il sacrificio del cervo sacro regia di Yorgos Lanthimos USA, Gran Bretagna 2017
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il sacrificio del cervo sacro (2017)

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locandina del film IL SACRIFICIO DEL CERVO SACRO

Titolo Originale: THE KILLING OF A SACRED DEER

RegiaYorgos Lanthimos

InterpretiNicole Kidman, Alicia Silverstone, Colin Farrell, Bill Camp, Raffey Cassidy

Durata: h 2.01
NazionalitàUSA, Gran Bretagna 2017
Generedrammatico
Al cinema nel Giugno 2018

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Trama del film Il sacrificio del cervo sacro

Steven Ŕ un cardiologo: ha una bellissima moglie, Anna, e due figli, Kim e Bob. All'insaputa di costoro, tuttavia, si incontra frequentemente con un ragazzo di nome Martin, come se tra i due ci fosse un legame, di natura ignota a chiunque altro. Quando Bob comincia a presentare degli strani sintomi psicosomatici, la veritÓ su Steven e Martin sale a galla.

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Voto Visitatori:   6,75 / 10 (14 voti)6,75Grafico
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Voti e commenti su Il sacrificio del cervo sacro, 14 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

federicoM  @  13/07/2018 22:49:03
   6 / 10
No, Lanthimos non fa per me. Film curato e ben realizzato, ma troppo lento e cervellotico.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  11/07/2018 18:11:21
   8 / 10
L'uomo e l'istinto di sopravvivenza, Lanthimos è affascinato dai lati oscuri della natura umana, dalle sue debolezze e meschinità.
Non viene risparmiata nemmeno la famiglia, in genere idealizzata come luogo di rifugio dalle brutture del mondo, qui viene mostrata nella sua forma più dura, terribile ma anche vera.

Se si perde il significato metaforico, il film non arriva perchè non ha la credibilità necessaria, i ritmi lenti e le interpretazioni a volte sopra le righe, non rendono questa un'opera per tutti.

Per gli altri vale davvero tanto.

jek93  @  09/07/2018 09:46:35
   7 / 10
Va riconosciuto che si tratta di un buon film, molto particolare e assolutamente inquietante e disturbante. Personalmente non mi ha fatto impazzire, specialmente per le tante, troppe, situazioni assurde e improbabili.
Probabilmente il regista si è spinto un pò troppo in là....

Clint Eastwood  @  08/07/2018 17:43:20
   5 / 10
Nonostante abbia apprezzato i precedenti lavori del regista greco (Kynodontas e The Lobster), qui mi trovo un po' perplesso. Semplicemente non mi è piaciuto, sebbene il film è girato meravigliosamente.

Manticora  @  08/07/2018 15:38:25
   7½ / 10
Il regista greco Yorgos è una piacevole sorpresa perchè esce dagli schemi della convenzionalità regalandoci una TRAGEDIA greca che fa a meno dell' happy end e scava nel rapporto tra una famiglia perfetta ed un altra invece disfunzionale. Mentre la famiglia di Steve è perfetta sotto tutti i punti di vista( una bella moglie, dei figli splendidi, una bella casa,due ottimi lavori) la famiglia di Martin è misera, priva del padre e con la madre che prova un attrazione per Steve, ma ciò porterà la situazione ad un risvolto drammatico

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A meno che Steve non compia un SACRIFICIO DI SANGUE, una vita per una vita, in questo caso equilibrare la morte del padre di Martin con un altra morte. Assistiamo così ad una deriva malsana, in cui la razionalità lascia lo spazio all'inspiegabile, alla disperazione e infine alla ribellione

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Il finale è un pò debitore da Funny Games ma rappresenta l'unico possibile

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Ottimi attori, Colin Farrel, Nicol Kidman, in una rappresentazione del male che ha un senso e un perchè, da vedere.

Wilding  @  05/07/2018 22:37:13
   7½ / 10
Una splendida interpretazione di tutti, soprattutto di Barry Keoghan nella parte di Martin. Uno splendido thriller che ci accompagna con intensità per tutta la sua durata. Unico neo la colonna sonora: a dir poco fastidiosa!!

FABRIT  @  05/07/2018 14:29:03
   3 / 10
brutto film, tra l'altro con uno snodo narrativo senza senso ... colonna sonora allucinante, la Kidman costretta a masturbare il collega del marito... tutto molto orripilante.

Invia una mail all'autore del commento stefano  @  04/07/2018 10:34:42
   4 / 10
Come scrive The Gaunt qui sotto, il film divide.
Pur rispettando i giudizi dei "cinefili", per me questo non è un film digeribile. Va bene il grottesco, il surreale, ma qui siamo di fronte ad una trama immersa nella realtà, un film che vorrebbe coinvolgere per la sua tensione drammatica, e non si può permettere il lusso di avere uno snodo narrativo fuori da ogni logica.
Aggiungiamo il fastidioso "tocco" registico messo nel girare le scene, quella tendenza fastidiosissima di voler lasciare il segno nelle inquadrature (che comunque non sono mai privi di lunghi primi piani, amatissimi dai registi autoriali), a danno ovviamente della naturalezza che deve avere un film per non sembrare tale.
Infine, una musica, a volte dissonante e comunque con acuti assordanti, il cui utilizzo dividerà anch'esso tra estimatori e denigratori (come me).
Volevo dare 3, ma l'interpretazione di Barry Keoghan da sola vale 1 punto.
Insomma, un classico film da festival! Chi ama il cinema più ortodosso ora è avvisato.

mrmassori  @  04/07/2018 09:08:50
   8 / 10
Bel film davvero. Assurdo, angosciante, glaciale e surreale. Lo stile del regista greco è ben definito e si vede: ogni inquadratura, in simbiosi con le musiche cucite ad hoc fanno entrare dentro un mondo perverso e pervaso di finte prerogative e banali perbenismi. Il film va visto ovviamente in chiave allegorica e metaforica altrimenti non ha senso e si non arriverebbe a coglierne il vero significato.

lucasssss  @  01/07/2018 10:46:36
   8 / 10
un gran bel film, un thriller psicologico che ti prende sin dall'inizio

ottima l'interpretazione della coppia Farrell/Kidman e grandiosa quella del ragazzo

una cosa per˛ mi ha lasciato perplesso e che mi ha fatto dare almeno un voto in meno, non vorrei aver capito male io, per cui chiedo se qualcuno pu˛ spiegarmi


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2 risposte al commento
Ultima risposta 04/07/2018 13.25.24
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VincVega  @  15/06/2018 13:26:18
   7½ / 10
I film di Yorgos Lanthimos possono non piacere, ma personalmente apprezzo molto il suo stile freddo e distaccato. "The Klling of a Sacred Deer" non fa eccezione e già dai primi istanti si respira una bella tensione e mi ha coinvolto pressochè dall'inizio. Angosciante, psicologicamente pesante, metaforico, "The Killing of a Sacred Deer" è forse il film più commerciale di Lanthimos, anche se è molto lontano dagli standard hollywoodiani di pellicola mainstream. Il personaggio di Martin è il vero motore del film, in quanto non si capisce il reale influenzamento sulle azioni dei figli del dottore e non c'è nemmeno la sicurezza se Martin sia un personaggio umano o no. In questo, grande performance di Barry Keoghan, odioso quanto basta. Bravi anche Farrell e la Kidman. Ottima la colonna sonora, leggera e potente, molto incisiva.

albert74  @  24/03/2018 23:10:13
   7½ / 10
Una vita per una vita. Questo potrebbe essere il titolo di questa tragedia greca moderna che viene messa in scena nella pellicola da un regista capace di stupire e di mettere a nudo la tragicità della realtà, persino dove la realtà si sfuma nel grottesco, nell'horror, in una fantasia tetra.
La famiglia perfetta, il padre di famiglia, i figli e una grande colpa. Non aver salvato un uomo durante un'operazione in cui - egli, padre di famiglia e chirurgo - ebbro di alcool - commette un errore.
Quell'errore sarà fonte di vendetta da parte di un ragazzo che chiederà una vita in cambio.
La vita del figlio, per la vita del padre.
La tragedia è messa in atto in un crescendo di ansia, di disturbo in cui ci si trova immersi fin dalle prime asettiche e fredde inquadrature.
Molto studiate, a dire il vero, molto puntuali nel mettere in scena il dramma. Un dramma muto, crescente.
Non si tratta di un horror, né di un film meramente drammatico ma di un'ibrido tra farsesco e grottesco.
Molte le citazioni. forse non un film perfetto ma disturbante e che non lascia e non può lasciare indifferenti.
Il mito di Ifigonia è palese ma non è l'unico, mille rimandi e mille riflessioni sono d'obbligo.
Il film è lento ma scorre bene malgrado ciò perché pone interrogativi che lasciano desti.
Può piacere oppure no ed è giusto che sia così. A me è piaciuto, molto più di altri film di questo autore.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  18/02/2018 22:01:14
   7½ / 10
La famiglia perfetta non è immune da colpe e dovrà subire come le altre, perfette o meno, il suo contrappasso. Rimediare alle proprie colpe. Lanthimos è un regista che mi piace. E' freddo e glaciale ma altrettanto risoluto come il Martin del film, incarnazione di un fato irreversibile che una volta messo in moto deve esigere il proprio prezzo. Racconto mitologico, la tragedia greca che è nel dna del regista, trasportano il racconto in un contesto moderno dove la barbarie si può presentare sotto altri aspetti. Sulla figura del chirurgo sembrano essersi scatenate le Furie mitologiche. Il prezzo da pagare è semplice: una vita per una vita. Lanthimos demolisce colpo su colpo una figura sottilmente autoritaria sia nelle vesti di padre, di marito e professionali. La macchina da presa negli spazi ospedalieri lo segue quasi sempre dall'alto, come dall'alto è ripresa la sciagura che colpisce il figlio. Il fato agisce in maniera spietata ed altrettanto chirurgica, lasciando nella completa impotenza la famiglia perfetta. E' un film destinato a dividere perchè il regista greco non esistono mezze misure. E' un film spiazzante nella sua algida freddezza, disturbante anche nei momenti di apparente quiete.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento tylerdurden73  @  22/12/2017 10:15:51
   8 / 10
Famiglia agiata e imbrigliata in un tran tran senza scossoni, magari parecchio stramba (come solo Lanthimos riesce a descrivere) vive pacificamente la sua vita, mentre il padre intavola rapporti non meglio definiti con un sedicenne dall'aria un po' svagata. La prima parte del film è tutta basata sul rapporto ambiguo instauratosi tra il giovane protetto e il cupo Colin Farrell, il quale ben presto capirà che per lavarsi la coscienza non bastano pranzi o costosi orologi.
Vecchia storia quella dell' elemento estraneo capace, più o meno consapevolmente, di destabilizzare un nucleo in apparenza solido minato però da fondamenta marce. Ovviamente il banale da queste parte non esiste, si prendono strade da tragedia greca (e vorrei bene vedere vista la nazionalità del regista) e si spinge sulla crudeltà di storie figlie di tempi antichi e spietati.
Gesti estremi motivati dalla vendetta, messi in atto con iter in cui la spiegazione non è indispensabile; accadono perchè qualcuno dovrà essere punito e poco importa se al diretto responsabile è concessa la vita con la pena di vivere presumibili (ma non certi) sensi di colpa, in quella che diventa lettura del nostro tempo ove a pagare è spesso l'innocente.
Lanthimos scava nei rapporti famigliari trovando aridità e piccoli favoritismi: mette a nudo l'essenza dei protagonisti, sviscerandoli come nell'incipit dell'operazione cardiaca, ne coglie l'anaffettività di un modo basato sull'apparenza in cui il rimorso è anestetizzato. Resta il dubbio se questo esploda dopo il fantastico e crudele pre-finale alla Haneke, seguito da un conflitto di sguardi che sembra essere più accusa per l'irruzione illegittima che per ciò che essa ha compromesso.
"The killing of a sacred deer" mostra il lato oscuro dell'umanità tutta, a partire da un uomo dal passato morboso e dal presente apatico e da una donna (bravissima Kidman) generosa nel concedersi alla mdp ma glaciale nel ruolo di genitrice e amante. La visione d'insieme è depressa, spicca il disgusto per i personaggi nella messa alla gogna delle apparenze qui distrutte dall'assenza di certezze indispensabili all'uomo moderno, ulteriormente indebolite dall' individualismo cieco che in assenza di comunicazione e supporto reciproco attecchisce con facilità mostruosa.

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