quel pomeriggio di un giorno da cani regia di Sidney Lumet USA 1975
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quel pomeriggio di un giorno da cani (1975)

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locandina del film QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI

Titolo Originale: DOG DAY AFTERNOON

RegiaSidney Lumet

InterpretiAl Pacino, John Cazale, Charles Durning, James Broderick, Beulah Garrick, Chris Sarandon, Lance Henriksen, Penelope Allen, Carol Kane

Durata: h 2.04
NazionalitàUSA 1975
Generepoliziesco
Al cinema nel Novembre 1975

•  Altri film di Sidney Lumet

Trama del film Quel pomeriggio di un giorno da cani

Il 22 agosto 1972, tre balordi assaltano una banca di Brooklyn. Uno dei tre si tira subito indietro e scappa; Sal e Sonny restano intrappolati nei locali della banca dopo l'intervento fortuito della polizia.

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Voto Visitatori:   8,26 / 10 (112 voti)8,26Grafico
Miglior Sceneggiatura Originale (Frank Pierson)
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Miglior Sceneggiatura Originale (Frank Pierson)
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Voti e commenti su Quel pomeriggio di un giorno da cani, 112 opinioni inserite

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Charlie Firpo  @  11/09/2011 12.48.44
   8½ / 10
Grande prova di bravura di Pacino , praticamente magistrale nelle sue espressioni, il tutto sotto una grande regia di Lumet.

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Ambientazioni anni 70 per un poliziesco da non perdere!

cipcip  @  03/08/2011 14.29.27
   9 / 10
Bellissimo e innovativo, ottima recitazione come sempre di Al Pacino e bravo anche John Cazale.

PignaSystem  @  16/07/2011 16.22.57
   8 / 10
Il perfetto stile Lumet: un film che si evolve nel genere e nella storia (vera) trascinando con sé il pubblico come fosse presente. Qualche periodo morto ne rallenta il ritmo, ma lo schermo è tutto di Pacino. Un cult.

franky83  @  09/05/2011 12.35.22
   8 / 10
Ottimo! grandissimo Pacino,come sempre

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  09/05/2011 11.44.35
   8½ / 10
Magistrale. "Quel pomeriggio di un giorno da cani" (traduzione completamente sbagliata degli esercenti italiani, Dog Day sta per giornata caldissima...) è un dramma con leggeri toni da commedia (o una commedia tragica) basato sulla reale vicenda di Sonny Wojtowicz, ragazzo che tentò di rapinare una banca insieme ad un amico per ritrovarsi poi 14 ore chiuso nella filiale, media e poliziotti fuori, con tutti gli impiegati sequestrati all'interno.
Lumet, vero maestro, tra l'altro, del crime (non a caso anche il suo ultimo film, Onora il padre e la Madre, riguarderà una rapina) dopo Serpico dirige ancora uno straordinario Pacino in un film che nella sua sobrietà ed efficacia raggiunge quasi la perfezione.
Dopo 3 minuti siamo già dentro la banca e vi resteremo per quasi 2 ore a dimostrazione della solidità di sceneggiatura. Molti altri avrebbero ricamato sul prima e sul poi, Lumet vuole semplicemente raccontare quel pomeriggio e non ha bisogno di aiuti e trucchetti per dare un'incredibile spessore a quasi tutti i personaggi coinvolti. Sonny è un bravissimo ragazzo, la sua rapina più che un atto malavitoso è un atto d'amore (Sonny è omosessuale e vuole pagare l'intervento per il cambio sesso del suo compagno). Anche tutte le persone sequestrate capiscono sin da subito l'assenza di pericolosità di Sonny tanto da, quasi come una sindrome di Stoccolma, star dalla sua parte, capirlo, aiutarlo. Ci sono personaggi, come la capo-cassiera ad esempio, che sono così lontani dall'immaginaria figura di sequestrati da sfiorare quasi il grottesco.
Il film può essere tranquillamente diviso in 2 parti. La prima è quella più "pubblica", con l'arrivo della polizia, delle televiioni e le trattative per il rilascio. Lampante la satira si Lumet, specie nel mostrare quanto le televisioni possano far diventare celebrità chiunque, anche chi sta commettendo un crimine. Forse un pò esagerati in questo senso i cori pro-Sonny di tutti gli "spettatori" al di fuori della banca, soltanto esagerati però perchè comunque plausibili e coerenti. Non manca poi una certa critica (più che critica, una simpatica perplessità) sul massiccio dispiegamento delle forze di polizia per controllare alla fine un solo uomo e neanche tanto pericoloso. In questo senso molto affascinante ma un pochino confusa la figura del secondo rapinatore, Sal, personaggio di cui sappiamo pochissimo (rapporto con Sonny, vita familiare, motivazioni per la rapina) ma forse proprio grazie a questo acquista una carica tragica ancor maggiore.
La seconda parte, quella che più mi interessa, è invece molto più personale, intima. Sappiamo della storia omosessuale di Sonny e della reale motivazione della rapina. La telefonata con il suo compagno (uno straordinario Chris Sarandon) seppur sottotraccia, racconta quello che è un Amore vero e non a caso viene appena prima della seconda telefonata, quella alla moglie, in cui l'incomunicabilità la fa da padrone. In queste due telefonate c'è un intero mondo dietro, un mondo di amori nascosti, di passioni celate, di vite non vissute, di relazioni non volute ma convenzionali, "dovute". Raccontano più questi 5 minuti sul mondo gay che interi film incentrati sull'argomento.
Il coinvolgimento emotivo, quasi inesistente nella prima parte, inizia qua il suo percorso in un climax crescente che passerà dalla lettera-testamento dettata alla cassiera ( con quel tragico e magnifico "a mia madre io chiedo perdono") fino ad arrivare nell'intenso finale. Pacino è grandioso e più che la tecnica recitativa in questa pellicola si nota perfettamente il talento naturale del grande attore.
Uno piccolo film, girato quasi esclusivamente in una sola location, che solo apparentemente può sembrar leggero e distaccato. In realtà racconta perfettamente l'incredibile dramma di Sonny, un uomo che ama di nascosto, che deve intraprendere una rapina per far inseguire un sogno al suo amato, che in un giorno perderà un amico e la libertà.
E forse sì, quegli incompetenti esercenti avevano ragione, è proprio un pomeriggio da cani.

giraldiro  @  26/04/2011 1.18.23
   7 / 10
Pellicola abbastanza ironica che racconta, seppur solo al 30% (come affermò il vero Wojtowicz) una rapina fatta nel 1972 a una banca di Brooklyn da due rapinatori piuttosto particolari.

Xavier666  @  20/04/2011 11.27.48
   8 / 10
Lui e Robert De Niro, due carriere a massimi livelli sin dagli inizi, folgoranti e stupefacenti. Questo film di AL Pacino conferma la sua leggenda. Anche John Cazale fa la sua porca figura, ma Lui, troppo bravo, troppo talentuoso.

pinhead88  @  30/03/2011 16.14.36
   8 / 10
Ottimo e sagace.

2 risposte al commento
Ultima risposta 30/03/2011 20.12.39
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kako  @  29/03/2011 23.50.02
   8½ / 10
avvincente la storia di questa rapina. Ottimi i personaggi, ben delineati; Al Pacino nei panni del ladro impacciato e di buon cuore, veramente straordinario, con un'interpretazione da Oscar. Apprezzabile il fatto che sia così coinvolgente una storia ambientata in grandissima parte nello stesso luogo. Emerge anche qualche riflessione sociale durante le scene

la_gradisca  @  29/03/2011 18.53.30
   10 / 10
Tratto da un fatto realmente accaduto, storia comune di un rapinatore non comune, Sonny, interpretato dal grandissimo Al Pacino.
Potrebbe essere il predecessore de Le iene di Tarantino, forse meno acuto ma assolutamente girato con la giusta ironia, drammaticità e momenti pulp.
Tra i più belli di Pacino.

ValeGo  @  17/03/2011 21.57.45
   8 / 10
L'attenzione non cala mai nemmeno per un secondo,il ritmo è incalzante e Al Pacino è unico in questi panni da rapinatore scapestrato che finisce per attirare la simpatia della folla!Senza di lui non so se il film avrebbe avuto lo stesso impatto!

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR pier91  @  10/03/2011 1.49.04
   8½ / 10
Lumet sembra specializzato nella realizzazione di pellicole con ambienti e situazioni tendenzialmente statici. Mantenere il ritmo viste le premesse non è affatto facile, eppure lui ci riesce. Non fosse che per questo, il film merita. In più il tono tragicomico, perfettamente reso da Al Pacino (come si fa a non amarlo?), da' un guizzo di surrealismo che non guasta.

FEDERIKK  @  02/03/2011 15.29.12
   9½ / 10
al questa volta è un rapinatore insieme con cazale. non è un film conosciuto oggi giorno ma vi assicuro che resterete soddisfatti se siete amanti di al

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Compagneros  @  15/02/2011 15.22.13
   7½ / 10
Buonissimo film di Lumet con un grandissimo Al Pacino.
La storia è interessante e la narrazione avvincente, merito della premiata sceneggiatura.
Un poliziesco con annesse critiche sociali. Da vedere.

Oskarsson88  @  24/01/2011 20.08.44
   8½ / 10
veramente un gran bel film!!!

_Hollow_  @  24/01/2011 0.13.24
   9 / 10
Attica! Attica! Attica!

Storico nel suo genere, Al Pacino immenso come sempre.

guidox  @  28/12/2010 21.14.31
   9 / 10
un grande Lumet firma un bellissimo film che farà scuola negli anni a venire.
un ottimo cast con un giovane ma già impressionante Al Pacino, contribuisce a rendere questa pellicola immortale.
da vedere e rivedere.

7219415  @  14/11/2010 15.23.33
   9 / 10
Classica storia di una rapina...con un giovanissimo ma già bravissimo Al Pacino

MartyGlamster  @  23/10/2010 21.59.07
   8½ / 10
Premio Oscar come migliore sceneggiatura, meritato! Il giovane Al Pacino nei panni di un rapinatore alle prime armi! Penso sia sicuramente una delle sue migliori interpretazioni. Il punto di forza di questo film è il fatto che racconta una storia vera, e che si svolge quasi interamente all'interno della banca, una bella sfida che il regista si è posto, non far mai calare l'attenzione dello spettatore, pur avendo utilizzato poche location. Il film presenta da subito un lato ironico che mette a proprio agio, e spezza un po' la tensione che si crea in certe occasioni, ma probabilmente è proprio questo il bello.

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Gruppo COLLABORATORI atticus  @  15/10/2010 0.20.55
   9 / 10
Mi sono spesso chiesto come si possano incensare filmetti melensi come "John Q." o "Mad City" quando Lumet ci ha consegnato un tale capolavoro con 40 anni di anticipo.
Il film è qualcosa di letteralmente straordinario, non solo come lucido apologo degli eventi vissuti nell'era sensazionalistica della diretta tv, o come feroce atto d'accusa di un'America che divora i suoi idoli senza cognizione di causa. "Dog day afternoon" è anche una monumentale prova registica, un irripetibile saggio di recitazione drammatica, un encomiabile esempio di perizia sceneggiativa (da una storia realmente verificatasi e raccontata sulla rivista "Life").
Cinema vibrante, profondamente sociale, che non si dimentica.
Memorabile Pacino e il suo personaggio.

5 risposte al commento
Ultima risposta 15/10/2010 01.06.58
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  26/09/2010 21.46.18
   8½ / 10
Qualche forzatura (la foto-rivelazione su Sonny) c'è, ma resta ancora a distanza di decenni un grandissimo film. Esplora così efficacemente la psiche dei protagonisti da risultare persino odioso, nella sua cerebralità. Uno dei migliori Lumet di sempre, e un Al Pacino letteralmente superlativo che non si può dimenticare facilmente

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  24/09/2010 0.58.56
   8½ / 10
John Cazale (5 film e tutti da oscar. che perdita per il cinema!) e Pacino sono eccezionali e in questo film sembra davvero di trovarsi lì con loro. Lo stesso Wojtowicz (in carcere) si complimentò con loro per quanto bene avevano interpretato lui ed il compare.

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Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  23/09/2010 20.20.20
   7½ / 10
Film che trattano di rapine/ostaggi spesso finiscono per essere quanto di più banale e assurdo si possa realizzare. Questo no, mai banale, nemmeno nei dialoghi. Avvincente fino alla fine con un'eccezionale recitazione di Al Pacino.

Invia una mail all'autore del commento baskettaro00  @  16/07/2010 14.33.48
   8½ / 10
Tratto da un fatto realmente accaduto, una storia coinvolgente che vede protagonisti 2 uomini assalire una banca e rubarne i soldi. Scoperti troppo presto dalla polizia si vedranno costretti a tenere gli ostaggi nella banca pur di salvarsi.
Un film che meriterebbe senz'altro almeno un 8, ma per la straordinaria prestazione di Pacino almeno mezzo punto in più è necessario darlo.
Come già detto questo è un film che ti prende sin da subito, col suo clima claustrofobico.
A tratti è leggermente lento, però non mi ha trasmesso un senso di noia.
Anche Cazale se la cava bene, ma sono dell'opinione che l'intero cast sia sorretto da Al Pacino.
Un ottimo poliziesco, un must nel genere.
Il finale era prevedibile, ma visto l'evolversi del film me lo sarei aspettato differente.


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Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  26/05/2010 15.42.59
   8½ / 10
Due rapinatori più per necessità che per vera vocazione intrappolati in una banca con degli ostaggi, in balia di un gioco diventato più grande di loro, vivono il loro momento e dimenticano, solo per un attimo, di essere dei perdenti. Lumet orchestra da maestro qual'è un film che risulta meno claustrofobico di quanto si possa preventivare, considerando l'ambientazione quasi tutta al chiuso della banca e non mancando situazioni grottesche che stemperano la tensione della vicenda. Quando hai una sceneggiatura di questo livello, un Pacino immenso e un mai troppo rimpianto John Cazale, il risultato è un film che ti prende e coinvolge fino alla fine.

JOKER1926  @  15/04/2010 17.36.18
   7 / 10
Nella cinematografia dello sfavillante Sidney Lumet rientra fra i suoi lavori di primissimo piano "Quel pomeriggio di un giorno da cani", titolo sarcastico che fotografa un evento reale avvenuto a Brooklyn alcuni anni prima, insomma la regia attratta probabilmente dalle lunghe e asfissianti dinamiche della rapina e dal "magnetismo" e insomma dalla particolarità dei rapinatori marchia su pellicola, dietro un immenso lavoro tecnico, questa storia, ovvio, le enfatizzazioni sono dietro l'angolo.

"Quel pomeriggio di un giorno da cani" si sviluppa in un' America folle, lunatica marchiata da una guerra (quella del Vietnam) che ha cambiato in modo consequenziale un po' la visione del cittadino americano, oltre, logicamente, a estrapolare in esso la mentalità dell'America denunciando e criticandone determinati aspetti nella sfera squisitamente sociale/politica.
A manovrare i fili del gioco un Al Pacino che si cala "anema e core" in un ruolo difficile, ovvero in quello di un improvvisato imbranato rapinatore di banche. Ad accompagnare in scena questo determinato e straordinario attore troviamo John Cazale in una prova asciutta e "cinica", ed era difficile far "da spalla" al mostro di Al Pacino.
Ottimi anche gli altri attori, la regia di Lumet cura scrupolosamente le icone del film proponendo persone carismatiche, indubbiamente ammaliatrici, il direttore di banca, le ragazze ostaggio e i vari personaggi polizieschi.
Il film praticamente non annoia nonostante la palese circoscrizione degli scenari, pellicola sempre vibrante sul piano del ritmo, che a Mio modo di vedere pecca in una ricalcata ed esilarante maniacalità, da parte di Lumet, di voler edificare un "Mito" in Sonny acclamato eroicamente da una massa "confusa", le sue "ascese" in piazza a muso duro con la polizia sanno un po' di retorica e si introducono in un alone socialmente rivoluzionario.
L'ironia (nera) e il paradossale che avvolge tale lavoro inoltre in parte rende reale, vero questo film, la quasi "alleanza" ostaggio/rapinatore ha dell'incredibile, gli atteggiamenti imbranati da ambedue le fazioni polizia/rapinatori hanno un sapore magnifico e guidano le masse in un delirante viaggio.

"Quel pomeriggio di un giorno da cani" arriva poi ad un finale molto drammatico e tremendamente sprezzante, sequenze finale d'èlite della Cinematografia.
A frenare parzialmente il prodotto qualche buco di sceneggiatura, insomma l'icona di Al Pacino è un po' contraddittoria e un po' (troppo) costruita, insomma regia a tratti lievemente goliardica; pellicola composta comunque da parti morte, alcuni passaggi potevano essere benissimo evitati, non convince nemmeno la penosa storiella di Sonny circa l'omosessualità, troppo "demagogica" e quindi studiata ad arte da un Lumet sotto alcuni aspetti morboso, ma in linea di massima grande lavoro.

32 risposte al commento
Ultima risposta 25/04/2010 19.00.26
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR VincentVega1  @  27/03/2010 12.26.03
   8 / 10
Un Lumet ricco di tecnica e contenuti, un cinema essenziale ma non per questo piatto.
Pacino immenso e un ritmo sostenuto per tutta la durata.

Com'è difficile rapinare una banca. Purtroppo non arriveranno in paradiso mezz'ora prima che il diavolo si accorga che sono morti.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  27/03/2010 11.52.05
   8½ / 10
Chi sono i comuni criminali? Ecco qui: sprovveduti e intrappolati, topi più che cani.
Pavidi, più che gli ostaggi, Lumet fa della loro gabbia un palcoscenico: mentre intorno perversa la cagnara delle folle, delle forze dell’ordine, dei media, degli spettatori.
Pacino è un grande istrione. E anche Cazale è bravo nel ruolo dell’intontito. Ma il merito più grande rimane quello del regista. “Quel pomeriggio di un giorno da cani” non è solo un bel film ad alta tensione; ma anche crudo, ben misurato, intelligente.

2 risposte al commento
Ultima risposta 27/03/2010 18.53.55
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The BluBus  @  05/02/2010 23.41.50
   8½ / 10
Gran bel film, girato al 90% nella banca e forse è proprio questa la sua forza. Al Pacino mostruoso..

Invia una mail all'autore del commento s0usuke  @  25/01/2010 17.46.47
   7 / 10
Seppur "quasi" totalmente assente, è un Vietnam che ancora fà sentire i suoi strascichi. Rivendicare il proprio posto nel sistema, dopo la guerra, è come un urlo che va a perdersi in una stanza insonorizzata. Più in superficie l'ironica critica nei confronti di mass media e della polizia oppressiva

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR 1819  @  17/01/2010 23.04.20
   6 / 10
A dispetto della media stratosferica, l'ho trovato essenzialmente piatto. Preciso subito che si tratta si un buon film. Al pacino è fenomenale, una recitazione davvero di nota. La storia e la regia non fanno una grinza, anche perchè sono fatti tratti da una storia vera. Il cast di contorno è di buon livello.
La nota più dolente di questa pellicola è come accennavo prima la staticità. Che non è necessariamente di luogo. Ad esempio "In linea con l'assassino" l'ho trovato strabiliante, EMOZIONANTE, pur girato in uno spazio fisico analogo a quello che troviamo qui. E se vogliamo rimanere in tema di rapine in banca, allora preferisco decisamente il più recente "inside man".
Trovo assurdo che due ore mi restituiscano solo un encefalogramma piatto, in un genere che dovrebbe essere proprio il contrario come ritmo.
Ho letto in diversi commenti come il film dia uno spaccato interessantissimo della società, con tutti i suoi problemi, ecc ecc bla bla.......
Ragazzi sono il primo ad apprezzare i film meno commerciali e con una vena artistica, ma qui si è perso proprio il punto di vista essenziale, ovvero che il cinema deve INTRATTENERE. Una volta raggiunto lo scopo, ci si può aggiungere ogni tipo di tematica!
In sostanza, non mi è piaciuto.

crimal9436  @  05/01/2010 15.22.21
   9 / 10
Al Pacino ha la capacità di farti entrare in un film (anzi, proprio nella banca) al solo sguardo iniziale
Questo è il genio dell'essere attore: c'è chi compone improvvisando sul piano, chi scarta tutti e segna, chi ti fa entrare nei film al primo sguardo

Tony yogurteria  @  02/01/2010 17.37.59
   8 / 10
un'altro grandissimo film dove l'interpretazione di al Pacino risulta sublime. trama molto avvincente, anche se speravo in un'altro finale. quello che sorprende è il fatto che sia una storia vera. Che dire; assolutamente da vedere!

TheLegend  @  31/10/2009 18.13.43
   6 / 10
Questo film riesce ad attirare subito l'attenzione dello spettatore,grazie soprattutto a un favoloso Al Pacino;dopo un pò però l'interesse cala.
Nella seconda parte inizia a diventare sempre più piatto e statico e mi ha un pò annoiato.

BlackNight90  @  28/08/2009 3.35.38
   9½ / 10
Quoto il commento di Gondrano, un film di una forza impressionante soprattutto visti i tempi, che mantiene un ritmo serrato fino all'inevitabile finale, i momenti di pausa (quelli che a molti tristemente sono sembrati di noia) son quelli riservati alle amare riflessioni dei due protagonisti in modo da farli sembrare più vicini a noi, più 'umani' a differenza di come i mass-media vorrebbero rappresentare.
Un capolavoro che urla a voce alta i suoi argomenti di denuncia affidandoli al grido di rabbia di un Al Pacino incredibile, alla sua miglior interpretazione di sempre. Grandissima regia di Lumet che dimostra ancora una volta di essere un maestro nel girare film in un'unica unità di luogo (si veda 'La parola ai giurati'), come se fossimo in un teatro e Pacino ne è il mattatore assoluto.
Molti film con trame simili sono debitori di questo capolavoro (ad esempio il recente JCVD) che rimane irragiungibile.

1 risposta al commento
Ultima risposta 28/08/2009 03.41.05
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Invia una mail all'autore del commento Gondrano  @  27/08/2009 14.01.16
   10 / 10
Mi sono appena accorto con sgomento che non l'avevo commentato.
Rimedio subito: CAPOLAVORO!!!!
Nonostante la lunghezza e l'ambientazione (che per due ore è sempre la stessa) non c'è un attimo di noia: Lumet e Pacino non lo permettono, quest'ultimo illuminando ogni scena con il suo talento e la varietà delle proprie espressioni. C'è di tutto: critica sociale, tensione, partecipazione, empatia, entusiasmo e commozione, ed il tutto è reso perfettamente.
Ha aperto la via a diverse reinterpretazioni, ma mai arrivato.
Uno dei miei 5 film preferiti di sempre.

floyd80  @  25/07/2009 21.16.53
   8 / 10
La storia di una rapina in banca raccontata con maestria...regia da oscar e attori magnifici, un thriller avvincente.

bulldog  @  16/07/2009 16.24.33
   7½ / 10
Uno dei migliori di Lumet,grande Al Pacino.

genki91  @  09/07/2009 16.47.37
   6½ / 10
Per una delle poche volte, vado contro media...
Al Pacino splendido come al solito, ma film che scorre troppo lentamente per i miei gusti, nulla togliendo all'idea e all'oscar per la sceneggiatura, ma Al ha fatto di meglio...

edmond90  @  08/07/2009 13.48.13
   9½ / 10
Uno dei miei film preferiti.Al pacino al massimo della forma e un Cazale straordinario ne fanno un capolavoro senza tempo.Tesissimo e coinvolgente grazie anche alla perfetta regia del maestro Lumet e alla sceneggiatura di Pierson giustamente premiata con l'oscar questo film mantiene intatta la sua carica emotiva e non risente per nulla delle location necessariamente monotone(il tutto si svolge quasi esclusivamente nella banca).Cult

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everyray  @  07/07/2009 17.29.07
   8½ / 10
Incredibile e rocambolesca rapina basata su un fatto realmente accaduto.
Il film è sceneggiato in maniera perfetta ed intelligente e per tutto il tempo si respira un'aria pesante,come se fossimo noi stessi ostaggi nella banca,ma in fondo in fondo il tifo lo facciamo per Pacino & co.
Eccellente

3 risposte al commento
Ultima risposta 16/07/2009 02.47.14
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  02/07/2009 14.35.09
   8½ / 10
Un grande film. Un ritmo pazzesco per tutta la sua durata. Molto ironico e di denuncia sociale. Le scene son curate, ben girate e cariche di tensione. Al Pacino in una delle sue più memorabili interpretazioni. Una sceneggiatura, ripresa da un fatto realmente accaduto, di ferro e senza buchi. Fu preso come modello. Assolutamente da vedere.

Mr.619  @  02/07/2009 11.18.18
   8½ / 10
Schema riproposto in moltissimi polizieschi di età più recente, è la riproduzione in cellulosa di una storia vera avvenuta a Brooklyn più di trent'anni fa e che concerne moltissimo anche i tempi moderni per la caratura e calibro (non solo dell armi da fuoco) dei sottintesi ematomi e tematiche a sfondo sociale non direttamente esplicate, ma accarezzate con zelo diligente ed accurato.La rapina in banca diventa il punto di maggior estremizzazione raggiunto dal logico movimento del quadrato, "ring" comune della quotidiana ed apparentemente "normale" vita cittadina, durante un giorno della quale un uomo, che appare a tutti, anche stando alle dichiarazioni dei vicini di casa, una persona visibilmente innocua, decide di voler avere il suo piccolo ed intimo momento di rivalsa sulla bestia della macchina capitalistica e priva di scrupoli umani appartenente al sistema socio-culturale americano, compreso il campo dei mass-media.Ogni cosa, naturalmente, dettata da un grande ed appassionato egoismo che tutto accentra e nulla, o quasi, lascia in sospeso.Ma non c'è solo questo: infatti, una delle molteplici sfaccettature di questa sorta di "manifestazione" sociale è costituita dall'equiparazione aventesi fra sfera "pubblica" e sfera "privata", giacchè, e questo è molto probabilmente il significato di fondo più rilevante della pellicola, la comunità, intesa come adunanza di identità intercambiabili, non potrà mai riassemblare i tanti squarci del deframmentato puzzle cittadino, ma specialmente personale, che, una volta portato a termine, risplende in tutta la sua minuziosa e lucente maestosità concatenatistica, lasciando intendere la causa, perciò l'induzione azione-reazione, delle decisioni intraprese e delle volontà pensate.La scelta da parte del regista, Sidney Lumet, di calare subitaneamente lo spettatore "in medias res" è una soluzione assolutamente sensata e ponderata, dal momento che in tal modo ad egli stesso viene offerta la possibilità di poter constatare con i propri occhi, e la propria mente, il sottile ingranaggio (seppur celatamente finalistico) espresso, dialetticamente ( la parola adeguata sarebbe "sillogisticamente", ma è soltanto la seconda, o forse terza, volta che uso "dialetticamente"), mediante la relazione delinquenza/ristabilimento dell'ordine, oltre che razionalità/irrazionalità.Ottimo.

m4551m0  @  28/06/2009 16.08.03
   8½ / 10
Era un tranquillo pomeriggio di agosto del 1972 a Brooklyn. La vita scorreva via piacevole tra gli splendidi prati verdi di Prospect Park e le casette di arenaria bruna di Park Slope... una rapina indimenticabile cambiò quel giorno! Talmente indimenticabile che Sidney Lumet 3 anni dopo decise di imprimere su pellicola quel pomeriggio, tirando fuori dal cilindro un altro capolavoro dell'età d'oro del cinema americano. Ovviamente, con il fondamentale aiuto di Al Pacino!

kastaldi  @  24/06/2009 0.05.44
   8½ / 10
Ho cercato questo film dopo la battuta di John Travolta all'inizio di Swordfish, quando si chiedeva come sarebbe andato a finire il film se Sonny avesse cominciato ad ammazzare gli ostaggi. Notevole Al Pacino nei panni del rapinatore inesperto che tiene in scacco la polizia. Tensione e qualche risata fino al finale al cardiopalma negli ultimi minuti. Caldamente consigliato.

lampard8  @  05/03/2009 12.25.00
   8 / 10
Allora, comincio col dire che è un buon film e non un capolavoro. E'una pellicola che all'apparenza può sembrare banale ma in realtà presenta tantissimi spunti di discussione sociologica; dalla critica feroce e spietata ai media e alla società(colpevole di mitizzare i due rapinatori)alla riflessione sul mondo del " diverso", degli omosessuali.
In certi frangenti è molto lento e si ha la sensazione che Lumet stia letteralmente prendendo per i fondelli lo spettatore, cercando di tirarla per le lunghe inserendo dettagli e situazioni trascurabili.
Bellissimi e serratissimi invece gli ultimi 20 minuti che danno quel tocco di imprevedibilità e adrenalina al film. Il finale, per quanto scontato è altrattanto notevole.
In sostanza un film da consigliare, per chi voglia assistere ad una rapina sui generis

Raging Bull 92  @  13/02/2009 13.39.06
   8 / 10
Grandi Al Pacino e John Cazale, anche se quest ultimo ha recitato poche battute.
Grande sceneggiatura e un ottima regia.

peppe87  @  07/02/2009 18.21.06
   8 / 10
al pacino e' magnifico come sempre
il film poteva essere piu intenso e meno lentuccio

Jh0n_Fr0m_Br0nx  @  04/02/2009 23.44.01
   8½ / 10
Bè....l'oscar per la sceneggiatura originale se le meritato dai....
Molto particolare il personaggio di Sonny prima considerato un patriota che sputava adosso alle vergogne successe ad Attica incitando la folla....e poi disprezzato come un vigliacco.
Storia molto particolare e bella. Assolutamente da vedere per chi ama il grande Al Pacino che anche in questo film ha saputo stupirci e sorprenderci.

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER

nevermind  @  03/02/2009 20.31.18
   9 / 10
Secondo me è sicuramente un film eccezionale. Guardando il giovane Al Pacino nei panni di un rapinatore alla prima esperienza, penso che quella parte è sicuramente una delle sue migliori interpretazioni...
Il film è molto comico in certi momenti, strappa sicuramente qualche risata, ed è colmo di diversi colpi di scena

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER, magari in alcuni momenti può sembrare apparentemente noioso (forse anche perché il film è girato quasi totalmente in banca) però devo ammettere che sono rimasto proprio soddisfatto di questa pellicola!!

Tony Ciccione90  @  24/01/2009 19.35.57
   8 / 10
A mio avviso il film non vale 8 perchè ci sono parecchie parti troppo lente. Ma l'interpretazione di Pacino e quella di Cazale mi hanno fatto alzare il voto. "Dog day afternoon" strappa parecchie risate

Nascondi/Visualizza lo SPOILER SPOILER e lascia anche l'amaro in bocca per il finale. Da vedere quest'insolito Al Pacino! Cult.

Phelps  @  16/11/2008 13.00.05
   6½ / 10
Dopo 2 ore di film è come se ne fossero trascorse 5. In alcuni passaggi è molto lento e noioso(cosa giustificata dall'esigenza d'attenersi il piu' possibile ala storia reale).Finale prevedibile ma molto crudo.Grande Pacino come sempre, superlativo Cazale.

topsecret  @  15/11/2008 16.29.26
   8 / 10
Un film forte, ben raccontato e che non da tregua. Un Al Pacino fantastico in una delle sue magistrali interpretazioni. Un film concitato, fatto di nervi che coinvolge lo spettatore trascinandolo verso un finale drammatico, ma tragicamente prevedibile. Un grande film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Granf  @  09/11/2008 12.18.20
   9 / 10
Grandissimo poliziesco di Sidney Lumet. Film dal ritmo concitato e incalzante, non concede un attimo di tregua allo spettatore.
La perfetta sceneggiatura è scritta da Frank Pierson, che si basò su un fatto realmente accaduto. Stilati alla grande tutti i personaggi e tutte le situazioni dei protagonisti, che vengono seguite con palpitazione dallo spettatore, nonostante il relativo rischio di annoiare vista la lentezza con cui il tutto si svolge.
Al Pacino giganteggia praticamente in una sola location, ottimo anche John Cazale. Regia straordinaria del grande Lumet che firma come suo solito una pellicola impegnata e ricca di critiche alle istituzioni, ai mass media e alla polizia.
Grande cinema.

"Se qualcuno mi deve ammazzare, spero che lo faccia perchè mi odia a morte e non mi ammazzi perchè è il suo mestiere!"

Invia una mail all'autore del commento Clint Eastwood  @  13/09/2008 2.13.14
   8½ / 10
che dire che dire .... sarebbe stato lui il favorito nella notte degli oscar però gli è stato rubato quasi tutto dal capolavoro di Forman

una storia vera portata sullo schermo nel '75 da un genio come Lumet che racconta la storia di due ragazzi Sonny e Sal da poco conosciuti che vogliono rapinare una banca ottenendo soldi facili senza grandi problemi e pesi sulla coscienza (da buono cattolico - Al Pacino), però ciò che doveva durare una decina di minuti è durata più di una decina di ore. E cosi la maggior parte del film si svolge nella banca e nei suoi dintorni.

Lumet ci ha proposto un film non reale ma naturale nel suo contesto, perchè cosi lo si vive meglio - cattura lo spettatore.

I due rapinatori sono stati interpretati benissimo dagli attori (Pacino e Cazale), specialmente la figura di Sal un ragazzino-promessa, un uomo che è ancora bambino, ingenuo ma allo stesso tempo molto serio che sarà poi l'unica vera minaccia della polizia e FBI. L'amante di Sonny è un vero tesorino, mai esagerato come invece domastrano alcuni film di oggi (con i gesti e la parlatina fuori dal comune). Il rapporto tra i due, il regista non li fa notare troppo come gay (se no ... ci voleva il baccio e lì Amen) ma più come persone che si amano e hanno bisgno uno dell'altro.

in sostanza la trama e semplice però non annoia per via della mano esperta del regista e cosi introduce di tutto (la moglie i figli, l'amante, Attica !!! Attica !!! ... ) fino ad arrivare al minibus dove abbiamo un svolta.

la caratterizzazione dei personaggi è fatta molto bene, specialmente del protagonista Sonny.

è un film da consigliato, penso che per quegli anni è stata una bomba andare a vederlo al cinema.

il difetto è forse l'ambiente che si crea dentro la banca (nel corso del fim), ma anche all'inizio la cassiera o quello che era mastica tranquillamente una chewing gum come se niente fosse (sembrava che al posto dei rapinatori è entrato Babbo Natale cosi sorrideva), li vedo troppo amici fra di loro i cattivi con i buoni - poco realistico.

una lezione del cinema !!!




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2 risposte al commento
Ultima risposta 02/12/2008 18.31.12
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Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  03/09/2008 14.09.15
   8 / 10
Purtroppo ero stanchissimo quando l'ho visto e la sua connaturata lentezza ha fatto da deterrente, però resta un grandissimo film.
Diciamolo anche se c'è Lumet dietro la macchina da presa (e si vede!), il film è Al Pacino. Cazale è superbo, ma Pacino è impareggiabile, sicuramente tra i miei tre attori preferiti.
L'analisi di Lumet come al solito è spietata e fondamentale, diretta con straordinaria freddezza, ma al contempo passione. Come per Serpico, la chiave è il personaggio che incarna un'ideologia, un concetto da cui difficilmente si può prendere le distanze.. Dobbiamo soffrire e lottare con lui e questo è il Grande Cinema.

inferiore  @  01/09/2008 13.03.02
   8½ / 10
Veramente un bel film con due grandi protagonisti! Magari un pò lento ma non annoia quasi mai! Oscar meritatissimo e assolutamente da vedere! Il personaggio che più ho odiato nella storia del cinema è la moglie (quella donna) di Sonny! Finale triste.

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butterfly74  @  29/08/2008 1.01.37
   10 / 10
La dimostrazione di come l'attore debba permeare di sé un film e non tonnellate di rumorosi ed irritanti effetti speciali. Ambientazione, protagonisti, comprimari tutti veramente convincenti. Eccellente il montaggio. Il film non ha mai tempi morti nè cadute di stile.

Grande Capolavoro di Lumet e straordinaria prova di Al Pacino.

Da non perdere assolutamente!!!

Invia una mail all'autore del commento King Of Pop  @  07/08/2008 2.34.40
   7½ / 10
Nonostante sia ambientato in un'unica location questo film riesce a catturare lo spettatore.Fra ironia e drammaticità la società viene inesorabilmente criticata sotto molti punti di vista.Probabilmente la migliore interpretazione di Al Pacino.Bravissimo comunque tutto il cast.Da non perdere.

Clein  @  31/07/2008 16.09.45
   8 / 10
Ottima pellicola. Il film, tratto da una storia vera, parla di una rapina andata male, il film presenta da subito un lato ironico che mette a proprio agio, e spezza un po' la serieta' e la tensione che si crea in certe occasioni, ma probabilmente e' proprio questo il bello di questo film. Gli attori sono bravi ed interpretano bene i propri personaggi specialmente Al pacino(gia' trovatosi a recitare con John Cazale, nella saga del Padrino). Da vedere.

Invia una mail all'autore del commento Project Pat  @  22/07/2008 21.34.19
   9 / 10
E' veramente sensazionale questo poliziesco con Al Pacino come protagonista. Interpretato e diretto magistralmente, ha una trama basata su una storia vera, la cui tensione sale alle stelle soprattutto nell'ultima parte.

Sonny e Sal decidono di rapinare una banca, affinchè il primo possa pagare a Leon, suo "marito", un'operazione per il cambio di sesso.

Ogni singolo personaggio è ben studiato e temi come omosessualità, azione, ironia, cinismo, eroismo e solidarietà sono tutti correlati tra loro e uniti in quello che è un granbdissimo film. Se sono pochi i momenti di umorismo e la durata è tanta, lo spettatore si trova ad essere sempre coinvolto in ogni singola scena. Consigliatissimo.

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Gruppo COLLABORATORI Zero00  @  31/03/2008 11.51.55
   10 / 10
Capolavoro, per tecnica e interpretazione. Non serve essere "addetti ai lavori" per intuire la grandiosità di questo film, coraggioso e duro, come un pugno nello stomaco in alcuni passaggi.

L'avvertibile ironia della prima parte va man mano scemando (nonostante alcuni ritorni durante tutto il film).

Pacino incredibile, fa venire i brividi.

Un film da tenere nella propria videoteca personale!

Invia una mail all'autore del commento wega  @  29/03/2008 18.31.50
   9 / 10
Eccellente pellicola di Sidney Lumet con un speciale Al Pacino (incredibilmente somigliante al protagonista reale).
E' un fatto realmente accaduto, eroi per un giorno, due banditi tanto spietati quanto fortunati, impossibile non simpatizzare con loro, grazie ad una buona caratterizzazione dei personaggi, specie per Al perchè il fratello resterà spesso in sordina, tanto da tifare per loro ed essere già dispiaciuti in partenza per l'ovvia mancanza dell'happy-ending.
Ottimissima prova di regia per questo regista, grande disinvoltura con i movimenti di macchina negli interni, certe carrellate sembrano fatte con la Steadycam, e gran uso del campo/controcampo negli esterni, coaudiuvato sempre con un ottimo montaggio. E' incredibile l'ironia raggiunta in certi punti senza farci scordare dell'estrema drammaticità delle situazioni, ovviamente si tratta di un film che denuncia di sana pianta le istituzioni ed i mass media, tutti, ostaggi compresi, si fidano più di loro due.
Una sceneggiatura perfetta dall'inizio alla fine, senza una minima sbavatura.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  24/03/2008 10.41.41
   8 / 10
Altro film da vedere assolutamente con interpreti d'eccezione.
Uno scontro rapinatori-polizia che turba improvvisamente la monotonia quotidiana, uno scontro fatto di parole, compromessi e promesse infrante.
Nella parte dei due rapinatori improvvisati Al Pacino e John Cazale, destinati inevitabilmente a perdere già dall'inizio, si accorgono troppo tardi di non essere abbastanza duri per questo lavoro.
Tensione, frenesia, adrenalina in questa miscela di buon cinema tratto da una storia vera.
Possono sopraggiungere le lacrime nei casi più affetti da "commozione spontanea".

3 risposte al commento
Ultima risposta 29/03/2008 18.34.22
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bil85  @  21/03/2008 1.04.09
   6 / 10
Il 6 è sopratutto perchè Al pacino è un grandissimo attore e lo dimostra anche in questo film, che sembra cominciare bene ma va avanti lento e noioso.
Da ricordare la telefonate con il gay e la moglie(ti fanno venire voglia di dormire)
per non dimenticarsi del testamento dettato a voce(di una noia pazzesca)
Ho visto il film perchè consultando il sito, ho visto che aveva la media superiore all'8, ma se questo è un film da 8 i film veramenti belli che voto dovrebbero avere,
100?

3 risposte al commento
Ultima risposta 23/04/2008 14.29.17
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Sestri Potente  @  17/02/2008 10.08.26
   8½ / 10
Gran bel film con Al Pacino: ottima sceneggiatura e tensione sempre alta. E' uno di quei film dove fai il tifo per il protagonista fino all'ultimo, come se si trattasse di una partita di calcio!

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mainoz  @  10/02/2008 9.44.04
   6 / 10
Va bene, è preso da una storia vera, quindi Lumet doveva attenersi il più possibile a quello che era accaduto realmente..però che noia ragazzi..la telefonata di Al Pacino alla moglie gay...di una pesantezza...per non parlare del successivo monologo dello stessso Pacino in cui detta il testamento..
Poi è possibile che i rapinatori si mettano a fare "salotto" con gli ostaggi...ci mancava solo il tè...
Decisamente + bello Serpico

Invia una mail all'autore del commento Rana c'è!  @  09/02/2008 1.55.43
   8½ / 10
Gran bel film, che ha fatto storia.
Grande Lumet, grande Al Pacino ma soprattutto grandissimo John Cazale.
Storia vera da cui si denota molto l'umore degli Stati Uniti ancora turbati dalla guerra in Vietnam.
Eccezionali i cambi di ritmo all'interno della storia, tra azioni e dialoghi.
da guardare assolutamente più volte tanto non stanca mai.

The Monia 84  @  04/01/2008 22.53.47
   8½ / 10
Un Lumet e un Pacino da Museo degli Uffizi.
Basato su un fatto di cronaca di tre anni prima, questo thriller al cardiopalma cattura perfettamente lo spirito dei primi anni 70, un tempo in cui l'ottimismo era letteralmente sotto i tacchi.
Sonny cattura la folla cosi come conquista critica e pubblico al di qua dello schermo d'argento: difficile non tifare per lui e per gli altri suoi due compagni di rapina.
Da vedere e rivedere.

Alex_De_Large  @  22/12/2007 12.00.46
   7½ / 10
un giovanissimo al pacino e un surreale john cazale dimostrano al pubblico che sanno fare ridere, commuovere e appassionare.

manera4  @  15/11/2007 20.18.45
   9 / 10
patos, ironia , the best

pinnazza  @  31/10/2007 1.08.35
   7 / 10
Assurdo e surreale in certi momenti, come la scena iniziale del terzo amico.
Eccezionale il giovanissimo Al Pacino nei panni del carismatico Sonny, totalmente in contrapposizione rispetto al compare Sal, talmente tanto sf***ato da fare quasi tenerezza.

Mogli, amanti gay, poliziotti, telefonate di pervertiti...succede tutto e niente.

Certamente un bel film anche se sinceramente leggendo i precedenti commenti pensavo molto molto meglio...

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Aletheprince  @  16/10/2007 23.41.21
   8½ / 10
Tragicommedia dell'assurdo, stereotipo di tanta cinematografia di carattere poliziesco, questo film deve tutto alla recitazione di Al Pacino, che primeggia come su di un palco teatrale, narrando la propria paradossale storia, il proprio dramma personale, e rapportandosi umanamente con gli ostaggi della banca, il direttore che quasi lo spalleggia, il taciturno, misterioso ed arido compagno di rapina Sal, la folla in delirio che lo inneggia, la moglie isterica tradita, la mamma angosciata, l'"amico" gay....., e persino la polizia e l'FBI, che tentano di intavolare una base per una trattativa (ed in questo mi sovviene il recente "Il Negoziatore" di Samuel Lee Jackson, che certo deve molto a quest'opera!).
Pur non considerando il genere poliziesco in termini di massima qualità cinematografica, non posso non evidenziare il talento recitativo dell'immenso Al Pacino, come pure una regia ed una sceneggiatura essenziali, ma efficaci nel loro ritmo e nella tensione, che regalano due ore di vero coinvolgimento emotivo.

Dick  @  13/09/2007 14.00.55
   8 / 10
Film ispirato ad un fatto vero che mette in evidenza i rapporti tra pubblico e mass media e il fatto di fare di determinati personaggi degli eroi.
Uno dei momenti migliori a mio avviso

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Gruppo STAFF, Moderatore Invia una mail all'autore del commento Jellybelly  @  21/08/2007 23.39.11
   8 / 10
Girato quasi interamente in un'unica unità di spazio e di tempo e con il solo tappeto sonoro della folla in strada o di una moglie isterica come sottofondo, "Quel pomeriggio di un giorno da cani" è un gran film dal ritmo sostenuto e coinvolgente dall'inizio alla fine, con un Pacino che si supera in un ruolo estremamente complesso. Un poliziesco imprescindibile, che trova nella propria scarna essenzialità la propria ragion d'essere.
Omaggiato (e citato) più di recente nel pecoreccio "Codice swordfish".

polsiak  @  05/08/2007 17.47.47
   9½ / 10
Questo film è strano, perchè nella sua semplicità è stato capace di coinvolgermi al massimo. Dovrebbe essere una semplice narrazione di una rapina in banca come tante altre, invece riesce ad essere reale.
Al Pacino sembrava che neanche recitasse per quanto era naturale, sembrava che stessero riprendendo in diretta la rapina... Fantastico.

jess  @  04/08/2007 9.22.46
   7 / 10
Bello.
Un film poliziesco come "The Departed"(Ma è piu bello The Departed.
Non vi dispiacerà guardarlo.

2 risposte al commento
Ultima risposta 31/10/2007 00.58.26
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MotherMercury  @  04/08/2007 1.27.16
   10 / 10
Un immenso Al Pacino per un film che rimane stampato nella mente.
Magnifico.

Oblivisca  @  04/05/2007 20.43.43
   8 / 10
Grandissimo al Pacino, mi è piaciuto veramente tantissimo in questo film... Paradossale quasi assurdo...

1 risposta al commento
Ultima risposta 13/09/2007 14.04.12
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martymcfly  @  17/04/2007 18.31.17
   9 / 10
UN AL PACINO INCREDIBILE...forse il migliore che abbia mai visto! tiene da solo tutto il film, per due ore! fa ridere, fa commuovere, straordinario! la scena in cui si esalta davanti ai poliziotti e alla folla credo che resterà stampata nella mia mente per sempre tra i migliori ricordi cinematografici!

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