joker regia di Todd Phillips USA 2019
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joker (2019)

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locandina del film JOKER

Titolo Originale: JOKER

RegiaTodd Phillips

InterpretiJoaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Bill Camp, Frances Conroy

Durata: h 2.02
NazionalitàUSA 2019
Generethriller
Al cinema nell'Ottobre 2019

•  Altri film di Todd Phillips

Trama del film Joker

Joker Ŕ noto per essere uno dei nemici storici di Batman. Ma la storia del suo alter ego Arthur Fleck rivela come un uomo trascurato dalla societÓ possa riversare tutta la sua grinta in qualcosa che sarÓ di futuro monito per tutto il mondo.

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Voto Visitatori:   8,52 / 10 (63 voti)8,52Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
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Voti e commenti su Joker, 63 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

winning  @  19/10/2019 12:28:34
   7½ / 10
Dai commenti, recensioni, e pubblicità mi aspettavo molto di più. Alla fine il film lo fa per il 90% Phoenix, la sua recitazione è ad un livello straordinario, forse si avvicina al Nicholson di Shining ( ma non lo eguaglia). Il resto del film è ok , ma senza Phoenix sarebbe stato un film nella norma , e non avrebbe avuto il successo attuale. La storia drammatica c'è , ma molte volte risulta forzata, e la rivolta popolare è grottesca e troppo forzata, se non c'era non se ne sarebbe sentita la mancanza. Interpretazione attori di contorno 8, De Niro 9 cinico e cattivo dentro, Phoenix 10 senza dubbio Oscar puro come miglior attore. Ma il film non prenderà l'oscar come miglior film, dovrà fare i conti con un the irishman che si preannuncia, anzi già annunciato come capolavoro assoluto.

JOKER1926  @  19/10/2019 03:23:00
   8 / 10
Il Jolly è una carta che comporta grandi eccezioni alle regole del gioco.

Su questa base concettuale, la figura di Joker, è stata sempre profonda, o perlomeno è stata figlia di un simbolismo non banale.
Todd Phillips sgancia tutte le chip su una giocata matematicamente vincente, Joaquin Phoenix è nella parte del personaggio , Joker.
Non esistono , dopotutto, tante icone, in grado di attrarre e coinvolgere "forfettariamente" e caoticamente un numero elevatissimo di persone (spettatori).
Lo scopo della regia è quello di portare in auge la forma mentis di Joker, fra i cunicoli stretti di una vita che lascia poco campo alla rosea immaginazione. L'operazione cinematografica , ovviamente, non ha nulla a che fare con la filologia dei fumetti e delle baggianate improntate su battaglie metropolitane. Batman è al bar a farsi una tisana calda salutare.

"Joker" di Phillips cavalca il suo Aion, non è nel kronos, ma nel suo eterno presente, muore vivendo nel suo biosistema, vive in un tempo non inclusivo.

C'è spazio solo per la passione del personaggio, un film terribilmente umano nei suoi sprazzi di inesorabile disumanità. La chiave del film risiede in questi concetti; l'iconografia (quella del Joker) presta il volto ma non il significato. "Joker" è un'interpretazione , un mezzo per analizzare una società non paritetica e affossata in lotte intestine. Le letture proposte dalla regia sono scontate (nel senso più squisito del termine) e mostrano l'alienazione e la discriminazione che rovesciano il tavolo da gioco. Non è politica, è verità.

Coadiuvato da Joaquin Phoenix, il film , prende una linea ben precisa, "Joker" percorre a grandi velocità le vie del successo. Phoenix qui è artifex, cioè una macchina attoriale che mette in pratica ciò che teorizzava Carmelo Bene (teatro/cinema sono dettagli adesso) , l'attore, così nella parte ,che dissolve il proprio io al cospetto di un processo metafisico che lo estranea dalla propria corporeità per renderlo infinito perché privo del proprio corpo. De Niro è bravo bravissimo, ma in questi casi , come nel poker gergale, è solo un onesto kicker
.
Nel tecnicismo di una regia debordante, da segnalare un paio di sequenze che al Cinema, mediamente, si vedono ogni dieci/quindici anni.
"Joker" è un laborioso e complesso progetto di rilettura e restauro, un modo intelligente e diverso di giocare di sponda: partire da Joker per arrivare all'uomo.

"Si diventa disumani per un eccesso di umanità"; Carmelo Bene.

JOKER1926

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  18/10/2019 22:57:10
   9 / 10
Settimane fa Martin Scorsese ha, giustamente, criticato il cinema proposto dalla Marvel accusandolo di essere un vuoto parco dei divertimenti. Film come Joker ci dimostrano che il buon cinema si può fare partendo da tutto, anche da una giostra di quel parco dei divertimenti, perchè la forza del cinema è la capacità di saper raccontare le persone a prescindere dai contesti.

Ogni genere ha una sua dignità, spetta ai film tirarla fuori. Joker ci riesce, e riesce a dimostrarci che si può fare "Cinema" anche partendo dai supereroi.
E' vero anni fa il Nolan di Batman ci andò vicino ma rimanevano i soliti clichè del genere e rimaneva una pellicola commerciale, questo Joker riuncia a tutto.

Esempio di come anche i cinefili da festival possono avvicinarsi al genere superoistico, un'operazione all'inverso.
Sembra strano trovare un Todd Phillips così a suo agio in una pellicola autoriale, estremamente forte e soprattutto che rifugge dai clichè Hollywoodiani, proprio da uno che ha costruito la sua carriera su questi.

Joaquin Phoenix la fa da padrone ma non è un "one man show", lui è semplicemente eccezionale e si mangia tutti gli altri Joker del passato anche il sopravvalutato Hedger (cosa che ho sottolineato anche ai tempi de Il cavaliere Oscuro), nello stesso tempo è la cura dei personaggi di contorno a rendere tutto molto credibile e vero.
Due grandi attori su tutti brillano, il primo è De Niro in un piccolo ruolo ma significativo, che ci ricorda ancora cosa voglia dire essere De Niro visto che spesso sembra dimenticarlo. Menzione speciale anche a Frances Conroy in un sentito e quantomai efficace ruolo della madre.

Cosa altro aggiungere se non una messa in scena rigorosa di una Gotham così familiare uscita da un amarcord del cinema degli anni 70-80 che dà al contesto una patina colta e cupa.
Al momento Joker è il film dell'anno ed il Festival di VEnezia si conferma essere il punto di incontro dei più grandi capolavori del cinema.

Light-Alex  @  17/10/2019 21:49:24
   6½ / 10
Avverto, ci sono alcuni spoiler.
Un buon film, molto pompato da pubblicità, premiato tanto e forse verrà ulteriormente premiato agli Oscar, sta avendo successo al botteghino… ma non parlerei di capolavoro.

Sarà che non amo particolarmente queste storie tipicamente e autoreferenzialmente americane… e questo è un film molto molto americano. E' il classico racconto di una classe povera che non potendo accedere alle cure mediche e psicologiche dei ricchi, finisce per peggiorare sempre di più la sua situazione. Il classico racconto di una classe borghese ricca, repubblicana che si pone come leader politica dichiarandosi unica cura ai mali del paese, ovviamente perbenista e poi nascondendo sotto sotto i suoi misfatti. Il classico racconto di una città dove la povertà è palpabile, dove si accede facilmente alle armi, dove i servizi igienici sanitari base latitano. Il classico racconto di un popolo che si muove come massa, seguendo questi grandi movimenti anonimi e diventando parti senza personalità di un corpo alla cui testa non si sa chi ci sia.
Una storia così tipicamente americana che io da cittadino italiano ed europeo sento sempre un po' di distacco quando mi viene raccontata.
Talmente è vicina ai cliché americani questa pellicola, che in fondo anche il titolo Joker pare un po' pretestuoso. Poteva benissimo essere il racconto della biografia di uno dei tanti artefici delle stragi nelle scuole o nei cinema statunitensi. La storia in fondo è proprio quella: da un profondo disagio sociale e mentale non ascoltato, nasce il mostro che compie la strage.
Il film invece di avere il nome e cognome di un killer ha il nome di Joker, potendo prendere in prestito l'aura di fascino di questo villain storico, potendo prendere in prestito le movenze, la maschera, e anche parliamoci chiaro il pubblico. Chi si sarebbe sorbito 2h su un anonimo assassino? Joker ha molto più appeal.
Comunque il film rimane un buon prodotto, ma non da osannare. La morale è giusta e sana direi, fa riflettere sullo stigma sociale dei malati mentali e su come il male può nascere da ignorare un grido di aiuto di chi non ce la può fare da solo. E' un film politico anche, seppur in maniera molto blanda, nella critica al sistema sanitario nazionale che lascia indietro i più poveri e che è sempre quello che va incontro a tagli di fondi.
Però non si scende con la dovuta profondità in nessuna delle tematiche. La prima ora è un film potremmo dire autoriale e racconta la lenta caduta di un uomo malato, la seconda ora strizza l'occhio ai cinecomic con qualche scena violenta e l'esaltazione dell'icona di Joker. Ma il film resta un po' una via di mezzo tra questi due generi che a mio parere non fa centro in nessuno dei due intenti. Come cinecomic è troppo lento, non decolla mai. Come film autoriale, il dramma della malattia mentale richiedeva una profondità molto maggiore.
Tra l'altro non mi è piaciuto per niente che una delle "morali" del film sia la frase di Joker "Il problema delle malattie mentali è che gli altri si aspettano che tu ti comporti come se non le avessi". Peccato che la regia scelga di farci leggere, badate bene leggere, questa frase nel diario di Joker. Questa come molti altri pensieri. E questo è un errore pesantissimo. Non ci prova nemmeno a raccontare questo concetto con una scena o un dialogo. Ce lo spiattella lì bello scritto a prova di idiota, come a dire "è chiaro che voglio dire questo?". Bhe sì così è chiaro, ma è la morte del cinema che dovrebbe farti arrivare ad un pensiero servendosi delle immagini e del suono. La lettura lasciamola ai libri.
In fondo è un film pop, che sfrutta una icona nota a tutto il mondo raccontandola da una prospettiva diversa dal solito (ma anche qui parlare del passato dei villain che in qualche modo "giustifica" la loro malvagità non è nemmeno operazione così originale, basti pensare a Magneto negli XMen o anche banalmente a Maleficent).
Phoenix da una enorme mano alla riuscita del film. Probabilmente andrà incontro all'Oscar se non si vede di meglio, anche perché all'Oscar vanno pazzi per queste trasfigurazioni fisiche, ed in particolare a questi dimagrimenti estremi (anche questa storia della necessità di abbrutirsi sta diventando un cliché degli Oscar, vedi Di Caprio in Revenant, Jared Letho in Dallas Buyer Club, Eddie Redmayne nella Teoria del Tutto). La sua risata disturbante diventerà un altro pezzetto dell'icona di Joker, peccato che nel film la si usi tipo una 20ina di volte. Del genere quando non si sapeva bene cosa metterci, la risata ci stava sempre bene. Le prime 5 volte dici, "Cavolo da brividi Phoenix", alla decima dici "Ok è chiaro, mi vuoi raccontare altro di Joker o sai usare solo la risata per parlarmi della sua malattia?". Ci sono anche scene visivamente molto belle, su tutte la scalinata con il ballo di Joker (peccato averla spoilerata un po' troppo nei trailer).

Alexbaciu92  @  17/10/2019 18:52:55
   9 / 10
Gran bel film, Phoenix monumentale, collonna sonora strepitosa e fotografia splendida.

Lucone  @  17/10/2019 16:06:48
   10 / 10
da vedere assolutamente ! interpretazione impressionante Di Phoenix .. storia che ti tiene in tensione fino a quando tutto diventa massacrante ; una visione molto profonda Del perche' il personaggio " Joker " sia potuto diventare cosi'..
regia impeccabile ... il Film vale solo anche per la discesa della scalinata Spettacolare macabra e Teatrale allo stesso tempo !

Miglior Film Dell'anno

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  17/10/2019 12:45:31
   8 / 10
Curioso come a Todd Phillips sia riuscito un film simile dopo una carriera incentrata sul comico anche un po' pecoreccio: probabilmente parte del merito è di Bradley Cooper in fase di produzione, oltre che, ovviamente, di Joachin Phoenix che si carica sulle spalle tutto il film - spesso nascondendone i difetti più evidenti. Il risultato finale è comunque ottimo, e chi se ne frega se in mano ad un regista migliore sarebbe potuto essere ancora più ficcante: abbiamo questo, ed è proprio il caso di farcelo bastare.

Stucchevoli le polemiche per il gusto di far polemica e di brillare di luce riflessa, come quella sull'uso delle canzoni di Gary Glitter.

jason13  @  16/10/2019 23:09:44
   9 / 10
Appena uscito dal cinema. Fantastico in tutto e per tutto. Joaquin Phoenix con questa interpretazione verra' ricordato per sempre. Finalmente un film moderno che entra di diritto nella storia del cinema.

Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  16/10/2019 20:13:52
   6 / 10
Sto spoilerando.... per chi non l'avesse ancora visto....

La prima ora e un quarto di film è una sequenza di s*****, vessazioni, drammi privati, fantasticherie pazzoidi. Insomma ognuno di noi in un certo modo ha sentito il peso di questa prima parte perchè, fantozzianamente, ciascuno di noi ha la sua parte di rogne esistenziali, ognuno la sua piccola o grande croce. Arthur Fleck ce le ha tutte, troppe: dalla malattia mentale, violenza infantile, assenza di talento, sfortuna a 360. Bene, lo spettatore un po' empatizza, complice un Phoenix totalmente in parte che sfoggia un lavoro di ricerca lungo e raffinato. L'evoluzione ultima dell'acting è questa grande prova da attore (vedere anche The Master e Don't worry).
Nella seconda parte, grazie a Dio, Arthur - Fantozzi reagisce e si vendica come può. Una vendetta privata, delirante che finisce per scatenare il caos. Insomma sono incazzato e me la prendo con tutti, tranne che con il nano che sento affine.

Insomma, non c'è niente di politico, di lucidamente eversivo contro la società. Joker è uno sfortunato cronico che dà di matto. E penso a quanto Taxi Driver sia lontano mille miglia, nonostante le citazioni.

Se non fosse per la delicatezza con cui si è costruito (regista e attore) Joker, questa pellicola rischia di non sedimentare alcunchè anche per altri motivi. I ricchi cattivi sono cattivi e non c'è altro colore possibile. La società è un fuori fuoco perenne anni 80, capitalistica, datata. Siamo nel 2019 e non capisco perchè tornare a Gordon Gekko. Mah!

Comunque la storia prosegue: tutti ce l'hanno con me e mi menano sempre. E allora, visto che mi hanno pure dato una pistola, mi ammazzo? No, ammazzo quello che mi sfotte a lavoro, quello che non apprezza il mio "non talento" - simbolo dell'america televisiva e mediatica di intrattenimento. Cioè? Sarebbe da ammazzare, dico io, questo ***** di film che non va ad apparare da nessuna parte se non verso un suicidio. Sacrosanto sarebbe stato il suicidio di Joker. Perchè questo film è Joker e Joker è questo film di intrattenimento, travestito da comics d'autore, fintamente sobillatore, totalmente narcisista. In realtà nemmeno reazionario. Proprio innocuo. Insomma è stato solo il pretesto per una grande performance. Che, ripeto, meritava solo un suicidio del protagonista. Ma non si può perchè non è contemplato dall'universo DC perchè poi Joker finisce nell'acido e bla bla bla...Potevamo farlo diventare un eroe post-thunberghiano, ma poi si fa casino con Taxi Driver. E invece facciamo sto finale ... come? Chiudiamo con 'na bella pagliacciata. Un po di comparse che scimmiottano le scimmie. Ma si!

130300  @  16/10/2019 19:05:32
   6½ / 10
convinto che i capolavori siano ben altri.
musiche e fotograsfia degne di nota. il resto è prodotto per lo spettatore medio.

marcogiannelli  @  15/10/2019 20:12:19
   9½ / 10
Non penso di poter scrivere qualcosa di meglio su questo film che non si sia già detto, grazie alla giusta esposizione mediatica che ha avuto.
Una lenta discesa nei meandri della vita di un uomo che ha sofferto di tutto.
Non il classico cinecomic, ma un Taxi Driver in un nuovo momento storico.
Tutto confezionato benissimo, con soprattutto un Joaquin Phoenix da 10, lode e statuetta alla carriera.

Gruppo COLLABORATORI peter-ray  @  15/10/2019 13:26:50
   10 / 10
Da dove cominciare?

Come si fa a commentare un'opera così imprevedibilmente maestosa contro ogni pronostico?

Il Joker di Todd Phillips con protagonista Joaquine Phoenix va oltre ogni aspettativa.

Era pressoché impossibile spodestare dall' immaginario collettivo la versione di H.Ledger nel Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, ma Joaquine Phoenix è andato oltre tutto e tutti. Oltre il trucco, oltre il costume e anche oltre il personaggio e forse anche oltre se stesso. La sua interpretazione ha ridisegnato totalmente il personaggio tramutandolo da noto antieroe in eroe. E' dai tempi dello Jena Plissken di Kurt Russell o del Mad Max di Mel Gibson che non mi capitava di assistere a un fenomeno del genere. Nel caso di questo film è forse stato possibile anche ricostruendo totalmente il personaggio di Joker regalandogli un passato di drammatica sofferenza che molto probabilmente ha facilitato il compito a Joaquine Phoneix che abilmente, come di consueto in questi ruoli, dimostra ancora una volta di essere un attore superlativo.

Il film propone anche dei cliché che forse non tutti sono stati in grado di cogliere, ma che mai come in questa occasione hanno restituito un enorme beneficio all'intera sceneggiatura in cui si possono notare richiami a Taxi Driver, V per vendetta, Il giustiziere della notte, Shining... ma il tutto regge sulla magnificente interpretazione di Phoenix.
Non ce n'è per nessuno. Ciò che ha prodotto rimarrà nell'immaginario collettivo al pari dei maggiori cult del passato a cui siamo abituati. Dal famoso monologo di De Niro in Taxi Driver fino a quello di Rutger Hauer in Blade Runner. Ma non c'è solo questo. La capacità espressiva dell'attore nel far entrare in empatia lo spettatore con il suo personaggio va oltremisura. La sua capacità eclettica di cambiare totalmente espressione in corsa d'opera va oltre anche alle performance di attori monumentali come Edward Norton in Schegge di Paura. Phoenix mette in ombra tutti, anche il più veterano e pur sempre ammirevole Robert De Niro che veste i panni del suo beniamino Murray Franklin

Non che voglia togliere nulla a Ledger, ma il successo del suo personaggio era molto più legato al successo di un fantastico costume e trucco che lo ha immortalato nell'olimpo delle leggende, piuttosto che alle sue reali capacità. Molto probabilmente non avrebbe visto un Oscar postumo se non fosse per via della sua prematura scomparsa, anche se probabilmente lo avrebbe comunque meritato. Ma se Ledger meritava la prestigiosa statuetta per il film di Nolan, Phoenix ne meriterebbe almeno 3 in quanto va oltre a tutte le versioni. Quella fumettistica classica di Jack Nicholson, quella realistica contemporanea di Heath Ledger, e supera anche la stessa malata e psicotica da lui stesso interpretata regalando al Joker un'identità nuova che sarà molto difficile da scardinare, e che pertanto è destinata a rimane salda nell'immaginario collettivo per un lungo tempo. Sarà molto difficile fare meglio stavolta.

Capolavoro?

Da NON Fan, o particolare amante del mondo DC Comincs, posso dire Si, lo è senza ombra di dubbio

Invia una mail all'autore del commento Jason XI  @  15/10/2019 08:39:17
   8 / 10
Per dare un voto effettivo al film bisogna trascendere le varie versioni dedicate alle origini di Joker perchè in effetti qui gli sceneggiatori si prendono diverse licenze poetiche. Fatta questa premessa è innegabile che la storia funziona, l'escalation del disagio sociale e dell'instabilità psichica è tangibile ed empatica espressa in maniera dirompente ed emozionante da un grande Phoenix. Un Joker le cui azioni future divengono addirittura giustificate visto i torti e la s**** subita nel periodo di "gestazione" della sua follia. D'ora in poi tutti vedreanno il micidiale Joker sotto un'altra luce... questo è sicuro....
Niente sequiel per cortesia.... per pietà.....

mmagliahia1954  @  14/10/2019 20:33:02
   8 / 10
un film drammatico e riflessivo, se non mi avesse portata mio nipote non sarei certo andata. Attore bravissimo, eccellente direi. Un film molto psicologico, chissà eventuali seguiti seri che piega potranno prendere.

Crystal_89  @  14/10/2019 16:44:52
   7 / 10
Il film ha lo scopo di narrare la nascita del Joker ma anche, se non soprattutto, di creare empatia nei suoi confronti. Come ha detto il regista: si fa il tifo per lui sino a quando diventa impossibile, ma ci si dispiace per questo.
La baracca la tiene su Joaquin Phoenix con una prestazione letteralmente mostruosa, mentre la sceneggiatura tende un pò a ripetersi e a scorrere lenta fino al grandioso finale.
Tutti i cinefili di buon senso devono essere grati a questo film per aver dato al Joker lo spessore che meritava, sperando che i bimbetti la smettano di fare cosplay a caso sulla moda del momento. A loro, sicuramente, questo film non sarà piaciuto.

RDN92  @  14/10/2019 14:39:35
   8½ / 10
Sono già in molti coloro che etichettano questo film come "d'autore" in maniera, direi, del tutto fuorviante, basando le loro impressioni su una storia che si discosta, senza alcun dubbio, dai pre-confezionati film supereroistici e tratti temi più profondi, sociali e avvicinandosi a un cinema più impegnato e meno di genere (appunto, supereroistico).
Per me, al contrario, è essenziale inquadrare questo film all'interno di una cornice "main stream", che mai e poi mai è da additare come una parolaccia, se vista nella giusta prospettiva.
Questo film si rivolge al grande pubblico e lo fa rispettando, comunque, determinati canoni del cinema di massa hollywoodiano.
Stento davvero a credere che Phillips (un regista di commedie, per lo più, non che lo voglia marchiare a fuoco con questo) desiderasse spingere il suo "impegno" (chiamiamolo così, insomma) verso livelli più alti, strizzando l'occhio a una critica più sopraffina. Parliamo pur sempre di un personaggio appartenente alla grande cultura di massa.
Ciò non di meno, egli lo fa con un certo gusto nelle immagini e in particolar modo una fotografia, tra realismo e fumetto, intonata all'umore del protagonista e alla degradante realtà sociale nella quale vive, vissuta attraverso i suoi stati d'animo, e facendo pienamente attenzione alla crescita del personaggio durante tutto l'arco del film. Sì, perché nulla è lasciato al caso e scopriamo sempre, attimo per attimo, minuto per minuto, cosa scatena la follia in Arthur Fleck.
Ma la follia è solo un tratto consequenziale, poiché il film accende i riflettori soprattutto sul tema della solitudine, il reale disagio alla base della vita di Fleck.
Giungo tardi a scrivere la mia recensione e ciò mi costringe a ripetere analisi già estrapolate da altri, ma perché sono sicuro che un pò tutti abbiamo empatizzato col protagonista, giustificandolo, forse, a tratti.
Va dato atto che il caos dentro Fleck appartiene a tutti noi e, se opportunamente stimolato, esce fuori dirompente, ma non posso dire con certezza che tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti come lui, soli e incompresi, schiacciati dalla nostra condizione, incapaci di materializzare i nostri sogni, probabilmente perché, in fondo, non ne eravamo all'altezza o ci avevano ingannato. Ci sono le vittime e ci sono i carnefici, i predatori e le prede.
Ma allora perché scandalizzarsi e decantare "moralità" quando le vittime si scatenano (nel senso proprio di "liberarsi dalle catene") e reagiscono, privi degli strumenti adeguati (e culturali) per farlo, con violenza, dibattendosi ferocemente, impazzendo anche?
Già, perché agli umiliati (soprattutto quelli appartenenti alle classi meno abbienti, come Fleck, sebbene io preferisca riferirmi a una più generale condizione umana) manca culturalmente una via d'uscita alla sottomissione, ubriachi come sono (siamo) dalle grandi ideologie sataniste promulgate dall'alto dei cieli (quelli in terra), per mano dei media.
Del resto, Arthur vive con la grande illusione di poter, un giorno, divenire qualcuno in televisione, un grande comico, e cioè avere un grande genitore (nota dolente alla sua storia personale) che lo abbracci e lo faccia sentire accettato, ovvero la nota dolente alla storia personale di tutti noi: l'essere riconosciuti all'interno di un gruppo. Ma, come ho detto, si parla di sogni ingannatori, indotti e mai veramente propri.
Cosa resta loro, dunque, se non impazzire, dal momento che quel piccolo barlume di lucidità, molto precario, viene guardato con indifferenza, bollato come diverso?
Non stupiamoci, quindi, se un giorno quei pazzi che noi stessi abbiamo creato (evitando di preoccuparci di loro, ghettizzandoli) si rivolteranno contro di noi, incanalando la loro più che giustificata rabbia (perché, perbacco, se la rabbia del Joker ha un fondamento) nella violenza e nel caos, ciò che per loro, a questo punto, ha davvero più senso (e qui un qualcosa in comune con Ledger).
E come il saggio Alfred ci disse, riferendosi proprio a quell'altro Joker: "certa gente vuole solo veder bruciare il mondo".
E da qui il grande climax finale, dove quel pensiero trova concretizzazione e nel quale, finalmente, Arthur trova la sua casa, un luogo e un branco all'interno del quale potersi identificare, affermare di esistere, esserne addirittura il primo discepolo, il caos, la rivolta dei pazzi.
Finalmente Arthur ritrova il sorriso e una ragione per "far sorridere".
Una comicità del caos.
"Non è bellissimo?"
Insomma, alla fine il cinema ci fornisce una chiave di lettura a tutto tondo di questo iconico personaggio, molto diverso dai suoi predecessori.
Nicholson e Ledger erano i "villain", i cattivi per eccellenza, le controparti dell'eroe (Batman), e nonostante le loro azioni avessero un valore (Nicholson era più farsesco, solo in Ledger si ravvisava una certa etica nelle sue azioni spregiudicate), il loro obiettivo era quello di esaltare i valori positivi del supereroe. In questo film avviene un brillante ribaltamento e, paradossalmente, Joker assume le sembianze di un "eroe", un giustiziere, per contro ai suoi "nemici", ovvero la società e i suoi mastini, incarnati nel ricco Thomas Wayne e nello showman De Niro.
Essi hanno, ancor più paradossale, un carattere anche più ambiguo di quello di Fleck: Wayne è un politico demagogo, finge interesse per gli umili ma li prende a pugni in faccia (letteralmente!) appena gli si accostano e chiedono aiuto, per non parlare del suo proclama sprezzante e caritatevole, dove afferma di voler aiutare non delle persone, ma dei poveri disperati, dei clown. Vuole gettare la spazzatura, non realmente sanarla, ed è sottointeso che i suoi interessi guardano in direzione dell'elite a cui appartiene (il pensiero mi va subito alla famiglia Clinton). De Niro, invece, è l'uomo di spettacolo affabile e accogliente, ma sotto sotto infido e ipocrita.
Entrambi, insomma, sono vestiti di una morale di plastica e decadente, dal loro pulpito emanano sentenze, investiti come sono del potere mediatico e politico, del loro carisma da venditore di aspirapolveri e del potere che, ignara, la massa gli fornisce, svuotandosi del proprio. Per contro, come dicevo a proposito del paradosso, assumono una certa incoerenza al cospetto del Joker, coerente nel suo essere folle e assassino.
Una persistente critica "trumpiana" del cinema americano, ma questa volta lontana da facezie, colpi gratuiti e buonismi borghesucci. Parlo di quei (buoni, s'intende) "filmetti" come Green Book e The Shape of Water (che non mi è proprio piaciuto), scansando le nobili intenzioni di Cuaròn e la satira pungente di McKay col suo Vice. Il punto sostanziale qui è davvero evitare facili derive estremiste e violente di facinorosi, promuovendo una classe politica democratica e saggia e realmente attenta ai bisogni della popolazione più disagiata.
Venitemi ancora a parlare di presunta "autorialità"! Abbiamo dimostrato che non esiste la necessità di fare gli autori per inserire tutti questi elementi e punti di osservazione all'interno di un film fatto bene, anzi, egregiamente.
Ci ricorda che il cinema main stream non solletica solo le parti basse del pubblico più pecorone, che non desidera concentrarsi e impegnarsi a capire, ma che si sforza di dialogare col pubblico più variegato grazie ai suoi elementi più caratteristici.
Suppongo che al toto oscar tutti noi punteremo il nostro euro su Phoenix, straordinario interprete al pari di Nicholson e Ledger.
Non voglio assolutamente fare paragoni, i tre Joker sono unici nelle loro peculiarità fornitegli da questi tre grandi attori, ma certo quello di Phoenix si può definire come il più completo, il più ricco di sfaccettature, il più complesso e, dunque, quello che necessitava di una prova attoriale maggiore.
La visione di un Phoenix/Fleck smunto, magrissimo, scheletrico, fanciullo spaurito in mezzo a un branco di lupi, con quella sua vocina tenera (lode al young Giannini, nuovamente, ma recupererò l'originale) e gli occhi da cucciolotto, è davvero straziante, ma allo stesso tempo intimorisce per il suo lato oscuro. Dall'altra parte, lode al sempre grande De Niro, una particina la sua, ma essenziale e perfettamente caratterizzata dal grande attore, quasi in disparte per meglio risaltare le qualità di Phoenix.
Si sprecano i rimandi "scorsesiani", produttore esecutivo: la comunanza con Brickle, la mano a pistola alla tempia, la finta intervista a la Re per una Notte, per un film che è già mito. Determinate scene come il sorriso finale, la danza sulle scalinate, sono già impresse nella memoria collettiva e non mancheranno di citazioni.
Non posso dire quale sarà il destino di questo film di fronte alle importanti cerimonie di premiazione che lo attenderanno, è già stato parecchio sorprendente il Leone D'oro che, a mio avviso, è stata la ragione alla base di questa incomprensione fra autorialità e main stream (ma Venezia si sta sempre più aprendo al main stream).
Fatto sta che, per voto unanime, ci troviamo di fronte al miglior film del 2019 e della prossima stagione cinematografica.












1 risposta al commento
Ultima risposta 14/10/2019 14.50.06
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Spera  @  14/10/2019 14:08:50
   7½ / 10
Il titolo "Joker" pare una trovata di marketing davvero geniale: il film poteva benissimo chiamarsi "Arthur".
Ma chi sarebbe andato al cinema a vederlo? Penso in pochi cinefili... Invece questo titolo ha attirato folle di spettatori nelle sale, complimenti.
Si insinua addirittura il dubbio che questo Joker, non sia il vero antagonista di Batman ma che potrebbe essere uno "dei tanti" dal quale, l'acerrimo nemico dell'eroe, abbia preso ispirazione.
Ma tralasciamo il titolo e veniamo al film.

La sceneggiatura, nonchè il risultato finale, secondo me presenta non pochi problemi, per fortuna la prova di Phoenix è valsa il costo del biglietto (il "grosso" del voto è per lui).
La prima parte è infarcita di scene di una banalità mostruosa e poco orinali (aggressione dei ragazzini a inizio film o anche aggressione della ragazza da parte dei 3 ragazzoni che lanciano le patatine; da capire se si tratta di immaginario fanciullesco del protagonista o meno ma solo così mi spiegherei tanta banalità) e si cerca di tracciare il profilo di un reietto con scene scontate e tutte già viste.
Per fortuna, anche qui, Phoenix salva la baracca.
Insomma non ero tanto preso dal film quanto dalla fisicità di un attore e la sua ottima prova.
Idem per la scena nella metropolitana dove avvengono i primi omicidi che mi hanno lasciato attonito:


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Detto questo ho apprezzato di più la seconda parte, quando Arthur ha la sua rivincita, dopo i fatti banali che cercano di presentarlo come un rifiuto della società.
Ero speranzoso in un gran finale ma invece nel momento chiave dell'invito al talk show ricadiamo in un dialogo banale e telefonatissimo.
Tutto si è rivelato come mi aspettavo ma ho voluto vedere con i miei occhi: un buon film con un attore molto bravo.
Da un lato anche Phoenix non è stato come credevo, trattandosi del Joker, mi aspettavo un'interpretazione molto più dettagliata di espressioni e con una mimica facciale molto curata e particolareggiata oltre quella del corpo.
Infatti la mimica del corpo è fantastica ma quella facciale un po' meno, dopo la prima parte monotale caratterizzata da quella risata malata mi aspettavo qualcosa di più nell'evoluzione del personaggio.
Personalmente preferisco ancora i JOKER di Heath Ledger e Nicholson (certo diversi ma il confronto è inevitabile) anche se questa interpretazione rimarrà degna di nota (per quanto mi riguarda non come Joker ma come Arthur).

Questo film non è un film di super eroi, tantomeno un film su Joker ma è un film su una delle tante persone sole che popolano il pianeta.
E di questi film ne ho visti parecchi, secondo me è difficile parlare di questi temi alla luce dei riflettori di Hollywood e delle sue grandiose colonne sonore, è tutto troppo spettacolarizzato e non si riesce a raggiungere quella profondità necessaria che tocca il cuore (non dico che dovessimo raggiungere vette tipo "Taxi driver" a cui ci sono buoni rimandi o "Seul contre tous" ma mi aspettavo di più - ottimi invece i rimandi a "Re per una notte").
C'è di buono che il film si apre a numerose interpretazioni riguardo l'andamento degli eventi (immaginazione del nostro protagonista o realtà? Qual'è il confine tra i due mondi?) e sfiora (sfiora perchè non approfondisce in nessun modo) tematiche sociali e politiche (che secondo me Nolan e l'universo di Batman aveva già aperto quindi anche qui niente di nuovo) che fanno più da sfondo invece che essere reali spunti di riflessione (sai che c'è? Siamo nel 2019, buttiamoci dentro anche cenni alla pattumiera e alla criminalità dilagante così il film diventa anche attuale e impegnato, bah...)
Che Gotham fosse una città socialmente in difficoltà e bisognosa di un eroe (Batman o un politico) lo sapevamo già e non si aggiunge niente di nuove alle solite tematiche sociali se non attualizzandole leggermente.
Il film, inoltre, solleva un dubbio importante, questa volta connesso, sì, alle vicende di Batman:


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In definitiva, un buon film segnato da una grande interpretazione.
Solo me lo aspettavo diverso.
Sinceramente fatico a capire l'elevazione a capolavoro di questo prodotto, per me davvero esagerata.
Per l'interpretazione invece potrebbe arrivare un'oscar di cui non mi sorprenderei; il personaggio di Joker ha già ucciso un attore, speriamo che a Phoenix vada meglio.

"Spero che la mia morte abbia più senso della mia vita"
(A questo mi riferisco quando parlo di profondità ma purtroppo è stato solo un cenno)

2 risposte al commento
Ultima risposta 16/10/2019 13.45.42
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ilgiusto  @  14/10/2019 11:10:21
   8½ / 10
Film ottimo, superbo Phoenix. Tutto come mi aspettavo dopo aver visto lo strepitoso trailer. Ma... ho tanti 'Ma' da mettere su scelte differenti che avrei fatto, 'Ma' che si risolvono solo se…



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piripippi  @  13/10/2019 23:41:06
   6½ / 10
è un bel film non ci piove ma è anche l'ennesima contraddizione per il rilancio della dc comics. la storia di joker è l'ennesima versione diversa anche se ufficialmente lui diventa oosi dopo essere caduto in una vasca di liquami chimici lottando con batman. joker ha una moglie che muore, manco se ne parla.. joker non è un comico ne un matto ma un criminale un po burlone ma geniale nelle sue invenzioni. joker incontra un piccolo bruce waine da bambino la prima volta per poi lottare con lui in futuro ma non è un immortale e sarebbe dovuto invecchiare prima di lottare con batman invece e sempre lo stesso. della mamma e di lui che è un figlio adottivo manco a parlarne nelle versioni precedenti. insomma ci sono troppe discordanze sulla vera identità di joker che forse manco la dc sa quale sia quella giusta. il film è bello è l'attore è bravissimo ma se non avesse rubato il personaggio di joker non avrebbe avuto tanto clamore. un buon film a conti fatti ma non il capolavoro di cui tanti parlano

john doe83  @  13/10/2019 20:59:38
   8 / 10
Non è un cinecomic ma un film drammatico sulle malattie mentali e sull'emarginazione. Phoenix è semplicemente da Oscar e non mi sarei mai aspettato che Phillips (regista di film demenziali) estraesse dal cilindro un film di questo calibro.
Mezzo punto in più per l'interpretazione di Joaquin che regge sulle spalle l'intera pellicola.

outcast  @  13/10/2019 20:28:42
   5 / 10
Eccolo qui, il peana finale del finto anticonformismo tipico dei Ns tempi; spacciato come il film evento dell'anno (e non solo), si tratta invece in fin dei conti di una ennesima riproposizione dell'archetipo americano sull'"underdog che alla fine ce la fa", ma se possibile ancora più innocuo di un rocky o di un karate kid qualsiasi. Non stupisce certo il fatto che là fuori un esercito di femminucce a cui rubavano la merenda alle medie negli anni '80 sia lì, pronto ad identificarsi in esso, sentendosi una volta tanto loro i grandi cattivoni per una notte. Se questi sono i nuovi "joker", teniamoci stretta la versione di Ledger, vassallo di un caos equo e privo di moralismi, ma sopratutto di un passato lacrimevole costruito ad hoc al solo fine di giustificare le proprie azioni. Gli oscar ed i premi andrebbero semmai al look e al concetto del Joker in sè, non certo a questa volgare banalizzazione di essi

Elmatty  @  13/10/2019 12:52:46
   10 / 10
Quando il cinema ha ancora la forza di osare e di dare una visione diversa e coraggiosa di una figura must già consolidata da decenni, in special modo senza risultare banale.
Questo è CINEMA.
Il punto è che esprimere pareri su questo Joker diventa molto difficile perchè offre talmente tanti spunti da poterci scrivere un saggio bello spesso, e di conseguenza si rischia di avere una visione dell'insieme che risulta diversa da spettatore a spettatore.
Cosa che in genere i film di provenienza americana non riescono più a dare, se non in registi più famosi e talentuosi, troppo inquadrato nei suoi stessi schemi.
Ma Joker deve sottostare anche alle regole del mercato visto che è un film pensato per fare incassi, considerato l'argomento trattato.
La cosa bella è che Todd Phillips se ne frega altamente e dirige un film d'autore con la A maiuscola travestito da un titolo che inevitabilmente e un "cattura incassi".
La storia non è altro la discesa dell'essere umano verso il suo infermo mentale, in cui il mondo stesso ti ci porta verso esso a porte spalancate, a tal punto da poter trasformare completamente una persona dal temperamento buono in un assassino brutale, con la sostanziale differenza che la trasformazione non viene mascherata sotto un finto buonismo in cui attualmente viviamo, in cui gli assassini posso essere "indiretti" (politici, industriali, uomini di potere in generale,...)
Il tutto esplode brutalmente.
Arthur Fleck non è altro che la nostra rabbia repressa, il nostro istinto di sopravvivenza portato all'estremo, la nostra ribellione che tanto agogniamo ma che non abbiamo la forza di far esplodere.
Artur Fleck siamo tutti noi, il Joker è la nostra maschera per il mondo.
La pellicola la considero come un capolavoro del cinema contemporaneo, in cui ogni secondo del film è necessario per il personaggio, ogni inquadratura è studiata per farci vedere la sua evoluzione ed il mondo che lo circonda.
Prende ad ampie mani da Scorsese e De Palma ma non è assolutamente un male.
Todd Phillips l'ho avevo già adocchiato particolarmente nella trilogia di "Una notte da leoni" perchè si vedeva che tecnicamente era uno in gamba.
Con il poco considerato e sottovalutato "Trafficanti" aveva mostrato qualcosa di più e con questo "Joker" è una piacevolissima conferma.
Joaquin Phoenix offre la sua migliore interpretazione di sempre, da premio Oscar assicurato dopo 3 candidature e mancate vittorie, ha dato l'anima per questo ruolo e si vede.
Dalle espressioni, piccoli gesti, sguardi, movimenti,...
Uno studio del personaggio ottimo.
Il film tecnicamente è superbo, non saprei dire altro.
Gotham City può essere benissimo confusa con una qualsiasi città americana, anche più di come Nolan aveva fatto con la trilogia del Cavaliere Oscuro.
La colonna sonora è bellissima e messa nei punti giusti, rappresenta il lento ma duro decadimento del protagonista verso un finale bellissimo.
Qualche riferimento al Batman c'è, in special modo in una scena, e credo che il Joker di Nolan si avvicini di più a questo di Phillips
Vi ricordate? "Si tratta di mandare un messaggio: tutto brucia!".
Si ricollega perfettamente con gli ultimi minuti del film.
Insomma, guardate questo Joker, assaporatelo e ragionate.
In fondo siamo un po' tutti Joker in fondo...

SaimonGira  @  13/10/2019 05:45:06
   9 / 10
La tanto attesa pellicola sulle origini di Joker non delude affatto e anzi per quanto mi riguarda va anche oltre alle aspettative. Joaquin Phoenix si produce in una interpretazione perfetta di un personaggio complicato e che si trascina il pesante fardello di essereaver avuto le sembianze di attori come Jack Nicholson e HeatLedger. Molto più vicina al personaggio del film di Nolan, ne descrive il passato e accenna qualcosa sulle sue origini.
Il film però non è bello solo per questo ma anche per tutto il background sociale che dipinge. In maniera sottile va a colpire le emozioni dello spettatore mostrando una città marcia dove l'odio sociale è tutto concentrato nelle disavventure del protagonista.
Una vita difficile, una vita di stenti e difficoltà psichiche e economiche che piano piano trasformano un innocente con dei problemi in un assassino spietato. La trasformazione del personaggio è graduale ma inesorabile. Il tutto si collega e sfiora le vicende che accadranno in Batman, e secondo me il regista azzecca molte scelte sulla biografia dell'infanzia del Joker e concentra tutta la forza comunicativa sulle difficoltà a relazionarsi che un orfano alla ricerca della verità può avere. Incredibile lo spessore psicologico che riesce a dare al personaggio che si riassume bene in una frase del film "il brutto di avere malattie mentali è che la gente si aspetta che tu non ce l'abbia".
Finalmente un Joker all'altezza di quello di Ledger, con complessi interiori e la presa coscienza che una volta perso tutto quanto ciò che conosceva come realtà, diventa per davvero se stesso e riversa tutto il suo odio nelle icone che aveva e che lo deridevano e costretto ai margini di una società che non lo vuole e lo abbandona.
A mio avviso uno dei migliori, (forse il migliore) film dell'anno!

il ciakkatore  @  13/10/2019 00:20:50
   8½ / 10
WOW da applausi,e cosi è stato in sala! Phoenix è veramente bravo e è lui il vero trascinatore del film. Non deve per forza succedere di tutto in un film per essere un buon film,quì a volte il ritmo rallenta anche un po',ma è fatto bene,ben girato e ben musicato,cè tensione e anche drammaticità,cè un cattivo che fa anche tenerezza,insomma un bel film

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  12/10/2019 15:33:27
   9 / 10
SPOILER

Un film, o una qualsiasi opera di comunicazione, è definibile come "controverso" quando i discorsi che produce sono più importanti del discorso stesso. La ridda di interpretazioni, sovrainterpretazioni, sopra e sottovalutazioni, fraintendimenti, in generale quel complesso di turbamenti cognitivi che Joker ha prodotto sono interessanti quanto se non di più del film stesso. Quando sono uscito dal cinema mi è sembrato che l'opera di per sé non mi avesse detto nulla che già non sapessi, e per me questo è indice di chiarezza, mi era piaciuto, tanto direi, ma non mi aveva suscitato di certo alcun tipo di perplessità. Molte perplessità invece mi sono venute dopo il film, quando ho cominciato a leggere recensioni e status su Facebook al riguardo. Si potrebbe dire che in questo caso gli spettatori hanno costruito, più che ricostruito, il senso del film. Grazie a loro ho potuto quindi capire meglio perché mi fosse piaciuto, un effetto indesiderato, ma comunque utile.

In generale ho notato varie tendenze. Innanzitutto, la tendenza a trovare un punto di appoggio "autoriale" nella tradizione del cinema americano, quindi il riferimento dominante del film: Scorsese e in particolare Taxi Driver, un film che condivide con Joker l'ambientazione urbana onirica e la centralità assoluta del protagonista, un reduce del Vietnam, che soffre di stress post-traumatico. Questo è quanto avvenuto anche con un altro film che ha suscitato una miriade di discussioni alla sua uscita e in qualche modo una forte reazione sia negativa che positiva (due posizioni apparentemente inconciliabili) negli spettatori: La grande bellezza. Anche in quel caso si è subito fatto riferimento a un caposaldo del cinema italiano di un venerato maestro come Fellini, ossia La dolce vita. L'idea che il film di Sorrentino sia una scopiazzata di Fellini è ormai integrale al discorso critico che si fa sul film incentrato sulle vicende di Jep Gambardella, appena se ne parla spunta fuori il riferimento alla Dolce vita, come se fosse un dato acquisito.

Queste le critiche che mi è parso siano le più diffuse e che hanno generato il malcontento:

1) Il film non è scritto bene perché non rispetta una consequenzialità logica, alcune sequenze sono troppo veloci, altre non sono spiegate, altre sono di una lentezza esasperante. Il film non appare come realisticamente motivato, sembra tutto preparato per far fare a Joker quel salto da semplice povero pazzo a genio criminale che riesce a sollevare una sommossa epica nella città di Gotham;

2) Il film è però anche troppo "normale": pochi omicidi, tutti di innocenti ok, ma comunque di innocenti che in qualche modo se lo meritano per la loro antipatia, quindi il film è sproporzionato nella scelta degli obiettivi di Joker, ma al contempo la statura storica del villain richiederebbe più cattiveria, più follia, più megalomania, più genialità.

3) Il film dunque sembra legittimare una narrazione vittimista: quello che vediamo è il tentativo di giustificare la sequenza di omicidi sulla base di una critica un po' stereotipata alla società in riferimento al problema del disagio sociale.

4) Il villain di conseguenza non è un villain, non è un cattivo. Anzi è persino troppo buono (lascia andare ironicamente il nano, dopo averlo fatto letteralmente ****** addosso). Non sappiamo se ha ucciso la sua vicina di casa, ma sappiamo benissimo perché uccide chi uccide. Non c'è nulla di folle, la sua è sostanzialmente una vendetta su chi gli ha fatto del male: i tre signori della metro, la madre abusante, il collega che gli ha messo in mano la pistola e gli ha fatto perdere il lavoro, e per mano di un suo vicario ed emulo, il padre che lo ha abbandonato.

5) Il film è un cinecomic, e che cinecomic dato che Joker è uno dei personaggi più leggendari del fumetto americano, però non sembra molto diverso da un film che narra una semplice storia di violenza e disagio mentale, una storia peraltro un po' sempliciotta, perché avvalora la tesi che farsi giustizia da soli sia in fin dei conti se non giusto, quantomeno razionale. Il film dunque non è "supereroistico".

Tutto questo è sostanzialmente vero. Ma come accade spesso per le opere controverse, faccio fatica a capire comunque il punto di queste (anche giuste) osservazioni. Cosa doveva essere il film? Cosa doveva raccontare? A una pars destruens non corrisponde quasi mai una pars construens. Questo perché l'idea di fare un film del genere, che sfrutta un'icona ancora molto forte del cinema americano e viva nelle coscienze di tutti, ma ribaltandone completamente i presupposti narrativi, fa scattare una pugnace reazione di delusione cognitiva in chi si aspettava una versione di Joker che già aveva in testa: per chi si è letto i fumetti, il villain del fumetto, per chi è affezionato alle precedenti versioni del Joker al cinema, a quelle (penso in particolare all'ultimo in cronologia, il grandioso Joker di Ledger). Non trovando nulla di tutto ciò nel Joker di Philips, si è andati a cercare un riferimento nel cinema che più di tutti ha lavorato sugli anti-eroi maledetti e nevrotici, sugli uomini perduti nella giungla d'asfalto, ovvero il cinema di Scorsese e compari, analogamente a quando non si è capita la Roma decadente di Sorrentino e la si è cercata nel suo antecedente immediato e più comprensibile, quella di Fellini e Mastroianni.

Per me questo è già qualcosa di eccezionale per un film: siamo saturati di opere e quando vediamo qualcosa il giorno dopo ce ne siamo già dimenticati. I film degli ultimi anni potranno anche non mancare di bellezza, ma di sicuro mancano di forza comunicativa, di controversia nel messaggio. Film che sembravano destinati a rimanere, non ci ricordiamo neanche che sono usciti. Il Joker di Philips è un film che ci ha turbato, ma lo ha fatto in modo diverso da quanto lo stesso personaggio Joker ci aveva abituato. Se Joker deve ingenerare caos nel tessuto sociale, e Batman di solito arriva a metterci una pezza (una pezza che ovviamente si gioca sul piano delle argomentazioni e non di certo dell'azione, basti vedere il finale del Cavaliere Oscuro), già il caos delle interpretazioni che ne è seguito è un buon segnale. Rispondo quindi alle critiche, facendo l'avvocato del diavolo (un critico non dovrebbe mai essere un avvocato, ma a volte la differenza è labile)

1) Il film è un sogno. Sì, ci sono dei momenti narrativi, ma è chiaro che non stiamo assistendo alla storia di Joker, ma alla storia che lui stesso si sta narrando. A che scopo infatti inserire tutte quelle scene sul divano, in cui fantastica su momenti di eccezionale, straziante dolcezza e rimpianto: la ragazza che gli gratta la schiena mentre è disperato per il collasso della madre, Murray che gli dice "vorrei un figlio come te". Questo film è una lunga fantasia di un uomo alle soglie di un crollo devastante.

2) Cosa è più realistico? Un processo mentale che trasforma un povero pazzo in un criminale, o un pazzo criminale nato dal nulla che si diverte a tormentare una città con discorsi profondi sulla natura umana e sul senso del vivere seguendo le regole? Se il grande pregio storico dell'ambientazione di Gotham è che il male è sempre endogeno alla città, e sbuca dal nulla, Philips racconta questa dinamica sospendendo l'alone di mistero che caratterizza il nostro sapere intorno al personaggio e andando a riflettere non tanto sulle cause sociologiche (sempliciotte, anche se poi neanche tanto lontane dal vero), ma su come il personaggio le processa nella sua testa, arrivando a una risposta tanto istintiva e immediata, quanto per noi inaccettabile. Solo che a differenza degli altri cinecomic sul Joker, stavolta non c'è Batman a fare da risarcimento retorico e a spiegare qual è l'alternativa alla sfida lanciata da Joker, e se il personaggio-Batman deve in qualche modo comparire per rispettare l'eredità del fumetto, Philips è intelligente nel disarmarlo modificando i piani temporali: nel momento in cui Joker nasce, Bruce Wayne esiste ma è impotente, è un in-fante, non parla e non reagisce.

3) Se il Joker si concepisce vittima di una società cattiva e priva di empatia, non è questa la tesi sostenuta dal regista. I casi sono due: o i film li facciamo scrivere ai filosofi, oppure li facciamo scrivere ai personaggi. Non essendo Joker né Michel Foucault né Robert Nozick, la sua risposta alla vita di ***** che fa è una risposta semplice e banale, ma perfettamente logica. E poi un film è un film, non è Delitto e castigo, non ha i tempi sospesi della letteratura in cui in 50 pagine ci possiamo permettere di analizzare ogni singolo momento psicologico che presiede alla nascita di un killer. Quando vi ripetiamo che le serie tv sono meglio del cinema, intendiamo questo. Fanno meglio una cosa sola epperò fondamentale, che è spiegare le ragioni dei personaggi: c'è un motivo se Breaking Bad dopo tipo 10 anni è ancora la serie più citata e amata probabilmente di sempre. Il tempo che ci mette a trasformare un piccolo professore di provincia in un imperatore del narcotraffico ci permette di accettare questa cosa con naturalezza. In due ore hai il tempo che hai. Devi lavorare su un materiale diverso, devi essere fine, condensare una filosofia in un minutaggio ristretto che inevitabilmente farà storcere il naso a chi è abituato a volere tutto spiegato (tanto che poi il film ci costringe ad assistere a uno spiegone bruttino nel finale).

4) Se Joker ci ricorda qualcuno è perché giustamente prima o poi chiunque si è sentito come lui. Frustrato, dimenticato, impossibilitato, traumatizzato. Siamo tutti potenziali criminali? Sì e no. Che la vita sia una ***** e che gli altri siano tutti ******* è una verità incontrovertibile dell'esperienza e del senso comune con cui chiunque deve fare i conti. Joker lo scrive: "Il problema della malattia mentale è che tutti pretendono che ti comporti come se non ce l'avessi". Potremmo fare questo discorso per qualsiasi nostra debolezza, ci sono centinaia di meme tutti uguali sul fatto che quando stai male la gente ti dice "cerca di non prendertela, non arrabbiarti, fattela scivolare addosso, usala come una corazza", frasi fatte, pacche sulle spalle, ma vuota retorica minimizzante. Joker reagisce rabbiosamente contro una società che minimizza i suoi problemi, e che talvolta li bullizza, lo bullizzano tre ******* nella metro, come lo fa un potente uomo di spettacolo che ha finito il materiale e deve riempire un palinsesto (non è la stessa cosa che fa X-Factor quando ci fa accettare che sul palco si esibiscano dei fenomeni da baraccone palesemente afflitti da patologie mentali assortite?). Il problema è che non riusciamo a gestire questa debolezza che hanno gli altri, come non sappiamo gestire la nostra. Questo è un film sulla teoria della mente, come capacità di immedesimazione in qualcosa che esuli dalle nostre strutture sociali (appartenenza di gruppo, parentela, dominanza sociale), nel diverso, in chi per traumi passati o per una fragilità congenita (determinata sì, anche dalla diseguaglianza economica) è uscito dal gruppo di chi ce la fa. Certo che sta interamente a noi che risposta dare alla nostra inadeguatezza, la risposta di Joker è quella di chi per una volta è riuscito a prevalere invece che prenderle, quindi per lui uccidere è esattamente lo speculare realistico del far ridere: tutto quello che vuole è seminare gioia e ottenere un effetto umoristico sull'interlocutore, tutto quello che sa fare che gli restituisca quella sensazione è uccidere, prevalere.

5) Se di film con questo pattern narrativo è pieno il mondo, allora si spiega come mai usare il Joker. Certo che è una trovata di marketing (geniale, comunque). Un ennesimo history of violence così sarebbe giustamente passato inosservato. Diverso è se al centro metti una delle figure più iconiche del Novecento. Vedremo se un analogo destino toccherà anche a Batman, inaugurando una nuova stagione dei supereroi, in cui ai muscoli e alle mazzate si sostituiscono la complessità psicologica e quella preoccupante vicinanza agli aspetti più oscuri della nostra motivazione interiore che la reazione a questo film suggerisce come principalmente fatti oggetto di rimozione.

Invia una mail all'autore del commento mistress999  @  12/10/2019 10:16:41
   7 / 10
"La parte peggiore dell'avere una malattia mentale è che le persone si aspettano che ti comporti come se non l'avessi"

Joker di Todd Philips non è un cinecomic, ma non è neanche un dramma psicologico nè uno sociale, poiché a mio parere non ha la sostanza nè i contenuti sufficienti a renderlo tale.
Allora che cos'è?
È una discreta via di mezzo ben costruita e diretta, sorretta interamente da una straordinaria, intensa e fisica interpretazione di Phoenix.
Nonostante la pellicola si soffermi in più di un momento sulla considerazione e sul trattamento delle persone che soffrono di disturbi psico-neurologici da parte della società e di chi dovrebbe essere predisposto all'ascolto e al supporto, la pellicola rimane sul generico, senza toccare le corde più profonde della questione.
La costruzione e la genesi di un mostro è basata su elementi come il bullismo, l'alienazione,la povertà e i disturbi psicologici.
La colpa ricade dunque su un sistema che non aiuta, non sostiene, non ascolta, discrimina, privilegia i ricchi e lascia soccombere i poveri.
Queste sono tematiche che Philips abbozza, preferendo concentrarsi sulla fisionomia, la mimica e filtrare tutto attraverso il dramma vissuto nel microcosmo di Arthur.
Vero è che l'atroce microcosmo di Arthur ci riconduce ad un macrocosmo che soffre le sue stesse pene, che è stanco dell'umiliazione e del basso tenore di vita.
È vero anche però che le tematiche e il background socio-politico rimangono troppo abbozzate per giustificare determinati eventi cardine della pellicola.

Joker è dunque un bel film, classico nella sua atipicità, con un percorso di (de) formazione abbastanza ancorato a schemi già visti, con un potenziale da capolavoro che rimane parzialmente inespresso e sviluppato.

Buba Smith  @  12/10/2019 00:51:40
   5 / 10
A me non Ŕ piaciuto

Ok, l'interpretazione di Phoenix, Ŕ sicuramente superba.

Ma ho sempre trovato il film come sul punto di decollare pi¨ e pi¨ volte senza che in realtÓ ci˛ capitasse mai.


Un altra cosa, che non centra con il commento del film.

Parliamo un attimo di date.

Se in questa pellicola Bruce Wayne ha diciamo... 10 anni? E il nostro joker ne ha... 45?

Significa poi che batman si ritrova a 40 anni ad affrontare un Joker di 80 anni? o mi sono perso io qualcosa?

LaCalamita  @  11/10/2019 17:40:57
   9½ / 10
Un essere umano vuole esprimersi.

A mio parere è questa la sostanza di Joker.
L'apice di questo suo emergere è rappresentato dalla stupefacente danza sulle scale sulle note di "Rock and Roll" di Gary Glitter :


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Joker per quanto mi riguarda potrebbe anche chiudersi lì:


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Joker è l'esempio (raro) di quello che può fare il cinema. Mescolare immagini, musica e significato. Missione più che compiuta.

Manticora  @  11/10/2019 10:09:40
   9½ / 10
Questo sarà l'anno del Joker, ancora una volta ma anche di più, come il 2008 con il cavaliere oscuro il 2019 sarà caratterizzato dalla sua nemesi, il JOKER. Andando in ordine, il film ha una potenza narrativa magnetica e coinvolgente, soprattutto per la grande idea di Philips di cambiare le carte in tavola, partendo dalla origini di Arthur Fleck, un uomo orfano di padre, che fà il pagliaccio per vivere, e accudisce la madre malata che gli racconta di essere stata una dipendente di Thomas Wayne.
Non c'è redenzione a Gotham, la città e marcia, sporca, tetra, sommersa dai rifiuti e dalla violenza, che corrode la società, lo stesso Thomas Wayne è un arrogante, borioso e spocchioso riccastro, che pensa solo ai suoi affari e a diventare sindaco. Intanto Arthur deve combattere contro la sua malattia, di cui la risata è la parte più vistosa, e tra una sigaretta e l'altra cerca qualcuno con cui parlare. La violenza scoppia improvvisa dopo l'ennesima aggressione

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E l'inizio della parabola, un GIUSTIZIERE ha fatto giustizia, e la folla non aspetta altro.
UCCIDI IL RICCO, incita il cartello di un manifestante, così come urlano gli altri con la maschera da clown. Phoenix è all'inizio vulnerabile, derelitto, negativo, poi piano piano avviene la trasformazione

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Al fatto che la madre viene ricoverata in ospedale, lui viene licenziato e non prende più le medicine, perchè il programma sociale è stato tagliato.
"ho sempre pensato alla mia vita come una tragedia, ora invece mi rendo conto che è più una commedia"

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L'invito al programma televisivo condotto da Robert De Niro è l'apoteosi, in cui Arthur si presenta trasfigurato nel Joker

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Con l'inizio della rivolta tutto è quasi compiuto, la città è in fiamme e mentre Arthur viene portato via dalla polizia

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Film che decostruisce completamente il cinecomic moderno, trascendendo lo stesso e regalando il primo vero tentativo verso quell'universo DC DARK che aspettavo impazientemente. l'oscar come minimo a Phoenix è dovuto, ma ci potrebbero essere sorprese, altro che avengers....

mrmassori  @  10/10/2019 14:54:01
   8 / 10
Premetto subito nel dire che non si tratta del capolavoro e del film che acclamano come apoteosi della sociologia e spaccato dell'alienazione e della società malata e bla bla bla. Signori, c'è stato taxi driver e quello si che è stato e sarà per sempre ricordato nella storia del cinema, (e non solo), come un capolavoro, di quelli imprescindibili. Si tratta senza dubbio di un film ben fatto e applausi per Joaquin Phoenix che è il fulcro perfetto di tutto il lavoro ornato e messo su da Todd Phillips. Il regista ha anche ammesso apertamente di aver voluto omaggiare il grande maestro Scorsese e i suoi Taxi driver e re per una notte, ed è venuto così fuori un film che è diciamo sintesi tra quei due assemblato ad hoc con la storia e le vicessitudini del joker. Un'operazione del genere è da apprezzare poichè nel 2019 quasi la totalità della gente non va alla ricerca del cinema vero, quello più puro e vero che ha fatto la storia. Tuttavia mettiamo le carte in tavola ben scoperte. Ed è così che molti gridano al capolavoro non sapendo che c'è un grandissimo passato, che credo proprio (almeno in ambito cinematografico) non potra mai più essere eguagliato. Comunque sia, dopo questa premessa, posso affermare che nel complesso si tratta di un bel film.

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Ultima risposta 11/10/2019 11.50.55
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simonpietro92  @  10/10/2019 12:43:36
   7 / 10
Uno di quei film dove l'interpretazione del protagonista vale il prezzo del biglietto. Ci sono delle scene che rimangono indelebili grazie soprattutto alla fotografia e scenografia.. ma manca qualcosa nella storia. Non mi è piaciuto il legame con la "famiglia batman" e la remota possibilità che tutti potevano essere parenti di tutti solo per allungare il brodo o mettere suspance su una cosa che già si sapeva.
Lo reputo un film più bello da un punto di vista tecnico che di storia.

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Sopranik  @  10/10/2019 11:00:04
   9 / 10
Quando ci si ritrova davanti ad un grande film, è difficile dimenticarsene. Esci dalla sala e vorresti rientrare allo spettacolo immediatamente successivo; al mattino, ti risvegli, e i pensieri ritornano a ciò che hai visto la sera prima ed entri in un vortice di ragionamenti continui. Ciò di cui sei consapevole è che la portata dell'opera è capace di sfidare un intero genere, di arricchire un universo costruito su personaggi di latta, storie grossolane, ambientazioni di cartapesta che da troppi anni respirano la stessa aria viziata, che da troppo tempo nuotano nella medesima acqua stagnante. E quando il genere da rivoluzionare è quello dei cinecomic, allora sarò ancora più imparziale e obiettivo.
Essendo cresciuto con la trilogia del Cavaliere Oscuro (Christopher Nolan, 2005-2012), le mie richieste e le mie ambizioni nei confronti di questo tipo di pellicole sono sempre state alte sia nei confronti della DC sia verso quelli della Marvel e, solo in seguito, verso le serie originali realizzate dalle piattaforme come Netflix o Amazon Prime Video: quello che cercavo, in fondo, non era altro che un prodotto di qualità che riuscisse ad avvicinarsi, eguagliando in cura e attenzione, le emozioni che Nolan aveva voluto regalare al suo pubblico. I risultati iniziali non sono stati degni di nota e, mentre la Marvel spianava a patire dal 2008 la propria strada del successo, puntando alla spettacolarità e alla fruibilità di un prodotto destinato alle grandi masse, la DC tentando di emulare questa strategia, pian piano tracciava il suo lento declino con film che, da "Man of Steel" (Zack Snyder, 2013) al più recente "Shazam!" (David F. Sandberg. 2019) passando anche per un Premio Oscar nel 2017 per il miglior trucco in "Suicide Squad" (David Ayer, 2016), non riuscivano a rendere partecipe e concorde un pubblico sempre più scettico di spettatori paganti.
Reduce probabilmente di questo insuccesso, cercando di ricostruire un piano vincente per correre quanto prima al riparo, la Warner Bros. Pictures, casa di distribuzione dei film della DC, decise di rivolgersi a Todd Phillips per la realizzazione di un film che trattasse le origini di Joker. L'approccio del regista fu severo: se volevano lavorare con lui, la Warner doveva accettare le sue clausole, in particolare quella di realizzare un film a basso budget, non interconnesso ad un universo cinematografico prestabilito, lontano dall'approccio produttivo della DC e della concorrente Marvel. Caso volle che, proprio in quel periodo, l'attore statunitense Joaquin Phoenix stesse rivolgendo i propri sforzi nella ricerca di un ruolo adatto che gli permettesse analizzare l'inconscio di un villain dei fumetti. Nonostante alcune iniziali esitazioni, dettate dalla natura del soggetto e dalle sue precedenti trattazioni, Phoenix accettò il ruolo e, nel settembre 2018, vennero avviate le riprese.
Il 31 agosto 2019, quando la pellicola venne presentata in anteprima alla 76ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, sia pubblico che critica si rivelarono unanimi nelle loro valutazioni: aspetto che non venne trascurato dalla giuria che immediatamente gli conferì il Leone d'oro come miglior film.
Un riconoscimento meritato per un'opera capace, grazie anche ad un'interpretazione straordinaria calata in una realtà non molto dissimile dalla nostra, di lasciarci senza ossigeno, disorientati nello stesso vicolo in cui Arthur Fleck si ritrova accasciato, privo di forze dopo essere stato malmenato da un gruppo di ragazzi, perso in una Gotham che è tremendamente simile alla nostra città, alla nostra casa, agli spazi che frequentiamo e alle persone che incrociamo.
Arthur non è altro che il simbolo di una società di cui non ci sentiamo più parte, il portavoce di un malessere mentale prima che fisico, la personificazione di una civiltà alienata incapace di curare le proprie ferite, la marionetta nata dal marciume procurato da un sistema governativo inefficiente, inadatto a svolgere le sue funzioni e a proteggere il cittadino. Joker, di conseguenza, è la sua legittima trasformazione, una manifestazione di disagio collettiva riassumibile nella risata di scherno che si apre sanguinante sul suo volto, animando il suo sguardo e dando un senso alle sue efferatezze.
Phoenix compie un lavoro molto articolato, scavando a fondo nella psiche del personaggio, entrando in un corpo martoriato, malato che necessita di un urgente bisogno di affetti e di cure; ma il panorama che si dischiude davanti ai suoi occhi è quello di un mondo corrotto, che non accetta l'individualità, dove un passo di danza in uno sporco bagno pubblico di periferia diventa un gesto necessario per ritrovare un attimo di serenità, riaffermando la propria esistenza e dando un significato al vivere quotidiano. Partecipi di questa condizione, anche i suoni diventano elementi utili per scandire la marcia di Arthur verso la follia: con toni tetri e melodie cupe, intervallati dai classici di Frank Sinatra e il rock dei Cream, la colonna sonora cerca di costruire, attraverso una ricerca non dissimile da quella svolta dall'attore, l'intimità del protagonista, spingendosi nella sua soggettività e filtrando il reale attraverso i movimenti del suo subconscio.
La sensazione, a fine proiezione, è quella di aver assistito ad uno spettacolo profondo, magnetico, dotato di una forza sorprendente capace di uscire dalle quattro pareti della sala e marchiare in modo indelebile l'animo di chi vi abbia assistito. La regia di Todd Phillips e l'interpretazione di Joaquin Phoenix non lasciano spazio alle lacrime o posto per una risata: rimane soltanto un vuoto profondo e la sensazione di aver ricevuto quella lezione che da tempo ci meritavamo ma che nessuno ancora aveva avuto il coraggio di raccontare.

maxwin  @  10/10/2019 09:18:53
   10 / 10
Il film che da tempo aspettavo, mi ha lasciato emozioni talmente forti che scriverle ora mi è impossibile. Concludo col dire che scava dentro di te, dento di noi ed emerge con una potenza visiva e riflessiva che solo un'opera d'arte pùo dare.
CAPOLAVORO

uby2208  @  10/10/2019 01:17:47
   10 / 10
Stupendo! Merita assolutamente l'oscar come miglior film e miglior attore protagonista!

vforvendetta84  @  09/10/2019 20:08:38
   10 / 10
Bellissimo reale coinvolgente! attare perfetto! uno dei migliori film degli ultimi anni!

dgdrfg  @  09/10/2019 00:40:39
   9½ / 10
Film crudo, potente, trascinato da uno straordinario Joaquin Phoenix. Ogni cosa funziona come un ingranaggio perfetto: la fotografia, le musiche, la gestualità del protagonista... sono veramente stupito e contento. Il film cresce dentro ed addosso allo spettatore con il passare dei minuti, colpendolo sopratutto nelle scene finali e lasciandogli una forte emozione e maree di riflessioni una volta concluso. Bellissimo!

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  08/10/2019 12:22:31
   9½ / 10
Uno dei film migliori degli ultimi anni. La migliore interpretazione dell'anno (e forse non solo). Da vedere assolutamente.

Invia una mail all'autore del commento marlamarlad  @  08/10/2019 11:34:18
   8 / 10
La performance di Phoenix è strepitosa, non metto un voto più alto e il perché lo spiego nello spoiler.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

.Kia90.  @  08/10/2019 10:34:49
   10 / 10
Se il fumetto di Batman appassiona perché è quanto più si discosta dal mondo "divino" e soprannaturale dei supereroi, qui abbiamo davanti il Joker più umano degli umani.
Un'interpretazione perfetta, una genesi precisa con un'escalation incredibile. Il film nel suo insieme è qualcosa di davvero unico e che sta già facendo storia.
Complimenti a Phillips e soprattutto a Phoenix per averci regalato questo gioiello.

The BluBus  @  08/10/2019 01:01:26
   8½ / 10
Eccellente sotto tutti i punti di vista. Diverse citazioni tra cui un rimando a V for Vendetta. Colonna sonora al top

Scuderia2  @  07/10/2019 21:36:45
   7½ / 10
A Gotham si sta male.
E non è solo un problema di raccolta dei rifiuti urbani.
Si stanno agglomerando dei rifiuti umani.
Poveri, reietti, folli e sbandati lasciati al pascolo con le istituzioni favorevoli alla creazione di una forbice sociale allargata.
Salvo poi andare al cinema in piena 'rivolta dei pagliacci' e lasciarci le penne per essere voluti andare a vedere a tutti i costi La lama gay di Zorro.
Joker è un film che non si guarda volentieri. Crea sofferenza e disagio.
Arthur Fleck è fragile ed è facile farlo cadere nel baratro della follia se ben assistito. Anzi, se non assistito.
E così Arthur si erge a capobranco del caos pitturandosi le labbra col sangue delle gengive.
Da fenomeno da baraccone a protagonista del tirrasegno.
Presto il biglietto plastificato che descrive il disturbo verrà sostituito.
Era una persona che stava bene, sorrideva sempre.

Absolutely Free  @  07/10/2019 19:08:38
   10 / 10
Perfetto. Un film che farà epoca.

Tauron  @  07/10/2019 17:32:42
   9½ / 10
L'incertezza è il filo conduttore emotivo che accoglie lo spettatore dall'inizio del film fino all'ultima scena, dove diviene certezza, realizzazione, compimento. Il Joker di Phoenix è la rappresentazione del marcio e della sofferenza del derelitto mutilato psichico in mezzo alla spietata competitività del mondo capitalistico che non ammette debolezze, in cui l'individuo conta più di ogni altra cosa. Un gelido monito per i tecnocrati attuali e per chi vive sulle spalle della moltitudine urbana che da un lato sfrutta senza pietà, dall'altro lato disprezza e ridicolizza. Una parabola discendente di un disperato che infine si realizza nel suo essere primordiale, la consapevolezza che del limite imposto dalla comune razionalità è stato superato e dalla quale non si torna indietro. Joker è un espressione di The Downward Spiral di Trent Reznor portato su schermo. Un lento agognato viaggio verso la realizzazione di ciò che si tende a sopprimere. Un capolavoro drammatico che dopo giorni dalla visione lascia ancora il segno.

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  07/10/2019 12:26:36
   8 / 10
Phoenix si mangia tutti i fogli della sceneggiatura, li mastica, li inghiotte, li digerisce, li caca.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

VincVega  @  07/10/2019 11:04:44
   8 / 10
"Joker" è la scommessa di Todd Phillips, ovvero realizzare una pellicola dal budget medio (per un cinecomic), in grado di richiamare attenzione e attesa nei confronti di un personaggio ormai iconico, ma tralasciando molto della spettacolarità dei cinecomic e puntando sulla psicologia e drammaticità, lasciandosi ispirare da quel capolavoro che è "Taxi Driver" di Scorsese. Scelta coraggiosa e vincente, con Phillips deciso a puntare sulla qualità e sulla profondità, mostrando il percorso di come un uomo problematico arriva ad essere un criminale. Ed in tutto ciò c'è realismo e proprio questo approccio, che va a toccare le corde profonde dei disturbi psichici, mi sorprende il successo che sta ottenendo al botteghino, però mi rendo anche conto che questo film si poteva anche chiamare "Arthur" e sicuramente non se lo sarebbe c****o nessuno. Potenza dei cinecomic.
Poi c'è Joaquin Phoenix, il motivo principale dietro a tutto ciò, perchè senza di lui non avremmo avuto questo film. Lui è la forza trainante di un'interpretazione immensa e quasi inumana, fatta molto di improvvisazione e si vede. Mastodontico, ma c'è un però. E' talmente grande l'interpretazione, che supera il film stesso e questo, per quanto sia, è un difetto. Son curioso di vedere il prosieguo della carriera di Phoenix, perchè di grandi interpretazione ne ha fatte, ma ultimamente ha partecipato a quasi tutti film indipendenti e non mainstream, lui che è un po' allergico alla banalità e ai luoghi comuni, come si comporterà per esempio con i prossimi oscar? (sarà nominato sicuramente e probabilmente vincerà). La presenza di De Niro per quanto sia importante ai fini della trama, è anche un po' un omaggio al Travis Bickle di "Taxi Driver", senza contare i rimandi a "Re per una Notte" dello stesso Scorsese, con tutta la questione dello stan-up comedian e alle citazioni con il film stesso (il Murray Franklin dice che da giovane abitava con la madre, come Arthur, ma anche come lo stesso Rupert Pupkin, che stalkera Jerry Lewis in "Re per una Notte"). Un'altra citazione, meno visibile è quella a "Lo Spacciatore" di Paul Schrader, lo sceneggiatore di "Taxi Driver", ovvero la tanta spazzatura che è visibile nelle strade di Gotham è un chiaro rimando al film di Schrader (mai viste tante tonnellate di mondezza accumulata come in quel film). Philips deve esserselo visto, dato che c'è anche qualche analogia di scenografia (non a caso sono tutti ambientati a New York, "Joker", "Taxi Driver" e "Lo Spacciatore").
Per quanto sia grande l'ispirazione al "Taxi Driver", mi rendo anche conto che il capolavoro di Scorsese è inarrivabile. Todd Philips per quanto sia bravo non è Scorsese, ed è forse qui che "Joker" non fa il salto di qualità e non diventa un capolavoro. E' innegabile comunque l'empatia che si prova per Arthur, simbolo di una rivincita dei perdenti non solo nella società degli anni in cui è ambientato il film, ma anche in quella di oggi, forse è questa una delle cose in cui lo spettatore si è immedesimato. Nella società di oggi in cui si hanno sempre meno diritti, il povero/problematico che vince sul ricco/vincente è sicuramente d'impatto e scatena delle emozioni. Ed in ciò, il personaggio di Thomas Wayne l'ho visto come una sorta di Trump.
Per quanto non lo ritenga un capolavoro, ma comunque un gran bel film, speriamo che "Joker" dia una bella svolta a nuovi cinecomic sull'andatura che dovrebbero prendere, ovvero più profondità e rischio, invece che budget da 300 milioni di dollari, grandiosi effetti speciali e poca sostanza (Marvel & Company).

JohnRambo  @  07/10/2019 07:30:08
   7½ / 10
Straordinario per le diverse chiavi di lettura, l'interpretazione di Phoenix e De Niro, la colonna sonora, questo film potrebbe deludere chi pensa al titolo quale preambolo delle gesta che porteranno allo scontro titanico fra i dioscuri della DC.
Dirò che a me il film è piaciuto solo a metà, ed è parso inconcludente nel finale.
L'eccesso di violenza lo fa inadatto a un pubblico di minori ed anche maggiorenni in erba, il personaggio negativo (tutti sono negativi in realtà) diventa paradosslmente una specie di eroe in una città che dimentica i deboli incensando senza reale motivo i ricchi o i fortunati. Questo mondo unilaterale necessita di una buona dose di resistenza psicologica per essere sopportato durante la visione del film ed evitare la creazione di epigoni, pure molto probabilmente esistenti nella nostra realtà ma che si preferirebbe generare a partire da una pellicola cinematografica.

Invia una mail all'autore del commento elvis84  @  07/10/2019 00:18:24
   8 / 10
Crudo, spietato, in parte inquietante, immerge lo spettatore nella vita del protagonista, e in quella triste e oscura società che in parte viviamo realmente oggi giorno.
Ottime interpretazioni, grande lavoro del regista. Da vedere assolutamente!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  06/10/2019 22:33:28
   10 / 10
Rivoluzione dei pària dei disallineati degli ultimi fra gli ultimi in una società che calpesta i disadattati, 'forse avranno finito le medicine' (Gray, Two Lovers) o forse sono solo pazzi invisibili nelle metropolitane capitaliste della politica del potere. Cinema sul potere e sul suo rovesciamento, maschera che si smaschera dove la linea da battere, il record da infrangere è perdere tutto in un impero solista della follia. E Phoenix. Nei miei 40 anni di cinema mai avevo visto una interpretazione simile. Unipolare in picchiata, sfregiato dalla privazione, commediante tragico dalla risata psichiatrica e lancinante, caporale all'inferno che cammina sulle automobili serve del suo nuovo impero sanguinante.

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  06/10/2019 20:58:01
   9½ / 10
Non si può scappare dal percorso prestabilito; Todd Phillips decide di rimuovere ogni elemento salvifico, ogni figura di spicco positiva. Non rimane nient'altro che il caos, una fiamma che divampa e si fa largo in una Gotham affollata e allo stesso tempo desolata, lasciata al suo destino.

Il motore della trama è l'assenza di figure istituzionali che tengono sotto controllo
la città: nel film vi capiterà di sentir nominare di continuo dei super ratti in giro per le strade, emersi dal nulla. In verità siamo noi i ratti. Strisciamo ormai stanchi, l'andamento passivo-aggressivo che definisce un'intera generazione qui viene messa in primissimo piano. E Arthur vorrebbe soltanto donarci il sorriso, ma con quanta efficacia, se tanto la società ti usa e ti conduce alla pazzia? La sceneggiatura è davvero accurata, si rifiuta categoricamente di proporre soluzioni di comodo e ci sbatte in faccia un apocalisse di rivolte e controversie, con un mondo ormai perduto e in procinto di autodistruggersi. JOKER è anarchia pura: da parte di un regista stanco di arrangiarsi con commedie tanto da cimentarsi in una tragedia
travestita da commedia.

Lawrence Sher alla fotografia tenta di inserire nel girato sprazzi di colori accesi, un tentativo disperato che viene strozzato dalla risata struggente di Arthur. Una risata forzata, una rabbia repressa mai manifestata nella sua totalità, un disturbo psico-fisico devastante che divora l'ambientazione già di suo opprimente. Non c'è nessun
appiglio, ogni reparto che possiamo provare a nominare non offre appigli per poterci risollevare.

Di punto di vista ce n'è uno soltanto, ed è il peggiore che ci potesse capitare: uno squilibrato non per scelta, un potenziale delinquente che è pronto a compiere stragi per farsi notare, per imprimere un immagine indelebile nel cuore e nella mente degli abitanti di Gotham e degli spettatori. L'imprevedibilità fatta persona. Il principe del crimine, la trasformazione è compiuta. Il Joker.

Immenso.

1 risposta al commento
Ultima risposta 08/10/2019 12.57.57
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Wilding  @  06/10/2019 19:01:35
   8 / 10
Senza la prova magistrale di Joaquin Phoenix e la sapiente guida di Todd Philipps avremmo avuto un film bello, anche di più, ma non certo l'eccellente prodotto che è questo Joker. Non saprei come altro spiegare il "magnifico" di questo film e i suoi limiti.

Sestri Potente  @  06/10/2019 17:58:24
   9 / 10
Chissà se è tutto vero quello che abbiamo visto, oppure si è trattato solo di una proiezione mentale di Arthur?
Tralasciando le teorie che iniziano a circolare in rete, c'è da dire che questo Joker è un film molto crudo e drammatico, una sofferenza unica sin dalle prime, drammatiche, scene.
Per tutto il film assistiamo alla trasformazione di Arthur in Joker, seguiamo passo per passo la sua vita e le sue vicende familiari fino allo spettacolare finale dove la metamorfosi è compiuta.
Sicuramente verrà considerato uno dei capolavori del decennio 2010-2020, Phoenix merita l'oscar.

Tautotes  @  06/10/2019 15:11:05
   9 / 10
Joker è quello che tutti potremmo diventare. È l'alienazione totale. Dove inizia il limite del singolo o la colpa della società? La sintesi è la risposta. Complimenti a Phoenix.

gemellino86  @  06/10/2019 10:18:41
   9½ / 10
Per me Ŕ il film dell'anno. Phoenix regala una interpretazione superba che molto probabilmente verrÓ premiata con l'oscar ma ci sono sprazzi di perfezione in tutta l'opera di Phillips dalla scenografia d'epoca ai dialoghi geniali. C'Ŕ anche un accenno di Bruce Wayne. Da non perdere.

Weamar  @  05/10/2019 03:20:55
   9 / 10
Crudo, angosciante, lento, spietato.
La metamorfosi di un uomo che, credendo nella benevolenza dei propri sogni, viene inghiottito nel più brutale gioco della vita vera.
Un Joaquin Phoenix in stato di grazio, la cui performance è un secchio di ghiaccio lanciato dritto sullo spettatore.
Ciò che vediamo nelle quasi 2 ore di film non è parte di un universo inventato ma, al contrario, il riflesso di quello che, constamente, qualcuno di noi vive in questa realtà.

Darksimphony  @  05/10/2019 01:11:07
   10 / 10
Angoscia....tristezza.....voglia di rivalsa..... E a tratti..momenti di pura tenerezza....
Questo Joker è il prodotto di una civiltà malata....volta esclusivamente a sottomettere e schiacciare il debole.....
Joaquin Phoenix esprime tutto questo in maniera superlativa.....ogni singola espressione del viso...ogni singolo movimento...ogni risata compulsiva, non sembra un momento di recitazione...piuttosto somiglia ad una scena reale facente parte del suo modo di essere....
Immenso capolavoro......Oscar da consegnare ad occhi chiusi..

Oibaf  @  05/10/2019 00:35:14
   9½ / 10
Questo film ti entusiasma a tal punto da non voler fare una recensione a caldo. Hai bisogno di far sedimentare le sensazioni che un attore calato perfettamente nel ruolo ti ha trasmesso in un turbinio di emozioni. Ho letto tanto prima, avevo la certezza che sarebbe stato un capolavoro, ma quello che ne esce fuori non è solo uno splendido film, è un gioiello di recitazione, una combinazione perfetta di colori, musiche, slow motion ed una regia che mescola tutto e risucchia lo spettatore nel dramma di un personaggio. Ognuno di noi può diventare Joker, questo è uno dei messaggi del film. Sulla classifica dei Joker attuali e precedenti, come ho detto altrove, non sprechiamo fatica, Jack, Heath e Joaquin sono tre fuoriclasse veri, ma i fuoriclasse non si confrontano mai, come sarebbe inutile paragonare Pelè, Maradona e Messi.

FABRIT  @  04/10/2019 18:25:29
   9 / 10
Un superlativo Joaquin Phoenix in un'interpretazione semplicemente mostruosa che per me travalica ogni ragionevole categoria di giudizio: Oscar scontato, doveroso, indiscutibile.

yungnicchiobaby  @  04/10/2019 15:30:06
   8½ / 10
Fantastico. Il film è a tratti angosciante, crudo, violento. Le musiche sono perfette. E' l'epopea di un bambino oggetto di abusi diventato uomo affetto da depressione e malattia mentale. Joaquin leggendario: a questo giro potrebbe avere il jolly per l'Oscar, finalmente.

IceSkatingITA  @  04/10/2019 12:14:41
   8 / 10
Non avendo mai visto i film di Batman, non sapevo cosa aspettarmi. Sono andato comunque a vederlo perché il trailer sembra interessante, più da thriller psicologico che da prequel di un fantasy. Parto da un punto molto semplice, questo film si basa e ripeto si basa, tutto, su due cose:
1- una interpretazione straordinaria, dell'attore, con una parte che sembra essere stata sua da sempre, qui bravo il regista a calare la figura del Joker esattamente sull'attore ( risate forzate, perfette tra l'altro, senza senso e quindi che restituiscono un senso di ansia, un corpo deformato, che viene da chiedersi come sia stato possibile (mesi di palestra con personal trainer ad hoc per deformare muscoli della schiena??), e soprattutto la scelta dell'attore la cui espressività facciale non lascia scampo, con un viso pazzoide, spiritoso e malinconico/triste allo stesso tempo. La parte era sua da sempre, questo è ovvio, e se non lo avevano scelto prima, avevano sbagliato.
2- Musiche eccezionali. Probabilmente mai viste in un blockbuster. Durano per tutto il film e rincorrono il personaggio in tutte le sue vicende. Creano suspence, emozioni, paure, e mi domando come mai così pochi registi/film usino il mezzo sonoro così bene. Questo film rende chiaro come il sonoro può cambiare un intero film. Senza Joaquin e senza musiche così perfette e incalzanti anche questo bellissimo film sarebbe stato una pellicola qualunque. Il regista è stato bravissimo a puntare su questi aspetti.
La prima parte è veramente bella, con la costruzione del personaggio, la tristezza di un uomo solo, perso nella Gotham fantasma, simbolo di una qualunque città moderna. Un lavoro allegro per un uomo triste e sempre più stanco della vita. Le persone menefreghiste e usurpatrici che si approfittano di lui, visto come strano e anormale, non sono finzioni, rispecchiano fin troppo bene quella che è la civiltà di oggi. Questo mi fa arrivare al terzo punto cardine che mi fa definire questo film un bellissimo film ( e per me i bellissimi film devono essere psicologici).
3- Non si può non provare empatia per la figura di Joker, che negli altri film di batman viene vista come la macchietta del cattivo. Lui era l'antagonista e perdeva. Sempre. Non doveva esistere. Punto. Il bene aveva la meglio, e tornavamo tutti a mangiarci la pasta e fagioli posta in frigo la mattina prima. Questo no. L'idea più bella del film è proprio il film, l'aver scelto di 'capire' il male. Quello che diventerà tale. Qualcuno grida alla paura di emulazione. Non io. Per me il male va sempre 'ragionato', capendo alle basi cosa l'ha scatenato, per dare senso alle cose, e non cadere nel banale (cosa che oggi, avviene sempre più spesso). E vorrei vedere qualunque persona, picchiata a gruppo non una, ma due volte (e accade ve lo posso garantire), già con tutti i problemi della vita, non iniziare ad 'organizzarsi'. Poi non tutti diventeremmo Joker, e meno male, ma quello che voglio dire, è che la società se è crudele allora non deve stupirsi, non dobbiamo stupirci noi che spesso siamo tutti crudeli, se da un momento all'altro qualcuno esce fuori e impazzisce, è la natura umana. E io non gli darei tutti i torti. Lo dico perché so per esperienza diretta, che c'è quell'attimo intimo, personale, solitario, in cui una figura in un momento debole e fragile della vita, magari dopo una rissa, un lutto, un sopruso, decide, si sveglia, e valuta ipotesi, è umano e non criticabile per me. E' in quel momento che si può diventare Joker, oppure scegliere di rimanere se stessi crescendo solo in consapevolezza. Sarà per deformazione mia, ma i Joker io li sento sempre come miei fratelli, che quindi posso arrivare a capire, ma che hanno fatto la scelta più drastica, C'E' PIU' VERITA' NELLE LORO SOFFERENZE E MALEFATTE CHE NELLA BIGOTTA AGIATEZZA DEL MENEFREGHISTA RAMPANTE E CHIC.
Questo è un mio pensiero.
Era quello che più o meno ho pensato durante il film.

jek93  @  04/10/2019 09:46:16
   8½ / 10
Ottimo film, ma non un capolavoro (difetti di sceneggiatura e prima ora di film piuttosto confusionaria)

sepho  @  04/10/2019 00:55:16
   9 / 10
Potente. Cinema allo stato puro.

Todd Phillips ci regala una origin story del personaggio più controverso e affascinante del mondo dei fumetti e lo fa in maniera impeccabile riuscendo anche a rispettare e omaggiare la mitologia originale dell'opera da cui è tratto. Ogni inquadratura, ogni dettaglio, colore e suono si incastra perfettamente con il viaggio negli abissi della mente di Joker.

Phoenix mostruosamente bravo e quasi certamente con mezzo Oscar in mano, interpreta un Joker profondamente umano. Una storia che strizza l'occhiolino a The killing Joke ma che non avete letto o visto da nessuna parte e ci porta nella vita di Arthur Fleck sospeso tra sogni, incubi e una drammatica realtà. Spesso confondendo e mescolando tutte e tre in una Gotham scossa e sull'orlo di un'esplosione violenta di rabbia e criminalità.

Possiamo anche dire che il film non sia perfetto, ma Joaquin Phoenix invece lo è. Assolutamente. Qualcuno dirà che si sta glorificando un pazzo assassino. Eppure questo Joker racconta molto più di noi di quanto possiamo immaginare.
Se Ledger ci ha mostrato la follia pura e devastante, Phoenix ci mostra come si diventa folli. Basta, a volte, solo una brutta giornata.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  03/10/2019 18:52:05
   9 / 10
Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  09/09/2019 00:48:55
   9½ / 10
A mio giudizio, uno dei più devastanti ritratti di devianza della storia del cinema contemporaneo. Norman Bates o Alex gli fa un baffo. Seguendo le traiettorie di Scorsese ma anche De Palma e forse Altman, il Joker fresco di Leone d'oro ha certamente qualche difetto formale, qualche minuto di eccesso autoreferenziale, un epilogo troppo da "Notte del giudizio" altrimenti avrei potuto estrarre un 10 tondo tondo. Dopo Joker probabilmente una risata altrui vi costera'un brivido, proprio come gli spettatori che Sessanta anni fa non volevano farsi la doccia dopo aver visto "Psycho". Mette i brividi e non è un film "gradevole" tutt'altro, é una discesa urbana e totalizzante negli Inferi urbani e psichici. Il personaggio suscita (qualcuno direbbe "troppo") empatia, disagio, ansia e pietà. Ricchissimo di scene memorabili dove il dolore del Male si unisce all'amore del Bene, dissacrando ogni steccato, mettendo in scena la Morte come atto disperato della Vita. Magnifico anche De Niro che cita se stesso con sornione cinismo. Ovviamente Phoenix è ancora una volta incredibile, tanto da potergli chiedere se riesce a mettere i piedi a terra, a sentirsi "terreno" dopo simili prove. Colonna sonora che cita evergreen e classici dei Cream. Un film insostituibile

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