dark horse (2011) regia di Todd Solondz USA 2011
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locandina del film DARK HORSE (2011)

Titolo Originale: DARK HORSE

RegiaTodd Solondz

InterpretiJustin Bartha, Donna Murphy, Christopher Walken, Selma Blair, Mia Farrow, Di Quon, Aasif Mandvi, Zachary Booth, Ron Maestri, Lee Wilkof

Durata: h 1.24
NazionalitàUSA 2011
Generedrammatico
Al cinema prossimamente

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Trama del film Dark horse (2011)

Abe ha più di trent’anni ma colleziona giocattoli, vive ancora in casa dei genitori (Christopher Walken e Mia Farrow), che lo considerano una pecora nera, e lavora controvoglia insieme al padre. Miranda, invece, è stata costretta a ritornare a casa dei suoi dopo aver fallito le occasioni per diventare una scrittrice affermata. I due si incontrano e, convinti che sia la loro ultima spiaggia, decidono di sposarsi e di pianificare insieme la loro vita futura. Ma ogni cosa prenderà una piega inaspettata proprio nel momento in cui tutto sembra girare per il verso giusto.

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Voto Visitatori:   7,67 / 10 (3 voti)7,67Grafico
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Voti e commenti su Dark horse (2011), 3 opinioni inserite

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Invia una mail all'autore del commento kampai  @  14/09/2011 15:46:24
   7 / 10
già il titolo dovrebbe spiegare le cose.dark horse è un appellativo che si dà a persone che tengono tutto per sè e che sono un pò pazze.l'eterno bambinone che non vuole resposabilità e che lavora solamente per comprarsi giocattoli da collezione.si innamora di una coetanea altrettanto schizzoide.la storia è trattata come una sit-com a colori puri, dove la classica famiglia middle-class americana è un "tantinello"psicopatica.è difficile descriverlo.il solito solodnz insomma.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  08/09/2011 00:24:48
   8 / 10
Quella di Solondz si potrebbe definire come una anti sit-com americana. Formidabile il ritmo iniziale con battute e gag ripetizione in cui il debordante protagonista ti trascina nella sua in fondo squallida esistenza, emblema del fallimento familiare del padre che ha puntato, perdendo, su di lui. Solonsz è un regista che come pochi sanno scavare a fondo dentro i personaggi di estrazione medio borghese. Sotto la superficie di benessere, si nasconde lo squallore quotidiano di un uomo che poteva ma non è diventato e non si può fare di provare compassione e tenerezza per questo uomo mai cresciuto.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  07/09/2011 00:25:17
   8 / 10
Potrebbe diventare il film più frainteso dell'anno. Il timore che Solondz vivesse di rendìta dopo il successo di Happiness era completamente infondato. Vero, c'è qua e là una sensazione di irrisolto, ma costituisce il perno di una post-commedia letteralmente deliziosa... il protagonista (ricorda quasi il pacione di Angele e Tony) è fisicamente e psicologicamente una perfetta Icona da soap-opera. E tuttavia qui non c'è modo di rassicurarsi e ridere della tremenda mediocrità esibita come vanto di un'America popolare, come in certe celebri serie televisive. L'anti-eroe è il perfetto Idiota dei nostri giorni, abbastanza dannoso per umiliarlo, e quantomeno spassoso quanto basta per compiangerlo. La sua inutilità ci costringe a parteggiare per lui, almeno quanto la "mostruosa normalità" (v. il fratello medico belloccio e sapientone) che ci porta a preferire i più storici "perdenti".
Ribaltando tutti i clichè della peggior commedia americana, Solondz costruisce un personaggio grottesco almeno quanto il film, prototipo dell'infallibile fallimento della cultura Usa, ormai assunta a riciclare reietti sociali senza più eroi nazionali

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