profumo di donna (1974) regia di Dino Risi Italia 1974
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profumo di donna (1974)

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locandina del film PROFUMO DI DONNA (1974)

Titolo Originale: PROFUMO DI DONNA

RegiaDino Risi

InterpretiMoira Orfei, Alessandro Momo, Agostina Belli, Vittorio Gassman

Durata: h 1.40
NazionalitàItalia 1974
Generesentimentale
Al cinema nel Dicembre 1974

•  Altri film di Dino Risi

Trama del film Profumo di donna (1974)

Il capitano Consolo (Gassman) ha perso la vista in seguito a un incidente. Pur nascondendo la disperazione sotto una cinica maschera da uomo di mondo, decide di suicidarsi. Accompagnato da un candido soldatino, si mette in viaggio per Napoli, dove vuole attuare il suo gesto estremo, ma l'amicizia del giovane e l'amore di una ragazza dai sentimenti puri lo faranno desistere.

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Voto Visitatori:   8,30 / 10 (53 voti)8,30Grafico
Migliore regista (Dino Risi)Migliore attore protagonista (Vittorio Gassman)
VINCITORE DI 2 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Migliore regista (Dino Risi), Migliore attore protagonista (Vittorio Gassman)
Miglior film straniero
VINCITORE DI 1 PREMIO CÉSAR:
Miglior film straniero
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Voti e commenti su Profumo di donna (1974), 53 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gigetto01  @  12/05/2020 15:08:50
   7½ / 10
Storia molto drammatica, specie la seconda parte. Rispetto al remake americano questo è molto più tragico,molto più triste. onestamente ho preferito Pacino nel ruolo del ufficiale non vedente, Gassman l'ho trovato troppo pomposo forse, e alcune scene erano obiettivamente un po' lente. Comunque un ottimo film ugualmente, bravo Dino Risi.

BlueBlaster  @  30/12/2019 13:56:19
   7 / 10
Un grandissimo Vittorio Gassman!
Buona storia, una prima parte molto divertente ed una seconda piuttosto triste...
Purtroppo alcune parti non mi sono piaciute più di tanto ed a fronte di un inizio che mi era piaciuto molto l'evoluzione del racconto non mi ha entusiasmato.
Nel complesso non lo reputo un capolavoro ma un bel film da vedersi.

Goldust  @  05/12/2017 18:26:30
   7 / 10
Un Gassman a cinque stelle in una delle sue interpretazioni migliori per un film che coniuga la presa di coscienza del proprio stato psicofisico ( il Capitano che nasconde le proprie debolezze dietro una maschera di cinismo e sfacciataggine ) con un viaggio "di formazione" nel quale la giovane recluta accompagnatrice del Capitano affronta doveri e piaceri della vita. Funziona meglio la prima parte, caciarona e scoppiettante, rispetto ad una seconda più seria ed introspettiva. Recupererò a breve anche il remake con Al Pacino.

david briar  @  24/08/2017 15:14:18
   7 / 10
Credo che sia più o meno sullo stesso livello del remake americano con Al Pacino, che ha il merito di essere un remake con un senso, ovvero sperimentare come questa strana coppia possa funzionare nel cinema americano. Il soggetto, peraltro, si adatta benissimo al cinema americano, anche se forse sarebbe stato meglio realizzarlo prima degli anni 90, dove quel modo di fare cinema un po' alla classica con un montaggio più moderno e ritmato stava entrando un po' in una fase di stanca.

Il film italiano va da tutt'altra parte rispetto al remake, puntando quasi tutto sull'eutanasia(presa seriamente, e non come un dispetto) e coerentemente all'italianità della pellicola, su scene comiche e sul colore "locale", gli accenti. Dopotutto questo film potrebbe ascriversi alla fase calante della commedia all'italiana, in cui partendo dalla commedia si finiva per fare film che tentavano di impostare una riflessione e una contemplazione maggiore già durante la durata, attraverso la malinconia dei personaggi. Questo ne è un esempio tipico: è un buon film agrodolce, spesso divertente e non banale, ma il finale e la motivazione che gli viene data tradisce buona parte delle premesse precedenti e soprattutto toglie efficacia al film, sia per l'atmosfera creata, ma soprattutto rovina il "prendere un film sul serio". Magari , con una seconda parte e soprattutto un finale diverso, avrebbe fatto meno soldi quando è uscito, ma sarebbe rimasto maggiormente nella storia del cinema italiano. Peccato..

andrea90  @  09/08/2016 16:44:51
   9½ / 10
Struggente e malinconico come pochi , vergognosamente dimenticato dagli Oscar ( ebbe ben 2 nomination di cui una per la sceneggiatura cosa assai rara per un film non made in Usa) , ma fortunatamente premiato come di dovere in Europa.
Una delle vette più alte del cinema di Risi con un Gassmann nel ruolo della sua vita ( almeno secondo me) e una bellissima Agostina Belli.
Stupende le musiche del maestro Trovajoli, davvero impossibile non commuoversi...

fabio57  @  16/02/2016 14:00:10
   9 / 10
Questo capolavoro di Risi è purtroppo l'ultimo film di Alessandro Momo che di li a poco scomparve in seguito a un tragico incidente stradale, peccato perché era un attore molto promettente e qui ci offrì forse la sua interpretazione migliore. Ho letto di alcuni utenti che si sono dilettati a paragonare questo al remake americano che ne è stato fatto in tempi relativamente recenti. Il confronto è improponibile. La versione americana in cui il ruolo di Gassman è interpretato, peraltro con molta professionalità da Al Pacino, snatura completamente. l'originale, in cui il dualismo tra il cieco invalido e il suo attendente è struggente e doloroso, non ci sono maestri e lezioni di vita, ma solo solitudine e incomunicabilità ,in quell'altra la chiave di lettura è didattica, l 'allievo onesto ma sprovveduto impara dal vecchio cieco come farsi furbo e superare gli intralci di commilitoni più scafati e furbi i di lui. In questo film non ci sono istruzioni e indicazioni per l'attendente , che è disorientato , passivo e perdente , non vede l'ora di rientrare a casa e lasciare tutto questo alle spalle, non impara ma assiste con commozione all'orgogliosa spavalderia del vecchio colonnello

pak7  @  05/01/2014 03:42:18
   7½ / 10
Conoscevo inizialmente solo il remake americano con Al Pacino: storia ovviamente molto simile, anche se il film di Risi risulta un pò più malinconico. Li metto sullo stesso piano.

vieste84  @  23/10/2013 18:21:48
   10 / 10
L'ho visto una prima volta e sono rimasto abbastanza perplesso, non mi aveva convinto credendo fosse un film sopravvalutato, poi vedendo tutte le altre interpretazioni di Gassman e capendo che si trattava di uno dei migliori attori mai esistiti ho deciso di dare una seconda visione a quest'opera visto che probabilmente mi era sfuggito qualcosa.

Già dopo la prima mezz'ora mi ero reso conto della straordinaria e difficilissima performance di Gassman, ma poi anche grazie all'apparizione di Agostina Belli cresce tutto il pathos generale del film, Gassman tocca livelli assoluti di classe sopraffina, arrivando a capire quali sono le sue reali intenzioni e cosa realmente vuole senza tanti cinismi. Io personalmente nel finale ho sfiorato le lacrime, non ci credo che un attore possa fare una parte del genere eppure ci è riuscito. Lo dico con tutta franchezza, il film è poca cosa, gli altri attori son principianti la prima mezz'ora è una commedia tipo come l'inizio del "sorpasso", ma il merito della pellicola sta tutta nell'interpretazione del Generale ed è per questo che ad oggi, dopo un migliaio di film visti, posso azzardare che questa qui è la performance attoriale tra le più complete, più difficili, più toccanti e più sentita della storia del cinema. Mi viene da dire questo e forse è dettato del fatto che è come se ero in debito con questa pellicola dopo la prima visione, ma fatto sta che questo è un film super riuscito, il mio preferito di Dino Risi e Gassman è bravo a interpretare un uomo dalla dura maschera cinica che nasconde le sofferenze della vita.......applausi
Aggiungo che qualsiasi parte si tratti, dal cieco al cavaliere medievale, dall'arrivista all'ingegnere senza scrupoli e meschino, dal soldato milanese al truffatore bolognese, da tutto l'istrionismo mostrato nei mostri al 40enne che si mantiene giovane nel Sorpasso, qualsiasi parte che fa è perfetta ed interpretata con una perfezione maniacale. Possiede una completezza senza eguali e una forte presenza scenica con una voce squillante, convincente e adatta nei ruoli comici e drammatici.......oggi di attori cosi in italia ce ne sono a bizzeffe vero?

DogDayAfternoon  @  13/10/2013 13:26:58
   7½ / 10
Uno degli ultimi acuti del cinema italiano, la straordinaria storia di un viaggio (forse l'ultimo) di un colonnello cieco e del suo aiutante. Immenso Vittorio Gassman (ma Al Pacino è sempre Al Pacino) e di questo non avevo dubbi, ciò che mi ha sorpreso è l'ottima prova di Alessandro Momo di cui apprendo solo ora la tragica fine. La prima parte, quella del viaggio di avvicinamento verso Napoli è semplicemente fantastica: scene divertenti e dialoghi sopra le righe condotti magistralmente dai due protagonisti. Peccato poi il film si perda un po' nella seconda parte, tra sentimentalismi e l'ingresso in scena di Sara di cui sinceramente non ho ben capito il significato del ruolo (e in Agostina Belli al di là della bellezza non noto particolari doti recitative).

Film assolutamente da vedere, manifesto di un cinema che non esiste più.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  07/01/2013 23:39:19
   7½ / 10
Un film di profonda malinconia ed amarezza, dove Gassman mostra tutta la sua bravura in una storia potenzialmente a rischio di 1000 scivolate e che invece non ne fa nessuna (si può discutere sul finale, ma a quel punto è più una questione di idee personali che una critical al film). Magari non è riuscito tutto (la parte del giovane accompagnatore è un po'incerta) ma resta un gran film.

private_joker  @  14/11/2012 10:14:54
   8 / 10
Visto ieri sera. L'avevano passato in TV qualche giorno fa ma ero riuscito a vederne solo alcuni spezzoni, quindi ho deciso di recuperarlo visto che mi mancava. Non ne sono rimasto affatto deluso, un gran bel film con un grandissimo Gassman, nel ruolo di un personaggio che, pur nella sua condizione, riesce a strappare più di un sorriso e anche a commuovere, senza però sfociare mai nella melensaggine. Bravi anche i due co-protagonisti, sia Momo (qui all'ultimo ruolo della sua -purtroppo- brevissima carriera) che la Belli, nonostante quest'ultima appaia solo nell'ultima parte. Ottima anche la fotografia, con panorami mozzafiato (soprattutto a Roma e Napoli), azzeccata la colonna sonora.
A breve vedrò anche il remake USA con Al Pacino.

Lory_noir  @  25/06/2012 20:29:42
   7½ / 10
Sicuramente un gran film con un gigantesco Vittorio Gassman. La seconda parte mi sembra leggermente sottotono rispetto alla prima.

ulysses1  @  16/06/2012 17:22:01
   10 / 10
Per l'ennesima volta devo constatare che i grandi film italiani del passato sono misconosciuti, mentre discreti film americani vengono osannati come capolavori. E' il caso del rifacimento di questo magnifico film, quello con Al Pacino: un film decente, senza infamia e senza lode, intriso peraltro di una buona dose di retorica nauseante, che viene innalzato a capolavoro dagli sproloqui di utenti assuefatti al cinema made in USA. Quello di Risi invece capolavoro lo è davvero: ironia, dramma, la tragedia della vita e la liberazione della morte, soprattutto c'è Gassman in uno dei suoi migliori film. La grandezza di questo attore mi lascia senza parole, ogni suo gesto o espressione è esattamente quello che si deve fare per quel ruolo. Agostina Belli poi è bellissima e radiosa, nel fiore degli anni. Bisogna riscoprire il grande cinema del passato, quello di oggi è solo spazzatura.

Oskarsson88  @  03/12/2011 14:25:56
   9 / 10
Difficile fare un confronto tra l'originale ed il remake (anche perchè il remake lo vidi anni fa, anche se mi rimase parecchio impresso), che tutto sommato hanno anche diverse parti in cui differiscono. In questo originale si alternano comunque magistralmente comicità e soprattutto dramma (perchè mai categorizzarlo come sentimentale?) nella storia di Capitan Fausto rimasto invalido dopo un incidente. Si respira spesso un'aria triste e malinconica soprattutto nelle parti finali, dove il film si fa più pesante. Come sempre, magistrale l'interpretazione di Gassman, in uno dei ruoli più difficili, e bravi anche gli altri attori. Splendide la fotografia e le musiche. Un film da rivedere, e che non si dimentica. Tra i film di D. Risi lo metto secondo soltanto ad "Il sorpasso"...

Invia una mail all'autore del commento marco986  @  03/12/2011 13:08:05
   8½ / 10
Gran bel film di Risi.Grandissimo Gassman in un ruolo difficile,bravo il giovane Momo,bellissima e bravissima la Belli

7219415  @  03/12/2011 11:55:08
   8½ / 10
Bello anche se a parer mio non al livello del remake...

1 risposta al commento
Ultima risposta 16/06/2012 17.58.01
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shez  @  24/08/2011 14:19:47
   6 / 10
Non credo di potermi adeguare ad una media di voti così inspiegabilmente (per me) alta. Il racconto è interessante e sicuramente non banale ( banalità che invece per certi versi mi sento invece di addebitare al film di Brest) ma la regia non mi ha per niente convinto, per non parlare degli attori. Tolto Gasmann, il livello di recitazione di tutti gli altri attori è veramente da recita scolastica. Ed anche Gasmann...non è stato al suo meglio. Il suo meglio, secondo me, è stato ne "La famiglia" di Scola. Per quanto, come ho già detto, il film di Brest risentisse di una certa 'hollywoodite acuta", di una certa banalità di trama e situazioni, non c'è proprio storia per quanto riguarda la recitazione. Gassman e Pacino si equivalgono, ma vogliamo ricordarci la parte di Charlie, il ragazzo che lo accompagna? Una bellissima prova d'attore. Vorrei poter dire lo stesso di uno qualsiasi degli altri attori di questo film.

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Ultima risposta 23/11/2012 15.40.02
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topsecret  @  23/08/2011 18:02:19
   7½ / 10
Tessere le lodi di un mostro sacro della recitazione quale Ŕ stato Vittorio Gassman, non solo in questa occasione ma quasi sempre in tutta la sua straordinaria carriera, Ŕ per me fin troppo scontato e ripetitivo, perci˛ mi limito a dire due parole su questo film.
Un dramma che assume i contorni della commedia e dove, dietro le risate e il sorriso amaro, Risi racconta la sofferenza silenziosa e palpabile di un ufficiale dell'esercito che perde la vista e un braccio in un incidente. Sofferenza che nel film Ŕ ben visibile e pi¨ accentuata nelle atmosfere malinconiche e gravi della parte conclusiva del film. Vittorio Gassman, nel ruolo del capitano Consolo, schietto, rude e cinico con un'irrefrenabile passione per le donne dÓ vita ad uno dei suoi personaggi pi¨ memorabili, offrendo una magistrale prova d'attore, assolutamente all'altezza di quella che valse l'oscar a Pacino nel remake del 1992. Alessandro Momo, il co-protagonista, Ŕ deceduto a soli vent'anni in un tragico incidente stradale, poco dopo la fine delle riprese del film.

isaber  @  14/08/2011 09:04:50
   8 / 10
Ottima prova di Gassman in un ruolo tutt'altro che semplice: un uomo forte, spavaldo, un po' sbruffone, che si ritrova menomato dalla perdita della vista e cerca di mantenere ugualmente la sua facciata calcando sui toni e sui modi, diventando a tratti odioso alle persone che gli stanno intorno. E che cela dentro di sé un dolore insostenibile. Tutto da assaporare il rapporto che Ciccio instaura con il capitano, dall'iniziale obbedienza dovuta e le piccole vendette private all'affetto e il rispetto. Molto belli gli scorci dell'Italia di quegli anni. Un film da vedere senza dubbio, al cui confronto il remake impallidisce.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  20/06/2011 22:18:45
   8 / 10
Il sarcasmo sfrontato che nasconde le profonde insicurezze di un uomo amareggiato e insensibile all'affetto altrui. Tramite il giovane soldatino testimone, amico occasionale e compagno/assistente di viaggio, vedremo il lento sfaldarsi di un uomo e della sua apparente tracotanza. Ben diretto da Dino Risi ed interpretato magistralmente da Gassman in uno dei migliori ruoli, senza dimenticare Agostina Belli e lo sfortunato Alessandro Momo.

Zanibo  @  03/04/2011 17:09:28
   7 / 10
Nel complesso ho preferito il remake con Al Pacino, che pur "molto americano" ha un finale superbo.

L'inizio e` molto bello, ma via via perde di fascino e interesse e il finale l'ho trovato deludente e poco verosimile.

In ogni caso un buon film, con attori bravissimi.

Xavier666  @  27/02/2011 16:52:34
   9 / 10
I film con Gassman protagonista vanno visti minimo una ventina di volte, per chi studia recitazione ma anche per ammirare la perfezione stilistica di questa arte,
Lui non solo fa il cieco, lui è cieco. E' tremendamente un genio, una bravura impressionante. Uno di quelli attori capaci di far ridere e far piangere nello stesso film.
Meglio questo o quello con Al Pacino? Due mostri sacri, impossibile stabilire chi è migliore.

cassano8555  @  31/01/2011 08:54:03
   10 / 10
per me dieci volte superiore a quello di brest.. molto più semplice, profondo, molto più vicino agli stati d'animo di uno qualunque di noi......bravissimi gli attori e belle musiche, belle le ambientazioni..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  14/01/2011 02:26:20
   8½ / 10
Do' a questo film il voto che diedi al remake con Al Pacino. Il problema è che allora sbagliai. Il film di Brest è un buon film, ma lo spettro della banale retorica è in agguato (Al Pacino, mostro qual è, camuffa il tutto con abilità rara). Questo di Risi invece è un film sottile, malinconico, amaro. No, non c'è paragone.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  10/11/2010 23:54:24
   8 / 10
Per tutto il film ti chiedi: ma come ha fatto? ma come c'è riuscito...? Uno dei film che hanno contribuito a rendere grande il nostro cinema, con un Vittorio Gassman monumentale!
Inizia come una commedia ma ben presto declina in un dramma di intensa complessità psicologica dal quale è difficile sottrarsi.
Uno dei migliori Risi di sempre, rifatto a Hollywood con troppa ruffianeria.
Ma ripeto, grande grande Gassman, un film imperdibile proprio per ammirare una prova magistrale. Bravi anche il povero Momo (che morì prima dell'uscita del film nelle sale) e la splendida Agostina Belli.

cris_k  @  27/08/2010 12:59:08
   8½ / 10
Gassman enorme. Bel film, molto crudo. Bella la storia. Bellissima Agostina Belli.

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JOKER1926  @  16/11/2009 17:10:31
   7 / 10
Caratteristico film di Dino Risi del 1974 con Vittorio Gassman nei panni di un capitano non vedente che in compagnia di un giovane militare decide di "vagabondare" alcuni giorni fra Genoa, Roma e Napoli in cerca di determinati personaggi, di divertimento e soprattutto di un fatale gesto (il suicidio) che sigilla una vita sicuramente ardua e beffarda.
Ecco dunque una sommaria "prefazione" de "Profumo di donna", la pellicola di genere Drammatico con elevati picchi di sentimentalismo e di comicitÓ Ŕ innanzitutto un favoloso ritratto di un'Italia di un tempo composta da romanticismo e poesia osannati nelle pi¨ belle ed importanti cittÓ della penisola, il viaggio comporta nell'animo del pubblico tanta emozione, insomma il coinvolgimento Ŕ praticamente totale.

"Profumo di donna" parte alla grande, la presentazione dei personaggi principali (ovvero quella del vecchio capitano e del giovane) Ŕ pressochÚ immediata e inesorabilmente tagliente, giÓ in questi primi momenti lo spettatore Ŕ stato "ipnotizzato" dal sublime lavoro della regia; con il tempo il film non perde colpi e fra dialoghi grandiosi (a tratti quasi geniali) e aneddoti grotteschi e simpatici giunge verso un finale davvero commovente costellato da tanta audacia e da cospicue dose di commozione/drammaticitÓ.
Oltre la baldanzosa narrazione da lodare Risi per la fotografia (davvero buona), i chimerici ed elegantissimi scenari e per la musica; da applaudire tutti gli attori, in primis Vittorio Gassman in una parte molto difficile l'attore riesce a dar sfoggio ad una prestazione memorabile; da ricordare doverosamente la prova di Alessandro Momo sfortunatissimo ragazzo che morý dopo la realizzazione del film non vedendo mai dunque ci˛ che fu la sua massima interpretazione cinematografica.

"Profumo di donna" Ŕ anche concezione, metaforaů
Insomma tale lavoro nasconde diversi concetti circa il vero "senso" della vita, da notare inoltre l'esperienza, la sagacia del protagonista che della vita sa tutto e grazie all'esperienza e alla determinazione prosegue questo dolce/aspro calvario esistenziale sfociante in gioie e dolori psicologicamente sormontabiliů

dobel  @  23/08/2009 23:33:55
   8½ / 10
Dico solo questo: Gassman 10 - Pacino 0... Palla al centro!

2 risposte al commento
Ultima risposta 29/09/2009 14.38.57
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baskettaro00  @  09/08/2009 10:27:38
   7½ / 10
consiglierei ai gestori del sito di cambiare il genere del film da"sentimentale"a"commedia".....
detto ciò e parlando del film posso dire che è un film simpatico di un grande regista italiano(il compianto dino risi)che ha saputo non annoiarmi mai.....
ve lo consiglio molto...vedetelo e fatemi sapere se la pensate come me.....

DarkRareMirko  @  27/04/2009 23:49:33
   9 / 10
Tra i migliori film di Risi.

Gassman monumentale, dialoghi d'antologia, ottima commistura tra ironia e dramma.

Presente pure, nelle vesti di un cameriere, Alvaro Vitali (che quindi, oltre cavolate sboccate, ha anche interpretato film prestigiosi, come questo e qualcuno di Fellini).

Il remake con Pacino presenterà più o meno gli stessi personaggi, ma prenderà strade diverse (il film americano è ambientato in ambito scolastico, questo invece no).

Da non perdere.

peppe87  @  10/01/2009 01:43:43
   9 / 10
gassman e' straordinario
solo nel sorpasso fa di meglio
bravo ciccio (muore prima che il film uscisse al cinema per un incidente in moto)

dino risi superbo

un film fantastico

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  21/12/2008 19:33:28
   8 / 10
Risi e Gasman si confermano una grande coppia!
I suoi film piu' tristi,Risi,li gira con il grande attore Romano e anche in questo caso e' molto importante,direi fondamentale,la megistrale interpretazione di Gasmann a cui viene dato un ruolo molto difficile...e non è facile far credere allo spettatore di essere un cieco...chiedere a Al Pacino!
Ho trovato meno brillante l'idea della voce fuori campo che permettere di "leggere" i pensieri del giovane soldato...

3 risposte al commento
Ultima risposta 30/09/2012 11.17.50
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Giorgione  @  14/12/2008 02:09:18
   9½ / 10
Un cieco può spesso vedere più di una persona vedente. Può vedere l'assurdità della nostra esistenza in continua ricerca di un senso. Può vedere il crollo di ogni nostra certezza a causa dei casi della vita. E poi cosa ci può salvare, quando siamo caduti nel baratro? L'amore, il disperato aggrapparsi ad un'anima amica. Nudi, spogliati di ogni nostra finta sicurezza, ci affidiamo ad una compagna di sventura, con la speranza di poterci - insieme a lei - consolare.
VIttorio Gassman è grande: è il vero Mattatore.

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Ultima risposta 14/12/2008 11.52.20
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Invia una mail all'autore del commento francesco_gioia  @  14/11/2008 22:54:16
   9 / 10
La musica, l'interpretazione, la bellezza, il perscorso, lo spirito, l'ironia, l'implicito..questo e tanto ancora c'è in questo splendido film!
Grande Risi, Grande Gassman, Grande Agostina Bella, piccolo ruolo di Alvaro Vitali...
Vedetelo e divulgatelo!
Francesco da Tolosa

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  13/06/2008 12:42:35
   8 / 10
Forse non si tratta di un capolavoro, ma è sicuramente un film profondo nonchè uno dei migliori di Dino Risi. Con una narrazione che alterna momenti di mesta amarezza ad altri ora venati di ironia frivola ora di sarcasmo nero, il regista romano ci racconta il viaggio di Fausto, un cieco capitano in pensione, in compagnia del giovane Ciccio. Entrambi rappresentano due diversi tipi di cecità: il primo non vede materialmente, ma nonostante il suo handicap conosce bene la realtà in virtù della sua esperienza; il secondo, invece, pur non essendo cieco, non è ancora in grado, in ragione della sua giovane età, di vedere al di là della superficie delle cose. I due viaggiatori, quindi, servono l’uno all’altro: Fausto ha bisogno di Ciccio per essere guidato nella deambulazione, mentre quest’ultimo trae giovamento dall’altro in virtù dei suoi insegnamenti di vita. Il percorso viene scandito attraverso tre fondamentali tappe. La prima, a Genova, dove Fausto decide di passare un po’ di tempo in compagnia di una prostituta: in quest’occasione Ciccio, pur non consumando, avrà il suo primo contatto con il “mondo del sesso”. L’altra è a Roma. Qui l’attempato capitano avrà modo di confrontarsi con il cugino prete e la sua religione: tra i due congiunti, quello a non vedere sembra paradossalmente il prete, il cui pensiero è obnubilato dall’ottusità di una dottrina religiosa che fallacemente pone il dolore dell’uomo come la fonte della sua redenzione, e che per questo viene irrisa da Fausto, al contrario uomo senza speranza e perso nella sua disillusione. A Napoli, infine, ci sarà il fatidico incontro di Fausto con la giovane e bella Sara, profondamente innamorata di lui, e con l’amico Vincenzo, anch’esso cieco, con il quale ha concertato un tragico piano. Quest’ultimo tuttavia fallisce: entrambi, frenati dalla paura, non riescono a porre in essere il loro intendimento. In essi, nonostante tutto, è prevalso l’istinto di continuare a vivere la loro vita che, quantunque drammaticamente segnata dalla cecità, è tuttavia rischiarata dall’effetto e dall’amicizia di chi sta loro vicino.
Letteralmente monumentale Vittorio Gassman, che nella sequenza conclusiva, a livello di pathos, tocca il punto più alto della sua “performance” recitativa.

Bronn  @  09/06/2008 09:31:49
   5 / 10
L'ho visto ieri in tv, programmato probabilmente nel contesto celebrativo per la scomparsa del regista...
Vedendo la media così alta, ed essendo io l'unica voce fuori dal coro, non mi rimane che prendere atto della mia incapacità (nonostante il sincero impegno) di apprezzare (o di capire) un determinato tipo di cinema...
a parte qualche spunto brillante a livello di battute (più che apprezzabile il frequente "politicamente scorretto"), il resto del film mi è parso davvero poca cosa: David di Donatello alla regia? beh, evidentemente è stato un anno piuttosto magro (per quanto possa valere o essere indicativo un David), oppure questo era lo stile registico in voga all'epoca, ed io non ho la cultura cinematografica necessaria per contestualizzare... sta di fatto che non l'ho apprezzata;
la recitazione? a parte Gassman (spesso però un po' eccessivo e teartale), il resto è veramente da dimenticare...
la sceneggiatura, infine, mi è parsa in certi punti addirittura ridicola, specie nella seconda metà del film, con dialoghi e situazioni piuttosto improbabili...

Se qualcuno di buon cuore vorrà provare ad illuminarmi, sarò ben lieto di rivedere il mio giudizio su questo film (non credo di aver visto altro di Risi)...al momento, però, la mia opinione è questa.

1 risposta al commento
Ultima risposta 16/06/2012 18.09.30
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lampard8  @  08/06/2008 20:08:57
   8½ / 10
Un grande film superiore per me anche allo splendido remake di Brest. Gassman sopra le righe e davvero bravo. Grande pellicola di uno dei registi italiani che più ho amato.

francescog91  @  08/06/2008 16:08:09
   9 / 10
Che dire?
Un GRAN film! Uno di quei film che vorrei tanto rivedere ma che purtroppo sono letteralmente scomparsi (soprattutto nel cinema italiano).
L'interpretazione di Vittorio Gassman è allucinante (in senso positivo ovviamente), è di una bravura disarmante, sembra che sia veramente ceco in tutto e per tutto.
Bella anche la trama... isomma un film assolutamente da vedere.

Jacky  @  08/06/2008 15:59:09
   9 / 10
dragodilegno  @  26/04/2008 03:05:43
   9 / 10
Beh, a parte tutto quello che ho detto commentando il remake americano.... Ho ancora molto da dire. Ad esempio posso aggiungere che il film si chiama profumo di donna (quindi il protagonista non è e non deve essere il ragazzo, che la donna la vede). Il ragazzo è ognuno di noi, noi dobbiamo essere il ragazzo che guarda e aiuta il cieco e a questo serve quella figura, ad immedesimarci in una persona che si accompagna a gassman...... Il protagonista è il cieco. Quindi non capisco alcune motivazioni di chi ha visto una migliore struttura nel remake.altro particolare,:Agostina Belli come oggetto del desiderio è molto più credibile dell'insipida sciacquetta del remake. Per quelli che pensano che il remake sia meglio: ma siete sicuri di sapere cosa sia un'ambientazione? E la tecnica cinematografica? Ed una sceneggiatura? Capisco che il cinema italiano produca attualmente quasi esclusivamente spazzatura (peraltro anche quello americano non sta meglio da due o tre anni a questa parte), ma l'esterofilia gratuita mi sembra eccessiva. i dialoghi di questo film sono stupendi, stupenda l'ambientazione, stupende le riprese, con una quantità di "piani sequenza" impressionanti. Il film americano è un'insipida e pallida commedia senza costrutto, girata male e recitata decentemente, ma gassman (una persona a me antipatica) sembra veramente cieco, pacino no. Non lo è nell'espressione facciale e neanche in quella gesturale e spaziale. Ciao.

wega  @  05/10/2007 20:19:37
   9 / 10
mamma mia che gassman!!!
superba sceneggiatura di humor nero.
non mancano i momenti di ilarità e momenti di alta drammaticità..
peccato io non sia riuscito a vederlo dall'inizio ma mi sto attrezzando per l'acquisto...

slevin  @  01/10/2007 11:27:32
   9 / 10
Come mi ero promesso ho visto anche questo film dopo aver visto il remake con al pacino..

Che dire??Nonostante uno sia il remake dell'altro sono tante le differenze nella trama dei due film...
Uno è più moderno naturalmente e l'altro meno...come ambientazione intendo dire...Quello con Al è americano e si vede

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER
l'altro è più italiano e anche in questo caso si vede...
Ho scoperto un grandissimo attore che è niente meno che Vittorio Gassman che oserei dire spettacolare in questo film...Al pacino già lo conoscevo...
Alla fine dò 9 anche a questo film, stesso voto che ho dato all'altro con Al pacino...
Mi permetto di dare anche un consiglio a tutti:
Guardateli tutti e due perchè sia uno che l'altro meritano di di essere visti...

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  15/09/2007 12:01:20
   8 / 10
un paio di anni fa vidi il remake con al pacino, non sapendo che fosse un remake, e pensai: cavoli che bel film e che grande attore!!
ieri sera ho visto questo, ed è tutta un'altra storia!! partendo dalla lunghezza della pellicola, questa risulta meno pesante, passando per l'interpretazione di gassman, che non me ne voglia il mitico al, ma è un pizzico superiore e più convincente! inoltre tutta l'atmosfera che si vive nel film è estremamente affascinante, e finisci per provare pena per un personaggio all'apparenza così forte e cinico!!!
al, l'oscar te lo meritavi per qualche altro film; probabilmente la giuria dell'academy non aveva visto questa pellicola!!

addicted  @  15/09/2007 10:48:42
   8½ / 10
Dino Risi è stato uno dei più grandi.
Le sue pellicole sono degli squarci di esistenza in cui la vita si mostra dolcissima e crudele, amara e meravigliosa. Un'occhio implacabile rivela le debolezze e il dolore, ma anche il fascino delle cose e la necessità di attraversare le esperienze del mondo. Tutto ciò è raccontato con il linguaggio irripetibile degli anni d'oro della "commedia all'Italiana", quando si rideva, ma si rideva amaro.
Secondo me "Profumo di donna" non è il miglior film di Dino Risi (i capolavori sono "Il sorpasso", "La marcia su Roma" e "Una vita difficile"), ma è comunque un film strepitoso!!! Anche grazie all'interpretazione magistrale di Gassman.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  25/08/2007 09:32:34
   8 / 10
Splendido film agrodolce che alterna benissimo i toni da commedia a quelli drammatici. Ottima l'interpretazione di Gassmann in uno dei migliori film di Dino Risi.

Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  24/08/2007 11:51:08
   8½ / 10
Commedia amarissima ed intelligente, sorretta da una sontuosa interpretazione di Gassman che ne amplifica la portata comica da un lato e drammatica dall'altro, esattamente come aveva già fatto con "Il sorpasso", con cui pure "Profumo di donna" presenta molti punti di contatto.
Impietoso il confronto con il remake hollywoodiano, tranne che per l'interpretazione del protagonista.
Alcune battute, soprattutto nella parte iniziale, sono da enciclopedia dei della risata cinica e scorretta.
Indimenticbile.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  20/04/2007 09:16:08
   8½ / 10
Una delle migliori pellicole di Risi e saggio di cosa significhi commedia amara (quando ancora le sapevamo fare). Il personaggio di Gassman è a dir poco straordinario così come il suo tentativo burbero di iniziare alla vita il giovane sbarbatello sa molto di vita vera. Il remake americano è guardabile, ma assolutamente artificioso e Pacino pur essendo un mostro di bravura non è riuscito a oscurare il grande artista italiano.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohÓ  @  04/06/2006 16:29:36
   9 / 10
Superba interpretazione dell'istrionico Gassman.
Il suo apparente cinismo, la sua arroganza celano, in realtà, un profondo malessere ed una fragilità commoventi.
Sa di rendersi odioso ed usa la sua deficienza come un'arma per fare ciò che vuole. Umiliare, oppure, all'occasione, essere volgare, sono per lui una specie di amara soddisfazione, rendendo difficile la situazione del giovame militare addetto alla sua compagnia, durante un viaggio e alla ragazza che sinceramente gli si offre con semplicità.
Ha un piano in mente, ma con una gran smania di vivere che alla fine...
Una scena su tutte (tante) da ricordare: la corsa con una Ferrari rossa, guidata proprio da lui.

1 risposta al commento
Ultima risposta 29/09/2007 21.30.48
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betsim76  @  29/12/2005 09:39:46
   9 / 10
Film basato in gran parte sulla capacità istrionica di gassman. Rispetto al film americano (inevitabile il confronto), qui il protagonista delle vicende, l'accentratore della storia é il capitano cieco, mentre nell'altro é il ragazzo. Risi racconta il dramma di un uomo forte in apparenza, abituato a comandare e
a "vincere" nella vita, ma incapace di accettarsi nella sua infermità, e tutti gli altri non sono che comparse, spettatori, spalle (forse l'unico vero limite del film, che, provato del talento di gassman, forse, avrebbe un appeal inferiore). Il remake americano invece esplora il viaggio di maturazione di un ragazzo, che, già saldo nei suoi valori, saprà trovare la sicurezza per diventare uomo conoscendo un "difficile" personaggio, che, grazie a lui, troverà uno scopo nella vita. In sostanza direi che il film del 1992 é più curato nella struttura e nei personaggi tutti, ma Pacino é inferiore e perde abbastanza nettamente il confronto con Gassman. Per carità, apprezzabile la sua prova, la capacità di rendere il suo personaggio amabile e insopportabile allo stesso tempo, un odioso buono, un concentrato di contraddizioni. Ma troppo infallibile nell'azzeccare tutto, come se ci vedesse. Un po' di guasconeria non guastava. E trovo a tratti noiosa la sua fissità ad occhi spalancati, troppo innaturale... Gassman é semplicemente mostruoso. Non solo é perfettamente cieco, ma la sua caratterizzazione é esilarante, grottesca, amarissima. Onore al merito comunque ad Al pacino, che si cimenta in un'impresa impossibile.

al_pacino  @  05/12/2005 01:28:45
   7 / 10
Buon film con un ottima interpretazione teatrale di Vittorio Gassman

Gruppo REDAZIONE maremare  @  29/08/2005 02:51:35
   9 / 10
Nettamente superiore al preconfezionato remake americano, si distingue per la superiore caratterizzazione psicologica dei personaggi

ulisseziu  @  29/08/2005 02:38:53
   9 / 10
Ottimo, stupendo.
Evidenti le anologie con "il sorpasso" in cui Gassman è uomo di mondo, affiancato da un impacciato ragazzo, sempre alla ricerca dei superfiaciali piaceri della vita, mentre dentro soffre per i drammi che la vita stessa gli ha riservato.
D'obbligo il paragone con la controparte "americana" interpretata da Pacino...
Questo è innanzi tutto molto più vecchio, quindi parte già con un vantaggio ( più che altro una grande opera per lo sfidante da cui imparare), ma personalmente ho preferito lo stile più "patinato" della versione americana, poichè le sfumature della trama sono più azzecate, nel film di Risi, alla fine, il ragazzo non è che passivo osservatore delle vicende.
Evidente in ogni fotogramma la nazionalità di ogni versione.
Anche la sfida Pacino-Gassman è dura. Pacino è più sensuale, più "carismatico" mentre gassman è più teatrale e migliore nel rappresentare il dolore interiore che prova il protagonista.
Assegnerei un pari a questo duello tra Titani.
Consiglierei questo a chi vuole vivere la storia del protagonista più profondamente, l'altro a chi cerca una trama più concludente.
Personalmente ho assegnato un punticino in meno a Risi, ma è solo ed esclusivamente questione di gusti, e "allineamenti stilistici".

norah  @  16/12/2004 11:57:30
   10 / 10
Magnifico...altro che Brest...ma va là...

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