bob il giocatore regia di Jean-Pierre Melville Francia 1956
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bob il giocatore (1956)

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locandina del film BOB IL GIOCATORE

Titolo Originale: BOB LE FLAMBEUR

RegiaJean-Pierre Melville

InterpretiIsabelle Corey, Daniel Cauchy, Roger Duchesne, André Garet, Gérard Buhr, Guy Decomble, Claude Cerval, Howard Vernon, Colette Fleury, Simone Paris

Durata: h 1.38
NazionalitàFrancia 1956
Generedrammatico
Al cinema nell'Aprile 1958

•  Altri film di Jean-Pierre Melville

Trama del film Bob il giocatore

Robert Montagné, detto "Bob le Flambeur", ha la passione del gioco d'azzardo. Rimasto al verde, decide di organizzare insieme a un gruppo di sbandati una rapina al casinò di Deauville, ma, preso dal gioco, dimentica l'ora stabilita per la rapina...

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Voto Visitatori:   7,75 / 10 (4 voti)7,75Grafico
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Voti e commenti su Bob il giocatore, 4 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

JOKER1926  @  01/12/2015 14:04:05
   7 / 10
Jean Pierre Melville ha rappresentato una corrente di decadentismo visivo. Non solo i poeti fanno l'arte ma anche alcune regie. Quella di Melville rientra prepotentemente nei circuiti della poesia.
Si annoverano fra i suoi primi lavori produzioni particolari come "Bob il giocatore" degli anni cinquanta, parliamo di un film incentrato sui dettami del noir, il dramma e la personalità del personaggio Bob in primo piano.
L'apparato filmico di Melville poggia su una trama che si muove bene proponendo una elaborazione schematica ma avvincente ove il nostro giocatore, Robert Montagné, vivrà attimi intensi e la personalità dello stesso sarà mostrata alla grande al pubblico. Parliamo di un uomo consumato dal gioco d'azzardo che vive la sua esistenza in bische fra fumo ed alcol, icona stregante.
"Bob il giocatore" oltre qualsiasi ragionamento circa il plot è grande per via di una confezione artistica di altri tempi e di alti livelli. La fotografia incastra i componenti del film in un grigio pazzesco ove il fumo dei sigari e i tavoli del gioco la dicono lunga. Le atmosfere, classico di Melville, sono le grandi positività del film e portano il film ad avere una propria unicità.

Le uniche note stonate forse riguardano la chiusura filmica che un tantino si discosta dalla prassi. Per il resto "Bob il giocatore" è un'altra perla del Cinema francese nel nome anche di uno splendido Roger Duchesne.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  27/08/2012 11:43:02
   7½ / 10
Il paradiso e l'inferno di Pigalle e Montmartre, il rosso e il nero della roulette, la Dea bendata che dona e toglie. Bob le Flambuer vive un tourbillon di situazione vissute su un equilibrio sottilissimo in cui una minima variazione decide il destino favorevole e avverso dei personaggi. E' anche la rivincita personale di un uomo che pianifica il colpo della vita e ottiene la somma grazie al proprio demone personale, quel vizio del gioco dove la Fortuna ti può sorridere o voltarti le spalle. Bell'omaggio di Melville ai noir americani.

Invia una mail all'autore del commento anthonyf  @  26/04/2012 18:51:18
   9 / 10
Quarto lungometraggio di Jean-Pierre Melville, nonché suo prima opera noir, "Bob le flambeur" è un film davvero indimenticabile, prevalentemente notturno nell'ambientazione, reso molto suggestivo da una fotografia di Henri Decae grigia e malinconica, di notevole espressività visiva, e da una regia precisa ed accurata in ogni movimento della macchina da presa del suo regista. Molto brillante è anche la leggera ironia di fondo che, di tanto in tanto, contorna la pellicola in alcune sequenze, ironia che discosta leggermente il film dagli altri noir dell'autore, specialmente nel finale, in quanto in esso è la 'casualità' a far sì che Bob ricominci a giocare, infrangendo una promessa che egli si era fatto interiormente, e che, paradossalmente, ricominci a vincere, riacquistando lentamente, come in una lotta estenuante contro se stesso, denaro e dignità un tempo perduti. Un'altra particolarità del film è il fatto che per il 'caso', per la 'fatalità', non si giunge, alla fine, al classico 'unhappy end', la tipica parabola noir che si conclude male, come nel bellissimo "I Senza Nome" o come nello stesso "Frank Costello Faccia d'Angelo", dove il Samurai affronta il suo destino, cercando di sedurre la Morte, bensì "Bob il giocatore" è uno dei pochi film dove il nostro eroe (SPOILER) si salva, proprio perché, dimenticandosi dell'ora, non prende parte alla rapina e fa saltare il banco del casinò, guadagnando ciò che intendeva rubare. Molto interessante è anche il fatto che con l'avanzare della narrazione, come in ogni opera di Melville, il film si apre su scenari sempre più ampi e indistinguibili, soprattutto nell'ultima mezz'ora, con il colpo di scena finale inaspettato e con l'emblematico simbolismo melvilliano nelle scenografie domestiche e negli interni del Casinò, attraverso inquadrature sinuose ed ondulate sul banco da gioco, semplicemente sublimi, in cui si avverte già il senso di una rivincita interiore che Bob, dolorosamente, è risoluto a prendersi. Melville fa, come sempre, il suo mestiere, riuscendo a compattare in modo perfetto tutta la materia che ha a disposizione, arrivando anche in un certo senso a limare i piuttosto dialoghi rigidi di Auguste Le Breton e rendendoli più originali e divertenti, aiutato anche da una recitazione fine e di alto livello, guidata da interpreti come Roger Duchesne, magistrale nelle vesti del nostro 'giocatore' e come Guy Decomble, molto a suo agio nelle vesti del commissario di turno, alquanto differente come figura dalle altre interpretazione di uomini dalla parte della legge, come quella spietata di Paul Meurisse in "Tutte le ore feriscono…l'ultima uccide!" e, per citarne altri, come il freddo François Perier 'senza nome' di "Frank Costello" o come il glaciale Bourvil de "Le Cercle Rouge". Se poi il nostro cineasta, ha a disposizione per il suo noir anche un'ottima colonna sonora di Eddie Barclay in stile jazz, e dei suggestivi e curati set che ricostruiscono i quartieri di Montmartre e Pigalle, ancor meglio.

Guy Picciotto  @  11/10/2011 15:13:53
   7½ / 10
maledettamente cool il primo vero compiuto capolavoro del noir melvilliano, ma il meglio dovrà ancor venire

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