gosford park regia di Robert Altman Italia, Gran Bretagna, USA, Germania 2001
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gosford park (2001)

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locandina del film GOSFORD PARK

Titolo Originale: GOSFORD PARK

RegiaRobert Altman

InterpretiMaggie Smith, Michael Gambon, Kristin Scott Thomas, Emily Watson, Stephen Fry, Derek Jacobi, Alan Bates, Ryan Phillippe, Charles Dance, Clive Owen

Durata: h 2.17
NazionalitàItalia, Gran Bretagna, USA, Germania 2001
Generecommedia
Al cinema nel Marzo 2002

•  Altri film di Robert Altman

Trama del film Gosford park

Inghilterra primi anni '30. Sir William McCordle e sua moglie Lady Sylvia invitano alcuni parenti ed amici per un week end in campagna. Tra sfarzo e relax non può mancare il delitto...

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Voto Visitatori:   6,79 / 10 (60 voti)6,79Grafico
Voto Recensore:   9,00 / 10  9,00
Sceneggiatura Originale
VINCITORE DI 1 PREMIO OSCAR:
Sceneggiatura Originale
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Voti e commenti su Gosford park, 60 opinioni inserite

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  Pagina di 1  

goodwolf  @  23/01/2010 14.20.06
   6½ / 10
L'ambiente è ricostruito magnificamente, così come è ottima la regia e la caratterizzazione dei personaggi. Però è inquietante o quantomeno bizzarro il fatto che si può sonnecchiare o alzarsi 5 minuti ogni tanto senza perdersi niente. Perchè alla fine il film parla di questo: niente.
E' semplicemente un ritratto della società inglese degli anni 30 che mette in risalto le classi sociali, la cattiveria umana, gli inganni e quant'altro e nel contesto salta fuori un omicidio, che non è il punto focale del film. Se riuscirete ad accettarlo, lo seguirete, sennò spegnerete la tv prima della fine del film.

Gruppo STAFF, Moderatore Jellybelly  @  25/11/2009 12.56.29
   7 / 10
Sono sostanzialmente in linea col commento di Ultraviolence qui sotto: ottime la regia, e le ambientazioni, cos' tipiche di tanti altri film british, ma il messaggio troppo spesso viene travolto dalla lentezza e dalla esasperante coralità del racconto. Rimane comunque un'ottima prova di Altman, efficace nel delineare le differenze tra alta borghesia e servitù in una realtà fuori dal tempo.

Gruppo COLLABORATORI ULTRAVIOLENCE78  @  08/09/2009 7.58.18
   6½ / 10
Tra un giallo di Agata Christie, un polpettone alla James Ivory e una rappresentazione d’ispirazione “renoiriana” (“La regola del gioco”). Sono questi i binari lungo i quali si muove il film di Robert Altman: un’opera solo in parte riuscita, perché gravata da eccessive prolissità e verbosità che ne fanno disperdere l’intenzionale carica corrosiva.
Tuttavia, pur se non all’altezza della vivacità delle dinamiche del referente francese, la costruzione della messinscena è esemplare. Dal principio alla fine s’assiste ad un fluire di situazioni che passano dall’alto dei piani superiori al basso di quelli inferiori, e nelle quali nessuno assurge a protagonista perché tutti sono declassati a comprimari (di nessuno). In questo equilibrato gioco delle parti si fa strada la contrapposizione su cui si fonda tutta la narrazione: da un lato l’aristocrazia, svuotata di qualsiasi emozione (su tutte, le figure della moglie del defunto e del produttore cinematografico americano) e inaridita dalle etichette e dalla smania per una migliore posizione sociale; dall’altro la servitù, passiva e fiaccata dall’assoggettamento, ma con ancora un benefico impulso verso l’amore inteso nella sua accezione più pura: cioè un dare incondizionato che si soddisfa in se stesso, senza bisogno di alcuna aspettativa (in tal senso, le parole di una serva rivolte a un borghese convinto di essere perseguitato dalla malasorte, e il sacrificio della madre nei confronti di un figlio che non potrà mai esserle riconoscente).
Da “Nashville” ad “America oggi” Altman s’è impegnato a tratteggiare la società americana nel suo declino verso l’autoannientamento; con “Gosford Park”, pur cambiando ambientazione e contesto sociale, la formula non cambia: anche se l’oggetto dell’invettiva è l’aristocrazia inglese degli anni ’30, quella spinta dissacrante e demistificante che aveva contrassegnato i lavori precedenti del regista americano si ripresenta, seppure con meno nerbo, anche nel film in questione, ma con la differenza che qui –diversamente dalla celeberrima opera di Renoir- viene altresì mostrato ciò che è salvabile dal degrado imper(vers)ante.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR amterme63  @  18/06/2009 23.48.54
   7½ / 10
Forse ad Altman non era bastato mostrare come il mondo attuale non sia altro che una specie di gigantesco mosaico di microcosmi individuali, dove imperano le divisioni, sia sociali che sentimentali, dove tutti sono schiavi di usi e convenzioni che falsano i comportamenti e strozzano le vite interiori (America oggi).
Con “Gosford Park” ha voluto far vedere che forse questa situazione è sempre esistita, è probabilmente parte integrante del DNA della società umana. Lo ha fatto applicando il suo sguardo induttivo, parcellizzante a una vicenda che si svolge nell’Inghilterra dei primi decenni del Novecento; l’Inghilterra di Lawrence e Forster, presente in tanti film di Ivory.
Le similitudini con i film di Ivory si fermano però alle scenografie (stupende e molto curate). In Gosford Park l’accento è posto soprattutto sulla divisione sociale netta che c’era allora fra persone nobili o altolocate e le persone “semplici” (domestici, braccianti, lavoratori). Questa barriera viene messa in evidenza di continuo nel film. Le persone vengono prese non per quello che sono, ma per il ruolo sociale che ricoprono. Le convenzioni dominano così incontrastate e indiscusse.
La parte alta è quella che domina, in tutti i sensi. Si sentono in diritto (per tradizione, per uso) di comandare, di farsi servire, di non lavorare e di “apparire” esteriormente come “migliori”, come “dominanti”. Hanno creato tutta una serie di regole sociali ed esteriori ferree che puntellano il loro dominio, ma di cui loro stessi cadono vittime. La loro vita etica e sentimentale viene sacrificata alla lotta per non sfigurare di fronte a queste apparenze capestro. Si diventa ipocriti, cattivi, cinici (ma esteriormente curati, gentili e di belle maniere) pur di ottenere considerazione e soprattutto i soldi. Puoi nella segretezza della propria vita privata ci si può lasciare andare a qualsiasi tipo di vizio, facendo così imperversare il gioco del pettegolezzo che vede ognuno sia vittima che carnefice.
La parte inferiore subisce e addirittura assorbe e imita la deleteria filosofia della parte superiore. Vige anche qui una specie di scala di gradi da rispettare. Addirittura ognuno prende il nome del proprio padrone. Qui le convenzioni diventano ancora più assurde. Pure nei gradi inferiori c’è il dualismo apparenza-sostanza. Si cerca di apparire bravi, servizievoli, efficenti ma poi si scoprono vizi e debolezze, la vera personalità che alla fine comunque affiora. Tutto questo solo per poter sopravvivere materialmente.
Per fortuna ci sono delle persone che cercano di limitare al massimo l’influenza deleteria delle convenzioni, privilegiando al massimo il rapporto diretto e sentimentale; oppure chi si ribella apertamente e accetta di pagare a testa alta il caro prezzo (la privazione materiale) dell’indipendenza. Nella prima categoria c’è il personaggio di Novello, gentile, buono, cortese, sincero, tutto grazie al dono naturale e senza pretese dell’arte. Nella servitù invece c’è la giovane neo-cameriera. Un personaggio pieno di buoni sentimenti, di giudizio, di equilibrio, il personaggio più pulito del film.
Nonostante il grande affollamento, l’incrociarsi di storie e caratteri, ognuno resta alla fine solo con la propria vita. Quello che manca, quello che non riesce è la riunione interiore fra le persone. Non si riesce a superare le barriere (più che sociali, sentimentali), a esprimere i propri sentimenti, che siano di tipo amoroso o filiale. La conclusione triste è che il mondo è fatto di tante monadi non comunicanti fra di loro. Ieri come oggi.
E’ un film perciò bello da vedere, molto interessante come significato. Peccato che sia a volte un po’ monotono e che abbia dei momenti di stanca. Capisco che possa anche annoiare.

Invia una mail all'autore del commento wega  @  13/11/2008 12.52.00
   7½ / 10
"La regola del gioco è il film che più di qualunque altro mi ha insegnato le regole fondamentali del cinema". Da queste parole di Altman viene spontanea l' associazione di "Gosfard Park" al capolavoro di Renoir, un film dalla divisione sociale per piani, letteralmente "i piani bassi", e "i piani alti", dove la disciplina della servitù appare addirittura più rigida e intrasigente, un luogo nel quale si assiste ad una contaminazione di tipo gerarchico. Nel linguaggio cinematografico specifico del film, ciò accade soprattutto in un incontro sull' uscio della porta, con il servo perfettamente agghindato, corteggiato dalla padrona priva di trucco, non curata, in uno stato quasi decadentistico. Nulla di nuovo quindi, ma è un racconto del grande affabulatore americano, e non si può che star zitti a guardare. Eccellente la fotografia.

5 risposte al commento
Ultima risposta 07/09/2009 12.49.02
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topsecret  @  09/10/2008 20.07.54
   7½ / 10
Forse un po' lungo,ma tuttavia godibile. Un film che rimarca i concetti della distinzione sociale. Un giallo poco tradizionale.

tabularasa  @  04/08/2008 21.04.24
   7 / 10
giallo sullo stile di agatha c.con una punta di ironia sulla tela narrativa.

paride_86  @  13/06/2008 0.52.58
   9 / 10
Robert Altman firma un film di una classe unica. Personaggi ben caratterizzati, una trama "classica" ma avvincente e, sullo sfondo, una nobiltà vanesia e fatiscente.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Terry Malloy  @  02/03/2008 14.30.24
   8½ / 10
Ritenere Altman un regista essenzialmente impegnato è errato. Meraviglioso in quanto grande amante del Cinema come arte di raccontare favole visive. Ed ecco uno squisito esempio.
Sorretto da una sceneggiatura di ferro e da un cast preparatissimo, “Gosford Park” riconferma la superba capacità (riscontrata magnificamente in “America Oggi”) di Altman di mescolare commedia e dramma, tragico e comico, pathos e leggerezza con disinvolta maestria.
Un vero narratore di storie, commoventi e divertenti, in perfetto e camaleontico stile british con quel tocco di dolceamara ironia che rende i personaggi americani grotteschi, ma furbi e quelli inglesi intelligenti, ma anacronistici.

Gruppo COLLABORATORI The Gaunt  @  10/12/2007 14.13.30
   8 / 10
Ottimo film di Altman, che sulla falsariga di una trama gialla scritta da Agatha Christie, ci presenta un ritratto al vetriolo dell'alta società inglese post-vittoriana, ancorata ai fasti passati, autoreferenziale, divorata da dall'ipocrisia e dall'avidità da non accorgersi che il mondo attorno a loro sta cambiando. Notevole anche la direzione degli attori.

Glendhi  @  19/10/2007 20.30.22
   7 / 10
Il finale per me è stato prevedibile, ma al di là di questo, rimane un film di critica profonda ben congeniato e caratterizzato.

Beefheart  @  26/08/2007 17.49.59
   9 / 10
Ennesimo film riuscito della filmografia di Altman. La consueta commedia corale, satolla di personaggi e fitta di dialoghi, si tinge, in questo caso, di "giallo Agatha Christie" (tanto che lo stesso regista definisce il tutto come "La regola del gioco più Dieci piccoli indiani"). Nell'Inghilterra del 1932, ben 26 individui, diversi per genere ed estrazione sociale, si ritrovano a trascorrere insieme un intero week-end a Gosford Park, ospiti nella tenuta di campagna del ricco possidente Sir William McCordle, per una battuta di caccia. Al momento opportuno, tra nobili, semi-nobili, cialtroni e servitù, si consuma un sanguinario delitto, al quale seguono le ridicole, improponibili ed inutili indagini di un goffo detective. Ma in effetti, cinematograficamente parlando, l'identificazione del misterioso assassino è quanto di più superfluo si possa chiedere a questa storia; in realtà ciò che interessa lo spettatore sono la galleria di figure psicologicamente bizzarre ed il fine intreccio narrativo, che mostrano superbamente le discutibili logiche e gli assurdi "equilibri" che regolano l'assetto della classista società inglese dell'epoca. Quasi 140 minuti di ricchezza, visiva e concettuale, insaporiti da conflitti di classe, invidie, bramosie, amori clandestini ed ipocrisie, caricaturate dalla solita, inimitabile, ironia nera, tipica del regista. La scelta del cast è perfettamente azzeccata così come la magistrale prova interpretativa fornita da gran parte di esso. Nessuno come Altman sa dirigere una tale "orchestra" di attori. Eccezionali location, fotografia e costumi. Forse il perpetuo mantenersi in bilico fra un dramma mai troppo accentuato ed un'ironia mai troppo comoda (d'altra parte, questo è Altman), si rivela anche penalizzante in fase di collocazione meritoria di questo film, che, pur dipingendo un grandioso quadro d'insieme del contesto storico/sociale, non gode, tuttavia, "dell'appoggio" di accattivanti enfatizzazioni emotive; ciò nonostante, brilla comunque di luce propria ed impreziosisce la folta produzione del maestro di Kansas City. Se non è un capolavoro ci manca poco. Ovviamente, consigliatissimo.

mainoz  @  24/07/2007 2.21.28
   6½ / 10
PRO: costumi ed ambientazione ottimi, buona recitazione di tutti gli attori (escludo Owen che non mi è mai piaciuto). Buon finale inatteso e commovente. Denso e ben presentato il rapporto d'amore e di amicizia tra i membri della servitù.

CONTRO: i bla, bla, bla inutili con cui Altman riempe i suoi film (stessa cosa ne "I Protagonisti") piuttosto stancanti. E forse troppi personaggi e nomi che mi hanno fatto quasi impazzire..non riuscivo a ricordarmeli tutti (meno male che riuscivo a rivedermi le scene + volte stoppando il film e tornando indietro)

Dies Irae  @  03/07/2007 14.44.40
   7 / 10
un film fatto con troppa maestria, che termina col dare un senso di poca naturalezza, poco coinvolgimento. trovo che sia tutto perfetto, ma la perfezione a volte può risultare anche fastidiosa. film di difficile realizzazione dove troppi sono i personaggi da identificare in breve tempo, un film si apprezza in modo definitivo sicuramente dopo due o tre visioni, con lo spettatore ormai libero di pensare solo al film e non alla trama.

edo88  @  19/06/2007 21.59.24
   7½ / 10
Mah, Oscar alla sceneggiatura?
Insomma...a me non ha convinto molo...ritrarrà bene la società del tempo, ma a tratti è noioso.
Comunque ben diretto e soprattutto interpretato.
Interessanti i personaggi.

Sciamenna  @  18/05/2007 12.57.57
   8½ / 10
Un'ottimo film.. con una leggera sfumatura teatrale nella regia da parte di Altman ( o forse è solo una mia impressione?)
Un giallo atipico, costruito non per " far capire tutto alla fine", ma per fare emergere in modo naturale lo squallore dei protagonisti, lasciando intravedere alcune possibili soluzioni durante tutta la seconda metà del film..
Belle le musiche..

Satyr  @  05/04/2007 12.42.25
   8½ / 10
Dopo il fiasco del "Dott.T"Altamn ritorna a mostrare il suo genio con sguardo cinico,lucido,incisivo e lungimirante,lontano da qualsiasi forma di compromesso.Degno erede delle sue opere migliori.

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Ultima risposta 05/04/2007 13.02.04
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quaker  @  15/01/2007 22.32.24
   9 / 10
Splendido, sotto ogni punto di vista. Un grande Altman, perfettamente a suo agio. Interpreti tutti di eccezionale livello, costumi, scenografia, sceneggiatura tutto veramente ai massimi livelli. Questo solo dovrebbe essere il cinema!
Va messo accanto a "quel che resta del giorno" (uno dei miei film preferiti).

Gruppo COLLABORATORI fidelio.78  @  04/01/2007 18.00.22
   7 / 10
A me non ha colpito particolarmente e non riesco neppure ad avvicinarlo ad altri lavori molto più corrosivi di Altman. E' sicuramente un buon film, con un ottimo cast, che però non mi ha esaltato. E' molto vicino, forse troppo, al semplice esercizio di stile. Troppo classico nell'impostazione e prevedibile nello svolgimento. Quasi un film anacronistico. Quanto alla tanto esaltanta critica sociale... ma veramente basta così poco? Ho visto di meglio.

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Ultima risposta 04/01/2008 12.19.29
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Rusty il Selvag  @  17/11/2006 16.16.19
   9 / 10
Lama wildiana per il grande Altman e denuncia socio-culturale,

un umorismo che taglia lo strato che copre un abisso di stupidità e terribile

egoismo.

Una voragine infernale coperta dalla "crema" dell'alta società inglese degli

inizi del Novencento.

Gruppo REDAZIONE Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  18/08/2006 21.51.40
   9 / 10
Non riusciro' mai a capacitarmi dei gusti del pubblico, visto che questo film - per inciso: squisito - è stato accolto molto bene dalla critica, e che giustamente è ritenuto uno dei migliori Altman di sempre.
Un ritorno al passato: grava il modello "invito a cena con delitto", ma se si riesce a superare l'impasse con un certo estabilishment inglese (del resto di questo si parla) questo film magnifico va gustato esattamente come si guardano i film di Poirot interpretati da Albert Finney o Peter Ustinov.
Ma c'è di piu': un'Altman così vetriolico e feroce, abilissimo a dipingere un mondo dorato di vizi e illegalità, non si vedeva da tanto tempo (salvo l'episodio tutto particolare di "short cuts" e almeno la prima parte di "protagonisti") .
Impareggiabile come sempre l'"aristocratica" Maggie Smith che lancia invettive contro gli "ospiti indesiderati" (tutti?) e in fondo rifiuta il classismo alla quale è tristemente ancorata.
Sconvolgente è il colpo di scena finale, quasi un segno di primordiale giustizia del regista davanti alle lotte di classe e ai suoi incostanti privilegi.
In un film corale che permette - come in "Un matrimonio" per es. - di esibire velleitarie funzioni di scomoda indecenza a ogni tipo di categoria e ruolo sociale

risikoo  @  21/05/2006 20.11.37
   6 / 10
Film che ho aprezzato pochissimo. Poco a che vedere con un giallo. Non capisco l'Oscar...

suzuki71  @  13/04/2006 13.31.08
   9 / 10
Ricordo che un amico mi disse: "bello ma molto lento"... bene, come può definirsi lento un film in cui i personaggi vengono continuamente "denudati" fino a capire chi siano realmente? E' una continua evoluzione psicologica, i personaggi sono nuovi a ogni scena che passa... il secondo tempo, in questo senso, è "elettrizzante"... certo non ci sono gli effetti speciali ma solo quelli sono i film non noiosi? Non mi sento di consigliarlo a tutti, questo è chiaro, ma se amate i film di introspezione non potete perderlo.

ely80  @  25/03/2006 11.50.14
   8 / 10
Vedo che ci sono voti bassini per questo film che a me è piaciut.....Mi ha ricordato molto le atmosfere delle ricche residenze inglesi di campagna tra le due guerre che si trovano in molti libri della Christie, non l'ho trovato per nulla noioso, anzi...la società inglese dell'epoca è descritta piuttosto bene...bello il confronto nobiltà-servitù, bravi attori

hitman83  @  13/03/2006 17.07.11
   2 / 10
Questo è uno dei film più noiosi della storia del cinema!! Purtroppo non si può discutere di trama regia interpretazioni ecc.. perchè la noia mortale offusca tutto. Complimenti a quelli che assegnano gli oscar

desi  @  13/03/2006 14.36.45
   5 / 10
Ottimi i costumi e la rappresentazione dello stile di vita neglia nni '30 tra servitori e padroni.
Detto in tutta franchezza, sono le uniche cose benevole di un film noiosissimo e troppo lontano da essere ricordato minimamente come un giallo...neanche da un regista come Altman.
L'Oscar come sceneggiatura originale non lo capisco, già per i costumi sarebbe stato un altro discorso.
Ostico

gei§t  @  18/02/2006 12.34.06
   8½ / 10
ottimo film

nella prima parte descive la vita della nobiltà di una volta vista con gli occhi della sevitù

nella seconda parte diventa un giallo

Gruppo COLLABORATORI bungle77  @  14/01/2006 1.15.57
   8 / 10
Splendido ritratto di una societa ormai decaduta... film corale in puro stile Altman

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR antoniuccio  @  13/12/2005 11.36.33
   9 / 10
L'unico Altman - per ora - che mi piace.
Originalissimo il punto di vista del film, per una volta la società inglese viene vista dal punto di osservazione della servitù.
Se la casa è snob, anche la servitù è snob. Bellissimo. Mi piace il fatto che anche le cameriere giudichino gli ospiti, guardando con la puzza sotto al naso un'ospite che "non può permettersi la cameriera personale".
Bella la scena dei coltelli, che la cuoca deve contare prima di chiudere la cucina... C'è un delitto, ma forse è l'elemento minore del film. Quello che si evince è il decadentismo di una certa società, mascherata dietro a buon nomi e modi affettati, ma in declino libero...
Maggie Smith è fantastica, soprattutto durante la infinita partita a carte, durante la quale infligge stilettate agli "arrampicatori sociali", quando è lei stessa ad avere una certa necessità.

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2 risposte al commento
Ultima risposta 19/09/2006 13.26.10
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Invia una mail all'autore del commento cupido78  @  19/10/2005 16.56.25
   1 / 10
è l'unico film della mia vita che mi ha fatto praticamente innervosire...sembrava fatto apposta per toccare il mio sistema nervoso..il mio è un giudizio parziale,perchè dopo mezzora le avevo talmente gonfie che ho dovuto staccare!!molto megliuo walker texas ranger!!!!!!!!!!

alesfaer  @  17/08/2005 13.11.22
   6 / 10
visto tanto tempo fa....penso meritasse la sufficienza

KANE  @  11/07/2005 15.28.39
   9 / 10
film meraviglioso! squisito!! un film raffinato tutto inglese, una "nobiltà" di regia che solo buon gustai possono apprezzare!!
Maggie Smith è bravissima meritava sicuramente un oscar(tantè che pensavo che l'avesse vinto!)

bacco2  @  21/02/2005 18.27.36
   3 / 10
Non ho rimembranze di essermi rotto i maroni così tanto durante un film...

dragonfly  @  08/11/2004 14.45.42
   8 / 10
Raffinato film di Robert Altman. Perfezionista, una minuziosa cura del dettaglio e di ogni particolare fa di questo film uno dei più godibili degli ultimi tempi. Purtroppo, tutta questa perfezione si rovina nel finale in modo decisamente fasullo.

ciccio.antani  @  03/09/2004 12.40.15
   1 / 10
Ma cosa avete al posto dei testicoli!!!! Due sfere d'acciaio???
Come fa questo film ad avere un 6,4 di media. Mai visto un film più noiso. Non vedi l'ora che finisca!!!
I costumi e le ambientazioni non bastano per fare un film.

2 risposte al commento
Ultima risposta 13/04/2006 13.36.34
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FlatEric  @  22/08/2004 21.13.27
   7 / 10
Buon film, Altman ci sforna questa commedia dai risvolti gialli (anche se dovrebbe essere il contrario) molto piacevole anche se in alcuni momenti noiosa... da vedere cmq almeno x l'ottima regia

Invia una mail all'autore del commento GattoMatto  @  26/06/2004 8.32.07
   7 / 10
Uno dei pochi film che ti lascia fare un salto nel passato senza paracadute. Ricostruzione perfetta delle atmosfere e della vita nell'Inghilterra degli anni '20. Bravissimi gli attori!

tupolevv  @  17/04/2004 21.05.36
   1 / 10
a vi rendete conto ke date 8 a questo film..... si è vero mescola insieme amore odio gelosie... ecc.. ecc... ma nn è sufficiente la trama è piattissima... si aspetta sempre ke succeda qualcosa e invece nulla.... il film non decolla mai risulta lento noioso e alla fine non ti lascia assolutamente nulla...... è vero è un affresco ma nulla di +........ il fatto ke sia ben curato nn è sufficiente....... il risultato è una cosa inguardabile.

1 risposta al commento
Ultima risposta 18/08/2006 21.42.57
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Kurtz  @  12/04/2004 0.17.04
   6 / 10
Grande esercizio di stile e eccellente affresco storico, ma il film non decolla a causa di una trama piuttosto piatta...

lubol62  @  28/02/2004 17.04.44
   7 / 10
merita di essere visto. almeno è curato, anche se ryan è molto più bello che bravo

pr649  @  19/02/2004 21.19.26
   8 / 10
Bellissimo.
Vanità , amore , odio , rivalità , segreti e morte...
Tutti gli attori , i cui tratti sono perfettamente delineati da Altman, spesso con ironia ( un esempio su tutti l'ispettore e il poliziotto) sono parte di un insieme avvincente ed intelligentissimo (incredibile come ognuno dei personaggi sia così ben definito , unico ) .
Questo film ha classe da vendere!




lorenzo_ren  @  28/01/2004 15.25.59
   8 / 10
Interessante, che ricostruzione! Bravi gli attori, un grande Altman ed eccellente la scenografia.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR _Orion  @  16/01/2004 19.18.28
   4 / 10
Brutto e noioso

Invia una mail all'autore del commento dama del fiume  @  09/11/2003 19.04.03
   9 / 10
Attori bravissimi per un film dal sapore autenticamente british

Invia una mail all'autore del commento Marco!!!  @  16/10/2003 19.29.14
   10 / 10
bellissimo, ryan phillippe da oscar

helen  @  05/08/2003 1.12.18
   1 / 10
du'palle... sono lontani i tempi di america oggi

Daniele  @  11/07/2003 16.51.42
   5 / 10
vivi  @  20/03/2003 17.54.34
   6 / 10
finalmente un giallo...ops un pseudo-giallo....ops un giallino

vorrebbe avvicinarsi a quella categoria d film del passato....nn male cmq

sabrina  @  20/03/2003 12.11.39
   3 / 10
il film è stato di una noia mortale,nessun colpo di scena e un storia da recitare in teatro.buona è come viene presentata la differenza fra aristocrazia e servitu

Zack 7000  @  01/03/2003 21.02.33
   10 / 10
Magnifico, adoro i misteri

Mattia dice ad Alba  @  27/01/2003 22.12.16
   9 / 10
Gosford Park è un capolavoro, con una Maggie Smith FE-NO-ME-NA-LE!
Se giudichi il film inconcludente, cara mia, non ci hai capito nulla!
A parte il fatto che finisce chiaramente con l'identificazione dei due omicidi (madre e figlio), ma non ce ne sarebbe neanche bisogno, tanto è lucido e spietato nel disegnare la società inglese.Poteva essere chiunque!

Invia una mail all'autore del commento Edoardo  @  23/12/2002 17.11.16
   7 / 10
Ritengo il film una buona analisi sociologica, dove vengono correttamente individuate le differenze delle classi sociali

Enrico  @  08/07/2002 13.02.45
   8 / 10
Un ottimo film.

Alba  @  24/05/2002 16.40.43
   4 / 10
Molto molto lento, e soprattutto inconcludente

elisabetta  @  15/04/2002 18.59.22
   7 / 10
precisione chirurgica nell'analisi dei personaggi, ma poca emozione e finale privo di pathos

Invia una mail all'autore del commento fede  @  15/04/2002 17.39.09
   8 / 10
bello, bello, splendido... non si può dire altro

Rita  @  19/03/2002 21.54.37
   6 / 10
Notevoli i costumi e le ambientazioni, un po' stucchevole la storia, nel complesso il film provoca qualche sbadiglio di troppo.

Invia una mail all'autore del commento Priscilla  @  15/03/2002 9.14.22
   5 / 10
Che noia!!! Per tutto il primo tempo non succede nulla... Ah, perché poi è successo qualcosa? Andrebbe meglio recitato a teatro, un film così, ma non dietro ad una telecamera!

sara  @  12/03/2002 22.12.23
   9 / 10
Stupefacente la capacità di Altman di scrutare nei minimi dettagli il mondo degli aristocratici e quello dei loro servitori. Il film è superlativo !

1 risposta al commento
Ultima risposta 01/11/2005 19.20.24
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stanley  @  09/03/2002 20.11.58
   6 / 10
una mezza delusione.altman dirige bene e gli attori sono eccezionali(in particolare maggie smith)ma lo spettatore attende un colpo di scena che non arriva mai(a differnza dell'ultimo capolavoro di altman la fortuna di cookie)e l'idea di confrontare aristocratici e no non e' certo originale.e nel finale lo sbadiglio diventa facile

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