inland empire regia di David Lynch USA, Polonia, Francia 2006
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inland empire (2006)

 Trailer Trailer INLAND EMPIRE

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locandina del film INLAND EMPIRE

Titolo Originale: INLAND EMPIRE

RegiaDavid Lynch

InterpretiJulia Ormond, Scott Coffey, Justin Theroux, Harry Dean Stanton, Jeremy Irons, Laura Dern

Durata: h 2.52
NazionalitàUSA, Polonia, Francia 2006
Generedrammatico
Al cinema nel Febbraio 2007

•  Altri film di David Lynch

Trama del film Inland empire

A Inland Empire, zona residenziale ai margini di Los Angeles, una donna è in grave pericolo...

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Voto Visitatori:   7,85 / 10 (241 voti)7,85Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
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Voti e commenti su Inland empire, 241 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  18/03/2012 16:31:46
   10 / 10
Dopo l'allucinante "Mulholland Drive", Lynch sembra volersi spingere ancora più in là e lo fa. Un film assurdo in cui lo spettatore non può appigliarsi a nulla ed è totalmente in balia delle immagini.
Forse presuntuoso, forse geniale. Forse una porcata, forse un capolavoro.
Qualsiasi discorso su INLAND EMPIRE è un discorso a vuoto.

ValeGo  @  21/02/2012 11:57:06
   7 / 10
Lynch mi fa impazzire..questa volta mi ha messo a dura prova..il titolo non poteva essere più appropriato,fino a un certo punto tra l'altro si segue bene ed ha un minimo di logica ma ad un certo momento siamo totalmente calati nella profondità, oscurità, assurdità della mente..un labirinto da cui non si può più uscire. Sena logica, senza confini tra realtà e sogno..tutto mescolato in un assurda sequenza di fatti senza senso. Impressionante.

Zanibo  @  08/12/2011 20:44:01
   4½ / 10
Prese una a una molte scene sono affascinanti. Nel complesso l'ho trovato assurdo, lento e noioso all'inverosimile.

E` un film particolare, quindi ci sta il 10 come ci sta lo 0, a seconda di chi lo guarda.

Gabo Viola  @  29/10/2011 17:43:56
   10 / 10
Leggevo l' intervista di Truffaut ad Hitchcock, il buon Alfred asseriva che lo spettatore dovesse essere messo a conoscenza di tutti gli elementi della storia per raggiungere l' apogeo del coinvolgimento emotivo. Beh Hitchcock sbaglia clamorosamente e la riprova è senza dubbio in Inland Empire. Questo è il film più spaventoso che mi sia capitato di vedere, merito anche delle musiche elemento peculiare nella filmografia del regista americano. La sostanziale differenza nell' uso della colonna sonora è che i registi la adoperano per marcare un determinato momento. Tensione = orchestra che suona forte e con tono minaccioso. Amore = love theme. Idillio = tema rilassato. La capacità di Lynch e badalamenti è proprio l' idea di un "teatro eterno della musica", ovvero una scatola dove i suoni siano reiterati in un mantra orientale. La meraviglia è che David ha tutto il retaggio anni '50, le pupe, le giacche nere in jeans, roy orbison ma le filtra attraverso un amore immenso per la trance. Nasce dunque un cinema per lo stravolgimento dei sensi che riesce a creare il più diligente documentario della vita onirica di un individuo. Non è un caso che le pellicole più interessanti degli ultimi dieci anni siano quelle che si discostano dalla "riproduzione in serie" ormai marchio di un occidente perduto per sempre. Cristopher Nolan è un visionario da supermercato, i suoi sono sogni di un ragazzino superficilae che si addormenta al banco dei salumi dentro l' Esselunga (auchan, carrefour, billa, se preferite). C' è tanto oriente in Lynch e mentre il suo gemello Cronenberg diventa canuto e lineare lui esaspera il gusto per l' eccentrico e la ricerca. Il film è difficile da commentare poichè è come la preghiera di un nemico giurato della Yakuza, come l' urlo di una farfalla.

7 risposte al commento
Ultima risposta 31/10/2011 18.24.23
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nefilim  @  24/10/2011 01:25:04
   8½ / 10
Con questo film il buon David ci mette alla prova. Quanto profondo è il nostro Impero della mente?

PignaSystem  @  27/07/2011 23:20:57
   5½ / 10
Il Dramma-Lynch. L'esegesi Dovuta e pretesa d'un volo che ha lentamente perso la propria leggiadrìa, la propria traspirante Ispirazione, un'onestà (anti)comunicativa che era gemma preziosa, scintillante sinfonia (non altro) degli orrori più ancestrali. No, ora l'immaginario lynchano è poco più che parodia di se stesso, decadente vacuità estetizzante, gratuito e pretestuoso esercizio di stile protratto ed imposto. Dato in pasto ma non digerito, quasi del tutto non riflettuto ma straripante riflessi, cromatiche guarnizioni ad un Nulla quasi sempre divorante. La messinscena riesce ancora a stupire, ad atterrire ed a stringer le viscere, ma si è davvero distanti, Troppo distanti, dalla sensuale e 'spoglia' intuitività irrazionale propria degli albori della poetica lynchana. Il Maestro, consapevole di Sè fino allo sfinimento, ha forse smarrito il proprio candore.. quella mistica eppure del tutto 'terrena' forza motrice che lo portava a destrutturare ogni (con)testo in nome dell'abbandono (lucidissimo) al mareggiar dei Sensi. Delle pulsioni più rimosse e primordiali. E' proprio quella basica (ma ricchissima) verve iconoclasta ed 'inquinante' a mancare, più d'ogni altra cosa, a chi ha da sempre venerato il non-linguaggio del genio di Missoula. Nei praticelli ben rasati della provincia west coast non c'è più una sola stilla di sangue, nè un singolo lembo mozzato delle stuprate certezze pastello dell'american dream. Ora è, in tanto roboar di irrealtà, tra tanti dislivelli narrativi confliggenti, quasi solo Silenzio. Rumore assordante, ferino digrignar di denti, psichedelia frastornante somministrata per distrarre. Dunque, silenzio.

Feelhigh  @  11/05/2011 10:45:17
   8 / 10
Lynch all'ennesima potenza...
Inutile cercare di comprendere quanto avviene innanzi ai nostri occhi nelle tre ore di Inland Empire.. credo che in questa sua opera il regista abbia semplicemente inteso offrire allo spettatore la sua visione nuda e cruda del concetto di "sogno", priva di riferimenti spazio temporali, priva di uno svolgimento logico, priva di linearità..
La forza ed il limite del film risiede proprio nel fatto di essere pura esteriorità, un dirompente affresco di sensazioni ed immagini dall'imponente impatto visivo ed emozionale, ma senza il supporto di alcuna trama apparentemente comprensibile..
consigliato ai fan di Lynch,si diveritranno comunque e rinveniranno nell'opera diverse "chicce" tipiche del Maestro...chi non ha apprezzato i precedenti lavori del regista dovrebbe per contro evitarlo, potrebbero considerarlo noioso ed inutilmente prolisso
Grande prova della Dern.

dobel  @  18/04/2011 17:31:47
   9 / 10
Di fronte ad opere siffatte è lecito porsi alcuni interrogativi, in quanto il mero dato cinematografico e narrativo viene superato, trasceso e in qualche modo aggirato.
Lynch è senz'altro un grande artista ed è grazie a questa certezza di fondo (testimoniata da una produzione spesso straordinaria e sempre personalissima), che rifiutiamo subito e categoricamente il sospetto di una burla o di una presa in giro. Se il percorso narrativo del film è spesso ostico, incomprensibile e volutamente oscuro non è certo per capriccio bensì per dare forma ad un'opera d'arte totale nella quale confluiscano i tanti aspetti della personalità e delle ossessioni lynchiane. La vita che si dispiega in realtà temporali sovrapposte che danno origine a più vite parallele; il male che si manifesta subdolo nella realtà più banale; i sogni che si trasformano in incubi inafferrabili...tutto questo è Inland Empire. La trama? Il flusso interiore di un monologo incessante e inquietante. I personaggi? Lynch nelle sue differenti declinazioni.
A questo punto la domanda che ci si deve fare di fronte a questo film nom riguarda più il film in sè, ma il significato e la liceità delle diverse possibilità dell'opera d'arte.
L'arte è comunicazione ed autoespressione; i mezzi, i significanti di cui questa si deve servire hanno dei limiti? La forma è indispensabile a veicolare un messaggio, oppure possiamo abbandonarci ad una autocomunicazione aperta a 360gradi?
Se l'arte del novecento ci insegna qualche cosa è proprio che il concetto di forma deve essere reinterpretato. I vincoli vanno spezzati, ripensati e trasformati. Ma siamo sicuri che la forma si sgretoli? O non dobbiamo piuttosto credere che semplicemente venga regolata da altri principi?
Joyce non ha più firma? Beckett non ha più forma? Picasso non ha più forma? Schomberg non ha più forma?...
I binari cambiano direzione rispetto a prima, ma non cessano di procedere parallelamente. Lynch non ha più forma? La sua forma e le sue regole attingono a principi differenti da quelli consolidati dai canoni classici, ma una volta decodificati presentano contorni definiti e riconoscibili.
Come la seconda scuola di Vienna nella propria espressione dodecafonica non ha voluto ingannare nessuno, così Lynch non vuole creare un'opera falsa, bensì un film personale e svincolato dal pubblico. L'arte ha bisogno di un referente, o quando lo si perde di vista cessa di essere espressiva?
Credo che il referente sia indispensabile; credo, altresì, che in certi casi gli venga richiesto uno sforzo di immedesimazione e di crescita grazie al quale l'arte diventa anche maestra. Coltivare un'estetica significa avviare ad essa e iniziare ad essa il pubblico e il fruitore. Accontentarsi di percorrere le strade battute e semplici per non richiedere uno sforzo allo spettatore non produce nulla.
Non voglio dire che il film mi sia piaciuto incondizionatamente, ma lo accetto come un tentativo personale di autocomunicarsi; lo apprezzo come un tentativo di portare il pubblico ad un grado più alto e attivo di partecipazione.
Grazie a David Lynch per voler continuare, in mezzo alla società del profitto e del conformismo, ad essere un artista!

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Ultima risposta 05/11/2011 15.14.15
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incubodimorte  @  17/04/2011 18:47:14
   4 / 10
Ho fatto una fatica tremenda a finire il film. Non perchè sia incomprensibile o non lineare, ma perchè non mi ha comunicato assolutamente nulla. MD e Strade Perdute mi hanno fatto impazzire, questo Inland Empire puzza proprio di presa per i fondelli. Anche visivamente non è sta bellezza come i suoi precedenti lavori e le espressioni di Nikki non le potevo sopportare. Peccato.

7219415  @  25/03/2011 17:00:42
   7 / 10
Pur essendo un grande amante di Lynch penso che questa volta abbia "esagerato"...seppur la pellicola riesce ad affascinare per la sua follia e oniricità è completamente incompresibile...

kako  @  08/03/2011 00:24:01
   8½ / 10
Io ammetto di non averci capito una mazza, ma finite le 3 ore di film sono rimasto affascinato dal trasporto delle immagini create da Lynch! probabilmente non c'è niente da capire, ma solo lasciarsi andare all'interno di un viaggio onirico che prende e ammalia la nostra mente oltre a creare un senso di spaesamento e di angoscia che lascia il segno.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  05/03/2011 11:28:32
   8 / 10
E' un film davvero ostico da commentare perché così complesso e sfaccettato che andrebbe rivisto molte volte per comprenderlo a pieno.
Sull'onda emotiva di una sola visione mi sento di dire che per due ore il film non convince. Lynch si perde nel proprio onirismo alla ricerca sempre di soluzioni che pur risultando affascinanti implodono su loro stesse. Non convince neanche l'uso del digitale in alcune scene poiché appiattisce l'immagine.
La trama non decolla e si resta a vedere la fine solo per alcuni lampi di genio sparsi.
Ricordo che quando lo vidi al cinema sarei voluto uscire perché mi stavo annoiando terribilmente. Poi arriva il capolavoro. Quando guardi l'orologio per dire "ma quanto caxxo dura ancora sto film??" ecco arrivare l'incedere lynchiano, ecco giungere gli ultimi 45 minuti che restano a mio avviso una delle pagine più belle della storia del cinema.
Ed ecco svelarsi il vero soggetto: la catarsi dello spettatore nell'empatia con il personaggio cinematografico. Un turbinio di sensazione, immagini e parole che confonde e travolge, affascina e ubriaca. E ci si perde nei meandri della mente fino alla visione finale in cui lo spettatore è spettatore di se stesso e nel pianto liberatorio trova la liberazione dalla propria ossessione vista per mezzo degli occhi della protagonista. Il meta-cinema come nessuno lo aveva mai mostrato, una nuova frontiera che supera Jodorowsky e Lynch stesso. Poesia della mente degna di Grillet e Resnais con minor essenzialismo, ma occhio virato all'onirismo cupo.
Che voto dare ad un film del genere?
Per la terza parte il 10 è perfino poco, per la prima e la seconda una mediocrità sarebbe anche troppo...
Probabilmente 8 è il voto giusto perché la media matematica non si può applicare alle emozioni. Consiglio a tutti di vederlo anche perché nell'antitrama d'ora in avanti non si potrà più prescindere da questo film.

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Ultima risposta 19/02/2012 17.59.45
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elmoro87  @  05/03/2011 11:01:52
   2 / 10
Una cag.ata assurda... Ecco quello che penso io dopo aver terminato di vedere questo abnorme ammasso di sterco che sto flippato di Lynch ha confezionato spacciandolo per arte... E' possibilissima secondo me la teoria della presa in giro che Lynch ha voluto fare a tutti quelli che hanno guardato il film, ma se non lo fosse, se veramente Lynch crede che questa immondizia sia veramente arte, è veramente da rinchiudere... Il merito che ha è che quando di colpo stacca sulle facce deformate della protagonista fa venire veramente i brividi... Per il resto a mio parere è completamente scandaloso!!! Senza senso, senza corpo, senza nulla... con l'odiosissima Dern che per tutta la durata del film si guarda in giro con quella faccia incredula da caz.zo... UN FILM VERAMENTE INGUARDABILE!!! sempre che di film si può parlare... Lynch sta male...

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Ultima risposta 06/03/2011 18.40.26
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OceanOfNoise  @  14/02/2011 13:45:44
   8 / 10
Credo che nessun regista sia mai riuscito a dipingere in un modo così perfetto quello che è il sogno e il subconscio di ogni essere umano. La trama c'è, complicatissima e poco chiara, ma ciò che conta sono le immagini: un tour de force di puro delirio onirico.

furstemberg  @  11/02/2011 13:08:41
   8½ / 10
Sinceramente mi è difficile giudicare questo delirio cinematografico (in senso positivo). Penso non si possa nemmeno catalogare in un genere. E' un'interminabile scorrimento di un fiume di astrattismo che si interseca ad ulteriori affluenti storiografici di follia pura. Un plauso in particolare alla scelta della colonna sonora, perfetta per cotanto delirio onirico-reale. Sono toccati, in modo apparentemente superficiale, ma in realtà non è assolutamente cosi, temi come l'onirismo, lo sdoppiamento della personalità, le interconnessione tra i vari strati della mente e della realtà.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  07/12/2010 23:31:50
   8 / 10
Prima di tutto i difetti: è troppo lungo (nel senso che troppe scene si trascinano senza guadagnare in nulla rispetto a quel che avrebbero comunicato durando la metà). Secondo: Laura Dern non mi è mai piaciuta e nemmeno qui mi convince. Per 9/10 del film mantiene la stessa espressione da maschera di cera, con la bocca aperta e gli occhi che esprimono angoscia e smarrimento.
Il resto: qui Lynch sfodera tutta la sua tecnica mentre esplora la nuova frontiera del digitale. La colonna sonora è, come sempre, un capolavoro. Ancora, come è suo solito, ci regala degli effetti di luce meravigliosi. Alcune scene sono davvero da restare a bocca aperta. Resta il fatto che, per sua stessa ammissione, il film non ha una trama e passa da una scena all'altra, come a compartimenti poco stagni, senza un nesso vero e proprio, ma grazie a dissolvenze incorciate, balzi temporali e analogie e ricordi. Non so se sia un limite o meno, o se si debba prendere atto della volontà di esplorare il mezzo "cinema" o ancora meglio, le proprie capacità, da parte di Lynch. Non so reputarlo un capolavoro ma forse sì.
Un cameo finale di qualche fotogramma da parte di Masuimi Max! Un bel salto dopo XXX2 !!!

Oskarsson88  @  07/12/2010 15:19:11
   7½ / 10
piuttosto intortante

lukef  @  01/12/2010 20:48:33
   7 / 10
Mah, non saprei che voto dare a questo film. Da un lato trovo la potenza di alcune immagini e di alcune trovate a dir poco geniali. Dall'altro il film nel suo complesso mi ha annoiato parecchio; a furia di guardare immagini (apparentemente?!?) senza senso mi era anche passata anche la voglia di continuare a cercare di seguire il filo se non la curiosità di vedere come finiva (con una "trama" simile è anche relativo parlare di fine).
Concordo pienamente con coloro che hanno prima di me sostenuto che Lynch ha calcato un po' troppo la mano; capisco che probabilmente si è lasciato andare a tutta la sua smania artistica, però non può non porre un minimo di attenzione allo spettatore, sennò se volessimo considerarlo meramente per la sua valenza artistica non sarebbe neanche corretto valutarlo in quanto film.

Donetsk  @  01/10/2010 12:15:29
   9 / 10
Già solamente per i Rabbits, l'ultimo Lynch merita i miei inchini.
Ci si perde, ci si ritrova, poi ci si risveglia.

wooden  @  27/09/2010 15:39:59
   8 / 10
Boh. Secondo me non è nè uno scivolone nè un capolavoro, quindi sono in disaccordo con la maggior parte dei commenti qui.

A me è piaciuto, molto potente e fuori dall'ordinario (pure parecchio), ottima la scelta del digitale, molto immersivo. Dunque essendo uno che vota impulsivamente - senza vedere se "è rivoluzionario", "ha dei movimenti di camera perfetti" o se.gate varie sarei tentato dal votone.

Però ci sono dei difetti...

- dura troppo. Ed è la prima volta che mi capita con un film di Lynch (non ho visto Dune), diciamo pure che in certi punti ho guardato l'orologio, e questo per me è un segnaccio a prescindere.

- Per la prima volta ho avuto l'impressione (diciamo quasi-certezza) che fossero scene a casaccio spacciate come "legate da un significato segreto" e non un film unitario con una struttura particolare (e geniale) che emerge alla seconda visione.

Insomma, i suoi capolavori sono altri, ma per me la frase "Lynch non sbaglia un colpo" rimane valida.

Alcune scene sono incredibili.

-ataren-  @  21/09/2010 16:12:08
   10 / 10
Forse l'unico film a cui non esiterei a dare 10. L'unico che non riesco neppure a catalogare come genere. Originale, mozzafiato, convolgente, devastante, commovente. Un'esperienza che va oltre il cinema.

Pico84  @  11/09/2010 13:00:28
   9 / 10
Più lo vedo meno ci capisco e meno ci capisco più mi piace

pinhead88  @  07/09/2010 22:58:30
   4½ / 10
Un immane presa per i fondelli da parte di Lynch, ci ho visto solo questo purtroppo, soprattutto verso i suoi fan più sfegatati, che si sforzeranno non poco a capire ogni scena di questo mega-polpettone insensato. Francamente, senza nulla togliere a Lynch, non ci vedo proprio nessuna genialità in quest'opera, a differenza magari di altri suoi titoli più recenti e non. Non so, ma ha l'aria d'essere tutto una presa in giro, oltre che un riciclamento di tutti i suoi canoni. In più, l'estenuante durata diventa la goccia che fa traboccare il vaso, tra monologhi infiniti e scene scollegate tra loro. L'utilizzo del digitale, anche se non lo apprezzo molto, è funzionale nel riuscire a trasmettere maggiore inquietudine, ma dopo un'ora circa il ritmo inizia a diventare insostenibile e continuare a seguire il film diventa impresa assai ardua. Stavolta credo non basti la forza delle immagini per apprezzare questo lavoro estremamente criptico e personale, anche perchè ci sono pochissime immagini che rimangono impresse, almeno per me. Posso solo dire che tre ore di questo Lynch non sono riuscite davvero a trasmettermi nulla.

Invia una mail all'autore del commento Steppenwolf  @  24/08/2010 21:48:24
   10 / 10
A tutta la gente che ha dato voti bassissimi a questo film: perché vi avvicinate al cinema di Lynch se non fa per voi?
Lynch non è per tutti, il suo tipo di arte è atipico ed è fine a se stessa.
Ma gente che liquida un film del genere senza neanche ammettere che si tratta di un'opera rivoluzionaria, unica nel suo genere, beh... mi sembra esagerata.
Non si parla di un capolavoro oggettivo(per me lo è, sia ben chiaro), ma il coraggio di questo film non può essere stroncato con aggettivi quali "noioso" o "senza senso".
Ha per caso senso il finale di "2001"? E la musica di Beethoven o di Bach?
I dipinti di Picasso? Eppure nessuno nega deliberatamente che si tratta di opere d'arte.
Lych ha sin dai tempi di Eraserhead rappresentato una poetica del cinema ai limiti con i concetti canonici del cinema stesso, propugnando una rivoluzione dell'immagine, dei contenuti, stravolgendo la linearità delle trame.
E questo film è arbitrario, aperto ad ogni interpretazione, non privo di senso.
Se proprio volete sapere in breve quale sia la trama, leggete Pierluigi Basso Fossali o Andrea Bordoni.
La bellezza del film è la sua struttura non lineare, che non corrisponde certo ad un'accozzaglia di fotogrammi senza senso.
Basterebbero le sensazioni, l'emotività di quest'opera(inferiore a quella di Mulholland Dr., certo, sotto quest'aspetto), la ricercatezza delle immagini e dei suoni a fare di INLAND EMPIRE un capolavoro.
E le scene sulla Walk of Fame? Il finale che è un flashforward? I titoli di coda con Siinnerman di Nina Simone?
Ma visto che la gente è fissata con la trama e con i significati(ma cosa significano i film di Tarantino così tanto amati? Non è anche quello puro cinema senza scopi didattici e che stravolge - seppur lontanamente dagli standard lynchiani - la narrazione?), vi dirò che INLAND EMPIRE può essere letto - al contrario di Lost Highways e Mulholland Dr. - da ancora più punti di vista... ma essenzialmente Laura Dern è proiezione della Lost Girl, la donna polacca davanti alla TV, che la genera come un alter ego catartico per ottenere un riscatto dalla maledizione del passato, uccidendo il Fantasma.
Altri utenti come Quilty hanno invece postulato Nikki e la Lost Girl come proiezioni di Sue morente... anche è possibile.
La mia opinione è che si tratta di mondi paralleli intercomunicanti, perché il film non finisce con la liberazione della Lost Girl, ma con Nikki che ritorna dal suo lungo viaggio nel domani che è ieri, riconciliata con se stessa, mentre
Scusate lo sfogo, ma qui si parla del mio film preferito, ed inoltre credo che i commenti sterili non rendano giustizia ad un'opera d'arte: posso capire che un film non possa piacere, ma liquidare con voti così bassi un simile film - manco stessimo parlando di Boldi o di "troppo belli" - mi sembra sinceramente inammissibile.
E' un'opera sperimentale e certamente o la si ama o la si odia... ma qui si tratta di non capire - di non voler capire - le ragioni di un film.
Se odiate i film senza senso perché perdere tre ore della vostra vita vedendo INLAND EMPIRE o un qualsiasi altro film di Lynch che non sia "The elephant man" o "Una storia vera"?
E, ripeto, il film non è un delirio di un pazzo, si tratta invece di un'opera assimilabile all'Ulisse di Joyce: non è priva di narratività, anzi la stravolge, come hanno fatto i precedenti film di Lynch.
Non è emotivamente forte come Mulholland Dr., ma è un film molto più aperto e tutto sommato ottimista, un film sul tradimento, sull'amore, ma anche sulla riconciliazione, come mostrano i titoli di coda sulle note di Sinnerman, nel carosello felliniano finale che inscena l'infinito oceano di possibilità del Cinema, producendo personaggi che avrebbero potuto occupare la storia, ma mai mostrati.
Si tratta sicuramente di un film estremo, ma non è necessario interpretarlo: basta il flusso onirico di immagini, le sensazioni forti a renderlo un film molto particolare.
Non per tutti: si tratta cmq di una pellicola sul cinema, che rivoluziona il modo di fare cinema, ma lo fa rivelando pienamente la sua essenza, spuria da elementi facilmente riconoscibili. E' cinema non anti-narrativo o incoerente, ma diversamente narrativo, come un disegno di Escher.
E' uno Shining metalinguistico.
Per discussioni civili potete contattarmi, se volete saperne di più sul mio punto di vista.

13 risposte al commento
Ultima risposta 31/01/2011 14.37.36
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Dosto  @  18/08/2010 11:32:37
   1 / 10
Sarà che, a parte Eraserhead, io odio Lynch ma queste 3 ore buttate al c.esso me le potevo proprio evitare...Non è il fatto che manchi una storia lineare a farmi dare questo voto(di film con una trama vera e propria ne vedo pochi e basta guardare i film che ho commentato sul sito), nè la mancanza di un vero e proprio filo logico ma la noia mortale(mi sono addormentato più volte) che questo film mi ha trasmesso...anche se Lynch avesse voluto dire qualcosa con questa pellicola(cosa che sinceramente non credo) e anche nel caso si sia voluto prendere gioco dello spettatore, in ogni caso l'unica cosa che resta è la noia terribile.

Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  29/07/2010 15:22:29
   10 / 10
E' un film che si apre su un mondo che poi è l'accesso ad un altro mondo che allo stesso tempo è portale di uno o di un altro mondo. Tra le righe è una discesa nel profondo del nostro inconscio. Il tradimento di un amore coniugale attraverso una lunga ed eccezionale carrellata metaforica di omicidi, misteri e personaggi. Riuscirà la "ragazza perduta" a superare il suo rimorso e ricongiungersi anima e corpo con suo marito e suo figlio?
Lynch chiude magistralmente la trilogia inziata da Strade Perdute e portata avanti da Mulholland Drive con una pellicola tanto sperimentale quanto efficacemente portavoce della sua inconfondibile poetica. Non porgiamoci troppe domande... lasciamo che le immagini ci scorrano addosso. Laura Dern eccezionale

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  21/07/2010 10:58:32
   9 / 10
Non credo sia opportuno cercare a tutti i costi di spiegare, spiegare la trance, la suggestione, il libero impero sensoriale e psichico - proprio e dello spettatore - che Lynch ha saputo ricreare..
Poiché non tanto ha importanza la storia in sé - che tuttavia è intravedibile, ed è centrale - quanto più il percorso intrapreso per rintracciarla, attraverso le maglie oniriche, seguendo a ritroso ciò che ancora è rimasto impresso, quale insieme di sensazioni vive, violente.

Di visibile ci sono i vari corridoi, come le ‘strade perdute’, trascorsi per lo più in soggettiva, a unire le diverse stanze.
Di visibile c’è qualcuno che guarda, guarda attraverso il buco lasciato da una sigaretta sopra una seta, o davanti a uno schermo, in lacrime.
E lo sdoppiamento e la moltiplicazione delle personalità, la frantumazione dello spazio e del tempo.
Poi, c’è tanto buio in ‘Inland Empire’, spesso più insistente dove più ci si approssima ai fatti accaduti; ma a tratti anche grandi abbagli, là dove le luci, le lampade, sembrano fungere da porte che conducono da una a un’altra delle dimensioni evocate.

Non meno in evidenza è tra queste la dimensione cinematografica - il set - o quella televisiva - la camera ‘banale’ dei conigli, esseri disumanizzati come i personaggi di una soap opera. Anzi le prime sequenze del film ci parlano soprattutto di queste dimensioni superficiali; e da qui, il processo, diviene inverso. Non è il fatto reale a generare la messinscena ma, al contrario, è dalla finzione che si materializza via via la situazione reale, arcana anch’essa, che non verrà mai totalmente svelata. La diversione nell’onirico non giunge in maniera brusca come ad esempio avveniva in ‘Strade perdute’. Gli ambienti s’incupiscono man mano, o il volto della protagonista si strucca e s’imbruttisce gradualmente, ricoprendosi di ematomi, di sofferenza.
C’è una scena in cui, trafitta da un cacciavite, la donna percorre agonica la Hollywood Walk of Fame (o una sua riproduzione), per poi stendersi vicino a un gruppo di senzatetto. In quella sequenza cinema e verità, simbologia e realismo, rimangono incastrati violentemente.

Quando si parla di film nel film, è difficile non pensare subito al caotico universo dell’ ‘8 e 1/2’ felliniano. Là appariva, a un certo punto, una sorta di formula psicoanalitica: ‘Asa nisi masa’, una rievocazione infantile e fantastica. Anche nel film di Lynch c’è qualcosa di simile: ‘Axxon N’, compongono queste lettere come un codice misterioso. Ma con esse, a essere rievocata, è al contrario una realtà adulta, brutalmente concreta, probabilmente estranea, certamente terribile. In entrambe le opere la magia (o illusione) del palcoscenico interviene; però l’alter-ego in ‘Inland Empire’ non è quello dell’autore. Lynch non parla di sé, o meglio non direttamente, ma solo attraverso la storia di qualcun altro, mai in prima persona.

Tuttavia credo sia nuovamente, e più ancora che altrove, ‘Meshes of the afternoon’ di Maya Deren la prima fonte ispiratrice del film: la ripetitività o l’intercambiabilità, secondo il metodo surrealista, di alcuni oggetti o elementi (dei quali predominante è l’arma contundente) si trova spesso anche nel film di Lynch; come pure molto simile è la destrutturazione narrativa. Anche nel corto delle Deren una donna s’affacciava come prima spettatrice e protagonista sulla scena, seppure là, il soggetto ‘moltiplicato’ era uno solo, quello della stessa attrice e regista. Differentemente dalla Deren, la simbologia di Lynch resta legata alla cultura occidentale.

Anch’egli opera una sorta d’ipnosi filmica: e lo fa attraverso lo strumento sonoro, attraverso l’immagine sempre percorsa come da un lieve moto subacqueo, attraverso l’inquadrature ravvicinate a distorcere i volti - sino alla drastica deformazione nel finale della faccia dell’uomo crudele. Soprattutto, Lynch sa attribuire uno straordinario potere suggestivo agli ambienti, che si vela di un certo vampirismo che passa, quasi sotterraneo, da quello contemporaneo dei loschi corridoi e delle camere d’albergo, a quello classico di una via cittadina della Polonia d’inizio secolo, deserta e innevata. Lo stesso uso della lingua polacca, sembra rivolto alla creazione di un effetto straniante.

La storia - solo verso la fine arriveremo a comprenderlo - ci parlava di prostituzione, di sfruttamento, di soprusi, di violenza, di tradimento, d’aborto, d’omicidio; e di vite di donne rubate, rubate da maschi-vampiri. Dietro la trasfigurazione artistica c’è, come già c’era nell’opere precedenti o nel corto della Deren, un trauma femminile, probabilmente rimosso, seppure radicato nell’inconscio.

Ma chi è dunque la ragazza che guarda con tanta apprensione e tale coinvolgimento le immagini dello schermo?
E’ forse colei alla cui vicenda il film si sarebbe ispirato; è forse soltanto la spettatrice che più s’immedesimava e, nella logica del ribaltamento Lynchiano, l’attrice principale, il personaggio autentico che ha immaginato ed espanso questo impero visionario.

Tutti abbiamo seguito affascinati il susseguirsi d’immagini straordinarie, indubbiamente belle, a tratti molto forti: ma nessuno di noi ha versato una lacrima.
A lei, invece, che è la sola che ha pianto durante tutte le quasi tre ore di durata; a lei che separata ha agognato tanto per un lieto fine; a lei, che è poi la vera e unica protagonista; Lynch dedica l’intero film; e le regala nel finale un’insperata salvezza (il mago-regista lo può); e una famiglia e una vita futura; esimendola da tutte le angosce viste e che dovevano essere vissute; e risparmiandola in tal modo anche da quello spettacolo sofferente, dalla visione in lacrime di ‘Inland Empire’.

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Ultima risposta 19/11/2011 11.19.44
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kossarr  @  28/05/2010 01:00:45
   7 / 10
Squilibrato Lynch, questa volta più difficile da capire del solito.
Il film non è assolutamente chiaro, la spiegazione non esiste, ognuno dice la sua e non ci sono 2 commenti che ho letto che vanno d'accordo uno con l'altro.
Sicuramente di questa trilogia del sogno il peggiore, il più pesante e il più stancante.
Se volete vedere un film con fotografia di primo livello e inquietante al 100% ci siete, se puntate sulla storia lasciate perdere.
Faticoso, non c'è altro da dire.
Se non avete mai visto un film di Lynch fatevi un favore, non iniziate da questo.
Il voto è più alto di quello che merita per rispetto al regista...

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biosman2010  @  24/04/2010 19:39:35
   8 / 10
Sensazioni a pelle:
Fotografia incredibile, immortalare un fotogramma ogni tot secondi ne uscirebbe un fotoalbum singolare
impatto emotivo notevole
colonna sonora, effetti sonori da brivido (da ascoltare esclusivamente in HIFI)
trama %&($3£"?i<à??
Lynch almeno un libretto delle istruzioni, che diamine!

Redrum83  @  16/04/2010 23:57:29
   10 / 10
Con INLAND EMPIRE mi è successa la stessa cosa di quando ho visto per la prima volta "Strade perdute" e "Mulholland Drive": dapprima sono rimasto stordito e affascinato dalla visione del film, poi non avendo capito il tutto mi sono fiondato qui per delucidazioni, da persona ignorante e pigra ma allo stesso tempo curiosa. Comunque il risultato in tutti e tre i casi è stato sempre lo stesso, può bastare il voto dato senza aggiungere ulteriori commenti, giusto una considerazione che credo possano condividere tutti: con INLAND EMPIRE si chiude una sorta di trilogia sull'omicidio d'amore a causa di un tradimento.

Tom24  @  14/03/2010 13:17:14
   3 / 10
Odiosa, interminabile, insostenibile paccottiglia d'autore. Mi spiace per Lynch ma ha osato troppo. Tutto il fascino di Mulholland Drive qui si perde dopo la prima mezzora.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  22/02/2010 12:56:56
   10 / 10
Una mimesi delle modalità oniriche.
Con immagini e suoni (la colonna sonora è sbalorditiva), Lynch accompagna lo spettatore, assieme alla sua protagonista/e femminile/i, in una regressione nell'inconscio.
Il film, dopo circa un'ora delle sue quasi tre, cambia registro. Il contesto narrativo hollywoodiano scompare con un controcampo dentro a uno degli studios, e la materia filmica si fa via via sempre più destrutturata fino a sfaldarsi completamente verso la metà dell'opera. Allorché il film non appare ormai più scisso in una decina di percorsi paralleli, quanto presentare piuttosto alcune "situazioni" che scivolano di continuo una dentro l'altra e si compenetrano (anche con brevissimi flash incastonati tramite dissolvenze all'interno di altri frammenti), senza rimanere distinguibili.
Il regresso all'inconscio è scandito dal sempre più diffuso uso della lingua polacca, che contamina sempre più situazioni, e suggerisce un passato ancestrale destinato a ripetersi, così come le situazioni che si ambientano in una Polonia antica, notturna e nevosa, rappresentano un precipitare verso un ignoto prossimo all'aspetto più intimo, segreto e rimosso delle emozioni e delle relazioni umane.

Tutto ciò avviene con una imitazione a mio parere perfetta dei meccanismi che presiedono alla proliferazione onirica.
Alcuni esempi di questa mimesi:
- alcune situazioni si moltiplicano in contesti differenti, e talvolta si replicano le stesse battute. Le situazioni, come scatole cinesi, si compongono spesso di elementi di altre situazioni, ne sono contaminate e le contaminano (così come i sogni si appropriano di frammenti di realtà, contaminati con altri);
- in situazioni diverse compaiono gli stessi oggetti (lampade, cacciaviti), attorno ai quali sembra condensarsi significato – in una ricchezza esplosiva di dettagli significanti che si va arricchendo visione dopo visione;
- molti volti sono gli stessi per personaggi diversi [interpretati dallo stesso attore: i due casi più evidenti – ma non gli unici – sono il marito della protagonista e la moglie del personaggio maschile del film che si sta girando dentro al film, la quale è interpretata dalla stessa attrice che interpreta la tizia che, prima, appare essersi ferita con un cacciavite, e, poi, ne ruba uno per ferire a morte la protagonista che però – si scopre – muore solo nel film nel film];
- diversamente, altri personaggi restano gli stessi ma mutano tratti somatici (basti pensare alla protagonista Laura Dern che, come progredisce la sua regressione all'inconscio, diviene irriconoscibile);
- oltre al primo piano distorto con il grandangolo, frequentissimo, quasi altrettanto frequenti, come nei sogni, sono i primissimi piani di dettagli e particolari gesti perturbanti;
- è più che comune che il prevedibile nesso causale fra un evento e il suo effetto salti completamente, come nei sogni (gente colpita a morte con cacciaviti o colpi di pistola non muore: solo per fare l'esempio più evidente).

Non si tratta di un esercizio di stile; la pellicola veicola alcuni temi di notevole complessità.
Dopo un preambolo un po' pretenzioso nell'ipostatizzare il film prima ancora della sua "deriva onirica" (i conigli, i polacchi, la "lost girl" che piange di fronte a uno schermo: un preambolo che alla prima visione risulta incomprensibile), durante la prima ora del film di ambientazione holliwoodiana Lynch ci parla di come la civiltà reprima l'inconscio, descrivendoci una società umana come una mascherata ipocrita di un'interiorità barbarica-hobbesiana fatta di pulsioni, violenza e nevrosi.
In modo via via più netto, prende poi corpo l'ipotesi che il tema centrale del film sia la sopraffazione maschile sulla donna, declinata attorno al concetto di prostituzione (letterale o simbolica: nel film i due aspetti si contaminano), per quello che esso comporta di diffamazione, degradazione sociale, senso di colpa e frustrazione morale.
La persuasione a "essere *******" (legata al tradimento) inculca un perverso senso di colpa che insieme è anche percorso di liberazione dai vincoli della famiglia (intesa come gabbia di falsità risentimenti e ipocrisie), della società e della rispettabilità.
Il senso di colpa si traduce in autolesionismo e autodegradazione, in sentimento di inadeguatezza all'essere donna e dunque punizione e ferimento del ventre (con allusione all'aborto).
La liberazione è un percorso parallelo, che conduce al paradossale "lieto fine" conclusivo, attraverso lo sfogo che il personaggio interpretato da Laura Dern compie, in un ambiente di suggestione kafkiana, di fronte a un uomo silenzioso e dagli occhiali storti. In questo sfogo triviale (l'uso di linguaggio triviale, secondo la psicanalisi, si lega alla liberazione di un'emotività repressa) Laura Dern racconta un passato di donna che ha vissuto continue vessazioni, sopraffazioni e umiliazioni da parte degli uomini.

Alla fine del film il suo personaggio, "liberato", penetra in un dedalo di stanze e corridoi, "sconfigge" l'inquietante personaggio che incarna e simboleggia ogni sopraffazione maschile, e libera dalla sua angoscia la "lost girl" (che è anche l' "alter ego polacco" della Dern) portandola via dalla stanza dove quest'ultima, dall'inizio del film, piangeva immobile di fronte a uno schermo acceso.

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unza capiten  @  29/12/2009 13:11:59
   8½ / 10
questo film è stato un viaggio bellissimo....anche se devo essere sincero...ci ho capito ben poco.. se dovessi raccontare la trama a qualcuno non ne sarei in grado...
cmq sicuramente bello ma non per tutti...

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Ultima risposta 02/06/2010 17.20.11
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gandyovo  @  18/12/2009 20:16:46
   6½ / 10
non è il mio genere. mi spiace, ma apprezzo l'originalità

suspirio  @  07/12/2009 21:06:48
   9 / 10
Bellissimo film però prima di guardarlo, bisogna che abbiate guardato qualche altra opera di Lynch. Se non vi piacciono gli altri, ritenendoli poco lineari, non avvicinatevi a questo che lo è ancora meno.

Bathory  @  24/11/2009 23:20:45
   7½ / 10
Appena trascorse le 2 ore e 52 minuti di Inland Empire, oltre ad essere talmente confuso da non ricordarmi chi fossi, con quel piccolo barlume di razionalità che mi era rimasto, mi sono detto che forse questa volta Lynch aveva tirato troppo la corda.

Inland Empire è indubbiamente uno dei film più contorti e deliranti di ogni tempo, ma questa volta si ha la netta sensazione che dietro l'angolo ci sia la propensione da parte del divino Lynch, all'autocelebrazione tramite qualche esercizio di stile, peraltro talvolta neanche riuscito alla perfezione (per non dire venuto male).

Eloquente il fatto che Laura Dern abbia dichiarato di non aver capito il suo ruolo nella pellicola..anche se viene da chiedersi chi l'abbia poi realmente capito, o se c'era poi qualcosa da capire in queste quasi tre ore che scorrono più lente di un film di Angelopoulos mandato avanti con il rallenty.

Le numerose sequenze inutili e i punti morti spezzano in maniera netta l'atmosfera inquietante e oscura della prima parte, che ritorna solo in parte nei minuti finali (splendidi).

Decisamente non è il capolavoro di Lynch, ma è uno di quei film che vanno obbligatoriamente visti prima di morire..

Blue Velvet  @  04/11/2009 16:03:32
   9 / 10
Lynch è il top...vorrei passare una serata con lui per capire cosa pensa realmente quest'uomo...
Il film è un viaggio continuo!!!
Lynch sei avanti anni luce...tutto il resto è noia!!!

DarkRareMirko  @  03/09/2009 00:04:34
   9½ / 10
Provocatorio e moderno film di Lynch, kolossal weird della visionarietà per durata e qualità e nomi degli interpreti, a cui confronto altre opere del maestro, come ad esempio Mulholland Drive, son linearissime.

In soldoni il film sfrutta un'intersecazione fra loro di 3 piani temporali diversi, che raccontano 3 diverse storie; dicevo che è un lungometragigo provocatorio perchè, se si esclude il corto Darkened room, qui Lynch usa per la prima volta una telecamera digitale, per comunicare il messaggio "il mio gran cinema ora si può fare pure con una telecamerina".

Frecciate anche alle iene ridens giornaliste e cameo di William H.Macy.

Ottima Laura Dern, la sua migliore interpretazione in assoluto.

Probabilmente il film di Lynch più complicato, più difficile da comprendere, in cui si può trovare facilmente una summa di molti elementi che tanto lo han reso famoso ed apprezzato.

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Ultima risposta 05/09/2009 19.09.57
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Invia una mail all'autore del commento wega  @  13/08/2009 19:22:09
   8 / 10
Ok basta. Dopo l' ennesima volta che l' ho visto in più di un anno, mi accorgo per l' ennesima volta di essermi scordato che c' era una trama da seguire, completamente imbambolato dalla forza delle immagini. Durasse due ore, probabilmente lo guarderei talmente spesso da propinargli un bel 10, alla luce dei momenti leggera smaronatura, 8 è il voto. Va benissimo Lynch e il suo genio "altmaniano", specialista nelle fabule di tensione sottocutanea, ma non un altro come lui. Grazie.

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carriebess  @  22/07/2009 16:09:37
   6½ / 10
l'ho travato un pò caotico, più 'confuso' e meno ispirato degli altri.

bulldog  @  16/07/2009 00:51:59
   6½ / 10
Non all'altezza dei predecessori,ma non da buttare.
La durata è eccessiva,sbagliata la scelta di Laura Dern

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Ultima risposta 21/07/2010 13.11.04
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Febrisio  @  15/07/2009 16:12:40
   4 / 10
Ho visto dare il voto da Elio e curioso volevo sapere la media dei voti. E qui sorpresa... (neanche più di tanto visto che è di Lynch), bei voti alti...

Io do il 4 per il semplice fatto che il film tecnicamente è ottimo, niente da dire, ma da lì in poi mi son perso nelle allucinazioni di Lynch.

Pensai che qualcosa l'avrei sicuramente capito, ma passando i minuti, oltre che molti abbandonarono la sala cinematografica, continuai a cercare un nesso logico a tutto questo... niente... nada... un film impegnativo, non per tutti, che sicuramente ti potrà dare qualcosa se lo si capisci, ma occhio... potresti, come me, assistere solo ad una sequenza di immagini che dura 3 ore senza riuscire a dare un senso a quello che vedi...

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Ultima risposta 18/07/2009 13.59.06
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Gruppo COLLABORATORI elio91  @  15/07/2009 15:38:22
   8½ / 10
Il trip più allucinato di Lynch,senza una trama logica,come sempre nei suoi ultimi film.Ma a differenza di "strade perdute" e "Mulholland drive" qui non è proprio possibile neanche cecare di dare una spiegazione a quello che si è visto.Un nuovo modo di fare cinema,in cui alla fine si ha la sensazione di aver visto un qualcosa di incomprensibile da non poter esprimere con le parole,ma che ti lascia una sensazione dentro,indefinibile. é una di quelle pochissime volta,come è stato detto,in cui si ha la sensazione che sia il cinema a guardare te,e non viceversa.Uno dei film miglori del regista più visionario,imprevedibile e magari anche folle di Missoula.

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Ultima risposta 29/08/2010 11.26.56
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lolloso22  @  25/06/2009 23:35:34
   10 / 10
do 10 a inland empire perchè è un film unico diverso da qualunque altro film.E' come fare un viaggio e' un autentica esperienza sensoriale racchiude tutti i generi possibili dalla commedia all'horror,grottesco,thriller,drammatico tutti e se non avete capito nulla dopo aver visto il mitico mulholland drive non dite di aver capito qualcosa dopo questo xD
bellissimo

TimBart  @  31/05/2009 18:50:03
   9½ / 10
Continua il viaggio allucinato di Lynch nella Los Angeles residenziale, deformata ancor più da un digitale estremo che permette al regista di tralasciare la compattezza della sceneggiatura e navigare all'interno della
psicologia confusa, sempre più confusa, dei personaggi e delle immagini,
splendide e contorte che rispecchiano l'insolutezza della mente umana.
Un quadro continuo, sembra quasi una sorta di nuovo espressionismo, che deforma la realtà mostrandola si cupa,ma a sua immagine e somiglianza.
Effettivamente complesso e forse anche troppo lungo, di difficile fruizione
capiscoche possa non piacere. MA comunque uno dei più grandi registi viventi.

kullaz  @  12/05/2009 11:44:47
   9 / 10
Anche se leggermente inferiore a Mulholland drive e Eraserhead, più "integri" e "compatti", l'ultimo film di David Lynch è un monumentale trip emotivo, un delirio che coinvolge tutti i sensi e trasporta lo spettatore in un'altra dimensione per tre ore. Decisamente avanti, è il film più coinvolgente ed alienante che sia mai stato ideato, un melange di immagini e colori collegati a piacimento dalla sensibilità dello spettatore. Lynch vuole spostare l'attenzione dal regista allo spettatore: il regista si limita a stimolare lo spettatore con un caleidoscopio sensoriale che egli può osservare e interpretare a suo piacimento. Le classiche critiche "manca la trama, non ha senso ecc ecc" sono quanto di più infantile e arretrato possa essere rivolto ad un film, dato che la grandezza di un film sta al 99 per cento nella sua completezza e coinvolgimento psichico. Che trama ha la nona di beethoven?

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR strange_river  @  06/05/2009 19:59:33
   10 / 10
E’ solo un film?

Una storia che vive dentro una storia che vive dentro un’altra storia da cui rinascono la prima e innumerevoli altre deviazioni; non c’è un vero inizio nè una fine, è un moto infinito, come trovarsi sulle scale dei quadri di Escher; lo spazio e il tempo si fondono dimostrando come siano la stessa cosa. Il futuro può essere prima. O dopo. Dipende.
Un’opera cinematografica quadrimensionale che trascura ogni forma geometrica rassicurante (certamente non la linearità, e ben oltre il labirinto) e che trascende i nostri sensi coinvolgendoli tutti all’unisono in un unico punto espanso nella mente.
Lo spettatore non è esentato dall’esserne parte e forse solo per un attimo può avere il privilegio di sentirsi l’osservatore esterno degli eventi, tranne poi ritrovarsi in tutt’altro luogo e tempo e scoprire di osservarsi a sua volta mentre cerca di ritrovarsi.

Confesso di aver affrontato IE senza sapere a cosa stavo andando incontro: dopo i primi minuti passati a cercare nessi logici a ciò che stavo vedendo, ho dovuto in fretta abbandonare ogni velleità e lasciarmi trasportare, meglio, permeare da ciò che guardavo con gli occhi, ma che sarebbe più corretto dire, succedeva nella mia mente.
Non credo di aver mai provato la stessa sensazione di vigile e partecipe abbandono durante la visione di un film, al punto che lo definirei ‘un’esperienza’. Spiazzante ed esaltante assieme.
Aggiungo l’ammirazione affascinata per il rigore assoluto che solo può aver permesso di creare un tale caos ordinato e significante.
Non c’è ‘da capire’, ancor meno da dover spiegare: è.

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Ultima risposta 05/06/2009 18.48.22
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Gui80  @  30/03/2009 19:29:46
   7 / 10
Esperimento estremo...
Per poter apprezzare questo film, bisogna partire già pronti: un lungo viaggio allucinante.

TheLegend  @  30/03/2009 03:24:57
   8 / 10
a mio avviso poteva essere un capolavoro ma ci è andato solo vicino.
è un film stupendo e folle e non mi sento di dover aggiungere nulla.
secondo me troppo lungo e in alcune parti non all'altezza.
resta comunque un'esperienza incredibile e unica!

Invia una mail all'autore del commento stefo84  @  17/03/2009 13:56:34
   10 / 10
sublime david lynchh

Gruppo COLLABORATORI maxpayne230  @  24/02/2009 22:52:38
   10 / 10
Bellissimo. BELLISSIMO. La celebrazione della genialità di Lynch fatta a film. Un originale, confusionario(ma la storia c'è....bisogna solo saperla vedere) eppure limpido, oscuro eppure lucente...la storia di un attrice (ma è una persona reale?)
e di una ragazza sospesa in un eterno limbo, alle prese con un'entità dalle origini polacche chiamata Il Fantasma, un susseguirsi di immagini e di suoni che non possono fare altro che aprire la mente dello spettatore e farci quello che vuole..vedere SPOILER per la mia spiegazione del film.

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Ultima risposta 03/03/2009 23.35.51
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JOKER1926  @  23/02/2009 18:32:53
   4 / 10
Dopo gli immani Capolavori ultrasensoriali come “Eraserhead”, “Cuore selvaggio”, “Mulholland Drive” il Maestro David Lynch stecca in modo irrevocabile con il suo nuovo film: “Inland Empire”.
In questo film e’ utopia trovare una trama, la trama “ufficiale” vuole una donna in pericolo nei pressi di Los Angeles...
David Lynch confeziona una pellicola immensa, la durata e’ pressoché di tre ore, generalmente le pellicole del regista sono “intrecciate”, diaboliche, “elettriche” ma mai noiose, infatti in “Inland Empire” la monotonia e’ sempre presente, ma il fattore lentezza non e’ (purtroppo) l’unica pecca.
Innanzitutto il film e’ composto da una fotografia molto scadente, “sbiadita”; nella lista dei difetti seguono i ridicoli effetti speciali, le inquadrature fastidiose e quasi amatoriali e un sonoro molto scadente e poco scandito.
Anche le musiche nel film non sono eccezionali, da Lynch ci si aspetta molto di piu’…
La pellicola (raziocinio a parte) non e’ smaniante, “oppressiva”, diabolica, agghiacciante, tutti questi termini elencati sono stati gli enti sacrali delle altre pellicole del Maestro David.
La “mente” “Lynchana” pone le basi “narrative” su una ragazza “sdoppiata” in diverse personalità, sentimenti di onnipotenza, di impotenza si mescolano in modo sistematico, quasi beffardo nel “repertorio” mentale della protagonista; Lynch in alcuni frangenti “rafforza” il tutto con le solite simbologie.
E’ importante lodare le varie ambientazioni (ovviamente ci sono moltissimi richiami a “Mulholland Drive”) che rappresentano la “costruzione” mentale della protagonista con porte fatiscenti che allegoricamente rappresentano i “funicoli” del cervello, il buio (elemento esposto da Lynch in tutte le formi possibili) inquieta, “uccide” la logica e cala nella protagonista l’immenso dubbio, la monumentale incertezza…
I rimorsi, la desolazione, i rimpianti i concetti vanagloriosi (“adesso sei diventata una stella”) accompagnano la protagonista, essa “delinea” scenari “particolari”…
Ma tutti questi “sprazzi” di genialità sono fini a se stessi, infatti Lynch nel complesso stecca in modo clamoroso, in questa pellicola il regista esagera con i suoi “disegni” concettuali e riporta in modo molto frammentato il tutto su pellicola, i passaggi del film ad un certo punto sono incompatibili, il regista ipotizza, realizza un “piano” che spiazza spensieratamente in ignote dimensioni, il concetto di tempo e’ svanito; i personaggi sono troppi e non sono definiti, la loro introduzione sulla scena e’ quasi grottesca; lo spettatore deve ( a questo punto) concedersi unicamente alla rappresentazione stramba di Lynch, ormai i “logici” concetti del regista hanno deposto le armi, siamo alla corte del Re Delirio…

Dopo Opere “logiche” il regista esperimenta, “almanacca” un qualcosa di nuovo che sprofonda in modo autoritario nella massima indecifrabilità, il tutto e’ una arma a doppio taglio; lo spettatore pretende (oltre all’immensa rappresentazione del vaneggiamento) uno “stralcio” di logica che va in fine ipoteticamente a suggellare magnificamente il tutto; ma in questo caso (come accennato) non avviene, Lynch apre troppe “strade” teoretiche e alla fine i conti non tornano… Detto in modo “volgare” il regista mette troppe carni sul fuoco, l’ abbondanza di concetto “Lynchano” sfocia inesorabilmente nella terminale confusione, lo spettatore percorre un viaggio estremamente “ingoto”, il concetto dimensionale e’ vago, superficiale, insomma non e’ il vero Lynch!

Quello di “Inland Empire” e’ un Lynch non perfetto , voglioso ma troppo confusionario,caotico, disastroso… Il regista aveva progettato una “ragnatela” di episodi (a tratti sensati) che “incollati” fra di loro alla fine (inevitabilmente) “stonano”…
Il regista introduce (non e’ la prima volta) concezioni di “magia”, di sortilegio albergate nella mentalità polacca di un tempo (occhio ai dialoghi); gli scenari di “richiamo”, i conigli, la televisione sono tutti elementi “suggestivi” ma che non trovano una collocazione logica, il tutto (troppe volte) sfocia nel niente…

David Lynch suggella il suo inusuale “flop”, e’ inutile giustificare in questo frangente il Maestro, la follia, , l’immaginazione, il delirio , il sogno sono “elementi” che si generano dalla logica, se manca quel minimo di narrazione risulta profondamente insufficiente la sola “celebrazione” visiva che per di più a Mio avviso in questo film scantona clamorosamente…

JOKER1926

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Ultima risposta 07/03/2010 21.07.43
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR bellin1  @  07/02/2009 17:41:44
   3 / 10
Quando finisce un film e ti riproponi che non lo vorrai mai piu rivedere vuol dire che ha fallito..
Viaggio psichedelico in umondo intrinseco e sconclusionato per una Pellicola lunghissima e ad un certo punto noiosa.
MD aveva un accenno di trama e l'ho promosso...Lynch stavolta forse ha esagerato.

pessimo. 3

Necrogenesis  @  31/01/2009 16:17:37
   10 / 10
Incongruente, provocatorio, pessimista, paranormale animato da una lucida razzionalità.
INLAND EMPIRE non è solo un film è soprattutto un'opera d'arte, una serie di immagini e suoni, apparentemente a casaccio, che infondono grandi emozioni.

Jack Torrone  @  26/01/2009 16:06:15
   7½ / 10
tentare di comprendere il film è sciocco oltreché sbagliato.
I film di Lynch non vanno capiti, bensì interpretati, e questo film non è affatto una furbata di Lynch per mandare in solluchero i critici e i suoi fan, intenti a dipanare una matassa che potrebbe persino non esserci.
il nostro smarrimento non è dissimile a quello della spaesata Laura Dern.
Si "limita" a (ri)portarci in un'altra dimensione in un caleidoscopio (a tratti terrificante) tra il metacinema l'arte e il sogno.

Trovo che sia ugualmente ambizioso come Mulholland Drive ma meno riuscito

gasy  @  03/01/2009 14:14:37
   7 / 10
Troppo confuso e delirante, totalmente privo di piani di lettura e praticamente incomprensibile, però molto affascinante.

buzzy73  @  24/12/2008 21:17:10
   2 / 10
ma per favore,il film piu brutto che ho visto negli ultimi anni,non vedevo l'ora finisse e purtroppo e' pure lungo....forse david lynch e' troppo avanti...ma come per l'arte io preferisco quella classica a quella astratta.almeno qualcuno,(meglio se lo stesso regista) spiegasse il senso di questo film, 3 ore buttate al.....!ORRENDO

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Ciaby  @  24/12/2008 12:52:13
   10 / 10
incredibile capolavoro

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Ultima risposta 05/01/2009 14.41.42
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GuidoM88  @  21/12/2008 12:38:10
   6 / 10
6...solo perchè è un gran regista...ma qui ha davvero esagerato...il film non ha senso...e non capisco coma la gente possa "lasciarsi trasportare" nel mondo di lynch e dare 10 a un film nel quale non si capisce assolutamente nulla.
Impossibile trovare un senso a questa pellicola...ma lynch che droghe prendeva??

Parsifal  @  14/12/2008 17:48:40
   1 / 10
La produzione di un film parte generalmente da un'idea. Lo sviluppo di questa idea porta alla stesura del soggetto, una prima bozza di quello che potrebbe diventare il copione di un film.

L'intento dei fratelli Lumière era quello di dare allo spettatore la sensazione del vero, e ci riuscirono pienamente. Infatti in uno dei loro primi corti ripresero un treno che rientrava in stazione e chiunque lo vedeva aveva paura che il treno lo travolgesse.

Più tardi, lo sviluppo tecnologico permise di creare una colonna sonora sincronizzata con le immagini sullo schermo, e che poteva essere registrata a parte dalle riprese del film. I film sonori vennero inizialmente conosciuti come "film parlanti".

Quindi anche il volume ha una sua importanza forse non tuttu lo sanno in questo film ho dovuto alzare ed abbassare 30 volte in 3 ORE.

?Thriller:

Questo film preoccupa/terrorizza quelli che non l'hanno capito poiche' convivono nello stesso pianeta del regista ,produttore e ovviamente degli amanti di INLAND EMPIRE.

sconnesso disturbato dialoghi assenti

parzialmente in LINGUA POLACCA ma sottotitolato;

a tratti in MASCHERA (CONIGLI)

la protagonista ha 3 personalita'

Jeremy Irons e' presente in 4 scene da 3 minuti l'una.(Capendo che non doveva lasciar traccia)

i personaggi non verranno mai presentati ed inseriti realmente nella storia

le parte girata in Poloni in Polacco verra' spiegata indi compresa 2 gg dopo le esequie di Linch che lascera' un testamento professionale per i cultori della sue opere

Insistente nel non dire niente e nel confondere tutti e tutto fino all'ultima scena

Se il cinema e' comunicazione questo non riesce nell'intento NP
Non Pervenuto

Quindi dico negativo.Pollice verso.
(il minimo ad oggi era 5 e' il voto piu' basso che ho messo da quando sono iscritto).

Non voglio che me lo spieghiate e' stato sufficiente usare il mio piccolo cervello -elaboratore per rimanerne disturbato non ne sono in grado.

Chiedo scusa per aver abbassato la media avrei voluto mettere S.V. poiche' non lo merita un voto

PS nel trailer si diceva: UNA DONNA IN PERICOLO

IN PERICOLO INVECE e' IL PUBBLICO

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Ultima risposta 31/05/2009 14.42.11
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Brundle-fly  @  11/12/2008 20:27:57
   5 / 10
“INLAND EMPIRE”: DISCRIMINAZIONE SESSUALE AL CONTRARIO?

Ogni generazione ha il proprio drappello di cineasti visionari, onirici e allucinati, e la nostra ha avuto soprattutto Herzog (1942), Cronenberg (1943) e Lynch (1946). Herzog è partito dall’ostentazione panica della natura, secondo i dettami del romanticismo ottocentesco, per giungere di recente a un’adesione incondizionata all’ortodossia buddhista. Cronenberg si è disteso, da “Videodrome” (1983) a “Spider” (2002), lungo una traiettoria dedicata al delirio psicotico in quanto malfunzionamento del principio di realtà, dopodiché è tornato a una forma narrativa persino didascalicamente pedante quale quella di “A History of Violence” (2005). E Lynch?
Ce lo possiamo immaginare angosciato dal problema felliniano per antonomasia: in che modo abbandonare il (neo)realismo così d'approdare a una rappresentazione sospesa fra sogno e incubo, i cui indizi però appartengano al simbolismo universale, archetipico, e non a un ermetismo eccentrico e astruso? Fra “Eraserhead” (1978) e “The Elephant Man” (1980), egli ha poi scelto la terza via d’una strutturazione tramite il più immediato dei canovacci disponibili nell’inconscio, il complesso edipico da lui esplorato in “Velluto blu” (1986). Negli anni successivi ha sondato gli ulteriori bassifondi della nostra psiche: si è impratichito come Cronenberg dei meandri preedipicamente psicotici ed è entrato come Herzog nell’orbita della meditazione trascendentale. Da questo mix gli è scaturita la tesi in base alla quale la follia non sarebbe altro che il pensiero femminile nella “prospettiva” e nell’”inquadratura” maschili, distorcenti quanto il grandangolo de “L’infernale Quinlan” (1958) e letali quanto “L’occhio che uccide” (“Peeping Tom”, 1960), dunque brutalmente violenti nei confronti dello yin e dell’Anima sia umani che cosmici. “Mulholland Drive” (2001) era già configurato come un’elegia dell’amore saffico e dell’annesso psichismo liberatoriamente destrutturato. “INLAND EMPIRE” è ancora più estremo, teorico e metafilmico.
La ferocia critica di Lynch sfocia nella parodia autoreferenziale. I vincoli demiurgici imposti dal regista (maschio) in qualità di colui che pretende di mettere in scena e in ordine enti ed eventi; il cast degli attori costretti a frammentarsi in una moltitudine coatta di ruoli e di parti; il fruitore obbligato a sorbirsi una tessitura di identificazioni alienanti: tutto questo finisce con l'essere abiurato, respinto, ripudiato. L’intreccio drammaturgico si accartoccia su di sé cortocircuitandosi (la protagonista è un’attrice che interpreta il personaggio d’una prostituta drogata e moribonda, o viceversa, o chissà cos’altro); Laura Dern smette di recitare e indossa una sorta di maschera neutra (l’espressione facciale con la bocca dischiusa per circa metà della durata del film), tanto da potervi leggere a piacimento, grazie a un effetto Kuleŝov parossistico, qualsiasi tipo di emozione; infine una spettatrice solitaria riesce a far prevalere decostruttivamente le proprie identificazioni proiettive sulle dispotiche intenzioni autoriali. Mediante l'apporto di queste novità, l’emancipazione femminile viene raggiunta e sui titoli di coda le donne festeggiano il catartico affrancamento delle storie e della Storia dalle oppressioni-ossessioni-imposizioni logiche addebitabili ai soggetti umani di classe genetica xy.
Lynch si spinge fino all’autoparodia anche sul versante stilistico. Per tre ore in "I.E." sembra accadere troppo e invece i vuoti sono frequenti al punto da dover essere colmati col più trito armamentario d’antologia: musiche da “film de paura”, citazionismi fuori tempo massimo delle avanguardie storiche, surrealismi buñueliani del periodo con Dalì, espressionismi tedeschi, luoghi comuni shininghiani, illuminazione dei volti con torce elettriche dal basso come un qualunque “The Blair Witch Project” (1998), cavie da laboratorio tratte dal suo “Rabbits” (2002) ma ancor prima dal “Mon oncle d’Amérique” (1980) di Resnais, quello stesso Resnais di cui vengono riciclati il collasso spaziotemporale e la con-fusione identitaria de “L’anno scorso a Marienbad” (1961), vertice cinematografico del Nouveau roman antesignano del decostruzionismo. E le porte di connessione assonica (”axxonn”-ica) non sono che rottami cyberpunk come le neurosi dell’Abel Ferrara di (appunto) “New Rose Hotel” (1998).
Insomma, un tripudio rivolto al pensiero liberato da un tirannico “Impero della mente” d’origine soltanto maschile, una celebrazione delle icone protofemministe che hanno sdoganato dalla psicopatologia il Disturbo Dissociativo dell’Identità elevandolo a virtù: il flusso di (in)coscienza della Woolf, il monologo interiore, anzi il soliloquio senza soluzione di continuità dispiegato dalla Molly Bloom del 18° e ultimo capitolo dell’”Ulisse” di Joyce, le associazioni libere tramite la terapia delle parole (“talking cure”) suggerite da “Anna O.”, cioè Bertha Pappenheim, al Breuer e al Freud degli “Studi sull’isteria” (1892-95).
Eppure: perché mai questa tesi lynchiana, così monoliticamente e fideisticamente unilaterale, dovrebbe essere additata a capolavoro (Ghezzi/RaiTre e Infascelli/Mtv-“brand:new” über alles), mentre la tesi opposta, quella d’un logos maschilmente antiginecocratico, si trova enunciata in un film di LaBute, “Il prescelto” (2006), che è stato candidato al “Razzie Awards” come peggiore pellicola dell’anno? Discriminazione sessuale al contrario?

PS: che pacchia scrivere dove non ti si può imporre la puerilità del voto. Così vi potete risparmiare di dovermi bannare e/o censurare e/o controbilanciare con delle valutazioni date dai vostri fake. Questo commento è stato scritto dopo aver letto le recensioni di (in rigoroso ordine alfabetico:) cash, Harpo, Jellybelly, paul, Quilty e tutti gli altri “diecinari” di “I.E.”
2°PS: ho modificato la mia firma digitale, così chi è interessato all'audio oltre che al video sa come e dove informarsi su di me.

Discussione proseguita su:
http://www.filmscoop.it/forum/forum_posts.asp?TID=7871&KW=Mauro+Lanari

Mauro Lanari

Max78  @  11/12/2008 20:08:20
   6½ / 10
Soltanto una seduta di ipnosi regressiva riporterebbe a galla ciò che NON/ho visto per + di 2 ore.

Che non sia un test di Lynch per verificare il grado di masochismo dei suoi adepti? Se così fosse, ha ampi margini di peggioramento.
Né brutto né bello, indiscutibilmente pazzerello.

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  24/11/2008 23:35:41
   9 / 10
Salite tutti a bordo... Lynch ci porta tutti a fare un giro all'interno della sua mente... lasciate ogni velleità di orientamento, non abbiate timore di perdervi... fatevi prendere dal buon David, riponete ogni fiducia in lui... e lasciatevi ammaliare dal suo mirabolante universo...
Non fate sforzi inutili nel tentare di afferrare illusorie esegesi, non cercate di misurarvi su di lui... sarete sconfitti in partenza...
Degno del Bunuel più surrealista David Lynch realizza l'ennesimo capolavoro

abbabbomorto  @  03/11/2008 23:40:47
   1 / 10
Io non so' come si puo' finire a vedere un film del genere!!! é come fare zapping in tv e cercare di capire il nesso logico che lega ogni programma!!!! Saranno belle le scene, l'ambientazione, gli attori, ma per il resto non si capisce una mazza!! E' un'accozzaglia di immagini e sequenze senza senso e bisogna avere qualche deviazione mentale per riuscire a capirci qualcosa. Mai piu' film di questo regista!!!

xanter  @  13/10/2008 22:51:03
   2 / 10
Premessa:
Per chi come me non conosce Lynch consiglio di evitarlo perchè potrebbe avere un attacco di rabbia (specie dopo i titoli di coda).
Come film è un pò lento e lungo ma in qualche modo tiene alta l'attenzione dello spettatore intento a trovare qualche nesso logico.
Non dubito della genialità di questo regista ma per capire i suoi film bisogna entrare nella sua "ottica" o forse ancora più difficile nella sua mente.

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Developer  @  13/10/2008 18:31:18
   10 / 10
Il primo film di Lynch che ho visto fu Fuoco cammina con me. Rimasi colpito, ed ancora oggi lo ritengo un film enormemente sottovalutato. Poi vidi The Elephant Man, e conobbi il lato più "normale" del regista americano: capolavoro anch'esso. Quando uscì Mulholland Drive pensai di essere di fronte all'opera migliore ed imbattibile di Lynch... finché, dubbioso (per i commenti discordi che leggevo su internet) acquistai il dvd di INLAND EMPIRE.

L'opera da battere adesso è questa. Per me il capolavoro di Lynch, in quanto la summa del suo modo di concepire il cinema.

Invia una mail all'autore del commento Atmosferico  @  26/09/2008 14:29:25
   10 / 10
L'unico film che mi ha veramente terrorizzato dall'inizio alla fine!


Un'horror mentale,psicologico,disturbante di ottimo livello!

Superbo!

marfsime  @  17/09/2008 13:49:22
   9½ / 10
Un film sconvolgente..in tutti i sensi..o meglio..per il suo "no-sense". Ma tutto ciò non costituisce di certo un fatto negativo..anzi..questo è il cinema di Lynch..questo è il suo stile narrativo..pensieri..sogni..deliri..tutti buttati dentro a un calderone ed espressi attraverso una pellicola. E' il caso di Inland Empire..non cercate una trama..non cercate significati..semplicemente perchè non ve ne sono..volutamente. Il film va gustato per quel che è..ma soprattutto per ciò che vuole trasmettere..pure e semplici emozioni. La scena iniziale con la musica struggente di sottofondo e la ragazza che piange m'ha creato più di qualche brivido..mi sono quasi emozionato io stesso pur non sapendo i motivi per i quali la ragazza piangeva..eppure è stata una scena struggente per me. Durante la pellicola si passa dal dramma..alla commedia..al thriller..al musical..diversi generi miscelati assieme per far provare in ogni scena e in ogni fotogramma un'emozione diversa. Lynch è un artista del cinema..senza ombra di dubbio uno dei più (o il più) regista ermetico di tutti i tempi..questo film rappresenta forse la produzione più "caotica" e intricata della sua cariera..avvicinata solo da Eraserhead probabilmente. Che dire..immergetevi nella visione di questo film senza porvi domande..limitatevi ad "ascoltare" ciò che le immagini dicono.

Invia una mail all'autore del commento Living Dead  @  21/07/2008 16:28:31
   10 / 10
Lynch a piede libero.
Un incubo o un sogno? Non lo so. Più i minuti passano e più si viene ipnotizzati e trascinati all'interno di questo mondo malsano e oscuro, inquietante ed opprimente. Un'esperienza filmica unica ed indimenticabile.
Lo si ama o lo si odia, io ne sono rimasto a dir poco affascinato.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gabe 182  @  20/07/2008 14:47:37
   7 / 10
Be dai, e il primo film di Lynch che vedo e sinceramente mi ha soddisfatto, anche perche mi piacciono questi genere di film, con tutti quei colori, che mischia tutti i generi, si insomma riesco a guardarli tranquillamente.
Be per il film, secondo me, l'unica cosa da fare e lasciarsi trasportare, in alcuni tratti si e abbastanza lento, però dai in alcuni casi le scene sono abbastanza forti e terribili, e poi io sono rimasto piacevolmente incantato da tutti quei colori, mi hanno veramente impressionato.
Per il resto, è un film che non puo piacere a tutti, io personalmente lo consiglio, però i gusti sono gusti.

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Ultima risposta 31/05/2009 19.06.09
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mr orange  @  26/06/2008 00:37:31
   6½ / 10
troppo, troppo ma davvero troppo lungo e lento. e mi dispiace perchè fino alla prima parte il film mi aveva preso, interessanti i dialoghi i suoni le immagini ma poi dopo la prima ora e mezzo incomincia a stancare. la trama più o meno credo di averla capita, c'è ovviamente una fusione tra diverse versioni, tra realtà, sogno, fantasia. insomma probabilmente stilisticamente è un capolavoro ma di certo io non lo riguarderei volentieri.

vale1984  @  30/05/2008 22:22:34
   6 / 10
Il film sicuramente è fatto per essere amato o odiato, per i suoi continui frammenti, per lo sconcerto che provoca, per il senso di spaesamento. Tuttavia mi trovo a cavallo...non avevo mai visto un film di Lynch ma siccome ritengo che un vero amante di film debba provare tutto mi sono apprestata a vederlo con le migliori intenzioni, malgrado i commenti e la lunghezza...ritengo abbia una scenografia fenomenale, così come lo studio delle luci e la particolarità dei personaggi, tuttavia non riuscendo a cogliere bene le distinzioni tra realtà e sogno, questo aspetto che in teoria arricchisce per me è stata una pecca. Forse solo perchè non conosco bene il decostruzionismo nel cinema se così lo posso definire, forse perchè è così sconcertante che non ci sono abituata. Trovo sia una pellicola ottima ma solo per chi può davvero apprezzarla e forse questo non è il mio caso. Probabilmente per gli amanti di questo regista è un capolavoro ma per chi come me ama tutt'altro genere ritengo possa essere un'esperienza conoscitiva ma non molto di più. E' giusto sapere che non è un film facile né tantomeno per tutti...interessante, misterioso per certi aspetti ma totalemente irreale.

Burdie  @  17/05/2008 09:11:37
   1 / 10
Voto di protesta, per tutti coloro che si apprestano a vederlo senza saperne nulla, peggio se a pagamento. Cambiate scelta.

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Ultima risposta 19/05/2008 19.54.02
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Phelps  @  22/04/2008 22:09:25
   5 / 10
no stavolta proprio non ci siamo.ho adorato lynch in mulholland drive e strade perdute cui reputo capolavori nel vero senso della parola.Cn inland empire ho provato noia frustrazione un nervoso che ancora nn è stato sbollito del tutto il che è giustificabile dopo aver visto tre e dico tre ore di film senza capire una benedettissima mazza.Lynch ha veramente esagerato...

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Ultima risposta 28/08/2008 19.00.32
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divino  @  12/04/2008 19:37:27
   8 / 10
bello! non c'ho capito una mazza e verso l'ultima mezz'ora devo ammettere che ho iniziato a cedere di resistenza però grandi atmosfere! Questa è arte non è semplicemente un film.

Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  06/03/2008 11:54:10
   10 / 10
Al principio ci sono ben quattro film: uno è MD, l'altro è Strade Perdute, poi Fuoco Cammina con Me (passando per TP) e all'origine di tutto EreserHead.
Chiarisco subito dicendo che reputo Lynch il più grande cineasta vivente, Fellini (uno dei punti di riferimento di Lynch) il più grande regista mai vissuto e che il decostruzionismo mi intriga molto. Queste che seguono sono considerazioni personalissime, magari completamente sbagliate.

Inland Empire è IL film di Lynch. Volete una trama lineare? Non guardate questo film. Non rimarreste mai tre ore di fila davanti ad uno schermo? Non guardate questo film. Se decidete di guardare Inland Empire mettetevi in testa una cosa: la realtà non esiste, se non nel sogno. Almeno secondo Lynch. In questa pellicola bene e male si confondono, realtà e finzione sono impossibili da distinguere, la realtà è cinema, il cinema è la chiave di lettura del reale (Pasolini, Pasolini, dove sei?) e noi siamo spettatori involontari e attori inconsci.
Questo è il punto più alto raggiunto dal cinema del Maestro, il picco. Dopo Inland Empire Lynch dovrà cercare altrove, o smettere di girare.
E non pensiate che parlo per partito preso: a me Dune non è piaciuto e Fuoco cammina con me non ho ancora capito se sia stato una mossa commerciale sbagliata o un incidente di percorso (pareri personali, sia chiaro).

Lynch finalmente è libero di girare: totale libertà, final cut, durata infinita. Le citazioni sono infinite, il cinema polacco (no, non quello di Zelig) è stata una lezione importante e Freud non è mai morto. I generi si mischiano e si annullano. Allo spettatore rimane un'opera d'arte, le sei figure non hanno mai smesso di muoversi e anzi, hanno iniziato a camminare tra noi. E non chiedetegli cosa volesse rappresentare, un film non deve essere spiegato, pena il completo fallimento. Dal canto suo un aiutino ce lo dà (in un'intervista): la trama è linearissima, la parte difficile è ricomporla. Per farlo bisognerebbe rivedere questo lunghissimometraggio non so quante volte. Io ho rinunciato.
Ah, e se vi chiedete cosa diavolo sono quei conigli, la risposta la sapete già, in fondo: quei conogli siamo noi.

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Ultima risposta 28/08/2010 14.01.57
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M|zaR  @  01/03/2008 01:12:40
   10 / 10
Non esistono mezze misure. O lo si odia o lo sia adora senza riserve. Per me è un capolavoro. Mi ha sconvolto, emozionato, terrorizzato, impressionato, affascinato come forse pochi altri film hanno fatto. I film di Lynch sono come l'arte... l'arte è di tutti ma purtroppo non è per tutti. Con questo nn sto assolutamente dicendo che mi sento superiore o inferiore a qualcuno che ha già commentato il film. Piuttosto intendo dire che mi ritengo sensibile a questo genere di pellicole, a questo particolare modo di far cinema, ed è sacrosanto che qualcun altro nn posso aver avvertito le stesse sensazioni. Una cosa che non tollero, però, sono considerazioni del tipo "LYNCH è SENZA SENSO"...oppure "LA STORIA NON HA SENSO". Ma cavolo...ancora siamo a questo? Magari i suoi film non hanno senso dal punto di vista narrativo, ma sta proprio qui la chiave di lettura del suo cinema... il suo cinema non è narrazione... il suo cinema è legato ai deliri, alle riflessioni, alle speranze, ai desideri, ai tormenti, ai sogni della mente. Tutto è legato alla mente e all'inconscio. Dannazione...anche i nostri sogni non hanno senso dal punto di vista lineare, ma hanno senso se li valutiamo in base a quanto di particolare abbiamo pensato, desiderato per tutto il giorno prima di lasciarci cadere nel sonno. Quindi... per favore... evitate stro.nz.ate del genere. Se non vi è piaciuto, se non vi ha emozionato, se non vi ha trasmesso nulla, vi prego, dite soltanto che il suo cinema non è di vostro gradimento, ma non lo screditate soltanto perchè VOI non lo avete apprezzato. Di fronte ai "tagli" di LUCIO FONTANA cosa dite, o cosa direte? Che non hanno senso? che sono una stupidaggine? Mi dispiace, amici miei... FONTANA è un grande pittore e scultore, può piacere o non piacere, ma di sicuro non è un ciarlatano. LYNCH è un regista, un'artista, il suo cinema può piacere e affascinare o non piacere e risultare noioso, ma di certo non è un mentecatto. PS: sinceramente con un po' di attenzione non ci vuole molto almeno a capire qual'è la tematica portante del film. Poi se uno un film se lo vede con la fretta di fare qualcos'altro, allora mi ripeto forse nn è questo il cinema di suo gradimento. UN SALUTO A TUTTI

3 risposte al commento
Ultima risposta 02/03/2008 14.49.56
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KAFKA  @  27/02/2008 09:33:53
   9½ / 10
INLAND EMPIRE non è un film, forse ne sono due, forse tre, forse infiniti...forse è il film.
Un esperienza sensoriale DISTURBANTE,sconvolgente,un vortice di immagini,suoni,emozioni.
Non credo serva capirlo.
MA è OPPORTUNO SUBIRNE IL SUO EFFETTO..............................

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  02/02/2008 11:32:30
   3½ / 10
Credo che questo sia uno di quei film o adori o ritieni pessimo; io faccio parte della seconda categoria. Concordo con chi afferma che più che un film sembra un esercizio stilistico del regista. La domanda che mi pongo è la seguente: in un film non ci dovrebbe essere una trama, quantomeno abbozzata? Durante la visione di questo film ti continui ad illudere che prima o poi si riesca a comprendere qualcosa, invece tra salti temporali, presunto dualismo realtà/finzione, confusione non ne esci più. Ci sono poi alcuni punti in cui il disorientamento ha livelli tali da voler rinunciare a seguire il film e non vedere l'ora che escano i titoli di coda. Davvero un brutto film senza capo nè coda!

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Ultima risposta 07/02/2009 17.34.38
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eddybi  @  01/01/2008 14:36:55
   7 / 10
Beh diciamo che qui Lynch ha un pò esagerato...sia per la complessità della trama che unita alla durata del film...garantiscono un'alta possibilità di annoiare lo spettattore. Se per Mullholland Drive mi è servita una seconda visione, qui mi sa che ce ne vorranno altre 7 o 8...in ogni caso so che il risultato sarà avere un'idea personale di ciocchè voleva raccontare il regista, forse non sarà la visione corretta, ma forse era proprio questo l'intento del regista...raccontare i suoi sogni, le sue visioni e prendersi il gusto di entrare nella nostra mente.

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