Recensione train de vie - un treno per vivere regia di Radu Mihaileanu Francia, Belgio, Olanda, Israele, Romania 1998
al cinemain tvanteprimearchivioserie tvblogtrailerclassifichespecialiregistiattorirecensioniforumfeedmy
Skin Filmscoop in bianco Filmscoop nostalgia
Ciao Paul!
Ricerca veloce:       ricerca avanzatabeta

Recensione train de vie - un treno per vivere (1998)

Voto Visitatori:   8,25 / 10 (91 voti)8,25Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
Miglior film straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO DAVID DI DONATELLO:
Miglior film straniero
Dimensione testo: caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

locandina del film TRAIN DE VIE - UN TRENO PER VIVERE

Immagine tratta dal film TRAIN DE VIE - UN TRENO PER VIVERE

Immagine tratta dal film TRAIN DE VIE - UN TRENO PER VIVERE

Immagine tratta dal film TRAIN DE VIE - UN TRENO PER VIVERE

Immagine tratta dal film TRAIN DE VIE - UN TRENO PER VIVERE
 

C'era una volta... il film inizia come una fiaba e scorre leggero sui binari della commedia.
Scelta azzardata, quantomeno singolare, quella di scrivere una sorta di farsa sull'Olocausto, ma il risultato è sorprendente.
"Ridere è un altro modo di piangere" dice il regista, Radu Mihaileanu, la cui famiglia fu internata in un lager. Un dolore atavico il suo, un dolore che viene qua trasfigurato nella risata, ma non per questo sminuito. Nella vita è costante la compresenza di comico e tragico e l'invito pascoliano a cercare nelle cose il loro sorriso e la loro lacrima come due elementi inseparabili è poeticamente vero. Così il regista sceglie di raccontarci in altra forma la tragedia del suo popolo, in modo surreale e ironico, quasi a volerne dissacrare l'orrore. Lo fa ispirandosi all'universo onirico del concittadino Ionesco, al suo teatro dell'assurdo, i cui rimandi la critica ha intravisto, unanime, nel racconto di Mihaileanu, così come ha colto l'evidente richiamo al regista Ernest Lubitsch (ebreo dell'Est come lui) e al suo film "Vogliamo vivere", che nel '42 affrontava per primo in forma di commedia la tematica antinazista, irridendo la tragedia della Shoah.

Egli fu quindi il precursore di un'idea poco ortodossa ma di successo, seguita da altri artisti tra cui il nostro Benigni che, nello stesso anno d'uscita di "Train de vie" (1998), concepisce e dà vita ad un'altra commedia sullo stesso tema, "La vita è bella". Il lungometraggio italiano ebbe una distribuzione capillare e grazie alle operazioni di marketing per il suo lancio, ottenne maggiore popolarità, amplificata dalla vittoria dell'Oscar. "Train de vie" fu forse in parte oscurato dal film di Benigni, conquistò tuttavia il pieno consenso della critica e del pubblico e vinse il David di Donatello come miglior film straniero.
Tra le due opere esistono marcate differenze, denominatore comune lo stile narrativo "favolesco", ma risalta subito nel gioiello cinematografico di Mihaileanu, l'ironia grottesca e delicata insieme sui vizi e sulle virtù ebraici, tipica dell'umorismo Yiddish, sempre un po' malinconico e rassegnato, certamente privo dell'enfasi buonista del film di Benigni.

Il regista, ebreo franco rumeno, reduce da una dolorosa storia famigliare di continui abbandoni e di partenze improvvise, ci racconta il sogno della fuga di un villaggio ebraico dall'orrore dei campi di sterminio nazisti. Il soggetto è insolito e la sceneggiatura brillante.
Nel 1941 gli abitanti di uno shtetl dell'Est europeo vengono a sapere da Schlomo, il matto della piccola comunità, voce narrante del film, che i villaggi ebraici limitrofi sono stati distrutti e i loro abitanti deportati dall'esercito nazista. Lo stesso Schlomo suggerisce un'idea tanto geniale, quanto improbabile: organizzare una straordinaria messa in scena per sfuggire all'orrore, una falsa deportazione. Acquistano, pezzo per pezzo, un convoglio ferroviario, mimetizzandolo da treno nazista diretto ai lager, e partono. Meta: la Russia e infine la Palestina, terra promessa.
Un treno per vivere, appunto, immaginato dalla mente (insana?) dello scemo del villaggio, che sul tetto del convoglio in corsa urla la sua gioia con le braccia spalancate alla vita, un grido dell'anima, per il quale è difficile non commuoversi.

Ma è la rappresentazione collettiva ad offrirci spunti comici irresistibili e battute frizzanti, dall'esilarante interpretazione di nazista da parte di alcuni reietti, costretti dal pericolo incombente ad imparare velocemente un tedesco inappuntabile: "in fondo lo yiddish non è altro che la parodia del tedesco con dentro l'umorismo, basta togliere l'umorismo per parlare bene il tedesco"; all'organizzazione dei vagoni del treno in soviet, istituita da alcuni giovani convertiti al comunismo: "Ebrei-comunisti in un solo treno, un bel risparmio per il Reich".

Il racconto scivola via a ritmo veloce, le battute si susseguono concitate, tra bisticci di amori appena sbocciati e subito sfioriti e diatribe ideologiche fra i transfughi troppo immedesimati nei propri ruoli; superano indenni posti di blocco, inseguiti dai veri soldati tedeschi e da un commando partigiano comunista incaricato di far saltare il treno "nazista" in una situazione paradossalmente comica.
"I tedeschi di confessione israelitica sono da considerarsi nazisti o ebrei?" - si chiedono increduli i partigiani assistendo basiti alla cerimonia Yiddish in cui ariani e semiti pregano insieme. E ancora il paradosso del povero sarto che, prigioniero per una notte dei veri SS, liberato addirittura da un falso feldmaresciallo (l'ebreo Mordechai), racconta ai compagni ritrovati che i nazisti sono disumani e che "solo i nostri nazisti sono veri ebrei".
Impossibile compendiare in un commento le argute trovate dialettiche e gli strepitosi dialoghi del film (tradotti da Moni Ovadia,esperto di cultura yiddish).

Il tono irrisorio della parodia, si smorza nei momenti in cui il dramma, mai sopito, riaffiora: le due sequenze, quella triste dell'addio del rabbino alla propria sinagoga e il definitivo congedo degli abitanti dello shtelt dalle loro case; quella della distruzione del villaggio ebraico da parte di un vero reparto militare nazista, con il dettaglio sull'incenerimento della torah e delle suppellettili destinate al rito liturgico, identità della cultura yiddish, ci riportano alla realtà inaccettabile, mascherata dalla favola di un matto. Favola dove la musica modula l'intera narrazione e diventa motivo socializzante nella gioiosa scena dell'incontro dei nostri fuggiaschi con un gruppo di zingari ideatori della stessa farsa: si entra all'improvviso in un film di Kusturica con i gitani che danzano al ritmo frenetico delle splendide musiche di Bregovic.

La storia pare concludersi con una grande festa tra due culture lontane, ma unite da un unico destino di emarginazione e di morte. Tuttavia permane costante l'essenza tragica del momento storico, e sul sorriso aleggia per l'intero film una soffusa e struggente malinconia, che affiora dagli stessi personaggi. Dalla tenerezza con cui il rabbino, paziente mediatore, segue la sua gente, premuroso come un padre di famiglia, ma talvolta insofferente con il suo Dio (Dio, certe volte mi chiedo se sei un po' sadico); dalla paura e dal peso della responsabilità con cui il saggio Morderchai è costretto, suo malgrado, ad assumere il ruolo di capo-nazista, fino ad identificarvisi; dall'entusiasmo puerile e utopistico del simpatico ebreo marxista, bonariamente sovversivo. Infine, su tutto, emozionano i gesti, lo sguardo, le parole del matto Schlomo, che evoca il dramma imminente con poetica levità. A lui il regista affida l'osservazione più arguta: "Vi preoccupate se Dio esiste, vi siete mai chiesti se l'uomo esiste? L'uomo ha creato Dio solo per inventare se stesso, per non essere dimenticato".
E al suo volto, perfetta maschera tragico-comica, il regista affida la scena finale, dove la linea sottile di confine tra dramma e ironia, tra sogno e realtà, si assottiglia fino a svanire.

Commenta la recensione di TRAIN DE VIE - UN TRENO PER VIVERE sul forum

Condividi su Facebook Condividi recensione su Facebook


Recensione a cura di Pasionaria - aggiornata al 04/05/2006

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell'autore e non necessariamente rappresenta Filmscoop.it

In programmazione

Ordine elenco: Data   Media voti   Commenti   Alfabetico

2 cuori e 2 capanne2000 metri ad andriivka28 anni dopo: il tempio delle ossa40 secondiabout luisallevi - back to lifeammazzare stancaarticolo 1attitudini: nessunaavatar - fuoco e cenere
 NEW
ben - rabbia animalebobo'breve storia d'amorebrunello - il visionario garbatobuen caminobuon viaggio, mariebus 47caravaggio a roma - il viaggio del giubileocarmen e' partitac'era una volta mia madredie my lovedivine comedydreams (2025)
 NEW
elena del ghettoellie e la citta' di smeraldoeternity (2025)evenfather mother sister brotherfilmlovers!five nights at freddy's 2gioia miagiovani madri
 NEW
greenland 2: migrationhambre
 NEW
il dono piu' prezioso
 R
il maestro (2025)il mio nome e' nevenkail primo figlioil profeta (2025)il rapimento di arabellain the hand of dantejay kellyjujutsu kaisen: esecuzionela camera di consigliola graziala mano sulla culla (2025)la mia famiglia a taipeila piccola ameliela ragazza di ghiaccio
 NEW
la scelta di joseph
 NEW
la scomparsa di josef mengele
 NEW
la stanza di marianala villa portoghese
 NEW R
la voce di hind rajab
 NEW
l'agente segreto (2026)laghat - un sogno impossibilel'anno nuovo che non arriva
 NEW
le cose non detteleopardi & col'illusione perfetta - now you see me 3lo schiaffo (2025)lo sconosciuto del grande arcol'ombra del corvolupin the iiird: the movie - la stirpe immortalemarty supreme
 NEW
melania
 NEW
memoria di una rivoltamercy: sotto accusamonsieur aznavournguyen kitchennino. 18 giornino other choice - non c'e' altra sceltanorimberganorth - la regina delle nevioi vita miaorfeo (2025)polvo seran - polvere di stellepredators (2025)prendiamoci una pausaprimavera (2025)put your soul on your hand and walkradio solaire - radio diffusion ruraleregretting you - tutto quello che non ti ho dettoreturn to silent hillricardo e la pitturarino gaetano - sempre piu' bluscarletsemplice cliente
 NEW
send helpsentimental valueshelby oaks - il covo del malesiratsognando rossosong sung blue - una melodia d'amoresorry, babyspongebob - un'avventura da piratithe age of disclosurethe encampments - gli accampamentithe running manthe smashing machinethe teacher (2023)tony, shelly e la luce magicatroll 2 (2025)tua madreultimo schiaffoun inverno in coreaun topolino sotto l'alberouna di famigliavasvita privata (2025)wake up dead man - knives outwicked - parte 2zootropolis 2

1068887 commenti su 53121 film
Feed RSS film in programmazione

Ultimi film inseriti in archivio

CARLOS ALCARAZ: A MODO MIOPLAYING GODQUALE ALLEGRIARICK AND MORTY - STAGIONE 8TRAIN DREAMS

Ultimo film commentato

Ultimo post blog

Speciali

Speciale SHOKUZAISpeciale SHOKUZAI
A cura di The Gaunt

Ultime recensioni inserite

in sala


IL MAESTRO (2025)
Locandina del film IL MAESTRO (2025) Regia: Andrea Di Stefano
Interpreti: Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano, Paolo Briguglia, Valentina Bellè, Edwige Fenech
Genere: commedia

Recensione a cura di The Gaunt

A HOUSE OF DYNAMITE
Locandina del film A HOUSE OF DYNAMITE Regia: Kathryn Bigelow
Interpreti: Idris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts, Anthony Ramos, Moses Ingram, Jonah Hauer-King, Greta Lee, Jason Clarke
Genere: thriller

Recensione a cura di The Gaunt

archivio


SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA
Locandina del film SEPTEMBER 5 - LA DIRETTA CHE CAMBIO' LA STORIA Regia: Tim Fehlbaum
Interpreti: John Magaro, Leonie Benesch, Peter Sarsgaard, Ben Chaplin, Zinedine Soualem, Georgina Rich, Corey Johnson, Marcus Rutherford, Daniel Adeosun, Benjamin Walker, Ferdinand Dörfler, Solomon Mousley, Caroline Ebner, Daniel Betts, Leif Eduard Eisenberg, Sebastian Jehkul, Rony Herman, Jeff Book, Robert Porter Templeton, Stephen Fraser, Leon Dragoi, Doris Meier, Mark Ruppel, Christine Ulrich, Günther Wernhard, Antje Westermann, Harry Waterstone, Andreas Honold, Stefan Mittermaier
Genere: drammatico

Recensione a cura di The Gaunt

NOSFERATU (2024)
Locandina del film NOSFERATU (2024) Regia: Robert Eggers
Interpreti: Lily-Rose Depp, Nicholas Hoult, Bill Skarsgård, Aaron Taylor-Johnson, Willem Dafoe, Emma Corrin, Ralph Ineson, Simon McBurney, Adéla Hesová, Milena Konstantinova, Stacy Thunes, Gregory Gudgeon, Robert Russell, Curtis Matthew, Claudiu Trandafir, Georgina Bereghianu, Jordan Haj, Kateřina Bílá, Maria Ion, Tereza Dušková, Liana Navrot, Mihai Verbintschi, Karel Dobrý, Andrei Sergeev, Matěj Beneš, Marek Pospíchal, Jan Filipenský, Alex East, Christian Dunckley Clark
Genere: horror

Recensione a cura di Harpo

Ultima biografia inserita

Casualmente dall'archivio

Novità e Recensioni

Iscriviti alla newsletter di Filmscoop.it per essere sempre aggiornarto su nuove uscite, novità, classifiche direttamente nella tua email!

Novità e recensioni
 

Site powered by www.webngo.net