le ardenne - oltre i confini dell'amore regia di Robin Pront Belgio 2015
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le ardenne - oltre i confini dell'amore (2015)

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locandina del film LE ARDENNE - OLTRE I CONFINI DELL'AMORE

Titolo Originale: D'ARDENNEN

RegiaRobin Pront

InterpretiKevin Janssens, Jeroen Perceval, Veerle Baetens, Jan Bijvoet, Viviane de Muynck

Durata: h 1.36
NazionalitàBelgio 2015
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 2017

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Trama del film Le ardenne - oltre i confini dell'amore

Dopo aver commesso un crimine, Dave scappa via con la fidanzata di suo fratello Kenny, Sylvie, mentre proprio Kenny viene arrestato e trascorre in prigione quattro anni. Quando Kenny torna libero, sforzandosi di restare sulla retta via, Dave e Sylvie vivono insieme ma lottano per mantenere segreta la loro relazione. Ben presto, il passato tornerÓ a bussare alle loro porto e, pur di fronte al diniego di Sylvie, Kenny non Ŕ disposto ad accettare che tra loro due sia finita.

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Voto Visitatori:   7,20 / 10 (5 voti)7,20Grafico
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Voti e commenti su Le ardenne - oltre i confini dell'amore, 5 opinioni inserite

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Delfina  @  04/07/2017 13:22:03
   7½ / 10
Noir-dramma familiare/sociale notevole, l'amore del titolo italiano è alquanto fuorviante (mi fermo per non dover incorrere in spoiler). Buona la fotografia e la regia, sorrette da ottimi attori e da una colonna sonora potente e adatta al contesto nordico-periferico.

Qualche leggera incertezza nello svelare forse troppo in fretta il carattere debole di uno dei due fratelli, altrimenti arriverebbe all'8.
Molto bella la raffigurazione della periferie e della relativa umanità/fauna, che si trova per forze di cose a rasentare la criminalità e, a volte, a scalcarne il confine. Un po' à la Dardenne, ma con tocco molto più drammatico (e chiari sprazzi di tragedia classica).

albert74  @  12/06/2017 02:26:39
   6 / 10
non ci siamo proprio. Più che un film è un documentario, cupo, tetro, duro, sulla vita di alcuni personaggi che non riescono ad uscire dall'ambiente della malavita belga. Ci sono le atmosfere, c'è una buona recitazione ma alla fine il tutto si risolve in questo: un film che mostra il lato peggiore di alcune persone premendo, sadicamente, sul tasto della violenza - per altro evidente dopo quasi un'ora di film - il resto è un sottile gioco psicologico, un delineare i personaggi. Credo che il cinema debba andare oltre.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  13/04/2017 09:51:18
   7½ / 10
Dramma famigliare e noir si fondono nel debutto di Robin Pront: due fratelli e il loro rapporto a rischio causa un gravoso non detto, quello inerente l'amore di Dave per Sylvie, rispettivamente fratello minore e fidanzata di Kenny. Quest'ultimo, appena uscito di prigione, appare psicotico e arrogante, incline alla violenza, assillato dopo quattro anni di galera dal voler riconquistare a tutti i costi il cuore dell'amata. Che però, giustamente, ha trovato una sorta di equilibrio con Dave, ragazzo sicuramente più pacato e introverso, ma soprattutto poco incline alle sciocchezze.
Il timore creato dal silenzio crea un clima di tensione crescente nella prima parte, dove Pront si concentra sullo sviluppo dei caratteri in gioco, in particolar modo nel voler ispessire l'evidente contrapposizione tra i due consanguinei. Il che porta a galla dinamiche intime marce e derive sociali, per un film scandito dall'ossessione e dall'emarginazione, dai ritmi ossessionanti della techno con un titolo -in originale- che è probabile omaggio ai fratelli Dardenne, ovvero i registi più celebri del Belgio.
Il clima minaccioso è poi aggravato da una scenografia prima urbana e poi campestre plumbea, piovosa, virata al grigio, come a sottolineare le tematiche funeree che di lì a poco andranno a deflagrare in un'ultima mezz'ora violenta ma anche ricca di deviazioni grottesche tipiche di alcune produzioni nord-europee (impossibile non pensare a "Calvaire"). La presenza di Jan Bijvoet (inquietante come in "Borgman") conferisce un'aurea ancora più stralunata al tutto, mentre il panorama montano delle Ardenne fa da muto spettatore ad un epilogo di grande impatto, inevitabilmente inzuppato di sangue.

Larry Filmaiolo  @  08/04/2017 09:33:13
   7½ / 10
Gran bel filmone belga assimilabile a Bullhead per ferocia e atmosfere cupe, senza alcuna pietà per i personaggi a cui nonostante illusioni e sogni di redenzione non viene mai concessa alcuna via di fuga dal dramma e dell'orrore frustrante che schiaccia le loro vite segnate. Quasi disturbante è il modo sottile in cui si accenna la tematica della dipendenza, da sostanze o persone; incisivo il dispiego della tragedia familiare e delle figure degenerare che la animano. Attori fantastici compreso il tizio che fece Borgman.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  31/03/2017 23:02:30
   7½ / 10
Le Ardenne è un bel noir dalle tinte veramente cupe. Un dramma familiare che si origina da un rapporto che è profondamente mutato durante la permanenza in carcere di uno dei due fratelli. Tale cambiamento provoca un processo narrativo che si fonda principalmente nelle verità che non vengono esplicitate. Un continuo rimandare che da una parte fa salire alle stelle la tensione fra i personaggi, specialmente tra i due fratelli, e successivamente esplodere con tutta la sua violenza nei boschi delle Ardenne, luogo dove trascorrevano l'estate durante l'infanzia e ora teatro oscuro della resa dei conti. Molto buona la caratterizzazione dei personaggi e la fotografia che dipinge in tonalita scure il contesto degradato della periferia di Anversa e i luoghi delle Ardenne. Un'umanità priva di qualsiasi possibilità di redenzione.

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