la bellezza del somaro regia di Sergio Castellitto Italia 2010
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la bellezza del somaro (2010)

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locandina del film LA BELLEZZA DEL SOMARO

Titolo Originale: LA BELLEZZA DEL SOMARO

RegiaSergio Castellitto

InterpretiSergio Castellitto, Laura Morante, Marco Giallini, Gianfelice Imparato, Emanuela Grimalda

Durata: h 1.47
NazionalitàItalia 2010
Generecommedia
Al cinema nel Dicembre 2010

•  Altri film di Sergio Castellitto

Trama del film La bellezza del somaro

Rosa, determinata invece a diventare adulta. Durante uno spensierato weekend con gli amici nella casa di campagna in Toscana, Marcello e Marina, sollevati dal fatto che la storia di Rosa con un suo coetaneo, Luca, sia finita, si preparano a conoscere il nuovo amore della figlia, ma non sanno ancora cosa (e chi) li aspetta...

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Voto Visitatori:   6,29 / 10 (54 voti)6,29Grafico
Voto Recensore:   7,00 / 10  7,00
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Voti e commenti su La bellezza del somaro, 54 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

andreajunkie  @  05/09/2017 10:44:33
   5 / 10
Qualche risatina la strappa, film un po' "così", tipico sulle nevrosi italiche che tanto vanno di moda ormai nel nostro cinema.
Ma io mi sono veramente rotto i ******** di vedere Laura Morante fare ad ogni sacrosanto film la parte della schizzata esaurita, cioè veramente B A S T A .
Voti in meno per ste scene di isteria, che non se ne può più.

fabio57  @  01/07/2016 10:25:26
   6½ / 10
Film molto ambizioso, Castellitto mette troppa carne a cuocere e finisce per fare un film disordinato, rumoroso, con troppi spunti irrisolti e con piani di racconto sovrapposti che si confondono tra loro. Ci sono elementi interessanti, non a caso il lavoro è tratto da un romanzo della Mazzantini, tuttavia nel complesso il racconto è diseguale e troppo eterogeneo. Piacevole vedere Iannacci in una delle sue ultime apparizioni, la sua interpretazione sobria e compassata è eccellente.
Dalla coppia stellare Castellitto-Mazzantini ci si aspetta sempre il top e quindi qui si resta un po' delusi.

Larry Filmaiolo  @  02/02/2016 17:18:44
   3 / 10
parte con un paio di spunti simpatici (la famiglia di sfigati intellettualoidi degenerati, i new trolls al karaoke). si affossa quasi subito in un delirio solipsistico e masturbatorio della scrittrice (moglie di castellitto guardacaso) dove giallini è sprecato e Jannacci ridicolizzato. pure seghe post freudiane da un salotto di sinistra in profonda contraddizione con la sua vera anima *****tta-è questo che il film vorrebbe solo denunciare, ma denuncia se stesso, è un suicidio. il tutto senza alcun effetto comico. meglio lasciare ad altri psicanalisi, sociologia e SOPRATTUTTO cinema.
al posto di castellitto avrebbe potuto dirigerlo Tara, il beagle di mezza età del mio vicino.

mmagliahia1954  @  02/02/2016 12:31:50
   6 / 10
Una notte, ieri, in televisione passano questo film e gia' immagino che per questo forse non e' speciale. Insomma, perche' non alle 21? Eh, si', la presenza di Jannacci nei panni del saggio " nonno" intenerisce e confonde. Bravi tutti, ma questo film a ritmo molto serrato effettivamente sembra girato con il solo scopo di rappresentare quello che, in italia centrale e penso anche meridionale ha prodotto quella generazione quasi precedente la mia...danni! Infatti questo rappresentano i genitori, urlandolo e gridandolo piangenti nel film e cosi' strillano e dicono i figli di questi. Ovviamente tutto e' portato agli estremi, anche se nemmeno troppo poi. Ci sono momenti di tensione ironicamente espressi, con eccessi anche credibili dai risvolti un po' forzati. Un film che certamente indica come alcune ragazze del centro e del sud inseguano sbandate altre vie ( nella realta' molto peggio) avndo avuto dalla realta' poco, con carenze forti. Diciamo che comunque ripeto, nel film la coppia morante castellitto come madre padre non e' affatto male, ma molto, molto, molto meglio che la realta' nuda e cruda che ho visto per anni vivendo. Quindi il film trova anche un equilibrio di credibilita' esplicativa nel racconto.

DarkRareMirko  @  05/11/2015 01:09:11
   6½ / 10
Grottesco, altalenante, assurdo, surreale, confuso, ambizioso; film interessante ma non del tutto riuscito, con bravi interpreti (tra gli altri, Giallini convince e la Morante è sempre bella) e trama inconcludente.

Poteva graffiare e denunciare di più e sotto più aspetti: sociale, erotico, politico, familiare.

Gira un pò a vuoto ma visivamente è riuscito e comunque non annoia, nonostante certe caratterizzazioni siano stereotipate e spesso si ceda alla formalità di dialoghi e situazioni.

Non è malaccio ma poteva essere più concreto e meno astratto.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  23/06/2015 16:16:24
   6½ / 10
Lotte generazionali, crisi della famiglia e psicopatici in una surreale commedia firmata Castellitto e scritta dalla Moglie Mazzantini.
A volte il lato grottesco prende troppo il sopravvento sulla realta' e si perde il vero significato del film, si perde soprattutto la bussola e la conseguente rotta.
A tratti sembra di vedere sketch messi li' un po' a caso senza alcun nesso tra di loro.
Innegabile, pero', il divertimento che viene fuori da alcune di queste "scenette".
Buono nel complesso il lavoro degli attori.
Forse andrebbe rivisto per essere apprezzato di piu'...

Invia una mail all'autore del commento Andre82  @  07/12/2014 13:20:51
   3 / 10
Ho trovato questo film grottesco ai limiti dell'inguardabile, oltre che noioso e senza capo né coda. Anche gli attori offrono una prova molto negativa (non si salva nemmeno Castellitto, l'unico sufficiente è Gollini).

werther  @  03/03/2014 12:42:29
   5 / 10
L'accoppiata Castellitto-Mazzantini stavolta non l'ho apprezzata. E' un film che sottolinea la difficoltà che si incontrano nei rapporti, sia di coppia che tra genitori e figli. L'intento è quello di far risultare il tutto leggero e incisivo allo stesso tempo, peccato il tentativo sia fallito. Risulta pesantino alla lunga.

il ciakkatore  @  09/04/2013 20:51:43
   4½ / 10
Commedia inverosimile e grottesca,troppo surrealista e idealista,non basta urlare dialoghi per rimanere impresso.Mi aspettavo un po' più di senso da questo film,qualche risata e invece si guarda senza che ci si faccia prendere

freddy71  @  07/04/2013 11:31:47
   6½ / 10
un film molto psicologico pieno di simbolismi...forse anche troppi si fa fatica a seguirlo....basato soprattutto sul rapporto genitori figli....un mezzo voto per lo sforzo fatto per fare questo film non semplice e non banale.

pier(pa)  @  25/06/2012 23:22:49
   7½ / 10
La bellezza del somaro ha una pretesa forte di serietà. Con estrema leggerezza. Non so dire di preciso cosa sia positivo in questo "esperimento" di Castellitto, che è poi un omaggio a una sequela di grandi maestri del cinema.
Il senso è confuso e confusionario (si veda, uno su tutti, il lapalissiano "disadattamento" della dizione di molti comprimari, voluto, e per quanto mi riguarda, elemento che mi ha sempre compiaciuto), la tematica dello scontro generazionale un pretesto e soprattutto un contesto, che oscilla fra momenti di prominenza e sequenze in cui sfuma, fin quasi a scomparire. Maggiore rispetto al dire e non dire, è davvero la sperimentazione, l'alleggerimento di ogni scena, perfino le gag banali. Un omaggio a quel non prendersi sul serio nell'immensa serietà della vita, che in effetti chi ha saputo sperimentare consciamente ha probabilmente potuto apprezzare riproposto nella pellicola.

Ecco. Probabilmente del film può restare un'intuizione, un sospetto piacevole, di quello che si è tentato. Qualcosa vicino al dire: in ogni attimo possiamo tornare alla vita senza l'angoscia della vita. Possiamo prendere sempre e continuamente la decisione di cambiare e confondere e mischiare e sorridere e ricambiare.

Non c'è questo, probabilmente, nella coscienza del Castellitto regista e della Mazzantini scrittrice. Ma in arte tutto conta eccezion fatta per la volontà e l'intenzione. Il film, infine, è bello.

marimito  @  24/11/2011 00:08:11
   6 / 10
Commedia grottesca che mette in risalto la vacuità del conformismo; è un invito a superare i luoghi comuni ed ad aprire le coscienze. Ottimo Jannacci, in generale però la riuscita finale del film non è nulla di che parlare.

Jumpy  @  29/10/2011 10:54:24
   5½ / 10
Vorrebbe essere una commedia (anche degli equivoci) intelligente ma mi ha lasciato quasi indifferente.
Personaggi e situazioni esageratamente e volutamente caricaturali e patetici, una banalità dietro l'altra e, a completare l'opera, gli insopportabili scatti isterici dei personaggi di Castellitto e Morante (che stavolta non mi è sembrata particolarmente brava).
Giusto per svagarsi un po' ma tranquillamente evitabile.

claudio54  @  24/07/2011 21:35:40
   6½ / 10
Non è poi così male, via! Nel panorama più che deprimente dell'attuale cinema italiano questo film si distingue, eccome.
Certo, di nei ce ne sono parecchi, proverò a ricordarne qualcuno. Non elencherei tra i difetti qualche citazione quà e là, che non disturba più di tanto (la citazione da otto e mezzo è fatta con garbo). Il neo numero uno, permettetemi, è la Morante. Praticamente recita sempre lo stesso personaggio da dieci film a questa parte (in compagnia di Margherita Buy). Ora si comincia davvero ad esagerare, insomma... è diventata francamente insopportabile. Recita sempre il suo cliché, ormai recita se stessa (chissà, forse nella vita è proprio così). Altri nei sono rappresentati da alcuni personaggi davvero sopra le righe (come ad esempio la preside, assolutamente esagerata e poco credibile) e così via, parecchie "macchiette" decisamente esagerate. Poi c'è il solito problema del sonoro. Questa volta dovrebbero aver usato i radiomicrofoni a spilla nascosti nei vestiti. Il risultato è un po' confuso, qualche battuta si perde (anche perché, diciamolo, gli attori non articolano bene il parlato, ma questo è un tema vecchio ed è meglio lasciar perdere). Altro neo è certamente una certa confusione che regna in tutto il dipanarsi del film, evidentemente il pur bravo Castellitto si è lasciato prendere la mano nella ricerca di un ritmo serratissimo.
Però, suvvia, non è poi così male!

kurtsclero  @  22/07/2011 16:26:13
   7 / 10
Ottimo film, divertente, con una buona sceneggiatura e con ottimi attori.

castoro79  @  05/06/2011 19:01:14
   8 / 10
Secondo me un ottima commedia italiana. Che tocca molti aspetti delle modalità di relazione delle famiglie moderne italiane. Esasperando alcuni aspetti per produrre delle situazioni comiche a tratti al limite del surreale. La fotografia è buona, come mi è parso anche il montaggio. Le musiche sebbene molto varie nel genere collaborano al clima sostanzialmente spensierato. Infatti Il film pur trattando temi che potrebbero apparire poco leggeri riesce a creare il clima di euforia giusto da renderlo comunque gradevolissimo nella visione. Secondo me una buona commedia da vedere.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Satyr  @  20/05/2011 13:54:13
   5 / 10
L'idea di girare una commedia grottesca tirando in ballo caratteri "indecenti" e crisi generazionali lontane dallo stereotipo modello Muccino era buona, peccato per la confezione molto compiaciuta.
Comincia come un divertissement brillante, ma in realtà è solo un film artificioso e caotico. Urlato e pasticciato. Una pellicola che accumula banalità a go-go affrontando temi diversi senza approfondirne neanche mezzo. Mezzo punto in meno per il finale: in assoluto la cosa peggiore della pellicola.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR foxycleo  @  06/05/2011 12:48:03
   5½ / 10
Scritto dalla moglie e diretto da Castellitto questo film dagli splendidi colori della Toscana e dall'ottima fotografia è un prodotto di ottima fattura con bravi attori, intensi e soprattutto in linea perfetta con i loro personaggi, peccato che il tutto rimanga solo e sempre in superficie.
Non vengono scandagliati in profondità i temi portanti ovvero quello della vecchiaia (il personaggio di Jannacci è il clichè dell'anziano comprensivo, calmo, e saggio), i cinquant'enni si comportano come ragazzini e i ragazzini cercano l'affetto di genitori sordi o incapaci di fronte alle loro esigenze.
Peccato perchè le basi per fare un ottimo film c'erano tutte.

vale1984  @  29/04/2011 15:52:48
   6½ / 10
un film molto particolare, ironico e tragico, sfacciato e tenero, arrendevole e intenso...insomma una storia complessa che attraversa le generazioni e cerca di comprendere i rapporti genitori-figli con naturalezza...
la nuova generazione delusa, irriverente ed estrema si scontra con genitori manchevoli e deludenti che hanno vissuto le grandi battaglie, abbattuto il muro di berlino e sono finiti per godere solo di se stessi...una denuncia con gli occhi della nuova generazione che cerca uno sfogo alle proprie delusioni e il giudizio di genitori che non sanno come affrontare i figli...
piuttosto realistico a parte il fidanzato estremo della figlia...
non bellissimo ma molto piacevole.

maurimiao68  @  20/04/2011 19:40:20
   7½ / 10
Bravo castellitto e brava la moglie margaret..davvero un bel film..ironico e grottesco al punto giusto cn un ottima fotografia nonchè sceneggiatura..tutti bravi i personaggi e tutti ottimi attori somaro compreso! :-)
Fosse tutta così la produzione cinematografica nostrana saremmo a cavallo..invece..

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  18/04/2011 14:51:30
   7 / 10
Davvero sopra le righe,un film dai toni grotteschi che maschera scelte contestabili attraverso una comicità intelligente e un brioso avvicendarsi di relazioni interpersonali.Le pecche ci sono,inutile voler sostenere il contrario,i numerosi argomenti intavolati stimolano felicemente tante riflessioni purtroppo spesso lasciate cadere senza uno sviluppo adeguato.Però "La bellezza del somaro" merita,dimostra che in Italia è ancora possibile divertire senza dover per forza scegliere la via della cafonaggine.
Nella splendida cornice della campagna toscana un gruppo di amici si riunisce per trascorrere qualche giorno di vacanza.Padrona di casa la coppia formata da Sergio Castellitto e Laura Morante,benestanti di certo ma vincenti solo in apparenza,affiancati da uno stuolo di personaggi a loro modo tutti folli,chi perché suo malgrado affetto da qualche problema psichico, chi perché dietro una facciata di rassicurante normalità rivela invece nevrosi e disturbi sociali di ogni genere.
La pellicola è specchio caricaturale del modo di vivere odierno e critica quel finto perbenismo di cui spesso ci si riempie la bocca senza ragione.Si affronta il tradizionale scontro tra genitori e figli, giungendo a una povertà equamente suddivisa tra narcisismo ed egoismi vari.Finale un po' irrisolto,o meglio,sveltito,per fortuna non troppo smaccatamente buonista e tutto sommato reso più indigesto da un retrogusto amaro.
Criticabile la scelta di Enzo Jannacci che inquadrato in un ruolo centrale e ricco di significati appare poco brillante,soprattutto se paragonato al resto dello smagliante cast.
Non sempre equilibrato e fin troppo compiaciuto nel suo sfoggio di insistite citazioni,eppure piacevole anche con i suo bravi suoi difetti ,"La bellezza del somaro" appare coraggioso nei suoi deliri quasi surreali,efficace nel rivolgere uno sguardo tragicomico al disagio di due generazioni contigue.

bandidu  @  19/01/2011 17:24:48
   7 / 10
Premetto che non ho letto il libro della Mazzantini,ma la trasposizione non mi ha convinto del tutto.Cavolo gli attori sono tutti bravi e si vede.A parte il figlio di Imparato,inguardabile,e la Bobulova a tratti molto irritante.
Ci sono molti dialoghi spassosi e esilaranti,altri troppo surreali rispetto alla situazione.Il montaggio abbastanza dicutibile,ma nel complesso è un film che si può vedere bene...Non è sicuramente una commedia classica o prevedibile.
E poi quanto è bella la Morante....

Invia una mail all'autore del commento devilkiss73  @  19/01/2011 00:47:50
   4 / 10
Non ho parole...delusione totale...tanta rabbia in questo film e cosa ci sarebbe da riflettere? boh, che il mondo va a rotoli...bella scoperta!!!

Tanto noi italiani siamo solo un popolo di pecore che sta a guardare senza mai ribellarci a nulla!

pietroviola  @  17/01/2011 12:31:55
   7½ / 10
Bello. Un film che fa riflettere...

Invia una mail all'autore del commento albatros70  @  08/01/2011 08:58:31
   5 / 10
Il ritmo per tutto il film è abbastanza serrato ma troppo caotico, urlato e confuso e alla lunga questo tipo di andamento stanca e non poco. Bellissima la fotografia e davvero ottimo tutto il cast. Non mi ha convinto del tutto....

john_doe  @  07/01/2011 18:18:02
   6½ / 10
I personaggi sono delle macchiette, quasi tutti ben caratterizzati; interessanti alcuni spunti di riflessione. Pellicola dal buon ritmo, ben recitata, diretta discretamente, a tratti grottesca e un po'confusa.

shep  @  05/01/2011 19:13:06
   8 / 10
si ride a crepapelle, altro che babbi natale...piacevolissima commedia i cui personaggi sono tutti ben caratterizzati

willard  @  05/01/2011 17:48:19
   7 / 10
Simpatica commedia radical-chic in decadenza, ben diretta e recitata da Segio Castellitto ispirato da un romanzo della moglie Margaret Mazzantini.

Il già citato Castellitto è affiancato nel cast dalla sempre brava e affascinante Laura Morante (in un ruolo che recita praticamente da sempre), da un inedito e quasi "ascetico" Enzo Iannacci, dalla giovane e brava Nina Torresi.

La storia è frizzante e ricca di scene esilaranti, a volte forse un po' troppo grottesche, ma una buona alternativa per chi rifiuta di andarsi a vedere i classici cine-panettoni.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  04/01/2011 23:59:05
   5½ / 10
"C'è qualcuno a cui piace far cinema sul serio" dice (posso citarti?) un amico di queste parti. Concordo pienamente: dovessi prendere appunti a proposito, "La bellezza del somaro" è prima di tutto un omaggio al cinema, che passa attraverso Bertolucci e Nanny Loy, le frustrazioni borghesi di Antonioni e i baratti faustiani sulla morte di Bergmaniana memoria, ma anche il cinema insolito e dissacrante di Wes Anderson, sicuramente l'influenza più evidente del film di Castellitto. Una sorta di compassata versione "nostrana" dei Tenenbraun di qualche annetto fa.
C'è anche da dire che - a tratti - il film rappresenta in modo superlativo la crisi generazione dei cinquantenni e lo scontro con le nuove generazioni, peccato solo che tutto questo discorso venga a tratti sfumato.
Perchè progressivamente il film - con la sua andatura sbilenca - smarrisce per strada le sue intenzioni e non sempre il nonsense è l'arma migliore per assolvere una metafora realista sulla vita "sospesa", con tanti saluti a Jung, Freud, Nabokov e via leggendo.
Questi intellettuali borghesi che assistono inermi alla loro disfatta morale e culturale erano già insopportabili quarant'anni fa, figuriamoci oggi... senza contare il personaggio di Armando, recidivo ultrasettantenne, che Castellitto § consorte proiettano nell'olimpo dei Guru. Sembra quasi la parodia dell'Harvey Keytel di "Holy smoke" della Champion. Possibile? Possibile che quando potresti dire qualcosa di sensato e utile sulla vecchiaia l'unica via di soluzione sia sempre la stessa? E cioè adottare l'anacronistico clichè dell'anziano dotto e saggio che - come una Divinità paterna (ehm) - osserva tutto quel mondo attorno a sè con la dignità di un'eremo ispirato e misurato.
E alla fine mi domando che tipo di film ho visto e se davvero pochi, grandi pregi non siano alla fine il pretesto per abilitare una sceneggiatura che mostra cadute nella grossolanità (la frase illuminante "la patta dei pantaloni è come l'inconscio, non sai mai cosa ci trovi dentro", le torte in faccia) e nell'effetto risibile di toni grotteschi che talvolta si elevano solo per "il rumore che fanno".
A volte ho avuto come l'impressione che le mie aspettative fossero esagerate e che alla fine l'intenzione sia solo di alzare il tono anche quando non è necessario, e non c'è alcuna ragione di capire il perchè. Perchè non c'è ragione.
Del resto, è un film nato "vecchio", con quel reducismo che prova a essere ancora una lezione di vita, e invece è praticamente il dessert dei sopravvissuti, prima di consumare il loro ultimo pasto.
Positive tuttavia le prove dei comprimari, la Blank è ancora affascinante, la Ponce ci mette una buona dose di autoironia.
Se poi dovessi scegliere con chi parteggiare, in questo disincanto di generazioni perdute, credo proprio che nel gioco della torre non ne salverei proprio nessuno

donzauken  @  03/01/2011 11:57:39
   8 / 10
Meno male che a Natale non escono solo cinepanettoni con ambientazioni esotiche, per fortuna si può scegliere qualcosa di alternativo e meno volgare, senza essere obbligati a guardare (anche) su grande schermo le chiappe di Belen. Castellito ci regala una commedia sopra le righe, spiazzante e divertente, certi temi familiari ricordano i film di Muccino, anche se qui vengono trattati con toni più ironici e quasi grotteschi. Cast bene assortito e attori convincenti, Laura Morante sempre un gradino sopra tutti.

Inn10  @  03/01/2011 03:19:51
   4 / 10
Sopravvalutatissimo....mamma mia che brutto film!!! Si salva il somaro e lo sfondo. Castellitto ma va va

3 risposte al commento
Ultima risposta 07/02/2014 23.29.04
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jiko  @  02/01/2011 23:34:51
   7½ / 10
Una commedia che diverte con gusto e ironia, a metà strada tra Verdone e Virzì, con personaggi grotteschi e caricaturali, due ore di spensierata allegria senza troppe pretese.

charles  @  02/01/2011 17:40:57
   5 / 10
Temi accattivanti per un film dalla regia e, soprattutto, dalla sceneggiatura carenti, mancano proprio le basi. Bravo Castellitto quando recita (anche se mi piace più al teatro), ma non basta per salvare il film.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR peucezia  @  02/01/2011 16:21:21
   7 / 10
film sopra le righe, allegorico e a tratti sconclusionato, buona l'interpretazione di Jannacci

Vedi recensione

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  30/12/2010 19:10:39
   7 / 10
Non facile da decifrare per il sottoscritto questo film che nasce come una commedia leggera per svoltare sulla farsa e sul grottesco. Eppure questo incedere un po' a ruota libera del film di Castellitto possiede buone intuizioni. Generazioni più che essere sull'orlo di una crisi di nervi, ne hanno molteplici in atto, con personaggi che diventano sempre più caricaturali e in preda a loro stessi, senza però possedere la vena corrosiva di un Ferreri, per fare un esempio.
I difetti non mancano, però il film mi ha divertito nel suo non prendersi eccessivamente sul serio. Indovinata la scelta di Jannacci. pur non essendo un attore di professione ha lo sguardo giusto, carico di espressività, in ogni situazione.

Gruppo REDAZIONE maremare  @  30/12/2010 08:28:18
   6 / 10
Divertissement surreale di Castellitto e consorte sulla crisi generazionale.
L'idea e la realizzazione è buona, ma il tutto alla lunga stanca.

vallytitti  @  30/12/2010 02:00:53
   8½ / 10
Il trailer non rende fede a questo film del tutto sopra le righe, già la trama è trasparente, pressochè inesistente, ma c'è un tema di fondo, anzi più temi di fondo. Una tra i tanti ci ricorda che la convivialità, la satira, la commedia inserita nella quotidianità di ognuno di noi fa pesare meno quel tempo che inesorabilmente ci porterà a diventare dei somari come tutti del resto.
Inoltre ci fa apprezzare qualche chicca introspettiva e per nulla banale basata su teorie psicoanalitiche più o meno conosciute. Il tema della crisi, che fa affiorare problemi anche molto distanti dal fulcro iniziale laddove tutta la famiglia è resa partecipe all'analisi e alla "cura" della stessa. Il tutto presentato in maniera fresca, mai noioso, mai banale. grande castellitto!

Invia una mail all'autore del commento EnglishRain  @  29/12/2010 10:31:42
   5 / 10
Una regia che cerca di essere alternativa e "psichedelica" ma che causa solo un continua confusione fastidiosa..Poche battute e poche gag divertenti..Trama di base interessante ma poco credibile ed esagerata..Un film che lascia ben poco..Si salvano gli attori..tutti piuttosto bravi..ma se mancano le fondamenta...

1 risposta al commento
Ultima risposta 03/01/2011 03.15.18
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haika82  @  29/12/2010 10:29:30
   4½ / 10
Contrariamente alle mie aspettative, non ho amato molto questo film. L'ho trovato a tratti sconclusionato ed eccessivamente sopra le righe. Lo spunto narrativo della tematica trattata poteva essere buono e suggerire una profonda riflessione ma, a mio avviso, trattato nel modo sbagliato o perlomeno poco coinvolgente e comunicativo. I dialoghi, botta e risposta più urlati che recitati, sembrano più esplosione di follia fine a se stessa che espressione di qualsiasi altro sentimento significativo. Sicuramente questa modalità espressiva è stata scelta consapevolmente dal regista allo scopo di trasmettere un senso di sofferenza, frustrazione e inadeguatezza. Ma devo dire che, da spettatrice, non ho colto nulla di tutto questo. Nel complesso il film, a parte poche scene concitate e grottescamente melodrammatiche, risulta anche piuttosto lento.

FABRIT  @  28/12/2010 13:37:11
   7 / 10
Film particolare e mai banale,spesso grottesco,divertente e a volte anche commovente!C'è tanta carne al fuoco e attori in stato di grazia.Un film diverso dai soliti film Italiani degli ultimi tempi,tutti troppo uguali!Da non perdere.

topsecret  @  28/12/2010 10:48:18
   7 / 10
Il film di Sergio Castellitto mi ha ricordato il Verdone d'annata ma anche quello più recente con IO,LORO E LARA, trattando argomenti simili di amicizie, amori e soprattutto di famiglie all'apparenza unite ma che nascondono delle fondamenta fragili e pericolanti.
I personaggi della storia hanno molte facce, tutte sapientemente cesellate dal regista in modo lineare e dettagliato. La commedia si promette di far ridere con intelligenza e personalmente credo che Castellitto abbia centrato il bersaglio dirigendo ed interpretando una commedia ironica, graffiante, con una punta di filosofia e pregna di argomenti attuali di discreto interesse.
Sicuramente non è un film originale ma il regista/attore romano riesce ad imporre il proprio stile regalandoci una simpatica e gradevole pellicola.
Mi sono divertito e credo che valga la pena dargli un'occhiata.

gringo80pt  @  27/12/2010 13:30:36
   4½ / 10
Sono stato letteralmente fregato dalla media (7.05) al momento della presa in considerazione di questo film..

I primi 5-10 minuti apparivano piuttosto buoni in cui spiccava l'interpretazione di Sergio Castellitto; la parte successiva del film la definirei da suicidio e da sonnolenza estrema (pur essendo uno che pur di giustificare 7 euro onorerebbe anche TROPPO BELLI)!Se la fotografia è davvero notevole in molte scene (avrei dato 3,0 altrimenti), tuttavia si trattano molte tematiche dei giorni nostri con altrettanta frettolosità, accentutata dai cambiamenti di scena, alquanto vertiginosi/repentini, e da dialoghi a volte forzatamente aggressivi (con poco stile cinematografico). Interpretazione e ruolo di Iannacci da incubo: il suo lento parlare e la sua figura hanno espresso un mix di lentezza e d'inconsistenza, a cui subentra un'impronta patetica.

Il voto è 4,5, ma sarebbe da 1 visto che non lascia niente e visto che almeno in Natale in Sud Africa qualche risata si fa!

CONFIDO IN CLINT EASTWOOD NEI PROSSIMI GIORNI!

7edo7  @  27/12/2010 11:16:54
   5½ / 10
Concordo con quanto scritto da Cinema is Dead, fatto salvo il disincanto generalizzato con punta pessimistica finale.

Prof  @  26/12/2010 23:10:57
   7½ / 10
Davvero un bel film, con trovate esilaranti e un messaggio di fondo alquanto significativo. Straordinari Morante, Castellitto e Iannacci, ma anche gli altri attori assolutamente all'altezza: una ventata d'aria fresca capace di disperdere i fumi del cenone natalizio...

Gruppo COLLABORATORI Terry Malloy  @  26/12/2010 18:14:28
   8½ / 10
Meraviglioso.
Un film che o si ama o si odia.
Castellitto si rivela un cineasta di spessore e profondità inaudite. Uno sguardo sui giovani che difficilmente si trova nel contemporaneo, una riflessione tragicomica sul senso delle relazioni.
Il tutto condito con un genuino citazionismo, specialmente al grande cinema di Fellini, e con una comicità che sfiora il geniale.
Sono molto legato a questa tipologia di cinema, e soprattutto premio chi vuole fare cinema sul serio. Le tematiche mi sono molto "famigliari". Questo spiega il mio voto decisamente alto.
Consigliatissimo.

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Ultima risposta 27/12/2010 12.20.18
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zillo86  @  26/12/2010 12:23:51
   6 / 10
DIvertente e ironico in alcuni momenti, patetico e imbarazzante in altri. Un po' di "Whatever works" di qua, un po' di "American Beauty" di là, il tutto calato negli stereotipi dei radical chic italiani. Ciò che ne viene fuori è un film secondo me godibile, ma che lascia insoddisfatti. Il libro non l'ho letto, ma sarei curioso di farlo, perché sono convinto che più di qualche dialogo sia frutto di una semplicistica condensazione di troppe pagine in qualche minuto di film.

alfrar  @  25/12/2010 23:23:32
   6½ / 10
Forse l'unica pellicola gradevole delle uscite di Natale, risulta essere convincente sui temi trattati ma con qualche sbavatura nel montaggio. Ottime le interpretazioni del cast.
Gradevole

Gruppo REDAZIONE VincentVega1  @  23/12/2010 11:08:34
   7 / 10
Ottimo, davvero.

La bellezza dell'incessante scorrere del tempo, così beffardo ma traghettatore di saggezza.
La bellezza dei pregiudizi, perché è magnifico poi dire che si aveva sbagliato.
La bellezza del tradimento, che forse ti aiuta a ritrovare il vero amore.
La bellezza delle droghe leggere, che posson far piangere di lacrime sincere un adulto.
La bellezza dei matti, perché non hanno bisogno di seguire i nostri tristi schemi quotidiani.
La bellezza delle grida, perché sono piene di passione.
La bellezza di sbagliare, perché è umano.

Un film catastrofico ma allo stesso tempo felice, riassunto nell'immagine herzoghiana di un somaro nel deserto, animale tanto brutto quanto storicamente importante.
E quei richiami, quelle citazioni, quei sussurri cinematografici rendono l'insieme un pizzico più autoriale rispetto al triste panorama della nostra settima arte contemporanea.

Perché c'è ancora qualcuno a cui fare cinema piace sul serio.

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Ultima risposta 30/12/2010 02.08.23
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zeta  @  23/12/2010 11:00:39
   6½ / 10
Film delirante, dal grande ritmo, con tanti spunti interessanti, dalla paura di invecchiare dei 50enni, all'ipocrisia di una sinistra radical chic da salotto, tollerante e relativista a parole, ma che si scopre incedibilmente conservatrice alla prova dei fatti. La Bellezza del somaro è un film particolare, che vale sicuramente la pena vedere e riporta Castellitto nei panni di un personaggio sopra le righe, come lo avevamo già visto in Caterina va in città. A differenza di quel film però, dove il protagonista era l'unica "eccentricità", qui si immerge in un contesto altrettanto surreale, che fa il verso al teatro del'assurdo di Ionesco. Però proprio qui, forse, il film ha il suo limite più grande, in quanto a tratti esagera dell'esasperazione dei personaggi che, in alcune scene, diventano macchiette di se stessi. Un problema, probabilmente, che proviene dalla necessità di condensare in poco tempo un libro da qualche centinaio di pagine.

Cinema is Dead  @  22/12/2010 23:36:11
   5 / 10
La pretesa di raccontare le crisi dei cinquantenni, l'apatia degli adolescenti, le liti genitori-figli e i timori della vecchiaia che avanza sono di per sè intenti di certo apprezzabili, ma in questo film tutto è estremamente confuso e approssimativo, e nessuna tematica è sviluppata costruttivamente.
La scelta di un racconto venato di surrealismo che apre spesso al grottesco come metafora del caos delle relazioni interpersonali si riduce ad un'accozzaglia di scene spesso inutili e fastidiose che sovente sfociano nel puro trash fine a sè stesso. Identico discorso vale per la scenggiatura, composta perlopiù di turpiloqui che cessano di essere spassosi dopo appena 10 minuti di proiezione e gag bollitissime, a volte gratuitamente ammiccanti. La galleria dei personaggi è poi ampiamente stereotipata, e le interpretazioni sono puramente macchiettistiche. Alcuni poi risultano essere particolarmente patetici e fastidiosi, vedi i due pazienti della moglie psicologa o l'amante brasiliana. Il ruolo di Iannacci-saggio uomo di mondo che mette quasi ordine in un pollaio starnazzante è una minima apprezzabile, anche se facili moralismi e intellettualismi di maniera ne offuscano la genuinità. Le note più positive arrivano paradossalmente dalla recitazione, in particolare da un Castellitto e da uno Iannacci stesso abbastanza ispirati. Il vero problema è che il film cerca di nascondere l'assoluta mancanza di spessore tematico e approfondimento sociale tramite scenette e dialoghi grottescamente stucchevoli e spesso davvero brutti, inutili e fuori contesto. A fine proiezione si ha la sensazione di aver compreso poco dell'istrionismo del film, che non resta dentro per più di 30 secondi e si rivela l'ennesimo leggerissimo prodotto di un cinema nazionale ormai pateticamente avulso nei suoi clichè e che pare incapace di produrre opere che attraverso i toni della commedia riescano a scavare un minimo sotto la superficie delle solite sequele di abusati sketch televisivi. Filmaccio.

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Ultima risposta 28/12/2010 15.07.13
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annibalo  @  22/12/2010 15:42:24
   8 / 10
che gli asinelli siano belli rispetto alle brutture delle relazioni umane, e quello del film in particolare, con le inquadrature metafisiche, si! son daccordo... e sulla sceneggiatura originale pure,ma definirla commedia...buoni gli spunti sulla crisi di coppia e responsabilità educative,eccessivamente caricaturizzati i ragazzi mentre la figura della preside ...era più azzeccata

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Ultima risposta 28/12/2010 10.22.31
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Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento LukeMC67  @  22/12/2010 02:51:33
   8½ / 10
Mi sbilancio subito: il miglior film che ho visto in questa altrimenti scialba stagione cinematografica, senz'altro il più originale. Sembra un UFO all'interno della produzione italiana, solo Salvatores può essere avvicinato allo stile visionario e grottesco adottato da un Castellitto in stato di grazia tanto come regista che come attore.
Un plauso alla Warner che ha avuto il coraggio di distribuire in questo periodo una pellicola così ardita per un pubblico come quello italiano che non ha mai amato troppo le digressioni oniriche (eccettuato Fellini, super-celebrato fino alla sua morte e poi prontamente dimenticato, qui esplicitamente citato dal personaggio principale di nome Marcello). I non entusiasmanti incassi finora ottenuti stanno lì a dimostrarlo, ahinoi.
Una commedia anarchica, tanto in senso stilistico che contenutistico, graffiante, implacabile fino ad essere corrosiva supportata da un cast di attori al meglio di sé.
Su tutti un Enzo Jannacci tenerissimo e delicato che tratteggia un personaggio semplicemente vecchio, contento della sua vita che sente volgere alla sua fine naturale e per questo charmant. Non un saggio (lui stesso si meraviglia di quanti "Capi Apaches" abbiano bisogno i disillusi cinquantenni altoborghesi in cui finisce con l'imbattersi), ma semplicemente una persona cui l'età anagrafica coincide con quella mentale. Magia!
Sì, perché il vero tarlo che rode i personaggi affermatissimi che popolano la pellicola della coppia Mazzantini-Castellitto, è la loro incapacità di assumere la propria età (quindi, fatalmente, la loro vita) e il loro essere genitori che non li responsabilizza ma anzi li rende dipendenti dall'amore e dalla riconoscenza dei figli in un curioso quanto perverso rovesciamento di ruoli.
Nel paradosso assoluto di una generazione nostalgica dei propri anni giovanili che però gioca a farsi beffe del tempo che passa, la Mazzantini e Castellitto affondano il coltello senza tanti complimenti.
Così, i personaggi più "assennati" sono quelli più folli, in una sorta di "Fool(s) on the Hill" in salsa toscana; essi irrompono sulla scena con una carica implosivamente eversiva che stupisce sia per la loro (talvolta estrema) bizzarria che per il loro tragicomico nichilismo (l'aspirante suicida che fotografa tutti "prima che muori" è il personaggio più godibile e azzeccato, con i suoi atteggiamenti che scimmiottano il Max Von Sydow del "Settimo sigillo" a metà tra Don Chisciotte e Brancaleone da Norcia, per non parlare della governante che sembra un kapò appena uscito da un lager o della paziente invadente perennemente attaccata al biberon...).
Su tutti campeggia un collodiano somaro che, al pari di quello di "Pinocchio", sembra scandire i tempi della commedia umana che si svolge nelle sue vicinanze nell'ingrato compito di sottolineare l'inadeguatezza esistenziale di persone altrimenti dotate di un notevole quanto ingombrante (a questo punto inutile?) bagaglio culturale che li condanna fatalmente all'autoreferenzialità.
In fondo, la tragedia (ormai prossima alla farsa) che attanaglia la nostra civiltà al tramonto è quella di non sapersi più rapportare coi propri pari: tra giovani che cercano vecchi e vecchi che cercano giovani si consuma il dramma della solitudine più profonda causata dall'incapacità di empatizzare o anche solo di simpatizzare. Cioè di comunicare. Alla verbosità ostentata nei contenuti e nei toni (molto urlati, Muccino docet) si contrappone, infatti, la frigidità corporea o la compulsione della ricerca di avventure sessuali tanto intense quanto nascoste e inconcludenti.
E non è che le nuove generazioni si salvino, schiave come sono della ricerca di figure genitoriali da ammazzare, più ideali che reali, prigionieri di verginità non volute quanto di disinvolture sessuali praticate per curiosità e noia più che per e con piacere.
Per dire tutto questo Margaret Mazzantini ricorre a uno script fin troppo citazionista (forse l'unica, vera pecca del film) nel quale sembra volerci dimostrare quanto è brava e colta.
Castellitto traduce in immagini originalissime e in visioni tanto inaspettate quanto grottesche la sceneggiatura dirigendo con mano fermissima se stesso e i numerosi attori del cast. Anche lui, però, sembra a tratti voler fare il primo della classe a tutti i costi, riuscendoci ma sacrificando un po' di naturalezza al risultato finale. Due difetti che purtroppo terranno alla larga il grande pubblico anestetizzato dalla logica lineare e ripetitiva delle fiction televisive, ma che costituiscono una ventata d'aria fresca nel linguaggio altrimenti asfittico e prevedibile del cinema italiano medio.
Bella la colonna sonora di Arturo Annecchino su cui campeggia "Dreams" dei Cranberries; stupenda la fotografia di Gianfilippo Corticelli, indispensabile a rendere la straniazione delle varie situazioni; ottimo il (non facile) montaggio serratissimo di Francesca Calvelli che sostiene quasi da solo il ritmo travolgente di questa inaspettata commedia degli ossimori, brillante e progressista ma tutta votata al nichilismo del disincanto.

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Ultima risposta 23/12/2010 09.31.45
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Gruppo COLLABORATORI SENIOR jack_torrence  @  21/12/2010 16:04:41
   7½ / 10
Una commedia decisamente atipica, tanto più squilibrata quanto più apprezzabilmente in equilibrio nel suo squilibrio; sopra le righe in modo addirittura esagerato, ma tanto sopra le righe da funzionare bene proprio così.
Mi è piaciuto soprattutto il gusto anarchico, la verve surreale, un'acredine che, pur senza essere corrosiva, non lesina ferocia verso il mondo snob-altoborghese-exsessantottino contro cui si scaglia e al quale non riserva indulgenza.
Occorre dirlo chiaramente: il film è del tutto anti-naturalistico, inverosimile perché surreale. E forse non siamo abituati al surrealismo nella nostra addormentata commedia; forse ci piace sempre il pelo accarezzato per il suo verso. E in tal modo, non ci accorgiamo della raffinatezza di un'opera che canta fuori dal coro anche quando rischia di esser fraintesa per un Verdone apocrifo ed esce coraggiosamente schiacciata tra i cinepanettoni a quanto pare più orridi di sempre.
Forse il limite del film è un certo autocompiacimento autoriale che non si è liberato del tutto dello snobismo che appartiene all'umanità che descrive; come per esempio è più un limite che un pregio quel voler persino alludere a Otto e mezzo sia nel nome del protagonista, Marcello, sia nelle scelte di regia (dove vediamo movimenti di macchina eterodossi analoghi a certe carrellate libere di Fellini; dove, soprattutto, il carosello orchestrato da Castellitto perde progressivsmente contatto con la linearità della trama, riuscendo però - ed è notevole - a farci accettare l'inverosimiglianza dell'intreccio e della successione delle scene). Infine, più un limite che un pregio una certa artificiosità dei dialoghi, specie verso la fine, dove i personaggi si dicono in modo sin troppo letterario e preciso quello che hanno da dirsi, in dialoghi serrati e sintetici che rivelano un processo di scrittura e limatura troppo "di sceneggiatura".
Ma insomma, si tratta per me di peccati veniali nel contesto di un'operazione originale e assai intrigante.
Da rivedere (addirittura) per coglierne meglio i pregi, i tanti rimandi interni, il gusto assai felice di un surrealismo libero da schemi e accademismo.

minut  @  18/12/2010 00:23:58
   7 / 10
Non ho letto il libro, che credo sia migliore del film che è comunque apprezzabile.
E' una storia dolce che punta il dito sull'essere genitori e sul loro fallimento oggi come tali.
Di contro una generazione, quella degli adolescenti, un po apatici e distaccati dalla famiglia, perchè è da questa che si sentono isolati, e appena ti accorgi che è possibile ridurre tale distanza, allora pensi che è vero: "non è mai troppo tardi".
tutto questo intorno al contenuto del film che serve da pretesto.
Castellitto dirige e recita bene come la Morante, nelle retrovie emerge Marco Giallini.

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