sugarland express regia di Steven Spielberg USA 1974
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sugarland express (1974)

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locandina del film SUGARLAND EXPRESS

Titolo Originale: THE SUGARLAND EXPRESS

RegiaSteven Spielberg

InterpretiBen Johnson, Goldie Hawn, Steve Kanaly, Michael Sachs, William Atherton, Louise Latham

Durata: h 1.49
NazionalitàUSA 1974
Generedrammatico
Al cinema nel Novembre 1974

•  Altri film di Steven Spielberg

Trama del film Sugarland express

Lou Jean (G. Hawn) va a far visita in carcere al giovane marito (W. Atherton) e lo convince a evadere per accompagnarla a recuperare il loro bambino, affidato a due anziani coniugi di Sugarland. L'inseguimento alla coppia, con un poliziotto che hanno in ostaggio, si trasforma in mastodontico schieramento di forze e suscita uno spropositato clamore...

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Voto Visitatori:   7,32 / 10 (19 voti)7,32Grafico
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Voti e commenti su Sugarland express, 19 opinioni inserite

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Crazymo  @  01/04/2012 16:25:05
   8 / 10
Grande roadmovie di Spielberg, ingiustamente snobbato e misconosciuto nella sua filmografia, veramente notevole la fotografia (come quasi sempre nei film di Spielberg) e ottimi gli attori. Il film intrattiene, diverte e ci lascia una punta d'amaro in bocca. Veramente da vedere... migliore dell'80% dei prodotti odierni.

gemellino86  @  25/03/2012 16:51:40
   7½ / 10
Bel film di Spielberg ma non è tra i migliori. Entusiasma e intrattiene quanto basta per soddisfare le aspettative. Bravi gli attori.

Gruppo COLLABORATORI atticus  @  20/06/2011 00:27:14
   8 / 10
Un road movie agrodolce, pieno di limiti ma altrettanto zeppo di pagine di cinema assolutamente splendide.
Dopo "Bonnie & Clyde" e contemporaneamente alle "Badlands" di Malick, Spielberg racconta la folle corsa di due pazzerelli di buon cuore condannati ad un destino immeritatamente crudele. Per certi versi mi ha sempre ricordato "La caccia" di Penn, non tanto per la fuga dell'evaso ma per l'ottusità di un profondo sud incapace di confronti e distinzioni. Forse in questi frangenti il film perde un pò il senso della misura, esagerando nel bozzetto di una comunità divisa tra fans della coppia e forze dell'ordine dispiegate a livelli internazionali. Ma Spielberg, alla sua opera seconda dopo il folgorante "Duel", dimostra di avere una padronanza dei mezzi assolutamente clamorosa e ricrea momenti di altissima tensione emotiva (bellissima la sequenza in cui Lou Jean e Clovis guardano un cartone animato di Willy Coyote filtrandone tutto il lato tragico, da antologia tutto il finale, con la corsa in auto e l'orsetto che cade dal finestrino...). Ottimi interpreti, su tutti la bravissima Hawn. Immancabili la fotografia profondissima di Zsigmond e la colonna sonora di John Williams.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR ferro84  @  30/03/2011 23:45:15
   6½ / 10
Un film minore di Spielberg, a me francamente ha lasciato un pò indifferente.
A parte il finale che è veramente ben costruito e articolato, non ho provato grande pathos con i protagonisti che sono male caratterizzati e la denuncia sul sistema di legge l'ho trovata forzata.

Come sarebbero potute andare le cose diversamente?
Comunque una buona pellicola, si lascia vedere

Gruppo REDAZIONE amterme63  @  23/03/2010 21:26:23
   7 / 10
Film discreto, divertente, ben fatto. Si tratta del tipico film americano che mira a divertire con scene spettacolari o ironiche, ma che allo stesso stimola la riflessione sui valori fondanti della comunità americana (il contrasto diritto individuale – legge, famiglia naturale – norme legali). Lo stampo è classico, in quanto i protagonisti, anche se vivono fuori dalla "normalità", vengono però compresi e quasi giustificati. Alla fine però la norma ha il sopravvento su tutto e l'ordine viene ristabilito.
C'è da evidenziare la cautela e la prudenza da parte di Spielberg, il quale evoca i problemi, i mali, ma poi non ha il coraggio di trarne le conseguenze e lascia i contrasti irrisolti. Peccato, perché avrebbe potuto diventare un film memorabile.
Curiosamente questo film sembra una specie di rivalsa verso il film di Peckinpah "Getaway".
Siamo in piena provincia americana (Texas – proprio come in Getaway), nelle classi sociali basse, dove per sopravvivere è inevitabile commettere piccoli crimini e frequentare le prigioni. Bisogna dire che Spielberg edulcora molto. La prigione è una prigione modello, bella, accogliente e liberale (altro che quella di Getaway). I "criminali" sono dei giovani sbandatelli, ma tutto sommato buoni, normali, con comportamenti e vizi medio-americani, che tengono alle istituzioni tradizionali come la famiglia.
Ed è proprio l'esigenza di formare una famiglia, il motore di tutta la vicenda. I genitori sentono la sentenza di un giudice che ha tolto loro la podestà sul loro bambino come una profonda ingiustizia ad un loro diritto naturale (tipico contrasto americano). Per questo si sentono autorizzati a sfidare la legge e a usare maniere non legali, perché agiscono in nome di un'altra legge più fondante di quella scritta. Il regista li tratta in maniera molto rispettosa, con l'ironia che crea simpatia e con i loro atti di forza che creano ammirazione. C'è da dire che hanno dei caratteri contraddittori, alternando debolezze e ingenuità ad astuzie e ardore. Si vede che sono "personaggi", più che persone.
Lo stesso atteggiamento edulcorante, ironico-ammiratorio, Spielberg ce l'ha anche con le forze dell'ordine. I poliziotti sono buoni, educati, simpatici e a volte anche buffi. Si vuole riscattare questa istituzione rispetto ai film di Peckinpah; guarda caso il paterno commissario di polizia ha la stessa faccia del corrotto e perfido giudice di Getaway.
La polizia ha insomma un comportamento piuttosto ambiguo verso i due "criminali" fuggiaschi. Li deve fermare, ma quasi li favorisce e li comprende. Addirittura un poliziotto che viene preso come ostaggio, entra in grande simpatia con i suoi rapitori e si crea un rapporto di amicizia fra i tre, pur mantenendo inalterati i ruoli. Come spesso succede in America, i criminali "giustificati" diventano dei beniamini della gente e dell'opinione pubblica che quasi parteggia per loro.
Allo stesso tempo si fa vedere l'esistenza di gruppi di esaltati e fanatici che vogliono sostituirsi alla polizia e fare giustizia da soli. Questi gruppi di persone sono aspramente condannati da Spielberg, come pure l'invadenza e la curiosità della televisione.
L'esigenza di non scalfire il sacro principio della legalità ha la preminenza su tutto alla fine. C'è da dire che i due "criminali" fanno un grave errore quando confessano di voler fuggire in Messico (altro parallelo con Peckinpah), dimostrando scarso amore di patria e scatenando il palese contrappunto del commissario. A questo punto cadono tutte le ipocrisie e si mette allo scoperto l'inumanità e la crudeltà delle "forze dell'ordine".

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In una scena finale visivamente bellissima (un tramonto in controluce), il povero poliziotto "amico" sta lì colpito e meravigliato. Un regista coraggioso lo avrebbe fatto ribellare, buttare via schifato i segni del suo essere poliziotto per protestare contro l'ingiustizia, la durezza e l'inumanità. Invece no, sta lì a farsi quasi rimproverare per essersi fatto rubare la pistola. Una didascalia fornisce poi una conclusione consolatoria.
Peccato per questo epilogo neutro volutamente pro-ordine, pro-legge a tutti i costi.
Per il resto il film è un ottimo road movie (a volte sembra Convoy), divertente, ottimamente girato (l'esperienza di Duel è servita). Spielberg da questo punto di vista non delude di certo.

dobel  @  24/01/2010 20:48:38
   8½ / 10
Adoro gli 'On the road' anni '70. Questo non mi ha minimamente deluso. Un film ben fatto, senza un attimo di stanchezza, recitato e diretto in modo impeccabile. Spielberg è uno che sa fare il suo mestiere e sa mettere ogni ingrediente nel posto giusto. Da lui non dobbiamo attenderci profondità che non potrebbe dare, ma grandissimo intrattenimento.
In questa pellicola, comunque, oltre all'intrattenimento, abbiamo uno spaccato di un'America provinciale che stava uscendo da grandi crisi interne con fatica. La spettacolarizzazione di ogni evento, lo schierarsi del popolo dalla parte di chi è contro comunque, sono il segno di un disagio generale forse mai sopito del tutto. Quindi un film d'azione e una riflessione su un paese e la sua gente.
Grande come sempre il mio amato Ben Johnson ('il secondo cowboy da sinistra').

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Invia una mail all'autore del commento kowalsky  @  29/09/2009 22:24:58
   7½ / 10
Nonostante i suoi momenti vagamente umoristici, resta uno spaccato amarissimo sull'America, che il regista non è più riuscito, perso nei suoi effetti visivi, a creare... peccato che calchi la mano sull'esasperazione dei toni, altrimenti si poteva giudicare il film come il capolavoro del primo Spielberg.
Lo si vede sconcertati dalla brutalità della giustizia, ma anche dall'inesorabile epilogo di questo dramma umano.
Le sequenze sulle autostrade sono magnifiche

Invia una mail all'autore del commento wega  @  03/07/2009 12:41:12
   6 / 10
Seconda pellicola di Steven Spielberg, sulla falsa riga di "Duel" perché contiene già quella confezione furbesca dell' ultimo decennio che solitamente fa' irritare mezza Filmscoop. Poliziesco on the road divertente qua e là, ben recitato e ben fotografato, inquadrature comprese. Finale dal pathos non indifferente.

harold  @  12/08/2008 14:29:25
   9 / 10
Dramma on the road ben diretto dal giovane Spielberg,che costruisce una
storia impeccabile,ben ritmata e con almeno una sequenza notevole:quella
della lunga fila di auto della polizia che segue quella dei fuggitivi.Buono il cast
specie quello maschile.Menzione d'onore per il grande Ben Johnson nel
ruolo del Capitano Tanner.

Gruppo COLLABORATORI julian  @  25/07/2008 14:48:05
   7 / 10
Lo Spielberg dei bei vecchi tempi prende spunto da un singolare episodio di cronaca per dar vita a una commedia on the road dalla fine drammatica.
E' il classico film che anche solo per la storia (vera) che racconta potrebbe essere un capolavoro. Non so cosa è mancato a Sugarland Express, ma mi sento che poteva diventarlo.
Resta dunque un buon film.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento thohà  @  30/06/2008 17:17:58
   6½ / 10
"Vorrei dare un'occhiata al freno a mano" - "Prego! Per sicurezza lo tengo sempre tirato".
Non mancano le battute ed i momenti in cui si sorride. La morale potrebbe essere: Come riuscire a far diventare un granello di sabbia uno dei picchi più alti e scabrosi del Grand Canyon. Ma quante auto avevano in coda?
Non è certo un grandissimo film, ma lei (Goldie Hawn) mi è sempre stata simpatica da morire e, pur presentendo il finale, la tensione per l'epilogo rimane alta.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR The Gaunt  @  08/06/2008 23:54:52
   7 / 10
Sugarland express è un road movie più convenzionale rispetto all'esordio di Duel, decisamente più angosciante. E' presente la caratteristica tipica dell'America: quella di spettacolarizzare tutto, trasformare una storia minimale in uno evento mediatico enorme. Spielberg dirige con la consueta maestria un film scanzonato dal forte retrogusto drammatico, con buona partecipazione degli attori, specialmente Ben Johnson nei panni del capitano Tanner.

Gruppo COLLABORATORI SENIOR Giordano Biagio  @  01/07/2007 16:08:47
   8½ / 10
Buon esordio di Spielberg con un "road movie" sostenuto da grandi mezzi.

Ritmo travolgente, suspense ben orchestrata. Tensioni sempre tirate al massimo.

Il regista ebreo-americano dimostra subito il suo talento per lo spettacolo visivo, preannunciando con l'esperienza e i risultati acquisiti in questa opera di poter fare un secondo film di qualità, ancora più esplosivo: arriverà infatti puntualmente "Lo squalo".

Spielberg interpreta il cinema ponendolo in una dimensione di "debordamento" dalla normalità, ama l'eccessivo, lo straordinario, la cronaca, l'emozione forte dei fatti particolari della vita rivissuti in una cornice letteraria.

fra81fra  @  29/05/2007 12:37:59
   8 / 10
io invece apprezzo molto di più il primo spielberg, ancora acerbo, non toccato da retorica, fresco di studi e sperimentale... lo spielberg successivo non ha nulla di innovativo.. questo film è adorabile.. non posso approfondire il commento tuttavia perchè l'ho visto almeno 5 anni fa, anche se ricordo mi piacque moltissimo

jmarra  @  25/05/2007 16:11:09
   7½ / 10
quando lo vidi per la prima vota rimasi piacevolmente sorpreso non avra la grandezza dello spielberg maturo ma c'era gia il geniale produttore nel rendere spettacolare una vicenda chiusa e il raffinato autore da ironizzare sui mali dell'america anni settanta

Gruppo COLLABORATORI Victor  @  10/07/2006 19:29:53
   8 / 10
La seconda regia di Spielberg tocca un tema non facile senza mai bana lizzarlo e senza scegliere un finale facile e scontato.Buona l'interpretazione di Goldie Hawn.

Gruppo COLLABORATORI Harpo  @  26/06/2006 16:26:19
   5½ / 10
Spielberg non era ancora un grande regista in questi anni e "Sugarland Express" ne è la riprova. E comunque, deve essere sottolineato che, l'intera carriera del regista americano è continuamente andata incontro ad alti e bassi impressionanti: basti ricordare che dopo un film non troppo esaltante come "La guerra dei mondi" ha realizzato un grandissimo film come "Munich".
Comunque in questo film (di cui non mi ricordo troppo) si iniziano a intravedere (molto da lontano) le peculiarità del grande direttore statunitense: ritmo a tratti molto alto e qualche colpo di genio.

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Invia una mail all'autore del commento emans  @  26/05/2006 19:52:30
   6 / 10
un film che tocca principalmente due generi.
quello drammatico e la classica commedia,pero senza eccellere particolarmente in nessuno dei due generi...quindi un buon film ma niente di particolare...

Gruppo COLLABORATORI JUNIOR Requiem  @  26/12/2004 19:39:37
   7 / 10
Primo film per il grande pubblico di Spielberg, dopo il superbo esordio con "Duel". E' un discreto film d'autore che sembra giustamente diretto da un esordiente e giovane regista. Manca in confronto al road movie precedente il grandissimo uso degli spazi e il costante senso di angoscia, che lo fanno assomigliare in alcuni punti più a un tv movie.
Ma comunque è anche un film un po' diverso da "Duel", in questo caso Spilberg narra una vicenda vera, avvenuta alla fine degli anni '60, con qualche attacco al sistema qua e la ( senza particolari approfondimenti) e con tocchi da commedia non particolarmente interessanti.
Rimane comunque in mente per l'interminabile fila di macchine che si muove all'inseguimento dei due fuggitivi, stile quello di camion in "COnvoy".

Molto inferiore rispetto alle aspettative che si erano create con il folgorante e splendido esordio per la televisione con "Duel", comunque rimane un discreto road Movie, interpretato dal sempre bravo ben Jonson, e da una Goldie hawn non proprio all'altezza.

Un consiglio: evitate l'edizione italiana in dvd che è appena uscita, fa veramente schifo, non c'è neanche un contenuto speciale e la qualita video è mediocre, mentre quella audio è proprio pessima, peggio di così non poteva essere.

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