tre colori - film rosso regia di Krzysztof Kieslowski Francia, Polonia, Svizzera 1994
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tre colori - film rosso (1994)

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locandina del film TRE COLORI - FILM ROSSO

Titolo Originale: TROIS COULEURS: ROUGE

RegiaKrzysztof Kieslowski

InterpretiIrène Jacob, Jean-Louis Trintignant, Frédérique Feder, Jean-Pierre Lorit, Samuel Le Bihan

Durata: h 1.36
NazionalitàFrancia, Polonia, Svizzera 1994
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 1994

•  Altri film di Krzysztof Kieslowski

Trama del film Tre colori - film rosso

Valentine, studentessa con il ragazzo in Inghilterra, investe un cane. Da questo momento i destini di quattro persone diametralmente opposte tra loro si intrecciano a causa dello scatenarsi di una serie di avvenimenti casuali.

Film collegati a TRE COLORI - FILM ROSSO

 •  TRE COLORI - FILM BLU, 1993
 •  TRE COLORI - FILM BIANCO, 1994

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Voto Visitatori:   8,30 / 10 (49 voti)8,30Grafico
Voto Recensore:   10,00 / 10  10,00
Miglior colonna sonora
VINCITORE DI 1 PREMIO CÉSAR:
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Voti e commenti su Tre colori - film rosso, 49 opinioni inserite

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sweetyy  @  16/04/2012 18:16:36
   8½ / 10
Primo film che ho visto della trilogia dei colori di Kieslowski... Molto bello e introspettivo

lupin 3  @  15/04/2012 15:51:44
   6½ / 10
Riflessivo il tema trattato ma non è riuscito ad trasportarmi del tutto...inferiore al film Blu.

gemellino86  @  01/03/2012 13:18:53
   10 / 10
Kieslowski chiude in bellezza la trilogia con questa opera d'arte. Il più angoscioso dei tre ma meno profondo del primo. Più raffinato e semplice di "film bianco". Quando la cornice vale più del quadro.

ValeGo  @  21/02/2012 11:45:48
   8½ / 10
E' quello che ho preferito della trilogia..la figura di Valentine mi è davvero piaciuta.

7219415  @  22/04/2011 14:42:17
   9 / 10
Sicuramente il migliore della trilogia...molto intenso...a differenza degli altri 2 mi ha colpito molto..

Oskarsson88  @  28/03/2011 13:57:50
   8½ / 10
probabilmente il più positivo della trilogia, nonchè il più faticoso almeno inizialmente. Abile prova di regia e di intreccio che ci coinvolge in una storia di destini... che bravo questo regista!

goodwolf  @  30/01/2011 19:53:56
   4½ / 10
Registicamente e visivamente sicuramente interessante, avrà anche dei buoni contenuti, ma bisogna vederlo con un thermos di caffè a portata di mano: dialoghi e scene tutt'altro che memorabili e con un ritmo che più blando non si può.
Ho apprezzato i primi 2 della trilogia, questo francamente no, nonostante un discreto finale.

pinhead88  @  17/09/2010 23:25:09
   4 / 10
Parte intenso ed elegante sul piano registico , per poi diventare interessante come una gita in barca tra chirichetti. Sicuramente decoroso come esercizio di stile, il rosso che si mescola con gli ambienti circostanti e gli stati d'animo dei protagonisti, ma non c'è una sola, dico una sola scena memorabile, neanche quando viene investito il cane(!), soltanto pallidi simbolismi esistenziali e dialoghi di una noia mortale. Personalmente poi, in una storia così poco appassionante direi che il rosso come minimo stona. Seguibile per circa un'ora, dopodiche la continua monoespressività della protagonista e la totale ambiguità della trama iniziano veramente a farsi sentire. Bravo Trintignant.

peppone  @  05/01/2010 15:45:13
   8 / 10
Comunque le caratteristiche di questa trilogia vengono rispettate, e forse per questo risulta meno importante rispetto agli altri visto che può risultare una cosa già vista. Ma proprio per questo, per la bravura nel mantenere il filo conduttore morale ed introspettivo della trilogia, riesco ad apprezzare ancora di più questo regista. Il personaggio del giudice in pensione è davvero interessante

The BluBus  @  04/01/2010 20:09:13
   7½ / 10
Meno intenso di Film Blu.. merita cmq una visione.

rappayuz  @  20/10/2009 13:55:50
   9 / 10
Dei tre è quello che mi ha appassionato di più. Lo rivedrò altre 100 volte.

carriebess  @  24/07/2009 18:39:03
   8 / 10
vite umane che si incontrano, che hanno delle interferenze così come i cavi telefonici ripresi dal basso. e la scelta di far finire il film in quel modo, come se soltanto loro valesse la pena che si salvassero. imperdibile la figura del vecchio giudice.

bulldog  @  16/07/2009 11:33:32
   7 / 10
Il più debole dei 3.

bacci88  @  27/05/2009 14:25:20
   9½ / 10
Sicuramente è uno dei miei film preferiti.
Gli eventi della trama lineare si disnodano come regolati da una mente superiore,che muore i pezzi con una logica precisa.


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Il personaggio del giudice mi è piaciuto tantissimo (mi sono sempre piaciuti i personaggi scorbutici e solitari divorati dai rimorsi e ben caratterizzati come questo).
In sintesi il film è una complessa parabola tra Caso e Necessità (o più religiosamente il volere divino) che si intrecciano in modo indissolubile.
Per me è il film più bello della trilogia di Kieslowski, ottimi gli accompagnamenti musicali di Preisner. Da vedere!

p.s. una cosa che non centra niente: trovo terribili tutte le copertine delle versioni italiane dei tre film della trilogia!

lord vampire  @  10/04/2009 18:49:52
   7½ / 10
anche questo forse mi ha annoniato cmq rimane un bel film

VikCrow  @  09/03/2009 09:58:16
   7½ / 10
Il film della triloga che mi ha colpito meno. Indubbiamente ben fatto e profondo, mi ha un pò annoiato. Resta comunque un bellissimo lavoro.

refuse-resist  @  11/02/2009 15:13:05
   9 / 10
Un grande senso di magia, casualità ed emozione sprigionano dall'episodio dedicato da Krzysztof Kieslowski al colore della fraternità della bandiera francese.
Partendo da una virtuosistica - quanto inusuale per lui - panoramica nelle viscere del sottosuolo, seguendo costantemente I'intrecciarsi dei cavi telefonici, il regista sembra scegliere quattro percorsi di vita, quelli di una giovane modella, di un giudice in pensione, di un aspirante magistrato e della sua volubile fidanzata. II caso mette in contatto la modella e il giudice, dedito alle intercettazioni telefoniche nel volontario isolamento a cui si è condannato. Più che fraternità, tra loro si instaura un legame di complicità e confidenza che riconquista I'anziano uomo di legge alla vita.

TIGER FRANK  @  21/12/2008 14:43:03
   10 / 10
Kubrick c'era quasi riuscito......a fare tuttti film splendidi.....ma sarebbe dovuto mori' un po' prima.....K. invece c'e' riuscito a non sbagliare un colpo...E a chiudere in bellezza!

Brundle-fly  @  11/12/2008 20:57:05
   1½ / 10
Il trittico di Kieślowski “Tre colori” non è né più né meno che un progetto filmico sulla Trinità cristiana. Dopo il “Decalogo”, per concludere la propria esposizione audiovisiva del “CCC”, il Catechismo della Chiesa Cattolica, e/o del “Credo” come professione di fede ecclesiale, e/o d’un qualunque trattato manualistico di teologia fondamentale, ex apologetica, al regista polacco mancava d’affrontare la dogmatica basilare, quella del concilio niceno-costantinopolitano (325 e 381) e del concilio calcedonese (451).
“Film Blu” è l’illustrazione della “persona” dello Spirito Santo nel senso affettivo conferitogli da sant’Agostino. Dunque non solo come spirito di vita (cfr. l’ecografia finale del nascituro), ma anche come spirito d’amore, fra il Padre come Amante e il Figlio come Amato (cfr. il conclusivo “Inno alla carità” della paolina Prima lettera ai Corinzi, capitolo 13, in particolare le 15 caratteristiche attribuite all’”agàpe”/”charitas” nei versetti 4-7).
“Film Bianco” resterà sempre un racconto eccentrico, bislacco e sconclusionato finché non ci si deciderà ad applicargli la chiave interpretativa della cristologia. L’impotenza del protagonista è quella del Messia fin qui venuto solo come “Agnello immolato” e non ancora come “leone di Giuda” (cfr. Apocalisse 5, 5-6). Il viaggio in aereo e la caduta sanguinosa lungo la scarpata simboleggiano l’Incarnazione. Quando costui giunge a casa è Natale (!) e sul bar dei familiari campeggia l’addobbo d’una stella cometa (!). La sceneggiata ai danni della moglie non è altro che l’allegoria della morte e resurrezione peculiari del triduo pasquale, e la moglie viene punita (carcere=purgatorio?) per il peccato della propria mancanza di fede/fiducia.
“Film rosso” è dedicato alla figura del Padre come giudice onnisciente e passivamente distaccato dalle vicende storiche. Quest’idea del “Deus absconditus” risale nientemeno che a Isaia 45, 15. Ma è solo dal 1800 che riesplode nella cosiddetta teologia dialettico-negativa, prima con “l’infinita distanza qualitativa/ontologica” di Kierkegaard, poi con il Di\o-tutt’altro (“ganz Andere”) di Otto e Barth, e poi di nuovo con l’"etsi Deus non daretur” (“come se Di\o non ci fosse”) di Bonhoeffer. La coprotagonista è obbligata a umiliarsi pregando e supplicando in ginocchio Lui affinché Egli si decida a manifestarsi come Di\o d’amore.
Con i riferimenti della trilogia kieślowskiana al motto della rivoluzione francese si cade dalla padella alla brace. Nella diatriba fra Löwith e Blumemberg su “La legittimità dell’età moderna” (1966), e nel distinguo fra secolarizzazione e secolarismo operato da Gogarten in “Destino e speranza dell’epoca moderna” (1953), il regista prende posizione a favore del cristianesimo, e non soltanto fattualmente ma pure valorialmente: è vero ed è anche un bene che i princìpi apparentemente laici siano in realtà ancora un retaggio della religione del Nazareno.
L’esaltazione acritica della libertà rinvia alla fatidica domanda posta da Platone nell'”Eutifrone” (15b): “È giusto ciò che è santo o è santo ciò che è giusto?” A essa si risponde deformando il concetto di libertà nell'arbitrarismo dispotico se si segue quanto propugnato dal neoplatonismo, dalla scolastica francescana, dall’ultimo Schelling, Wittgenstein e Heidegger. Invece libertà e necessità assolute devono coincidere, poiché l'aristotelico sommo bene per l'intera natura si pone come legge a se stesso, autoreferenzialmente.
La fraternità è un altro residuato cristiano. Per quale motivo, infatti, non parlare piuttosto di solidarietà fra soggetti di dignità paritetica, invece di rifarsi ancora, come pure Baudelaire e Ungaretti, alla consanguineità dipendente dalla presunta discendenza da un unico Padre (eterno)?
Infine l’uguaglianza. In logica matematica un conto è il principio di uguaglianza ("=") e tutt'altro è il principio di identità ("≡"). Solo quest’ultimo non è demoniaco nell’accezione tecnica del termine, vale a dire in quanto “scimmiottamento del Bene”. Demoniaco non è il voler essere identici a Di\o, bensì il voler essere semplicemente “come” Di\o, disonorevolmente soltanto “a sua immagine e somiglianza” (Genesi 1, 26). Ma la tradizione ebraico-cristiana ci ha fatto credere l’esatto contrario e anche in questo caso la rivoluzione francese è caduta nella trappola, con grande sollazzo di Kieślowski.

Discussione proseguita su:
http://www.filmscoop.it/forum/forum_posts.asp?TID=7871&KW=Mauro+Lanari&PN=0&TPN=18

Mauro Lanari

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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  27/11/2008 12:35:11
   8½ / 10
Il rosso è il mio colore preferito...ma non do il voto piu' alto della triologia per questo motivo!
Questo episodio è molto complesso ma non difficile da mettere insieme,soprattutto dopo il discorso del giudice all'interno del teatro!
Li si comprende tutto quello che si è visto durante il film,il puzzle si completa...come se non bastasse,con il naufragio finale,il grande regista mette insieme anche i tasselli dell'intero puzzle che rappresenta la sua trilogia!
In particolare la sorpresa è nel vedere il "finale",o immaginarlo,del film "bianco"!

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Ultima risposta 28/11/2008 09.27.28
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Naked  @  31/10/2008 11:47:43
   10 / 10
Scusate, sono di parte... ma sono rimasto totalmente stregato da Kieslowski. Se non ricordo male correva l'anno 1991 (o forse '92)... Non avevo sonno, accesi la tv e notai che su Rai 3, trasmettevano (stava iniziando) un film che a primo impatto, aveva un buon profumo... non so come spiegarlo, ma sentivo che mi sarebbe piaciuto. Da allora non solo avrò rivisto 50 volte quel film, ma ho seguito il Maestro polacco in quasi tutte le sue opere.

Il film in questione era La Doppia Vita Di Veronica... e, secondo me si sposa benissimo con Film Rosso (caso, destino e doppio).

Ovviamente l'intera trilogia va seguita, e altrettanto ovviamente va seguita cronologicamente: avete presente la bandiera francese? Ecco, bisogna partire da sinistra dal colore blu, attraversando il bianco per terminare con il rosso.

Ripeto, sono di parte, non posso farci nulla, per me i film sopraccitati sono tutti da 10. (forse solo Film Bianco prende mezzo punto in meno, anche se il finale - gestuale - è a dir poco sublime e tocca le corde più profonde del cuore)

Io lo consiglio anche al mio gatto... quindi... 10




Zanibo  @  24/08/2008 23:59:53
   7 / 10
Cosa mi e` piaciuto: le immagini, gli attori, come si combinano la vita dei vari personaggi. Cosa non mi e` piaciuto: il film non cambia registro dall'inizio alla fine, dopo un po` e` una vera palla e fa perdere di credibilita` alla storia. Sembra di assistere piu` ad un esercizio stilistico (peraltro ottimamente riuscito) che ad una storia viva e che prende. Il finale e` comunque molto bello. Fosse stato un cortometraggio gli avrei dato 10, tirato cosi` per le lunghe 7.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento Enzo001  @  28/05/2008 22:03:47
   9½ / 10
Kieslowski come Boccaccio
La Fortuna: capricciosa, imprevedibile; la risultante oggettiva di una serie multiforme e complessa di forze ed agenti, naturali e sociali: essa può manifestarsi attraverso i fenomeni naturali (come le tempeste marine, responsabili dei due naufragi di Landolfo Rufolo) o la combinazione del tutto fortuita di azioni umane. Il caso, eterno antagonista dell'industria dell'uomo, può essere a questi avverso o favorevole, può contrastare o assecondare il suo agire.
E' forse l'incapacità dell'essere umano di "opporsi" al laico "volere" della Fortuna, in contrapposizione alla visione propria del Boccaccio, "il baricentro dalle mille riflessioni" della speculazione kieslowskiana?

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Ultima risposta 08/06/2008 19.36.45
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Doinel  @  20/04/2008 22:17:07
   10 / 10
Capolavoro, che conclude in maniera sublime la triologia.

xxxgabryxxx0840  @  12/03/2008 14:55:53
   8½ / 10
Forse la pellicola migliore e più complessa della trilogia sui colori di Kieslowski. Film così purtroppo oramai se ne producono pochi

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  19/02/2008 19:14:31
   8 / 10
Ii Caso fa incontrare due personaggi molto diversi tra loro. L'incontro iniziale si rivelerà carico di conflitti, ma al tempo stesso diviene la base per comunicare e per essere più solidali. A sua volta la vita stessa di un giovane avvocato sarà influenzata senza che i protagonisti se ne rendano conto. E' un continuo gioco di rimandi quello di Kieslowski. La sua capacità di ridurre all'essenziale le immagini per comunicare concetti anche molto complessi è rara. Come tutta la Trilogia dei colori e il Decalogo i film del regista polacco offrono sempre nuovi spunti di riflessione che in una visione precedente non si era considerato. Non è una dote che molti cineasti possono dire di possedere.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  04/02/2008 23:04:55
   9½ / 10
L'ultimo e assolutamente il più riuscito della trilogia.
Il film rosso, inquadrature incrociate e spesso da un'altro punto di vista, con questo film, sulla fratellanza, sulla solidarietà, forse Kieslowsky non ci da delle risposte ma ci pone delle domande, è solidale denunciare l'adulterio o è solidale non farlo..rappresentatazione magistralmente impressa dal regista sfruttando ad esempio ogni superficie, simbolicamente, mostrandoci l'altra faccia della protagonista, l'altra parte della sua morale che si chiede se sia giusto o meno la propria scelta. Un film anche sulla speranza se vogliamo, Trintignant è August, la storia del giudice in pensione è la storia che sta vivendo il neo laureato, tradito nella stessa maniera, nella stessa situazione, e che esplicitamente, confessa a Valentine di essere la ragazza che non ha mai incontrato, quella che avrebbe dovuto conoscere trentanni prima, ed ecco come una tragedia come il naufragio, riesca a conciliare le due figure moderne e a cambiare forse in modo positivo tutto il corso della loro storia d'amore.
Questo è l'unico film dei tre nel quale la vecchietta viene aiutata.

L'ultimo film del maestro polacco, decisione credo presa già in pre produzione, e citata sistematicamente in più punti del film, affievolimento di una fonte di luce, simbolicamente la fine, il sole che scompare, la batteria che si esaurisce, una lampadina che salta.
Comunque una vera e propria opera d'arte, per il film blu ci penserò..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR kubrickforever  @  21/11/2007 12:49:09
   10 / 10
Film Rosso è l'ultimo, il più complesso, capitolo della trilogia “I Tre Colori” firmata da Kieslowski. E' difficile paragonare un'opera del genere ad altre già esistenti, forse perchè appartiene in pieno al regista polacco, in tutte le sue sfaccettature. Questa volta il tema è il doppio, la doppia vita ad essere precisi. Kieslowski ci narra due storie, quella del giudice interpretato da Trintignat, e quella di un giovane laureando in materie giuridiche, Auguste. Potrebbe sembrare una sorta di Inland Empire, ma in questo caso le due vite non si incrociano mai, presentano solo, si fa per dire, la stessa sequenza di eventi. Film Rosso analizza l'importanza del fato/caso e di come esso influenza le nostre vite e i rapporti personali. Il tutto si chiude con un inaspettato finale, che ricollega i protagonisti della trilogia. Grandissimi gli interpreti, partendo da una deliziosa Irène Jacob e terminando con un magnifico J.L.Trintignant. E' d'obbligo leggere la recensione, ci permette di riflettere ancora di più sulla profondità del film. Speriamo che vi sia un altro Kieslowski un giorno. Capolavoro.

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Ultima risposta 24/11/2007 15.58.43
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  09/10/2007 09:56:36
   9½ / 10
Ottimo il terzo capitolo, un film intrigante dalla trama aperta alle personali chiavi di lettura dello spettatore e del suo stato d'animo.
Un film sul destino, tratteggiato con un'eleganza fuori dal comune. Davvero straordinario, occorre riabituare la vista a film del genere.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  19/09/2007 14:34:25
   9½ / 10
CAPOLAVORI COME QUESTO SONO VERAMENTE RARI. PROBABILMENTE IL PUNTO PIU' ALTO TOCCATO DA KIESLOWSKI INSIEME AD ALCUNI CAPITOLI DEL DECALOGO.

AKIRA KUROSAWA  @  18/09/2007 16:33:10
   9 / 10
vale lo stesso discorso fatto per film blu..questo pero è qll che ho capito di meno..e nn mi ha colpito cm aveva fato film blu o divertito cm film bianco..tuttavia di indoiscusso valore..

Gruppo COLLABORATORI paul  @  09/09/2007 13:38:52
   8½ / 10
Il meno efficace dei tre, ma la catarsi finale (perchè si tratta di una vera e propria catarsi) vuole esprimere quel concetto dostoevskiano, caro a Kieslowski, di continuare a vivere, seppur su una gamba sola in piedi ad uno scoglio. Concetto ampiamente espresso in Film Blu.

luca2012  @  25/08/2007 11:39:48
   10 / 10
Per me il più bello, e poi da un senso diverso a tutta la trilogia.

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  13/08/2007 14:45:57
   10 / 10
straordinario film di Kieslowski, la summa della sua poetica: il tema predominante è il caso (oppure Dio?) che gestisce delle vite parallelamente, ma in fondo identiche veramente enigmaticamente (il finale ironico è il più bello della storia del cinema). importante è il ruolo del cinema (insieme a Kubrick e a Lynch, KK è stato l'unico a saper sposare Cinema e Vita, l'uno strumento dell'altra. il Cinema è Arte per questo e questi tre registi, insieme a Fellini sono stati i soli a farcelo capire) come strumento di vista da parte dello spettatore di come la nostro vita sia programmata in conseguenza delle nostre azioni e in conseguenza delle azioni degli altri in un gioco egoistico di dai-ricevi a cui solo si sottrae il grande personaggio interpretato straordinariamente da Tirtignant.
incredibilmente dialettico, ma non per questo retorico, questo episodio è un Capolavoro e insieme al recensore mi unisco alla speranza che un giorno il doppio di KK si faccia avanti.

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  14/06/2007 16:38:44
   7½ / 10
Anche se forse è il meno bello della trilogia, rimane comunque un film forte e non banale.
Concordo con chi adduce un simbolismo troppo marcato al film, ma non ci si può neache dimenticare del forte impatto emotivo che questa pellicola riesce a trasmettere grazie anche all'ottima prova degli attori e alla magistrale regia di Kieslowski.

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Ultima risposta 15/06/2007 16.30.24
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quaker  @  03/06/2007 19:54:48
   8½ / 10
L'ultimo film della trilogia: grande Trintignant, bella la storia con i suoi doppi. Ed un finale che è come una chiave di volta, chiude e tiene insieme i tre film.

Beefheart  @  16/03/2007 00:28:01
   5 / 10
Terzo ed ultimo capitolo della trilogia dei "Tre colori" ed opera conclusiva dell'intera filmografia del regista, racconta un frangente di vita piuttosto anonimo di protagonisti assolutamente normali. Fatta eccezione per il giudice anziano, la caratterizzazione dei personaggi è tutt'altro che memorabile. Irene Jacob riesce a non cambiare espressione per 100 minuti. Totalmente privo di picchi emozionali o particolari spunti narrativi, in parte fumoso, non propriamente chiaro, si limita a mostrare con semplicità le reazioni umane di individui messi alle strette dalle circostanze. In realtà quel poco che accade e/o come ci viene proposto non è abbastanza per farci un film che non sia autoreferenziale ed inconsistente. Forzato e inverosimile in più di un passaggio non può che risultare poco convincente. Di buono c'è l'ottima interpretazione di Trintignant e la piacevole essenzialità delle immagini. Troppo poco.

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Ultima risposta 12/03/2008 00.24.30
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davil  @  05/03/2007 11:44:10
   8½ / 10
il migliore per me dei tre colori del maestro polacco

Exodus  @  23/02/2007 12:36:04
   9 / 10
La trilogia è portata a compimento; questo è davvero il Vangelo secondo Kieslowski. Dialoghi di un'intensità eccezionale, splendidi primi piani di una dolcezza indescrivibile raccontano una storia, ancora una volta, semplice, quotidiana, fatta di piccoli gesti e di sguardi. E parallelamente a questa, la sua ombra: un'altra persona, la stessa storia che sta rivivendo ancora una volta, mentre l'altra è già finita; una cornice già di per sè estremamente interessante, che dà al regista la possibilità di dare ancora una volta una parte al suo attore preferito, il Caso, che ordina le vite di tutti gli esseri viventi secondo sentieri solo a lui noti. La filosofia di Kieslowski, che non lascia scampo alcuno ma non è neppure impossibile da accettare, trova qui il suo sistema (filosofico) definitivo; lo dimostra la storia, lo dimostrano gli sguardi pieni di dolcezza e consapevolezza dei personaggi, ma soprattutto lo dimostra lo splendido finale, un inatteso durissimo colpo del destino al quale (per Caso...) sopravvivono tutti i protagonisti della trilogia.
L'ultimo lascito di un grande regista, di qualità indiscutibile, ma che consiglierei solo agli appassionati; arrivare fino alla fine non è impresa da poco.

badovino  @  08/12/2006 00:53:05
   9½ / 10
Un gran film degno del miglior Kieslowoski. Una storia elegante e raffinata sull'amore e l'amicizia. Una scatola cinese, un rebus, un grande mistero che alla fine si svela essere l'opposto di ciò che si credeva. I protagonisti da torbidi e ambigui si evolvono durante il film in creature fragili, sensibili e vulnerabili. L'amicizia di un anziano signore e di una ragazza, un'amicizia rispettosa, pura, sincera. Ed entrambi forse hanno dei rimpianti ma i dolori della vita vengono offuscati e si leniscono pian piano. Ognuno ha una storia da raccontare e tutte le storie sono diverse e uguali al contempo. Borges diceva che la storia dell'uomo si ripete all'infinito: può darsi che si riferisse a tutte le storie...a tutte le storie umane...da quelle politiche a quelle amorose a quelle banali...insomma si riferiva all'uomo...sorgente e voragine dei propri sentimenti.
Rosso come l'amore
Rosso come l'amicizia
Rosso come la passione
Rosso come sangue che scorre nel nostro corpo

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Andre85  @  02/10/2006 20:24:24
   9 / 10
l'ultimo film della trilogia dei colori.
come negli altri film gli attori sono bravissimi e carichi di fascino.
i dialoghi e il rapporto tra i due protagonisti sarebbe da studiare a scuola

geniale il finale

Invia una mail all'autore del commento domeXna79  @  05/09/2006 12:40:14
   8 / 10
Film sull’imprevedibilità e la fratellanza.
Cosa potrebbe accadere, quando i destini di diverse persone vengono irrimediabilmente a incrociarsi, quando il vivere quotidiano rende vuote le nostre vite.. il fato, come un fulmine a ciel sereno, muterà lo stato delle cose, ponendoci d’innanzi ad una nuova realtà.
Un guscio, che solo in apparenza potrà sembrar vuoto, verrà riempito dalla presenza si altre storie, di altre vite, permettendoci di mutare anche la nostra più intrinseca percezione di ciò che sia davvero l’esistenza umana.. così come un filo (il cavo di una telefono) che corre veloce nelle storie di persone che ci circondano, ma di cui noi non conosciamo nulla ..ma alla fine, come in puzzle, ogni cosa troverà il proprio incastro.
Tutto questo si evince dal racconto del regista polacco, in uno dei sui ultimi capolavori dopo quasi trent’anni nel mondo della celluloide..

ds1hm  @  24/11/2005 14:47:39
   10 / 10
film stupendo, come tutti i film (pochissimi purtroppo se ne incontrano) che cercano di svelarci i misteri del vivere quotidiano attraverso le incomprensibili conseguenze del destino di ogni essere umano a sua volta legato ad altre persone

Moderator  @  04/06/2005 18:44:34
   7 / 10
forse il piu intenso dei tre

Axel  @  23/12/2004 08:37:10
   10 / 10
Il 10 è per bilanciare alcuni commentatori che dovrebbero recensire solo Alien vs Predator!
Per la critica non è il miglir film della trilogia, ma era il più amato dal regista.
Sono d'accordo con lui. Poesia allo stato puro. Blu: libertà, Bianco: ugualianza. Rosso; fraternità. L'empatia è il calore di quest'opera, un calore umano che scalda il freddo dell'ambiente (non a caso la storia è ambientata a Zurigo) e dell'anima.

12 risposte al commento
Ultima risposta 26/01/2008 12.31.57
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Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Lot  @  10/12/2004 14:22:32
   8 / 10
Ottimo film sulla difficoltà di comunicazione, incisivo e delicato al tempo stesso, splendida l'interpretazione di trintignant nei panni del vecchio giudice che cerca di venire fuori da una profonda crisi di coscienza.
Il finale è probabilmente la summa dell'intero cinema di kieslowski.

wight  @  16/10/2004 22:03:07
   9 / 10
Come "Film blu" sviscera un tema, in questo caso quello della solitudine, con una profondità straordinaria. Ma ha anche la stessa sbavatura, cioè l'eccesso di retorica.

Gruppo REDAZIONE cash  @  04/08/2004 11:13:10
   10 / 10
vedi recensione.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  11/07/2004 11:34:05
   6 / 10
Il meno riuscito della triologia.
Tema sfruttato ed eccesso di simbologie.

3 risposte al commento
Ultima risposta 07/04/2007 23.13.31
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