il gigante regia di George Stevens USA 1956
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il gigante (1956)

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locandina del film IL GIGANTE

Titolo Originale: GIANT

RegiaGeorge Stevens

InterpretiElizabeth Taylor, Rock Hudson, James Dean, Carroll Baker, Jane Withers, Chill Wills, Mercedes McCambridge, Dennis Hopper, Sal Mineo, Rod Taylor, Judith Evelyn, Earl Holliman, Robert Nichols, Paul Fix, Alexander Scourby, Charles Watts, Elsa Cárdenas, Carolyn Craig, Monte Hale, Sheb Wooley, Mary Ann Edwards, Victor Millan, Mickey Simpson, Pilar Del Rey, Maurice Jara, Noreen Nash, Ray Whitley, Napoleon Whiting, Fran Bennett, Elsa Aguirre, Barbara Barrie, Bert Stevens, Bess Flowers, Harold Miller

Durata: h 3.18
NazionalitàUSA 1956
Generedrammatico
Tratto dal libro "Il gigante" di Edna Ferber
Al cinema nel Gennaio 1956

•  Altri film di George Stevens

Trama del film Il gigante

Bick Benedict (Hudson), che discende da una famiglia di facoltosi allevatori texani, sposa Leslie (Taylor), una bella ragazza del Maryland. Jett (Dean), un bracciante che è innamorato senza speranza di Leslie, eredita un appezzamento di terreno che si scopre essere ricco di petrolio. Jordy si iscrive alla facoltà di medicina, poi sposa Juana, una messicana. Judy frequenta la scuola di economia rurale. Con la seconda guerra mondiale, Jett si arricchisce enormemente. Durante una festa a cui partecipano anche i Benedict, Bick scopre che Jett corteggia la sua terzogenita, Luz. Per uno sgarbo fatto a Juana, i Benedict lasciano la festa. Nella vecchia casa, i due coniugi ritrovano la serenità.

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Voto Visitatori:   7,78 / 10 (30 voti)7,78Grafico
Miglior regia
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Miglior regia
Migliore produttore straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Migliore produttore straniero
Miglior attrice debuttante (Carroll Baker)
VINCITORE DI 1 PREMIO GOLDEN GLOBE:
Miglior attrice debuttante (Carroll Baker)
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Voti e commenti su Il gigante, 30 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

topsecret  @  03/08/2023 15:10:02
   6 / 10
Certamente quando è uscito avrà suscitato entusiasmo nella critica di quel periodo, viste le candidature agli oscar ricevute, ma visto oggi mi sono chiesto il perchè una storia così ordinaria necessita di quasi 3 ore e mezza per essere raccontata. Viste anche le stupidaggini nella parte finale riguardanti il personaggio di James Dean, sono sempre più convinto che la mia non sia una domanda così peregrina.
Indubbiamente ben confezionato ma mi aspettavo un coinvolgimento maggiore e più intenso di quello che poi è stato. Il cast ha i suoi meriti, la regia non mostra grosse incertezze ma la storia e i dialoghi non hanno quel guizzo che mi convince ad assegnare un voto maggiore del 6.
Forse avevo alte aspettative ma, forse, IL GIGANTE sarà ricordato per sempre soltanto per essere l'ultimo film interpretato dell'iconico James Dean.
Mezza delusione.

Goldust  @  03/09/2016 10:40:20
   8 / 10
E' il film che consegnò al mito James Dean ma non va ricordato ( o amato ) solo per questo: "il Gigante" è una straordinaria epopea famigliare che attraversa ed esalta il mito americano, toccando tutti i temi più sensibili del tempo, dalla sete di potere al razzismo, dalla guerra all'industrializzazione, dal rapporto/scontro genitori - figli alle debolezze di una Nazione in rapida evoluzione. Pur non andando sempre a fondo alle questioni sopracitate Stevens tiene magicamente la barra dell'attenzione dritta fino alla fine, concedendosi solo qualche perdonabilissimo passaggio a vuoto, nel quale il balletto dei personaggi rischia di farsi stucchevole. E' chiaro che i pur ottimi Hudson e Taylor vengano però offuscati dalla stella di Dean ed a buon conto il film va considerato "suo". Entra quindi nella leggenda, varcando la porta riservata ai più grandi, la figura tragica ed allo stesso gentile del suo Dean, assolutamente dignitosa quando cerca fortuna abbandonando il ranch dei Benedict ed invece ridicola quando, imbottita di alcool, nella magistrale scena del ricevimento neanche riesce ad ergersi in piedi.
Da vedere, almeno una volta.

Il Fauno  @  07/08/2014 19:10:39
   7 / 10
Un classico del cinema che tuttavia non mi ha mai entusiasmato più di tanto, da vedere soprattutto per gli attori.

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  19/05/2014 11:47:37
   8 / 10
Il titolo è fuorviante,in quanto la figura del Gigante esce fuori solo a fine pellicola.
Non per questo il kolossal diretto da Stevens è da evitare.
Tre interpretazioni magnifiche(Hudson,Taylor,Dean) che fungono da colonna portante per una storia di una famiglia texana lunga 3 ore e passa.
Si rimane rapiti dalla costruzione accurata di una sceneggiatura che fa il suo sporco dovere di approfondire temi inattaccabili nel periodo dell'uscita del film,su tutti la segregazione razziale e il potere della donna all'interno di nuclei fortemente maschilisti.
Dean sugli spalti apre una ricca e sostanziosa parentesi sulla debole condizione di uomini assetati di potere pronti a tutto pur di far splendere il proprio nome su attività fruttuose e prolifiche.

Le musiche di Dimitri Tiomkin danno un'ulteriore spinta e carica alle scene dal forte impatto emotivo,che qui ce ne sono a bizzeffe.

Le location esterne e la fotografia accesa e colorita fanno il resto,una cornice ben architettata che rappresenta l'elemento tecnico più riuscito di tutto il film.

Il Gigante è un lungometraggio che non è affatto invecchiato male,anzi...si può piacevolmente seguire ancora adesso.
Cast che si muove in modo sagace a arguto all'interno delle riprese,una regia malleabile che ricerca numerose panoramiche ricche di dettagli e illuminate alla perfezione,e una trama con copiosi spunti di riflessione ancora attuali e condivisibili.

Da vedere almeno una volta nella vita,per farvi un'idea di come un filmone Made in USA non era definito tale solo per gli effetti visivi grandiosi.
Anche il copione aveva delle carte da giocare per tenere alta l'attenzione del pubblico.

Saluti dal vostro tnx di fiducia.

DogDayAfternoon  @  05/01/2014 13:40:07
   5½ / 10
Classicone colossale Hollywoodiano che ha perso ogni smalto. La storia presenta pochissimi spunti interessanti, l'unico personaggio e interprete che si distingue un po' è James Dean, l'unico ad essere fuori dagli schemi e per cui si prova un minimo di interesse. Tutto il resto è troppo impostato ed invecchiato, pure il personaggio di Leslie che dovrebbe essere a suo modo ribelle fa sorridere, con una Elizabeth Taylor che onestamente non mi è piaciuta.

Sinceramente stento a capire il successo e la notorietà di questo film, o quanto meno non lo condivido.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  24/12/2012 23:20:56
   6½ / 10
Classicone del cinema intramontabile ma con troppe sbavature. Sembra un incrocio tra film come "Via col vento" o "Il Padrino" ( tanto per citarne alcuni ) senza però raggiungere la pienezza di nessuno e l'eccessiva lunghezza non aiuta di certo. Il cast è di tutto rispetto con un James Dean impegnato nell'ultima sua interpretazione prima di morire ( non finì nemmeno le riprese mi pare ) e un Rock Hudson sempre in forma ( per non parlare della grande E. Taylor ) ma lo scorrere del film diventa monotono per via degli argomenti trattati con superficialità, l'interesse si perde quasi subito. Tra i vari classici "Il Gigante" mi ha un pò deluso anche se c'è da riconoscere che la regia di Stevens è perspicace e dinamica. C'è anche un giovane Dennis Hopper.

Lory_noir  @  27/07/2012 14:29:03
   7½ / 10
Sicuramente un film imponente da molti punti di vista. Semplice e definita l'interpretazione della grande Elizabeth Taylor che interpreta una donna forte e gentile. La fine è molto significativa ma il film, nella sua lunga durata non ha tanti momenti incisivi quanto mi sarei aspettato.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  18/01/2012 23:09:22
   9 / 10
Indimenticabile affresco storico e sociale dell'America che cambia e si trasforma, generazione dopo generazione, lotta dopo lotta, padri contro figli, passato che si scontra col futuro. Basato su un best seller della prolifica Edna Ferber, il film, oltre a rappresentare una testimonianza dell'incontrastabile potenza della Hollywood dell'epoca, è anche il bilancio umano di una nazione che non è stata in grado di mantenere il passo col suo stesso successo (come Jett Rink) e che, nell'ansia di garantire certezze, non è riuscita a creare proseliti (come la famiglia Benedict).
In oltre tre ore di straordinario spettacolo c'è posto per ogni tematica di interesse sociale per l'epoca (e non solo): economia, razzismo, arrivismo, autodistruzione, guerra; paradossalmente, la durata è insufficiente per approfondirle tutte. Ne scaturisce una saga familiare senza un minuto di noia ma il cui impianto narrativo tende piuttosto alla superficialità che non al rigore.
Resta uno dei più grandi e travolgenti classici americani di sempre, cui la regia di Stevens conferisce un respiro epico tutt'oggi emozionante, scandito superbamente dalla musica di Dimitri Tiomkin e monopolizzato da un cast magistrale in cui, inutile nasconderlo, Dean si erge a mito.
Magnifico il crescendo tensivo delle sequenze durante la cerimonia all'albergo di Rink ed il pestaggio alla tavola calda in cui viene fuori il 'vero' gigante.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento Giordano Biagio  @  20/11/2011 18:12:19
   9 / 10
Film superlativo per fotografia, recitazione, armonia dei personaggi già di per sè ben delineati, da un punto di vista psicanalitico da sottolineare come la depressione da successo del personaggio di Dean, che divenuto ricco... vedi spoiler

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  24/05/2011 19:46:15
   6½ / 10
Interminabile epopea di una famiglia del Texas tra allevamenti prima e petrolio poi...
La grande pecca del film è il suo dilungarsi troppo nel raccontare gli avvenimenti e di essere comunque prevedibile...piu' o meno assistiamo a 3 matrimoni (tutti amori a prima vista) e a qualche funerale!
Meglio quando il tema toccato è quello del razzismo,forse perche rispetto agli altri aromenti è piu' attuale...
Un film invecchiato male ma considerato un cult anche perche rappresenta l'ultima apparizione di James Dean...e contemporaneamente una delle prime di Denni Hooper...
"Il gigante" è uno di quei film alla "via col vento" ben confezionati,pieno di sentimentalismi, ma che è difficile vedere piu' di una volta nella vita...

Frankys  @  05/04/2010 09:43:35
   7 / 10
Bella trama, ottima regia, ottimi attori .. In generale un gran film.
Ma troppo, troppo lungo !!

cesare90  @  27/12/2009 20:12:02
   8½ / 10
Bella trama... con un eccezionale James Dean,ke anke in questo film si dimostra un mito, lasciando il segno e rubando la scena alla coppia hudson-taylor.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  28/11/2009 18:41:49
   7½ / 10
Antesignano delle soap-opera, "Giant" è un film classico che propende fin troppo nelle derive sentimentali della vicenda. Un film controverso e indubbiamente affascinante, che ha fatto innamorare tante generazioni, ma non privo di una certa ambiguità. No, non è quella dei gossip riferiti alle avances di Hudson nei confronti di Dean durante il set (il film è uscito postumo dopo la morte di Dean).
E' qualcosa di squisitamente... ideologico: la rappresentazione della famiglia-tipo repubblicana stride con l'inferno dell'improvviso American Dream del personaggio di Dean, costretto da Stevens a diventare da vittima vincente a... (sì lo so è un termine un pò forte) "carnefice" di se stesso.
Per quale ragione un personaggio originariamente provvisto di un senso pragmatico diventa necessariamente un folle ribelle assetato di potere e vizio?
E qui si potrebbe continuare, indipendentemente dalla scelta stilistica del buon Stevens, quando cerca (riuscendoci solo in parte) di recuperare l'immenso talento epico del suo capolavoro assoluto ("Shane").
Gli esterni sono comunque eccezionali (Altman si è ispirato al film per un film complesso e invero felicissimo come "Jimmy Dean Jimmy Dean"), non altrettanto gli attori. A parte Dean, sono proprio i comprimari a entrare perfettamente nei personaggi.
Il ventenne Dennis Hopper sembra più vecchio di 15 anni

paride_86  @  06/11/2009 01:56:46
   8 / 10
Un kolossal d'altri tempi, un grande calderone con dentro un po' di tutto: femminismo, contrasto sociale e culturale, pedagogia ecc.
Il tutto al servizio di un cast d'eccezione e di un unico vero protagonista: il Texas.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  19/10/2009 15:32:53
   7 / 10
Risente in negativo dell'eccessiva durata, non mi ha convinto nonostante le ottime interpretazioni. Ci sono però dei bei momenti e almeno due scene sono secondo me memorabili:

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Gruppo REDAZIONE amterme63  @  06/04/2008 11:42:37
   5 / 10
Questo è il primo classico hollywoodiano che mi ha sinceramente deluso. Ho fatto molta fatica per arrivare fino in fondo alla lunghissima visione. Il fatto è che Il Gigante vuole essere un kolossal senza avere nessuna caratteristica artistica che lo possa far apparire come tale. La lunghezza del film, l’ampliezza del periodo trattato, i fatti di taglio epico, i grandi valori etici rappresentati non sono una garanzia di successo se vengono trattati in maniera un po’ convenzionale, quasi superficiale. Tanto più che in questo film non ci sono interpretazioni intense o indimenticabili, né la tecnica di ripresa o le scenografie risaltano per qualche caratteristica che altri film non hanno.
Il film si rifà ad alcuni grandi modelli senza raggiungere la loro intensità. Ha un ché di “Via con vento” nel trattamento di eventi storici e nel ricreare un modello sociale (in questo caso il Texas), ricalca il tema di “L’orgoglio degli Amberson” nella descrizione di una famiglia dell’alta società alla prese con lo sviluppo economico, scimmiotta i film western con le loro distese desertiche, la sana vita all’aria aperta e le grandi mandrie di bestiame, si riallaccia ai film cautamente progressisti degli anni ’50, dove si cerca di trattare temi politici scottanti in maniera coperta o indiretta. In altre parole si vogliono trattare diversi temi senza approfondirne nessuno.
Prima di tutto il film fallisce nella rappresentazione dei fatti. Tutto avviene in maniera veloce e schematica: quasi sempre basta ai personaggi un paio di sguardi per capire che hanno a che fare con la persona giusta e nella scena seguente assistiamo già alle nozze. Gli eventi si susseguono in maniera frettola e tutto sommato prevedibile e banale. I personaggi non hanno tempo di sviluppare coerentemente e approfonditamente il loro carattere, fatto sta che restano sostanzialmente uguali sia da vecchi che da giovani. Ognuno di loro ha un carattere ben definito, molto rappresentativo e convenzionale. Sono tutti per lo più stereotipi, piuttosto che persone in carne e spirito. E’ una collezione di luoghi comuni nelle tipologie di persone rappresentate e nel loro comportamento (il tipico allevatore, il tipico texano, il tipico Maryland, ecc.). Ovviamente si fa profusione di patriottismo con tante bandiere e belle cerimonie, come pure di buoni e perbenistici sentimenti. Il solido valore della famiglia è esaltato e glorificato. Qualsiasi contrasto e problema è presto e velocemente risolto con eleganza e facilità, grazie alla “aurea mediocritas” di questa idealizzata quanto falsa famiglia americana.
Oltre al classico tema della conciliazione fra l’anima repubblicana e quella democratica della nazione, il film tenta anche un discorso politico di integrazione razziale. Lo fa però in maniera molto blanda e prudente. Intanto tutto si basa su presupposti paternalistici. Si tratta di una concessione dall’alto. Gli ispanici e gli indiani rimangono comunque nei loro villaggi con il loro atteggiamento di sottomissione, magari si elargisce qualche briciola di ricchezza che cade dalla mensa del superricco. Del resto tornano utili come carne da macello per eventuali guerre, tanto basta buttare una bella bandiera americana sulla bara e tutti sono contenti. Per l’integrazione sociale c’è sempre la “soluzione Berlusconi”, basta sposare il figlio di un grande miliardario, ecco allora che il problema dell’integrazione viene risolto: il nome del potente apre così tutte le porte. Le inquadrature insistite di bambini biondi e mulatti uno accanto all’altro assumono perciò un significato molto simbolico, quasi fine a se stesso. Un po’ di lustro a buon mercato per il film e basta.
Le interpretazioni degli attori risentono un po’ della convenzionalità stilistica. Rock Hudson è completamente fuori personaggio, non riesce a caratterizzarlo per niente. Liz Taylor è decisamente sotto tono. Fa eccezione James Dean, giusto perché da “ribelle” qual è, ha voluto intepretare il personaggio a modo suo, togliendolo dal suo contesto sociale e rendendolo quasi una copia di se stesso. Non abbiamo davanti a noi Jett con la sua ambizione repressa, la sua voglia di vendetta, il cinismo e la spregiudicatezza; no, abbiamo davanti un essere fragile, contorto, infelice. Il modo di recitare è sempre il suo caratteristico: posture adagiate o incerte, strascicature nel parlare, il suo risolino e lo sguardo perso. Insomma solo lui riesce, anche se fuori tema, a dare spessore e vita al suo personaggio. Non basta però a rialzare le sorti di un film kolossal fallimentare.
Volevo però omaggiare Mercedes Mc Cambridge. Mi piace sempre di più. La sua interpretazione della “cattiva” è l’unica che mi abbia emozionato.

Paolo70  @  23/03/2008 18:34:14
   8 / 10
Bel film anche se risulta un pò lungo. Bravi Rock Hudson, James Dean e Liz Taylor nelle loro rispettive interpretazioni.

Vegetable man  @  25/02/2008 11:17:54
   8 / 10
Un'epopea vecchio stampo, che racconta le contraddizioni dell'america attraverso la saga familiare di un allevatore del texas. Tra i protagonisti, spicca soprattutto J.Dean (sorprendente il suo 'invecchiamento'), chiamato a rappresentare un'umanità avvizzita e corrotta dal nuovo capitalismo petrolifero. "Il gigante", tuttavia, appare oggi un po' datato, in particolar modo nei tempi narrativi.
Ad ogni modo, il voto è comunque alto, perchè quando un film entra nell'immaginario collettivo e viene citato così spesso come questo significa che ha fatto storia.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  04/01/2008 14:39:48
   7 / 10
Potremmo definirla una saga famigliare racchiusa in un unico, lunghissimo, film.
E detto questo verrebbe spontaneo un accostamento al Padrino, il film che per eccellenza esalta la famiglia, con l'unica differenza che nel Padrino vita, morte e miracoli di tre generazioni di Corleone sono suddivisi in tre film (ed inoltre stiamo parlando di una famiglia molto particolare, qui invece sono solo allevatori).
Qualcun altro ha azzardato un accostamento a Via col vento, storia d'amore tormentata ma nn solo, c'è anche spazio per raffigurare attorno un contesto storico e culturale ben preciso.
Insomma Il gigante ci fa vedere di tutto, si parte con l'acquisto di un cavallo da parte di Bick Benedict, il matrimonio con Leslie, il ritorno in Texas, l'impatto di Leslie con la dura vita texana, l'incontro con il giovane Jett, fino ad arrivare alla seconda generazione di Benedict già cresciuta e lanciata sul lavoro.
Diciamo che non è proprio il massimo per divertirsi...

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  01/10/2007 01:22:20
   8½ / 10
LA RIVALSA, IL RISCATTO SOCIALE E LA VENDETTA NEI CONFRONTI DI CHI HA SEMPRE AVUTO TUTTO, DALLA RICCHEZZA ALLA DONNA "PERFETTA", NON SONO SERVITI A COLMARE LE LACUNE AFFETTIVE DI UN UOMO CHE SI E' DEDICATO, PER UNA VITA INTERA, AD UNA FORSENNATA SCALATA VERSO LA RICCHEZZA E IL POTERE. JAMES DEAN, IN QUESTO RUOLO TRAGICO, SEMBRA QUASI IL RICHARD FOSTER KANE DI "QUARTO POTERE": EGLI RIESCE AD OTTENERE TUTTO TRANNE LA COSA CHE GLI PREMEVA DI PIU': L'AMORE DI LESLEY, LA DONNA DELL'UOMO CHE HA SEMPRE RAPPRESENTATO PER LUI IL SIMBOLO DELL'INGIUSTIZIA SOCIALE. MA PROPRIO LUI, DEAN/JETT, DIVERRA', CON IL POTERE, UN SOGGETTO ANCORA PEGGIORE DEL SUO "RIVALE".
SULLO SFONDO VENGONO DESCRITTI IL PROVINCIALISMO E I PREGIUDIZI DELL'AMERICA DEL TEXAS E, PIU' IN GENERALE, DI QUELLA PARTE (LA MAGGIORE) DI AMERICA CHE VIVE AL DI FUORI DELLE GRANDI METROPOLI.
FILM VERAMENTE BEN FATTO. PECCATO PER IL FINALE "BUONISTA".

1 risposta al commento
Ultima risposta 05/10/2007 21.25.20
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superfoggiano  @  13/09/2007 17:53:13
   7½ / 10
gran bello spicco del Texas, magnifiche le inquadrature e la musica, cosi come la trama, ma solo l'interpretazione di James Dean vale tutto il film....

dgarofalo  @  18/06/2007 15:02:38
   8½ / 10
grandissime interpetrazioni e una bella trama la taylor bellisima
da vedere assolutamente

MisterX  @  16/05/2007 11:58:38
   10 / 10
semplicemente grande...

hurricane  @  04/04/2007 20:17:04
   8 / 10
Un buon film che narra le vicende della moglie di un ricco proprietario terriero e tutto cio' che le circonda, luoghi, persone e storie di altre persone che si intrecciano.
Il film cmq segna un pokino il passo, risulta un po' prolissso ma la regia bisogna dire che e' ottima.
Dean come sempre sopra le righe.
Sarà il fatto che la protagonista principale e' Liz Taylor e mi sta sulle p a l l e, che contribuisce insieme alla sua recitazione a rendere prolisso il film e levare qualcosina al risultato finale.
Cmq merita di essere visto..

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  03/01/2007 18:33:19
   7½ / 10
Affascinante affresco di un'epoca, con un James Dean affascinante nel ruolo dello strafottente Jett. Purtroppo troppo spesso la velleitarietà dell'opera segna il passo , e la lunghezza eccessiva tende a sfiancare lo spettatore.
Ciononostante, "Il gigante" rimane un'opera di indubbio spessore, abile nel tratteggiare i propri personaggi conferendo loro una delicata umanità.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohà  @  03/01/2007 17:31:42
   8 / 10
Bel filmone con ottimi attori. Una saga famigliare, un patriarca, una storia di rivalità durate una vita.
Ho trovato che la recitazione meno convincente fosse quella di James Dean, qui un maledetto malato di protagonismo e fondalmentalmente vile. Farlo passare da ventenne ad ultra cinquantenne non deve essere stato tanto facile.
Smorta e poco convincente, a mio avviso, la recitazione di Juana (non so il nome dell'attrice).
Però, tutto sommato, un film gradevole che scorre senza noia.

Ch.Chaplin  @  01/01/2007 23:54:28
   9½ / 10
sicuramente meraviglioso..nn è un capolavoro x cui nn do 10, ma è veramente intelligente e girato senza pecche.stavolta il ragazzo ribelle fa i soldi, ma si trova in una situazione peggiore di quella di prima. mi è piaciuto moltissimo lo sforzo di intersecare le vaire storie e le varie critiche: 1. la ricchezza (prima con rick e poi con jett) 2. le discriminazioni razziali (juana e i messicani xkè è ambientato in texas, fosse stato in georgia si sarebbe tratto di neri) 3. la rigorosa ed antiquata mentalità del sud degli states (di cui il texas è ancora il gran caposaldo) in contrapposizione alla mentalità + moderna ed aperta di leslie (ke viene dal maryland) 4. la questione pedagogica riguardo l'educazione dei figli, ai quali bisogna dare la libertà di scegliere. il tutto condito da attori di primissimo livello. grandissima interpretazione di james dean, morto (1955) prima dell'uscita del film (1956). pace all'anima sua

tati  @  11/01/2006 14:36:35
   10 / 10
che bello quando il cinema era cosi'superlativo:::::::::::::meraviglioso

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  25/07/2005 08:59:08
   8 / 10
Terzo e ultimo film di Dean che non arrivò alla fine delle riprese alimentando così il suo mito, tutto sommato inferiore agli altri 2 ma comunque da vedere, un grande affresco del Texas e di una intera epoca.

KANE  @  15/07/2005 13:31:33
   9 / 10
filmone del tipo saga familiare diventato cult!
terzetto formidabile di attori: Rock Hudson, Elizabeth Taylor e James Dean ....meglio di così?....
strano che nessuno l'abbia mai votato

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