lo specchio della vita regia di Douglas Sirk USA 1959
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lo specchio della vita (1959)

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locandina del film LO SPECCHIO DELLA VITA

Titolo Originale: IMITATION OF LIFE

RegiaDouglas Sirk

InterpretiJohn Gavin, Juanita Moore, Susan Kohner, Robert Alda, Terry Burnham, Sandra Dee, Karen Dicker, Troy Donahue, Lana Turner

Durata: h 2.05
NazionalitàUSA 1959
Generecommedia
Al cinema nel Gennaio 1959

•  Altri film di Douglas Sirk

Trama del film Lo specchio della vita

Lora Meredith è vedova ed ha una bambina, Susy; benché si trovi in strettezze ella accoglie nella sua casa una donna nera, Emy Johnson, che ha anch'essa una figliola, Sara Jane. Lora desidera ardentemente di affermarsi come artista di teatro. Un giovane fotografo disoccupato, Steve, avendola conosciuta, s'innamora di lei, e appena trova un'occupazione, le chiede di sposarlo...

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Voto Visitatori:   8,96 / 10 (14 voti)8,96Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
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Voti e commenti su Lo specchio della vita, 14 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo REDAZIONE maremare  @  18/05/2010 01:05:54
   9 / 10
Splendido struggente melodramma firmato dal Maestro Douglas Sirk

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  18/05/2010 00:58:32
   9 / 10
Il melò per antonomasia, un memorabile spaccato dell'America del grande sogno che prende atto dei propri successi e, soprattutto, dei propri fallimenti.
Pochi sono stati i film in grado di elevare le emozioni ad un tale livello di struggente umanità, pochissimi quelli che continuano anche a distanza di anni a suscitare la medesima ondata di commozione. Un film sul rispetto e sulla tolleranza nelle loro accezioni più universali, perchè come dice il personaggio di Annie Johnson "Non ci si deve mai vergognare di ciò che si è".
Dinanzi a concetti di tale importanza, e considerate alcune tra le pagine più toccanti all'interno del genere, si accettano senza particolari difficoltà anche le meno interessanti vicende sentimentali. Comunque l'attenzione si catalizza naturalmente sulla storia della domestica nera Annie e di sua figlia Sarah Jane, mulatta in lotta con se stessa e con la società razzista.
Nel finale non c'è freno che tenga, e le lacrime straripano senza sosta alcuna.
La regia di Sirk è straordinaria in tutto (da pelle d'oca l'aggressione a Sarah Jane mostrata attraverso la vetrina di un negozio), le interpretazioni splendide con menzioni d'obbligo per la Moore e la Kohner, intensissime protagoniste di un conflittuale rapporto madre-figlia tra i più laceranti visti sul grande schermo.
L'imitazione della vita secondo il grande Douglas Sirk, un film assolutamente indimenticabile.

2 risposte al commento
Ultima risposta 18/05/2010 01.26.29
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memo  @  17/05/2009 20:53:19
   10 / 10
un grande film folle sulla vita, la morte, l'america

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  08/05/2009 21:02:02
   7½ / 10
Primo film di Douglas Sirk che vedo e commento e a quanto sento dire in giro è uno dei suoi film piu' famosi!
Non amo il genere strappa-lacrime e questo puo' influire sulla mia valutazione!
Non si puo' negare che questo regista ci sa fare...prendendo una storia gia' portata sullo schermo nel 1934 e infarcendola di zucchero e buoni sentimenti...Molto interessante il fatto che la storia vada su due binari differenti.
La strada del successo e le sue conseguenze e il rapporto tra madre e figlia sullo sfondo del razzismo!
Un film costruito bene e condotto alla prevedibile commozione finale!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  26/04/2009 15:14:49
   7½ / 10
Non sono troppo amante del melodramma e di questo genere di film, ma devo riconoscere che il regista ci ha davvero saputo fare. So che è un remake di un altro film che non ho visto. Credo però che con una regia del genere e un cast deciso e all'altezza questo capitolo sia superiore a prescindere. Gran film.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  31/05/2008 01:08:20
   8 / 10
Melodramma americano per eccellenza del maestro del genere Douglas Sirk, che prende le mosse dal precedente film di Stahl. Sono sempre stato un pò refrattario a questo tipo di pellicole, tuttavia devo riconoscere che in questo remake tutto è svolto a regola d'arte: dalla sceneggiatura, alla recitazione fino alla regia di Sirk, che in "Imitation of life" si dimostra abile più che mai nella direzione degli attori (la stessa Lana Turner dichiarò che grazie al regista tedesco è riuscita a dare il meglio di se stessa). L'amore, l'ambizione, la rivalità madre-figlia, il classismo e il razzismo: tutto ciò è racchiuso in questo film e ne fa un esempio di profondità emotiva e drammatica, che culmina in un finale struggente come pochi.

alex75  @  13/02/2008 09:41:51
   8½ / 10
Apoteosi del melodramma anni Cinquanta in cui si intrecciano tensioni razziali e drammi privati. Madri e figlie, lacrime e abiti di chiffon con una stupenda Lana Turner, archetipo assoluto del dramma al femminile. Capolavoro del pianto da tramandare ai posteri

Invia una mail all'autore del commento Tempesta  @  23/09/2007 21:07:30
   10 / 10
Semplicemente Fantastico,uno dei film più commeventi che abbia mai visto.La storia di una donna(Emy Johnson)che lotta contro una figlia che si vergogna della sua pelle.Una Donna di successo( Lora Meredith)che accetta mamma e figlia in casa senza pregiudizi.Un capolavoro che tutti dovrebbere vedere.

giusss  @  23/09/2007 20:05:22
   10 / 10
Un film indimenticabile...che mi commuove ogni volta che lo rivedo.

orazio  @  20/07/2007 21:08:11
   9 / 10
Questo è uno dei tanti film dalla lacrima facile, che per colpa o per merito di mia madre, ho imparato a guardare e apprezzare (ovviamente con il fazzoletto in mano). Stupendo film che mette in primo piano sentimenti che ogni essere umano dovrebbe non nascondere mai.

dolcenapoletana  @  21/01/2007 18:18:15
   10 / 10
UNA STORIA TRISTE E BELLA NELLO STESSO TEMPO. DUE FAMIGLIE A STRETTO CONTATTO, IL SUCCESSO DI LOLA E DELLA FIGLIA E LE SFORTUNE DI EMY E DI SARA JANE...E TUTTO X IL COLORE DELLA PELLE.



METTO 10 PERCHE' NN E' POSSIBILE METTERE UN VOTO ANCORA PIU' ALTO.

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ibrahimovic83  @  28/12/2006 16:51:19
   9½ / 10
Film molto bello da vedere, la storia è triste ma rimane un capolavoro del cinema.

Ch.Chaplin  @  18/03/2006 13:58:32
   8½ / 10
applausi a kowalsky x l'esauriente commento, al quale mi sento di aggiungere ben poco..film toccante, commovente e dal finale diverso da cm avrei potuto aspettarmi..le interpretazioni sn perfette anke se dal punto d vista tecnico nn è un capolavoro. del resto nn è "come" è fatto ke è importante in qsta pellicola, bensì il "cosa" tratta..e direi ke lo tratta nel modo + pregevole possibile..strano ke nn sia molto votato!

2 risposte al commento
Ultima risposta 21/07/2007 14.17.19
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  20/02/2006 21:21:06
   9 / 10
Douglas Sirk ci ha insegnato a non vergognarci di piangere, ma sarebbe riduttivo relegarlo a maestro del melodramma, considerato che nella sua carriera ha diretto praticamente di tutto, dai western ai film d'avventura ai gialli, anche se resta innegabilmente l'ultima fase della sua carriera (1953 - 1959) la piu' acclamata e celebre.
In Sirk troviamo una spietata critica all'estabilishment sociale e alla way of life americana, che trova il suo culmine in questo splendido film.
Si tratta indubbiamente di uno dei piu' struggenti film della storia del cinema,
ma non solo: qui non si tratta di puri pretesti per strumentalizzare l'emozione dello spettatore, ma tutto è frutto di un'indignazione verso un sistema che crea discordie e dolore nei vari ceti sociali. Le figlie di Lora ed Emy sono entrambe infelici, per quanto la prima sia nata in ambienti agiati, mentre la seconda viva nella sua pelle la condizione meticcia del pregiudizio razziale, al punto di deprecare le sue radici. Particolare interessante: l'edizione del film ha censurato IN QUESTI ANNI la parte in cui Sarah Jane chiede se Dio è bianco e resta ammaliata dalla conferma che Dio è un uomo bianco. Trent'anni fa, questa sequenza veniva tranquillamente proposta, senza censure, e ci sembra di dire che il veto religioso col tempo è persino peggiorato.
La scelta della Turner, nei panni dell'ambiziosa Lora Meredith, con i suoi conflitti con la figlia, rende la storia ancora piu' conturbante e credibile, essendo stata da poco coinvolta nell'assassinio da parte della figlia di Johnny Stompanato, e in questo modo realtà e finzione si trovano perfettamente - direi cinicamente - nello stesso luogo.
"Imitation of life" dà anche l'opportunità a Sandra Dee, idolo dei teenagers, di misurarsi con un ruolo profondo e sincero, occasione che nella sua carriera si presenterà molto di rado.
Naturalmente il cambiamento dei costumi e la maggior libertà espressiva rende questo sequel molto piu' riuscito e acuto dell'originale del 1934, con Claudette Colbert al posto di Lana Turner.
Splendida l'attrice che interpreta Sarah Jane, che chissà come non ha avuto la carriera che si meritava.
Particolare interessante, gli uomini nel film non rivestono una grande importanza, per Sirk il belloccio John Gavin (a pochi mesi da Psycho), e Troy "scandalo al sole" Donanhue sono semplici testimoni di un complesso affettivo o ostile creato da donne.
Tutto fino all'imput finale; che ribalta tragicamente l'assurdità delle scelte in favore di una "fratellanza razziale universale", mentre Sarah Jane è costretta a vivere il rimorso della sua identità disconosciuta.
La solenne voce di Mahalia Jackson mi porta davanti uno di quei momenti incantevoli in cui è sofferto ma meraviglioso provare dolore, quando il cinema crea , con Sirk e pochissimi altri, quel senso narcotizzante di Visione Assoluta, e le lacrime non sono disposte mai a placarsi.

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