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Vittorio De Sica esce dall'egida dei vari Camerini e Mattoli e debutta alla regia portando sullo schermo una piece teatrale. In piena era dei telefoni bianchi (e non poteva certo essere diversamente) abbiamo una commedia degli equivoci ambientata in una Italia apparentemente benestante dove tra marito e moglie viene a nascere una situazione intricata e paradossale. Considerando l'epoca, se cercate la risata vera e propria, non è questo il film che fà per voi; le scene possono definirsi deliziose e simpatiche. Quello che però desta l'interesse è vedere, in un periodo in cui vigeva ancora il patriarcato e la parola "divorzio" era una bestemmia, una analisi -anche seria- di un rapporto coniugale che viene messo in crisi dalla routine fin quasi ad arrivare alla separazione con la donna che già pare emancipata. Indubbiamente un copione che stava molto avanti. Affascinante l'atmosfera sobria ma allo stesso tempo quasi parodistica degli anni '40. De Sica, oltre che ottimo regista ed interprete, si conferma anche abile a dirigere gli attori. Purtroppo la versione italiana della pellicola pare sia andata perduta ed è reperibile solo doppiata in francese o spagnolo. Comunque per essere il primo film diretto da De Sica è una piccola pietra miliare.