ore disperate (1955) regia di William Wyler USA 1955
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ore disperate (1955)

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locandina del film ORE DISPERATE (1955)

Titolo Originale: THE DESPERATE HOURS

RegiaWilliam Wyler

InterpretiHumphrey Bogart, Fredric March, Martha Scott, Arthur Kennedy

Durata: h 1.52
NazionalitàUSA 1955
Generedrammatico
Al cinema nel Marzo 1955

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Trama del film Ore disperate (1955)

Tre evasi, Griffin, suo fratello e il grosso Kobish, si rifugiano in casa di mister Hilliard, tenendo sotto sequestro l'intera famiglia (padre, madre, la figlia Dolly e il figlioletto Ralph). Un'amica di Griffin deve portare il denaro necessario alla fuga. Il tempo passa e cresce la tensione; il fratello di Griffin tenta di andarsene ma è intercettato e ucciso dalla polizia, che poi circonda la casa.

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Voto Visitatori:   7,69 / 10 (8 voti)7,69Grafico
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Voti e commenti su Ore disperate (1955), 8 opinioni inserite

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Goldust  @  19/12/2011 11:57:06
   7 / 10
Ben servito dalla regia asciutta di Wyler, Ore contate è un più che discerto thriller claustrofobico " da camera", tutto imperniato su dialoghi e giochi psicologici .
Buon cast con Fredric March molto meglio di Bogart, che mi è sembrato un pò spaesato.

LoSpaccone  @  19/09/2009 12:20:51
   8½ / 10
Ragazzi che regia! Non sono un esperto in materia e di solito evito di avventurarmi in discorsi del genere ma Wyler fa sembrare lo spazio circoscritto di una casa un universo senza fine e il piano-sequenza iniziale che dal quartiere stringe lentamente sull’abitazione è da consegnare alla storia del cinema, a fianco a quello con cui comincia L’infernale Quinlan”. Probabilmente il miglior film del regista franco-americano, un capolavoro di tensione costruito con precisione maniacale: non un’inquadratura fuori posto o un dialogo superfluo. E in più due attori in stato di grazia, Bogart e March, nel pieno delle loro capacità.

1 risposta al commento
Ultima risposta 21/09/2009 23.03.40
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Gatsu  @  10/05/2009 15:25:40
   7 / 10
Una bella idea per un film poliziesco degli anni 50 abbastanza mediocre, se non fosse per la decisiva e splendida interpretazione di uno degli attori più incredibili del cinema: H. Bogart.

In effetti la regia è carina e ci sono anche scene e inquadrature ben fotografate, soprattutto nelle sequenze della casa. Bei momenti di tensione e discreto il montaggio, ma ripeto che la pellicola acquista molto valore soltanto per la presenza di Bogey!

popoviasproni  @  23/08/2008 16:34:18
   8½ / 10
Teso, implacabile ... Disperato!

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  26/06/2008 17:35:46
   7½ / 10
L'irruzione di tre balordi nella vita di una perfetta famiglia modello americana, lascia spazio ad un thriller ben orchestrato da Wyler e sostenuta pregevolmente dall'interpretazione di March e Bogey impegnati in duello psicologico senza sosta.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  23/06/2008 00:30:56
   8 / 10
Eccellente prova di Wyler, che inscena un poliziesco teso e vibrante nonostante (o proprio a causa) l'ambientazione interamente all'interno delle mura domestiche di casa Hilliard. Eccellente la sottile lotta psicologica tra i due protagonisti, con Bogart che si divide la scena con un March grandissimo nel rappresentare la paura del borghese medio nel ritrovfarsi davanti l'impersonificazione delle proprie paure.
Penultima interpretazione di Bogart, già gravemente malato di tumore alla gola.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  25/04/2008 22:59:10
   6½ / 10
Notevole la punta maliziosa ed irriverente di Wyler se guardiamo la pellicola per un attimo dal punto di vista di una famiglia americana bene "scelta a caso", ma la pellicola in sè è del tutto statica nella regia per svolgersi quasi totalmente in interni, non nascondo che non vedevo l'ora che finisse.
Sì William Wyler non è affatto tra i miei registi preferiti, basta pensare a "Ben Hur" o "Vacanze romane", mi chiedo se abbia mai girato dei capolavori.
Non eccelso nemmeno H. Bogart, che resta comunque uno dei più grandi, forse il personaggio meglio e più caratterizzato è quello interpretato da March, il padre di famiglia.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  20/03/2007 21:42:11
   8½ / 10
Una delle vette insuperate del cinema di Wyler e uno dei piu' bei film del cinema degli anni Cinquanta. Il sequel di Cimino (1990) è irrilevante in tutto; soprattutto fa rimpiangere e non di poco l'interpretazione eccelsa di Bogey ("disperato" davvero come un cane braccato) e soprattutto di March.
Memorabile la descrizione dell'habitat quotidiano sopraffatto dal senso di minaccia e dalla sopraffazione del Male. Oggi storie del genere si chiamano "funny games" (v. Haneke) e mostrano piu' del dovuto, ma all'epoca era sufficiente la tensione a scatenare gli imput agarofobici negli spettatori

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