e' stata la mano di dio regia di Paolo Sorrentino Italia 2021
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e' stata la mano di dio (2021)

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locandina del film E' STATA LA MANO DI DIO

Titolo Originale: E' STATA LA MANO DI DIO

RegiaPaolo Sorrentino

InterpretiFilippo Scotti, Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Luisa Ranieri, Marlon Joubert, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Renato Carpentieri, Enzo De Caro, Sofya Gershevich, Lino Musella, Biagio Manna, Ciro Capano, Alessandro Bressanello, Birte Berg, Dora Romano, Monica Nappo, Cristiana Dell'Anna, Alfonso Perugini, Marina Viro, Daniele Vicorito

Durata: h 2.10
NazionalitàItalia 2021
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 2021

•  Altri film di Paolo Sorrentino

Trama del film E' stata la mano di dio

La storia di un ragazzo nella tumultuosa Napoli degli anni Ottanta. Una vicenda costellata da gioie inattese, come l'arrivo della leggenda del calcio Diego Maradona, e una tragedia altrettanto inattesa. Ma il destino trama dietro le quinte e gioia e tragedia s'intrecciano, indicando la strada per il futuro di Fabietto.

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Voto Visitatori:   7,63 / 10 (46 voti)7,63Grafico
Miglior filmMiglior regia (Paolo Sorrentino)Miglior attrice non protagonista (Teresa Saponangelo)Miglior fotografia (Dario D'Antonio)David Giovani
VINCITORE DI 5 PREMI DAVID DI DONATELLO:
Miglior film, Miglior regia (Paolo Sorrentino), Miglior attrice non protagonista (Teresa Saponangelo), Miglior fotografia (Dario D'Antonio), David Giovani
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Voti e commenti su E' stata la mano di dio, 46 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

monadelic  @  29/03/2022 11:48:58
   8½ / 10
Un gioiellino.

Niko.g  @  20/03/2022 18:40:44
   5 / 10
Zero empatia. Purtroppo il cinema di Sorrentino continua ad essere un cinema di pura estetica e si lascia alle spalle il contenuto. La rappresentazione dei personaggi così come di certe situazioni, è tra il caricaturale e il teatrale e questo fa sì che la visione scorra senza un vero coinvolgimento da parte dello spettatore, costretto a cercare il senso in una sceneggiatura frammentata, fatta di aneddoti di poca rilevanza ai fini del racconto generale.
Storia noiosa e senza guizzi.

Oskarsson88  @  28/02/2022 19:07:39
   7½ / 10
Bel film piuttosto autobiografico del Sorrento Nazionale. L'estetica non manca, come di consueto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Edgar Allan Poe  @  23/02/2022 20:37:21
   6½ / 10
Pur essendo pieno di momenti interessanti, l'ho trovato forse quello che nel complesso mi è piaciuto meno di Sorrentino, sebbene mi sia sembrato comunque apprezzabile sotto vari punti di vista. La fotografia è buona, ma si sente comunque l'assenza di Bigazzi che aveva fatto cose eccellenti ne "Il divo" (film che preferisco in assoluto dello stesso Sorrentino) e ne "La grande bellezza", che al netto delle varie critiche penso non si possa negare la cura che ha a livello di immagini. Per il resto, "È stata la mano di Dio" è un film che a tratti ha anche alcune scene che restano impresse (la mia preferita credo sia quella sul finale, con Antonio Capuano, molto ben scritta e realizzata anche a livello visivo), altre che nel complesso mi hanno impressionato meno, pur avendole in ogni caso apprezzate, quantomeno per come sono state messe in scena.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  22/02/2022 12:59:32
   7 / 10
Purtroppo non sono pienamente d'accordo con l'entusiasmo generale.

Cioè, il mio bilancio è: due grandissime battute in pieno stile Sorrentino ("la realtà è scadente" e "non ti disunire"), una serie di immagini meravigliose in pieno stile Sorrentino, una grande regia in pieno stile Sorrentino… e poco più.

Cioè è Sorrentino che parla a se stesso, permettendoci di sbirciare un po'. Ma personalmente mi ha lasciato un po' così; non riuscirei a dargli meno di 7 perché tecnicamente è sempre di un altro livello, però boh, non mi ha lasciato molto. Scusate.

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2 risposte al commento
Ultima risposta 26/04/2022 11.08.55
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DocDestino  @  14/02/2022 12:59:22
   10 / 10
Il capolavoro di Sorrentino. Questa volta è riuscito a farmi piacere anche Servillo che poco digerisco. Magistrale Scotti, che esordio!!

metal_psyche  @  12/02/2022 17:57:10
   3 / 10
Forse io ho visto qualcos'altro, ma mi interessa davvero poco.

Le tematiche sottese sono assolutamente apprezzabili ed empatizzabili, però vengono narrate proprio male.

Ritmo lento, lento, lento, quasi svogliato. Due ore davvero dure da digerire.

Pensavo poi che il Napoli e Maradona fossero più presenti e permeassero di più la pellicola (anche considerandone il titolo), ma non è così per niente.

Onestamente non riesco a capire la sfilza di dieci, nove, etc. Ma si valutano solo il nome del regista o l'originalità, oppure la storia ed il modo con cui viene raccontata?

Beefheart  @  09/02/2022 09:41:35
   6 / 10
Boh, non mi spiego com'è che in giro si dica che con questo film Sorrentino si è distaccato dal suo solito stile.
In realtà a me questo film non ha fatto impazzire proprio perchè contiguo ed omogeneo al cinema-sorrentino che trovo presuntuoso, vanitoso, autocompiciuto, autoreferenziale, manieristico, insomma pesante, goffo ed indigesto.
I personaggi macchiettistici mi sanno di forzatura, di velleità artistoidi; la regia è la solita sbrodolata italiota che ripete in loop "guarda che bravo che sono" e la narrazione della storia rende poco e niente.
Bravissi alcuni (ripeto: alcuni!) dei protagonisti ed ottima fotografia. Basta.

2 risposte al commento
Ultima risposta 22/02/2022 08.38.06
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Signor Wolf  @  31/01/2022 09:42:49
   7 / 10
Ottimo come spezza il clima spensierato, ricostruzione dell'ambientazione storico fatta con citazioni e con la venuta di Maradona Napoli, che contrasta con la seconda parte del film di riflessione ed elaborazione.
Peccato per le parti surreali, che non sono al servizio della storia, ma al servizio del regista, praticamente degli easter egg buttati li. Napoli si presta bene alla fotografia, ma questa la trovo spesso pomposa, artefatta.

the saint  @  25/01/2022 13:51:55
   7 / 10
solita carrellata di immagini in perfetto stile Sorrentino!
secondo me è il migliore che ha fatto, subito dopo La grande Bellezza!
Comunque troppo facile con un grande cast!

Boromir  @  20/01/2022 00:11:54
   8 / 10
Basterebbe il vertiginoso piano-sequenza iniziale a fare di The Hand of God il miglior film di Sorrentino da anni. Fortunatamente c'è molto altro da ammirare in questo lavoro toccante e sentito: una Napoli in fermento nella ricerca di uno scopo per cui vivere, le pulsioni erotiche, la frenesia calcistica, un balletto di gestualità e suoni... il tutto disegnato con il cuore, senza gli inutili sofismi che avevano ammorbato il laccato (ma vuoto) La grande bellezza, e anzi impregnando il tutto di un'attenzione accurata per la resa realistica di eccessi e idiosincrasie.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  14/01/2022 18:42:26
   8 / 10
Molti registi hanno toppato quando hanno raccontato qualcosa che gli apparteneva direttamente, qualcosa della propria storia.
Non è sicuramente il caso di Sorrentino che riesce a realizzare un grandissimo film tra vita vissuta e surrealismo.

Il modo in cui inquadra la famiglia del giovane Fabietto è degna del miglior Fellini.
La sequenza dove la famiglia a tavola attende il nuovo fidanzato è da premio oscar, la rivedrei in continuazione.

Il film si divide in 2 parti, la prima con Servillo mattatore assoluto è piu' grottesca e divertente, la seconda parte diventa piu' intimista, l'elaborazione di un terribile lutto cambia chiaramente le carte in tavola, Maradona non interessa piu'...

In questa seconda parte siamo piu' vicini a "La grande bellezza" come stile di regia e incontri un po' surreali come l'anziana vicina (vedi suora del film sopra citato) o il regista controcorrente (Verdone).

Da questi personaggi arrivano pillole di vita non sempre chiare.

Tutto il cast lavora alla perfezione, livello di sceneggiatura ottimo e alla fine le due ore di visione passano piacevolmente.

Altro centro di Sorrentino.

JOKER1926  @  12/01/2022 15:59:35
   7 / 10
Gran parte della cinematografia di Sorrentino poggia su alcune tipicità inconfondibili, ogni produzione del cineasta campano ha nella propria sostanza un disegno artistico ben preciso, a tratti gravemente coerente e ostinato. È in genere l'immagine a sovrastare la narrazione.
Sorrentino espone, ma non sempre racconta.

È stata la mano di Dio", ultima fatica del regista, ha la lucidità di discostarsi dal solito modus operandi e si spende, per fortuna, su altre cose. Ed è un vantaggio incalcolabile.

Il film allega al suo fasto estetico dell'immagine una sceneggiatura abbastanza robusta. È questa ultima a portare verso un concetto di positività il prodotto cinematografico.
È stata la mano di Dio" non ha una vera e propria ossatura narrativa ma questa è sorretta da una sceneggiatura intelligente e quanto mai snella di rocamboleschi espedienti. Il manierismo acuto di Sorrentino è sostituito da una teatralità comprensiva e non troppo spinta. Sale in cattedra il dialogo e la "smorfia" partenopea. Il gioco è fatto.

È stata la mano di Dio" si esalta nei suoi contesti migliori: Napoli come città avalla appieno il concetto di raffigurazione estetica e artistica, fra misteri e personaggi mai stanchi. Sorrentino anche sul versante dei protagonisti non eccede e fa muovere le pedine attoriali in un circuito indefinito ma non sproporzionato. Traspare la biografia di Sorrentino e anche il dubbio esistenziale. Molta umanità e un ermetismo globalmente sopportabile.


JOKER1926

Manticora  @  05/01/2022 09:49:59
   8 / 10
Sorrentino dopo la parentesi su Berlusconi con il dittico LORO e la altrettanta parentesi televisiva con the young pope torna al cinema. E stata la mano di Dio è indubbiamente il film più personale e meno "onirico" del regista napoletano. Ciò vuol dire tutto e niente, è un opera che mostra la napoletanità in tutti i suoi pregi e difetti. Servillo dipinge un mondo, lo interseca con lo sguardo di Fabietto, il SUO sguardo, di quando era un ragazzo, che con la morte dei genitori avrebbe cambiato (quasi) tutta la sua vita. Perchè effettivamente LA REALTA E SOPRAVVALUTATA, il giovane Filippo Scotti- Paolo Sorrentino è soltanto uno sguardo, una lieve voce, il ragazzo non parla quasi mai, ma è sempre presente, a vedere, ascoltare, ridere. Mentre la commedia della vita si dipana nella sua interezza, dalla sua famiglia Schisa, con il padre, un Toni Servillo oramai a un livello che sinceramente nel cinema italiano del 21 secolo non si è mai visto, e forse mai più si vedrà. E Toni Servillo, il 2021 è il suo anno, tre film interpretati, tre film bellissimi. Questo è semplicemente l'ultimo che ho visto, in questo inizio di 2022, ma ha un respiro che ti accompagna fino alla fine. Teresa Saponangelo regala l'interpretazione della vita, così come una sensuale e folle Luisa Ranieri. Ma è nei caratteristi che il film prende il largo, tutti personaggi meta-cinematografici, in parte sono esistiti, in parte sono fantasia. Massimiliano Gallo, il marito di Patrizia, geloso e IMPOTENTE in tutti i sensi, Lino Musella alias Marriettello, il "tipo strano", Betti Pedrazzi, la Baronessa decaduta e snob, un Immenso Renato Carpentieri alias Alfredo

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tanti altri in ruoli che occupano una scena, per finire con Ciro Capano che interpreta l'infastidito, arrogante e senza peli sulla lingua regista Antonio Capuano. Che nel finale darà una semplice ma essenziale lezione di vita all'orfano che non sà che fare. Bellissimo duetto. L'inizio è pura grande bellezza napoletana, con San Gennaro, vero o presunto, non sta a me decidere. Poi arriva Maradona, che rimane sullo sfondo, così come i mondiali di quel periodo. E come se il sogno si infrangesse sulla realtà accaduta a Roccaraso, che rende la realtà ancora più scadente. Per questo andare via è una scelta che pare inevitabile, soprattutto quando la sorella di Fabietto che praticamente non si vede per tutto il film esce FINALMENTE dal bagno.

VincVega  @  04/01/2022 17:31:02
   7½ / 10
Pellicola praticamente autobiografica di Sorrentino. Assolutamente riuscita, con sequenze visive molto belle, altre emozionanti, altre piuttosto autocompiaciute. Il risultato è comunque ottimo, ma ho preferito altri suoi film, in primis "L'Uomo in Più", forse il mio preferito.

suzuki71  @  04/01/2022 13:25:19
   9 / 10
Non ho mai osannato Sorrentino, eccellente regista ma mediocre sceneggiatore... fino a quest'ultimo film, dove ogni elemento è assennato e dirompente assieme. Geniale parlare di Napoli rendendo il suo humus umano più che il suo panorama artistico. Il suo film migliore e credo resterà il suo apice, il suo capolavoro.

floyd80  @  03/01/2022 18:33:12
   8 / 10
Una pellicola intima, personale ma allo stesso tempo estrosa e rivolta a tutti.
Il film più mainstream di Sorrentino, ma questa non è una critica, anzi.
Bravissimi gli attori e stupenda la fotografia, anche se con Napoli hai vita facile.
Bellissimo il finale

AMERICANFREE  @  29/12/2021 18:59:43
   8 / 10
Mi è piaciuto veramente tanto il film autobiografico di Sorrentino. Nonostante la durata non mi sono annoiato per nulla,ed è stato sempre interessante seguirlo. Mi ha commosso soprattutto la parte finale, molto emozionante. Ottima la trama e bravissimo il protagonista che non conoscevo.
Consigliato.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  28/12/2021 22:29:02
   8 / 10
Levare gli orpelli a Sorrentino sembra essere stato l'obiettivo numero uno di chi critica il suo cinema, ed eccolo qui Paolo Sorrentino che ci porta in scena la sua adolescenza o meglio i ricordi della sua adolescenza, sfumato o comunque quello che è rimasto nella sua mente, il bello e il brutto, la goia e il dolore ma comunque tutto l'amore che ha avuto e perso.


E' un film davvero molto sentito, un'opera matura di chi non ha più nulla da dimostrare e che non vuole nemmeno portare in scena un delirio narcisistico.
Fabietto Schisa è Paolo fino ad un certo punto e non interessa nemmeno più di tanto parlare di lui, ma parlare del suo percorso di dolore e di come il cinema, Maradona ed il fratello, lo hanno salvato ( una mezza accusa mi sembra celata in questa sorella assente).

Chi ha vissuto Napoli di quegli anni non può che rimanere con il magone nel rivedere scene e luoghi ricostruiti di una città che in fin dei conti non è poi tanto cambiata ma è in quelle piccole cose ,che per noi che l'abbiamo vissuta, il film ci riporta indietro.

HO due piccole rimostranze, ho sempre ritenuto il limite del cinema di Sorrentino la capacità di saper raccontare storie che è scadente come la sua realtà o quantomeno stride nella sua capacità di mettere in scena personaggi e immagini.
Mentre trovo i suoi "orpelli" narrativi, musiche, piani sequenza cosi studiati e bellissimi non essere mai di fastidio.
Qui un pò si rinuncia a tutto, se non in una fotografia studiatissima ed in un paio di scene Sorrentiniane iniziali o quella del provino.

Ammetto che quello stile mi è mancato e la sua maniera non l'ho mai ritenuta fastidiosa anzi, da sola, come in Youth riscatta un film altrimenti mediocre.

Domanda: ma la splendida colonna sonora del trailer perchè non è stata mai utilizzata? Era potentissima un vero peccato ma soprattutto dove è possibile recuperarla e di chi è?

Goldust  @  28/12/2021 15:49:28
   9 / 10
Sorrentino si mette a nudo e firma il suo film più intimo e personale scegliendo la strada della semplicità: meno immagini e carrellate ricercate, meno tecnica, meno distrazioni, solo la voglia di raccontare - attraverso le azioni del giovane alter ego Fabietto - il film tragicomico della propria vita. Eh si, perchè mentre nella prima parte la pellicola rinverdisce i fasti della nostra celebre commedia classica, nella seconda scurisce i toni fino a sconfinare nel dramma anche esistenziale, lasciando addosso al suo protagonista così come allo spettatore un forte senso di smarrimento e ( anche ) di nostalgia. Cast assolutamente perfetto ed un paio di sequenze già da considerarsi tra le più eloquenti del cinema sorrentiniano ( l'uscita dell'allegra famigliola in barca e soprattutto il primo approccio al sesso del titubante Fabietto ).
Pur con qualche perdonabile passaggio a vuoto - ad esempio buona parte della pur fondamentale infatuazione per il mentore cinematografico Antonio Capuano - lo considero ad oggi il miglior lavoro del regista. Di film come questo ce ne vorrebbero senza dubbio di più.

Scuderia2  @  27/12/2021 20:56:18
   5 / 10
Le immagini de La grande bellezza, i corpi deformati di Youth.

Napoli e i napoletani escono una ***** da questo film.
Chissà se era l'intento di Sorrentino quando ha deciso di girare questo viaggio biografico nella sua terra, dove il suo alter ego è questo ragazzino ricciolino e con l'anella al lobo che seguiamo nella sua quotidianità.
Scopriamo che parentela e amici sono quanto di più maleducato e cattivo possibile, e che il più normale pare il tizio che disegna ***** sulle targhette degli appartamenti condominiali. Che risate!
Poi, per dare quel tocco giusto di napoletanità, ci mettiamo un Pronto Soccorso messo a soqquadro e lo stupore per un'aggressione codarda.
Ma non per l'aggressione in sé, ma perché fatta prendendo a calci con le infradito questo poveretto.
Bellissima la perdita della verginità con la nave scuola (oddio, una bagnarola più che altro). Pensa gli ormoni a palla quando questa ti dice di pettinarle la spaccatura…
E Maradona, la panacea di tutti i problemi partenopei: lutti, tradimenti,vessazioni e delusioni.

Non ti devi disunire
Dopo Le radici sono importanti, annotiamo pure questa

Ok Paolo.
Mò basta però con Maradona.
C'hai rott u' cazz.
(Scusate, mi sono immedesimato troppo nel contesto).

TheLegend  @  27/12/2021 12:52:12
   6½ / 10
Non tra i miei preferiti di questo regista.

federicoM  @  27/12/2021 01:14:52
   7½ / 10
Sorrentino mescola verità e menzogna in questo film con riferimenti autobiografici.
In questo di specchi tra verità e menzogna, tra personaggi fumettistici e situazioni stranianti tra una carrellata e l'altra, lo spettatore si perde cercando di decifrare Sorrentino e ritrova se stesso.
Il film intrattiene, strappa più di qualche risata, ma non emoziona.
Solo Capuano ( e i capezzoli della Ranieri) riesce a bucare lo schermo e a trafiggere il cuore degli spettatore.
Come avreste visto il film se Fabietto non volesse fare il regista e soprattutto se non gli morissero entrambi i genitori come è capitato a Sorrentino?

In conclusione film non da oscar.



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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  26/12/2021 18:00:58
   8½ / 10
A prima vista può sembrare una sorta di "La grande bellezza" in salsa napoletana, ma non è così. Se lì il protagonista era il classico uomo problematico che ricorre nella filmografia di Sorrentino, qui c'è un giovane semplice, dai tratti ampiamente autobiografici. Se lì c'era una Roma mortifera, vacua e grondante la sua arroganza papalina, qui c'è una Napoli vitale, solare, genuina e traboccante di variegata umanità. Se lì c'era una pellicola elitaria e a tratti estetizzante, qui c'è un film popolare, persino spassoso, adatto a ogni pubblico, pur mantenendo un'elevatissima qualità e cura.
Grande pellicola. Il miglior lavoro di Sorrentino.

Jumpy  @  26/12/2021 15:20:03
   7 / 10
Ho iniziato a vederlo col tirmore di trovarmi una sotra di "grande bellezza" ambientata a Napoli... ed, in parte la sensazione è staa quella: dai tempi delle "conseguenze dell'amore", non riesco a provare particolare empatia per i personaggi di Sorrentino ed i suoi film, tecnicamente ecccellenti, mi trasmettono poco sul piano emotivo

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Anch'io ho notato il film diviso nettamente in 3 parti e, complessivamente, talmente intriso di napoletanità e calato negli anni '80 da risultare per ceti versi incomprensibile a chi non è napoletano e non ha vissuto direttamente quegli anni (ho alcuni anni meno di Sorrentino e mi ricordo l'arrivo di Maradona, la vittoria dello scudetto e l'atmosfera della Napoli di metà anni '80, quindi con me ha giocato molto l'effetto nostalgia)
Al di là quindi, di inquadrature, pianosequenza, fotografia, tutto curatissimo e studiatiissimo, ho trovato, sostanzialmente

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L'atmosfera surreale di certe scene ed alcuni personaggi bizzarri, ricordonao ancora Fellini.
Insomma, si, certo, magari film da vedere, ma non da osannare, lo stile personale e la classe dei suoi primi film son un ricordo.

7219415  @  26/12/2021 11:47:36
   8 / 10
Sorrentino is back

Invia una mail all'autore del commento bleck  @  26/12/2021 09:24:19
   6 / 10
Ridondante, a tratti un po' noioso, sceneggiatura con alcuni buchi, sarebbe stato migliore se fosse durato una ventina di minuti in meno

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  23/12/2021 19:33:17
   6½ / 10
Film autobiografico. Un'idea non facile sviluppata discretamente, il contorno non è all'altezza.

Misialory  @  20/12/2021 21:34:00
   7½ / 10
La storia di Sorrentino ragazzo, in una famiglia del Vomero di Napoli anni '80. La madre è una donna allegra, scherzosa, il padre un uomo simpatico e sarcastico. Potrebbe essere un'adolescenza come tante, quella di Fabietto tra la scuola dai salesiani e le domeniche serene in famiglia, tra parenti e vicini che completano un quadro di allegra normalità.
C'è poi l'affascinante zia (Luisa Ranieri seducente come non mai), insoddisfatta ed incompresa, una grande bellezza napoletana che è l'anima triste del film.
La madre di Fabietto è il personaggio meglio riuscito, quello su cui Sorrentino si sofferma di più perchè la rappresenta con un'impertinente allegria, voglia di vivere ma anche sofferenza verso i tradimenti (chissà se veri o presunti) dell'amatissimo marito e donna amorevole (toccanti le scene delle carezze al figlio). La coppia di genitori è al centro della prima parte de film, appaiono più scanzonati dei figli, si nota la volontà del regista di rivederli vivi e vitali attraverso i suoi attori protagonisti, come evidentemente li ricorda. Toni Servillo si presta bene, asseconda l'immagine di un padre gentile, affezionato alla famiglia, innamorato della moglie; sarebbe un idillio se non fosse avvenuto un evento che spezza tutta la serenità e la gioia che permeava la vita dei protagonisti. Penso a Sorrentino della "Grande bellezza e al dolore che lo ha portato fin lì, all'incredibile successo che nasconde l'amarissimo passato, alla ricerca di una realtà diversa perchè quella vera gli era insopportabile. Nei suoi film ha voluto rappresentare quello che spesso ci sfugge, con un senso estetico fuori dal comune. La scena iniziale di Napoli è forse il miglior omaggio alla sua città. Tutti vorremmo avere Sorrentino che guarda con i suoi occhi quello che ci circonda e lo rende speciale, con la sua grande sensibilità.

Fidelio89  @  20/12/2021 16:15:31
   4½ / 10
Imbarazzante, fasullo come una non-moneta che non puoi né scambiare né vendere. Sorrentino in caduta libera, media voto che non rispecchia la realtà dei fatti. Un film in cui ti chiedi fino alla fine quando inizia il film.

Si è perso il senso del film, del cinema. Ormai il regista incapace è minimalista, la fotografia estetizzante è visionaria, le sceneggiature scritte da Ron Moss sono simboliste, la musica e la recitazione non pervenuta è poco invadente, sembra che un film sia diventato un' opera d'arte astratta nella quale trovare centinaia di topoi rubati alla letteratura (a parte che i Bildungsroman hanno stufato almeno dai tempi di Moravia). Originali, inedite ed inaspettate tematiche pirandelliane e metacinema che tradisce ancora una volta il servilismo dei nostri cineasti verso l'ingombrante maestro Fellini. La critica è un domino impazzito vittima o in antitesi totale al primo tassello. Abbiamo perso!

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anthony  @  20/12/2021 10:29:11
   9½ / 10
Sorrentino si libera dai 'sorrentinismi' e fa centro.
L'omaggio a Fellini questa volta è di cuore, autentico e non puramente fine a se stesso. Il fantastico piano sequenza 'aereo' iniziale ci immerge afonicamente nella Napoli di metà anni'80, poi ci si immerge nel mondo del piccolo Fiabetto - fatto di suoni, sensazioni, visioni, Maradona (vero e proprio Deus ex Machina), sogni, prime pulsioni erotiche- e la storia si dipana.
Sorrentino dirige un film straordinario, torna ai fasti degli esordi, dondola in bilico tra neorealismo sussurrato (il viaggio in treno di Fabietto verso il suo futuro.. è da lacrime) e una commedia/tragedia dai tratti sfumati e fortemente percettivi (Maradona, per Napoli, non è stato soltanto un campione del calcio, ma un vero e proprio motivo di orgoglio e di riscatto...corale e personale).

Cinema vero.

mrmassori  @  18/12/2021 15:31:00
   8 / 10
Il Piano sequenza iniziale che dal mare giunge alla vista di Napoli per poi ritornare nuovamente verso il mare stesso, è il primo simbolo di quest'opera, che reputo sia il miglior film di Sorrentino. In una città poliedrica in cui il tumulto di gente si affanna e cerca disperatemente di trovare il proprio posto nel mondo, polo nevralgico di miriadi di pregi e difetti, si scontano quotidianamente nell'opera più difficile e bella, e cioè la vita. Questo film, infatti, è proprio uno spaccato di vita (del regsita in primis) ma anche di una generazione vissuta a cavallo degli anni 80. La prima scena del film non è altro che un immenso tributo alla scena iniziale del capolavoro di Fellini, 8 e mezzo (che è uno dei 5 film preferiti in assoluto). Un traffico di macchine onirico in cui alla fermata dell'autobus spicca una prorompente Patrizia Signora /Battona per pazzia o per sport (alias Luisa Ranieri) che richiama anch'essa a scene del film del maestro Fellini "La Strada". Il film è diviso in due parti speculari: La prima divertente e ricca di personaggi surreali, talvolta grotteschi cosi come nei film di Fellini, è un concetrato di ilarità e battute da ricordare, la seconda parte drammatica, di riscatto e di speranza di avere un mondo migliore che si può solo ottenere evadendo da una realtà scadente solo facendo del buon cinema. La fotogafia è ottima così come le inquadrature e il montaggio. Un buonissimo film che farà da portabandiera per l'italia agli oscar. E chissà, dato che Sorrentino è comunque un furbone e sa cosa mettere nei suoi film per farsi premiare, soprattutto all'estero, che non riesca a bissare l'ambita statuetta.
Non è un capolavoro o uno di quei film che lasciano un segno indelebile, ma sicuramente è un bellissimo film.

antoeboli  @  17/12/2021 16:51:07
   8 / 10
Ho fatto quello che ho potuto.
Non credo di essere andato così male.
DIEGO ARMANDO MARADONA

Dietro E'stata la mano di Dio,si nasconde un momento della vita di Paolo Sorrentino che per tanto tempo il regista ha voluto tener riservato,e che grazie a quest'opera molti riusciranno a conoscere e comprendere.
Il film,ambientato negli anni 80',vuole mettere in scena un tipo di società napoletana che non esiste piu.Una famiglia di ceto borghese e con un tipo di mentalità che ormai sta scomparendo,con pranzi festosi in mezzo a tutta la famiglia dove Sorrentino da il meglio di se.
Infatti come di consueto mette in scena i personaggi,dia protagonisti che comprimari,caratterizzati con una certa maestria,e non mancano alcuni di essi che sono volutamente esagerati nel loro modo di apparire e di fare.
Tutto questo sotto un impianto registico di pregevolissima fattura.Sorrentino non si spreca nel mostrare la parte bella di Napoli come fece con la grande bellezza,e soprattutto gli interni della tradizione partenopea,fatti di eleganza,sfarzo e lusso.
Alcune inquadrature piani sequenza sono da pelle d'oca,e la fotografia è un capolavoro che conquista la vista dello spettatore.
La recitazione è di altissima qualità merito di un cast fatto di attori gia' conosciuti,alcuni anche direttamente da Gomorra, e altri del teatro napoletano.
Un papabile candidato agli oscar per l'italia

Truman84  @  17/12/2021 14:22:28
   10 / 10
Uno dei migliori film di Sorrentino e tra i più belli degli ultimi anni. Emozionante, doloroso, divertente, affascinante. Sorrentino questa volta bada più alla sostanza che alla forma. Da vedere e rivedere.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  17/12/2021 12:27:39
   8 / 10
Bravo Sorrentino.
Film di crescita e formazione. Film con personaggi surreali e grotteschi, ma che risultano credibili ed autentici.
Un cast perfetto.
Bellissima la fotografia.

marcogiannelli  @  17/12/2021 10:13:52
   7½ / 10
Non riesco a condividere l'entusiasmo generale per questo film sinceramente.
Cioè è un ottimo modo per passare 2 ore, ma da qui a catalogarlo come capolavoro ce ne passa.
A mio avviso Sorrentino si avvicina molto a La Grande Bellezza; passiamo da storie di personaggi fittizi (ma che hanno dei riscontri nella realtà) nell'ambito politico romano, ovviamente romanzando molte parti, alla storia di Sorrentino romanzata. Tutto sommato il modus operandi non è così lontano.
Ciò che cambia nettamente è la volontà di empatizzazione con i personaggi. Qui Paolo ci vuole far soffrire e crescere con lui, allora voleva solo descrivere un mondo di solitudine mascherato dalle luci delle feste.
Possiamo dividere il film in 3 parti fondamentali: la prima di presentazione della famiglia e dei rapporti familiari, la seconda con il lutto e l'elaborazione dello stesso, la 3a la ripartenza e la presa di coscienza di Fabio.
E, personalmente, ho preferito la prima parte, in cui i personaggi sono amabili e insopportabili allo stesso tempo, sono tridimensionali, così come siamo nella realtà. C'è un catalogo di esseri umani da far paura, e insieme litigano, si mandano a quel paese, si sfottono ma tutto sommato si vogliono bene. Le parti che ritengo fondamentali del film le ho trovate un pò artificiose, troppo Sorrentiniane nel peggiore dei significati. E oltretutto ci sono fin troppe ruberie da Nuovo Cinema Paradiso e Amarcord.
C'è sempre un'ossessione verso le donne (magistrale il fatto che alla fine l'unico rapporto sessuale sarà con la donna con cui vorresti vederlo meno scopare), un'ossessione carnale ma pura, da adolescente.
C'è il rapporto con i genitori, Napoli e Maradona.
Bravissimi tutti gli attori, il film non soffre mai di cadute di stile nella recitazione nonostante ci siano battute per molti personaggi.

Mauro@Lanari  @  17/12/2021 05:07:19
   7 / 10
Sorrentino racconta il proprio adolescenziale "oro di Napoli" schiantato in due dalla morte dei protagonisti, i suoi genitori. Una struttura narrativa osata e usata solo da Friedkin in "Vivere e morire a Los Angeles" nell'85, ma in quel caso era fiction, seppur grandiosa. I critici paragonano la prima metà del film ad "Amarcord". Vi è citato un aneddoto, suppongo apocrifo: "A un certo punto lo chiama un giornalista e Fellini gli fa: 'Il cinema non serve a niente, però ti distrae...dalla realtà. La realtà è scadente.'" Una dichiarazione di poetica per interposto cineasta: l'emulo mir'a un affresco corale però gli riesce un acquarello stinto, una blanda messinscena circense. Come ha dichiarato in altre occasioni, vorrebbe darsi alla commedia ma gli escono dei drammi. Oppure nessuno dei due, aggiungo io. Poi, dalle convulsioni dell'alter ego Fabietto, smette di gigioneggiare. I critici paragonano la seconda metà del film a "I vitelloni". Non credo che quest'insistiti raffronti felliniani gli giovino: la fuga di Moraldo verso Roma, lontano dalla "pochezza dell'esistenza di chi ha perso il Paradiso e cercherà di ricostruirlo attraverso la finzione dei set" (Paola Casella), qui è descritta con una nostalgia formale diversa. Del virtuosistico piano sequenza iniziale col drone sul golfo partenopeo resta il ricordo del suono degli offshore in campo nero. Quando non è discontinuo, Sorrentino colpisce al cuor'e fa male. Dopo vent'anni di carriera, mi piacerebbe che ripartisse da qui.

3 risposte al commento
Ultima risposta 10/02/2022 04.02.11
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camifilm  @  15/12/2021 22:27:03
   9 / 10
Nel film viene nominata e poi inquadrata per un paio di volte una vhs di "c'era una volta in America"...il tutto così, senza apparente motivo.
A parer mio questo film è il "c'era una volta in America" italiano.
Personaggi, crescita, spensieratezza, e poi la parte adulta amara, che arriva a qualsiasi età anche se non sei pronto e ancora sei il cocco di parenti zie vicini...
Alla fine finalmente lo usa quel walkman...portato in tutta la storia.
Bellissimo poi ogni rapporto coi famigliari, i dialoghi,... Persino il rumore della città e del mare che parla.
Maradona c'entra poco nella storia è l'illusione fanciullesca di una città che si adegua (il fratello) contrapposta proprio al momento in cui il ragazzo si veste e trasforma in realtà il sogno.
Anche il regista che lo sprona, in realtà resta sempre lì.

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sepho  @  15/12/2021 10:03:36
   8 / 10
Non so se è il miglior film di Sorrentino, ma sicuramente è uno dei migliori film degli ultimi anni.

Il buon Paolo in questa commovente storia ha tirato fuori le sensazioni pure della sua infanzia e portato sullo schermo la magia di una Napoli maestosa, che probabilmente non esiste più e che lentamente sta svendendo i suoi misteri e le sue tradizioni.
Una città dove il sacro e il profano si mescolano e il bene e il male sono divisi un'ombra sottilissima. Una città che ti da così tanta libertà che forse a un certo punto non sai più cosa fartene. Non riesci a raccontarla, puoi solo viverla, o puoi disunirti. Specialmente a 16 anni, quando la tua vita è ancora tutta da modellare.

Tecnicamente un film meraviglioso, con una fotografia perfetta in ogni momento e una regia precisa di Sorrentino, con tanti riferimenti al "Suo" cinema e a quello di Fellini.

Ho avuto la fortuna di vederlo al cinema, un film che avrebbe meritato più tempo in sala, ma le leggi di Netflix sono chiare. Almeno speriamo che continuino a produrre lavori di ampio respiro come questo.

130300  @  29/11/2021 19:17:48
   6 / 10
Mi dispiace molto andare controtendenza ma, al conterario de La Grande Bellezza (a cui hio dato 10), questo film mi ha altamente annoiato

matt_995  @  29/11/2021 14:01:11
   10 / 10
È da ieri che non faccio che pensare alla famiglia Schisa e a tutte le persone che gravitano intorno a quel micro universo napoletano: la signora Carmela, con le sue rispostacce (e una dolcezza ben nascosta sotto l'immancabile pelliccia), il fidanzato zoppo di quella "Battilocchia" di zia (alla fine sono rimasti insieme, aveva davvero le migliori intenzioni), la zia bipolare o forse semplicemente incompresa, la baronessa con qualità nascoste "super", il papà con i suoi aneddoti malinconici e dolcissimi... E soprattutto la mamma, uragano di risate e sensibilità, coi suoi scherzi e le sue carezze (Teresa Saponangelo per me spicca in un cast praticamente perfetto).
Ci penso da ieri, dalla prima visione, ma ci penserò ancora a lungo a quei personaggi così veri e veritieri. Non mi importa se sia o no per davvero la famiglia Sorrentino, quello che importa è che è così vera da sembrare la mia di famiglia. E giù di risate. E giù di lacrime.
Grazie Sorrentino per esserti messo così a nudo, affinché anche noi spettatori possiamo metterci a nudo con noi stessi. Grazie per quel finale in cui in teoria fai "perdere" il tuo alter ego. Non importa, perché vent'anni più tardi Fabietto/Paoletto avrebbe vinto su tutto con questo film meraviglioso.

marimito  @  27/11/2021 22:57:18
   9 / 10
Sorrentino sembra abbandonare i suoi sofismi, i suoi voli pindarici, smette di essere inaccessibile per portare chi lo vede nel suo mondo, in quel microcosmo fatto di una famiglia bizzarra ed apparentemente felice, di una solitudine incomprensibile, fatto di desideri inespressi ma ardenti, delle passioni calcistiche (che poi sono piuttosto passioni frutto della inevitabile napolitanità), ma soprattutto ci porta nella sua sofferenza o meglio in quella di Fabietto alias Paolino, ce la fa attraversare, esattamente come ha fatto lui quando da Fabietto/Paolino è diventato Fabio/Paolo; all'improvviso quella bellissima città, che è Napoli, piena di contraddizioni ed eccessi, che aveva fatto da sfondo a quella vita diventa un luogo troppo angusto per riuscire a vincere il dolore ed il respiro di un'esistenza libera ed oltre ogni orizzonte, vince l'amore per la città che gli ha dato i natali. Ad una prima parte ironica, allegra e spensierata fa da contraltare una seconda uggiosa e mesta, fra le quali parti lo spartiacque diventa la disperazione dell'impotenza. Bello, bello , bello. Finalmente Sorrentino ha deciso di arrivare a tutti!

Giovanni78  @  27/11/2021 11:21:59
   9 / 10
Il film più intimo e personale di Sorrentino. Un film che fa centro in pieno. Straordinari gli attori, specialmente il giovane protagonista. Da vedere. Film che merita la candidatura agli Oscar( tocco ferro!).

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  25/11/2021 09:43:14
   9½ / 10
E via ogni orpello stilistico che non sia semplice e pura poesia o silenzio, come i fumi di Stromboli questo film comincia a nascerti nelle viscere ben prima di ogni accadimento, è la rivoluzione, la rivendicazione di una città, è la resistenza del pugno di dio fatto a dito, è la notte che arriva Maradona con le sue fideiussioni a vita a perdere, è la risacca delle onde provocate sia da contrabbandieri che rivendicano la libertà di correre per le sigarette ma non sono quelle, è la libertà dalla simulazione, è la stessa onda provocata dai tuffi di registi che rivendicano la propria integrità radicale di rimanere o dalle signore anziane che rivendicano la libertà mandandoti a fare ubucchìn, napoli è il rovesciamento di fronte è l'orecchino di Paolo/Fabietto è l'ospedale deserto è la decadenza è il rifiuto è il rifiuto è il rifiuto di andarsene, quello di non rivestirsi, quello di non usare un telecomando, è la bandiera che svolazza insieme ai panni da stirare in mano a una settantenne, è il vicolo che si fa stadio, la terrazza che si fa tribuna, l'urlo strozzato che si fa manifesto, ancora resistenza, nelle arance fatte volteggiare come gioia e come dolore, soprattutto ancora libertà, di una città perennemente legata a testa in giù nella navata la cui bellezza incendia gli occhi, la libertà di avere la propria voce, quella tolta e restituita da una pila lanciata nel cortile l'ultimo regalo di una pazza essa sia l'amore, essa toglie essa da, la voce dell'essere diventato grande, il permesso di essere libero, il permesso di essere vivo e combattente e non più un diminutivo da vicino di casa, è la libertà di alzarsi dalla platea e dire di no! vaf.fanc.ulo, è la libertà di piangere fra la polvere incendiaria di un'infanzia da porte e pallone in una giornata di sole, è il ruggito dell'auto in corsia di sorpasso è l'offshore sognato da un carcere sono le porte che non si aprono è il sogno da un carcere senza padre e madre ma con l'arte di trasformare ogni tocco in un richiamo, ogni notte in un'avventura, ogni fes.sa in un una porta verso il futuro, ogni legame in una cosa sola perché ovunque, allo stadio al manicomio in ospedale o per strada rimane sempre e solo la libertà. E siamo tutti soli. Questo Sorrentino filma insieme alla propria adolescenza e mette il perenne e definitivo sigillo a un luogo la cui bellezza mai nessuno potrà ignorare e profanare, ardore, mille paure, sole amaro, mare.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  25/11/2021 01:13:20
   9½ / 10
Se non di Dio, la mano è quella di Eduardo, filtrata dallo stlismo tracotante, bizzarro e Corporeo di Fellini. Una fuga che consta solo due ore scarse di treno, a raccontare l'invadenza di Roma nel Sogno e nella Folia Creativa della Città Partenopea. Ricorda quasi quella di "Midnight cowboy" di Schlesinger, implicitamente citato in una sequenza quasi ancestrale nel suo Erotismo ma al posto di "Everybody's Talking" la voce che si ascolta è quella di Pino Daniele. In una città chiassosa e attraente dove tutto viene enfatizzato, e i corpi e le voci e una famiglia sembrano usciti da una farsa, nulla sembra fuori luogo, nulla è concesso al compiacimento, sembra di vivere solo una storia di difficile... Normalità. Sorrentino si dimentica di fare il Borges del Cinema Italiano e confeziona un film Meraviglioso, secondo il mio parere il più grande film dell'anno, così struggente e doloroso eppure così fortemente Profano nel Sacro fuoco della Vita, nella sua Vitalità irresistibile e decadente. Un vero Incanto Visivo di cui resterà traccia nei futuri decenni

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  19/09/2021 11:47:07
   8 / 10
Il rapporto con Napoli ed il rapporto con la sua memoria. fra gli slanci giovanili di un romanzo di formazione di un miraggio ritenuto impossibile come Maradona al Napoli, il desiderio nei confronti della propria procace zia visto come un sogno felliniano e la stessa voce di Fellini a fare dei provini nella città partenopea. Una galleria di personaggi che non sono diventano mai macchietta ma che fanno parte della vita di Fabio, a cominciare dai propri genitori. E' stata la mano di Dio Sorrentino è più sobrio nella regia e più curato nei dialoghi e centrato sui personaggi a cominciare dal giovane Fabietto
intento a diventare improvvissamente Fabio dopo la morte dei suoi cari, inaspettata e crudele. Evento che fa declinare il film dai toni solari della prima parte ad una visione più cupa in cui il mentore Antonio Capuano con estrema schiettrezza mettera di fronte Fabietto di fronte ad un bivio: diventare Fabio. Avrebbe meritato il Leone d'oro questo film, ma comunque la conferma che Sorrentino è una certezza. Tutta italiana.

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Ultima risposta 16/12/2021 11.41.03
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