il prigioniero del terrore regia di Fritz Lang USA 1944
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il prigioniero del terrore (1944)

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locandina del film IL PRIGIONIERO DEL TERRORE

Titolo Originale: MINISTRY OF FEAR

RegiaFritz Lang

InterpretiRay Milland, Marjorie Reynolds, Carl Esmond, Dan Duryea

Durata: h 1.24
NazionalitàUSA 1944
Generespionaggio
Al cinema nell'Aprile 1944

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Trama del film Il prigioniero del terrore

Condannato ingiustamente, Stephen Neale viene rilasciato dopo due anni di detenzione. Ancora scosso dall'esperienza, durante il suo ritorno a Londra l'uomo rimane coinvolto suo malgrado in una pericolosa e misteriosa trama spionisticaů

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Voto Visitatori:   7,75 / 10 (10 voti)7,75Grafico
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Voti e commenti su Il prigioniero del terrore, 10 opinioni inserite

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Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  06/08/2015 17:41:31
   7 / 10
Buon noir con una trama ai limiti dell'inverosimile. Sempre grande Fritz Lang.

Goldust  @  25/12/2011 14:44:32
   7 / 10
Trama al limite dell'inverosimile per un buon film spionistico che ha ilsuo punto di forza nella maestria del regista di creare efficaci momenti di tensione. Da vedere se non altro per un ottimo Milland e per la straordinaria scena sul treno.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  15/11/2011 17:47:45
   7½ / 10
Il prigioniero del terrore è un'eccellente thriller spionistico in cui si misura la qualità di una storia che riesce a travolgere il suo protagonista. Il fascino di tante opere di Lang è quell'aura di ambiguità che ricopre i personaggi, abilità che si inserisce al meglio in un film di questo genere.

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  12/06/2011 15:58:03
   7 / 10
Un buon film del periodo americano di Lang. L'impianto Ŕ rigorosamente classico. Il genere Ŕ quello del thriller di tipo politico-spionistico. Ci sono per˛ sfumature che fanno pensare agli intrighi a sfondo psicologico ed etico tipici di Hitchcock, alle atmosfere dei contemporanei film noir e infine tocchi da melodramma amoroso.
Il protagonista (il tipico borghese perbene) infatti Ŕ implicato suo malgrado in situazioni decisamente complesse e pi¨ grandi di lui. Soprattutto si trova a essere inseguito come colpevole di delitti e tenta in tutte le maniere di dimostrare la propria innocenza. C'Ŕ quindi il tipico gioco hitchcockiano dell'apparenza che non sempre corrisponde alla veritÓ. Lo stesso dicasi per le persone con cui viene in contatto il protagonista: quello che sembra il cattivo e il persecutore Ŕ invece chi lo vuole salvare, quello che si offre cortesemente di aiutarlo invece lo vuole incastrare. La regia ovviamente asseconda il gioco e fa apparire tutto esattamente come il protagonista lo percepisce in quel momento.
C'Ŕ poi il tipico senso di colpa che Ŕ in pratica una costante del cinema americano dell'epoca. I personaggi hanno tutti dei pesi dentro, dei rimorsi, che devono in qualche maniera metabolizzare e farsene una ragione. E' un po' la metafora dei soldati in guerra che devono superare lo shock dell'uccisione di altri esseri umani e l'impatto delle distruzioni a cui sono costretti dal "dovere".
Del noir c'Ŕ l'atmosfera cupa, claustrofobica, piena di contrasti luci-ombre. Le inquadrature iniziali sono estremamente suggestive, fra le pi¨ belle del periodo americano di Lang. Notevole poi la scena della seduta spiritica (che richiama i film su Mabuse). Ci sono poi le donne fatali (una in particolare Ŕ interpretata da una donna molto alta e longilinea, decisamente "dominante" e imponente).
Il tocco da melodramma Ŕ dato invece dalla protagonista femminile, la tipica dolce biondina, un po' ingenua ma generosa e disposta a tutto per il protagonista, di cui invariabilmente si innamora.
Da notare alcuni tentativi di ironia, ma questa vena proprio non si addice a Lang.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  23/03/2011 00:16:54
   8 / 10
Un film di altissima suspense, teso e coinvolgente, questo ennesimo classico di Lang. Da segnalare soprattutto la presenza dell'inquietante Dan Duryea, un attore assolutamente da riscoprire

dave89  @  08/01/2011 01:26:29
   8½ / 10
ottimo noir.lang regista unico e leggenda.

Gruppo COLLABORATORI paul  @  06/01/2009 17:03:43
   8 / 10
La prima parte è da 10, e sicuramente ha influenzato decine di registi (vedi Lynch). La seconda cala di tono, ma si rifà con un finale ironico e hitchcockiano.

Gruppo COLLABORATORI Marco Iafrate  @  31/07/2007 21:35:45
   8 / 10
Un vero e proprio incubo fatto di spionaggio e incredibili colpi di scena è quello che si trova ad affrontare il protagonista di questo avvincente noir.
Film onirico (alcune scene come la doppia identità della chiromante ricordano un pò il cinema di Linch), surreale, con atmosfere affascinanti in pieno stile Langhiano.
Il fatto che il regista tedesco lo terminò con qualche riserva per disaccordi con la sceneggiatura facendoglielo ritenere un film minore non deve ingannare, è un ottimo thriller.

Gruppo REDAZIONE K.S.T.D.E.D.  @  19/04/2007 12:19:59
   7½ / 10
Basato su un romanzo di Graham Green (sceneggiatore de “Il Terzo Uomo”), “Ministry of Fear” è, in buona sostanza, una spy-story a volte un po’ sopra le righe che tra i suoi aspetti migliori, forse il migliore, ha delle atmosfere noir particolarmente accattivanti che poggiano su una fotografia di forte stampo espressionista e vivono di ombre onnipresenti ed essenziali.
Si ritrovano inoltre i caratteri del cinema Langhiano, in particolare quel destino cinico, oltre che beffardo, che costringe i protagonisti e non permettere loro di scegliere; si ritrovano in determinate situazioni, non scelgono di farne parte. Ed è proprio questo uno degli aspetti principali che rende il noir di Lang diverso dal noir più classico basato su una figura maschile sicura e disillusa che decide di percorrerla la sua strada, non viene costretto a farlo (si parlerebbe di Hard Boiled, ma questa è più una distinzione letteraria che cinematografica).

Non molto amato dallo stesso Lang a causa dei tagli imposti, meno impegnato rispetto ad altre sue pellicole, in realtà questo film risulta comunque scorrevole e coinvolgente.
Fossero questi i film non riusciti.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  12/04/2007 20:38:02
   9 / 10
Sublime noir d'atmsfera diretto dal grande Fritz Lang, che costruisce un film spionistico stile "terzo uomo" tratto da Graham Greene, immerso nelle nebbie e nelle ombre.
Essenziale, tesissimo, veramente angosciante. Lo considerano un minore del regista tedesco. A torto. Non è certo il migliore in confronto ad alcuni capolavori che Lang girava negli anni '40 e '50, ma indubbiamente è uno dei + divertenti.
Un "minore" memorabile.

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