½ / 10
Il racconto della battaglia di Guadaicanal per tratteggiare l'intera Seconda Guerra Mondiale. Perchè al bravo Malick non occorrono troppi eventi per narrare la formazione di un uomo in una situazione di limite. La crescita e lo sviluppo di ogni soldato sono sottolineati dalle voci fuori campo che si sposano perfettamente con l'indescrivibile fotografia e l'accurata regia.
Questi poetici monologhi interiori rendono il film molto originale e differente da tutti gli altri che parlano della Seconda Guerra Mondiale. Un film ispirato e con un cast invidiabile, sebbene non tutti recitino alla perfezione, forse anche a causa del poco spazio a disposizione.
Non credo che sia un capolavoro assoluto anche a causa dell'estrema lentezza e della lunghezza del film, è comunque un ottimo prodotto; sicuramente da vedere.

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Ultima risposta 04/05/2008 16.47.00
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gabbo  @  03/05/2008 1.26.34
   4½ / 10
Non sono riuscito a finire di vederlo. Veramente noioso, senza azioni di guerra che riescano a prendere lo spettatore. Lungo come non so cosa. Gli do mezzo punto in più solo perché c'è sean penn.

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Ultima risposta 26/04/2009 20.04.08
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rorai  @  30/04/2008 19.31.51
   8½ / 10
Un grandissimo cast per il miglior film di guerra, a mio avviso.

Harvey Ross  @  02/04/2008 20.07.22
   8½ / 10
Capolavoro di Malick; film straordinario, eccezionale! Penso che per chi conesce veramente questo regista ci siano ben poche cose da dire riguardo a film come questi..si può solamente rimanere a bocca aperta!
P.S: Un appello ai fan di Malick..perdonametemi se ho messo solo un 8 e mezzo ma personalmente nn sono un appassionato di film di guerra e penso che che questo sia il motivo principale per cui ho deciso di dare questo voto!! ciao

rapture  @  23/03/2008 15.08.20
   7½ / 10
Un film di guerra che è un inno alla vita. L'oggetto è molto interessante, però finisce con l'essere eccessivamente ridondante, la fine di Caviezel poteva essere più sintetica.. grandissimo Elias Koteas

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  18/03/2008 23.24.41
   8½ / 10
E’ possibile parlare di guerra tramite il linguaggio della poesia? Sì, Malick ci ha provato e bisogna dire che ci è riuscito. A suo modo ha creato un’opera d’arte originale, certamente non perfetta, ma affascinante e che lascia il suo segno in chi la guarda. La guerra non è l’unico argomento, o meglio sembra essere l’oggetto privilegiato per lo scopo del film: riflettere sull’origine del male e sul mistero del passaggio dalla vita alla morte (la famigerata linea rossa) e se esiste qualcosa dopo la vita. Uno spettatore “comune” soffrirà senz’altro la lunghezza e la “monotonia” del film. Secondo me così si contribuisce invece a esprimere e a chiarire meglio il messaggio che si vuole dare.
La dicotomia fra la rappresentazione materiale e oggettiva di un fatto reale e drammatico (la guerra) e la trattazione di temi spirituali, si riflette nella forma del film. E’ un film corale con tanti “protagonisti dove non c’è un’unità stringata di luogo, tempo e azione. Lo svolgersi delle scene con i relativi dialoghi è spesso inframezzato da una voce fuori campo che riporta i pensieri del personaggio oggetto della scena o addirittura riflessioni filosofiche generali, veri e propri inviti alla meditazione. Grande rilievo è poi dato all’ambiente in cui si svolge la storia: il paesaggio, l’erba, la natura, gli indigeni, gli animali svolgono lo stesso ruolo dei soldati, contribuendo in egual misura al significato del film. Viene fuori uno strano contrasto fra scene brutali, distruzioni, carneficine e lo spettacolo naturale puro, quasi incantanto, che assiste in maniera meravigliata a questo scoppio “innaturale”, quasi inesplicabile.
L’”utopia” è presentata nelle prime scene ed è la stessa che sognava Gaugin: la vita libera in una natura bella e amica. L’uomo, invece di diffondere questa utopia, cosa ha fatto? Ha distrutto anche quei pochi luoghi (La Polinesia) dove forse esisteva. Chi ha cercato di vivere l’utopia si trova così costretto a vivere una realtà opposta. Questo personaggio (di cui non ricordo il nome) però non si arrende interiormente, cerca di mantenersi dentro gentile, altruista, rispettoso dei nemici e soprattutto continua a “credere” nella spiritualità umana, in un disegno armonico e positivo che vive dentro tutti noi e che sopravvive con la morte. Lui cerca questo fuoco, questa scintilla dappertutto, nei volti dei morenti e brama quasi vivere quest’esperienza “sublime” del passaggio verso un qualcosa di puro e assoluto, che secondo lui sta dietro un evento drammatico come la morte.
Malick è l’anti-Oliver Stone. Platoon inizia con un giovane idealista che subisce l’impatto con la guerra e arriva a rinnegare i suoi principi e a diventare il contrario di quello che era. Qui invece il giovane idealista mantiene intatti i suoi principi nonostante la brutalità, anzi sembra quasi diffonderli e convincere anche altre persone (Sean Penn). Addirittura anche i “cattivi” hanno una loro voce interiore contraria a quello che fanno, tanto per confermare l’ipotesi che forse tutti hanno dentro di sé la “scintilla”. In “Natural Born Killers” si spiega che il male è connaturato all’essere umano e che anche la natura partecipa di questo principio; qui invece si nega che la natura sia malvagia o cattiva in sé, mentre il male appare come un’entità separata che affligge l’uomo ma che in sé non fa parte della sua natura.
La condanna “spirituale” della guerra è netta: “Da dove viene questo male? Perché ha avvelenato il mondo?”, “La guerra non nobilita l’uomo, lo fa diventare un cane rabbioso”. Del resto il film non ci risparmia niente di tutto ciò che è orribile e irrazionale. Altra accusata è l’ipocrisia e la fame di “gloria”. La vicenda in qualche modo riecheggia quella di “Orizzonti di Gloria” e mistifica il falso paternalismo e la retorica guerresca.
Malick si occupa solo del lato spirituale-filosofico della guerra, non indaga le cause sociali, economiche o politiche. Il suo scopo è solo quello di spingere lo spettatore a farsi delle domande, di fornire spunti di riflessione universali. Dal film non giunge alcuna risposta o soluzione, anzi forse traspare nei fatti quasi l’”inutilità” di questo approccio. I personaggi subiscono passivamente quello che gli viene detto di fare, il loro rifiuto è esclusivamente interiore e individuale e quindi non si vede come si possa in futuro debellare o eliminare un tale evento se non si indicano vie “concrete”, collettive o volontaristiche. Questa però è solo una mia considerazione personale, quello che conta è che il regista ha centrato in pieno il suo obiettivo di creare un’opera coerente, esteticamente valida e che colpisce l’animo e l’intelletto umano. Insomma vale senz’altro la pena vedere questo film.

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Ultima risposta 09/04/2008 22.41.46
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ZiggyStardust  @  12/03/2008 15.43.54
   9 / 10
Lavoro superbo di Malick che "umanizza" la figura del soldato, tema raramente sviscerato del tutto nel cinema.
Non è solo la storia di un plotone... è la storia degli individui che lo compongono e della loro psicologia. Questo è uno dei pochi film di guerra che riesce a far trasparire l'orrore e il terrore della battaglia e l'annientamento dell'individualità.
La sceneggiatura è splendida, regia impeccabile e del tutto personalizzata; ottime le interpretazioni.
Probabilmente il miglior film degli ultimi 10 anni.

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