shame regia di Steve McQueen Gran Bretagna 2011
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shame (2011)

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locandina del film SHAME

Titolo Originale: SHAME

RegiaSteve McQueen

InterpretiMichael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie, Hannah Ware, Elizabeth Masucci, Jake Richard Siciliano, Robert Montano, Anna Rose Hopkins, Alexandra Vino

Durata: h 1.39
NazionalitàGran Bretagna 2011
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2012

•  Altri film di Steve McQueen

Trama del film Shame

Brandon, un trentenne che vive a New York, non riesce a gestire la sua vita sessuale. Sarà l’arrivo inaspettato della sorella più giovane e irrequieta metterà in crisi il suo stile di vita rigidamente regolato...

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Voti e commenti su Shame, 121 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  24/01/2012 13:17:02
   9 / 10
Un film quanto mai importante sotto il profilo allegorico, supportato da uno stile di altissimo livello, il cui uso, anch'esso, riveste un significato molto importante nel panorama cinematografico attuale.

Sotto il profilo allegorico, "Shame" mi appare il film che meglio e più a fondo affronta un tema chiave, antropologicamente, per la società urbanizzata post-industriale del XXI secolo. Quella di Brandon può anche essere una patologia particolare, che in questo senso non può assurgere a condizione generale di tutti. D'altra parte la patologia di Brandon non appare altro che l'estremizzazione di una condizione nella quale, potenzialmente, tutti avvertiamo la possibilità, il rischio, di rinchiuderci.
Brandon è anzitutto un individuo solo, che, nella frenesia, non avverte la solitudine bensì il bisogno di isolarsi. Il film inizia, e insiste molto, sulla sua deliberata solitudine domestica. La sua dimensione ideale è quella di un rifugio dalla presenza dell'altro. Il contatto del mondo è filtrato: dalla segreteria telefonica per non rispondere, dallo schermo di un pc per vedere, senza essere visti.
La sessualità è una pulsione primaria che non solo continua a venire avvertita anche dalla condizione di monade cui Brandon tende: la sessualità è anche esibita, favorita e diffusa nella società contemporanea, secondo opportunità sempre più facili di fruizione apersonale e consumistica. Modalità che evidentemente ben si accompagnano all'esigenza fondamentale di solitudine.
Se questo è il panorama cui il ritratto di Brandon apre lo sguardo, d'altra parte il suo malessere è collegato non all'insoddisfazione sentimentale (che è tiepidissima in lui, quasi inesistente), quanto all'impossibilità di essere realmente solo. Coltivare la propria ossessione in completa solitudine non è possibile: il capo scopre il contenuto del suo hard disk (onta!), ma soprattutto, c'è la sorella, a rappresentare a Brandon l'esistenza dell'altro nella propria vita. Un altro che - e questo è l'elemento scatenante della crisi - ci conosce, è l'unico a conoscere i nostri limiti e vizi, e ci vuole bene, e ha bisogno di cura e affetto: e per questi ultimi motivi destabilizza dal profondo l'impenetrabilità che abbiamo scelto, la corazza che abbiamo indossata.


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Lo stile di McQueen, la sua potenza visiva è capace di coinvolgere in maniera straordinaria, stando addosso al personaggio (e avvalendosi di un'immedesimazione mimetica, epidermica da parte di McQueen).
Il racconto è lento, minimalista. "Shame" è la dimostrazione di quanto sia importante il minimalismo e di quanto possa essere potente.
"Shame", da questo punto di vista, è il crocevia tra le lezioni del minimalismo post-moderno di un Carver, o di uno Huellebeq, e lo stile cinematografico di Bresson, cui tantissimo rimanda e cui tantissimo deve, a partire dall'attenzione per la fenomenolgia dei gesti e del corpo.

Infine, "Shame" costituisce, insieme al precedente "Hunger", una coppia di film incentrati sul corpo. Là dove "Hunger" era la rappresentazione di un uomo in grado di dominare un istinto primario come la fame, dotato di una forza di volontà impressionante, capace di trascendere il corpo sino all'estremo, "Shame" è la messa in scena deliberata di un uomo viceversa dominato da un istinto, e la cui debolezza di volontà è specchio della sua incapacità di controllo sul proprio corpo.

4 risposte al commento
Ultima risposta 07/02/2012 05.21.58
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