gli equilibristi regia di Ivano De Matteo Italia 2012
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gli equilibristi (2012)

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locandina del film GLI EQUILIBRISTI

Titolo Originale: GLI EQUILIBRISTI

RegiaIvano De Matteo

InterpretiValerio Mastandrea, Barbora Bobulova, Maurizio Casagrande, Rolando Ravello, Rosabell Laurenti Sellers, Grazia Schiavo, Antonio Gerardi, Antonella Attili, Stefano Masciolini, Francesca Antonelli, Damir Todorovic, Daniele La Leggia, Pierluigi Misasi, Paola

Durata: h 1.40
NazionalitàItalia 2012
Generedrammatico
Al cinema nel Settembre 2012

•  Altri film di Ivano De Matteo

Trama del film Gli equilibristi

Giulio ha quarant'anni e una vita apparentemente tranquilla. Una casa in affitto, un posto fisso, un'auto acquistata a rate, una figlia ribelle ma simpatica e un bimbo dolce e sognatore, una moglie che ama e che tradisce. Giulio viene scoperto e lasciato e la sua favola improvvisamente crolla. Ma cosa accade ad una coppia che ai nostri giorni "osa" separarsi?

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Voto Visitatori:   5,44 / 10 (16 voti)5,44Grafico
Voto Recensore:   6,50 / 10  6,50
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Voti e commenti su Gli equilibristi, 16 opinioni inserite

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wicker  @  13/08/2018 06:50:04
   7 / 10
Buon film che bada al sodo e rappresenta una situazione di forte disagio emotivo e sociale . Ottimo Mastrandrea nel far vivere appieno ansie e frustrazione ,chi come me è passato in una situazione del genere confermerà che le cose fanno proprio e spesso così .

Oh Dae-su  @  11/11/2013 09:53:03
   6½ / 10
Quando si racconta una storia come questa, non si crea molto interesse nello spettatore perché è un di un realismo quasi abitudinario.
Ci sono tantissime famiglie in queste condizioni, ma il più di noi cerca di sfuggire da tali situazioni.. cerca di non pensare alle conseguenze di qualcosa che fallisce, ci interessa la disfatta e non il risultato della stessa.
Nel film in questione ho trovato indubbiamente qualche difetto: una trama che spiega troppo approssimativamente il problema per il quale esiste questa condizione, alcuni attori parecchio sottotono come una Bobulova inespressiva, un cinismo senza speranze, ed un alone di negatività che rende il protagonista quasi un martire, un uomo solo contro tutti, ma che non perde quasi mai la pazienza.
Da come ne ho parlato fin'ora non ci si dovrebbe aspettare molto, invece il protagonista, un certo Valerio Mastandrea riesce a barcamenarsi in un ruolo difficilissimo, riuscendo ad emozionare, a far sorridere, a far pensare e farti affezionare ad un uomo che pur avendo sbagliato non merita tutto questo.
A me è piaciuto, anche il finale.. e direi che del mio 6,5 un punto lo prende solo la grande interpretazione di Mastandrea.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  04/11/2013 12:55:46
   6½ / 10
La crisi che stiamo attraversando porta anche a film come questo che ricordano il neo-realismo del dopo-guerra. Solo che stavolta la poverta' è stata creata dalla politica e non dalla lotta bellica.
Il protagonista è anche causa dei suoi mali visto il suo tradimento nei confronti della sua famiglia.
E malgrado un lavoro stabile non riuscira' a restare a galla a lungo.
Un film sorretto dalla buona prova di Mastandrea che fotografa il momento che stiamo attraversando.
Un po' asciutto nella forma non riesce ad elevarsi a "film importante".

JOKER1926  @  31/10/2013 01:12:24
   6½ / 10
Con "Gli equilibristi" di Ivano De Matteo si va a parlare di una nuova ondata di Neorealismo, quello che pervade le vicende, ormai quotidiane, dell'italiano medio. E' tempo di crisi è la bordata che offre De Matteo è di quelle nefaste e perentorie.
La regia pone le radici in uno spaccato alquanto complicato, il termine che accomuna un po' tutti e tutto è la "crisi". Ne "Gli equilibristi" c'è una crisi profonda di sentimento (Giulio ha tradito la moglie) e soprattutto c'è una logorante (all'inizio silenziosa) crisi economica che muove ogni possibile filo del discorso nell'arco della durata del film.

Il clima intorno al prodotto italiano diventano, pian piano, sempre più luttuosi e impenetrabili. Se l'idea non era affatto male, essa viene a disperdersi o a deformarsi (impropriamente) strada facendo. Insomma si avverte troppo quella voglia matta del regista di rendere il prodotto quanto mai autolesionista; troppe volte si incappa in un cinismo e in un orgoglio troppo polari, in pratica, poco credibili.
"Gli equilibristi" è un prodotto, psicologicamente parlando, da non sottovalutare. La visione è deprimente, questa è la croce e la delizia del film. E' un film forzato e duro che rappresenta una realtà non troppo lontana da quella vissuta da un semplice uomo e padre di famiglia risucchiato da un disegno (infame) troppo amaro e glaciale.

Sono questi pensieri che ci portano a criticare, un po' in negativo, la realizzazione cinematografica di De Matteo, toni sistematicamente pesanti.

Odoacre71  @  30/09/2013 21:58:24
   4½ / 10
Purtroppo questo film è stato davvero uno spigolo di comodino sul mignolo del piede. Nessuna emozione, noioso. E' solo la cronaca di un tipo che cornifica la moglie con conseguente rottura del nucleo famigliare, sai che fantasia. Nessun guizzo per cercare di salvare una sceneggiatura piatta. Lasciate stare, davvero

il ciakkatore  @  05/03/2013 09:24:03
   4½ / 10
Si vuol cavalcare l'onda delle tante separazioni e i disagi che ne conseguono con questo film,che però non trasmette vere e proprie emozioni,ma si limita a descrivere solo la situazione di questa coppia.Non un gran chè!

outsider  @  14/01/2013 09:59:00
   7½ / 10
Un film che non annoia in quanto Mastrandrea fa vivere il personaggio. Bravi tutti gli attori. Bravi davvero. Tuttavia si precipita nella tristezza, proprio perche' il regista riesce a descrivere eccellentemente un disagio sociale in cui si cade facilmente in Italia, appena si perdono due certezze, che naturalmente tali non sono, casa e vita con i familiari. La nostra nazione, qui Roma, ma ovunque, vitto, alloggio e proporzione retributiva in caso di separazione sono cose impossibili ai piu'. Meraviglioso il consiglio del saggio signore fuori al centro accoglienza, quando poi gli dice che il divorzio e' per i ricchi. Io dico...acc.....a quel punto mi sarei rifugiato dalla collega. Ah ah.

sandrone65  @  12/01/2013 22:51:35
   5½ / 10
Un normale dramma familiare per una persona completamente normale che si trova a dibattersi nelle difficoltà della separazione. Mastandrea è bravo, anche se sembra diventato un vezzo di molti registi quello di inquadrarne l'espressione esistenzialmente sconfortata per periodi eccessivamente dilatati. Dopo aver visto recentemente "L'orizzonte degli eventi" ogni inquadratura compiaciuta sul faccione spento di Valerio mi fa venire un tantinello il latte alle ginocchia.
Il tema trattato, le difficoltà dei padri separati, è forte ed attuale, meritava una sceneggiatura migliore: il film infatti è terribilmente monocorde. E' sempre uguale a se stesso, mai un briciolo di variazione di ritmo, è una discesa senza sosta nel disagio e nel barbonismo. Se non ci fosse stato mastandrea probabilmente ne veniva fuori un film da 2 o 3, ma anche con Mastandrea per me la sufficienza non la raggiunge

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  30/12/2012 23:47:31
   6½ / 10
Un film sulla normalità che si spezza.
Una serie di accadimenti nella vita di un uomo qualunque che lo porta a toccare disperazione e vuoto.
Un Valerio Mastandrea strepitoso che da solo trascina l'intero film.
Il film ha alcune parti forse tendenti all'eccessiva drammatizzazione, complessivamente è un prodotto italiano che merita una visione.

NotturnoInRosso  @  29/12/2012 00:27:04
   6 / 10
questo film è un pò strano, non c'è una trama. Si vuol solo far vedere cosa succede quando una famiglia si divide. punto. Il tema direi che è di grande attualità, ma scivola ogni tanto nel qualunquismo, come a voler fare di tutta l'erba un mazzo: a dividersi tanto va a sempre a finire cosi. Sinceramente è una pellicola che non dice niente di che, uno la guarda e stop. Non fa schifo ma non è nemmeno un bel film, normale direi. Peccato perchè Mastrandrea a me piace come attore, e quando lo inquadrano in faccia rende benissimo tutta la drammaticità della situazione. Gli altri attori, a parte la figlia, sono praticamente inesistenti. Anche la Bobulova non dice molto. Per il resto si scivola nell'anonimato più assoluto.

Regista Ricky  @  06/11/2012 09:57:13
   1 / 10
CHE MATTONE
è l'unico commento e il più appropriato che potrei fare per questa pellicola lenta, senza fantasia e aggiungo disgustosa.
Che senso ha buttare via i soldi, miei tra l'altro visto che è considerato di interesse culturale ( ma che? cosa? ), per un film che l'italiano non vuole vedere.
sappiamo che è una vita del cavolo quella che si prospetta ai più mi spiegate che senso ha riportarla su un film? senza poi dare un minimo di ottimismo.
sembra di rivedere un ladri di biciclette, ( attenzione il film citato è un capolavoro non una m. come questo ) riportato ai nostri giorni, ma fatto comunque da un cane.
Mastandrea si conferma uno dei peggiori attori italiani adatti solo a ruoli tragici e disastrati come questo.
NON SPRECATE TEMPO

gianni1969  @  04/10/2012 13:05:35
   2 / 10
solita lagna italiana sul tradimento,che due maroni

maurimiao68  @  25/09/2012 12:14:55
   5 / 10
Ennesimo "pappone strappalacrime" italiano altro che film denuncia!!!

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  11/09/2012 17:23:56
   5 / 10
Al di là di un tema nobilissimo e di grande urgenza come quello dei padri separati in difficoltà economica, il film di De Matteo non sembra affrancarsi da un certo qualunquismo che affligge il nostro cinema di "denuncia".
Il dramma del protagonista, la sua inarrestabile discesa verso il basso e la distruzione del nucleo famigliare, sono raccontati con un tono ricattatorio fuori da ogni controllo e il moralismo, in più punti, risulta insopportabile (terribile la coda finale col presunto miracolo natalizio).
Fortunata che c'è un grande Mastandrea a infondere credibilità a un prodotto incredibilmente strappalacrime.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  08/09/2012 18:12:49
   6½ / 10
Un film con luci ed ombre, dove le luci sono innanzitutto l'interpretazione di Valerio Mastrandrea che porta sulle sue spalle l'intero peso del film e il senso di disagio tangibile di una vita regolata da un equlibrio sottile che una volta spezzato può farti precipitare rapidamente nell'indigenza. Da questo punto di vista il film è riuscito perchè descrive una serie di avvenimenti e circostanze che possono essere all'ordine del giorno e capitare a molti.
Quello che mi ha dato fastido è una forte sensazione di un certo moralismo di fondo ("Il divorzio è per i ricchi, la gente normale non se lo può permettere"), quasi un rimprovero nei confronti di un'unità familiare spezzata, evidenziata maggiormente dal contesto natalizio di fondo.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/09/2012 01:09:24
   6½ / 10
E' una normalità che si rompe, e uno specchio che si infrange nella crisi, descritta con un forte coinvolgimento emotivo ma anche con qualche ambiguità morale di troppo... il regista sembra troppo preoccupato di difendere la famiglia ad ogni costo, infatti tutta la parte dedicata al Natale intenerisce e a volte infastidisce per la sua edulcorata banalità. Nel complesso però è un film che mette bene a nudo le difficoltà, sorretto da un Mastrandrea che ancora una volta colpisce positivamente per la forza dello sguardo e la sua escalation verso l'assenza di sé

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