1917 regia di Sam Mendes USA, Gran Bretagna 2019
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1917 (2019)

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locandina del film 1917

Titolo Originale: 1917

RegiaSam Mendes

InterpretiGeorge MacKay, Dean-Charles Chapman, Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden

Durata: h 1.59
NazionalitàUSA, Gran Bretagna 2019
Generedrammatico
Al cinema nel Gennaio 2020

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Trama del film 1917

Al culmine della Prima guerra mondiale, due giovani soldati britannici, Schofield e Blake ricevono una missione apparentemente impossibile. In una corsa contro il tempo, devono attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che arresterà un attacco mortale contro centinaia di soldati, tra cui il fratello di Blake.

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Voto Visitatori:   7,60 / 10 (35 voti)7,60Grafico
Migliore fotografia (Roger Deakins)Migliori effetti speciali (Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron)Miglior sonoro (Mark Taylor e Stuart Wilson)
VINCITORE DI 3 PREMI OSCAR:
Migliore fotografia (Roger Deakins), Migliori effetti speciali (Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron), Miglior sonoro (Mark Taylor e Stuart Wilson)
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Voti e commenti su 1917, 35 opinioni inserite

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maxwin  @  18/02/2020 11:50:02
   7 / 10
Eccezionale dal punto di vista tecnico, è incredibile come la telecamera ti trasporti nelle peripezie della guerra. Però, la pecca, a parer mio, è la mancanza di pathos, di emozione, l'empatia del film col divenire, scema. Peccato, sarebbe stato un kolossal.

Niko.g  @  16/02/2020 19:32:56
   9 / 10
Un'esperienza immersiva, da vivere rigorosamente al cinema.
Lo stile delle riprese è accattivante, supportato da una bellissima fotografia, ma occorre abituarsi alla claustrofobia che ne può derivare. Per capirsi: è come se fossimo costretti a stare ad occhi aperti senza mai battere le ciglia, non è esattamente una passeggiata. Tuttavia ci si abitua presto e ci si ritrova magicamente accanto ai due ragazzi protagonisti di una missione impossibile, dove il nemico numero uno è il tempo.
Almeno sul piano della messa in scena e del ritmo, quindi, possiamo accostare "1917" a "Salvate il soldato Ryan" e a "La battaglia di Hacksaw Ridge", due titoli che narrano straordinari esempi di rischio e sacrificio. Così come pure, per certi versi, a "Uomini contro" di Francesco Rosi e a "Orizzonti di gloria" di Stanley Kubrick. Insomma, un film che lascia il segno non soltanto sul piano estetico, ma anche della forza emotiva.

benzo24  @  12/02/2020 21:43:59
   5½ / 10
in ptatica sembra di vedere un videogame. per il resto nulla che non si sia già detto in qualsiasi altro film sulla wwi

The Cellular  @  11/02/2020 20:57:53
   6 / 10
Media voti pompata a dismura senza un vero reale motivo. Sarà per lo stile innovativo delle riprese, oppure semplicemente, frutto della bravura del regista nel rappresentare in maniera semplice ma dettagliata dello svolgersi del conflitto, attraverso gli occhi dei due protagonisti. Sicuramente non il migliore del suo genere, un punto in meno anche dovuto alla poca esperienza dei due attori protagonisti,va bene però vista la loro prima volta sul grande schermo.

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Ultima risposta 12/02/2020 12.55.16
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  10/02/2020 23:02:38
   8 / 10
Film bellico di Mendes che gode di una potente idea nella messa in scena continua ed anche della scelta di una location storica non sempre concentrata sulla Seconda Guerra Mondiale.
Un film potente sugli orrori della guerra che punta molto su un'immedesimazione da videogioco e quindi su piani sequenza e macchina da presa che segue il protagonista come nei videogiochi in prima persona.

Questo Call of Duty della Prima Guerra Mondiale non perde di mostrare i sui lati umani riuscendo a convincere in pieno lo spettatore.
Oscar tecnici meritati, in fin dei conti il film è tutta tecnica e grande scrittura.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento williamdollace  @  10/02/2020 09:40:34
   9 / 10
Sam Mendes insonorizza la tragedia (non importa la nazionalità, quale guerra sia, e dove ci si trovi, Mendes relega le spiegazioni fuori dal film, nel titolo) e fa di un troppo annunciato film 'di guerra' un film di caporali e famiglia, di pura sopravvivenza (di sé stessi o dell'altro) come atto scientemente quotidiano, accelera e rallenta, e quando lo fa piazza tre scene da lacrime, due corse per la vita e un canto inaspettato (e anch'esso non è forse un atto di vita mentre infuria una tempesta di pallottole e mortaretti?) minando ogni possibile retorica (l'incontro finale, una mano tesa verso l'altro, nell'altra un ricordo, emblema di dignità e silenzio del dolore). La corsa notturna nella città fra razzi e fiamme, la corsa fuori dalla trincea, emblemi di un film, soprattutto la seconda, dove mentre la storia corre verso la morte il singolo corre verso la vita, geograficamente e trasversalmente, in faccia al piano sequenza, e proprio il potere simbolico di questa dicotomia di direzione è tutta la chiave di lettura filmica di questo capolavoro

130300  @  09/02/2020 23:54:41
   6½ / 10
appena sufficiente. interessante lo stile di ripresa. poco credibili diverse scene che fanno inevitabilmente scendere la valutazione complessiva. peccato.

minoidepsp  @  09/02/2020 16:56:09
   8 / 10
Impegnativo da seguire, ma coinvolgente e fa sentire lo spettatore come fosse all'interno dello scenario di guerra.

halflife  @  08/02/2020 21:04:19
   8½ / 10
Bellissimo.....film di guerra...poco crudo...ma bello...poche parole molti fatti...tira fuori diverse emozioni nello spettatore...non ai livelli di ryan..

lucasssss  @  07/02/2020 08:40:28
   7½ / 10
molto bello, coinvolgente ed emozionante, da vedere

GreatJohn96  @  05/02/2020 00:10:59
   7½ / 10
Non il lavoro che molti acclamano, ma di certo un film bellico che mancava da tempo. Il coinvolgimento con i personaggi è a dir poco impeccabile, così come il quasi-realismo che persuade la sceneggiatura, maniacalmente curata da un Sam Mendes passionale ed in gran rispolvero. Il piano sequenza non è originale, ma è una trovata intrigante.

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Ultima risposta 08/02/2020 22.27.41
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ragefast  @  04/02/2020 23:33:38
   7½ / 10
Parto dal presupposto che qualsiasi film di guerra, sebbene possa sembrare simile agli altri, se fatto bene è sempre molto interessante per la ricostruzione storica e per cogliere singoli particolari di eventi durati anni che nel bene e nel male hanno segnato la nostra storia.

Detto questo, film visto con buone aspettative, direi abbastanza rispettate. Soprattutto dal punto di vista dell'immagine, della regia, della fotografia nulla da eccepire, è uno dei punti di forza del film e contribuisce a far immedesimare lo spettatore nella vicenda dei personaggi principali, oltre che mostrare il tetro e desolato paesaggio martoriato dalla guerra. Bene il cast, dove diversi nomi importanti però sono relegati a parti da 2/3 minuti non di più (es. Cumberbatch), quindi è tutto più o meno sulle spalle del duo under 30.

Un po' meno convincente la storia: è bella, per carità, però forse in quanto molto aderente alla realtà, non aspettatevi chissà quali livelli di tensione o storie romanzate. Oscar/non Oscar, secondo me è comunque un film da vedere.

fotogenico  @  03/02/2020 20:29:03
   6½ / 10
Non offre molto al di là dell'impatto scenografico, che comunque alla lunga stanca poichè questa scelta tecnica diventa il motore del film, piuttosto che il metodo.

Riguardo alla trama, niente di nuovo. Per metà "Salvate il soldato Ryan", per l'altra metà "Gallipoli (Gli Anni Spezzati)". Niente sottotrame, niente sviluppo dei personaggi. Il movente è un classico del blockbuster americano, indipendentemente da che la gente si infili nei buchi neri, combatta gli zombie, o scappi dagli alieni: salvare un membro della famiglia.

Onorevole menzione per i soldati tedeschi i quali, come al solito, esauriscono caricatori colpendo nessuno.

E poi, mi volete far vedere quanto è brutta la guerra tentando di impressionarmi con i cadveri putrefatti?! Ma signori, siamo nel 2020: apro youtube e vedo di peggio!

araujo712  @  03/02/2020 17:14:23
   8 / 10
assolutamente originale, piano sequenza irreale, scenografia stupenda. Uno dei migliori film sulla prima guerrra mondiale. Da non perdere.

biagio82  @  03/02/2020 01:04:31
   8 / 10
i film di guerra difficilmente mi prendono, ma qui ci troviamo di fronte a qualcosa di incredibile, sopratutto dal punto di vista tecnico.
la trama è interessante, il tentativo di attraversare la zona di nessuno entrare in territorio nemico, apparentemente abbandonato, per impedire che gli alleati finiscano in una trappola, ma è il metodo di realizzazione a lasciare a bocca aperta un insieme di lunghi piani sequenza uniti sapientemente per far sembrare tutto il film un piano sequenza unico.
già realizzare un piano sequenza in un film è di una difficoltà mostruosa, serve che tutti gli attori, i figuranti e i cameramen si muovano a tempo perfetto, senza il minimo errore, e qui si fa per tutta la lunghezza del film, dimostrando la mostruosa bravura di tutti gli addetti ai lavori, la tecnica scelta poi è azzeccatissima per permetterci di immedesimaci coi protagonisti, scoprendo piano piano gli ambienti in cui dovranno muoversi, dettagliatissimi fin nei minimi particolari.
detto così il film sembrerebbe però un mero esercizio di tecnica, (forse è per questo che molti nei commenti sotto lo abbiano definito freddo, perchè durante la visione si sono concentrati solo su questo aspetto) ma non è solo questo, si empatizza bene coi protagonisti.



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le ho trovate scene molto toccanti, anche se non eccessivamente melenze.
avrei dato anche un voto maggiore se comunque il film non scadesse in alcune scene, per me, davvero non sense, come:



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le ho trovate forzature eccessive, ma il cinema, anche quello fatto nel migliore dei modi purtroppo deve cascare in queste cose a quanto pare.
rimane comunque un film sopra la media, che secondo me, deve assolutamente essere visto

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Zazzauser  @  01/02/2020 15:52:22
   9 / 10
Il film di guerra, un po' come l'horror, ormai non ha piu' nulla di nuovo da raccontare. Tutt'al più e' come lo racconta, l'attenzione al particolare, la maestria nella messinscena, la capacita' degli attori di restituire le emozioni dei personaggi allo spettatore, che fa davvero la differenza. 1917 ha tutto questo, ed é proprio per questo motivo che e' un grande film.
Sam Mendes é davvero maestro nella ricostruzione dell'ambientazione e nel raccontare la corsa contro il tempo di un caporale che ha in mano la sorte di 1600 commilitoni. Fondamentale il concetto di lotta: nella guerra non e' solo quella fisica, di proiettili e mortai e scontri aerei, ma anche quella psicologica - con sé stessi, contro la paura, la disperazione, il senso di impotenza, il nichilismo che ogni conflitto - con la sua insensatezza - scatena nel soldato. Chi vince questo vince la guerra, e forse riesce pure a donargli un significato.
Davvero bello, molto bravo George McKay

mrmassori  @  30/01/2020 10:12:33
   8 / 10
Bellissimo! Un'esperienza cinematografica di grande impatto emotivo come non se ne vedevano da tempo. Tecnicamente e registicamente da oscar. Nello schifo della guerra Mendes è riuscito a tirar fuori un'opera d'arte che emoziona e colpisce per lo studio registico che ne è venuto fuori.

piripippi  @  30/01/2020 01:13:19
   6 / 10
gli americani hanno un concetto molto strano degli oscar. 1917 come tutti i film di guerra è un film drammatico, triste , noioso e dal finale scontato. 2 ore lunghe e pesanti. ho visto film di guerra più avvincenti ma questa storia vera non è nulla di che

Invia una mail all'autore del commento luca986  @  29/01/2020 23:33:01
   8 / 10
Qualche momento morto penalizza la valutazione. Che trovata però quella dei piani sequenza così lunghi da sembrare uno soltanto. Wow.

TheLegend  @  29/01/2020 18:42:18
   7 / 10
Ottima realizzazione tecnica e buone le interpretazioni.
Manca solo un pò di emozione.

Manticora  @  29/01/2020 10:51:58
   8½ / 10
Al di là della regia, che conferma ancora una volta Sam Mendes come uno dei migliori registi in circolazione 1917 è un film che è soprattutto una scommessa. Intanto perchè riuscire a finanziare, scrivere e dirigere un film di guerra del genere oggi rappresenta sempre un incognita che rende il tutto già una sfida. Sam Mendes fà in parte quello che a livello produttivo ha fatto Spielberg con il Soldato Ryan. Ma qui non c'è epica, retorica o siparietti. C'è soltanto una missione da portare a termine per cercare di impedire la morte di 1600 uomini costretti nell'ingranaggio della guerra. Infine c'è soprattutto la critica alla guerra in sè, come mattatoio organizzato in cui i buoni si scontrano con i cattivi, in questo frangente ovviamente Mendes si schiera ma lo fà senza l'autocompiacimento di Spielberg che sfoggiava la melensa retorica legata ad una lettera di Abramo Lincoln.
I due soldati attraversano anche metaforicamente e le difficoltà della vita, in un percorso che li porterà a confrontarsi con l'ambiente, gli edifici e gli altri: tedeschi, soldati inglesi, perfino civili.
Mendes incastra tutto, senza cedere a retorica o sentimentalismi, la scena del latte che

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e semplicemente un piccolo momento di umanità in quell'aprile 1917. l'ottima fotografia di Roger Deakins illumina l'odissea dei due soldati, di giorno ma soprattutto di notte, e meriterebbe FINALMENTE quell'oscar che gli manca da 14 nomination, questa sarebbe la quindicesima.
Ad impreziosire il tutto ci sono i piccoli ma intensi cameo di Colin Firth, Mark Strong, poi Benedict Cumberbatch. Perfino Richard Madden il fratello maggiore di Blake ha una chiusa finale drammatica ma necessaria.
Probabilmente 1917 potrebbe ottenere gli oscar che merita, anche se la concorrenza è parecchio agguerrita, e soprattutto Parasite rappresenta un incognita, insieme a Joker non indifferente.

dagon  @  28/01/2020 21:20:05
   7 / 10
Concettualmente ricorda un po' Gravity applicato alla prima guerra mondiale. Un film che si esaurisce, quasi completamente, nella sua eccelsa e straordinaria realizzazione tecnica. Deakins non lo scopriamo oggi e già in "jarhead" il duo con Mendes aveva dato luce (sic) a immagini strepistose (tutta la scena dei pozzi di petrolio). Grandissima scenografia, fotografia pazzesca, alcune scene fanno davvero chiedere "come le avranno fatte?" (sicuramente si è usata -bene- la computer grafica

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER). Però poi il tutto rimane un po' vuoto, vacuo. Dov'è il cuore? dov'è l'emozione? Sì, sembra di stare là, in alcuni momenti, ma solo con la testa, concentrati a vedere le mirabilie di una macchina da presa che si muove (apparentemente) senza interruzioni su un set ogni volta più impressionante del precedente. Tecnicamente dà le piste a dunkirk, ma ne condivide la sterilità di fondo.

AMERICANFREE  @  28/01/2020 18:21:28
   8 / 10
Gran bel film di guerra, regia e soprattutto fotografia stupenda. Bravissimo il protagonista, scene di guerra molto realistiche

Scuderia2  @  27/01/2020 20:28:20
   5½ / 10
Percorso di 15 km - Francia del Nord
Quasi una mezza maratona live alla quale gli splendidi panorami diroccati conferiscono, in verità, i connotati di Campestre.
L'evento è seguito con ingente dispiegamento di mezzi e la regia segue con dovizia gli Inglesi mentre i Tedeschi latitano in quanto a presenza e competitività.
Ne derivano poco agonismo e poco pathos pur con la score che ci prova a palpitare.
Si lotta per la medaglia e per l'abbraccio dei cari ma, alla fine, Battlefield 1 è più divertente.

Jokerizzo  @  27/01/2020 11:53:01
   10 / 10
C'è poco da dire...il voto parla da sè....

Lockjack  @  26/01/2020 22:54:13
   9 / 10
Che bello poter fruire d'esperienze come 'sto 1917 senza soggiacere a le remore e censure che derivano da una conoscenza esperta de la dimensione filmica e di tutti i riferimenti e citazioni (pertinenti o stantuffati dentro con gratuita irruenza) cui s'aggancia e da cui vien'abbordata.

Che a ridimensionare (che di norma è un processo cronologicamente diluito) c'è sempre tempo... ma intanto s'è goduto.

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Ultima risposta 12/02/2020 09.24.47
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Wilding  @  26/01/2020 11:45:00
   8½ / 10
In qualche frangente sembra che la regia "prenda fiato", e lo spettatore si assopisce; poi riparte, di nuovo potente, con un grandioso impatto visivo. Quasi perfetto... quasi!!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  26/01/2020 00:46:38
   7 / 10
Abbiamo avuto, (già) negli anni Duemila due dei più grandi filn bellici di sempre, "Lettere da Iwo Jima" di Eastwood e "Zero dark thirty" della Bigelow, ne aggiungiamo un terzo l'affresco seminale di Tarantino "Bastardi senza gloria" e magari ci mettiamo pure "Dunkirk" di Nolan, se non altro per le Immagini. Immagini, appunto. Il film di Mendes ubriaca per la sua bellezza visiva, che cita alti modelli del passato come Milestone e Wellman, ricordando (suo malgrado?) un capolavoro come "Stalker" di Tarkovskji, in effetti il punto di forza non sta tanto nel piano-sequenza ma nel magma apocalittico dove si respira odore di morte in un contesto quasi da delirio post-atomico. Sembra che tutto esca dal Cinema, ma è anche un effetto voluto, che coincide con pennellate Brueghelliane o magari Caravaggesche. Insomma viene da crederci alla sincerità di un regista e alla sua caratura tecnica, salvo poi ammettere che magari tutta questa grandezza visiva colma una carenza emotiva non da poco. Compreso un riferimento biblico piuttosto abusato, e non a caso. 10 nomination mi sembrano un'enormità per un film che non riesce a catturare per la storia cfr. Un altro Soldato Ryan trapiantato nella Prima Guerra Mondiale, tantomeno per le prove attoriali (oneste ma niente più) del resto fortemente influenzate da un doppiaggio (in Italiano) discutibile. E forse anche dal punto di vista tecnico-visivo qualcosa non va al posto giusto, visto che l'immagine più bella di tutte, quella dell'elicottero che precipita, ricorda tanto troppo la celeberrima sequenza di "North by northwest". Sembra un allucinato videoclip visionario, che trattiene tecnicamente tutto il suo potenziale lirismo. Ma non esageriamo, questo è un decoroso film di guerra da parte di un decoroso cineasta, e tanto mi basta. Avessi visto più acredine e cattiveria, le riserve sulla freddezza formale dell'opera non potevo forse sentirle o tantomeno "vederle"

john doe83  @  24/01/2020 23:46:04
   7½ / 10
Tecnicamente e registicamente è notevole, due piani sequenza veramente eccelsi (che entrano di diritto nella storia del cinema).
La trama è una storia di sopravvivenza e coraggio, semplice ma efficace.

Invia una mail all'autore del commento tnx_hitman  @  24/01/2020 23:15:57
   9 / 10
Una volta lasciata la fortificazione difensiva, lo spettatore è vulnerabile quasi quanto i due caporali assoluti protagonisti di 1917. Ci si sente senza protezioni ma non si può più rimanere sul posto. 1917 è un film che trascina in avanti i suoi protagonisti: una corda invisibile viene legata attorno al busto di Schofield e Blake e Sam Mendes non lascia più la presa. Ogni minimo passo falso può risultare fatale e ogni colpo non andato a segno potrebbe essere l'ultimo.

Non conta nient'altro che l'istinto di sopravvivenza e per farcela devono solo puntare dritti all'obiettivo. Avviene un rapporto direttamente proporzionale, studiato al dettaglio dallo staff dietro le quinte: la componente emotiva prende posto quando il rischio di essere uccisi è elevato, con momenti di stallo che sono sono furbescamente inseriti perché non si sa mai cosa potrebbe capitare. 1917 non rientra a pieno nel genere war-movie; è un survival d'avventura a sfondo bellico. La prima guerra mondiale si incentrava sulla guerra d'assedio, sulle strategie da adottare senza gettarsi a capofitto sul fronte nemico. Non arriverà mai l'esplosione di adrenalina dovuta all'epico scontro a cielo aperto.

Mendes sposta la cinepresa e non va glorificando nessuna fazione. Il patriottismo lasciamolo da parte, piuttosto manteniamo il focus su due ragazzi che si sentono in difficoltà anche se hanno la spiccata capacità di orientarsi e leggere le mappe. Loro si muovono a passo deciso ma con tanta paura in corpo, noi invece li seguiamo terrorizzati. Ci si domanda, con spiccata curiosità, se ce la potremmo fare a reggere tale pressione. La risposta è evidentemente negativa. Non ci saremmo mossi neanche di un centimetro; è qui che Mendes gioca la carta del piano-sequenza continuo e con un solo stacco netto a metà narrazione. Non come mero orpello visivo tanto per provarci gusto a metterlo in scena, ma uno strumento necessario per avvertire il senso di impotenza di fronte ad un campo di battaglia veramente esteso.

La carenza di background, l'empatia, il trasporto emozionale, non vengono messi volutamente da parte, anzi è da individuare proprio nelle azioni che vengono compiute ragionando costantemente sulle possibilità di successo o fallimento. Abbiamo tutto sotto i nostri occhi se ci sentiamo parte di quel viaggio. Mendes riesce con grande maestria a comunicarci il senso di responsabilità, il dovere verso i propri compagni, frammenti che solo situazioni al limite come la guerra riesce a tirare fuori. Il tocco di classe lo aggiunge Roger Deakins (sempre sia lodato) con una fotografia che raggiunge la perfezione e ricalca con ottimi risultati l'approccio viscerale di un Vittorio Storaro di Apocalypse Now, con luci ombre e colori che devono ricoprire un ruolo essenziale all'interno del processo cinematografico. Assoluto protagonista di una sequenza nell'intermezzo devastante per il suo colpo d'occhio, tanto da rimanere impresso nella retina. Non puoi più abbandonarla e difficilmente verrà superata quest'anno verrebbe da dire.

In definitiva, 1917 è un grandioso ritratto di un mondo devastato dove la crudezza e le atrocità sono all'ordine del giorno. Crateri scavati dalle bombe, cadaveri in decomposizione impigliati nei fili spinati, resti di ripari e rifugi abbandonati, carcasse di animali putrescenti. Uno sfondo spazzato via dall'anonimato dell'eroismo, ora fonte principale dalla quale attingere per restituire un po' di umanità in questa guerra.

FABRIT  @  24/01/2020 17:07:38
   6½ / 10
1917 è un film da vedere sicuramente e la scelta del piano sequenza è estremamente coinvolgente, durante la visione sembra di stare lì veramente assieme ai protagonisti...
tecnicamente perfetto, non un capolavoro ma questo è uno di quei film da vedere al cinema assolutamente.

marcogiannelli  @  24/01/2020 14:43:15
   9 / 10
Personalmente lo ritengo già ora un capolavoro. Per chi si chiede "sarebbe stato lo stesso senza piano sequenza?" ecco, non ha senso farsi questa domanda, visto che il film è stato pensato così.
Il montaggio di più piani sequenza insieme è senza dubbio il punto di forza del film. 1917 diventa così un'esperienza da vivere in sala, un film che vivi, sei tu lì con loro sempre a rischio morte, sempre tra gli orrori della guerra; non ci si può distrarre un attimo. Sì, perché di guerra parliamo e non l'abbiamo mai vista così tanto da vicino.
La sceneggiatura è ciò che di più semplice si possa immaginare. Si parte da un punto e si arriva ad un altro.
Seguiamo pedissequamente i due attori nel loro viaggio. Due attori che sono due emergenti, scelta ottima per poterti immedesimare in questi due soldati. I vari big hanno solo dei piccoli cameo in ruoli importanti gerarchicamente, ma non sono il fulcro del film.
Roger Deakins ha fatto un lavoro immenso con la fotografia. Lavorare su un film che ha una decina di piani sequenza all'aperto implica lavorare su una luce che deve mantenersi costante, sul trovare le stesse situazioni climatiche nel corso di diversi giorni di ripresa, significa fare un passo in più rispetto a quello che fai solitamente in una pellicola e correggi in post-produzione. E la scena che chiamerò per semplicità "flares" è qualcosa che non si era ancora vista al cinema.
In tutto questo è assurdo che il montaggio non sia stato nemmeno menzionato agli Oscar. Per tenere insieme un'opera di questo tipo ci vuole una preparazione di livello assoluto, un montaggio che finge un unico piano sequenza.
Il sonoro (colonna sonora e montaggio sonoro) sono mostruosi non solo per quanto riguarda le scene di battaglia, ma soprattutto nel portarci in un'atmosfera orrorifica destabilizzante. E' un horror reale, la guerra.
Il colpo di genio è a metà film. Non succede tutto in scena, anzi. E succede anche nel momento e nel modo in cui non ce lo aspettiamo. Però la vita, e soprattutto la guerra, sono così
Il film è pieno di scene iconiche, ce ne sono a go go che rimangono in testa.
Se vogliamo proprio trovare tre difetti possiamo dire che il finale è fin troppo veloce, ci sono due scene un pò didascaliche e la narrazione è poco originale.
Ma per me va bene così.

Mauro@Lanari  @  24/01/2020 07:52:42
   6½ / 10
"A strange game. The only winning move is not to play" ("Wargames": Badham, 1983)
Una missione (suicida?) come viaggio esistenziale nella "terra di nessuno" fra due trincee (nemiche?), una "Zona", morta o no, che si pone fra il paesaggio spettrale di "Stalker" (Tarkovskij, 1979) e quello endopsichico di "The Dead Zone" (King, 1979; Cronenberg, 1983), un'area borderline fra la vita e la morte. Questo è il fulcro più affascinante di "1917", non il virtuosismo tecnico immancabile in funzione "Oscar bait" e ancor meno una spesso spudorata prospettiva da playstation, ma l'odissea per consegnar'il contrordine d'annullare un attacco, il senso di sospensione spaziotemporale, la deliberata sequela di momenti (quasi) vuoti, gli stall'insistiti, il "falso movimento" ("Falsche Bewegung") della circolarità, ed è ciò che lo differenzia dal tragitto del milite Bardamu, del capitano Willard, del comandante Bowman, del capitano Miller (Spielberg continua a produrre Mendes con la DreamWorks). "I am a poor wayfaring stranger / While traveling thru this world of woe" ("Sono un povero viandante / Che percorre le strade di questo mondo doloroso"). Poc'oltre la sufficienza.

Mauro Lanari

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Ultima risposta 25/01/2020 03.33.16
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VincVega  @  23/01/2020 23:49:20
   7 / 10
Grande regia, grande montaggio, grande fotografia. Però "1917" l'ho trovato un po' artefatto e costruito. E' un film basato principalmente sui diversi piani sequenza poi rimontati come unico, quindi mi è sembrata un'operazione un po' troppo studiata, per quanto ottimamente resa sullo schermo e di una difficoltà estrema. La componente emotiva non è ai livelli del comparto tecnico, anche perchè la sceneggiatura è abbastanza semplice e possiede cose già viste. Proprio ultimamente per esempio ho visto "Gli Anni spezzati" di Weir e penso che Sam Mendes se lo sia visto. Comunque ci sono certe scene che valgono la visione, una su tutte.

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Bravi i due giovani protagonisti, piccoli ma significativi ruoli per Colin Firth, Mark Strong, Benedict Cumberbatch e Richard Madden.
Premi tecnici meritati, non quelli come miglior film, penso che quest'anno ci siano almeno 4/5 film assolutamente migliori.

StefanoG  @  23/01/2020 23:32:31
   6½ / 10
storia interessante e ben raccontata (a parte qualche dettaglio poco realistico come sempre ne capitano nei film di guerra) che si lascia guardare.
mi sembra che alterni parti di giorno molto realistiche a una parte notturna quasi onirica, forse legata alla condizione anche mentale del soldato in quella fase.
bellissimo il piano sequenza iniziale!

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