l'ultimo treno della notte regia di Aldo Lado Italia 1975
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l'ultimo treno della notte (1975)

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locandina del film L'ULTIMO TRENO DELLA NOTTE

Titolo Originale: L'ULTIMO TRENO DELLA NOTTE

RegiaAldo Lado

InterpretiEnrico Maria Salerno, Flavio Bucci, Macha Meril, Franco Fabrizi

Durata: h 1.31
NazionalitàItalia 1975
Generedrammatico
Al cinema nel Luglio 1975

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Trama del film L'ultimo treno della notte

In occasione delle vacanze di Natale, Elisa Stradi, figlia sedicenne di un chirurgo, parte dalla Germania per recarsi in Italia assieme alla cugina Margareth. In Austria,a causa di un attentato, le due compagne di viaggio sono costrette a cambiare treno. Su un convoglio semideserto diretto a Verona diventano vittime di due giovani delinquenti e di una signora borghese. Lanciatasi dal treno in corsa, Margareth muore. I tre si liberano allo stesso modo anche di Elisa. Scesi dal treno si imbattono nel padre che si vendica.

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Voto Visitatori:   7,65 / 10 (60 voti)7,65Grafico
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Voti e commenti su L'ultimo treno della notte, 60 opinioni inserite

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Goldust  @  15/12/2020 15:11:08
   4 / 10
Un "rape & revenge" confezionato apposta per stupire e che non dovrei neanche perdere tempo a recensire, per quanto è pessimo. Da qualsiasi parte la si prenda non c'è modo di dare un senso a questa insensata storia che celebra la violenza in un modo tanto spudorato: durante la sequenza della cena di natale in casa del chirurgo si apre uno spiraglio per affrontare il discorso da un punto di vista sociologico e morale, peccato che la cosa venga liquidata in due battute. Si armi di pazienza chi cerca del movimento o delle scene pruriginose: per tre quarti d'ora non succede quasi nulla e le cose non migliorano con il passare del tempo, tanto da arrivare ad un finale giustizialista da mani nei capelli. Spiace vedere un bravo attore come Salerno impantanato in una pellicola così squalificante. Ai miei occhi una media così alta è francamente inspiegabile.

GianniArshavin  @  18/03/2014 13:33:09
   4 / 10
L'ultimo treno della notte è un film italiano di Aldo Lado che ricalca molto fedelmente il film del 1972 "L'ultima casa a sinistra" di Wes Craven,
Il titolo di Lado quindi si posiziona storicamente fra i primi R&R italiani e del cinema in generale,anche se a mio parere è uno dei meno riusciti di questo genere.
La trama segue il canovaccio classico sdoganato dagli illustri predecessori,ma purtroppo la storia fa acqua da tutte le parti e le stupidità e le forzature non si contano. Si arriva alle fasi più violente e concitate solo grazie ad una serie di inverosimiglianze assurde,che anche per il R&R risultano grossolane.
Le scene più cattive sembrano messe li solo perché "devono esserci" e al giorno d'oggi hanno perso anche la forza che avevano nel 74 (bisogna dire che Lado fu coraggioso nel mostrare al periodo sequenze di questo tipo).
Un altro elemento che mi ha infastidito è la superficialità dellapseudo critica filo-sociologica che il regista tenta di lanciare durante la storia. Il mostrare come personaggi peggiori i due borghesi (la donna e il guardone),senza analizzare e approfondire il discorso è troppo poco ed anche presuntuoso. I personaggi inoltre hanno cambiamenti di personalità repentini e la velocità di queste trasformazioni è mal dosata. Il film di Craven,per quanto grezzo e pieno di difetti,sotto questo aspetto era molto più sincero e si limitava ad una denuncia scontata ma perfetta per il contesto.
Quindi L'ultimo treno della notte secondo me è un film sopravvalutato,sicuramente coraggioso per i suoi tempi ,ma troppo forzato e pieno di pecche ed errori.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Angel Heart  @  29/09/2013 14:31:24
   5 / 10
Thriller italico con rimandi a “L’Ultima Casa a Sinistra” di Craven e, in certi frangenti, al “Cane di Paglia” di Peckinpah.
Gli attori sono bravi, l’atmosfera azzeccata (l’ultima parte nella campagna immersa dalla nebbia in particolare), le musiche (di Morricone) ottime, ed in generale è girato piuttosto bene; peccato che sia gratuitamente brutale ed efferato, senza contare che per arrivare alle scene clou di violenza vengono usati dei pretesti assurdi e decisamente non credibili (di esempi se ne potrebbero elencare un’infinità). I due cattivi non hanno la benché minima caratterizzazione, all’inizio sono due idioti semplici balordi e scippatori, poi di colpo diventano psicopatici, stupratori ed assassini; stessa cosa vale per la loro complice, il che è ancora peggio dato che ci viene presentata come una normale signora qualunque che poi si “trasforma” improvvisamente senza uno straccio di motivo apparente (a meno che scòpare in un cesso con un disgustoso sconosciuto sia una giustificazione plausibile).
Il risultato finale, proprio per questi motivi, è di una pellicola forte e compiaciuta nelle immagini ma altamente inconsistente nei contenuti; e per me, almeno in un thriller, viene prima la storia e poi (eventualmente) la crudezza.
E’ ricordato per essere uno dei film più violenti mai girati in Italia (e gli va dato, quello sì, un minimo di atto per il coraggio); ma per quanto mi riguarda, con i meriti storici si ferma lì.
Il cult di Craven, sebbene più rozzo e malato, era di tutt’altra potenza.

Woodman  @  26/08/2013 22:38:42
   3 / 10
Non prendiamoci in giro. Una media così alta è indecente.

La pseudo provocazione di Aldo Lado è un filmetto gretto, vuoto e fine a se stesso, diretto maldestramente con mezzi risibili e una sceneggiatura mediocre, attori pessimi e una moralina da due soldi buttata lì come pretesto per mostrare qualche efferatezza compiaciuta.
Vogliamo chiamarlo pessimismo, questo? Ma per carità. Siamo davanti a un film immorale che pretende di fare della denuncia e di inscenare un ritratto crudo e realistico della perversione celata dietro alla società. Velleità di esporre tesi, di far riflettere (!) a tutto spiano. Cattivo gusto a iosa. Imbarazzanti risultati tecnici.

Dunque, Salerno è un super chirurgo sposato ad una bella e onesta signora, due altolocati, gente perbene che vive tranquillamente. Figlia e nipote sono in viaggio per dirigersi da loro e trascorrere felicemente assieme le festività natalizie. Due ladruncoli di bassa lega irrompono nel treno facendo il loro lavoro, cioè i cogl.ioni, e uno di loro scopa in un cesso con una bella dama distinta che in realtà ha ben poco costume. I due e la debosciata fanno squadra (sai che memorabilia..) e prendon di mira le due povere innocenti. Le due finiscono male, dopo traumatizzanti giochetti erotici. I tre pervertiti arrivan alla stazione dove si imbattono in Enrico e la Berti giunti per riportare a casa le figlie. Dopo essersi offerto di aiutare uno dei due giovani, decide di ospitarli a casa e offre loro la colazione ("mm, squisita", esclama la maniaca gustando la marmellata). Sentito alla radio l'annuncio del truce omicidio di due ragazze, er maschio fa 2+2 e la bestia prende il sopravvento sull'uomo (R-I-D-I-C-O-L-O), così Salerno fa brutalmente fuori i due stronz.etti e lascia illesa la donnaccia, che con una scusa bugiarda finge di esser stata una loro vittima, salvando la pelle. Nell'ispiratissimo finale Salerno si riposa appoggiato ad un albero e la sorca si cala una retina di richiamo funebre sul viso.
Una pietà.
Il disgusto prevale sull'effetto, l'imbecillità delle azioni diventa la materia narrativa di prim'ordine, l'approfondimento dei personaggi che tanto sarebbe servito non esiste, la furbizia prevale sull'intelligenza. Alla fine rimane un film didascalico e vuoto, che butta lì una vicenducola di semi cronaca e la ricopre di fronzoli gore e dialoghi imbarazzanti.

Tipico film che annega nella mer.da che tenta di denunciare. O meglio, che finge di voler denunciare, come pretesto per impressionare con una crudeltà gratuita. Poi che episodi di disumana e perversa violenza continuino ad accadere, e non sporadicamente, non mi significa nulla, nulla toglie alla disonestà di fondo della pellicola, non giustifica un simile, pietoso prodotto a tratti demenziale (la vendetta finale, un momento pazzescamente orrido), che fallisce sotto ogni aspetto.

Il cinema di genere ha offerto ben altre prove, alcune davvero geniali, altre comunque gustose.
Ma questa non ha nè capo nè coda.
Evitabile.

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Ultima risposta 18/11/2013 22.51.48
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