kapo' regia di Gillo Pontecorvo Italia 1960
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kapo' (1960)

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locandina del film KAPO'

Titolo Originale: KAPO'

RegiaGillo Pontecorvo

InterpretiDidi Perego, Emmanuelle Riva, Laurent Terzieff, Susan Strasberg

Durata: h 1.42
NazionalitàItalia 1960
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 1960

•  Altri film di Gillo Pontecorvo

Trama del film Kapo'

Durante l'ultima guerra Edith, adolescente ebrea, viene internata in un lager nazista dove vede morire i propri genitori. L'odio e la disperazione la spingono a prostituirsi freddamente ai suoi aguzzini. Arriva perciò a tradire i compagni e a diventare una "kapò", cioè una sorvegliante.

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Voto Visitatori:   7,55 / 10 (11 voti)7,55Grafico
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Voti e commenti su Kapo', 11 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

halb  @  14/01/2012 15.55.47
   8 / 10
Film interessante che racconta le terribili verità sui campi di concentramento e l'olocausto. Abbastanza forte e straziante. Molto convincente! Da vedere.

JOKER1926  @  01/07/2011 16.31.26
   7 / 10
"Kapo'" è un film di genere Olocausto di vecchia data prodotto da una sapiente, nel frangente, regia italiana che fa nome a Pontecorvo.
La storia incentrata in un campo polacco durante la guerra ha ovviamente dei limiti narrativi e delle palesi similitudini agli altri film del genere; ma nonostante questa premessa c'è da dire che il tutto, nei confini di storia descritti, emerge una trama triste e con dei passaggi importanti, come quelli che riguardano da vicino Edith, giovane ebrea che nel campo sale di gerarchia diventando la kapo' di uno specifico gruppo, nome gerarchico kapo' che presta il nome proprio alla pellicola italiana del 1960.
Il film è fatto molto bene sul piano tecnico, fotografia e cast all'altezza della situazione, senza dubbio alcuno. Si respira in continuazione un'area agghiacciante e assai drammatica, Pontecorvo nella fattispecie "cornice" umorale riesce alla perfezione. Forse strada facendo emerge (solo alle volte però) un po' di retorica e di staticità di azione e il film ne risente mettendo a luce , in senso relativamente parziale, le proprie rughe, la data della sua produzione non più recente.
"Kapo'" è oltretutto lento nei ritmi ma è ovvio, in determinati film è la lentezza, il buio fisico e psicologico che detta i tempi dell'azione.
Scene memorabili come quella della costruzione dei binari del treno e della morte sui fili dell'alta tensione restano impresse in un clima di morte e di disperazione generale.
Di grande impatto e di immane crudezza il finale.

ValeGo  @  21/11/2010 12.57.20
   9 / 10
Un bellissimo scorcio di come la vita in un lager possa cambiare una persona fino a farle perdere completamente la coscienza di sè e della propria personalità...di come si possa essere annientati..di come per sopravvivere si sia disposti a tutto..

paolo80  @  07/08/2010 14.47.53
   6½ / 10
La pellicola è molto intensa e molto curata, soprattutto nella descrizione di fatti che rispecchiano una tragica condizione umana.
Gli aspetti migliori dell'opera sono la ricostruzione del campo di lavoro, unita ad una interpretazione intensa e ad una colonna sonora idonea.
Il prodotto si perde talvolta in una serie di lungaggini e di ripetizioni che smorzano un po' il ritmo ma, nonostante ciò, la visione non annoia e risulta abbastanza gradevole.
Bello il finale.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  23/07/2010 13.13.37
   8 / 10
Ho visto solo un film di Pontecorvo, e se la cratteristica de "La Battaglia di Algeri" era l'attenersi ai fatti oserei dire con un pedissequo cronachismo, in "Kapò" emerge una linea più personale, ricavando un melodramma a tinte forti dalla Storia. Molti hanno visto il sacrificio di Edith l'unica strada per la redenzione, quello che credo personalmente fossero gli intenti dell' autore italiano, era di mostrare come le tragedie possano cambiare il concetto stesso di dignità e morale. Eccellente fotografia e ricostruzione scenografica.

pinhead88  @  08/03/2010 17.58.31
   5 / 10
Non del tutto convincente,piuttosto anemico come film.non lascia nulla alla fine.piatto e debole nella narrazione e con nessun colpo di scena.non ci sono mai scene cruente e tutto l'insieme manca di intensità.insomma alla fin fine un film che non appassiona.il bianco e nero rimane l'unica nota positiva.

dgarofalo  @  19/03/2008 9.35.21
   8 / 10
altro bel film di pontecorvo dove tratta il tema (per me) della sopravivvenza dove si e disposto a fare pure perdere i principi morali di una vita dignitosa
da vedere

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  23/12/2007 1.51.13
   8 / 10
Potente affresco sulla lotta per la sopravvivenza in un campo di concentramento tedesco, la perdita della dignità personale, il cammino tortuoso per riconquistarla. Pontecorvo veicola attraverso il volto quasi infantile e innocente di Susan Strasberg la degradazione dell'essere umano in situazioni estreme, rendendolo al contempo, emotivamente coinvolgente per lo spettatore. Molto realistica la messa in scena e bravi tutti gli attori.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  26/09/2007 0.05.50
   6 / 10
Film lucido e convincente, ma narrativamente poco convincente: penso che i voti alti siano influenzati dalla drammaticità della storia e dalle (brave) interpreti, ma il tutto mi è sempre sembrato troppo ridondante e, soprattutto, privo di vera cattiveria.
Straordinario come sempre il volto affilato e inquietante di Laurent Terzieff

2 risposte al commento
Ultima risposta 01/10/2007 20.27.28
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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  26/04/2007 16.31.29
   9 / 10
nel cinema di Gillo Pontecorvo (uno dei migliori registi italiani) vi è presente un'enorme contraddizione: se si analizzano tre film quali Queimada, La Battaglia di Algeri e Kapò si nota che i protagonisti, o i co-protagonisti rivelano avere un'ambiguità, una contraddizione dalla difficile comprensione. la risposta è semplice, infatti avendo Gillo fatto solo film politici o storici non si può nel narrare guerre, sterminii, prese di potere, che trovare una grande contraddizione di fondo: il potere.
Marlon Brando in Queimada aveva avuto una grande influenza su Josè Dolores e tutto il potere derivante era sostanzialmente suo nonostante l'indole selvaggia dell'africano. Mathiew ad Algeri aveva il potere di fare qualsiasi cosa sulla Casba, mentre Edith essendo kapò poteva spadroneggiare sulle sue compagne a suo piacimento.
L'utilizzo del potere nei film di Pontecorvo è sempre legato a una logica ferrea utilitaristica che rende assai arduo il discernimento fra Giusto e Sbagliato. guardiamo a Kapò: per sopravvivere nei lager uno cosa è disposto a fare? nel suo caso CHI NON L'AVREBBE FATTO? la sceneggiatura (sempre del regista) è disseminata di dialoghi sull'Opportunismo, sull'Egoismo. cito La Battaglia di Algeri "non le sembra meschino mettere le bombe nei cesti delle vostre mogli?" risposta "i nostri cesti non sono molto diversi dai vostri elicotteri, dateci gli elicotteri e noi vi daremo i cesti", anche in kapò l'Uomo per Pontecorvo è un essere chiuso in se stesso, perso nell'egoismo della sopravvivenza in un mondo votato allo sterminio dell'etica e della giustizia. il cinema di Pontecorvo è un nero, cupo sguardo sul dualismo fra Giusto e Sbagliato nel percorso socio-politico della Storia.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR agentediviaggi  @  22/01/2007 9.38.39
   8½ / 10
Altro grande film di Pontecorvo, il mio regista italianiano preferito, molto criticato all'epoca per il collasso morale della protagonista e per alcune scene tremende. E' un film di un pessimismo assoluto, che parla di come la tragedia immane dell'Olocausto vissuta da una ragazza che vede morire i suoi genitori la trasforma completamente e la mette contro le sue compagne di sventura. Solo l'amore la redimerà, ma pagherà comunque le conseguenze. Altro film documento del Nostro a cui interessa più che lo sviluppo della storia l'analisi psicologica o sociologica delle persone in un contesto storico difficile.
Kapò è un'altra perla misconosciuta del cinema italiano.

7 risposte al commento
Ultima risposta 26/09/2007 00.08.34
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