martha regia di Rainer Werner Fassbinder Germania 1973
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martha (1973)

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locandina del film MARTHA

Titolo Originale: MARTHA

RegiaRainer Werner Fassbinder

InterpretiMargit Carstensen, Karlheinz B÷hm, Adrian Hoven, Ingrid Caven

Durata: h 1.52
NazionalitàGermania 1973
Generedrammatico
Al cinema nel Luglio 1973

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Trama del film Martha

Martha ha conosciuto suo marito a Roma. Lui, Helmut, Ŕ premuroso, affascinante e protettivo. Dal momento in cui vanno a vivere insieme, per˛, le cose cambiano. Helmut da premuroso diventa ossessivo, da protettivo si trasforma in maniacale. Prima stacca il telefono, poi impedisce alla moglie di uscire di casa. Lei, che intanto ha conosciuto il giovane Kaiser, comincia a nutrire foschi pensieri.

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Voto Visitatori:   7,97 / 10 (18 voti)7,97Grafico
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Voti e commenti su Martha, 18 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  13/05/2015 21:59:54
   8½ / 10
Dentro un intelaiatura che ricorda i grandi melodrammi di Sirk, sia per la fotografia che la definizione fisica del personaggio, quasi fuori tempo nel suo abbigliamento e acconciatura da ricordare le eroine cinematografiche degli anni passati, Martha è un raffinato gioco di specchi in cui l'evoluzione esistenziale della protagonista è il riflesso della sua stessa madre. Helmut e suo padre sono due figure speculari, dalle medesime caratteristiche, che esprimono una volontà ferrea di dominio nei confronti della propria partner. Una perversa quadratura del cerchio, in cui la vicenda raccontata rimanda indirettamente al non detto dei genitori di Martha, del loro rapporto in particolare. Nell'apparente odio della madre verso la propria figlia c'è solamente il forte monito di non percorrere lo stesso sentiero. Un destino al quale nulla può opporre l'eroina di Fassbinder. Uno dei miei preferiti del cineasta tedesco.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR elio91  @  22/12/2013 22:04:08
   8½ / 10
"Sai Martha...L'uomo non può fare niente per cambiare quello che Dio decide."

Eccezionale film di Fassbinder, altrettanto sorprendente è vedere quanto fosse prolifico l'autore tedesco (e quanto precocemente ci abbia lasciato con uno stile, delle tematiche e delle opere di indiscutibile valore artistico).
Martha lo ritengo molto più raffinato dei suoi lavori precedenti nello svolgimento della trama, oltre che nella regia sempre molto diretta: c'è un sottile velo di inquietudine che ricopre il film già dall'inizio, e non è solo lo spettro della morte che aleggia con la visita in Italia e la morte del padre (o lo straniero che ricompare in continuazione). L'ottima interpretazione di Margit Carstensen rende Martha intensa e credibile ma in generale tutti gli attori sono perfetti.
La trama è perfettamente equilibrata, la fortissima componente di dominatore e sottomesso che si instaura nel morboso rapporto di coppia principale è cosi assurdo, surreale, direi quasi bunueliano da non far apparire il tono grottesco. Insomma, se c'è umorismo nero Fassbinder è talmente crudele che viene soffocato dal cinismo imperante...
Le dinamiche del rapporto matrimoniale tra Helmut e Martha sono cosi ben costruite e mostruose da turbare e angosciare. Polanski ha fatto cose simili, "Luna di fiele" in primis.
Il Fassbinder è fatalista, crudele e senza sconti proprio come lui. Devo approfondire meglio la questione dell'umorismo che non mi pare questo autore abbia inserito nei suoi film migliori da me visionati fino ad ora: sono dei macigni pesantissimi da digerire sotto tutti gli aspetti, ma necessari.

Oskarsson88  @  27/12/2012 18:43:58
   7 / 10
molto raffinato nello stile, e nel tracciare la storia di due nature diverse ma problematiche. peccato che nel complesso non si elevi a grande opera, ma resti un buon prodotto di stile ma a cui manca qualcosa.

7219415  @  27/12/2012 02:04:31
   7 / 10
Non male...bravissimo a recitare il marito

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  03/10/2012 23:13:56
   7 / 10
E' una delle rappresentazioni più critiche e dure della borghesia mai apparse sullo schermo. Tramite la storia grottesca e paradossale (ma trattata in maniera molto seria) di Martha, Fassbinder denuda tutto il vuoto, la falsità, l'ipocrisia e la morbosità della mentalità e del comportamento borghese (soprattutto dei ceti più abbienti, bacchettoni e perbenisti). Soprattutto pone l'accento sulla natura intimamente coercitiva e distruttiva di questa mentalità. Prima di tutto perché la borghesia stessa, per identificarsi come tale, si autompone tutta una serie di prescrizioni esteriori e comportamentali che imprigionano, incapsulano la spontaneità, i sentimenti genuini e la vitalità umana in una specie di apparenza sfarzosa e felice che invece deprime, impoverisce, consuma.
Il mondo borghese è insomma già di suo repressivo. L'oppressione e l'artificiosità portano poi a sfogare ciò che è represso in vizi privati spesso estremi come la pratica sadomasochista. E' la sindrome del prigioniero, del sofferente, che trova piacere nell'imprigionare e nell'umiliare psicologicamente chi gli sta accanto. Dietro allo sfarzo e alla grandiosità in pratica c'è solo vizio e dolore.
Vengono in mente i film di Bunuel come ad esempio "L'angelo Sterminatore" (stesso senso di oppressione e chiusura, con progressivo decadimento dei costumi e caduta nella pazzia) e "Bella di giorno" (il finale è quasi identico).
Il grande merito di Fassbinder è però quello di aver saputo rendere evindentissimo, palese, comprensibilissimo, tutto questo processo di (auto)assoggettazione fisico-mentale a cui viene sottoposta/si autosottopone Martha. Rimaniamo distaccati rispetto alla vicenda, ma ne possiamo però sentire dentro tutti i risvolti tragici e oppressivi. E' come se noi stessi si fosse sottoposti alla stessa tortura di Martha e come lei ne sentiamo l'ineluttabilità e la disperante mancanza di vie d'uscita.
Ciò viene raggiunto grazie all'utilizzo da parte di Fassbinder dei ferri del mestiere mutuati dai film di Sirk. Infatti come nei film di Sirk, i personaggi vengono come avvolti dal mondo che li circonda, sono in mezzo a oggetti, paesaggi che qualificano la scena e la rendono significativa. Poi la mdp svaria moltissimo, si sofferma spesso sui primi piani molto espressivi dei personaggi e grazie alle rifrazioni (molte riprese tramite specchi) si crea il gioco dell'estraniamento riflessivo (tipico di Sirk). Le scenografie sono una parte essenziale ed importantissima del film.
La similitudine con Sirk però è solo di metodo, in quanto nei personaggi di Fassbinder non c'è amore o passione, ma esattamente il contrario: l'assenza dell'amore e l'assenza della passione. Per questo tutte le immagini di architetture barocche, magniloquenti e pompose non fanno altro che suggerire freddezza e distacco. A volte il film assume dei toni quasi grotteschi da come è spinta la rappresentazione del mondo alto-borghese.
Tutto quello che in Sirk rappresentava la potenza dell'amore contro gli ostacoli frapposti per il suo realizzarsi, in Fassbinder descrive il grande vuoto interiore contemporaneo e la coercizione/oppressione imperante e senza scampo.
Uno dei film più angoscianti che abbia mai visto.
Questa è la parte "intellettiva" del film. Per il resto la visione è abbastanza pesante, fin troppo concentrata sul personaggio di Martha. Insomma non mi meraviglia che a qualcuno possa annoiare.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  27/07/2012 15:00:17
   9 / 10
Fantastico film di Fassbinder che ho visto a casa di Norucciabbella.
Estremamente psicanalitico, dove padre/marito - padroni finiscono per confondersi nelle ossessioni di una donna, "Martha" è un'opera molto vicina a certi stili polanskiani prima maniera, sebbene se ne discosti nella trama. In crescendo, finisce quasi per diventare insopportabile. Davvero consigliato, quasi un negativo di Quell'oscuro oggetto del desiderio, conservandone però lo stile nichilista e di avversione alla coppia. Grazie davvero a Norah per avermi fatto conoscere questo piccolo gioiello.

baskettaro00  @  07/06/2012 22:35:40
   8 / 10
la sopraffazione dell'uomo sulla donna eccellentemente resa da fassbinder,che anche qui conserva una certa teatralità e s'avvale d'una coppia d'attori ottima.
dice moltissimo la sequenza del bacio alla dracula e il finale è di rari cinismo e beffarderia..

Beefheart  @  16/12/2011 19:28:53
   8½ / 10
Ottima e disturbante celebrazione della sottomissione dell'individuo alla dominazione fisica e psicologica di un altro. Eccellente regia e grande interpretazione; sceneggiatura lineare, fotografia luminosa, dialoghi essenziali e commento musicale ridotto al minimo. Una commedia che "brilla" per crudeltà e cinismo, dal ritmo leggermente lento ma funzionale alla palpabilità del malessere che trasuda.

seoman  @  04/12/2010 19:55:06
   7 / 10
Film interessante e arguto, le interpretazioni sono notevoli nonostante non sia un estimatore di fassbinder, questo film vi prenderà.

paride_86  @  28/09/2008 21:58:17
   8 / 10
Fassbinder firma un melodramma doloroso e crudele raccontando la storia di una donna soggiogata prima dai genitori, poi dal marito possessivo. Il regista, però, è lucidamente onesto: illustra con compassione il dolore di Martha, ma non le fornisce falsi alibi.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  28/03/2008 20:11:42
   7½ / 10
Melodramma "fassbinderiano", giocato sul tema del rapporto uomo-donna rappresentato come prevaricazione del primo sulla seconda. Martha, donna riottosa e refrattaria ai legami sentimentali, cederà alle lusinghe dell'avvenente Helmut e di qui avrà inizio il suo calvario che, così come successe in precedenza a sua madre, la condurrà alla nevrosi e alla dipendenza dagli psico-farmaci. Martha viene letteralmente soggiogata dal suo compagno, il cui fine è quello di plasmarla a suo piacimento e renderla oggetto dei suoi istinti sadici e vouyeristici, privandola progressivamente del contatto con il mondo esterno.
In questa "mise-en-scene" di vita coniugale emerge, dunque, l'immagine di un marito-padrone che, assecondando le sue inclinazioni quasi "animalesche", si atteggia a dominatore nei confronti della moglie che per lui diviene oggetto di mero trastullo. Al modo malsano di concepire la vita di coppia, da parte di Helmut, fa da contraltare la visione romantica di Martha che, fino a quando non sarà del tutto esulcerata dai comportamenti del marito, non farà che sospirare per questi confidando nella possibilità di un amore vero e profondo.
Il finale sancisce, sia concretamente che metaforicamente, la prigionia di una donna nell'alveo di un matrimonio strutturato su ingiuste e intollerabili gerarchie.
All'ambientazione, quasi anacronistica e ai limiti del surreale, fa da contrappunto la recitazione spiccatamente teatrale, e forse troppo sopra le righe, dei due attori principali.

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Ultima risposta 20/05/2012 13.03.33
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Invia una mail all'autore del commento malocchio  @  09/12/2007 14:56:26
   8 / 10
che filmone,un esempio di cinema d'autore che trasmette angoscia senza girarci troppo intorno.grandi emozioni e 2 attori che giudicare spettacolari è poca cosa

2 risposte al commento
Ultima risposta 09/12/2007 21.30.35
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Crimson  @  27/11/2007 00:58:24
   7½ / 10
Partito come film per la tv, diffuso postumo, dopo una lunga battaglia legale con Woolrich, che ha realizzato un racconto da cui è tratto, 'martha' è un film spietato, assolutamente brutale nella rappresentazione della vita di coppia, che assume i connotati di un rapporto sadico tra vittima e carnefice. Molto individualismo, schiavismo, e dei punti di contatto rappresentati in maniera talmente distante, per paradosso (voluto, chiaramente) da risultare persino grotteschi (volutamente, ovvio. Se ripenso alla parte sulla statica delle dighe mi viene persino da sghignazzare, ma di quel riso acido e disgustoso).
E' ripugnanza ciò che si prova, ampliata anche dalle prove dei due attori principali: Karlheinz Bohm e Margrit Carstensen (attrice superba), quest'ultima riproposta un anno dopo il suo strepitoso debutto in un lungometraggio, proprio con Fassbinder, ne 'le lacrime amare di petra von kant'.
La solita schematicità tipica di gran parte dei primi film del regista comunque facilita l'instaurarsi della ripetitività narrativa necessaria.
Finale beffardo e agghiacciante, come sempre del resto.
E' un film solo per chi regge un'emotività espressa molto alta.

addicted  @  26/06/2007 16:32:00
   9 / 10
Grande Fassbinder!!!
Perfido, spietato, genuinamente crudele.
Sadismo per palati fini.
Riservato agli intenditori, tutti gli altri è meglio se stanno alla larga!!!!

Invia una mail all'autore del commento Marchio73  @  04/01/2007 23:47:50
   8 / 10
Martha ha volontariamente detto no ad un amore qualunque... cadendo nel tranello di un fascino inquietante. Ha trovato quello che merita, non fa nulla per evitare di scivolare nel baratro. Un vero incubo, un "Boxing Helena" Fassbinderiano.

pabren  @  01/10/2006 01:10:00
   10 / 10
l orrore del dominio spacciato per amore,film geniale sconvolgente per palati raffinati come quasi tutta la sua produzione.è talmente sconcertante nella sua sincera spietatezza che in alcuni momenti ho pianto di vera commozione ...quando martha per amore impara a memoria il libro sul cemento armato è un vertice di masochismo quasi intollerabile...ma ...cosi è...l AMORE

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  12/10/2005 13:36:27
   8 / 10
Tipico melodramma fassbinderiano sul rapporto di coppia ed è dei più belli, inquietante e sconvolgente.
Stile asciutto e grosso è il senso di Claustrofobia che lascia. La protagonista è la stessa di uno dei capolavori del regista, "Ie lacrime amare di Petra Von kant".
Memorabile.

Guy Picciotto  @  25/08/2005 12:09:16
   7 / 10
claustrofobico e geniale come il grande Fassbinder, un film sul possesso della persona su un altra persona, sul matrimonio sempre destinato al fallimento, film sulla dominanza e sulla sottomissione, il marito viene ritratto come un vampiro nelle scene di lui che invece di baciare la moglie sulle labbra gli procura ferite con i denti sul collo ......il destino è sempre tragico per le donne di Fassbinder, il futuro per Martha non potrà mai cambiare, e dopo un incidente provocatole involontariamente dal marito si ritrova in sedia a rotelle totalmente schiavizzata in mano al marito.

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