hunger regia di Steve McQueen Gran Bretagna 2008
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hunger (2008)

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locandina del film HUNGER

Titolo Originale: HUNGER

RegiaSteve McQueen

InterpretiMichael Fassbender, Liam Cunningham, Stuart Graham, Lalor Roddy, Liam McMahon, Laine Megaw, Brian Milligan, Helena Bereen

Durata: h 1.41
NazionalitàGran Bretagna 2008
Generedrammatico
Al cinema nell'Aprile 2012

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Trama del film Hunger

Il film racconta della rivolta attuata nel carcere nordirlandese di Maze all'alba degli anni Ottanta, quando i detenuti dell'IRA, per costringere il governo inglese a dargli lo status di prigionieri politici, diedero prima il via d uno sciopero dell'igiene e successivamente, per iniziativa di Bobby Sands, ad uno sciopero della fame che portò alla morte dello stesso Sands e di altri nove detenuti.

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Voto Visitatori:   7,22 / 10 (68 voti)7,22Grafico
Voto Recensore:   8,00 / 10  8,00
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Voti e commenti su Hunger, 68 opinioni inserite

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Commenti negativiStai visualizzando solo i commenti negativi

AMERICANFREE  @  02/06/2019 18:53:23
   5 / 10
Molto deluso da questo film, l'inizio prometteva bene ma la seconda parte l'ho trovata noiosa e ripetiva. Concordo con alcuni utenti che hanno votato questo film con voti negativi, pochi dialoghi e scene interminabili. Nota di merito per il protagonista.

Matteoxr6  @  14/02/2015 01:32:15
   5 / 10
Pregi: fotografia, regia, piani sequenza, recitazione del protagonisti.
Difetti: personaggi lasciati al caso e dimenticati, mentre invece sarebbero dovuti servire a levigare una trama che in realtà è uno scheletro, ad approfondire la tematica del film attraverso un incrocio, un parallelismo di vicende e di introspezioni psicologhe; i dialoghi fanno piangere; originalità, dove? Non apporta niente di nuovo; film denuncia? ma come? Mi pare di aver già dato un parere in base a quello che ho appena scritto. Ce n'era da mettere di carne al fuoco.

aladino77  @  21/12/2014 13:31:42
   4 / 10
Brutto, lezioso, compiaciuto: non basta una tematica così seria e cruda per fare un buonn film

2 risposte al commento
Ultima risposta 21/12/2014 15.14.20
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Lory_noir  @  30/11/2012 01:28:44
   5 / 10
Non sentivo il bisogno di un altro film sulla durezza della prigionia. Non porta niente di originale rispetto ai precedenti.

fabri70  @  06/11/2012 22:28:31
   1 / 10
sarà piaciuto alla critica ma son sicuro che per noi comuni mortali è una ciofeca...ma è un film?

corvo4791  @  02/09/2012 19:13:38
   1 / 10
Dopo i primi 20 minuti ho dovuto desistere.

Regia incredibilmente velleitaria di un tizio che sembra convinto che la noia sia un'arte e in questo si è mostrato, senza ombra di dubbio, un maestro.
Inutilmente lento. Scene di 3 minuti ( che in un film sono davvero un'eternità ) di un tizio che carezza col dito una mosca.
Sono stato senza dubbio ingannato dai voti. Magari dopo quei primi 20 minuti di inutilità e presunzione il film sarebbe migliorato ma, sinceramente, non ne sarebbe valsa la pena comunque.

jason13  @  02/09/2012 11:09:28
   4 / 10
Personalmente ha annoiato a morte e ho fatto fatica a portarlo a termine. Non mi sono mai sentito trasportato in nessun istante.

Tuonato  @  16/05/2012 17:35:42
   5 / 10
La seconda della coppia McQueen/Fassbender non mi ha convinto.
A fine visione ero insoddisfatto.
McQueen punta tutto sull'ermetismo, esagerando.
Se in "Shame" era coraggioso il lungo piano sequenza della canzone cantata dal vivo, in "Hunger" lo è altrettanto quello della pulizia del pavimento dell'infinito corridoio. Ma in quest'ultimo caso assolutamente non funzionale, senza senso.
E' un peccato, dedicandosi un po' di più al contesto storico, alla storia dell'IRA, al passato recente di quei ragazzi, magari si sarebbe fatto centro lo stesso. Assomiglia ad un documentario girato all'interno di un penitenziario, mentre noi osservandolo ci chiediamo cosa fosse Belfast a quel tempo e come funzionassero certi meccanismi.

barone_rosso  @  06/05/2012 21:11:39
   5 / 10
Film interessante dal punto di vista tecnico, ma estremamente vuoto... Sembra che si siano dimenticati di spiegare allo spettatore il perchè degli eventi (a parte qualcosa di scritto all'inizio e alla fine), costringendolo a documentarsi in seguito. Direi che lo spazio per approfondire di piu' non mancava.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento pompiere  @  03/05/2012 16:52:09
   5 / 10
Mi vedo costretto a iniziare questo articolo rievocando dati e contesto storico durante il quale si svolsero i fatti raccontati dalla pellicola. Per cui segnalo che ci troviamo nell'Irlanda del Nord, a cavallo tra il 1980 e l'81. Do risalto alle oltre 3000 persone che furono uccise durante i cosiddetti "disordini" nordirlandesi creatisi dal 1969 in poi, e richiamo l'attenzione sui risvolti politici (perché quello che accade nel film è tutto vero) di cui furono protagonisti i terroristi dell'IRA.

L'obbligo di inserire una prefazione informativa è motivata dal fatto che Steve McQueen decide di lavarsi le mani in merito all'universo storico-politico, affidando a fredde didascalie su sfondo nero gli avvenimenti, e rivelando fin da subito l'intenzione di mettere in scena un lento processo disumano di logoramento fisico. Convinti che la strategia del Blanket and dirty protest fosse quella giusta da adottare in risposta ai silenzi e alle reticenze governative, le condizioni nelle quali si ritrovarono a vivere i prigionieri NON politici furono quanto di più sporco e bestiale si riesca a pensare. Ri-uniti come un insieme di rivoli pisciosi, i comuni criminali attuarono lo "sciopero dello sporco" come strumento di rivolta all'interno del carcere di Maze: così facendo confluirono in un unico ideale di rivolta che, passo dopo passo, scardinò a suo modo l'inflessibilità del Primo Ministro inglese Margareth Thatcher. Va da sé che in mezzo ci furono una serie di umiliazioni e percosse da film dell'orrore, in un crescendo di brutalità visivamente quasi impossibili da sostenere visti i soprusi delle guardie carcerarie e della polizia.

Poi, come un sollievo che permette di rifiatare (e pensare), il dialogo. Quello tra Bobby Sands (Michael Fassbender) e padre Moran. Lunghissimo, intenso, girato magnificamente e ultimato solo da un paio di stacchi. È uno spartiacque che contribuisce a far riaffiorare un flashback della memoria, quella di un'adolescenza passata a correre per i campi. Una visita tragica e spietata ai territori del sud del paese, che segna per sempre il destino del giovane Bobby. Oltre il confronto tra i due, metafora incompiuta dell'intera situazione, inizia una meschina tiritera durante la quale la cinepresa-avvoltoio indugia sulla carogna-Fassbender, in un corteggiamento che tergiversa sul prosciugarsi di sangue e muscoli, carne e anima.

"Hunger" è l'esempio perfetto di come si manifesta oggi certo cinema d'autore. Chiuso nel vicolo cieco della mancanza di ispirazione, cozza contro un sistema espressivo estremo che non sempre concilia il contenuto con la forza della comunicazione. Il dover passare attraverso forme sempre più terminali, nonché tecnicamente ineccepibili, di raffigurazione dell'immaginario, non consente il rinnovamento dell'effigie, alimentando anzi un cul de sac soffocante, decisamente anaffettivo e teorico. Una specie di sindrome da Real Time che racconta sempre e solo di se stessa, un tassello dopo l'altro, scendendo sempre più nella descrizione di dettagli non richiesti. Tutti perfetti, per carità, ma eternamente uguali.

F(autore) di questo cinema dell'annullamento, McQueen inganna la tragedia originaria estorcendo con la forza quelle poche emozioni rimaste, tirandole fuori come si fa con le viscere degli animali di cui siamo soliti cibarci. Se il regista è un'esteta della modernità, allora è la modernità a non avere più spessore artistico, incapace com'è di trasmettere la più basilare delle percezioni. Volendo mettere il dito nella piaga, concedo a McQueen II di essere un provetto videoartista ma non un esauriente regista.

E non basta controllare che la strada sia libera e che sotto la macchina (da presa) non si nascondano bombe pronte a farti saltare in aria; la pulizia formale di "Hunger" abbassa le difese immunitarie e conduce a luttuose lacerazioni dermatologiche. E' come il puledro morente tutto pelle e ossa ricoperto da brutte ferite: allo spettatore che lo incontra non rimane altro che sperare nell'esistenza di un ruscello nelle vicinanze.

8 risposte al commento
Ultima risposta 08/05/2012 15.15.03
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Sestri Potente  @  01/05/2012 18:49:24
   4½ / 10
Film di denuncia crudo e spietato, che non lascia spazio ai sentimentalismi.
Trattandosi di una storia vera non poteva essere altrimenti, anche perché alcune scene (soprattutto durante l'agonia finale) sono davvero difficili da digerire.
Ottima anche la prova di Fassbender, che ha messo a dura prova il fisico per interpretare al meglio Bobby Sands.
Questo è tutto ciò che apprezzo di Hunger, perché la mancanza di una colonna sonora e i pochissimi dialoghi l'hanno reso pesantissimo.
Addirittura non capisco l'inserimento di alcune scene, come quella in cui il poliziotto pulisce il pavimento del carcere.
I due personaggi iniziali, poi, non si vedono più dopo l'apparizione di Bobby Sands.
Evidentemente si è voluto puntare più sulla fotografia, sull'atmosfera, sull'agonia del protagonista, piuttosto che sulla storia.
Forse, più che un film dovevano fare un quadro...

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