l'illusionista regia di Sylvain Chomet Gran Bretagna, Francia 2010
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l'illusionista (2010)

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locandina del film L'ILLUSIONISTA

Titolo Originale: THE ILLUSIONIST

RegiaSylvain Chomet

InterpretiJean-Claude Donda, Edith Rankin, Jil Aigrot, Didier Gustin, Frédéric Lebon

Durata: h 1.16
NazionalitàGran Bretagna, Francia 2010
Genereanimazione
Al cinema nell'Ottobre 2010

•  Altri film di Sylvain Chomet

Trama del film L'illusionista

Il film racconta la storia di un illusionista in crisi (ispirato a Jacques Tati, sceneggiatore del film) che con l'emergere delle rock star sui palchi più importanti, si vede costretto ad accettare incarichi sempre più tristi e indegni di lui. Si trova così costretto ad esibirsi in piccoli locali e in una di queste occasioni incontra una ragazzina sua fan che è convinta che lui sia un vero mago; questo incontro cambierà per sempre la sua vita.

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Voto Visitatori:   7,69 / 10 (32 voti)7,69Grafico
Miglior film d'animazione
VINCITORE DI 1 PREMIO CÉSAR:
Miglior film d'animazione
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Voti e commenti su L'illusionista, 32 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

-Uskebasi-  @  04/05/2016 13:00:19
   8 / 10
Disegni sensazionali per raccontare una storia che non ha bisogno di parole. Un mondo che va avanti lasciandosi alle spalle cose e personaggi che sembrano non interessare più, non stupire più, non funzionare più, se non forse per scopi lontanissimi da quelli sperati.
I maghi non esistono è vero, prima o poi arriva il momento di scoprirlo, eppure la magia sembra di si, un bruco è divenuto una farfalla. Purtroppo esistono anche le illusioni, che contribuiscono ad ammantare tutto di malinconia. E' il momento di andarsene.
Cala il sipario. Si spengono le luci.

Jolly Roger  @  27/04/2016 14:44:55
   8 / 10

-------------------Spoileroso--------------------

Bellissima animazione, incentrata sul personaggio di un anziano illusionista-prestigiatore, una figura romantica e malinconica, che cerca di sopravvivere in un mondo che sta ormai cambiando velocemente.
I suoi spettacoli non incontrano più il gusto del pubblico in una Parigi ormai fortemente moderna, perciò si imbarca per Londa – dove però non avrà maggiore fortuna. Pertanto, si muove nella più tradizionale Scozia, dove, tra i pub frequentati da un popolo di bevitori alla buona, ha ancora la possibilità di stupire e meravigliare le persone.
E' proprio questo il messaggio del film: l'anziano prestigiatore non sembra cercare il successo o il danaro, egli sembra più interessato a poter continuare a svolgere quel piccolo compito che si è ritagliato in questo mondo, compito piccolo ma importantissimo, ovvero regalare agli altri un po' di sorriso e di meraviglia.
Ma ormai, anche in Scozia, il progresso sta arrivando. I gruppi rock, osannati dalle ragazzine che si strappano i capelli, stanno soppiantando gli spettacoli tradizionali. Tutto un mondo sta morendo ed il film riesce a rendere questo cambiamento presentando una serie di personaggi iconici e fortemente malinconici: il povero clown che, ormai disperato, tenta il suicidio, oppure il ventriloquo, ridotto a dover vendere il proprio pupazzo / alter ego e a mendicare per strada.
Questa animazione è intrisa di una magia unica, le ambientazioni (in particolare Edimburgo) sono rese alla perfezione e tutto ciò ci fa immergere perfettamente sia in quei luoghi, ma soprattutto in quei tempi – sembra proprio di trovarcisi dentro, di viverli insieme ai protagonisti.
In un mondo che ormai non crede più ai maghi, c'è però ancora una speranza di regalare qualcosa a qualcuno: in particolare, una povera ragazzina, che crede davvero che l'illusionista abbia dei poteri magici e inizia a seguirlo ovunque, mentre lui, da parte sua, non osa spezzare la credulità della fanciulla e piuttosto lavora anche di notte, pur di fare "apparire" quei bellissimi regali che lei, estasiata, vede nelle vetrine dei negozi.
Egli si sente obbligato a fare così: la ragazzina non è ancora pronta per le dure leggi della vita, lui la protegge, cercando di mantenere in vita l'incantesimo.
La lezione di vita, che è il più grande regalo nei confronti della ragazzina, arriverà solo quando lei non sarà più una ragazzina, quando sarà pronta a comprendere: i maghi, purtroppo, non esistono.

Le luci si spengono mentre lui prende atto che, ormai, non ha più uno spazio nel mondo in qualità di prestigiatore professionista: è un abbandono triste, ma, per certi versi, anche liberatorio – ed infatti viene rappresentato dalla metaforica liberazione del coniglietto che lo accompagnava negli spettacoli. Non per questo, però, smetterà di essere un illusionista nella vita – anche s si trattasse soltanto di far apparire una matita colorata per quel bambino che viaggia nella sua stessa carrozza, su un treno che va chissà dove.
Le luci si spengono sulla città, nelle vetrine, nei teatri. Si spengono sul pupazzo del ventriloquo, esposto in vetrina a prezzo "gratis". Un pupazzo che è molto di più, perché rappresenta metaforicamente il ventriloquo stesso, che resta, come tanti altri artisti, solo un ricordo di un mondo che fu.

marcogiannelli  @  06/11/2015 09:42:26
   7½ / 10
Tenero e dolce, più un'opera d'arte che un film d'animazione classico

Gruppo COLLABORATORI Compagneros  @  19/01/2015 20:51:00
   7½ / 10
Grazie all'animazione, Jacques Tati ritorna a vivere, nei panni di una sorta di Monsieur Hulot illusionista, in questo dolce e delicato film dai disegni particolari e graziosi. Bello.

william sczrbia  @  07/01/2015 18:51:41
   6 / 10
Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  03/08/2014 23:10:18
   6½ / 10
Storia molto tenera e delicata condita da una bellissima animazione retrò (ricorda un pò gli adventure games anni 90). Da vedere

Oskarsson88  @  06/03/2014 14:49:34
   7 / 10
Animazione splendida, oltretutto è bello vedere in animazione città in cui si è stati davvero. Sul film, comunque, ritengo che un po' di eccessiva lentezza e la mancanza di una trama fitta di accadimenti non lo facciano ergere a capolavoro, anche se la storia è delicata e toccante e come detto le immagini sono fantastiche.

gemellino86  @  25/12/2012 13:22:48
   8 / 10
Bella favola moderna con una storia tenera e delicata. Da notare che a me non piace il cinema muto ma questo film è davvero ben fatto. Da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR oh dae-soo  @  25/12/2012 13:00:09
   8½ / 10
Certo, credo che non ci sia cosa peggiore che bestemmiare il giorno di Natale ma purtroppo non riesco a trattenermi. La dico subito va per non prendere alla sprovvista l'occasionale lettore.
Chomet è il top dell'animazione mondiale.
Forse dovrei spiegarmi meglio. Non so se Appuntamento a Belleville e questo Illusionista siano opere superiori ai grandi capolavori di Miyazaki o a quelli ad esempio di quel meraviglioso studio di tecnica e sentimenti che è la Pixar, anzi, credo proprio che di no, ma personalmente le emozioni che provo guardando le opere dell'animatore francese sono qualcosa di incredibile. Quei disegni a metà strada tra il realistico e il grottesco, quei volti al tempo stesso duri e dolci, quei personaggi così assurdi,strampalati, teneri e tristi, quelle incredibili atmosfere e ambientazioni così meravigliosamente malinconiche, le musiche appena accennate, i dialoghi che non servono, la sensazione di trovarsi davanti, a differenza dei sopracitati maestri, al cinema "normale" che si traveste di cartone animato.
Forse non si raggiunge la magnificenza visiva o di tematiche de La Città Incantata o de Il Castello Errante di Howl; forse, anzi, certamente, non si ride e al tempo stesso ci si commuove come in Toy Story 3 e i suoi giocattoli che si tengono per mano nella discarica o Ratatouille con Ego che assaggia quel povero piatto e vede sua madre, forse non si raggiungono vette di poesia così alte come in Wall-E, ma io quando vedo Chomet non capisco più nulla.
Quel tratto di disegno mi entra dentro la pelle, quella capacità di regalare emozioni con le piccole cose, con piccoli rumori, con piccole storie, con antieroi che hanno nel viso la malinconia e la stanchezza della vita, a me fa rimanere incantato.
L'Illusionista è la piccola storia di un mago, appunto, di un illusionista che ha fatto il suo tempo.
Perchè la gente non ride più.
E non applaude più.
E non lo vuole più.
Ormai ci sono i nuovi gruppi rock con le ragazzine che gli sbaveggiano dietro (anche se, e nel film l'effetto è davvero comico, i componenti del gruppo avrebbero gusti un pochino diversi...).
Non resta che fuggire dalla Ville Lumiere che ti ha spento i riflettori e andarsene nella rozza e bevereccia Scozia dove il tuo coniglio e il tuo ombrello possono ancora sorprendere.
Così tanto che una povera ragazzina pensa che tu sei un vero mago e scappa con te.
Impossibile non pensare al grandioso Luci delle ribalta dove il clown Calvero/Chaplin non riesce più a far ridere.
Chomet descrive questi piccoli artisti uccisi dal progresso e dalla depressione in maniera fantastica.
Non solo l'illusionista ma anche il clown prossimo al suicidio o il ventriloquo costretto dalla fame a vendere il suo alter ego pupazzo. C'è qualcosa nel tratto dei volti di questi personaggi che è umanamente incredibile.
Si ride poco qua, non ci sono tanti inserti profondamente comici come nelle Triplettes de Belleville, la malinconia è caratteristica comune di tutti, tutti sembrano appartenere a qualcosa che non è più.
Interessantissimo il personaggio della ragazzina, povera e umile sì, ma teneramente vezzosa quando scopre di poter esser donna.
E poi quel meraviglioso finale.
Lui che va via e lascia a lei quel cartello.
"I maghi non esistono"
Un groppo in gola, questo ho provato.
I maghi non esistono ragazzina, anche io ero solo un povero vecchio che conosceva 3,4 trucchi e li ripeteva all'infinito da anni. Ma ora non sono più nulla, posso a malapena stupire un bambino in treno.
I maghi non esistono ragazzina o forse esistevano soltanto una volta quando l'uomo, come il bambino, aveva ancora la capacità di stupirsi e inquietarsi davanti a un treno apparso su un telone o a un coniglio uscito da un cappello.
I maghi non esistono ragazzina ma la magia sì.
E tu l'hai appena scoperta.
Ti aspetta là fuori.
Si chiama amore.
Vedrai, ti farà apparire delle farfalle nello stomaco.

2 risposte al commento
Ultima risposta 28/09/2013 20.46.20
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barone_rosso  @  03/11/2012 20:38:17
   8½ / 10
Veramente bello, animazione raffinata e una malinconia senza fine.

Invia una mail all'autore del commento diderot  @  14/08/2012 18:57:34
   7 / 10
Un film molto carino, storia simpatica e, per certi versi, commovente. L'animazione è spettacolare, molto curata nei minimi particolari, sempre precisa ed espressiva. Un bel film

Someone  @  23/04/2012 12:02:55
   9 / 10
Malinconia ed arte.

playacido  @  07/02/2012 10:39:56
   8 / 10
Bellissimo film (praticamente muto), che racconta in maniera deilcatissima e al contempo spietata, un cambio di epoca.
Belle le musiche.

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Invia una mail all'autore del commento Malvagio  @  19/01/2012 09:03:15
   9 / 10
Bello davvero....

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Freddy Krueger  @  20/11/2011 22:12:46
   7½ / 10
Questo è un altro Chomet. Cos'ha in comune con "Appuntamento a Belleville"? Nulla. Ed infatti è una co-operazione con Tati.
Qui c'è amore per il disegno, amore per la Scozia, per i personaggi e per i piani lunghi.
Un senso di comprensione immediata con i personaggi (che non parlano quasi mai!) e tanta sensibilità.
Ma quanto è realistica Edimburgo! Nostalgia.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  17/10/2011 21:19:57
   7 / 10
Cinema molto raffinato con un'ambientazione veramente notevole in grado di catapultare lo spettatore in un mondo il nostro, raccontato con un fare fiabesco ma sempre realistico.

Certo le similitudini con Appuntamento a Belleville sono innegabili e forse anche troppe, così come stessi sono i difetti, Sylvain Chomet ha un talento enorme che dovrebbe però mettere maggiormente al servizio di una storia in questo caso, decisamente troppo esile.

Gastone  @  23/07/2011 23:23:52
   8 / 10
proprio carino

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  21/07/2011 13:53:18
   7½ / 10
Già regista del sorprendente "Appuntamento a Belleville" , Sylvain Chomet ci regala un grande omaggio al mitico Jack Tati!
Una storia d'amicizia tra un illusionista che non "illude" più nessuno e una bambina che crede nella magia!
Quasi muto come Messer Hulot il personaggio non nasconde altre somiglianze con l'artista Francese,nelle movenze,nei tic e perfino con un immagine tratta dal film "Play time"!
Ottime le musiche che quasi accarezzano i disegni...già,quei bei disegni di una volta che per fortuna non sono ancora dimenticati!

Lory_noir  @  20/07/2011 01:19:29
   7½ / 10
Molto carino, a tratti poetico e malinconico. Però per il ritmo un po' lento, che comunque ne è la forza, non lo rivedrei volentieri.

Invia una mail all'autore del commento Suskis  @  17/06/2011 19:57:32
   6½ / 10
Visivamente molto bello, è un film terribilmente malinconico. E'un omaggio al Tati e alla sua comicità e, forse anche per questo, non è molto divertente e, anzi, se si ride, è sempre in modo amaro. Se possibile, è ancora più lento di Appuntamento a Belleville, cosa che non me lo ha fatto apprezzare più di tanto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Ciumi  @  09/06/2011 19:55:16
   7 / 10
Nostalgico atto di poesia, nei confronti di un artista che molto probabilmente Chomet ha amato e al quale si è ispirato, risorge attraverso la sua matita un'impolverata sceneggiatura di Tati. Egli stesso rivive, per poco più di un'ora.

E' simile il gusto per la caricatura, come la raffinatezza dello stile, come la comicità velata di tristezza. Come anche il tema, nostalgico a sua volta (e che è insito nella tecnica di animazione), del raffronto tra antico e moderno, delle mode che cambiano, di nuovi abiti in esposizione, nuove illusioni, e delle vecchie che vanno in svendita nelle vetrine.
Non è divertente quanto "Appuntamento a Belleville", ma ne "L'illusionista", ricchi di suoni e di particolari, scorrono ancora personaggi, luoghi, atmosfere, ricordi forse davvero vissuti o solo intravisti, o magari appena sognati.

xtrinix  @  07/06/2011 15:07:07
   8 / 10
Bello bello bello...! ancora più bello di "Appuntamento a Belleville". Un film delicato e soave; non sempre servono parole per esprimere la poesia.

DiReCtOr  @  31/05/2011 03:26:03
   9 / 10
Un film brillante, poetico, semplice.
Una regia raffinata, delle musiche perfette e incredibilmente incollate alle immagini.
Una cura del dettaglio profonda, ricercata, scene da pelle d'oca specialmente nel finale. Un film ambientato nel passato, incredibilmente vicino al presente. La speranza forse esiste, ma in fondo, non secondo Chomet.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  20/05/2011 11:13:48
   7½ / 10
Tratto da una sceneggiatura di Jacques Tati rimasta inutilizzata per cinquant'anni Sylvain Chomet ricava un film delicato,contrassegnato da un profonda malinconia restituita sin dall'incantevole stile grafico.C'è molto di personale in questa storia,il film è dedicato alla figlia Sophie,mentre l'illusionista è l'alter ego del celebre artista francese.
Il Tati versione animata veste i panni di un illusionista costretto a girare per trovare ingaggi e riuscire a sbarcare il lunario.Con lui una ragazzina, sguattera in un caotico pub scozzese che affascinata dai suoi numeri lo segue fino a Edimburgo.Nasce un pudico affetto tra i due,quasi un amore platonico,la ragazzina è convinta che l'uomo sia davvero in grado di fare prodigi e lui per non deluderla si fa in quattro per donarle ciò che non ha mai posseduto.
Praticamente privo di dialoghi ma contraddistinto da un raffinato accompagnamento musicale "L'illusionista" ciondola tra passato e presente,esplorando una società oggetto di considerevoli cambiamenti.Per la magia sembra non esserci più spazio,rock ‘n' roll e cinema (fantastica la scena in cui il protagonista vede sul grande schermo se stesso,ossia il Tati in carne ed ossa) stanno soppiantando nei gusti della gente i vecchi artisti.Clown,ginnasti,ventriloqui e ovviamente anche gli illusionisti non trovando più l'interesse del pubblico si riciclano spesso in lavori mortificanti.
I due protagonisti incarnano bene il cambiamento,l'illusionista si arrabatta per andare avanti ma alla fine si arrende alla suo inequivocabile anacronismo,mentre la ragazzina, finalmente pronta ,entra a far parte di quel mondo all'inizio così indecifrabile.Una piccola e delicata poesia,dall'autore dello straordinario "Appuntamento a Belleville" un altro film d'animazione da non perdere.

cricco  @  05/04/2011 20:35:28
   7 / 10
Secondo me è un buon film, ma non un capolavoro. Quello che manca, a parer mio, è la profondità della storia e dei personaggi. La figura dell'illusionista è poco approfondita e anche il rapporto con la ragazza non è tematizzato. La mancanza in tutta la pellicola di dialoghi significativi condanna i personaggi a rimanere delle semplici figurine bidimensionali. Nulla da dire invece sulla qualità dei disegni animati.

Fumoffu  @  02/04/2011 01:23:20
   9 / 10
Chomet dovrebbe fare un film all'anno, non uno al decennio... è questo forse l'unico difetto che posso imputargli. Capisco però che per completare un'opera così come la si vuole serve tempo, è che quando sono così belle se ne vorrebbe ancora.
Nell'illusionista così come in Appuntamento a Belleville i disegni sono qualcosa di meraviglioso (qua non si "eccede" nella caricatura delle figure, se non per qualche caso, ma per lo più il disegno è realistico), la cura dei dettagli è straordinaria e già preparati da Belleville si entra immediatamente nella vera essenza che il film trasmette.
Le figure degli artisti nell'Hotel sono bellissime, tristi e destinate (l'etichetta del prezzo della marionetta del ventriloquo in vetrina che scende sempre di prezzo fino al "free" finale, con l'artista a chiedere altri bicchieri mi ha messo addosso davvero tanta tristezza, forse per il clown c'è più speranza, ma non credo...), così come la band di musicisti dalle movenze ambigue o il coniglio carnivoro alter-ego del cane Bruno di Belleville.
Ma la figura di questo illusionista che si trova costretto a viaggiare ovunque per presentare a poche e distratte persone il suo spettacolo, che non riesce a trattenersi dal comprare gli oggetti desiderati dalla ragazzina, mi ha mostrato una dignità impressionante. La liberazione del coniglio con la camera che gira sulla città è una scena bellissima.
Alla fine tutto finisce, le luci si spengono, lo spettacolo, eseguito anche davanti a due soli spettatori annoiati, termina.
Non raggiunge del tutto la perfezione di Appuntamento a Belleville (forse l'appunto maggiore mi sento di farlo per la figura della ragazza, non così incisiva come mi sarei aspettato o al fatto che l'originalità complessiva di Belleville mi è sembrata superiore), ma riesce comunque a confermare Chomet come artista di un'animazione che si vede sempre meno, ma che è davvero stupenda.

forzalube  @  03/12/2010 17:25:19
   7½ / 10
Anche senza dialoghi il film riesce a raccontare una storia e a trasmettere emozioni. Forse, però, mi era piaciuto di più "Appuntamento a Belleville".

Silver  @  16/11/2010 02:23:32
   8 / 10
CINEMA.
Poche parole, musiche ben calibrate, infinito realismo.
L'illusionista indaga a fondo sui sentimenti umani senza lasciare trasparire neanche un minimo di speranza. E' un piccolo gioiello, proiettato in sole due sale in tutta la lombardia. Tristezza (dovuta al film) sdegno (al cinema italiano).
Chapéu Chomet.

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Ultima risposta 19/11/2010 04.35.18
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  13/11/2010 02:50:37
   8 / 10
Un vero incanto, di fronte a pellicole di questo genere ci si commuove.
CINEMA.
Musiche lievi e profonde, pochissime parole (in cui si intendono gli accenti francesi, l'inglese aspro della Scozia e soprattutto l'incomprensibile gaelico parlato dalla ragazza).
Un evidente e malinconico omaggio a un cinema che raccoglie pochi spettatori, eppure insiste tenacemente a essere quello che vuole essere, nella certezza della potenza dei propri mezzi espressivi. Ma attenzione: se la poesia dell'illusionista con il coniglio e il cilindro è tenera, ma la sua arte è povera, non commettiamo l'errore di considerare povera l'arte di Chomet per l'anacronismo dei suoi mezzi. Al contrario quest'arte, questo cinema, è ricchissimo.

"i maghi non esistono": un invito a vivere e a conoscere le differenze fra l'illusione e la realtà, in quello che è soprattutto un delicatissimo racconto di formazione.

PS La ricostruzione del paesaggio scozzese e di Edimburgo è da pelle d'oca, per chi conosce e ama quei posti.

11 risposte al commento
Ultima risposta 17/11/2010 14.19.49
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El_Baro  @  06/11/2010 08:31:45
   7½ / 10
In linea coi commenti precedenti, Chomet se ne esce con un altro film pieno di classe e poesia.
Sembra la versione animata e meno amara di Viale del tramonto, dove il protagonista accetta il cambio dei tempi con dignità e senza perdere di vista ciò che è.
Assolutamente consigliato, a patto che abbiate pazienza e voglia di immergervi in un film quasi del tutto muto e assolutamente privo di ruffianerie tecniche.
(che il 3D faccia di questi film ciò che il tempo ha fatto di Tatì?)

themoover  @  02/11/2010 18:32:44
   8 / 10
Pulito, delicato, artistico.. ricco di colori, idee, profondità di sentimenti ed estetica artistica pura, in un'era dove il 3D segna il suo passo, il grande regista che ci ha regalato la fantasia e la caratterizzazione dei personaggi di APPUNTAMENTO A BELVILLE, non solo si rinnova, ma aggiunge profondità e sentimento in quest'opera che è un susseguirsi di dipinti anni 50, che raccontano una storia tenera, sofferta, a tratti tormentata, a tratti sognatrice che cede verso un delicato tramontare di un certo tipo di arte, divorata dalla modernità dei tempi.

Raccomandato in particolare a chi ama l'arte in tutte le sue forme ed espressioni.

Weamar  @  31/10/2010 11:59:38
   7 / 10
Veramente ben fatto questo piccolo gioiello di Chomet, che si conferma - dopo Bellville - ancora una volta sottile e delicato in ogni sequenza.
Dialoghi contati su un palmo delle dita che fanno assaporare agli occhi dello spettatore quel panorama naturale, magico e poetico. Consigliatissimo

1 risposta al commento
Ultima risposta 31/10/2010 12.00.16
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